domenica 19 marzo 2017

L'amore centrato

Dell'amore se ne parla dappertutto. Lo si può ritrovare nei testi delle canzoni, sui giornali, nella pubblicità, nei libri, un pò dovunque insomma. Per lo più, però, questo è un tipo di amore esterno, condizionato, dipendente. Quando si fa dipendere la propria felicità dall'esterno, siano essi eventi, cose o persone succede, prima o poi, che questa felicità sia destinata a trasformarsi in qualcosa di diverso: aspettativa, gelosia, tristezza, odio, facendo perdere per strada tutto l'idillio iniziale.

IL VERO AMORE NON E' MAI ESTERNO. BISOGNA PRIMA AVER SAPUTO AMARE SE' STESSI, AVER VISSUTO UNA LEALE E SINCERA STORIA D'AMORE CON SE' STESSI PER POTER POI ESSERE CAPACI DI DARE E RICEVERE AMORE.
(Immagine presa dal web)

Quello di cui parlo è un amore centrato, che ha le sue radici dentro di noi, ci rende forti, stabili, indipendenti e, al contempo, capaci di amare e condividere con gli altri senza paura, per questo, di perdere qualcosa ma, al contrario, sapendoci arricchire ed accrescere ogni volta che decidiamo di dare il nostro amore in maniera libera ed incondizionata al nostro prossimo, sia esso partner, genitore, amico o parente.

Per vivere l'amore centrato bisogna, prima, imparare ad amarsi ed accettarsi così come si è, senza più lottare o resistere al proprio aspetto, carattere o quant'altro non si era riusciti ad accettare di noi fino a quel momento. In altre parole, occorre attuare un decondizionamento da schemi e convinzioni limitanti riguardo se stessi e, in un secondo tempo, riguardo l'amore.
(Immagine presa dal web)

Solo dopo essere riusciti ad amare ed accettare se stessi, così come si è, si potrà cominciare a lavorare su di sé per sviluppare l'amore centrato. Si potrà cominciare con il guardarsi allo specchio appena alzati al mattino, ripetendosi TI AMO alla propria immagine riflessa continuando, nel corso della giornata, a farsi dei regali, una sorta di premi, per il solo fatto di esistere: andare in un centro benessere, fare un viaggio, concedersi il ristorante preferito, comprare vestiti eleganti e, in generale, fare tutto ciò a cui si era rinunciato fino a quel momento.

Dal momento in cui ci si concederanno questi piccoli regali, si entrerà in amore con se stessi, ci si centrerà rendendosi, per ciò stesso, FORTI ED INDIPENDENTI dagli eventi, cose o persone. SOLO CHI SA AMARE SE' STESSO DIVENTA CAPACE DI DARE E RICEVERE AMORE. SOLO CHI SA CENTRARSI NEL PROPRIO AMORE, SMETTE DI FAR DIPENDERE LA PROPRIA FELICITA' DAGLI ALTRI DIVENTANDO, AL CONTEMPO, PADRONE DELLA PROPRIA VITA ED ARTEFICE DI UN'ESISTENZA RICCA DI SUCCESSI ED EVOLUZIONE SPIRITUALE.
(Immagine presa dal web)

L'amore centrato è un amore di tipo spirituale, profondo, radicato ed evoluto. Chi vive nell'amore centrato non farà più dipendere la sua felicità dall'esterno ma diventerà, lui stesso, fonte di felicità, gioia e benessere per gli altri senza, per questo, perdere qualcosa nonostante abbia molto da dare. Chi riesce ad amare se stesso riesce a divenire il centro del proprio universo.

L'amore centrato è l'unico che ci consente di vivere le relazioni riuscendo a dare amore senza impoverirsi e a riceverne senza, per ciò stesso, dipenderne. Questa forma di amore è l'unica capace di renderci forti, indipendenti e ci libera, al contempo, dalle aspettative nei confronti di eventi e persone esterni a noi.

(Immagine presa dal web)

L'amore centrato rappresenta un ritorno alle origini del Sé oltre la mente e le sue illusioni che creano dipendenza dal mondo esterno. DAL MOMENTO IN CUI SI SARA' STATI CAPACI DI PRODURRE AMORE VERSO SE STESSI IN MANIERA AUTONOMA ED INCONDIZIONATA, SOLO ALLORA SI SARA' RAGGIUNTA LA MATURITA' NECESSARIA PER POTER CONDIVIDERE CON GLI ALTRI QUESTO MERAVIGLIOSO SENTIMENTO, SIANO ESSI AMICI, IL PROPRIO PARTNER O CHI, IN GENERALE, AVRA' AVUTO LA FORTUNA D'INCONTRARCI NEL CORSO DELLE NOSTRE INTERAZIONI QUOTIDIANE.

