domenica 19 febbraio 2017

Struttura dell'ego

La maggior parte delle persone tende ad identificarsi con qualcosa che è diverso dalla loro vera natura. Ciò li disconnette dal TUTTO e non permette loro di riconoscere il proprio Dio interiore. Da ciò nasce l'ego e si alimenta attraverso l'identificazione, da parte delle persone, con beni posseduti, nozioni acquisite, stile di Vita e via dicendo.

In questo modo, chi alimenta l'ego, non fa altro che identificarsi e diventare qualcosa di esterno a ciò che si è realmente. Ecco che nascono i problemi, i conflitti, le guerre come le inutili competizioni a chi ha di più, a chi sa di più. A che scopo? Dopotutto, queste gare volte al superamento degli altri, oltre ad alimentare l'ego, dimostrano la paura dell'essere umano di venire superato in qualche campo dal proprio simile il quale è visto, in questo contesto egoico, come un avversario da sconfiggere.
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La creazione di un'identità basata sull'ego porta a difendere le proprie posizioni riguardo determinati aspetti della Vita sociale e quotidiana, a voler avere ragione a tutti i costi, a voler vincere sempre e per forza. Ciò porta ad un ulteriore allontanamento dalle proprie origini divine e un conseguente asservimento alle proprie proiezioni mentali. In altre parole, ci si allontana dal VERO per abbracciare un'ILLUSIONE creata dalla mente e proiettata all'esterno di sé.
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Ora, l'identità costruita in base ai beni posseduti, alla posizione sociale raggiunta, alle conoscenze acquisite e quant'altro possa alimentare e strutturare l'ego, può crollare in qualsiasi momento. Una perdita in qualsiasi campo della Vita, sia esso sentimentale, lavorativo, economico o di qualsiasi altro genere, può sgretolare la struttura egoica creata anche in anni e anni di lavoro basato sulla falsa identificazione con qualcosa di esterno a sé.
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Quando avviene un crollo di ciò che alimentava fino a quel momento l'ego, proprio in quel momento si ravvisa la possibilità di risvegliarsi o, viceversa, di diventare vittime delle circostanze. Certo, in questi casi gioca un ruolo fondamentale il fatto che si sia lavorato su di sé fino a quel momento o meno. Se una persona comincia a dubitare di ciò che ha, di ciò che pensa e comincia a lavorare su di sé anche per la semplice curiosità di scoprire cosa si nasconde dietro la propria identità costruita, questo potrà costituire la base per un eventuale risveglio qualora gli elementi con i quali il soggetto si identificava, improvvisamente crollassero.

Viceversa, se l'uomo medio, che non ha mai avuto la minima volontà di lavorare su di sé, viene a subire improvvisamente una perdita in uno dei campi della sua Vita coi quali si era identificato e creato un'immagine di sé, in questo caso, questo soggetto sarà destinato a diventare una vittima delle circostanze e, per ciò stesso, vivrà questa situazione come un fallimento, una distruzione in quanto ha puntato tutto su fattori esterni a se.
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Non bisogna solo lavorare su di sé per poter destrutturare l'ego. Occorre, anche, volgere lo sguardo al proprio interno distogliendolo, al contempo, da tutto ciò che si trova al di fuori di noi e costituisce il nostro falso sé sul quale abbiamo basato la nostra identità. Solo dopo aver abbandonato in maniera definitiva il falso involucro esterno e ci saremo disidentificati dalle illusioni di conoscenza e possesso potremo, finalmente, raggiungere quella libertà che ci consentirà di ricongiungerci con il TUTTO.

Vincenzo Bilotta

lunedì 6 febbraio 2017

Il perseverare

Quante volte vi siete posti un obiettivo da raggiungere e poi, lungi dall'arrivarci, avete mollato ancora prima di cominciare? Oggi vi parlerò del perseverare, ossia dell'arte di raggiungere tutti gli obiettivi che ci stanno più a cuore senza mai fermarsi di fronte a nulla. Dopotutto, prima di cominciare, occorre tenere conto di una cosa: L'UNICO VERO OSTACOLO AL NOSTRO PROGRESSO IN QUALSIASI CAMPO SIAMO NOI STESSI.

