lunedì 24 luglio 2017

Inferno

Oggi cominciamo il viaggio di ascesa dagli inferi, quello che può, che potrebbe, dipende se si avrà il coraggio e la volontà necessari per lavorare su di sé, all'ascesa attraversando i vari stadi successivi, dopo verrà il purgatorio, fino a stabilizzarsi nel paradiso. Buona lettura e... buon lavoro su di voi!

Dell'inferno con le sue pene ce ne hanno parlato fin troppo preti e suore a scuola, in chiesa, al catechismo come negli istituti scolastici gestiti da religiosi. Ce lo hanno descritto come un luogo tremendo, di tremenda sofferenza, dove ognuno di noi sarà destinato, notate bene il "sarà", dopo la morte e se avrà vissuto da peccatore senza pentirsi.
(Immagine presa dal web)

Quello del quale vi parlerò io oggi, in questo articolo che state leggendo, ha a che fare con il vero inferno, quello che la maggior parte delle persone si trova a vivere e sperimentare, causa profonda inconsapevolezza in un periodo di profonda crisi vissuta per vari motivi (lutti, abbandoni, violenze subite, perdita o mancanza del lavoro, ricerca della propria vera identità e della propria strada nella Vita), in questa dimensione spaziotemporale, non quando trapasserà, quello è argomento di cui si occupano la chiesa e la metafisica.

L'inferno, nel senso in cui lo intendo io, è uno stato mentale focalizzato in maniera ossessiva sui problemi e non sulle soluzioni, sui probabili disastri che si potranno vivere in un ipotetico apocalittico futuro. Vive l'inferno anche chi non ha il coraggio di cambiare un lavoro che non lo soddisfa, di lasciare un partner che lo tormenta, di allontanare le persone negative che nulla gli danno ma, lungi da ciò, tutto gli tolgono, energie comprese.
(Immagine presa dal web)

La discesa agli inferi è sempre tormentosa, un cupo stato dell'essere, caratterizzato da sofferenza a più livelli fino allo sprofondare nella depressione più cupa, stato in cui si perde l'interesse verso qualsiasi cosa o persona e non si hanno più stimoli a fare, a vivere, ci si chiude in se stessi e si evita un eventuale confronto con persone che potrebbero essere di aiuto.

Elemento importante è dato dal fatto che fuori di noi nulla cambia, il vissuto è squisitamente interiore, personalissimo, invisibile agli altri, in altre parole soggettivo. Potete constatarlo se uscite con chi ha problemi di questo tipo e andate in luoghi di svago quali luna park, cinema, discoteche o villaggi turistici: essi rimarranno sempre indifferenti rispetto agli stimoli esterni e a volte tenderanno a fare del sarcasmo se voi vi divertite.
(Immagine presa dal web)

E' facile per chi vive al livello dell'inferno cadere nelle dipendenze, ciò per alleviare il proprio disagio psicofisico. Così queste persone correranno il rischio di diventare dipendenti da droghe, alcool, gioco compulsivo, relazioni sbagliate tanto per fare alcuni esempi.

Chi vive l'inferno vede con gli occhi del dannato ogni cosa. Ogni minimo accadimento nella sua Vita lo lascerà instabile per giorni, chi vive nello stato mentale infernale, infatti, tende a rimuginare su ogni cosa, a non sentirsi adeguato alle situazioni che gli si pongono innanzi, a sentirsi in colpa, a provare rabbia ed odio. In questo stato mentale anche un angelo non viene da lui riconosciuto e a volte potrà, addirittura, essere scambiato per un demone.
(Immagine presa dal web)

Chi sta visitando i propri inferi, com'è naturale, sarà poco propenso a perdonare, ad aiutare il prossimo, a sorridere agli altri, alla Vita e, non da ultimo, a se stesso. Del resto, come potrebbe perdonare, aiutare o sorridere al prossimo se, prima, non avrà applicato tutto ciò a se stesso?

