domenica 16 aprile 2017

Perdonare e dimenticare

Già nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, ho dedicato un capitolo al perdono. Lo riprendo adesso per diversi motivi: uno di essi è legato al fatto che perdonare è difficile, ciò in quanto ci hanno educato in una società dove vige la legge del più forte ed il perdono, in questo quadro generale, viene spesso visto come atto di sottomissione o, addirittura, come una debolezza.

Il secondo motivo principale (in realtà, ce ne sarebbero migliaia, di motivi per cui parlare di perdono, ma ne cito un paio, giusto per ricordare i più importanti) per cui parlerò oggi di perdono, è legato al fatto che molte persone tendono a perdonare con la mente e non col cuore. Così facendo, essi rendono il perdono una specie di atto dovuto, formale, talvolta meccanico che molti effetti ha tranne quello per il quale conviene perdonare, ossia l'effetto di liberare e guarire chi lo pratica.
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Se poi, come potete leggere dal titolo di questo articolo, associamo la parola DIMENTICARE, ecco che si fa tutto più complicato se non impossibile per molte persone che stanno leggendo in questo momento e che, magari, avevano voglia di capire come fare a perdonare. Ma.... Dimenticare? Roba da pazzi o idioti, insomma.... Se pensate questo, potete fermarvi qui e smettere di leggere, diversamente potete arrivare fino in fondo a questo articolo per cercare di capirci di più.

Cos'è il perdono? Il perdono è forse uno degli atti più potenti che un essere umano possa compiere, avente effetti liberatori e di guarigione nei confronti di chi lo compie. Sì, perché spesso l'altro, la persona che ci ha offesi, aggrediti, derubati, non soffre come chi, invece, è stato ferito dal suo comportamento in quanto magari è abituato a comportarsi così con tutti ed è altamente inconsapevole dei danni che arreca attraverso le sue azioni od omissioni.
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Chi perdona, però, deve farlo col cuore, non con la mente. Solo perdonando col cuore, infatti, ci si libera dal dolore causato dal conflitto vissuto attraverso l'interazione distruttiva con chi ci ha feriti. Il perdono col cuore, oltre a liberarci, ha potenti effetti di guarigione psichica, fisica e spirituale definitivi. Perdonare col cuore significa farlo in modo COSCIENTE E VOLONTARIO.

Viceversa, se si perdona con la mente, sarà un perdono automatico, fatto perché magari amici, parenti o persone a noi vicine ci hanno consigliato di farlo per evitare di "portare avanti la cosa". In questo caso non ci sarà alcun effetto profondo, si saranno salvate solo le apparenze e, soprattutto, non si riuscirà a sciogliere il legame di dolore che si è costituito con la persona da perdonare nel momento in cui ci ha feriti in maniera più o meno cosciente.
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Ma, oltre a perdonare bisogna, SOLO se davvero si vogliono potenziare e rendere definitivi gli effetti del perdono, DIMENTICARE. Se già perdonare risulterà a molti di voi difficile, dimenticare potrà sembrare, ma solo all'apparenza, impossibile. In realtà le cose non stanno così. Per riuscire a perdonare e dimenticare, bisogna capire che, se si vuole davvero voltare pagina per potere riscrivere la storia della propria Vita partendo da zero, occorrerà anche dimenticare.

Solo dimenticando, infatti, si potrà superare e risolvere il conflitto interiore innescato nel momento in cui si è stati feriti. Solo dimenticando si guarisce dal proprio passato. Diversamente si rischia di rimanervi dentro per anni, forse per il resto della Vita... A che scopo, se la posta in gioco è la propria felicità incondizionata e la salute dei sistemi fisico, mentale ed animico?
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Certo, molti di voi staranno pensando che certe cose non si possono dimenticare, ciò anche per la propria sicurezza. Se si viene, ad esempio, derubati dal proprio socio in affari, è normale che, la prossima volta si starà più attenti e si ricorderà la lezione. 

