domenica 25 agosto 2013

Il potere della preghiera

Questa domenica ho deciso di pubblicare un altro capitolo bonus del mio libro di recente pubblicazione, il suo titolo è "Il potere della preghiera". Sappiamo realmente pregare? Riusciamo ad ottenere ciò a cui teniamo tramite la preghiera? Prima di rispondere a queste domande attraverso questo nuovo ed interessante capitolo, vi ricordo che, per chi volesse approfondire queste come altre tematiche, potrà trovare il mio libro in tutte le librerie d'Italia oppure acquistarlo online presso: MACROLIBRARSI (basta cliccare sulla copertina del mio libro che troverete alla vostra destra a fianco dell'articolo), IL GIARDINO DEI LIBRI, LA FELTRINELLI, AMAZON, IBS LIBRI, HOEPLI, YOUCANPRINT, INMONDADORI.

Pregare è qualcosa che molti hanno appreso sin da piccoli e in maniera diversa a seconda  della religione di appartenenza. Ognuno di noi acquisisce, col passare del tempo, un personale modo di pregare in base al proprio sentire ma, spesso, il semplice pregare non ci permette di ottenere ciò che chiediamo quando preghiamo. Vedremo adesso il motivo per cui ciò accade.

Se è vero che pregare è abitudine comune, raramente però si prega con consapevolezza; molte volte lo si fa in modo automatico, come quando ci si rade o si va a fare la spesa. Pochi comprendono in realtà la funzione e l’importanza che la preghiera può rivestire all’interno della vita di una persona e come spesso possa cambiargliela in meglio, se riuscirà, attraverso di essa, ad entrare in connessione con il Tutto.
(Immagine presa dal web)

I nostri genitori, insegnanti e precettori, sin dall’età scolare, ci hanno insegnato a pregare nel modo in cui loro stessi usavano fare ma nessuno mai, né loro né noi, si è chiesto quale fosse il potere e il significato racchiuso nella preghiera e nelle sue parole. Pregare è, secondo me, un gesto di grande consapevolezza che va fatto in maniera cosciente, riservandosi degli spazi nel corso della giornata, allo scopo di potersi concentrare meglio e riuscire a comunicare in maniera diretta con Dio.

Ora, a prescindere dal tipo di preghiera che si deciderà di recitare, imparata a scuola o improvvisata allo scopo di chiedere il cambiamento di una situazione che non va nella nostra vita, occorre metterci l’intenzione, capendo che, dal momento in cui si inizia a pregare, ci si mette in contatto con Dio, e si realizza l’Unità col suo Spirito, perché noi siamo parte di Lui e, attraverso la preghiera, abbiamo la possibilità di poterci comunicare e chiedere il Suo aiuto.

Affinché possa realizzarsi nella nostra vita ciò che avremo richiesto attraverso la preghiera, occorrerà innanzitutto la Fede. Bisogna infatti credere in un’esistenza superiore che potrà essere Dio per i cattolici, Allah per i musulmani, la Matrix Divina per i fisici quantistici ma il risultato sarà sempre uguale, a patto che si preghi col cuore, eliminando la mente. Infatti, solo eliminando la mente coi suoi schemi sarà possibile pregare col cuore e mettersi, di conseguenza, in connessione con Dio.

E’ attraverso il linguaggio del cuore che Dio ascolta le nostre preghiere, ciò a prescindere dalla bellezza delle parole pronunciate. In questo caso, infatti, occorrerà solo essere connessi; la forma espressiva verbale sarà di secondaria importanza. Si sarà sicuri di essere connessi con Dio quando si inizierà a pregare con il cuore. Qualora si continuasse, invece, a pregare solo con la mente si correrà il rischio di non vedere realizzate le proprie richieste in quanto si rimarrà, così facendo, radicati nelle proprie paure.