Chi vive nello stato mentale inferno non ama se stesso, diversamente adotterebbe un  diverso atteggiamento nei confronti della Vita. Per amare se stesso e potere salire sia pure al livello mentale purgatorio, occorrerà che sia prima in grado di ACCETTARE SE STESSO, COSI' COM'E'. Dopo aver fatto ciò, dovrà PERDONARSI per quello che avrebbe voluto fare, essere, dire ma non è stato, in quel momento della propria Vita, in grado di agire per come avrebbe voluto.
(Immagine presa dal web)

Per perdonarsi è essenziale capire che, se non si è riusciti a tenere un determinato comportamento nel passato, ciò è dovuto al fatto che, in quel momento in cui si è verificato quel determinato accadimento, la persona ha adottato il comportamento più giusto tenendo conto delle conoscenze, dei mezzi e del modo di agire che aveva a disposizione all'epoca, in altre parole, ha fatto del suo meglio e, per ciò stesso, deve smetterla di giudicarsi inadeguato. Adottare questo tipo di consapevolezza è estremamente liberatorio e consentirà, se applicato dalla persona che vive al livello mentale infernale, di ascendere al livello purgatorio.

Dopo essersi perdonati ed accettati, così come si è, cesserà ogni resistenza interiore, ogni senso di inadeguatezza sparirà, arriverà un senso di liberazione e un'apertura nei confronti della Vita. In quel momento si avrà la possibilità di lavorare su di sé allo scopo di portare alla luce e risolvere traumi e conflitti che  ci tenevano ancorati al passato, facevandoci vivere l'inferno sulla terra.

(Immagine presa dal web)

Liberandosi dalle zavorre del passato coi relativi sensi di colpa, si potrà ascendere al livello mentale purgatorio, lasciandosi alle spalle un inferno che, seppur tormentoso, avrà lasciato un'esperienza preziosa a livello di purificazione, introspezione e umiltà. Man mano che si sale, è consigliato farlo con umiltà, inviando tanto perdono al passato coi suoi vissuti e guardando avanti partendo dal QUI E ORA, unico tempo esistente, non più dal futuro.

E' SOLO NELL'ETERNO PRESENTE, INFATTI, CHE SI PUO' AVERE LA POSSIBILITA' DI CREARE UN NUOVO STATO MENTALE LIBERO DA SPAZIO E TEMPO. PER FARE CIO' BISOGNA DIVENTARE CONSAPEVOLI CHE IL PASSATO NON CI SERVE PIU'. IN QUESTO MODO IL PASSATO DIVENTERA' IL NOSTRO MAESTRO E, NON PIU', IL DEMONE CHE SEMBRAVA DESTINATO A TORMENTARCI PER IL RESTO DEI NOSTRI GIORNI. (Fine prima parte)

Vincenzo Bilotta


Ascesa dagli inferi

Tempo fa ho scritto un articolo intitolato "Discesa agli inferi" (lo trovi digitando il nome nel motore di ricerca che trovi alla destra di questo articolo). In questo articolo descrivevo come fosse, spesso, necessaria una discesa ai propri inferi personali, una visita ai propri demoni interiori, allo scopo di farseli amici, avendo il coraggio di guardarli in faccia e scoprendo che altro non erano se non i mille volti della nostra mente nascosti nell'ombra dell'inconsapevolezza nella quale versa l'umanoide medio di oggi, sottoposto alla meccanicità che ormai sembra governarlo.

Per molte persone che non hanno la possibilità di svegliarsi in maniera spontanea, si rende necessaria e quasi obbligatoria questa discesa agli inferi. Solo così si potrà avere la possibilità, a patto che si riesca a mantenere la necessaria lucidità ed equilibrio mentali, di purificarsi dentro le fiamme dei propri inferi personali. Gettando alle fiamme l'ego assieme a tutti i vecchi schemi mentali e conflitti irrisolti si potrà avere, finalmente, la possibilità di rinascere, un pò come fece l'Araba Fenice quando si librò in volo dopo essere risorta dalle proprie ceneri.
(Immagine presa dal web)

Dopo essere disceso agli inferi, ai propri inferi personali, ciascuno con le sue dinamiche, ognuno coi suoi demoni personali che avrà alimentato nel corso del tempo attraverso le proprie paure e conflitti irrisolti, l'uomo ha la possibilità di tornare a vivere ed essere, finalmente, felice.