Quando parlo di dimenticare, mi riferisco allo svuotare la mente dalla carica negativa e dal ricordo legato all'evento che ci ha causato dolore. In altre parole, bisogna perdonare smettendo, al contempo, di pensare alla persona che ci ha causato sofferenza e all'evento specifico che ha creato in noi il conseguente conflitto. Ciò ci renderà davvero liberi in maniera DEFINITIVA.
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Per dimenticare bisogna imparare ad OSSERVARE il proprio dolore derivante dal conflitto causato dalla persona che ci ha feriti, ACCETTARE quanto accaduto, percependolo non più come un evento negativo ma, piuttosto, come un'esperienza di crescita evolutiva voluta dalla nostra Anima. Infine, dopo essersi osservati interiormente ed aver preso coscienza del proprio conflitto, dopo avere accettato l'esperienza di sofferenza in quanto necessaria alla nostra crescita spirituale, bisogna LASCIARE ANDARE.

Quello del lasciare andare costituirà la liberazione definitiva dalle zavorre derivanti dai conflitti vissuti attraverso l'interazione con eventi o persone in un passato più o meno recente della nostra Vita attuale. Dopo aver lasciato andare tutte le zavorre che ci trascinavamo dal passato ed aver svuotato gli eventi e le persone che ci hanno fatto soffrire dalla carica emotiva che causava in noi sofferenza ecco che potremo finalmente dimenticare e vivere liberi, ritrovando la padronanza della nostra Vita e, con Essa, le nostre potenzialità creative.

Vincenzo Bilotta



domenica 2 aprile 2017

A chi dai il tuo potere?

Nasciamo creature potenti, infinitamente potenti e creative. La società e il sistema, man mano che andiamo crescendo, non hanno nessun interesse a mantenerci potenti e coscienti. Proprio per questo motivo, fin da piccini, si comincia a ricevere il processo educativo programmatico da parte dei genitori, preti, insegnanti, allenatori, formatori e chi più ne ha, più ne metta.

"Datemi un bambino fino all'età di sei anni e ne faremo un uomo" usano dire già da più di 500 anni i gesuiti a proposito di programmazione. Del resto le istituzioni religiose la sanno lunga in tema di manipolazione mentale e alterazione della coscienza infantile. A cosa porta tutto ciò? Chiaramente e innanzitutto ad un de-potenziamento e ad una "normalizzazione" a livello umanitario globale. 
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In altre parole, si creano masse di zombie con dei bisogni indotti e dei cervelli pieni di ciò che si DEVE sapere. E la creatività e la potenza che ci spettano dalla nascita dove vanno a finire? Essi restano sempre dentro di noi ma sotto strati e strati di preconcetti, pregiudizi, ansie, complessi d'inferiorità, conflitti interiori irrisolti legati al passato... 

Penso non sia necessario continuare la lista per capire che, pur rimanendo potenzialmente onnipotenti, di fatto poi questa onnipotenza non rimarrà sfruttata per il resto della propria Vita dalla maggior parte degli esseri umani che si "contentano" di ciò che il sistema gli fa credere di dover inseguire per essere "realmente" (???) felici.
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Insomma, viviamo in un sistema pilotato dall'alto a vantaggio di pochi e a scapito delle masse, allevate come pecore per poi venire immolate sull'altare del sacrificio per venerare i falsi idoli costituiti da: progresso, educazione, religione e tutto ciò che chi viene a questo mondo crede siano importanti per il suo sviluppo e progresso a livello psichico, fisico, intellettivo e animico.

Così facendo, però, non facciamo altro che dare il nostro potere a ciò che sta al di fuori di noi: leader politici, religiosi, guru carismatici, tanto per citarne alcuni ma, anche, giudizi, critiche e gelosie. Quando prestiamo attenzione a dei fenomeni che avvengono al di fuori della nostra sfera individuale, non facciamo altro che disperdere energie preziose che ci servirebbero per il nostro sviluppo e la nostra evoluzione in diversi settori della nostra Vita.
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Il fatto è che veniamo educati a prestare attenzione all'esterno più che a sviluppare e mantenere una certa introspettività che ci consentirebbe, fra l'altro, di non perdere mai la nostra connessione con il nostro vero se e, di conseguenza, con la nostra anima. I nostri genitori, insegnanti, educatori, preti, c'insegnano a guardare i notiziari per tenerci "aggiornati". Peccato che la maggior parte delle notizie che trasmettono sia fasulla e pilotata dall'alto allo scopo di far conoscere in maniera quasi esclusiva cattive notizie in modo da far regnare paura e sconforto fra la popolazione.