Vincenzo Bilotta

domenica 5 marzo 2017

La mente possibilista

Ognuno di noi possiede una mente. Questa mente, spesso, pensa fin troppe cose contemporaneamente, mandando in tilt il suo possessore. Il fatto di pensare in se è naturale, sono le funzioni per le quali la mente esiste. Il problema sorge quando la maggior parte delle persone perde il controllo dei propri pensieri e si lascia trascinare dentro il turbine da essi prodotto.

Ora, poiché IL PENSIERO CREA LA MATERIA, succede che, se non si riesce ad osservare bene i propri pensieri, si creerà il caos nella propria Vita. Come molti già sanno, infatti, quando si pensa a lungo alla possibilità che si possa verificare un evento nelle nostre Vite e ci si concentra solo su quel pensiero specifico per mesi senza sosta, accade, alla fine, che quell'evento entrerà a far parte, prima o poi, della nostra esperienza di Vita.
(Immagine presa dal web)

Ciò si verificherà grazie alla LEGGE DELL'ATTRAZIONE (ne parlo nel mio libro L'arte della consapevolezza, YOUCANPRINT EDIZIONI). Succede però che quasi mai si riceverà ciò che si desiderava in effetti ottenere, cerchiamo di vedere come mai.

Le persone, in genere, tendono a concentrarsi sulle proprie paure, incertezze e tendono a proiettarle in un futuro più o meno prossimo, cominciando a formulare pensieri sempre più intensi e pieni di angoscia rispetto al fatto che possa verificarsi un evento disastroso nelle proprie Vite. Così facendo non sanno, però, che quell'evento che tanto temevano prima o poi entrerà a far parte delle loro Vite!
(Immagine presa dal web)

Come fare per evitare ciò? Occorrerebbe, innanzitutto, sviluppare una capacità di osservazione e selezione dei pensieri, lasciando scorrere quelli che meno ci piacciono e ancora meno ci servono e concentrandoci, invece, su quelli che potrebbero migliorare le nostre Vite.

Ma l'osservare, da solo, non basta. Bisogna sviluppare una mente possibilista, una mente, cioè, aperta a delle possibilità che fino a quel momento non si erano tenute in minima considerazione, ciò per il fatto che non si era mai adottato un approccio che andasse al di là del lasciarsi trascinare dalla corrente dei pensieri senza mai fermarsi ad osservarli.
(Immagine presa dal web)

Cos'è la mente possibilista? Questo è un concetto che deriva dalla fisica quantistica ed ha a che fare con lo sviluppo delle potenzialità umane nel campo delle neuroscienze. Si conoscono casi di persone che ottengono delle guarigioni inspiegabili per la scienza ufficiale o di madri che sollevano auto per estrarre i propri cari rimasti sotto il veicolo.

Vi siete mai chiesti come possa avvenire tutto ciò? GRAZIE AD UN INTENTO FOCALIZZATO, UNA FEDE INCROLLABILE NELLE PROPRIE POTENZIALITA' MA, SOPRATTUTTO, GRAZIE AL COMINCIARE A CREDERE CHE QUALSIASI COSA SIA POSSIBILE. Dal momento in cui si comincerà a sviluppare una mente possibilista ci si aprirà, al contempo, a possibilità credute fino ad allora inimmaginabili.
(Immagine presa dal web)

Anche la fisiologia cambia, inevitabilmente e vantaggiosamente per la persona che comincia a prendere in considerazione delle possibilità che, per gli altri oltre che per se stessa, fino ad allora non erano state da lei nemmeno immaginate. BISOGNA OSARE, COMINCIARE A PENSARE CONTROCORRENTE. SOLO IN QUESTO MODO SI PUO' COMINCIARE A FAR ACCADERE QUELLI CHE LE PERSONE COMUNI CHIAMANO MIRACOLI.