Ovvio, il viaggio di ritorno non sarà sempre veloce, di quelli da illuminazione lampo tipo satori zen o samadhi yogico. Nella maggior parte delle ipotesi il viaggio sarà fatto a tappe, con nuovi conflitti da risolvere, a volte più importanti, altre volte di più facile risoluzione, ma che comporterà delle battute d'arresto allo scopo di raggiungere nuovi ed interessanti punti di equilibrio lungo la strada che porterà, se percorsa per intero, alla liberazione dalle illusioni di spazio e tempo dove la mente giocava in casa ed avrebbe continuato a fregarci.

(Immagine presa dal web)
Ho diviso questo viaggio di ascesa, di ritorno dagli inferi, in tre tappe. Ho scelto un cammino di tipo dantesco o, se volete, biblico-cristiano e, per ciò stesso, ho scelto di partire dall'inferno, salire su nello stadio intermedio del purgatorio per poi finire, per chi riesce a "ripulirsi per bene" dalle memorie antiche (se vuoi approfondire il concetto di "Memorie antiche" puoi cercarlo sotto il titolo "Decondizionarsi dalle memorie antiche" nel motore di ricerca che trovi in alto a destra di questo articolo) in paradiso.

E' chiaro che tutti e tre sono degli stati mentali, ognuno con delle caratteristiche sue proprie, ciascuno con la sua funzione. Nessuno di essi è meno importante dell'altro anzi, possiamo dire che ognuno è complementare ad ogni altro, dopotutto fanno parte del cammino iniziatico e ne segnano le tappe decisive in maniera profonda e definitiva.

Assieme a questo articolo di presentazione e ad altri tre distinti che denominerò inferno, purgatorio e paradiso, analizzeremo le diverse tappe di questa ascesa che dagli inferi, passando per il purgatorio, porterà al paradiso, dopo un serio e costante lavoro su di sé. Dal tempo e lo spazio, dove la mente regna, si passerà all'eternità, al paradiso, che altro non è se non il raggiungimento dello stato di non mente conseguente all'uscita dal tempo coi suoi vissuti ed aspettative e dallo spazio. Buona lettura!

Vincenzo Bilotta

lunedì 10 luglio 2017

Ritorno all'Uno

C'è un'antica storia indiana sul dio Brahma. Non esisteva nulla eccetto Brahma, il quale si annoiava. Voleva
giocare, ma non c'era nessuno con cui farlo. Perciò creò Maya, una bellissima dea. Le spiegò il motivo per cui l'aveva creata, e Maya disse: “Va bene, faremo un gioco bellissimo, ma tu devi fare ciò che ti dirò”. Brahma acconsentì, e seguendo le istruzioni della dea creò il cielo, le stelle, la luna, i pianeti e l'intero universo.

Poi creò la vita sulla terra: gli animali, l'atmosfera, gli oceani, tutto. Maya disse: “Com'è bello questo mondo d'illusione. Ora dovresti creare un animale tanto intelligente e consapevole da poter apprezzare la tua creazione”. Allora Brahma creò gli esseri umani, e quando ebbe terminato chiese a Maya quando sarebbe iniziato il gioco. 
(Immagine presa dal web)

“Inizieremo adesso”, rispose lei. Prese Brahma, lo tagliò in pezzettini minuscoli, e ne mise uno dentro ogni essere umano. Poi disse: “Ora comincia il gioco! Ti farò dimenticare chi sei e dovrai cercare di ritrovarti”. Maya creò il Sogno, e ancora oggi Brahma sta cercando di ricordare se stesso. Si trova dentro ciascuno di voi, e Maya vi impedisce di ricordare chi siete. 

Nel momento in cui una persona si risveglia dal Sogno, diventa nuovamente Brahma, e si riappropria della sua divinità. Poi forse dice: “Bene, io sono sveglio. Cosa posso fare per le altre parti di me?”. Se avete scoperto il trucco di Maya, potete condividerlo con gli altri. (Don Miguel Ruiz, La padronanza dell'amore)
(Immagine presa dal web)

Ho voluto cominciare l'articolo di oggi con questa meravigliosa storia indiana. Essa non fa altro che ribadire le origini divine dell'essere umano e di come, in origine, TUTTO ERA UNO. Poi intervenne Maya, dea nella storia prima raccontata ma, anche, termine che sta ad indicare l'illusione nel buddismo. Ed ecco che, all'improvviso, calano le tenebre negli occhi degli uomini.