Siamo proprio noi, infatti, che ci autosabotiamo attraverso le nostre convinzioni limitanti e alimentando le nostre paure. Va detto in ogni caso che, il subconscio è già programmato in un determinato modo, occorrerà, quindi, dapprima uscire dagli schemi mentali ereditati dai genitori, educatori, maestri, preti, parenti, amici e, in generale, tutti coloro i quali hanno contribuito, in maniera diretta o indiretta, alla nostra educazione programmatica.
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Accade spesso che, nonostante ci sia la spinta iniziale volta al raggiungimento di un obiettivo, ad un certo punto sembra venir meno la motivazione, elemento trainante che potrebbe permetterci il raggiungimento del nostro traguardo. Cosa ci vuole allora, in questi casi, affinché si possa avere una spinta costante, una sorta di onda del successo, che ci consenta di arrivare dove vogliamo?

Un primo elemento è costituito, secondo me, dal potere della FOCALIZZAZIONE. Il focalizzarsi in maniera  totale e costante in direzione di un obiettivo, infatti, fa sì che l'obiettivo, alla fine, ci venga incontro, ciò grazie anche alla LEGGE DELL'ATTRAZIONE. Chi ha letto il mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, sa già come funziona. Tutto ciò a cui pensiamo in maniera TOTALE E COSTANTE entrerà a far parte, prima o poi, della nostra Vita.
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Il secondo elemento da tenere in considerazione è il potere delle CREDENZE. Va bene focalizzarsi un obiettivo e tenerlo a mente in maniera totale e costante, tuttavia occorre anche crederci, bisogna IMMAGINARLO COME SE FOSSE STATO GIA' RAGGIUNTO. Bisognerebbe visualizzare la sensazione che si prova a guidare, ad esempio, l'auto dei nostri sogni, se l'obiettivo è l'acquisto di un'auto di lusso. In questo caso potete arricchire la scena del maggior numero di particolari possibile quali: odore della pelle dei sedili, le sensazioni tattili delle vostre mani sullo sterzo e così via.

Il terzo elemento è caratterizzato dal continuare ad immaginare l'obiettivo raggiunto senza MAI tirarsi indietro. Non avrebbe senso fare solo alcuni passi in quanto spesso accade che molte persone si tirino indietro proprio quando l'obiettivo risultava essere a portata di mano. Bisogna andare avanti in direzione del proprio obiettivo senza mai fermarsi.
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Il quarto ed ultimo elemento, che caratterizzerà questo perseverare per raggiungere lo scopo, è costituito dalla trasformazione delle proprie credenze imparando, al contempo, a credere nell'impossibile. Dopotutto, impossibile è ciò che pensano coloro i quali hanno delle menti limitate dalle loro stesse voci interiori appartenenti a coloro i quali li hanno educati alla Vita. SOLO CHI CREDE NELL'IMPOSSIBILE POTRA' CREARE L'IRREALIZZABILE.

Attraverso questo processo costituito da quattro semplici, quanto fondamentali, elementi, si potranno cominciare a veder accadere i miracoli nella propria Vita. Ciò avverrà grazie alla trasformazione interiore, attuata grazie a questo lavoro in quattro semplici passi che costituiscono poi anche gli elementi base del PERSEVERARE PER RAGGIUNGERE LO SCOPO.

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Una volta seguiti in maniera costante questi principi basilari che fanno parte della legge dell'attrazione, vedrete che, dopo un determinato periodo di tempo che potrà variare a seconda del grado di resistenza alla trasformazione che incontrerete al vostro interno, riuscirete a raggiungere il vostro obiettivo senza sforzo anzi, sarà lui a venirvi incontro.