Laddove c'è un intento focalizzato in direzione di un obiettivo, là è già spianata la strada verso il successo, sia esso fisico, psichico o spirituale. Cominciate a credere nell'impossibile, selezionate e tenete in giro per la mente SEMPRE E SOLO pensieri costruttivi, che vi fanno star bene, ciò modificherà dapprima la vostra fisiologia e, presto o tardi, trasformerà le vostre Vite in un'avventura piena di esperienze nuove e stimolanti.

Vincenzo Bilotta

domenica 19 febbraio 2017

Struttura dell'ego

La maggior parte delle persone tende ad identificarsi con qualcosa che è diverso dalla loro vera natura. Ciò li disconnette dal TUTTO e non permette loro di riconoscere il proprio Dio interiore. Da ciò nasce l'ego e si alimenta attraverso l'identificazione, da parte delle persone, con beni posseduti, nozioni acquisite, stile di Vita e via dicendo.

In questo modo, chi alimenta l'ego, non fa altro che identificarsi e diventare qualcosa di esterno a ciò che si è realmente. Ecco che nascono i problemi, i conflitti, le guerre come le inutili competizioni a chi ha di più, a chi sa di più. A che scopo? Dopotutto, queste gare volte al superamento degli altri, oltre ad alimentare l'ego, dimostrano la paura dell'essere umano di venire superato in qualche campo dal proprio simile il quale è visto, in questo contesto egoico, come un avversario da sconfiggere.
(Immagine presa dal web)

La creazione di un'identità basata sull'ego porta a difendere le proprie posizioni riguardo determinati aspetti della Vita sociale e quotidiana, a voler avere ragione a tutti i costi, a voler vincere sempre e per forza. Ciò porta ad un ulteriore allontanamento dalle proprie origini divine e un conseguente asservimento alle proprie proiezioni mentali. In altre parole, ci si allontana dal VERO per abbracciare un'ILLUSIONE creata dalla mente e proiettata all'esterno di sé.
(Immagine presa dal web)

Ora, l'identità costruita in base ai beni posseduti, alla posizione sociale raggiunta, alle conoscenze acquisite e quant'altro possa alimentare e strutturare l'ego, può crollare in qualsiasi momento. Una perdita in qualsiasi campo della Vita, sia esso sentimentale, lavorativo, economico o di qualsiasi altro genere, può sgretolare la struttura egoica creata anche in anni e anni di lavoro basato sulla falsa identificazione con qualcosa di esterno a sé.
(Immagine presa dal web)

Quando avviene un crollo di ciò che alimentava fino a quel momento l'ego, proprio in quel momento si ravvisa la possibilità di risvegliarsi o, viceversa, di diventare vittime delle circostanze. Certo, in questi casi gioca un ruolo fondamentale il fatto che si sia lavorato su di sé fino a quel momento o meno. Se una persona comincia a dubitare di ciò che ha, di ciò che pensa e comincia a lavorare su di sé anche per la semplice curiosità di scoprire cosa si nasconde dietro la propria identità costruita, questo potrà costituire la base per un eventuale risveglio qualora gli elementi con i quali il soggetto si identificava, improvvisamente crollassero.

Viceversa, se l'uomo medio, che non ha mai avuto la minima volontà di lavorare su di sé, viene a subire improvvisamente una perdita in uno dei campi della sua Vita coi quali si era identificato e creato un'immagine di sé, in questo caso, questo soggetto sarà destinato a diventare una vittima delle circostanze e, per ciò stesso, vivrà questa situazione come un fallimento, una distruzione in quanto ha puntato tutto su fattori esterni a se.
(Immagine presa dal web)

Non bisogna solo lavorare su di sé per poter destrutturare l'ego. Occorre, anche, volgere lo sguardo al proprio interno distogliendolo, al contempo, da tutto ciò che si trova al di fuori di noi e costituisce il nostro falso sé sul quale abbiamo basato la nostra identità. Solo dopo aver abbandonato in maniera definitiva il falso involucro esterno e ci saremo disidentificati dalle illusioni di conoscenza e possesso potremo, finalmente, raggiungere quella libertà che ci consentirà di ricongiungerci con il TUTTO.

Vincenzo Bilotta

lunedì 6 febbraio 2017

Il perseverare

Quante volte vi siete posti un obiettivo da raggiungere e poi, lungi dall'arrivarci, avete mollato ancora prima di cominciare? Oggi vi parlerò del perseverare, ossia dell'arte di raggiungere tutti gli obiettivi che ci stanno più a cuore senza mai fermarsi di fronte a nulla. Dopotutto, prima di cominciare, occorre tenere conto di una cosa: L'UNICO VERO OSTACOLO AL NOSTRO PROGRESSO IN QUALSIASI CAMPO SIAMO NOI STESSI.

