lunedì 8 luglio 2024

Siamo individui, non massa

"Per essere insostituibili bisogna essere unici". (Coco Chanel)

Ciascun essere umano nasce come individuo ma rischia di morire come massa. Chi sta al potere e ha creato in questi ultimi anni il caos più completo ha un solo scopo: creare un potere globale, dove un organo centrale mondiale comanda e decide per tutti gli stati del mondo, un progetto megalomane, folle, che mira a distruggere ogni forma di sovranità nazionale allo scopo di sottomettere tutti ad un potere unico.

In questo contesto, per come stanno messe le cose, neutralizzando ogni forma di sovranità nazionale per avvantaggiare un potere sovrannazionale, si capisce bene che gli individui non sono nemmeno presi in considerazione e considerati quali "massa" di abitanti di un determinato stato.

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Ma diventare massa significa smettere di essere individui. Smettendo di essere individui si perdono le caratteristiche preziose che ogni essere umano, per conto suo, possiede e, con esse, la possibilità di poterle sviluppare allo scopo di diventare UNICI.

L'impegno che ogni persona deve assumersi è quello di coltivare la propria individualità, intesa non in senso egoistico "Ognuno per sé e Dio per tutti", ma nel senso di sviluppare, attraverso un serio lavoro di crescita personale, quelle caratteristiche che gli sono specifiche, quei talenti che, se coltivati, andrebbero ad offrire degli elementi che arricchirebbero la collettività.

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Per far questo occorre uscire dagli schemi di pensiero globalizzanti, che ci vorrebbero tutti uguali, con lo stesso modo di fare, le stesse idee, stesse mode, una sorta di burattini non-pensanti da sfruttare nel mondo del lavoro per poi "rottamarli" una volta esaurito il loro compito, un po' come avviene con i macchinari industriali quando diventano obsoleti.

Pensare in maniera diversa, essere individui, non è facile, ma nemmeno impossibile, tutto dipende SOLO da noi. Nessun altro può sostituirsi in questo processo di crescita e sviluppo di quelle che sono le nostre caratteristiche personali, quelle che ci rendono unici, diversi da miliardi di altre persone, facendo di noi, appunto, degli individui.

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Chiedersi il perché delle cose senza contentarsi delle opinioni comuni è uno dei modi che potrebbe consentirci di cominciare a sviluppare un modo di pensare individuale. Un altro modo per sviluppare l'individualità sarà quello di non seguire più le mode, quelle che ci vorrebbero vestiti tutti uguali a seconda della follia del momento di quel determinato stilista.

Quando capiremo che la Vita è nostra e di nessun altro? Che noi siamo UNICI ed inimitabili, ma qualcuno che sta molto in altro e, di sicuro, non vuole il nostro bene, vuole annientare questa nostra unicità per metterci in fila come tanti burattini non-pensanti da comandare?

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Bisogna svegliarsi, cominciare a ragionare con la propria testa, andando contro corrente, sviluppando un proprio carattere, smettendo di cercare a tutti i costi l'approvazione degli altri sia sui social che nella Vita reale, ciò perché non sempre la gente applaudirà al nostro modo di pensare diverso, anzi, la maggior parte delle volte, potrebbe andarci contro perché ha paura di chi la pensa diversamente.

Per essere individui bisognerà assumersi il rischio di venire rifiutati da coloro i quali continueranno a nascondersi fra le fila della massa dei non-pensanti. Dopotutto, essere d'accordo con la maggioranza fa comodo a chi ha paura di essere se stesso perché teme, così facendo, di rimanere isolato.

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Ma noi siamo INDIVIDUI, non gregge, LEONI, non pecore! Di conseguenza, alziamo la testa, sviluppiamo un nostro modo di pensare, di vestire, di ESSERE, cominciamo a ragionare con la nostra testa, a dire di NO quando qualcosa non va bene per noi, in una parola, usciamo dalla massa e riappropriamoci della nostra originalità, prima di morire come fotocopie diamo uno scopo alla nostra esistenza e perseguiamolo fino a REALIZZARLO, è per questo che siamo nati!