I telegiornali e i notiziari in generale, hanno il solo scopo di rubare energia a chi da loro si lascia catturare la propria attenzione. Dal momento in cui si esprime agitazione, sconforto, ansia, stress e quant'altro di squilibrante per il sistema psicofisico, proprio in quell'istante si comincia a dare potere agli agenti esterni a noi, creati apposta dal sistema allo scopo di nutrirlo tramite la nostra energia.
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Anche le critiche e i giudizi, ai quali la maggior parte di noi viene sottoposta specie in giovane età, sottraggono energia preziosa a chi presta loro attenzione. Bisogna APRIRE GLI OCCHI E LE ORECCHIE e cominciare a selezionare le fonti d'informazione e, in generale, tutto ciò che proviene dall'esterno. Dopo aver fatto questa selezione si dovrà prestare attenzione solo agli argomenti che hanno un valore costruttivo per noi e per la nostra evoluzione sia individuale che globale.

Fintanto che si rimarrà attenti ai notiziari e a tutto ciò che viene dall'esterno senza essere stato prima filtrato, si correrà il rischio di dare potere all'esterno rimanendo, per ciò stesso, a corto di energie. E senza energie, si sa, non si fa molta strada, a stento si ha la forza di fare il solito lavoro, di vivere la solita Vita, coltivando le solite amicizie (magari non buone per la nostra evoluzione nella consapevolezza) e vivendo i soliti programmi di addormentamento collettivo acquisiti tramite l'educazione-programmatica.
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Se si è a corto di energie, non si può coltivare e far crescere le proprie capacità creative ed evolutive, ciò per il semplice fatto che si avranno a stento le risorse necessarie a portare avanti una Vita ordinaria, da umanoide medio, così come vuole il sistema, così per come ci hanno programmati.

Solo cominciando a lavorare su di se si potrà dare una diversa direzione alla propria Vita iniziando, al contempo, a selezionare quali trasmissioni vedere, quali amicizie coltivare, se continuare col solito lavoro fino a morirne o cambiarlo per inseguire le proprie passioni. Quando smetteremo di alimentare le forze a noi esterne, solo allora torneremo ad essere infinitamente potenti e creativi, diventando, finalmente padroni del nostro destino, imparando a conoscere tutte le dinamiche che governano il nostro mondo.
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Smettiamo anche di ascoltare e lasciarci influenzare dalle critiche e i giudizi esterni. Dopotutto, come ebbe a dire il mistico Rumi "La tua critica lucida il mio specchio". In ragione di ciò, imparate ad ascoltare i giudizi, o critiche che siano, solo quando essi possono migliorare la vostra Vita (lucidare il vostro specchio), diversamente, lasciatevele scivolare via. quando smetterete di dare retta ad ogni "cane che abbaia", vi accorgerete di aver conservato un sacco di energie da spendere per il vostro lavoro di crescita personale.

Smettete di credere al fatto che tutto ciò di cui avete bisogno per essere felici si trovi all'esterno, perchè questo è solo uno dei tanti stratagemmi creati dal sistema allo scopo di rendervi suoi schiavi. Cominciate, piuttosto, a ricercare dentro di voi, basta chiudere gli occhi per vedere l'infinito che è sempre stato dentro di voi, assieme alle vostre infinite potenzialità, e non aspettava altro che di essere ri-contattato per donarvi la libertà e farvi ricordare le vostre origini Divine.