Vincenzo Bilotta

domenica 22 gennaio 2017

Alla ricerca del limite

Questo mio articolo di oggi è liberamente ispirato ad un filmato documentario molto interessante. Esso parla di persone straordinarie, nel video in questione vengono intervistati diversi professionisti dello sport estremo. Parlano motociclisti, surfisti, skateboarders, arrampicatori, sciatori e paracadutisti estremi, ovvio, altrimenti, che piacere ci sarebbe?

Ciò che mi ha colpito delle loro Vite, delle quali parlano nelle rispettive interviste rilasciate durante tutto il documentario, è stato il fatto che, ognuno di loro, dico ogni singolo praticante di sport estremi intervistato, ha saputo fin dalla più tenera età cosa avrebbe fatto da grande, senza alcun dubbio in merito.

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Credo che questo sia fondamentale nella Vita di ciascuno di noi e che, purtroppo, sia l'elemento mancante in tante Vite, quelle, per intenderci, delle persone che non hanno ancora capito cosa vogliono dalla Vita e hanno dimenticato le passioni che animavano le loro giornate da ragazzini.

Il titolo del documentario, dal quale io ho ripreso anche il titolo di questo mio articolo, è "Alla ricerca del limite". Titolo molto interessante, ricercare i limiti per poterli poi, dopo aver fatto i conti con i propri mostri interiori, superarli per realizzare, infine, se stessi al massimo del proprio potenziale reale, non quello che ci hanno insegnato a scuola.

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Ma prima di poter ricercare i propri limiti, bisognerebbe scoprire quali sono le proprie propensioni naturali, siano esse per uno sport o una professione in particolare alimentandole, poi, col fuoco della passione per poter arrivare all'ostacolo principale, la porta di accesso alla libera espressione delle potenzialità individuali del singolo: la paura.

Le persone del documentario avevano un grande vantaggio sulla maggior parte degli esseri umani, questo vantaggio era costituito dal fatto che, lo dicono loro stessi nelle rispettive interviste, essi sapevano già cosa avrebbero fatto da grandi, malgrado le paure di non poter guadagnare come i loro genitori si sarebbero potuti aspettare, specie se non fossero riusciti a sfondare nelle rispettive discipline come avrebbero voluto.

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Il fatto di sapere cosa si vuole dalla Vita, dove si vuole arrivare, chi si vuole essere, gioca un ruolo determinante nella riuscita dei propri progetti, ma non solo. Esso consente di dirigere tutte le proprie energie verso una direzione, quella giusta, quella che ci consentirà di poter esprimere e realizzare ai massimi livelli i nostri talenti, ovvio, dopo aver superato le nostre paure, quelle, per intenderci, che potrebbero ostacolarci nella realizzazione dei nostri progetti di Vita.

Nel documentario si parla anche di concentrazione e del modo in cui questi atleti straordinari riescano a focalizzarsi in maniera TOTALE nel QUI E ORA. Chi pratica sport estremi, infatti, non lo fa solo per un continuo desiderio di adrenalina, spesso lo fa per liberarsi dai pensieri superflui perchè non può avere più tempo per essi dato che il rischio che si assume nel praticare certe discipline non gli consente distrazioni di sorta, altrimenti rischia di grosso.

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E voi, sapevate fin da piccoli cosa avreste fatto da grandi o siete ancora alla ricerca di voi stessi? Perchè se non riuscirete a capire dove volete arrivare, sprecherete inutili energie per realizzare degli scopi che non sono vostri ma che avrete preso di seconda mano nel mercatino delle aspettative usate e abilmente riciclate dei vostri educatori. Buona Vita!

Vincenzo Bilotta


domenica 8 gennaio 2017

A te che mi stai leggendo

Ciao, oggi voglio scriverti un articolo-messaggio. Sì, parlo proprio con te che mi stai leggendo in questo istante, non importa dove tu sia. In questo articolo volevo ricordarti alcune cose che, probabilmente, potrebbero servirti.