Vincenzo Bilotta

martedì 18 giugno 2024

Ad ogni stato d'animo corrisponde una realtà

Che ci piaccia o no, noi siamo governati dalla nostra mente, dagli stati d'animo che, ad ogni momento, influenzano la nostra giornata in maniera più o meno positiva. Ma la nostra mente può essere, a sua volta, governata da noi, come? Attraverso l'OSSERVAZIONE SENZA GIUDIZIO. A quel punto le cose cambiano.

In genere, gran parte delle persone, il 90% circa del genere umano, è incapace di osservare la propria mente, più che altro direi che ne è schiava. Poiché la realtà è influenzata in maniera diretta dagli stati d'animo percepiti in un dato momento, ecco che ci accorgeremo subito di come le persone siano "volubili" o abbiano i cosiddetti "alti e bassi".

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Ma in realtà, tutti questi sbalzi di umore sono dovuti alle proiezioni mentali, alle quali crediamo e dalle quali, di conseguenza, ci lasciamo influenzare. Del resto, la mente inosservata è come un cavallo selvaggio: indomabile, capricciosa e instabile.

Se ci fermassimo un attimo a riflettere, specie nei momenti in cui ci sentiamo "giù", ecco che ci accorgeremmo di come siamo sotto l'influenza di una mente incontrollata, inosservata che ci proietta pensieri ansiogeni, angoscianti, che ci fanno avere paura o provare rabbia. Se riuscissimo, proprio nel momento in cui ci sentiamo giù o abbiamo, in generale, pensieri negativi o depotenzianti, ad OSSERVARE la mente mentre proietta questi pensieri in maniera del tutto casuale ed automatica, ecco che potremmo LIBERARCI ISTANTANEAMENTE!

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Quando si osserva la mente, quando si riesce ad essere presenti ai propri pensieri senza, tuttavia, lasciarsi coinvolgere dalla loro turbolenza, ecco che si acquisterà, al contempo, il potere di modificare ISTANTANEAMENTE la propria realtà.

Sì, vi sto dicendo che noi siamo i creatori della nostra realtà. La differenza fra l'essere coscienti dei propri pensieri oppure no sta nel fatto che, nel primo caso riusciremo a stabilizzarci in una realtà fatta di stati d'animo equilibrati, pensiero positivo ed attrarremo a noi in maniera COSCIENTE, tutto ciò che saremo in grado di sentire come già nostro. Nel secondo caso, invece, vivremo gli eventi come capitano, senza un ordine apparente.

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Questo sarà dovuto al fatto che la mente, in questo caso, farà ciò che vuole perché nessuno la sta osservando, nessuno ha coscienza di ciò che accade, e quindi sarà lei a gestire, in maniera del tutto abusiva ed automatica, la nostra realtà.

Impariamo ad OSSERVARCI mentre pensiamo, diventiamo COSCIENTI dei nostri pensieri perché solo così potremo diventare MAGHI della nostra realtà, far accadere miracoli all'interno della nostra Vita ed attrarre a noi ciò che più ci piace, il tutto senza sforzo e liberi da qualsiasi pensiero disturbante.

Vincenzo Bilotta

lunedì 3 giugno 2024

Riesci a sentire la Vita che scorre in te?

Riesci a sentire la Vita che scorre in te? Ti sei mai accorto di essere vivo? Certo, starai pensando che, se puoi leggermi sei vivo... Ma essere VIVI è ben altro. Il solo leggere, parlare, lavorare, camminare, perfino fare l'amore, non comporta l'essere DAVVERO VIVI.

Essere vivi è ben altro, il semplice lavorare, andare alla partita la domenica o fare la gita fuori porta il fine settimana non comporta, necessariamente, l'essere vivi, piuttosto, nella maggior parte dei casi, si riduce ad un mero automatismo.