Ognuno sembra essersi dimenticato di Sé e delle proprie origini divine per cadere nel mondo duale, dominato dall'illusione di solidità della materia, dei beni e delle relazioni umane. Del resto, a mio avviso, poiché NULLA AVVIENE PER CASO, l'esperienza della separazione dal Tutto, dal divino, il dimenticarsi di avere Dio in Sé, ha un significato di fondamentale importanza per la crescita e l'evoluzione dell'essere umano.
(Immagine presa dal web)

Succede spesso che l'essere umano non riesca ad apprezzare ciò che possiede se non nel momento in cui lo perde: un affetto, un posto di lavoro, qualsiasi bene materiale al quale si era particolarmente affezionato e che dava per scontato sarebbe durato al suo fianco per sempre. Poi succede che, un giorno imprecisato, la persona che più amavamo al mondo, in un modo o nell'altro, ci abbandona, si perda il posto di lavoro o ci rubino dei beni ai quali eravamo particolarmente legati.

Proprio nel momento in cui accade ciò, ecco che si riesce ad apprezzare il valore di ciò che si possedeva. Del resto, io credo si viva in un mondo duale proprio per questo. E' il mondo di buono/cattivo, alto/basso, amore/paura, acceso/spento. La mente crea distinzioni, l'uomo ci cade e, zac! All'improvviso finisce la Vita Reale, non si risiede più nell'Uno e si cade vittima delle illusioni e delle paure derivanti dai legami alle cose/persone.
(Immagine presa dal web)

A volte, però, potrà capitare che, un pò per curiosità, un pò perché si vuole capire cosa c'è "oltre la Vita ordinaria", si sentirà l'esigenza di lavorare su di Sé, di seguire un percorso spirituale-introspettivo alla ricerca di quel qualcosa che fino a quel momento non ha placato la nostra sete di sapere e che, sicuramente, non abbiamo trovato nelle cose e nella Vita ordinarie.

Ecco che da quella spinta potrà nascere una visione alternativa della Vita ordinaria, non più centrifuga, bensì centripeta, in quanto rivolta all'osservazione della propria interiorità coi propri tesori nascosti. In quel momento, se non si avrà paura di continuare a scrutare il proprio animo, si potrà scoprire ciò che Brahma ha nascosto dentro ognuno di noi, una parte di Sé, del divino.
(Immagine presa dal web)

Nel momento in cui si scoprirà Dio in Sé, cesserà la ricerca spasmodica di fonti esterne che possano dare un solo minuto in più di gratificazione preferendo, di gran lunga, sviluppare ed armonizzare la propria divinità interiore per poterla poi, se si vorrà, condividere con gli altri aiutandoli, per ciò stesso, ad evolvere.

Ecco che, dal momento in cui si sarà scoperto Brahma/Dio dentro di Sé, ci si sentirà uguali agli altri, dei sulla terra, con il solo scopo di godere al massimo di questa esistenza terrena senza più temere la morte in quanto illusione/Maya.
(Immagine presa dal web)

In quel momento, una volta scoperto Brahma/Dio in Sé, ecco avvenire il fenomeno di ricongiunzione con il Tutto o, come viene comunemente denominato in fisica quantistica, si scoprirà il cosiddetto ENTANGLEMENT, ossia l'essere collegati attraverso fili sottili ed impercettibili all'occhio umano, a Tutto il resto: minerali, piante, animali, umani. In quel momento Maya smetterà di prendersi gioco di noi e Brahma, stanco del gioco, tornerà Uno attraverso Tutti i piccoli frammenti/esseri umani che avranno avuto la capacità di vedere un pezzo di Sé nell'altro.

Da quel momento, finirà il gioco dell'illusione di separazione che faceva della terra un inferno a causa della mancata conoscenza di Sé e ciascuna persona potrà finalmente ri-scoprire il paradiso in Sé e proiettarlo all'esterno, facendo della terra il regno di Dio perché, alla fin fine, Dio si è sempre celato in noi.

Vincenzo Bilotta

domenica 25 giugno 2017

Un altro giorno in paradiso

L'altro giorno ascoltavo una canzone bellissima, "Another day in paradise" di Phil Collins. Durante il suo ascolto riflettevo su come le religioni, i processi educativo-programmatici e le convinzioni limitanti che ne derivano abbiano distorto e limitato, la visione da parte nostra del mondo COSI' COM'E'.