Ricorda che tu sei qui e segui questo percorso di crescita psico-fisico-spirituale, se mi stai leggendo non può essere diversamente, GRAZIE, e non per colpa, al tuo passato. Il tuo passato, infatti, per quanto duro e difficile possa essere stato, ti ha obbligato/a al CAMBIAMENTO, al vedere le cose sotto un'altra ottica, quella che ti ha permesso di lasciarti alle spalle un bel pò di zavorra e di diventare una persona diversa, migliore.
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Ricorda che tutte le persone che hai incontrato, ciascuna con la propria personalità, NON SONO ENTRATE PER CASO a far parte della tua Vita, sia pure per alcuni anni, giorni, ore, non importa. Quel che importa è che, ciascuna di loro, ad un certo punto della tua Vita, ha incrociato il tuo cammino per interagire con te allo scopo di crescere assieme. Sai che c'è? Non sempre le persone che ti faranno crescere saranno le più dolci, le più sincere, le più sensibili. 

Ciò perchè la crescita avviene attraverso il confronto fra persone che la pensano in modo diverso l'una dall'altra, diversamente non ci sarebbe occasione, nessun dono per te. Infatti, chi ha idee simili o uguali in tutto e per tutto all'altro/a, fa parte della massa e non potrà mai migliorare/cambiare in alcun modo il nostro bel mondo.
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Ricorda che, se le persone che più amavi al mondo non ci sono più, ciò è soltanto pura illusione. Se ci rifletti bene, infatti, capirai che ciò che dico è vero: anche se il partner decide di separarsi da te o una persona cara decide, per scelta animica, di lasciare il suo corpo fisico, in realtà rimarrà sempre in te la sua energia, quella che avete avuto occasione di scambiarvi durante le vostre interazioni quotidiane.

In te rimarranno tutte le cose che da loro avrai appreso e compreso, ne uscirai in ogni caso una persona diversa, migliorata. L'importante è che non ti concentri sul vuoto da essi lasciato ma che, piuttosto, volgi lo sguardo al tuo interno, ciò allo scopo di poter vedere, chissà non te ne fossi accorto/a prima, i doni psichici e spirituali che avranno saputo farti.
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Ricorda che, solo quando inciampi e cadi impari a rialzarti. A volte fa più male vedere cadere una persona a noi cara perchè, in quel caso, dovrà essere lei ad avere la forza di rialzarsi, noi potremo starle solo vicino senza interferire mai nel suo cammino evolutivo, tranne che non ce lo chieda espressamente sotto forma di aiuto.

Arriverà il giorno in cui imparerai a divertirti nel rialzarti, diventando uno/a stunt delle capriole, trasformando le cadute in un'abile acrobazia per poterti prontamente rialzare e sorridere agli eventi, alla Vita e a chi ti vuol bene.
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Ricorda, infine, che la solitudine non esiste. Se ti hanno abituato/a ad usare questa parola o, peggio, a temerla, cancellala dal tuo vocabolario ed impara ad amare te stesso/a, qualsiasi situazione tu stia vivendo in questo momento, anche quando tutti sembrano averti voltato le spalle. In realtà, se pensi che la gente ti abbia voltato le spalle, spesso ciò è frutto delle tue ASPETTATIVE affinché gli altri facciano, dicano e pensino come vuoi tu.

Non sempre è così, ognuno ha il suo modo di vedere, sentire, percepire la Vita, è naturale sia così. Ciò che non è naturale è l'avere aspettative. Imparando ad amarti ed accettarti COSI' COME SEI, senza voler più cambiare nemmeno un colore alle sfumature della tua Vita, ecco, in quel momento accadrà la magia: diventerai libero/a ed indipendente, nessuno/a potrà farti più del male, semplicemente perché tu sarai stato/a capace di riprenderti il tuo potere perché avrai avuto il coraggio di guardare e VEDERE dentro di te scoprendo, in questo modo, che IL MONDO E' DENTRO DI TE, FUORI E' SOLO UNA TUA PROIEZIONE MODIFICABILE, DOPO AVERNE PRESO COSCIENZA, IN MANIERA ISTANTANEA.
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Ti ringrazio, lettore o lettrice che tu sia, per avermi permesso di condividere con te queste mie percezioni sulla Vita, ti auguro buon cammino, testa leggera, sorriso in volto e ZERO ASPETTATIVE. 