E’ solo dopo aver aperto il cuore, quindi, che si avrà l’opportunità di poter comunicare con Dio. Da quel momento, il nostro cuore diventerà come un’antenna che trasmetterà le nostre preghiere alla Fonte e ne riceverà sempre risposta. Impariamo quindi a vedere nella preghiera una forma di unione col Tutto, un po’ come avviene con la meditazione, ma con una differenza sostanziale: se, per un verso, sia la meditazione che la preghiera vengono fatte col cuore e hanno come scopo di annullare la mente, la meditazione avviene in maniera silenziosa, guardando al nostro interno, a volte pronunciando dei mantra, mentre, invece, con la preghiera si pronunciano determinate parole allo scopo di connettersi con Dio, rimanendo peraltro in uno stato vigile.
(La copertina del mio libro)

Tipico esempio di preghiera dagli effetti prodigiosi è quella recitata dagli indiani d’America quando danzano per la pioggia o chiedono un raccolto ricco. In quel momento chi prega diventa un tutt’uno con la divinità pregata ma non solo; mentre prega, immagina già ciò che ha richiesto come realizzato, vivendo da quel momento in poi con quel sentimento di appagamento nel cuore, che, oltre a cambiare il suo stato d’animo, farà avvenire il miracolo richiesto alla divinità stessa.

In poche parole, tutto avviene, oltre che per la preghiera, ovviamente anche per la Fede che si ha nel formulare la preghiera stessa, perché, se davvero si vuole una determinata cosa e la si chiede attraverso la preghiera, bisogna porsi con Fede nei confronti di Dio affinché ce la conceda, aspettando poi, dopo aver pregato, che si realizzi nella nostra vita. Essa non tarderà a verificarsi, realizzando sempre le richieste fatte con il cuore.

Quando, invece, non si riesce a sgombrare la mente coi suoi schemi, per quanto si possa pregare col massimo fervore religioso, in questo caso il miracolo non avverrà perché non si sarà riusciti ad aprire i nostri cuori a Dio. Infatti, solo aprendo i nostri cuori a Dio, durante quel  momento di unità con l’assoluto che è la preghiera, avremo la possibilità di potere comunicare direttamente con Lui ed ottenere quanto chiederemo.

Sostituiamo alla mente il cuore e alla paura la fede e, a prescindere dalle parole utilizzate nelle nostre preghiere, potremo fare accadere i miracoli nella nostra vita, facendo nascere fiori perfino laddove pensavamo potessero esistere solo rovi. Infatti le parole possono avere degli effetti che la maggior parte delle persone non conosce perché è talmente  abituata a pronunciarle che ha perso ormai l’essenza del loro significato.

La preghiera ha anche il potere di modificare l’acqua delle nostre cellule. Questo lo si deduce dagli esperimenti condotti dallo scienziato giapponese Masaru Emoto, il quale ha fotografato dei cristalli di acqua congelati dopo che erano state recitate delle preghiere da persone appartenenti a differenti culti  religiosi. Il risultato, a prescindere dalla preghiera recitata o dalla religione di appartenenza, è stato la formazione, da parte dell’acqua, di cristalli di rara bellezza.

Quindi un motivo in più per pregare, facendolo in modo corretto in quanto, il solo pronunciare le parole contenute nella preghiera che si reciterà, darà ad ognuno di noi la possibilità di migliorare il proprio stato di salute, entrando in risonanza con esse a livello cellulare. Questo sarà il primo miracolo che avverrà ancor prima di essersi connessi con Dio e di ottenere da Lui risposta alle nostre richieste!

Vincenzo Bilotta

domenica 18 agosto 2013

Lasciare tutto alle spalle per sempre

Nasciamo a mani nude e passiamo tutta la Vita a riempircele di cose inutili perchè, morendo, le dovremo lasciare. A parte i faraoni dell'antico Egitto che solevano essere seppelliti con tutti i loro averi e suppellettili, oggi non si usa più farlo, quindi? Perchè preoccuparsi di accumulare senza sosta se lo si fa per il solo scopo di possedere?