In particolare, durante il nostro processo di crescita e in particolare quando riceviamo (subiamo) la nostra dose di educazione-programmatica, ci vengono messi dei paraocchi, un pò come i muli. Quando completiamo il nostro processo di adeguamento alle greggi di pensatori mediocri, poco rimarrà della nostra vera natura o, meglio, la nostra Divinità interiore risulterà addormentata, ma MAI persa.
(Immagine presa dal web)

Se ci riflettete, nessuno ci ha mai insegnato a godere del momento. Sì, certo, ci sono i seminari e i corsi di risveglio, la meditazione, i libri e quant'altro si riesce a trovare e che può tornarci utile. Il punto, però, qui è un altro. Siamo noi che cerchiamo qualcosa che va oltre i nostri schemi di pensiero limitati imparati a scuola e in famiglia, nessuno ci viene a cercare dicendoci che è possibile cambiare punto di vista sulla Vita per poterla trasformare ALL'ISTANTE.

Probabilmente poche persone stanno vivendo in realtà delle situazioni realmente dolorose. E' molto più probabile che non abbiano a disposizione, nello stato attuale nel quale versano, i mezzi idonei a superarle con successo per poi trarne insegnamento ai fini evolutivi.
(Immagine presa dal web)

Ognuno di noi, in realtà, vive nel paradiso terrestre, ciò ogni singolo giorno della sua Vita. Ma, la maggior parte delle persone non se ne accorge perché troppo "impegnata", a far cosa, poi? LE SEGHE MENTALI? AD ALIMENTARE IL PENSIERO DISFUNZIONALE?

La nostra è una società fondata sul consumismo, sul "più si ha, meglio è". In una società del genere, manipolata dai mass media che non fanno altro che alimentare le ansie da prestazione in ogni singolo individuo allo scopo di farlo consumare di più, si capisce bene come non si riesca più a godere delle piccole cose. Eppure sono proprio le piccole cose a fare di questo mondo un paradiso, non l'auto di lusso o l'abito firmato.
(Immagine presa dal web)

Così, nel continuo rincorrere dei bisogni artificiali, ci si perde il vero paradiso. Un altro giorno in paradiso lo diamo tutti per scontato, nessuno sa o, se sa, sembra averlo dimenticato, che la Vita è QUI E ORA e non domani o quando avrò lo smartphone migliore del mio amico.

Ma cos'è il paradiso? IL PARADISO NON E' QUEL LUOGO DOVE, SECONDO LE RELIGIONI ANDREMO A FINIRE, SEMPRE SE SAREMO BUONI, DOPO LA VITA TERRENA, NO. IL PARADISO E' IL VIVERE NEL PRESENTE IN MANIERA TOTALE, INCONDIZIONATA, SENZA ASPETTATIVE, ACCOGLIENDOLO COME UN DONO PER QUELLO CHE SAPRA' DARCI.
(Immagine presa dal web)

Quanti sanno ancora apprezzare la bellezza di un tramonto, il sorriso di un bambino, il canto di un uccello, la gioia di prepararsi un caffè in maniera consapevole? Pochi, molto pochi.... Eppure questo è il vero paradiso, lo stato di veglia in cui si gode della totalità, del QUI E ORA. Per vivere in paradiso bisogna, a volte, passare dall'inferno dei pensieri disfunzionali, delle convinzioni limitanti, delle paure le quali pur essendo, spesso, non reali, riescono, nonostante ciò, a condizionarci la Vita.

Impariamo a godere dell'istante, smettiamo di avere aspettative sul domani, sugli amici, sul partner, sul lavoro e su tutto quello che sta, in generale, affossando la massa di pensatori mediocri fino a risucchiarli dentro un vortice senza fine. Andiamo al di là del tempo, dello spazio, della mente, viviamo il lavare i piatti, il volo di una farfalla, le grida gioiose dei bambini che giocano all'aperto, solo così potremo dire di esserci assicurati un altro giorno in paradiso.

Vincenzo Bilotta

domenica 11 giugno 2017

Amore e possesso

Quello dell'Amore è un tema inflazionato. Di Amore si parla nelle canzoni, nei film, sui libri e dovunque ci si giri a guardare, eccolo là, sempre pronto a fare capolino, il tema dell'Amore. Di Amore ho parlato anch'io in diversi miei articoli che potete trovare in questo blog, basta che digitiate la parola Amore sul motore di ricerca perché possiate leggere ciò che ho pubblicato fino ad oggi, oppure potete leggere i miei libri L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA E METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI, dove si parla anche lì di Amore.