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Così, facciamo le cose ma non ci ricordiamo nemmeno di averle fatte, della data in cui abbiamo compiuto determinate azioni e, spesso, questo stato di sonno ci fa rimanere fuori casa perché, tanto per cambiare, non ci ricordiamo più dove abbiamo messo le chiavi che, magari, sono appese alla porta!

Il problema di questo stato di automatismo nel quale la maggior parte dell'umanità sembra versare è, in gran parte, dovuto all'identificazione con il mondo esterno. Si vive reagendo a ciò che si vede fuori credendolo più reale ed indipendente da ciò che si vive dentro.

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Si giunge a tale stato di sonno perché non si è mai stati connessi con la propria interiorità, non si SENTE ciò che ci da Vita, come il respiro, non si percepisce maggiore o minore forza a seconda se si è in forma o, al contrario, si è stanchi.

Il fatto è che, essendo troppo impegnati, catturati, come imprigionati in una gigantesca tela di ragno, nel mondo esterno, abbiamo finito per identificarci con esso, fino a sparire in esso. Noi siamo REALI se riusciamo a sentire la VITA che scorre in noi, altrimenti veniamo divorati, come un pasto sacrificale, dal mondo esterno.

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E voi? Riuscite a sentire la Vita che scorre al vostro interno? Riuscite a percepire il vostro respiro, il battito regolare del vostro cuore e come essi si modifichino, alterandosi, quando reagite al mondo esterno attraverso le vostre emozioni le quali altro non sono se non un'interpretazione di ciò che accade da parte del vostro cervello?

Vi basterebbe sentire la vostra rabbia mentre monta per considerarvi VIVI in un dato istante, e questo sarebbe importante almeno quanto lo è il meditare in maniera costante. Anche il sentire le emozioni mentre si interagisce nel mondo esterno è una forma POTENTE di meditazione, di PRESENZA MENTALE PRATICA.

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Non basta, infatti, il solo meditare, questo stato di coscienza superiore acquisito attraverso l'esercizio costante e giornaliero, dev'essere, poi, messo in pratica nella Vita di tutti i giorni, ciò innalzerà il nostro livello di attenzione, facendoci sentire VIVI, CONNESSI, COSCIENTI.

La pratica della PRESENZA MENTALE è qualcosa di straordinario, che ci farà vivere con maggiore intensità la nostra Vita, non importa se per un altro giorno o per altri cento anni, ma ciò che importa è il mutato stato dell'essere, da umanoide medio non-pensante zombie a quello di uomo cosciente di sé, di ciò che fa, del mondo che lo circonda.

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Nel momento in cui sentiamo la Vita scorrere in noi, ogni automatismo viene interrotto, l'incantesimo del sonno millenario che sembra avvolgere l'umanità da eoni verrà spezzato, il velo di maya verrà squarciato e, oltre tutto ciò, scopriremo la condizione di risvegliati, che consiste nel fare ogni cosa in uno stato di PRESENZA TOTALE, oltre lo spazio, oltre il tempo, QUI E ORA.

Vincenzo Bilotta

martedì 21 maggio 2024

Vivere nell'abbondanza

Vivere nell'abbondanza, nella ricchezza, è il sogno di ogni uomo. Ma perché solo pochi riescono a realizzarlo, questo sogno? Come al solito c'entra la mente o, meglio, l'approccio mentale che ogni singolo essere vivente ha nei confronti dell'abbondanza.

Ciò che è di fondamentale importanza, infatti, è ciò che si pensa riguardo all'abbondanza, e qui entra in gioco il pessimismo cosmico insito nella forma mentis di quasi tutti gli esseri umani o, meglio, degli umanoidi medi. Per umanoide medio intendo colui il quale, senza porsi tante domande, va dove vanno gli altri, seguendo luoghi comuni, frasi fatte e che, infine, crede solo in ciò che può toccare, una specie di San Tommaso dei giorni nostri, insomma.