Il benessere è l'obiettivo di tutti: una casa grande, l'auto di grossa cilindrata, le vacanze all'estero così come lo shopping compulsivo. E se fosse tutto vuoto? Già, perchè di compensare un vuoto interiore si tratta, di schermarsi agli occhi degli altri, di nascondere la propria pochezza interiore, la propria grettezza spirituale. 
(Immagine presa dal web)

Possedere tante ricchezze non è sbagliato. E' sbagliato esserne posseduti. Non sono qui di certo per fare la morale a nessuno, anzi. Voglio solo cercare di aprire gli occhi a chi è accecato dall'essere posseduto dalle cose. Queste persone, più hanno e più vogliono avere, devono stare sempre a mani piene, è il loro modo di essere, puntano tutto sull'apparenza, sugli orpelli inutili. 

Conosco tante persone che hanno ristrutturato casa, comprato l'auto di grossa cilindrata, ma sono terribilmente vuote e lamentose, non ci puoi stare vicino, ti prosciugano l'energia. Questa gente è figlia del vuoto progresso, il quale inculca l'idea dell'AVERE al posto dell'ESSERE. 
(Immagine presa dal web)

Noto ogni giorno come la gente si muova in macchinoni lussuosi, barche spettacolari, come abbiano accanto a loro belle famiglie ma, poi, se li guardi in faccia, sembrano dei cadaveri ambulanti. I volti sono spenti, gli sguardi vitrei e persi nel vuoto, la loro ASSENZA è palese. Si muovono senza meta, come tanti zombie infelici e svuotati della loro Anima.

Se questo è il benessere al quale ciascuno anela, la storia che sta vivendo la nostra civiltà attuale è tutta da riscrivere. Non si può vivere solo possedendo oggetti materiali, facendo finta di essere felici! Bisogna prima di tutto lavorare su di Se, osservare questo stato di cadaveri ambulanti nel quale si versa per poter, finalmente, cominciare ad aprire gli occhi.

Lavorando su di Se ci si accorge di come ci si stia trascinando dietro il proprio passato, vivendo il proprio inferno personale costituito da conflitti irrisolti, dubbi mai chiariti, persone mai perdonate, rabbia repressa. Cosa fare per cambiare? OCCORRE LASCIARE ANDARE E PERDONARE SE STESSI, NON GLI ALTRI.

Siamo noi che dobbiamo perdonarci per le sofferenze che ci siamo causati portandoci dietro un passato che ormai non ci appartiene più e che appesantisce la nostra Anima. Gli altri non necessitano di perdono quanto noi! Basta vivere nel passato! Non importa a nessuno della tua auto di lusso e delle tue vacanze, puoi dimostrare quanto vali SOLO SE SEI, MAI SE HAI.
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Essere è differente dall'apparire. Riesce ad Essere solo chi ha fatto un serio lavoro su di Se, lasciandosi per sempre il passato alle spalle. Appare chi non ha il coraggio di mollare via la spazzatura interiore per paura di cambiare. Si può Essere ed avere, MAI Essere ed apparire, sono in antitesi e si escludono l'un l'altro.

Solo dopo un'opera di auto-osservazione si può capire cosa si vuole in realtà dalla Vita. Da quel momento in poi si potranno possedere enormi ricchezze senza mai esserne posseduti in quanto la ricchezza più importante, quella interiore, la si sarà raggiunta.
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Bisogna essere padroni delle proprie cose, non schiavi. Inoltre, va detto che, dopo aver lavorato su di Se, ci si accorgerà come molte delle cose possedute sono in realtà superflue, un inutile quanto costoso camuffamento delle nostre insicurezze interiori.

Per vivere liberi occorre Avere senza possedere, Amare senza aspettative, lavorare con Amore su di Se per il proprio sviluppo personale ed, infine, ESSERCI, SEMPRE.