Ma occorre fare una distinzione sostanziale fra l'Amore vero e il possesso, in quanto il primo permette la costruzione e il mantenimento di un rapporto stabile e duraturo mentre il secondo, invece, riesce a creare solo rapporti disfunzionali e conflitti interni.
(Immagine presa dal web)

Premesso che una storia d'Amore che nasca e sia basata sulla paura di rimanere soli è, per ciò stesso, destinata a creare problemi durante il suo svolgersi ed evolvere. Niente può nascere e durare se è fondato sulla paura. Chi ha paura di rimanere solo, infatti, dovrebbe prima risolvere il proprio conflitto con se stesso, auto-osservandosi allo scopo di capire che, in realtà, ciò di cui ha paura non è la solitudine ma il dover affrontare i propri demoni interiori.

Solo dopo aver affrontato e sconfitto i propri demoni interiori, ecco che si farà pace con se stessi, si comincerà a stare bene anche da soli, non si avrà più timore del silenzio in quanto lo stato di quiete interiore raggiunto non verrà più riempito dai rumori e dalle voci provenienti dalla mente. Il lavoro su di sé serve proprio a fare pulizia interiore, ad affrontare le proprie paure discendendo fino agli inferi, se necessario, ciò allo scopo di purificare la propria coscienza col fuoco della consapevolezza risvegliata.
(Immagine presa dal web)

Diversamente, se non si avrà voglia di lavorare su di sé e si continuerà a re-agire per paura di rimanere soli con se stessi, il risultato saranno la maggior parte dei rapporti di coppia che la gente vive oggi, caratterizzati da liti continue, infedeltà, separazioni più o meno violente e senso del possesso nei confronti del partner.

Il possesso è un diretto derivato dalla paura di rimanere soli. In questo contesto si sta con l'altro/a credendo sia una specie di animale da compagnia acquistato in un negozio e, per ciò stesso, dal quale non ci si separerà più. Ecco nascere da ciò un sentimento di possesso che porta a considerare il partner come una sorta di "proprietà privata".
(Immagine presa dal web)

Se si osservano le coppie per strada lo si può notare. Spesso si vede lui che abbraccia lei ma questo gesto è legato molte volte ad un senso di appartenenza, come se la persona che abbraccia il partner volesse dire agli altri eventuali interessati "ormai è mio/a, mettiti il cuore in pace!". 

Da questo contesto non potrà che nascere un rapporto di coppia di tipo conflittuale, basato su continue gelosie, litigi e tradimenti. Alla base di tutto ciò starà sempre l'insicurezza di uno o di entrambi i partner. Se, infatti, nessuno dei due partner che s'incontrano e decidono di stare assieme ha fatto prima un lavoro su di sé, sarà inevitabile che, ognuno per conto suo, porti i propri conflitti all'interno del rapporto di coppia.
(Immagine presa dal web)

Da qui si può comprendere bene quanto sia importante effettuare un profondo ed onesto lavoro su di sé allo scopo di portare alla luce ed eliminare tutti quei conflitti che potrebbero risultare problematici all'interno di una relazione.

SOLO CHI E' IN AMORE CON SE STESSO E SA STARE DA SOLO POTRA' AMARE E CONDIVIDERE LA SUA GIOIA INTERIORE CON L'ALTRO. CHI, VICEVERSA, NON SI AMA ED ACCETTA IN TUTTE LE SUE PARTI, NON SOLO NON RIUSCIRA' A DIVENTARE UNA PERSONA INTEGRA ED EVOLUTA MA PORTERA' I SUOI CONFLITTI ALL'INTERNO DEL RAPPORTO DI COPPIA E, INVECE DI CONDIVIDERE LA SUA GIOIA, DIVENTERA' UN MENDICANTE D'AMORE.
(Immagine presa dal web)

Bisogna imparare a stare con l'altra persona, amandola ed accettandola così com'è, condividendo i momenti passati assieme in maniera consapevole e cercando di specchiarsi sempre nell'altro allo scopo di evolvere e consolidare il rapporto affettivo. Per far ciò, occorrerà lasciare l'altro/a libero/a di essere se stesso/a, senza mai esprimere giudizi o cercare di cambiarlo/a in nessun modo.

