domenica 15 settembre 2019

Ciò che è

Nella nostra società si va sempre di fretta e si cercano dei risultati immediati, come immediato dev'essere l'appagamento in ogni settore della nostra Vita. E' la società del tutto e subito, dove chi arriva secondo non è uno che se la prende comoda vivendo il momento presente ma viene considerato, semmai, un perdente.

In questo contesto folle si è perso il senso della Vita, di ciò che realmente dovrebbe rappresentare per ognuno di noi, del suo reale significato. Si va in cerca del piacere e si fugge dal dolore, ciò è naturale, fa parte dei meccanismi di sopravvivenza del nostro apparato psicofisico.
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Ciò che non è naturale è la continua separazione degli accadimenti quotidiani, il loro continuo catalogarli, giudicarli come buoni/cattivi, necessari/non necessari. In sostanza, noi cerchiamo di dividere la Vita, creando separazione e andando contro la natura stessa delle cose, contro il continuo fluire degli accadimenti.

Ogni istante è un nuovo momento da vivere in fretta. Il tempo scorre via veloce, specie per chi è perso nei suoi pensieri e non sa cogliere l'istante. Ogni cosa va vissuta e lasciata scorrere, senza giudicarla, senza desiderare altro, altrimenti si crea una resistenza superflua, quella che, per intenderci, causa quel tipo di sofferenza del quale è pieno il mondo.
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La Vita è come è. Lasciatela essere, smettete di resisterle. Un evento non va come avreste voluto, ecco sorgere in voi una sorta di disagio psicofisico, un senso di oppressione, di calore alla testa, vi ritrovate coi battiti accelerati, il respiro corto, le mani sudate... A cosa state resistendo? Ve lo dico io: ALLA VITA E AL SUO CONTINUO FLUIRE E DIVENIRE!

CIO' CHE E', E'. RIUSCITE A VIVERLO E A LASCIARLO ESSERE? Solo così potrà fluire e portarvi un altro istante con situazioni diverse, nuove esperienze, arricchendovi e dandovi l'occasione di poter crescere ed evolvere ulteriormente.
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La Vita è UNA. Non è giusta né sbagliata, E'. Lasciatela essere! Smettete di dividerla in piacere/dolore, abbondanza/mancanza, vacanza/lavoro, amore/odio. Limitatevi a viverla e a fluire in essa. Il dolore non esiste, è solo una definizione, così come il piacere... Viveteli, sono solo stati transitori, non amplificateli, mantenendoli in Vita, continuando a pensarci.

Gli eventi passano, anche i lutti più devastanti, i fallimenti più cocenti, le relazioni più tempestose... Ma anche queste sono definizioni, e a noi non servono! VIVETE, VIVETE, VIVETE! Stop al giudizio, sì al lasciarsi andare, accettando se stessi e la Vita, così come viene.
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La Vita SA ciò che ci occorre per crescere e fare nuove esperienze... LASCIATELA FARE PER UNA VOLTA! AFFIDATEVI, VIVETE NEL LIBERO FLUSSO DEL DIVENIRE. DEL DOMANI? SARA' QUEL CHE SARA'! LIMITATEVI A VIVERE CIO' CHE E' ADESSO, SAREBBE GIA' UN BALZO QUANTICO VERSO IL RAGGIUNGIMENTO DEL VOSTRO PIENO POTENZIALE EVOLUTIVO!

Vincenzo Bilotta




domenica 1 settembre 2019

Il tesoro interiore

"La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia". (C.G. Jung)

Tutto ciò che ci serve è dentro di noi. Esso giace nascosto da qualche parte, al nostro interno, pronto a tornare in azione per regalarci la Vita che abbiamo sempre sognato ma non abbiamo mai OSATO andarci a prendere. Ognuno di noi, nessuno escluso, ha il suo tesoro interiore.

Nessuno ce lo ha mai insegnato, probabilmente questo articolo vi sembrerà visionario se paragonato al comune modo di pensare del gregge umano. E' naturale, non potrebbe essere diversamente, così vuole il sistema, dopotutto in questo modo, proiettando all'esterno l'attenzione di ciascuno di noi, continua a tenerci addormentati, facendoci aggrappare a dei falsi bisogni indotti ad arte per farci acquistare o consumare beni e servizi che diversamente, se avessimo avuto gli occhi aperti, non avremmo richiesto.
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E' quasi una corsa verso il mondo esterno, una sorta di caccia al tesoro, dove ognuno cerca di ottenere qualcosa che possa, in qualche modo, compensare il vuoto interiore che la carenza di spiritualità inevitabilmente porta in questo mondo meccanizzato e morto.