Vincenzo Bilotta

domenica 19 marzo 2017

L'amore centrato

Dell'amore se ne parla dappertutto. Lo si può ritrovare nei testi delle canzoni, sui giornali, nella pubblicità, nei libri, un pò dovunque insomma. Per lo più, però, questo è un tipo di amore esterno, condizionato, dipendente. Quando si fa dipendere la propria felicità dall'esterno, siano essi eventi, cose o persone succede, prima o poi, che questa felicità sia destinata a trasformarsi in qualcosa di diverso: aspettativa, gelosia, tristezza, odio, facendo perdere per strada tutto l'idillio iniziale.

IL VERO AMORE NON E' MAI ESTERNO. BISOGNA PRIMA AVER SAPUTO AMARE SE' STESSI, AVER VISSUTO UNA LEALE E SINCERA STORIA D'AMORE CON SE' STESSI PER POTER POI ESSERE CAPACI DI DARE E RICEVERE AMORE.
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Quello di cui parlo è un amore centrato, che ha le sue radici dentro di noi, ci rende forti, stabili, indipendenti e, al contempo, capaci di amare e condividere con gli altri senza paura, per questo, di perdere qualcosa ma, al contrario, sapendoci arricchire ed accrescere ogni volta che decidiamo di dare il nostro amore in maniera libera ed incondizionata al nostro prossimo, sia esso partner, genitore, amico o parente.

Per vivere l'amore centrato bisogna, prima, imparare ad amarsi ed accettarsi così come si è, senza più lottare o resistere al proprio aspetto, carattere o quant'altro non si era riusciti ad accettare di noi fino a quel momento. In altre parole, occorre attuare un decondizionamento da schemi e convinzioni limitanti riguardo se stessi e, in un secondo tempo, riguardo l'amore.
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Solo dopo essere riusciti ad amare ed accettare se stessi, così come si è, si potrà cominciare a lavorare su di sé per sviluppare l'amore centrato. Si potrà cominciare con il guardarsi allo specchio appena alzati al mattino, ripetendosi TI AMO alla propria immagine riflessa continuando, nel corso della giornata, a farsi dei regali, una sorta di premi, per il solo fatto di esistere: andare in un centro benessere, fare un viaggio, concedersi il ristorante preferito, comprare vestiti eleganti e, in generale, fare tutto ciò a cui si era rinunciato fino a quel momento.

Dal momento in cui ci si concederanno questi piccoli regali, si entrerà in amore con se stessi, ci si centrerà rendendosi, per ciò stesso, FORTI ED INDIPENDENTI dagli eventi, cose o persone. SOLO CHI SA AMARE SE' STESSO DIVENTA CAPACE DI DARE E RICEVERE AMORE. SOLO CHI SA CENTRARSI NEL PROPRIO AMORE, SMETTE DI FAR DIPENDERE LA PROPRIA FELICITA' DAGLI ALTRI DIVENTANDO, AL CONTEMPO, PADRONE DELLA PROPRIA VITA ED ARTEFICE DI UN'ESISTENZA RICCA DI SUCCESSI ED EVOLUZIONE SPIRITUALE.
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L'amore centrato è un amore di tipo spirituale, profondo, radicato ed evoluto. Chi vive nell'amore centrato non farà più dipendere la sua felicità dall'esterno ma diventerà, lui stesso, fonte di felicità, gioia e benessere per gli altri senza, per questo, perdere qualcosa nonostante abbia molto da dare. Chi riesce ad amare se stesso riesce a divenire il centro del proprio universo.

L'amore centrato è l'unico che ci consente di vivere le relazioni riuscendo a dare amore senza impoverirsi e a riceverne senza, per ciò stesso, dipenderne. Questa forma di amore è l'unica capace di renderci forti, indipendenti e ci libera, al contempo, dalle aspettative nei confronti di eventi e persone esterni a noi.