Siamo proprio noi, infatti, che ci autosabotiamo attraverso le nostre convinzioni limitanti e alimentando le nostre paure. Va detto in ogni caso che, il subconscio è già programmato in un determinato modo, occorrerà, quindi, dapprima uscire dagli schemi mentali ereditati dai genitori, educatori, maestri, preti, parenti, amici e, in generale, tutti coloro i quali hanno contribuito, in maniera diretta o indiretta, alla nostra educazione programmatica.
(Immagine presa dal web)

Accade spesso che, nonostante ci sia la spinta iniziale volta al raggiungimento di un obiettivo, ad un certo punto sembra venir meno la motivazione, elemento trainante che potrebbe permetterci il raggiungimento del nostro traguardo. Cosa ci vuole allora, in questi casi, affinché si possa avere una spinta costante, una sorta di onda del successo, che ci consenta di arrivare dove vogliamo?

Un primo elemento è costituito, secondo me, dal potere della FOCALIZZAZIONE. Il focalizzarsi in maniera  totale e costante in direzione di un obiettivo, infatti, fa sì che l'obiettivo, alla fine, ci venga incontro, ciò grazie anche alla LEGGE DELL'ATTRAZIONE. Chi ha letto il mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, sa già come funziona. Tutto ciò a cui pensiamo in maniera TOTALE E COSTANTE entrerà a far parte, prima o poi, della nostra Vita.
(Immagine presa dal web)

Il secondo elemento da tenere in considerazione è il potere delle CREDENZE. Va bene focalizzarsi un obiettivo e tenerlo a mente in maniera totale e costante, tuttavia occorre anche crederci, bisogna IMMAGINARLO COME SE FOSSE STATO GIA' RAGGIUNTO. Bisognerebbe visualizzare la sensazione che si prova a guidare, ad esempio, l'auto dei nostri sogni, se l'obiettivo è l'acquisto di un'auto di lusso. In questo caso potete arricchire la scena del maggior numero di particolari possibile quali: odore della pelle dei sedili, le sensazioni tattili delle vostre mani sullo sterzo e così via.

Il terzo elemento è caratterizzato dal continuare ad immaginare l'obiettivo raggiunto senza MAI tirarsi indietro. Non avrebbe senso fare solo alcuni passi in quanto spesso accade che molte persone si tirino indietro proprio quando l'obiettivo risultava essere a portata di mano. Bisogna andare avanti in direzione del proprio obiettivo senza mai fermarsi.
(Immagine presa dal web)

Il quarto ed ultimo elemento, che caratterizzerà questo perseverare per raggiungere lo scopo, è costituito dalla trasformazione delle proprie credenze imparando, al contempo, a credere nell'impossibile. Dopotutto, impossibile è ciò che pensano coloro i quali hanno delle menti limitate dalle loro stesse voci interiori appartenenti a coloro i quali li hanno educati alla Vita. SOLO CHI CREDE NELL'IMPOSSIBILE POTRA' CREARE L'IRREALIZZABILE.

Attraverso questo processo costituito da quattro semplici, quanto fondamentali, elementi, si potranno cominciare a veder accadere i miracoli nella propria Vita. Ciò avverrà grazie alla trasformazione interiore, attuata grazie a questo lavoro in quattro semplici passi che costituiscono poi anche gli elementi base del PERSEVERARE PER RAGGIUNGERE LO SCOPO.

(Immagine presa dal web)

Una volta seguiti in maniera costante questi principi basilari che fanno parte della legge dell'attrazione, vedrete che, dopo un determinato periodo di tempo che potrà variare a seconda del grado di resistenza alla trasformazione che incontrerete al vostro interno, riuscirete a raggiungere il vostro obiettivo senza sforzo anzi, sarà lui a venirvi incontro.

Vincenzo Bilotta

domenica 22 gennaio 2017

Alla ricerca del limite

Questo mio articolo di oggi è liberamente ispirato ad un filmato documentario molto interessante. Esso parla di persone straordinarie, nel video in questione vengono intervistati diversi professionisti dello sport estremo. Parlano motociclisti, surfisti, skateboarders, arrampicatori, sciatori e paracadutisti estremi, ovvio, altrimenti, che piacere ci sarebbe?