Così, ogni giorno si va alla ricerca di un posto di lavoro migliore, una relazione appagante, un viaggio in luoghi lontani, un nuovo e pericoloso sport estremo, poco importa, basta cercare, anche se non si trova, anche se poi ci si sente ancora più vuoti rispetto a quando si cercava e pur avendolo trovato.
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Ciò è naturale, l'esterno è un riflesso di ciò che viviamo al nostro interno.Se dentro ci sentiamo vuoti e pensiamo che nella nostra Vita manchi qualcosa affinché possa definirsi completa, ecco che sarà normale continuare a cercare... Ma chi cerca non trova, non questa volta, non all'esterno!

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ce l'abbiamo già, è dentro di noi e nessuno ce lo può togliere. Ma nessuno, del resto, ci ha mai insegnato come fare per andarcelo a prendere, per riempire quello che sembra essere un abisso interiore incolmabile, una sorta di fame di qualcosa che non sembra destinata a placarsi ma, al contrario, a crescere a dismisura.
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Se ci lasciassimo guidare dal nostro istinto, quasi immediatamente scopriremmo il nostro tesoro interiore. All'interno dello scrigno troveremmo diversi tesori quali: empatia, amore incondizionato, salute, gioia, talenti inespressi e sensibilità repressa.

Sì, perché nel mondo esterno ci hanno insegnato che è sbagliato essere troppo sensibili, si soffrirebbe; non si possono coltivare i talenti, ci vorrebbe troppo tempo e il sistema vuole degli schiavi che effettuino lavori anche contro la propria volontà; l'amore incondizionato, la salute e la gioia poi... Manco a parlarne! Mere utopie!
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E pensare che il tesoro interiore, il nostro tesoro interiore, è la verità mentre tutto ciò che ci hanno raccontato a proposito della felicità e del fatto che bisogna raggiungerla facendo e possedendo, sono solo dei falsi miti... Lo so, il mio sembra essere un ragionamento al contrario... Ma chi ha stabilito una verità definitiva? Di certo delle persone con una visione del mondo limitata i quali avrebbero voluto rendere anche noi limitati e schiavi di modi di pensare comuni, fin troppo banali.

La realtà è dentro di noi, il tesoro giace in fondo al nostro cuore, basta aprirlo per rimanerne abbagliati... Forse è la troppa luce che ci fa paura? Eppure è quella la Via per essere felici, per essere realizzati, per trasformare la propria Vita e, di conseguenza, il mondo a noi esterno.
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Non abbiate paura di sperimentare nuovi modi di vedere ed interpretare la Vita, lasciatevi guidare dall'istinto, dai vostri talenti, tornate in linea con i programmi della vostra anima e aprite il vostro cuore alla Vita. La Vita, infatti, è più saggia di noi, basta lasciarsi guidare senza opporre resistenza, seguendo l'onda e le proprie passioni, quelle che aspettano soltanto di essere seguite per realizzare il nostro scopo, quello per il quale la nostra anima si è incarnata nel nostro corpo fisico.

Vincenzo Bilotta

domenica 18 agosto 2019

Non sei la tua storia

Mentre stai leggendo questo articolo tu, come tutti noi del resto, stai vivendo la tua Vita. A seconda dei casi potrà essere una Vita appagante, complicata, poco importa... Ciò fa parte del gioco, il gioco della Vita! Molti lo prendono troppo sul serio, questo gioco... Alcuni ne muoiono dopo aver raggiunto elevati livelli di stress.

Pochissimi si accorgeranno di essersi trovati all'interno di una storia, quella che si raccontano ogni giorno, più che altro si ripetono ciò che gli hanno insegnato a credere durante la loro crescita. Se la storia è quella giusta, la Vita sarà costellata da successi, benessere, gioia e amore incondizionati. Ma se, come accade spesso, la storia che viviamo è quella sbagliata, beh, allora cominceranno gli squilibri, i fallimenti, le storie d'amore fallimentari.
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Quasi nessuno si è mai chiesto se la Vita che vive gli appartiene... Mi spiego meglio: nessuno ha mai pensato che, magari, sta vivendo solo una storia come tante altre e che, se non gli piace, se non la sente sua, può CAMBIARLA per cominciare a riscriverne un'altra, quella che gli appartiene davvero, la sola che può portarlo in direzione del raggiungimento della felicità e del suo VERO SCOPO in questa esistenza terrena.