In questo modo nessuna gelosia avrà più ragione di esistere, nessun tradimento sarà mai attuato in quanto, in un contesto di evoluzione ed accettazione reciproca, l'altro/a sarà parte integrante di noi e non più una proprietà della quale essere gelosi o disfarsene quando si è stufi.

Vincenzo Bilotta

domenica 28 maggio 2017

Armi di distrazione di massa

Esistevano, un tempo non molto lontano, le armi di distruzione di massa. Oggi, in un'epoca in cui domina la tecnologia, non occorrono più. Ad esse, infatti, si stanno pian piano sostituendo quelle che mi piace chiamare, a me come ad altri, armi di distrazione di massa e, credetemi, sono molto più sofisticate ed efficaci dei più "semplici e banali" missili intelligenti.

Le armi di distrazione di massa hanno come scopo fondamentale quello di distogliere l'uomo-robot, figlio di un progresso tecnologico accelerato all'eccesso e di un'educazione-programmatica che lo ha lobotomizzato intellettualmente, da quelli che sono i reali problemi della società globale nella quale vive.
(Immagine presa dal web)

L'arsenale è costituito da armi molto pericolose, fatali per l'intelletto del pensatore mediocre. Questo arsenale è costituito da: smartphone, social network, i reality show e, per finire, i fatti di cronaca nera coi quali i mass media ormai funestano le giornate del pensatore mediocre. In ognuna di queste armi di distrazione di massa, è insito un potenziale distruttivo infinito e letale.

Come agiscono tutti questi mezzi di disinformazione e rincoglionimento globale? Attraverso dei messaggi, delle induzioni sub-ipnotiche attraverso le quali chi sta "in alto" riesce a manipolare sottilmente chi, invece, un pò per l'educazione-programmatica ricevuta, un pò per mancanza di lavoro su di se, sta in basso e va ad "arricchire" il già nutrito gruppo di pensatori mediocri del nostro bel pianeta.
(Immagine presa dal web)

Tutti questi strumenti costituiscono l'oppio dei popoli, il narcotico giusto per chi, in generale, vuole solo "dimenticarsi di se" per potersi perdere, infine, nella massa anonima ed indefinita di persone che hanno come sola aspirazione quella di mangiare, bere, guardare la tv, postare i selfie sui social network e lavorare, quando e se gli capita. Lavoro fisico, ovvio, non lavoro su di se, sia mai.

Questo stato di induzione sub-ipnotica comporta, come conseguenza diretta, l'assuefazione, da parte del pensatore mediocre, a tutto ciò che viene dato in onda dalla tv in particolare e dai media, in generale. Questa assuefazione, com'è ovvio, deriva dal fatto che molti non si chiedono il perché degli accadimenti ma, lungi dal far questo, vi si adattano senza andare a cercare dei mezzi di controinformazione per poter almeno capire la veridicità di certe notizie.
(Immagine presa dal web)

Il fatto è che, il pensatore medio dipende dalle cose banali, esteriori quanto inutili. Ciò gli basta per farlo vivere nel suo mondo, fatto di partite di calcio, reality show e selfie. A volte accade che, a tutto questo possano aggiungersi determinate mode del momento quali capi d'abbigliamento o acconciature stereotipate che possano renderlo ancora più anonimo e scontato di quanto non lo sia stato fino a quel momento. Ma, dopotutto, per il pensatore mediocre conta di più essere "alla moda" che non capire la VITA REALE.

Del resto, questo fa parte del suo cammino e nessuno, tranne lui, può giudicarlo in merito. Le armi di distrazione di massa porteranno l'essere umano pensatore mediocre, come capirete bene, ad una fuga dalla realtà. Esso, infatti, utilizzerà i reality, le partite e i selfie per fuggire dal QUI E ORA perdendosi, in quel momento, la possibilità di essere e vivere in maniera VERA, non artificiale.
(Immagine presa dal web)

Questo tipo di persone si crea il proprio paradiso artificiale nel quale vive e prospera. In realtà non sa che, chi prospera realmente alle sue spalle è il sistema con chi vi sta dietro e lo controlla. 