Ciò che mi ha colpito delle loro Vite, delle quali parlano nelle rispettive interviste rilasciate durante tutto il documentario, è stato il fatto che, ognuno di loro, dico ogni singolo praticante di sport estremi intervistato, ha saputo fin dalla più tenera età cosa avrebbe fatto da grande, senza alcun dubbio in merito.

(Immagine presa dal web)
Credo che questo sia fondamentale nella Vita di ciascuno di noi e che, purtroppo, sia l'elemento mancante in tante Vite, quelle, per intenderci, delle persone che non hanno ancora capito cosa vogliono dalla Vita e hanno dimenticato le passioni che animavano le loro giornate da ragazzini.

Il titolo del documentario, dal quale io ho ripreso anche il titolo di questo mio articolo, è "Alla ricerca del limite". Titolo molto interessante, ricercare i limiti per poterli poi, dopo aver fatto i conti con i propri mostri interiori, superarli per realizzare, infine, se stessi al massimo del proprio potenziale reale, non quello che ci hanno insegnato a scuola.

(Immagine presa dal web)
Ma prima di poter ricercare i propri limiti, bisognerebbe scoprire quali sono le proprie propensioni naturali, siano esse per uno sport o una professione in particolare alimentandole, poi, col fuoco della passione per poter arrivare all'ostacolo principale, la porta di accesso alla libera espressione delle potenzialità individuali del singolo: la paura.

Le persone del documentario avevano un grande vantaggio sulla maggior parte degli esseri umani, questo vantaggio era costituito dal fatto che, lo dicono loro stessi nelle rispettive interviste, essi sapevano già cosa avrebbero fatto da grandi, malgrado le paure di non poter guadagnare come i loro genitori si sarebbero potuti aspettare, specie se non fossero riusciti a sfondare nelle rispettive discipline come avrebbero voluto.

(Immagine presa dal web)
Il fatto di sapere cosa si vuole dalla Vita, dove si vuole arrivare, chi si vuole essere, gioca un ruolo determinante nella riuscita dei propri progetti, ma non solo. Esso consente di dirigere tutte le proprie energie verso una direzione, quella giusta, quella che ci consentirà di poter esprimere e realizzare ai massimi livelli i nostri talenti, ovvio, dopo aver superato le nostre paure, quelle, per intenderci, che potrebbero ostacolarci nella realizzazione dei nostri progetti di Vita.

Nel documentario si parla anche di concentrazione e del modo in cui questi atleti straordinari riescano a focalizzarsi in maniera TOTALE nel QUI E ORA. Chi pratica sport estremi, infatti, non lo fa solo per un continuo desiderio di adrenalina, spesso lo fa per liberarsi dai pensieri superflui perchè non può avere più tempo per essi dato che il rischio che si assume nel praticare certe discipline non gli consente distrazioni di sorta, altrimenti rischia di grosso.

(Immagine presa dal web)
E voi, sapevate fin da piccoli cosa avreste fatto da grandi o siete ancora alla ricerca di voi stessi? Perchè se non riuscirete a capire dove volete arrivare, sprecherete inutili energie per realizzare degli scopi che non sono vostri ma che avrete preso di seconda mano nel mercatino delle aspettative usate e abilmente riciclate dei vostri educatori. Buona Vita!

Vincenzo Bilotta


domenica 8 gennaio 2017

A te che mi stai leggendo

Ciao, oggi voglio scriverti un articolo-messaggio. Sì, parlo proprio con te che mi stai leggendo in questo istante, non importa dove tu sia. In questo articolo volevo ricordarti alcune cose che, probabilmente, potrebbero servirti.

Ricorda che tu sei qui e segui questo percorso di crescita psico-fisico-spirituale, se mi stai leggendo non può essere diversamente, GRAZIE, e non per colpa, al tuo passato. Il tuo passato, infatti, per quanto duro e difficile possa essere stato, ti ha obbligato/a al CAMBIAMENTO, al vedere le cose sotto un'altra ottica, quella che ti ha permesso di lasciarti alle spalle un bel pò di zavorra e di diventare una persona diversa, migliore.
(Immagine presa dal web)

Ricorda che tutte le persone che hai incontrato, ciascuna con la propria personalità, NON SONO ENTRATE PER CASO a far parte della tua Vita, sia pure per alcuni anni, giorni, ore, non importa. Quel che importa è che, ciascuna di loro, ad un certo punto della tua Vita, ha incrociato il tuo cammino per interagire con te allo scopo di crescere assieme. Sai che c'è? Non sempre le persone che ti faranno crescere saranno le più dolci, le più sincere, le più sensibili. 