Se stai vivendo una situazione che non ti piace, una relazione conflittuale con il mondo esterno (partner, amici, lavoro o situazioni specifiche, poco importa), sappi che questa è la storia che ti hanno raccontato e che, se vuoi, puoi cambiarla, perfino riscriverla di sana pianta. Tutto dipende da te, dal fatto di accorgerti di essere dentro una semplice storia che non fa per te.
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Quando qualcosa non ci piace, sia esso un lavoro troppo stressante e poco stimolante o una relazione sentimentale morta da tempo, questo è uno dei segnali che, se seguiti, ci può portare ad accorgerci che è tempo di smetterla di vivere quel tipo di storia, di trarne l'identità, e cambiare...

Come si fa a cambiare la propria storia di Vita all'atto pratico? Innanzitutto bisogna accorgersi del fatto di essersi identificati con una serie di accadimenti, al secolo storia, fino ad aver bloccato il naturale flusso degli eventi, della Vita. E' importante, in questo contesto, ribadire il fatto che molti di noi resistono a CIO' CHE E' interrompendo il naturale fluire degli eventi.
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La resistenza viene a crearsi a causa dell'identificazione con la propria storia personale, credendola vera, definitiva e immutabile. Tutti concetti mentali che ci tengono prigionieri del tempo e dello spazio, impedendoci di avere libero accesso, proprio QUI, proprio ORA, alle nostre infinite potenzialità di trasformazione insite nel momento presente.

Noi siamo esseri eterni, creati da Dio a Sua immagine e somiglianza e quindi capaci di modificare ogni evento a nostro esclusivo vantaggio. Il mondo comincia da noi. Noi non siamo la nostra storia, siamo molto di più, siamo l'infinito fluire della Vita coi suoi contenuti interni. La Vita va avanti, con o senza di noi, a prescindere dal fatto che opponiamo resistenza o meno.
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Meglio non resistere, non darsi una storia, cominciare ad osservarsi e lasciare che accada quel che deve accadere, senza opporre resistenza, lasciando che sia... Questa è libertà oltre ogni concetto o situazione, questo è il nostro vero percorso, libero dagli ostacoli che noi stessi avevamo posto lungo la carreggiata attraverso le convinzioni limitanti e le nostre identificazioni con le nostre storie di Vita.

Basta andare oltre, lasciandosi spingere dalla corrente e ricordando che NIENTE E' PER SEMPRE, TUTTO E' TRANSITORIO E IN CONTINUO DIVENIRE. NOI SIAMO I SEMPLICI OSSERVATORI DELLA VITA E DEL SUO CONTINUO MUTARE. SICURAMENTE NON SIAMO LA STORIA CHE CI HANNO RACCONTATO SU DI NOI, NON SIAMO IL NOSTRO LAVORO, LE NOSTRE RELAZIONI, LA NOSTRA CASA, I NOSTRI BENI. 
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Riconoscere questa fondamentale, quanto elementare, verità è libertà dalla forma, dalla definizione e da ogni giudizio di sorta. Dopo, il percorso non sarà più una corsa ad ostacoli, ma una meditazione passeggiata.

Vincenzo Bilotta

lunedì 5 agosto 2019

Tutto è perfetto

Tutto è perfetto, così com'è. Non potrebbe essere altrimenti, la natura non sbaglia mai. Siamo noi che, spesso, non riusciamo a vedere la perfezione delle cose. La società nella quale viviamo ci ha insegnato ad avere aspettative, ad essere felici a condizione che si verifichino determinati eventi che ci consentano di esserlo...

Se le nostre aspettative vengono deluse nasce la lamentela, il conflitto, la resistenza a ciò che è. In questo modo lasciamo che la perfezione della Vita con le sue dinamiche ci passi sotto il naso, ma noi non ce ne accorgiamo perché siamo troppo impegnati a lamentarci, a cercare di cambiare le cose, in pratica stiamo lottando contro la perfezione di CIO' CHE E'.
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Lottiamo quando veniamo licenziati, se il partner va via di casa coi nostri figli, se ci ammaliamo, se un nostro familiare si ammala, se i paesi sono in guerra, se c'è la fame nel mondo... Qualsiasi scusa è buona purché ci si possa lamentare, resistere, lottare contro CIO' CHE E'.