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Ma se si hanno dei concetti negativi, dentro, come si potrà mai raggiungerà e prosperare nell'abbondanza? Come potete ben capire da quanto detto fino ad ora, ogni cosa parte da dentro. È dentro di noi, infatti, che viene concepita ogni cosa. Solo dopo essere stata concepita, sognata, qualsiasi cosa noi penseremo per un periodo di tempo sufficiente, essa potrà manifestarsi all'esterno.

Il fatto è che le cose non sembrano andare quasi mai come vorremmo, ciò in diversi settori della Vita di ciascun soggetto. Il partner giusto sembra un miraggio, il lavoro dei nostri sogni sembra non voler decollare come avevamo sperato, la casa che speravamo di comprare una volta ottenuto un aumento dello stipendio sembra rimanere solo un desiderio irrealizzabile... Perché ciò accade?

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Ciò dipende dal nostro focus, ossia da quello a cui pensiamo maggiormente. Il desiderare, molto spesso, lungi dal farci avere o, quanto meno, avvicinare, a ciò che vogliamo, ce ne allontana. Questo accade perché il desiderio presume la mancanza della cosa e, proprio per questo, non ci permette di ottenere ciò che più vorremmo.

E poi, quando vorreste tanto avere una nuova relazione, che il vostro lavoro decollasse, che il successo vi bussasse alla porta, a cosa pensate? Sì, perché la maggior parte delle volte, vivendo nel desiderio che queste, o altre cose, si avverino, in realtà, nel vostro intimo, le considerate irrealizzabili perché disponibili in misura limitata.

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Tipico è l'atteggiamento di chi pensa che per ottenere il partner giusto ci voglia fortuna, che il lavoro dei propri sogni non decolla perché "la gente non capisce" o, ancora, che per avere successo bisogna fare i conti con chi si è già affermato nel settore in cui vorremmo emergere e, perciò, ci batte in esperienza ed astuzia.

Non da ultimo, chi desidera diventare ricco pensa, in contrasto col suo desiderio, che la ricchezza sia una risorsa limitata a poche famiglie a livello mondiale. Il risultato di tutto questo modo di pensare autosabotante lo conoscete già. Ci arriva ciò in cui crediamo maggiormente, ciò a cui rivolgiamo la nostra ATTENZIONE nel corso della giornata.

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Se pensiamo che le risorse, i partner, i clienti siano limitati a pochi eletti, beh, in quel preciso istante ci precluderemo la possibilità di far parte di quella cerchia di eletti i quali altro non sono se non persone che hanno smesso di pensare come tutti gli altri cominciando, al contempo, a coltivare i loro sogni, piantando i semi della fiducia nel terreno della Vita e innaffiandoli, giorno per giorno, con la FEDE, L'AMORE E LA PASSIONE fino ad ottenerli.

Ciò che vi separa dall'abbondanza è un pensiero, smettete di desiderare perché, così facendo, continuerete a vivere nella mancanza. Piuttosto, cominciate a sognare, ad immaginare a come vi sentireste se il vostro sogno fosse già realizzato, PERSEVERATE NEL VOSTRO SOGNO, non permettete a nessuno, per nessuna ragione, d'inquinarlo coi suoi dubbi, negatività o paure e, ben presto, ciò che prima vi sembrava qualcosa riservata a pochi eletti, entrerà a far parte della vostra Vita.

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La Vita è questione di focus. Concentratevi sempre e solo sul meglio, su ciò che vi può rendere felici, completi, gioiosi, che può accrescere il vostro interesse verso la Vita, mantenetevi concentrati sull'obiettivo senza, tuttavia, lasciarvi distogliere da dubbi, preoccupazioni o qualsivoglia pensiero autosabotante e, ben presto, sarete arrivati!

Vincenzo Bilotta

  


lunedì 6 maggio 2024

Cosa significa illuminarsi?