Vincenzo Bilotta

domenica 11 agosto 2013

Nutrire la mente

        "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt. 4,1-11)

In questa società consumistica non manca, di certo, il cibo per il corpo. Di questo l'uomo ne fa uso e abuso! Ma vogliamo parlare di cosa facciamo per nutrire la nostra mente? Poco o nulla! Siamo, infatti, troppo impegnati a rincorrere i nostri sogni ad occhi aperti che ci fanno apparire come delle marionette appese ai fili dell'illusione.
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E' interessante notare come le azioni siano sempre frutto di pensieri e i pensieri derivano, inevitabilmente, da ciò che abbiamo appreso attraverso il processo educativo al quale siamo stati sottoposti sin dalla prima infanzia. Ora se, come spesso accade, il nutrimento per il nostro corpo è stato, fin da quando eravamo bambini, abbondante e completo, lo stesso non può dirsi degli stimoli ricevuti a livello intellettivo.

Si presta troppa attenzione all'aspetto fisico, all'allenamento, al look, in generale si cura soprattutto "l'involucro" esterno, il corpo. Quello che è il lato spirituale viene a volte, ancora oggi, visto come una cosa da persone sognatrici, di ideali superiori, che vogliono cambiare il mondo solo a parole, etc.
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Niente di più sbagliato in tutto ciò! Se lo spirito viene lasciato in balia di se stesso e di quei quattro concetti appresi a scuola e andando al catechismo la domenica mattina, la conseguenza sarà la creazione della società di oggi, costituita, per la maggior parte, da persone create con lo stampino, omogenee, senza capacità di discernimento fra ciò che è VERO e ciò che è FRUTTO DELLE LORO FANTASIE MENTALI e, quindi, PALESEMENTE FALSO.

Non di solo pane vivrà l'uomo, andava dicendo già più di 2000 anni fa Gesù, proprio in riferimento al fatto che non basta nutrirsi di alimenti ed integratori per essere in forma, OCCORRE RIEMPIRSI DELLA CONOSCENZA PER ESSERE UOMINI NUOVI. Per far ciò occorre leggere, lavorare su di Sè, mettendo in dubbio sia tutto ciò che ogni giorno si apprende dai notiziari  che tutte le cose apprese durante il processo di crescita.
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Per diventare uomini nuovi, occorre apprendere nuovi concetti, seguendo nuove vie che non ci conducano a quello che è il mattatoio collettivo, creato apposta per far morire tutte le pecore allevate per essere immolate sull'altare del dominio di pochi perfidi tiranni psichici.

Impariamo a chiudere col passato, torniamo ignoranti, l'ho detto in altre occasioni negli articoli precedenti, prendiamo in mano la nostra vita, animati da buoni propositi. Solo così potremo creare un futuro diverso. Non basta vivere nel QUI E ORA per poter assistere al cambiamento, occorre anche il lavoro su di Sè. Ciò allo scopo di dipanare i dubbi e lasciare spazio a nuove conoscenze che ci permettano di liberarci dai condizionamenti derivanti dall'educazione ricevuta.

Tornare persone libere si può, tornare persone libere SI DEVE. E' un diritto di tutti gli individui per il solo fatto di essere venuti al mondo! Da oggi impariamo a sviluppare lo spirito critico, non dando più nulla per scontato, attingiamo le informazioni da diverse fonti siano esse cartacee (libri, riviste, etc.), orali (seminari) che apprese attraverso l'esperienza (eventi vissuti in prima persona quali lutti, esperienze lavorative, amorose, etc.).
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Diventiamo delle spugne, pronte ad assorbire informazioni da qualsiasi fonte riterremo utile alla nostra evoluzione, impariamo a nutrire la nostra mente di concetti nuovi che prendano il posto dei vecchi e deleteri processi mentali derivanti dal passato. PER DIVENTARE UOMINI NUOVI OCCORRE IMPARARE NUOVI MODI DI ESSERE.

Siate liberi e PRESENTI in ogni momento della vostra vita e vedrete che, al momento giusto, arriverà il pezzo mancante per completare il meraviglioso mosaico della vostra entusiasmante esistenza! Accettate tutte le esperienze accogliendole nel vostro cuore con AMORE. L'amore, infatti, è il contrario della paura. Usate l'amore per conoscere perchè, come disse Gesù: "La VERITA' rende liberi" (Gv. 8,32).