Il risultato di questo atteggiamento difensivo, lamentoso e di resistenza nei confronti della Vita con le sue dinamiche, ci impedirà di vedere la perfezione delle cose. Quando perdiamo l'occasione di vedere la perfezione negli eventi, ci perdiamo la bellezza di CIO' CHE E' e smettiamo di fluire con la Vita. Così facendo generiamo un attrito che si ripercuoterà sul nostro sistema psicofisico, è inevitabile che accada, dopo aver sprecato tutte queste energie allo scopo di resistere.
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Ogni cosa, se si verifica, è perfetta COSI' COM'E'. La nostra anima sa, per lei non è nulla di nuovo, non si preoccupa, lei lascia accadere, è sempre nel flusso, qualsiasi cosa accada. E' la mente che causa disagi a livello psicofisico, col suo continuo resistere alle novità, al cambiamento repentino, ai fatti di cronaca nera.

La mente proprio non vuol saperne di fluire con la Vita, per lei tutto va bene finché le cose procedono secondo copione. Ma la Vita, si sa, è una grande improvvisatrice e lei di copioni non ne ha, semplicemente perché ama sorprenderci per farci crescere. Se tutto potesse essere programmato nel dettaglio, l'essere umano finirebbe di crescere e vivrebbe nella stagnazione totale.
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Se le cose andassero sempre come previsto, si crescerebbe come dei bambini viziati, di quelli che hanno tutto e subito non appena pestano i piedi per terra. Ma non è questo il modo di crescere e di vivere. La crescita, infatti, avviene dal momento in cui, a causa di eventi inattesi, si è costretti ad uscire dalla zona di comfort per affrontare il cambiamento.

E' fuori dalla zona comfort che si comincia a maturare, a crescere e ad evolvere, non stando dentro una bolla d'illusoria sicurezza. A volte gli eventi da superare sono abbastanza impegnativi, quello sì, specie se si perde un posto di lavoro che consideravamo a Vita o quando muore una persona cara, ma è proprio lì che la Vita ci da la possibilità di cogliere la perfezione e la bellezza della nostra essenza.
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Noi siamo programmati per affrontare diversi tipi di situazioni, anche i più estremi, siamo esseri nati per cooperare fra loro, non per competere o farsi la guerra. Purtroppo, a volte capita che per conoscere la perfezione si debbano sperimentare il lutto, la malattia, il licenziamento, la morte di una persona cara o il nascere in una zona di guerra da qualche parte del mondo.

Ma, anche nascendo in una zona di guerra, tutto è perfetto, COSI' COM'E'. Non occorre resistere, lamentarsi, imprecare, non cambia nulla, bisogna solo ACCETTARE. Dal momento in cui si accetta la realtà per come la Vita ce la offre, solo allora possiamo coglierne la perfezione nel dettaglio, perché in quello stesso momento abbiamo smesso di resistere a CIO' CHE E'.
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Le cose non accadono per caso, tutto ha uno scopo, basta vederlo con gli occhi puri, senza i filtri della mente. E' solo con gli occhi dell'anima, infatti, che si può cogliere la perfezione della Vita, anche quando sembra andarci tutto contro, anche quando siamo stanchi e vorremmo farla finita... Bisogna aprire il cuore al perdono verso se stessi, per essersi lasciati sfuggire la perfezione ed aver remato contro per quasi tutta la Vita, a che pro?

Apriamo il nostro cuore alla Vita, guardiamola con gli occhi dell'anima, gli unici che sanno cogliere il bello dell'istante, senza mai chiedersi del prima o stare in ansia per il poi. Lasciamoci guidare dal senso del bello che si prova guardando un tramonto, un bambino appena nato o l'odore di terra bagnata quando piove... Quella è la perfezione, quella è la fine della resistenza a CIO' CHE E', quella è la via per la salvezza dalle brutture che la nostra mente ci aveva mostrato, prima di allora, attraverso gli specchi deformanti dell'educazione-programmatica.
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Impariamo a cercarla e vederla noi la perfezione, nessuno può insegnarcela perché ce l'abbiamo già dentro. Quando la mente tace è perfezione, una lezione imparata dalla morte una persona cara è perfezione, il futuro incerto è perfezione, oppure può essere il contrario della perfezione, dipende dall'osservatore, dal soggetto che sta vivendo quella realtà e dalla sua volontà di liberarsi da ogni aspettativa, resistenza e conflitto interiori per poter tornare a vedere il bello, COSI' COM'ERA PRIMA CHE LA SUA ANIMA S'INCARNASSE NEL SUO CORPO FISICO.