Si parla tanto di risveglio, molti usano il termine illuminazione, ma la sostanza del discorso non cambia. Ma al di là della terminologia tanto in voga negli ambienti new age, cosa significa illuminazione? Non cercherò il termine preciso da nessuna parte, lo spiegherò con parole mie, perché mi piace di più.

La persona che si illumina è colei la quale, ad un certo punto del percorso, a volte senza aver mai intrapreso nessun percorso, comprende il senso della Vita, oltre le apparenze, oltre la routine, al di là di quello che le era stato sempre insegnato a scuola, a casa e, in generale, durante il processo di addomesticamento, al secolo educazione.

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Alcuni pensano che chi si illumina acquisisca poteri soprannaturali quali telecinesi, telepatia, visione a distanza, medianicità o levitazione in quanto si riattiverebbe (alcuni parlano di disincrostazione) la ghiandola pineale. In realtà chi si illumina, più che acquisire più cose, magari poteri paranormali, come dicevo prima, ne perde molte, quelle superflue.

Sì, perché illuminarsi significa, per me, riuscire a squarciare il velo dell'illusione (il cosiddetto velo di maya del quale parlano i buddhisti) per poter, infine, vedere le cose oltre le apparenze, oltre ogni filtro mentale, giudizio o acquisizione conseguente al processo di addomesticamento.

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In pratica, chi si illumina si sveglia dal sogno di materia e riesce a vedere le cose in maniera oggettiva, e cioè così come sono al di là delle descrizioni mentali conseguenti al processo di addomesticamento. Per fare un esempio, chi si illumina vedrà il fiore riuscendo a percepirne il profumo, i colori, la vitalità, senza per questo cercare di ricordare dove l'aveva visto prima di allora, il suo nome scientifico o tentare di scattargli una foto, l'OSSERVA e basta.

Illuminarsi è come vedere le cose attraverso un raggio di sole che esce fuori da nuvoloni grigi temporaleschi, le cose cominciano ad essere chiare nella loro essenzialità, perché si smette di complicarle appiccicando ovunque etichette mentali. 

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Così si vedrà il partner in maniera diversa, gli amici, il datore di lavoro, il posto nel quale si vive, tutto assumerà una nuova luce, la luce della VERITA' OLTRE OGNI ILLUSIONE/DEFINIZIONE MENTALE. E questa è una vera e propria liberazione dalla prigionia della mente e dai sensi.

Illuminazione uguale destrutturazione, è un po' come rinascere, lavagne pulite, tornare bambini ed approcciarsi alle cose con quel senso di stupore, amore, immaginazione, creatività, allora la Vita viene vissuta come un'avventura e non più come un calvario o una lotta continua.

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Chi si illumina vede oltre le cose, oltre gli accadimenti quotidiani, questo accade perché non si limita soltanto a guardare ma, una volta squarciato il velo dell'illusione, finalmente VEDE le cose per come stanno, senza l'intermediazione della mente coi suoi filtri ed etichette.

L'illuminazione non va cercata, ciò per il semplice fatto che chi la cerca, in realtà, lo fa con la mente, quindi la sogna, la etichetta ma, in questo modo non la potrà vivere veramente, soltanto immaginare mentalmente.

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Non occorre nessuno sforzo, studio o percorso di crescita, ma se si vuole seguire un cammino, lo si può fare per conoscersi meglio, a patto che si sappia che il pacchetto non comprende l'illuminazione in omaggio!

Non si sa mai nemmeno se ci si illuminerà ma, a mio avviso, una volta cessato ogni sforzo, quando si smetterà d'inseguire il superguru risvegliato, di leggere centomila libri in cerca della frase magica, già in quel momento, quando si abbandonerà il complicato per il semplice, si comincerà a vedere, seppur a tratti, la realtà delle cose, così come sono, oltre ogni descrizione, immaginazione o processo di addomesticamento.