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L'amore centrato rappresenta un ritorno alle origini del Sé oltre la mente e le sue illusioni che creano dipendenza dal mondo esterno. DAL MOMENTO IN CUI SI SARA' STATI CAPACI DI PRODURRE AMORE VERSO SE STESSI IN MANIERA AUTONOMA ED INCONDIZIONATA, SOLO ALLORA SI SARA' RAGGIUNTA LA MATURITA' NECESSARIA PER POTER CONDIVIDERE CON GLI ALTRI QUESTO MERAVIGLIOSO SENTIMENTO, SIANO ESSI AMICI, IL PROPRIO PARTNER O CHI, IN GENERALE, AVRA' AVUTO LA FORTUNA D'INCONTRARCI NEL CORSO DELLE NOSTRE INTERAZIONI QUOTIDIANE.

Vincenzo Bilotta

domenica 5 marzo 2017

La mente possibilista

Ognuno di noi possiede una mente. Questa mente, spesso, pensa fin troppe cose contemporaneamente, mandando in tilt il suo possessore. Il fatto di pensare in se è naturale, sono le funzioni per le quali la mente esiste. Il problema sorge quando la maggior parte delle persone perde il controllo dei propri pensieri e si lascia trascinare dentro il turbine da essi prodotto.

Ora, poiché IL PENSIERO CREA LA MATERIA, succede che, se non si riesce ad osservare bene i propri pensieri, si creerà il caos nella propria Vita. Come molti già sanno, infatti, quando si pensa a lungo alla possibilità che si possa verificare un evento nelle nostre Vite e ci si concentra solo su quel pensiero specifico per mesi senza sosta, accade, alla fine, che quell'evento entrerà a far parte, prima o poi, della nostra esperienza di Vita.
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Ciò si verificherà grazie alla LEGGE DELL'ATTRAZIONE (ne parlo nel mio libro L'arte della consapevolezza, YOUCANPRINT EDIZIONI). Succede però che quasi mai si riceverà ciò che si desiderava in effetti ottenere, cerchiamo di vedere come mai.

Le persone, in genere, tendono a concentrarsi sulle proprie paure, incertezze e tendono a proiettarle in un futuro più o meno prossimo, cominciando a formulare pensieri sempre più intensi e pieni di angoscia rispetto al fatto che possa verificarsi un evento disastroso nelle proprie Vite. Così facendo non sanno, però, che quell'evento che tanto temevano prima o poi entrerà a far parte delle loro Vite!
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Come fare per evitare ciò? Occorrerebbe, innanzitutto, sviluppare una capacità di osservazione e selezione dei pensieri, lasciando scorrere quelli che meno ci piacciono e ancora meno ci servono e concentrandoci, invece, su quelli che potrebbero migliorare le nostre Vite.

Ma l'osservare, da solo, non basta. Bisogna sviluppare una mente possibilista, una mente, cioè, aperta a delle possibilità che fino a quel momento non si erano tenute in minima considerazione, ciò per il fatto che non si era mai adottato un approccio che andasse al di là del lasciarsi trascinare dalla corrente dei pensieri senza mai fermarsi ad osservarli.
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Cos'è la mente possibilista? Questo è un concetto che deriva dalla fisica quantistica ed ha a che fare con lo sviluppo delle potenzialità umane nel campo delle neuroscienze. Si conoscono casi di persone che ottengono delle guarigioni inspiegabili per la scienza ufficiale o di madri che sollevano auto per estrarre i propri cari rimasti sotto il veicolo.

Vi siete mai chiesti come possa avvenire tutto ciò? GRAZIE AD UN INTENTO FOCALIZZATO, UNA FEDE INCROLLABILE NELLE PROPRIE POTENZIALITA' MA, SOPRATTUTTO, GRAZIE AL COMINCIARE A CREDERE CHE QUALSIASI COSA SIA POSSIBILE. Dal momento in cui si comincerà a sviluppare una mente possibilista ci si aprirà, al contempo, a possibilità credute fino ad allora inimmaginabili.
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Anche la fisiologia cambia, inevitabilmente e vantaggiosamente per la persona che comincia a prendere in considerazione delle possibilità che, per gli altri oltre che per se stessa, fino ad allora non erano state da lei nemmeno immaginate. BISOGNA OSARE, COMINCIARE A PENSARE CONTROCORRENTE. SOLO IN QUESTO MODO SI PUO' COMINCIARE A FAR ACCADERE QUELLI CHE LE PERSONE COMUNI CHIAMANO MIRACOLI.