Vincenzo Bilotta


domenica 25 dicembre 2016

La paura collettiva

La nostra è una società dominata dalla paura. Ciò è, innanzitutto, frutto dell'identificazione più o meno totale dell'uomo con la propria mente e i suoi pensieri. Ma ad aumentare queste paure, in un clima di inconsapevolezza, contribuiscono sicuramente gli strumenti utilizzati dall'alto per manovrare le masse: fra questi, i più diffusi sono i mass media con i loro reportage.

Il metodo utilizzato per asservire le persone ai voleri dei pochi che comandano, è sicuramente quello consistente nel creare dei simboli contro i quali aizzare la popolazione, una sorta di capro espiatorio più o meno reale, non importa, ciò che importa è che ci sia qualcosa sulla quale far sì che la popolazione possa riversare il proprio odio, la propria ira repressa, la propria frustrazione.
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Ai simboli e al metodo dividi et impera, il popolo è già abituato, ciò grazie alla creazione di club sportivi che, lungi dall'unire in attività ricreative e salutari, creano, invece, delle fazioni avversarie. Si assiste ad una sorta di ammaestramento collettivo, una sorta di riflesso condizionato, un pò come i cani di Pavlov, in base al quale ad ogni stimolo specifico, dall'alto potranno ottenere una risposta controllata.

Ci hanno educati ad essere una massa di agnellini obbedienti, pronti a comportarci così come qualcuno ha già deciso per noi. Altro fattore che, sicuramente, non fa altro che alimentare la paura collettiva è il continuare a parlarne alimentando, per ciò stesso, il clima di tensione instaurato in occasione dell'evento stesso. Se, ad esempio, viene compiuto un attentato, un atto violento o qualcosa che suscita il pubblico dissenso, se si vuole mantenere alto il livello della paura, basta continuare a parlarne, a scriverne sui giornali ed il gioco è fatto.
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Il tutto continuerà a ripetersi e diffondersi nei discorsi da bar, al lavoro, nei centri sportivi ed il risultato sarà così raggiunto, il clima di paura collettiva è stato creato. A questo fattore si aggiungerà, in un secondo tempo, la rabbia collettiva e, spesso, impotente di fronte a determinati eventi. Automaticamente si scatenerà il desiderio di coinvolgere quante più persone possibile in questi argomenti, condividendoli tramite social network ed altri canali d'informazione.

Così facendo, la paura verrà non solo alimentata ma, anche e soprattutto, perpetuata. La conseguenza sarà anche l'aumento e la diffusione di situazioni simili a quella originaria della quale si sarà parlato più spesso. Nel caso di un atto violento compiuto negli stadi, ad esempio, potrà accadere il ripetersi di eventi simili in occasione di eventi sportivi in diverse parti della nazione stessa. Ciò grazie alle energie negative alimentate e diffuse per mezzo di una sorta di passaparola.
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La situazione per uscire da questo circolo vizioso? BASTA NON RIVOLGERE ECCESSIVA ATTENZIONE A DETERMINATI EVENTI A SFONDO DRAMMATICO RIVOLGENDO, AL CONTEMPO, LA PROPRIA ATTENZIONE, INVECE, VERSO EVENTI A CARATTERE GIOIOSO ED EVOLUTIVO.