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In quel momento non si dovrà fare altro che mantenere la mente sgombra da inutili sovrastrutture di pensieri sparati a raffica e, semplicemente, godersi il momento con quello che la Vita saprà, sicuramente, offrirci.

Vincenzo Bilotta



domenica 21 aprile 2024

Liberati del superfluo

Viviamo nella società delle apparenze. In questa società le persone amano avere, avere e ancora avere, in un processo senza fine, una sorta di vortice di dipendenza dalle cose, amicizie, posizioni sociali, che porta ad accumulare, accumulare ed ancora accumulare.. Ma che senso abbia tutto ciò, pochi se lo sono chiesti.

Sicuramente, l'avere, l'apparire, il mostrare all'esterno la propria facciata ha a che fare con delle forme di dipendenza, certo, ma, anche e soprattutto, con il desiderio di compensare ciò che non si riesce ad essere perché non si ha il coraggio di esplorare la propria interiorità.

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E' dentro di noi, infatti, l'unico posto in cui possiamo trovare ciò che cerchiamo e accumuliamo fuori, e non è un nuovo diamante, un pezzo d'antiquario, l'iscrizione ad un club prestigioso o un lavoro molto ben retribuito, niente di tutto ciò. Esso è qualcosa di più prezioso, profondo e che potrebbe dare una svolta alla nostra Vita: RITROVARE NOI STESSI E CAPIRE CHE SIAMO GIA' COMPLETI, COSI' COME SIAMO.

Bisognerebbe cominciare ad esplorare e riempire gli spazi interiori di maggior coscienza, conoscenza, silenzio, gioia, felicità, amore, passione per la Vita svuotando, al contempo, gli scaffali di roba inutile, quella che si compra quando si è in giro per noia, desiderio di apparire, compensare il vuoto interiore col pieno di cianfrusaglie esteriori.

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Se solo molti aprissero gli occhi, si accorgerebbero di quanti oggetti inutili, relazioni fallimentari, lavori frustranti, si circondano al solo scopo di apparire, quanto tempo sprecato nel teatro delle vanità, a mostrare che si ha di più, a volte con arroganza, per mascherare il proprio disagio, la difficoltà a far pace con se stessi, a star bene con ciò che si è, non con ciò che si ha, che è solo illusione, compensazione, apparenza, quindi effimero, polvere, inutile per certi versi.

Questo non vuol dire che non si deve più vestire bene, divertirsi, avere una bella casa, un'auto di lusso, non è quello il concetto, chi crede questo è fuori strada, completamente. Io parlo di ritrovare se stessi per poi vivere CONSAPEVOLMENTE la propria Vita e, credetemi, se riuscite a centrarvi, molte cose che vi circondano e che avevate comprato per compensare il bisogno di ricerca interiore, di centratura, non vi serviranno, vi risulteranno superflue.

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Il mio invito è di volgere lo sguardo al vostro interno, ciò vi porterà a scoprire il vostro mondo interiore, in gran parte inesplorato, fino a farvi sentire completi, connessi, UNO con l'universo intero. Fatto questo, vi verrà spontaneo liberarvi dal superfluo: cianfrusaglie che non utilizzate mai e che tenete in giro per casa, amicizie opportuniste, shopping compulsivo, un lavoro che odiate, un partner che non vi ama (che non amate) più.

Ricordate sempre: IL NUOVO ARRIVA SOLO PER CHI E' DISPOSTO A LIBERARSI DA CIO' CHE E' VECCHIO, INUTILE E NON PIU' FUNZIONALE. LASCIATE ANDARE, CIO' CHE NON VI SERVE, RIMANETE IN ASCOLTO DI VOI STESSI E A BRACCIA APERTE E, BEN PRESTO, IL NUOVO ARRIVERA' FINO A VOI, CAMBIANDO IN MEGLIO LA VOSTRA VITA.

Vincenzo Bilotta

lunedì 8 aprile 2024

Perché è così bello lamentarsi?