Laddove c'è un intento focalizzato in direzione di un obiettivo, là è già spianata la strada verso il successo, sia esso fisico, psichico o spirituale. Cominciate a credere nell'impossibile, selezionate e tenete in giro per la mente SEMPRE E SOLO pensieri costruttivi, che vi fanno star bene, ciò modificherà dapprima la vostra fisiologia e, presto o tardi, trasformerà le vostre Vite in un'avventura piena di esperienze nuove e stimolanti.

Vincenzo Bilotta

domenica 19 febbraio 2017

Struttura dell'ego

La maggior parte delle persone tende ad identificarsi con qualcosa che è diverso dalla loro vera natura. Ciò li disconnette dal TUTTO e non permette loro di riconoscere il proprio Dio interiore. Da ciò nasce l'ego e si alimenta attraverso l'identificazione, da parte delle persone, con beni posseduti, nozioni acquisite, stile di Vita e via dicendo.

In questo modo, chi alimenta l'ego, non fa altro che identificarsi e diventare qualcosa di esterno a ciò che si è realmente. Ecco che nascono i problemi, i conflitti, le guerre come le inutili competizioni a chi ha di più, a chi sa di più. A che scopo? Dopotutto, queste gare volte al superamento degli altri, oltre ad alimentare l'ego, dimostrano la paura dell'essere umano di venire superato in qualche campo dal proprio simile il quale è visto, in questo contesto egoico, come un avversario da sconfiggere.
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La creazione di un'identità basata sull'ego porta a difendere le proprie posizioni riguardo determinati aspetti della Vita sociale e quotidiana, a voler avere ragione a tutti i costi, a voler vincere sempre e per forza. Ciò porta ad un ulteriore allontanamento dalle proprie origini divine e un conseguente asservimento alle proprie proiezioni mentali. In altre parole, ci si allontana dal VERO per abbracciare un'ILLUSIONE creata dalla mente e proiettata all'esterno di sé.
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Ora, l'identità costruita in base ai beni posseduti, alla posizione sociale raggiunta, alle conoscenze acquisite e quant'altro possa alimentare e strutturare l'ego, può crollare in qualsiasi momento. Una perdita in qualsiasi campo della Vita, sia esso sentimentale, lavorativo, economico o di qualsiasi altro genere, può sgretolare la struttura egoica creata anche in anni e anni di lavoro basato sulla falsa identificazione con qualcosa di esterno a sé.
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Quando avviene un crollo di ciò che alimentava fino a quel momento l'ego, proprio in quel momento si ravvisa la possibilità di risvegliarsi o, viceversa, di diventare vittime delle circostanze. Certo, in questi casi gioca un ruolo fondamentale il fatto che si sia lavorato su di sé fino a quel momento o meno. Se una persona comincia a dubitare di ciò che ha, di ciò che pensa e comincia a lavorare su di sé anche per la semplice curiosità di scoprire cosa si nasconde dietro la propria identità costruita, questo potrà costituire la base per un eventuale risveglio qualora gli elementi con i quali il soggetto si identificava, improvvisamente crollassero.

Viceversa, se l'uomo medio, che non ha mai avuto la minima volontà di lavorare su di sé, viene a subire improvvisamente una perdita in uno dei campi della sua Vita coi quali si era identificato e creato un'immagine di sé, in questo caso, questo soggetto sarà destinato a diventare una vittima delle circostanze e, per ciò stesso, vivrà questa situazione come un fallimento, una distruzione in quanto ha puntato tutto su fattori esterni a se.
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Non bisogna solo lavorare su di sé per poter destrutturare l'ego. Occorre, anche, volgere lo sguardo al proprio interno distogliendolo, al contempo, da tutto ciò che si trova al di fuori di noi e costituisce il nostro falso sé sul quale abbiamo basato la nostra identità. Solo dopo aver abbandonato in maniera definitiva il falso involucro esterno e ci saremo disidentificati dalle illusioni di conoscenza e possesso potremo, finalmente, raggiungere quella libertà che ci consentirà di ricongiungerci con il TUTTO.