Il pensatore mediocre è una persona intellettualmente vuota, senza idee proprie. Da ciò si capisce come sia facile riempire questi individui di idiozie e notizie false allo scopo di creare caos (almeno provare a crearlo) in chi, invece, pensa per conto proprio e costituisce la stonatura nel coro di pecore belanti, al secolo società attuale tecno-robotica-addormentata.
(Immagine presa dal web)
Il fatto di fare affidamento sempre e solo ai reality, ai mass media e ai sentito dire porterà, come conseguenza, un mancato sviluppo di una capacità di ragionamento autonomo. Il pensatore mediocre, infatti, si contenta di lasciarsi riempire di notizie false e ridicole piuttosto che attivare i suoi emisferi atrofizzati da troppi reality e partite di calcio per poter impegnare, sia pure un solo neurone, allo scopo di cercare ciò che è vero al di là delle apparenze.

Vincenzo Bilotta

lunedì 15 maggio 2017

A cosa diamo energia?

Come tutti noi ben sappiamo, IL PENSIERO CREA LA MATERIA. Se noi diamo energia ad una determinata situazione della nostra Vita, essa tenderà a crescere e rafforzarsi fino a prendere un posto di rilievo nel nostro mondo esterno. L'essere umano medio, frutto di un'educazione-programmatica da pensatore mediocre, tende, suo malgrado, a dare energia ad eventi, cose e persone che risultano essere per lui negative alimentandole con la lamentela e il giudizio mentre, viceversa, non fa nulla per attirare a sé situazioni che potrebbero sicuramente giocare a suo vantaggio.

E' di fondamentale importanza riuscirsi a concentrare, invece, su ciò che si vuole ottenere nella propria Vita. Accade sempre secondo quanto saremo stati in grado di pensare, volere, ottenere. Per ottenere determinati risultati, accadimenti, trasformazioni all'interno della propria Vita, occorre dapprima cominciare a pensare  che possano accadere, utilizzando un atteggiamento mentale possibilista ed aperto alla trasformazione totale.
(Immagine presa dal web)

In secondo luogo occorrerà volere ciò a cui si sarà pensato di più per un determinato periodo di tempo. Ovviamente, il solo volere non basterà per ottenere ciò che si desidera in quanto occorrerà anche agire, ciò al fine di poter raggiungere i risultati voluti.

Ma la base rimane sempre una e sola: ESSA E' COSTITUITA DA UN INTENTO FOCALIZZATO NELLA GIUSTA DIREZIONE, VOLTA ALL'OTTENIMENTO DI UNA NUOVA COSA, SITUAZIONE, RELAZIONE, ALL'INTERNO DELLA PROPRIA VITA.
(Immagine presa dal web)

Per riuscire nell'intento di vedere trasformata la propria Vita, occorrerà perseverare in quel pensiero costruttivo, fatto con una mente aperta e possibilista, solo in conseguenza di questo nuovo e mutato atteggiamento, si potranno cominciare ad ottenere dei risultati concreti. Ovvio che, a tutto ciò, occorrerà aggiungere, come ingrediente essenziale, la FEDE.

Bisogna anche avere FEDE affinché i miracoli possano accadere nella nostra Vita fino a diventarne parte ed essere considerati non più dei fenomeni straordinari ma ordinari accadimenti in delle Vite straordinarie.
(Immagine presa dal web)

A tal proposito, serve ricordare il terzo principio dello sciamanesimo Huna, secondo il quale L'ENERGIA VA DOVE SI DIRIGE L'ATTENZIONE. Da ciò s'intuisce l'importanza del pensare in maniera focalizzata SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a ciò che si vuole entrare a far parte della propria Vita. L'intento focalizzato fa collassare, volendo prendere in considerazione anche i principi della fisica quantistica, la funzione d'onda sulla quale ci si sarà maggiormente concentrati, fino a farla entrare a far parte definitivamente della nostra Vita reale di tutti i giorni.
(Immagine presa dal web)

Quando saremo stati in grado di focalizzare il nostro pensiero/energia in direzione di determinati accadimenti che vorremmo entrassero a far parte della nostra Vita ed avremo imparato il potere dell'attenzione focalizzata applicata con FEDE, da quel momento diventeremo creatori/modificatori attivi della nostra realtà e, di conseguenza, padroni del nostro mondo.

Vincenzo Bilotta