La lamentela è una moda, uno stile di Vita adottato dalla maggior parte degli esseri umani, essa è diventata una tradizione che si tramanda, in maniera più o meno inconscia, di padre in figlio... Bella eredità! Ma perché è così bello lamentarsi con gli altri di qualsiasi cosa, purché ci si lamenti?

Il fatto è che viviamo in un'epoca in cui c'insegnano la dipendenza dalle cose esterne, l'incompletezza in noi stessi e, di conseguenza, tutto ciò porterà, creerà la tendenza alla lamentela. Mancherà sempre qualcosa nella nostra Vita, specie se lo cerchiamo all'esterno, e la pubblicità, con tutto il team di psicologi che collaborano alla creazione degli spot, lo sa benissimo.

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Come ho accennato qui sopra, la lamentela per ciò che manca al nostro esterno è uno dei motivi per cui si manifesta all'esterno, con gli altri, quel sentimento di incompletezza, ma non ci si lamenta solo per l'illusione che ci fa dipendere dall'esterno per renderci degli eterni lamentosi ed incompleti.

Un'altra causa che porta a lamentarsi è il bisogno di essere compatiti dagli altri. Così, quando incontriamo certe persone particolarmente lamentose, veniamo scambiati per gli psicologi di turno o, peggio, per dei bidoni dei rifiuti nei quali scaricare, attraverso la lamentela, tutti i propri problemi, bello vero? Fantastico! (scherzo, ovviamente!)

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Abbiamo detto che ci si lamenta perché si vorrebbero più cose, come consiglia la pubblicità, ci si sente incompleti perché non si ha un partner, un lavoro o, in generale (lo fanno i professionisti della lamentela, quelli con mentalità da bar e birra) perché il sistema politico, stradale, statale, idrico, geografico, non vanno per come vorremmo (follia assoluta, insomma).

Ma uno dei motivi principali per i quali ci si lamenta è la paura di AGIRE per cambiare ciò che non ci piace della nostra Vita. Spesso, infatti, basterebbe una semplice azione volta al cambiamento, per avere risultati CONCRETI senza inutili sprechi di tempo ed energia utilizzati per lamentarsi.

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Quanto maggiore sarà la paura di agire, tanto più aumenterà la tendenza a lamentarsi, ad inveire contro le circostanze, il destino crudele, gli extraterrestri (e chi più ne ha, più ne metta, in questo lascio spazio al lamentoso professionista che, sicuramente, possiede le competenze più adatte).

Ma perché si ha paura di agire? Perché si teme il cambiamento. E perché si teme il cambiamento? Per paura di ottenere ciò che si desidera pensando, tuttavia, di non meritarlo! Che assurdità la mente umana coi suoi ragionamenti autosabotanti, vero? Eppure è così e la lamentela, vi garantisco, se non si riesce a bypassare questo processo di pensiero, continuerà Vita natural durante.

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Da oggi, quindi, sapete che, oltre alla lamentela, una soluzione più efficace e, soprattutto, CONCRETA, esiste: si chiama AZIONE e costituisce la strada verso la liberazione da tutte quelle situazioni nelle quali diversamente, continuando a lamentarvi, rischiavate di rimanere impantanati per sempre.

Non sperate che venga qualche supereroe a salvarvi, perché certi processi che portano ad AGIRE per trasformare la propria Vita sono frutto di scelte personali. Siete voi che dovete decidere cosa volete per poi andare a prendervelo. 

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Nessuno può sostituirsi alla vostra volontà, ciò perché è un processo interiore, una scelta personale, si tratta di cambiare le vostre convinzioni limitanti che vi portano a lamentarvi, fino a sostituirle con le giuste motivazioni che vi spingeranno ad AGIRE fino ad ottenere i risultati che, sicuramente, attraverso la lamentela, non sarebbero MAI arrivati.

Vincenzo Bilotta