Vincenzo Bilotta

domenica 21 luglio 2019

Utilizzare le pressioni esterne come mezzo di crescita

"Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità". (John Fitzgerald Kennedy)

Siamo tutti forti e centrati, almeno così sembra. Andiamo a praticare yoga 3-4 volte la settimana, meditiamo ogni giorno anche per mezz'ora o più, pensiamo positivo, ci sentiamo centrati e motivati, in pratica padroni del mondo... Fino a quando questo stesso mondo che ci sembrava così amico, un giorno ci crolla addosso...
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Succede all'improvviso, proprio quando tutto sembra andare per il meglio... Ad un tratto arriva un sms del partner con il quale dichiara di lasciarci perché non se la sente di voler continuare la storia con noi, il datore di lavoro ci chiama in ufficio per dirci che sta ridimensionando il personale e che noi, beh, possiamo anche fare a meno di tornare l'indomani e per i giorni a seguire...

Questi sono solo alcuni esempi di come all'improvviso la Vita possa cambiare, senza nessun preavviso, del resto così è. Nessuno ci ha mai garantito niente e nulla ci è dovuto, da nessuno... Solo noi possiamo acquisire qualcosa, sviluppando le potenzialità e i mezzi adeguati per crescere in mezzo a quelle che sembrerebbero essere delle difficoltà insormontabili...
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In pratica vi sto dicendo di utilizzare le situazioni definite comunemente "di merda" per concimare ed accelerare la crescita dell'albero della vostra saggezza interiore. Di solito, invece, le persone utilizzano determinati accadimenti che arrivano come fulmini a ciel sereno per rendersi vittime del destino e cercare compatimento dagli altri attraverso la lamentela ripetuta all'infinito.

Queste persone non sanno, però, che così facendo, lungi dal risolvere la situazione, si ritrovano in una fase di stallo. Sì, perché la lamentela non risolve un bel nulla! Ci vuole azione, muoversi in direzione della trasformazione, prima interiore e, di conseguenza, esteriore. Ma come fare?
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Innanzitutto smettendo di remare contro gli eventi. Occorre smettere di RESISTERE A CIO' CHE ESISTE. Questa è la prima mossa strategica da adottare per poter trasformare la realtà, creando i presupposti necessari affinché le cose possano funzionare a nostro vantaggio smettendo, per ciò stesso, di lottarci contro e cominciando a trasformarle in esperienze necessarie alla nostra crescita.

Ciò che ci ha resi persone migliori, più forti, più determinate, più equilibrate se vogliamo, è stato proprio l'aver vissuto, nel corso della nostra Vita, eventi che hanno messo sotto pressione il nostro sistema psicofisico. Ciò ha consentito la nostra crescita interiore, magari in principio abbiamo sofferto, abbiamo vissuto per un bel pò nelle tenebre, ma poi abbiamo cominciato a vedere la luce...
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E luce fu! Solo dopo aver attraversato le tenebre si può apprezzare la luce che, peraltro, ci ha da sempre circondati ma che noi non avevamo mai avuto occhi per vedere... Quel che accade, l'evento all'apparenza doloroso ed angosciante, contiene in embrione un'opportunità di crescita tanto maggiore quanto più devastante sembra essere la situazione che andremo a vivere in seguito all'accadimento.

Quando muore una persona a noi cara, il partner ci lascia, perdiamo il lavoro o un amico che sembrava fidato ci tradisce, la prima reazione che abbiamo è incontrollata, automatica (infatti parlo di re-azione, non di azione), e ci porta a rattristarci, piangere, renderci vittime, in pratica dei tristi lamentosi vittimisti.
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Ma, se ci riflettessimo un attimo, solo allora capiremmo che anche gli eventi meno piacevoli fanno parte della Vita, di questo mondo duale, formato da luce/buio, bene/male, piacere/dolore, amore/paura. Certo, ognuno di noi può rimanere equilibrato anche quando è nel bel mezzo della tempesta, ma per far ciò dovrà prima riconoscere le sue eventuali resistenze alla Vita ed eliminarle assieme all'abitudine a giudicare e lamentarsi del mondo esterno, radicata un pò in tutti oggi.