Vincenzo Bilotta

lunedì 6 febbraio 2017

Il perseverare

Quante volte vi siete posti un obiettivo da raggiungere e poi, lungi dall'arrivarci, avete mollato ancora prima di cominciare? Oggi vi parlerò del perseverare, ossia dell'arte di raggiungere tutti gli obiettivi che ci stanno più a cuore senza mai fermarsi di fronte a nulla. Dopotutto, prima di cominciare, occorre tenere conto di una cosa: L'UNICO VERO OSTACOLO AL NOSTRO PROGRESSO IN QUALSIASI CAMPO SIAMO NOI STESSI.

Siamo proprio noi, infatti, che ci autosabotiamo attraverso le nostre convinzioni limitanti e alimentando le nostre paure. Va detto in ogni caso che, il subconscio è già programmato in un determinato modo, occorrerà, quindi, dapprima uscire dagli schemi mentali ereditati dai genitori, educatori, maestri, preti, parenti, amici e, in generale, tutti coloro i quali hanno contribuito, in maniera diretta o indiretta, alla nostra educazione programmatica.
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Accade spesso che, nonostante ci sia la spinta iniziale volta al raggiungimento di un obiettivo, ad un certo punto sembra venir meno la motivazione, elemento trainante che potrebbe permetterci il raggiungimento del nostro traguardo. Cosa ci vuole allora, in questi casi, affinché si possa avere una spinta costante, una sorta di onda del successo, che ci consenta di arrivare dove vogliamo?

Un primo elemento è costituito, secondo me, dal potere della FOCALIZZAZIONE. Il focalizzarsi in maniera  totale e costante in direzione di un obiettivo, infatti, fa sì che l'obiettivo, alla fine, ci venga incontro, ciò grazie anche alla LEGGE DELL'ATTRAZIONE. Chi ha letto il mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, sa già come funziona. Tutto ciò a cui pensiamo in maniera TOTALE E COSTANTE entrerà a far parte, prima o poi, della nostra Vita.
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Il secondo elemento da tenere in considerazione è il potere delle CREDENZE. Va bene focalizzarsi un obiettivo e tenerlo a mente in maniera totale e costante, tuttavia occorre anche crederci, bisogna IMMAGINARLO COME SE FOSSE STATO GIA' RAGGIUNTO. Bisognerebbe visualizzare la sensazione che si prova a guidare, ad esempio, l'auto dei nostri sogni, se l'obiettivo è l'acquisto di un'auto di lusso. In questo caso potete arricchire la scena del maggior numero di particolari possibile quali: odore della pelle dei sedili, le sensazioni tattili delle vostre mani sullo sterzo e così via.

Il terzo elemento è caratterizzato dal continuare ad immaginare l'obiettivo raggiunto senza MAI tirarsi indietro. Non avrebbe senso fare solo alcuni passi in quanto spesso accade che molte persone si tirino indietro proprio quando l'obiettivo risultava essere a portata di mano. Bisogna andare avanti in direzione del proprio obiettivo senza mai fermarsi.
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Il quarto ed ultimo elemento, che caratterizzerà questo perseverare per raggiungere lo scopo, è costituito dalla trasformazione delle proprie credenze imparando, al contempo, a credere nell'impossibile. Dopotutto, impossibile è ciò che pensano coloro i quali hanno delle menti limitate dalle loro stesse voci interiori appartenenti a coloro i quali li hanno educati alla Vita. SOLO CHI CREDE NELL'IMPOSSIBILE POTRA' CREARE L'IRREALIZZABILE.

Attraverso questo processo costituito da quattro semplici, quanto fondamentali, elementi, si potranno cominciare a veder accadere i miracoli nella propria Vita. Ciò avverrà grazie alla trasformazione interiore, attuata grazie a questo lavoro in quattro semplici passi che costituiscono poi anche gli elementi base del PERSEVERARE PER RAGGIUNGERE LO SCOPO.