Avete notato come i mass media parlino tanto di cronaca nera mentre dedicano solo qualche minuto ad eventi lieti? Pensate sia fatto tutto per caso o solo per aumentare l'audience? Beh vi sbagliate. Questo tipo di trasmissioni hanno lo scopo di far focalizzare l'attenzione dell'uomo medio zombie verso eventi in grado di scaricarlo delle proprie energie portandolo, per ciò stesso, nella direzione voluta dal sistema stesso.
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Impariamo a non dare eccessiva importanza agli eventi negativi, parliamone il meno possibile, non lasciamoci condizionare da notiziari, giornali o discussioni da bar. Impariamo a SVEGLIARCI, buttiamo via sto televisore, impariamo ad attingere noi stessi informazioni da diverse fonti e poi filtriamole per tenere quelle più verosimili in merito a determinati accadimenti.

La paura collettiva deriva sempre da un sonno collettivo. Chi dorme fornisce energia a chi riesce a catturare per primo la sua attenzione, ciò perché la maggior parte della gente vive in uno stato sub ipnotico. Bisogna svegliarsi da questo stato di torpore, ciò sta già accadendo grazie al fatto che la terra stessa è pronta ad accogliere una nuova specie di esseri umani.
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Chi dorme è destinato a rimanere schiavo di un sistema destinato inevitabilmente a crollare e con esso tutti i suoi schiavi e sottoposti. Solo chi sarà in grado di svegliarsi, se sarà pronto, potrà vivere libero da paure e costrizioni di sorta tagliando, finalmente, i fili che lo tenevano legato ad un sistema che lo pilotava dall'alto fin dalla più tenera età, attraverso il processo educativo-programmatico.

Vincenzo Bilotta

domenica 11 dicembre 2016

Ricomincio da capo

Ognuno di noi ogni giorno fa del suo meglio per riuscire a raggiungere i traguardi che più gli stanno a cuore: avere una famiglia, successo nel lavoro, figli, prestigio, vacanza dei sogni, vincere un torneo sportivo per il quale ci si è allenati e condizionati per anni. Spesso, se si persevera e si alimentano i propri progetti col fuoco della passione, si riesce ad ottenere tutto quello che si vuole, senza limiti. L'UNICO LIMITE, INFATTI, SIAMO NOI CON LE NOSTRE CREDENZE, BASTA ANDARE OLTRE PER POTER REALIZZARE L'IMPOSSIBILE.

Ma succede spesso che il partner ci lasci, il lavoro non decolli come avremmo voluto, i figli non arrivino o siano problematici e di tornei sportivi non se ne riescano a vincere granché. In queste situazioni la differenza la faranno la flessibilità mentale e le capacità adattive del soggetto che vivrà questi tipi di esperienze all'apparenza fallimentari.
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Dietro quello che può sembrare un dramma agli occhi di una persona comune, quella, per intenderci, che non ha mai fatto un serio lavoro su di sé e che ama magari lamentarsi traendo spunto dai propri fallimenti per lasciarsi commiserare con gioia masochistica, si nasconde un'opportunità di crescita, una sorta d'iniziazione per coloro i quali, invece, di lavoro su di sé ne hanno svolto e con risultati soddisfacenti.

Ma cosa fa la differenza fra il deprimersi e l'avere la forza di voltare pagina quando, ad esempio, il partner decide di lasciarci oppure non riusciamo ad ottenere risultati in ambito sportivo? Sicuramente le convinzioni limitanti e ciò che avremo pensato della nostra situazione di Vita faranno, come al solito, la parte del leone in questo delicato equilibrio emozionale.
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Infatti, sarà importante pensare ed agire senza paura, ciò specie quando si sarà riusciti ad ottenere ciò che più si desiderava dalla Vita. Proprio nel momento in cui si ha tutto, infatti, si avrà paura di poterlo perdere. Proprio chi ha questo tipo di paura diventerà più vulnerabile rispetto a chi, invece, da perdere non avrà proprio nulla.

Come sappiamo tutti, un pensiero di amore ne attirerà un altro simile. Un pensiero di paura, nel nostro caso la paura di perdere, ne attirerà un altro più grande fino a risucchiarci dentro ed annientarci in un vortice di paura, ciò per mezzo dell'ormai famosa legge dell'attrazione.