Vincenzo Bilotta

domenica 4 agosto 2013

Cambiare il proprio destino

Secondo molti abbiamo un destino già scritto. FALSO! Eppoi, chi lo ha stabilito? Tutte congetture, frutto di modi di dire e superstizioni ereditati in gran parte da usi e costumi popolari con connotazioni religiose. Chi scriverebbe il nostro destino? Qualcuno che si diverte a stabilire per noi cosa dovrà accaderci in futuro? E chi ha tutto questo tempo? NESSUNO!

Tuttavia, se per destino intendiamo il carattere di una persona, allora si avranno serie possibilità di profetizzare ciò che un determinato individuo con certe attitudini individuali sarà portato a compiere nel corso della sua esistenza. Pertanto, sarà facile prevedere che un piccolo delinquente una volta divenuto adulto sarà un criminale. Si dirà, poi, che aveva il destino segnato, era già tutto scritto..... Vi suona familiare?

In realtà, il destino non è MAI scritto ed immutabile. Il destino non è nulla di predeterminato. Siamo noi, attraverso le nostre interazioni ed esperienze, a scriverne le pagine, giorno per giorno. Partendo da questo presupposto, si può sempre cambiare SE LO SI VORRA' REALMENTE E CI SI METTERA' D'IMPEGNO.

Chiunque può cambiare il corso della sua vita. Basta evitare di avere ogni giorno, e per il resto della propria vita, sempre lo stesso concetto di sè. Bisogna evitare di credere ciò che gli altri vogliono raccontarci sottoforma di favola subipnotica allo scopo di tenerci schiavi delle loro subdole aspettative. Il carattere si può cambiare in ogni momento della propria vita.

Conosco storie di criminali i quali, durante il periodo di detenzione, si sono messi a studiare diventando avvocati o predicatori. IMPARIAMO A NON DARE NULLA PER SCONTATO, SMETTIAMO DI CREDERE AD UN DESTINO GIA' SCRITTO. IL DESTINO E' FRUTTO DELLE NOSTRE AZIONI QUOTIDIANE, SI COMPIE GIORNO PER GIORNO.

Se una persona è timida, può sempre cambiare, diventando un grande oratore. Se si è scontenti del proprio lavoro si può sempre fare in modo di cambiarlo, trovando quello che fa per noi. Certo ci vuole coraggio. Coraggio di cambiare, di risultare diversi da chi ci ha da sempre classificati in un determinato modo. Bisogna sapere che, se decidiamo di cambiare il nostro destino, potremmo deludere le aspettative di chi ci ha cresciuti ed educati: genitori, tutori, insegnanti, amici, etc.

L'ostacolo principale al cambiamento è sempre lei, LA PAURA, questo mostro dai mille volti che ci tiene avvinghiati stretti nelle sue spire e non ci permette ci fare ciò che REALMENTE DESIDERIAMO. Tuttavia, a volte, non basta desiderare per ottenere, occorre VOLERE. Solo con la volontà e il lavoro su di Se si possono ottenere i risultati, se ci s'impegna davvero. Chiunque può riuscirci.

Ognuno di noi, in ogni momento della propria vita, può decidere di cambiare per realizzare i propri sogni. Nel momento in cui si decide di cambiare, occorre andare controcorrente, seguire il proprio cuore e fare le cose con Amore, il contrario della paura.

Non c'è persona più adatta a cambiare il proprio destino di chi fa le cose con Amore impegnandosi, al contempo, a lavorare su di Se, sulle proprie paure ed emozioni. Solo il lavoro volto all'osservazione di Se, infatti, può trasformare la paura del cambiamento in carburante da utilizzare per spingerci più velocemente verso il traguardo.

Nessun destino è stato mai scritto in maniera definitiva per nessuno. Sono solo state fatte delle scommesse su di noi da chi ha sempre nutrito, nei nostri confronti, delle aspettative. Sta a noi raccogliere la sfida per vincere la scommessa contro ogni pronostico e vivere, finalmente, la vita dei nostri sogni.

Vincenzo Bilotta