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Una volta seguiti in maniera costante questi principi basilari che fanno parte della legge dell'attrazione, vedrete che, dopo un determinato periodo di tempo che potrà variare a seconda del grado di resistenza alla trasformazione che incontrerete al vostro interno, riuscirete a raggiungere il vostro obiettivo senza sforzo anzi, sarà lui a venirvi incontro.

Vincenzo Bilotta

domenica 22 gennaio 2017

Alla ricerca del limite

Questo mio articolo di oggi è liberamente ispirato ad un filmato documentario molto interessante. Esso parla di persone straordinarie, nel video in questione vengono intervistati diversi professionisti dello sport estremo. Parlano motociclisti, surfisti, skateboarders, arrampicatori, sciatori e paracadutisti estremi, ovvio, altrimenti, che piacere ci sarebbe?

Ciò che mi ha colpito delle loro Vite, delle quali parlano nelle rispettive interviste rilasciate durante tutto il documentario, è stato il fatto che, ognuno di loro, dico ogni singolo praticante di sport estremi intervistato, ha saputo fin dalla più tenera età cosa avrebbe fatto da grande, senza alcun dubbio in merito.

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Credo che questo sia fondamentale nella Vita di ciascuno di noi e che, purtroppo, sia l'elemento mancante in tante Vite, quelle, per intenderci, delle persone che non hanno ancora capito cosa vogliono dalla Vita e hanno dimenticato le passioni che animavano le loro giornate da ragazzini.

Il titolo del documentario, dal quale io ho ripreso anche il titolo di questo mio articolo, è "Alla ricerca del limite". Titolo molto interessante, ricercare i limiti per poterli poi, dopo aver fatto i conti con i propri mostri interiori, superarli per realizzare, infine, se stessi al massimo del proprio potenziale reale, non quello che ci hanno insegnato a scuola.

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Ma prima di poter ricercare i propri limiti, bisognerebbe scoprire quali sono le proprie propensioni naturali, siano esse per uno sport o una professione in particolare alimentandole, poi, col fuoco della passione per poter arrivare all'ostacolo principale, la porta di accesso alla libera espressione delle potenzialità individuali del singolo: la paura.

Le persone del documentario avevano un grande vantaggio sulla maggior parte degli esseri umani, questo vantaggio era costituito dal fatto che, lo dicono loro stessi nelle rispettive interviste, essi sapevano già cosa avrebbero fatto da grandi, malgrado le paure di non poter guadagnare come i loro genitori si sarebbero potuti aspettare, specie se non fossero riusciti a sfondare nelle rispettive discipline come avrebbero voluto.

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Il fatto di sapere cosa si vuole dalla Vita, dove si vuole arrivare, chi si vuole essere, gioca un ruolo determinante nella riuscita dei propri progetti, ma non solo. Esso consente di dirigere tutte le proprie energie verso una direzione, quella giusta, quella che ci consentirà di poter esprimere e realizzare ai massimi livelli i nostri talenti, ovvio, dopo aver superato le nostre paure, quelle, per intenderci, che potrebbero ostacolarci nella realizzazione dei nostri progetti di Vita.

Nel documentario si parla anche di concentrazione e del modo in cui questi atleti straordinari riescano a focalizzarsi in maniera TOTALE nel QUI E ORA. Chi pratica sport estremi, infatti, non lo fa solo per un continuo desiderio di adrenalina, spesso lo fa per liberarsi dai pensieri superflui perchè non può avere più tempo per essi dato che il rischio che si assume nel praticare certe discipline non gli consente distrazioni di sorta, altrimenti rischia di grosso.

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E voi, sapevate fin da piccoli cosa avreste fatto da grandi o siete ancora alla ricerca di voi stessi? Perchè se non riuscirete a capire dove volete arrivare, sprecherete inutili energie per realizzare degli scopi che non sono vostri ma che avrete preso di seconda mano nel mercatino delle aspettative usate e abilmente riciclate dei vostri educatori. Buona Vita!

Vincenzo Bilotta