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Poniamo il caso che non foste a conoscenza delle dinamiche che regolano la legge dell'attrazione ed abbiate perso il lavoro o il partner sia fuggito via, in questi casi la maggior parte delle persone vivono dei momenti di smarrimento e paura totali. Cosa fare quando il "dado è tratto" e tornare indietro proprio non si può?

Bisogna ricominciare da capo. L'importante è non concentrare l'attenzione su ciò che è GIA' STATO, si sprecherebbero solo tempo ed energie cadendo in un pantano dal quale difficilmente si potrà riemergere. La prima azione, in realtà non-azione, che si potrà compiere sarà l'ACCETTAZIONE TOTALE ED INCONDIZIONATA DELLO STATO DI COSE, COSI' COME SONO, SENZA RESISTERVI IN ALCUN MODO.
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Altro importante elemento sono le emozioni, mai reprimerle. Potrà emergere tristezza e voglia di piangere, fatelo, dando libero sfogo a tutti questi sentimenti che, se repressi porteranno, col tempo, a qualche squilibrio psicofisico più o meno importante. Lo stesso dicasi per la rabbia, datele libero sfogo, magari picchiando un cuscino, facendo attività fisica, passeggiando o, semplicemente, osservando la rabbia senza giudizio.

Dopo aver fatto ciò, occorrerà voltare pagina, cominciando a ricreare quelle condizioni che vi potranno consentire di raggiungere i risultati che vi siete prefissati. L'importante è avere chiaro il proprio obiettivo e continuare a visualizzarlo al di sopra di tutti gli accadimenti quotidiani. IL CAMBIAMENTO, INFATTI, COMINCIA DAL MODO DI PENSARE E POI SI ATTUA TRAMITE UN'AZIONE VOLTA AL SUO CONSEGUIMENTO.
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PRIMA DI OTTENERE IL CAMBIAMENTO, PROVATE A VIVERLO DENTRO DI VOI: IN POCHE PAROLE, SIATE IL CAMBIAMENTO! Non voltatevi più per guardare le macerie che il passato ha conservato per voi, soffermatevi, piuttosto, SULL'ETERNO ISTANTE e cominciate a creare da questo stato di quiete e presenza totale. 

Quando ripensate a ciò che vi siete persi o lasciati di bello alle spalle, in un tempo ormai inesistente e al di fuori del QUI E ORA, riflettete sul fatto che ormai il passato è cenere e che tutto è illusione, perfino noi e la realtà che viviamo è un'illusione resa reale da complicati processi di codificazione cerebrali e sensoriali. Perfino noi siamo di passaggio.
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Impariamo a fare per il piacere di farlo, non facciamone una questione di Vita o di morte! Torniamo bambini e cominciamo a giocare con la Vita! Pochi adulti ormai riescono a divertirsi mentre lavorano o quando dovrebbero godersi i frutti del proprio lavoro! (del tornare bambini ne parlo in maniera dettagliata nel mio libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI)

Lasciamo che la Vita scorra, smettiamo di resisterle, viviamo l'attimo perché è l'unico esistente, il resto è solo un sogno ad occhi aperti, un'illusione dei sensi, andiamo oltre! Oltre il tempo e lo spazio c'è l'eterno istante con le sue infinite potenzialità di espansione per ognuno di noi e in tutti i settori in cui vorremo migliorare. Tutto il resto sono solo seghe mentali.

Vincenzo Bilotta 

domenica 27 novembre 2016

Paura di vivere

Oggi viviamo in una società caratterizzata da un'elevata tecnologia e possibilità di comunicare con ogni parte del mondo a tempo di record. Ogni cosa sembra evolvere, almeno a livello tecnologico. A livello umano, però, si può constatare quella che io definisco "paura di vivere". 