Quando si smetterà di lamentarsi, da quel momento si potranno recuperare energie preziose per la crescita personale. Smettendo di resistere e di giudicare, invece, ci permetterà di fluire con la Vita, lasciando scorrere gli eventi senza lottarci contro, limitandosi solamente ad OSSERVARLI senza nulla trattenere, un pò come quando si assiste ad una lezione interessante e si evita di commentare o giudicare ma ci si limita ad IMPARARE.
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Impariamo dagli eventi, smettiamo di resistere, di giudicare, di lamentarci, di vittimizzarci. Lasciamo che la Vita c'insegni, lasciamola ESSERE! Così ogni esperienza, perfino la più drammatica, potrà trasformarsi in un'opportunità di crescita in ogni settore della nostra Vita che nemmeno 20 anni di yoga e 200 libri spirituali avrebbero mai potuto fornirci.

Vincenzo Bilotta




domenica 7 luglio 2019

Essere originali

Viviamo in un mondo dove regnano e ci condizionano le mode. Basta uscire per strada, tanto per fare un esempio, per accorgersi di quanti ormai non guardino nemmeno dove mettono i piedi, talmente impegnati sono a guardare e scrivere messaggi sugli smartphone; molte altre persone vestono in maniera pressoché uniforme, quasi avessero la divisa; tanti altri utilizzano gli stessi intercalari, lo stesso tono di voce quando staccano al telefono prima di salutare, e l'elenco potrebbe durare per l'intero articolo, ma non è mia intenzione continuare...

Ciò di cui voglio parlarvi, oggi, è un argomento molto interessante e, al contempo, di fondamentale importanza: essere originali. Quanti di noi sono originali? Quanti sono riusciti a non farsi trascinare via dalle mode imperanti mantenendo, grazie a questa centratura su di sé, una propria identità? Pochi, molto pochi.
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Il fatto è che si ha paura di risultare inadeguati, fuori moda o, come dicono molti, "antichi"... Rispetto a cosa? Rispetto agli ultimi ritrovati tecnologici o al far parte di una massa indistinta di esseri non pensanti che obbediscono ad un impulso esterno che li costringe, sotto la minaccia di non essere al passo coi tempi, ad acquistare, a consumare, tutto ciò per sentirsi vivi e stare al passo coi tempi?

La verità è che, oggi come oggi, la maggior parte delle persone sono delle fotocopie dei propri genitori, prima, e degli schiavi delle mode imperanti. La nostra è un'epoca nella quale si vive di stereotipi e si cerca in tutti i modi di uniformarsi. Così facendo, però, si perde l'originalità e, di conseguenza, risulterà difficile formarsi una personalità centrata.
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Chi è centrato su di sé sa che tutto ciò che è a lui esterno funzionerà in una situazione di interdipendenza. Ciò significa che ognuno è già completo in sé e interagisce con gli altri in una condizione paritaria. Da questa interazione scaturirà un'evoluzione costruttiva per tutto il sistema del quale i singoli soggetti fanno parte. 

Nella società di oggi sono ancora pochi gli esempi di persone veramente centrate su di sé. Si può assistere, più che altro, ad una forma di pensiero collettivo e dipendente dalle mode, non interdipendente, non centrato, sicuramente mancante di originalità. In pratica, poche persone hanno sviluppato e maturato una personalità adulta, la sola che potrebbe consentire loro di essere centrati e completi in sé stessi. Le masse vivono di imitazioni, di informazioni prese da altri, sono fotocopie, perfino nei modi di parlare, non solo di vestire o per il taglio di capelli...
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Ma come fare per risultare originali, per essere se stessi ed uscire da questa massa anonima e standardizzata? Innanzitutto dovrà nascere in noi il desiderio di indipendenza, il solo che ci potrà spingere ad uscire dal gregge per cominciare a vedere, ascoltare, percepire il mondo, e la realtà a noi esterna, in prima persona e non più attraverso informazioni di seconda mano.

Man mano che agiremo in direzione della nostra centratura e, di conseguenza, cominceremo a creare una personalità autonoma con un proprio centro di gravità permanente, sarà inevitabile allontanare chi la pensa in modo diverso rispetto al nostro cammino evolutivo perché fa ancora parte del gregge. Si diventerà più selettivi nelle relazioni di amicizia, così come in quelle sentimentali, prediligendo quelle che possono arricchirci e migliorarci rispetto a quelle dove si parlerebbe del tempo, della squadra di calcio o dell'ultima ricetta di cucina...
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La selezione deve avvenire, è un processo naturale, fa parte del cammino di crescita. Si può rimanere amici delle stesse persone pur non frequentandole come prima, specie se, man mano, si perdono gli interessi in comune. Sicuramente si incontreranno altre persone, si stringeranno legami di amicizia, sentimentali e lavorativi in base al nuovo livello di evoluzione acquisito. 

