La gente parla sempre di salvare il mondo, le persone, la terra con le sue risorse. In realtà ciò è mera utopia, perché qui, se c'è qualcuno da salvare, siamo noi stessi, ciascuno per conto suo. Nessuno può salvare qualcuno che sia a lui esterno, ognuno può salvare solo se stesso.
Ovviamente, quando parlo di salvare non significa che se chi mi legge è bagnino può lasciare annegare le persone, quelle può sempre salvarle.. Qui mi riferisco al salvataggio dalla propria mente, dalle proprie abitudini negative, non ad un salvataggio fisico da un pericolo, questa è una battuta e un chiarimento al contempo, come dire, due piccioni con una fava.
L'unica persona che possiamo salvare, in questo mondo, siamo noi, cambiando la nostra mente. Molti si chiederanno se cambiando la mente cambieranno le cose a noi esterne, tipo relazioni disfunzionali che si continuano a portare avanti, lavori che si sopportano solo per avere un misero stipendio per pagare le bollette o per passare gli alimenti ai figli..
La risposta a questa domanda è sempre e solo SI', UNA VOLTA CAMBIATA LA NOSTRA MENTE, TUTTO CAMBIA E CI SI RIMETTE IN GIOCO, QUESTA VOLTA DA VINCENTI.
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| (Immagine presa dal web) |
La mente è tutto ciò che abbiamo ed è, al contempo, tutto ciò che ci occorre per realizzare un mondo nuovo, diverso, quello che fino ad oggi non abbiamo avuto il coraggio di realizzare in quanto prigionieri delle nostre paure/convinzioni limitanti.
Tutto è sempre a portata di mano, ma noi non abbiamo il coraggio di allungarla per prenderci ciò che ci attende da una Vita, da prima che nascessimo, ed è tutto ciò che la nostra anima desidera, quello per cui si è incarnata allo scopo di raggiungerlo ma che, fino ad oggi, la mente non gli ha permesso di avvicinarlo instillando in noi i semi del dubbio, della paura, del senso di mancanza e, in generale, tutti i meccanismi di autosabotaggio volti a bloccarci per paura di fallire.
La bella notizia è che, se vogliamo cambiare il mondo, basta cambiare noi stessi, la brutta è che affinché tutto questo si realizzi, dobbiamo lavorare su di noi, mettendo a nudo tutte le nostre paure, risolvendo e sanando i conflitti che ci tengono ancora prigionieri di un passato fatto di dolore e fallimenti.
Ma vi assicuro che, una volta cambiati noi, al nostro interno, tutto cambia, perché il mondo là fuori non è altro che il nostro specchio. Esso, infatti, riflette i nostri comportamenti, le nostre scelte e, non da ultime, le nostre sensazioni ed emozioni.
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Salvando noi, inoltre, salviamo tutti coloro i quali ci conoscono, ciò perché con l'esempio si ottengono molti più risultati rispetto al solo parlare, consigliare agli altri non facendo, al contempo, qualcosa per se stessi, ciò in quanto si risulterebbe poco credibili, solo teorici venditori di aria fritta.
Imparate ad AGIRE su di voi, dapprima sulle piccole paure, sulle piccole cose che, a vostro avviso, potreste/vorreste migliorare nella vostra Vita, poi cominciate ad abbracciare e lavorare su quelle più grandi, più importanti, quelle che la vostra Vita non solo la potrebbero cambiare in meglio ma, addirittura, la potrebbero trasformare radicalmente.
Il mondo siamo noi, nostra è la responsabilità di migliorarlo migliorando noi stessi, ognuno per conto proprio nel suo piccolo, e in breve, se ci fosse questa volontà di lavorare su di sé, il cambiamento collettivo avverrebbe in breve tempo, perché il mondo siamo noi, coi nostri pensieri e i nostri campi energetici.
Di conseguenza, un mondo abitato da persone responsabili porterà ad una comunità di persone in grado di agire per il bene comune, mentre un mondo abitato da persone egoiste, che non lavorano su di sé e vivono dei conflitti interiori importanti che non intendono risolvere, manterrà lo stato attuale di caos nel quale viviamo.
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La scelta è nostra, ciascuno può coltivare il proprio giardino fino a farlo fiorire eliminando, ovviamente, le erbacce e concimandolo per prepararlo a produrre i frutti migliori. Oppure potrà continuare a vivere su questa terra come se fosse l'ultimo abitante, a suo uso e consumo, proprio come stiamo facendo noi in questo secolo.
Vincenzo Bilotta