Ciò perchè la crescita avviene attraverso il confronto fra persone che la pensano in modo diverso l'una dall'altra, diversamente non ci sarebbe occasione, nessun dono per te. Infatti, chi ha idee simili o uguali in tutto e per tutto all'altro/a, fa parte della massa e non potrà mai migliorare/cambiare in alcun modo il nostro bel mondo.
(Immagine presa dal web)

Ricorda che, se le persone che più amavi al mondo non ci sono più, ciò è soltanto pura illusione. Se ci rifletti bene, infatti, capirai che ciò che dico è vero: anche se il partner decide di separarsi da te o una persona cara decide, per scelta animica, di lasciare il suo corpo fisico, in realtà rimarrà sempre in te la sua energia, quella che avete avuto occasione di scambiarvi durante le vostre interazioni quotidiane.

In te rimarranno tutte le cose che da loro avrai appreso e compreso, ne uscirai in ogni caso una persona diversa, migliorata. L'importante è che non ti concentri sul vuoto da essi lasciato ma che, piuttosto, volgi lo sguardo al tuo interno, ciò allo scopo di poter vedere, chissà non te ne fossi accorto/a prima, i doni psichici e spirituali che avranno saputo farti.
(Immagine presa dal web)

Ricorda che, solo quando inciampi e cadi impari a rialzarti. A volte fa più male vedere cadere una persona a noi cara perchè, in quel caso, dovrà essere lei ad avere la forza di rialzarsi, noi potremo starle solo vicino senza interferire mai nel suo cammino evolutivo, tranne che non ce lo chieda espressamente sotto forma di aiuto.

Arriverà il giorno in cui imparerai a divertirti nel rialzarti, diventando uno/a stunt delle capriole, trasformando le cadute in un'abile acrobazia per poterti prontamente rialzare e sorridere agli eventi, alla Vita e a chi ti vuol bene.
(Immagine presa dal web)

Ricorda, infine, che la solitudine non esiste. Se ti hanno abituato/a ad usare questa parola o, peggio, a temerla, cancellala dal tuo vocabolario ed impara ad amare te stesso/a, qualsiasi situazione tu stia vivendo in questo momento, anche quando tutti sembrano averti voltato le spalle. In realtà, se pensi che la gente ti abbia voltato le spalle, spesso ciò è frutto delle tue ASPETTATIVE affinché gli altri facciano, dicano e pensino come vuoi tu.

Non sempre è così, ognuno ha il suo modo di vedere, sentire, percepire la Vita, è naturale sia così. Ciò che non è naturale è l'avere aspettative. Imparando ad amarti ed accettarti COSI' COME SEI, senza voler più cambiare nemmeno un colore alle sfumature della tua Vita, ecco, in quel momento accadrà la magia: diventerai libero/a ed indipendente, nessuno/a potrà farti più del male, semplicemente perché tu sarai stato/a capace di riprenderti il tuo potere perché avrai avuto il coraggio di guardare e VEDERE dentro di te scoprendo, in questo modo, che IL MONDO E' DENTRO DI TE, FUORI E' SOLO UNA TUA PROIEZIONE MODIFICABILE, DOPO AVERNE PRESO COSCIENZA, IN MANIERA ISTANTANEA.
(Immagine presa dal web)

Ti ringrazio, lettore o lettrice che tu sia, per avermi permesso di condividere con te queste mie percezioni sulla Vita, ti auguro buon cammino, testa leggera, sorriso in volto e ZERO ASPETTATIVE. 

Vincenzo Bilotta


domenica 25 dicembre 2016

La paura collettiva

La nostra è una società dominata dalla paura. Ciò è, innanzitutto, frutto dell'identificazione più o meno totale dell'uomo con la propria mente e i suoi pensieri. Ma ad aumentare queste paure, in un clima di inconsapevolezza, contribuiscono sicuramente gli strumenti utilizzati dall'alto per manovrare le masse: fra questi, i più diffusi sono i mass media con i loro reportage.