Ciò sarà naturale, lasciate che accada, fa parte del processo di centratura, della vostra ritrovata originalità, del vostro sviluppo ed allineamento coi progetti della vostra anima. Lasciate che accada, non opponete resistenza, dopotutto di doppioni alla moda, per strada, ce n'è fin troppi... SIATE VOI STESSI E COMINCIATE A VIVERE!

Vincenzo Bilotta

domenica 23 giugno 2019

La forza della gratitudine

Il nostro è un mondo dominato dall'ambizione, dal voler apparire a tutti i costi piuttosto che dal voler essere senza inutili esibizionismi. Si è più portati a mostrare il SUV, l'abito firmato, i gioielli, a farsi vedere in locali alla moda. Già, la moda, il seguire ciò che fa tendenza... Ma poi, chi è che determina una data moda/tendenza?

I mass media, la pubblicità, i mezzi del sistema, insomma, sono sempre pronti, attraverso nuove ed efficaci strategie di marketing, a creare dei bisogni in realtà inesistenti. Il messaggio rivolto ai destinatari di questi autentici bombardamenti mediatici ha un solo scopo: indurre a comprare, a non essere mai soddisfatti, ad inseguire il prossimo acquisto, la prossima vacanza, la prossima auto di lusso, tutte chimere, in un sistema fatto apposta per mantenere l'essere umano in uno stato di sogno ad occhi aperti dove chi dirige l'operetta sta in alto rispetto a chi sogna, e lo manipola a suo piacimento.
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In un sistema simile, fatto di bisogni artificialmente creati, è naturale trovare sempre più persone insoddisfatte se non hanno quel determinato prodotto reclamizzata o non possono fare la vacanza consigliata dall'agenzia di viaggi di turno.

L'insoddisfazione è un'arma letale che autodistrugge chi la prova. Quando non si è soddisfatti, infatti, si avrà la tendenza a lamentarsi di tutto con tutti, sempre. Per chi conosce un pò di Legge dell'attrazione (se vuoi saperne di più cerca sul mio blog l'articolo intitolato LA LEGGE DELL'ATTRAZIONE) sa che conseguenze avrà questo comportamento da lamentosi: esso non farà altro che attirare addosso a chi si lamenta altre occasioni per cui lamentarsi ulteriormente.
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E pensare che basterebbe poco per uscirne... Basterebbe provare gratitudine per il solo fatto di essere vivi, ad esempio, o per il fatto di svegliarsi al mattino ed essere in grado di camminare sulle proprie gambe, in un paese che non è in guerra e sotto un tetto che ci appartiene. Ma no, la persona media/mediocre non ha tempo per queste stupidaggini che sanno tanto di religione e penitenza, bisogna volere sempre di più, così si finisce col dare per scontato quelli che sono, invece, degli autentici doni di Dio.

Perché si deve vivere nella sofferenza o veder soffrire i propri cari per poter essere grati alla Vita dopo aver vissuto queste situazioni? Perché si deve per forza guardare chi sta peggio di noi per poter capire che noi, in realtà, non abbiamo mai avuto bisogno di nulla per essere felici? Se vi siete posti almeno una di queste due domande, magari fra una lamentela e l'altra, scoprirete quanto sia vero il fatto che viviamo in una società di lamentosi che è disposta a svegliarsi, anche se non sempre, solo quando attraversa dei momenti di sofferenza intensa che gli permettono di riflettere su ciò che è veramente necessario per potersi considerare delle persone felici.
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Ma se ci riflettete un attimo, proprio adesso mentre mi leggete, scoprirete che, alla fin fine ciò di cui avete bisogno, ciò di cui l'umanità tutta ha bisogno per potersi considerare felice, LO HA GIA'. Potrà sembrare un paradosso ma è così. Io lo noto ogni giorno, ad ogni istante, quando interagisco con altre persone. In questi frangenti posso rendermi conto di come la gente abbia perso la gioia di vivere, la forza di provare gratitudine, la voglia di stare bene.