La paura di vivere nasce in quelle persone che non riescono a staccarsi dalle esperienze passate e continuano a prenderle come esempio per vivere le esperienze future non sapendo che, così facendo, terranno in Vita il passato senza avere, per ciò stesso, la possibilità di fare esperienze nuove e costruttive che possano consentire loro di vivere e gioire della Vita QUI E ORA.
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La paura di vivere nasce e si mantiene in Vita nel soggetto che la possiede, a causa della mancata elaborazione dell'esperienza che ha vissuto nel passato. Quando non si riesce a dare un significato costruttivo ad un'esperienza passata, più o meno traumatica, si smetterà da quel momento stesso di vivere e si cercherà, per evitare di soffrire in futuro, di congelare tutte le sensazioni e le emozioni legate all'evento vissuto e mai superato.

La Vita andrebbe vissuta in totale libertà e in assenza di aspettative. Ma ciò spesso non è possibile per fattori che possono dipendere da noi stessi o da chi si prende cura del nostro processo educativo. Quando si rimane legati al passato e ad un evento doloroso vissuto in un'epoca precedente all'ADESSO, sarà naturale sviluppare una paura della Vita e uno stato di disagio che non permetterà di vivere il QUI E ORA.
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Bisogna avere il coraggio di voltare pagina, smettendo di confrontare ogni accadimento con l'esperienza vissuta in passato, altrimenti si rischia di morire prima di morire. Infatti, congelando le emozioni piuttosto che affrontarle ed evitando le esperienze per paura di rivivere il lutto, l'abbandono, la rabbia o qualsiasi altra emozione che ci tiene ancora legati ad eventi passati, non faremo altro che vivere con paura la Vita.

Poiché, però, la paura è l'opposto dell'amore, non riusciremo a sentirci vivi e gioiosi ma, lungi da tutto ciò, creeremo un clima di ostilità e tensione intorno a noi in quanto il pensiero crea la realtà, sempre! Per guarire dalla paura di vivere bisogna aprirsi all'amore che è, come ho già detto prima e non mi stancherò mai di ripetere, l'opposto della paura.
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Per vivere nell'amore bisogna perdonare il passato capendo al contempo che, se si vuole davvero voltare pagina, occorrerà perdonare se stessi e gli altri per potersi finalmente staccare dagli eventi accaduti in un'epoca precedente l'ADESSO. Bisogna capire che non esiste altro momento al di là del QUI E ORA e tutto si realizza nell'ETERNO ISTANTE.

La paura di vivere ci porta lontani da Dio, rendendoci nemici della Vita. Per fare pace con la Vita occorre avere il coraggio di voltare pagina cominciando, al contempo, a lavorare su di sé per poter trasformare la paura in amore. Per trasformare la paura in amore, però, occorrerà prima amare il proprio passato. Per amare il proprio passato, bisogna prima imparare da esso: solo così riusciremo a vedere come un'opportunità di crescita un evento che, quando lo avevamo vissuto, sembrava dover decretare il nostro fallimento. 
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Ricordiamoci sempre che ogni esperienza, quando arriva, E' UTILE E NECESSARIA ALLA NOSTRA CRESCITA PSICHICA, FISICA E SPIRITUALE. Basta rimanere aperti ed accoglierla senza giudicarla né averne paura. Spesso, infatti, le esperienze si elaborano col tempo. Datevi del tempo evitando, in ogni caso, di rimanere fermi nel passato, NON SERVE.

Non appena avrete fatto pace col passato ed avrete elaborato in maniera corretta l'esperienza sciogliendo, al contempo, le emozioni negative causate dalla sua errata interpretazione, potrete finalmente trasformare quella che all'inizio era paura di vivere in AMORE PER LA VITA. Da quel momento potrete cominciare a vivere la Vita QUI E ORA smettendo di fare paragoni col passato in quanto esso esiste solo nelle nostre fantasie e MAI nell'ETERNO PRESENTE. 

Vincenzo Bilotta