Il metodo utilizzato per asservire le persone ai voleri dei pochi che comandano, è sicuramente quello consistente nel creare dei simboli contro i quali aizzare la popolazione, una sorta di capro espiatorio più o meno reale, non importa, ciò che importa è che ci sia qualcosa sulla quale far sì che la popolazione possa riversare il proprio odio, la propria ira repressa, la propria frustrazione.
(Immagine presa dal web)

Ai simboli e al metodo dividi et impera, il popolo è già abituato, ciò grazie alla creazione di club sportivi che, lungi dall'unire in attività ricreative e salutari, creano, invece, delle fazioni avversarie. Si assiste ad una sorta di ammaestramento collettivo, una sorta di riflesso condizionato, un pò come i cani di Pavlov, in base al quale ad ogni stimolo specifico, dall'alto potranno ottenere una risposta controllata.

Ci hanno educati ad essere una massa di agnellini obbedienti, pronti a comportarci così come qualcuno ha già deciso per noi. Altro fattore che, sicuramente, non fa altro che alimentare la paura collettiva è il continuare a parlarne alimentando, per ciò stesso, il clima di tensione instaurato in occasione dell'evento stesso. Se, ad esempio, viene compiuto un attentato, un atto violento o qualcosa che suscita il pubblico dissenso, se si vuole mantenere alto il livello della paura, basta continuare a parlarne, a scriverne sui giornali ed il gioco è fatto.
(Immagine presa dal web)

Il tutto continuerà a ripetersi e diffondersi nei discorsi da bar, al lavoro, nei centri sportivi ed il risultato sarà così raggiunto, il clima di paura collettiva è stato creato. A questo fattore si aggiungerà, in un secondo tempo, la rabbia collettiva e, spesso, impotente di fronte a determinati eventi. Automaticamente si scatenerà il desiderio di coinvolgere quante più persone possibile in questi argomenti, condividendoli tramite social network ed altri canali d'informazione.

Così facendo, la paura verrà non solo alimentata ma, anche e soprattutto, perpetuata. La conseguenza sarà anche l'aumento e la diffusione di situazioni simili a quella originaria della quale si sarà parlato più spesso. Nel caso di un atto violento compiuto negli stadi, ad esempio, potrà accadere il ripetersi di eventi simili in occasione di eventi sportivi in diverse parti della nazione stessa. Ciò grazie alle energie negative alimentate e diffuse per mezzo di una sorta di passaparola.
(Immagine presa dal web)

La situazione per uscire da questo circolo vizioso? BASTA NON RIVOLGERE ECCESSIVA ATTENZIONE A DETERMINATI EVENTI A SFONDO DRAMMATICO RIVOLGENDO, AL CONTEMPO, LA PROPRIA ATTENZIONE, INVECE, VERSO EVENTI A CARATTERE GIOIOSO ED EVOLUTIVO.

Avete notato come i mass media parlino tanto di cronaca nera mentre dedicano solo qualche minuto ad eventi lieti? Pensate sia fatto tutto per caso o solo per aumentare l'audience? Beh vi sbagliate. Questo tipo di trasmissioni hanno lo scopo di far focalizzare l'attenzione dell'uomo medio zombie verso eventi in grado di scaricarlo delle proprie energie portandolo, per ciò stesso, nella direzione voluta dal sistema stesso.
(Immagine presa dal web)

Impariamo a non dare eccessiva importanza agli eventi negativi, parliamone il meno possibile, non lasciamoci condizionare da notiziari, giornali o discussioni da bar. Impariamo a SVEGLIARCI, buttiamo via sto televisore, impariamo ad attingere noi stessi informazioni da diverse fonti e poi filtriamole per tenere quelle più verosimili in merito a determinati accadimenti.

La paura collettiva deriva sempre da un sonno collettivo. Chi dorme fornisce energia a chi riesce a catturare per primo la sua attenzione, ciò perché la maggior parte della gente vive in uno stato sub ipnotico. Bisogna svegliarsi da questo stato di torpore, ciò sta già accadendo grazie al fatto che la terra stessa è pronta ad accogliere una nuova specie di esseri umani.
(Immagine presa dal web)

Chi dorme è destinato a rimanere schiavo di un sistema destinato inevitabilmente a crollare e con esso tutti i suoi schiavi e sottoposti. Solo chi sarà in grado di svegliarsi, se sarà pronto, potrà vivere libero da paure e costrizioni di sorta tagliando, finalmente, i fili che lo tenevano legato ad un sistema che lo pilotava dall'alto fin dalla più tenera età, attraverso il processo educativo-programmatico.

Vincenzo Bilotta