Se per caso, poi, dite a qualcuno che non gli manca nulla per essere felice, ciò perché ha già una famiglia in cui tutti sono in salute, un lavoro, può permettersi di viaggiare, ha una casa, una o più auto/moto, spesso questa persona dirà che non è vero, che vi state sbagliando, che non è felice, proprio per nulla, che ha problemi, che per essere realmente felice avrebbe bisogno di...
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E giù un elenco di cose che, se solo le potesse ottenere, allora sì la renderebbero davvero felice. Quando incontrate questo tipo di persone, tagliate corto e andate per la vostra strada, il sistema le ha indottrinate facendo credere loro che i bisogni sono altri, che il camminare sulle proprie gambe, l'essere in salute, l'avere una casa, un lavoro, il poter vedere una splendida alba, no, non bastano per essere grati alla Vita.

Per l'umanoide medio, infatti, essere grati significa: avere una megatelevisore da 50 pollici, lo smartphone di ultima generazione, il SUV di grossa cilindrata e altre baggianate simili atte a soddisfare, almeno per un momento, il suo ego.
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La vera forza non sta nella lamentela. La vera forza consiste nell'essere capaci di provare gratitudine, ciò ha il potere di metterci in contatto con Dio, è il mezzo di comunicazione con Lui, la linea diretta, la strada verso la felicità pura e senza contrari. Ma, fintanto che non si sarà capaci di guardare ciò che si ha ed esserne profondamente grati, non si potrà mai tornare in contatto con Dio, semplicemente perché si sarà troppo impegnati ad inseguire dei bisogni che non sono i nostri, ma quelli del sistema che intende arricchirsi alle nostre spalle attraverso dei beni futili e costosi.

E' possibile, nonostante i condizionamenti ricevuti dai bombardamenti mediatici, sviluppare la forza della gratitudine. Essere grati porterà, col tempo, ad attirare eventi, persone, cose per le quali gioire della propria Vita, ciò grazie alla famosa Legge dell'attrazione. 

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Ma come fare a sviluppare la forza della gratitudine? Innanzitutto potreste cominciare con lo smettere di lamentarvi per ciò che vi manca mostrando, al contempo, gratitudine per ciò che avete già. Cominciate ad essere grati al mattino non appena vi alzate, ringraziate Dio per avervi dato un'altra opportunità per poter compiere ciò che ieri non avevate avuto modo di fare.

Troppe persone, infatti, danno per scontato il fatto che ci sarà un domani. Potreste morire durante la notte, allora? Nessun domani! Siate grati appena scendete dal letto, sorridetevi allo specchio, ripetete alla vostra immagine in esso riflessa la parola "TI AMO", rimanete per un attimo alla finestra in contemplazione della Vita, pensate alla giornata in maniera positiva e costruttiva, immaginandola felice e piena di interessanti esperienze per la vostra crescita economica, fisica, psichica e spirituale.
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In questo contesto, mentre fate un lavoro di sviluppo della forza della gratitudine, evitate il più possibile le persone lamentose, le persone negative, coloro i quali non si contentano mai e, soprattutto, coloro i quali potrebbero dissuadervi dal continuare il lavoro che vi porterà ad attirare nella vostra Vita cose, persone ed eventi per i quali sarete grati.

Non tutti credono che il solo fatto di essere grati possa trasformare in maniera radicale la propria Vita. Ciò per il semplice fatto che nessuno ha l'interesse a rendere una persona soddisfatta ed indipendente, perché tutto questo sarebbe in evidente contrasto con una società che ci vuole, all'opposto, insoddisfatti e dipendenti dall'esterno per essere felici e sentirci realizzati.
(Immagine presa dal web)

Cominciate fin da adesso a rendere grazie per ciò che avete, a smettere di lamentarvi per il tempo, per il governo, per ciò che vorreste avere ma non avete ancora ottenuto. Piuttosto, cominciate a dire GRAZIE alla Vita, GRAZIE al vostro corpo che funziona perfettamente, GRAZIE ai vostri genitori per avervi messo al mondo, dandovi l'opportunità di realizzare i fini per i quali la vostra Anima si è incarnata, GRAZIE al sole che vi scalda e ad ogni altra cosa che prima davate per scontata, adesso cominciate a vederla come un miracolo e, così facendo, a miracoli aggiungerete miracoli perché, ricordatelo bene, la Legge dell'attrazione vi rimanderà moltiplicate le vostre richieste, quindi, inviatele gioia, gratitudine, Amore, realizzazione lasciando da parte, al contempo, lamentela, ansia per il futuro, insoddisfazione e dubbi di vario genere... Buona pratica!

Vincenzo Bilotta