domenica 28 ottobre 2012

Sapere stare nel mondo

La gente, oggi, risulta essere sempre meno soddisfatta del mondo in cui vive. Ognuno vorrebbe una vita diversa, un mondo diverso, un lavoro più gratificante. Da ciò si evince come le persone soffrano vari disagi legati allo stress del non sapere stare nel mondo. Partendo da questa premessa fondamentale possiamo osservare come sempre più persone vorrebbero fuggire via la realtà da loro vissuta alla ricerca di un qualche paradiso perduto.

Tutto ciò deriva da un sentimento di non accettazione del QUI E ORA. Questa fuga dal presente porta le persone a soluzioni alternative al disagio vissuto, che riescano, almeno per un pò, a colmare il senso di smarrimento da loro vissuto. Molti seguiranno la strada dei ritiri spirituali, altri quella delle droghe, dell'alcol o del sesso. Tutte queste persone sono accomunate da un unico disagio: quello di non sapere stare nel mondo. In realtà, ognuno di noi ha un suo posto in questo bel mondo.

Nessuno, però, ce lo può indicare, solo la nostra Anima lo sa già quando sceglie d'incarnarsi nel nostro corpo. Sicuramente l'alternativa al disagio vissuto non è di certo il drogarsi perchè, così facendo, ci si procurano inutili quanto dannose dipendenze. Anche la scelta di isolarsi in un eremo o di prendere i voti monastici spesso non è la soluzione.

Con questo non voglio sindacare in merito alla libera scelta che ognuno di noi ha su cosa fare della propria vita o su quale sia la strada giusta da intraprendere per realizzare Se stessi. A mio parere, però, quasi mai chi si isola trova la sua strada, non è così che funziona. Stando isolati dal mondo è facile raggiungere l'equilibrio e non farsi influenzare più dagli eventi quotidiani! Ci si può perfino illuminare (ciò servirebbe, specie a chi si prende una grotta buia e umida)!

 Così facendo, però, si perde l'opportunità di vivere la Vera Vita, quella per la quale siamo venuti al mondo. Solo con un confronto costruttivo con le altre persone e vivendo in mezzo agli altri si può realizzare il proprio Se libero dalle influenze mondane. Se, per assurdo, l'eremita decidesse di tornare a vivere fra la gente, sicuramente non riuscirebbe a realizzare un bel nulla!

E' facile essere forti quando si è in cima ad una montagna e si ha a che fare solo col vento e con le aquile! La vera forza sta nel vivere la vita quotidiana lavorando su di Se allo scopo di non farsi più inflluenzare dagli eventi esterni. Quando si accetta il QUI E ORA, si può decidere di cambiare Se stessi e il proprio modo di relazionarsi con gli altri senza peraltro subirne più le influenze. Nessuno può influenzarci se noi siamo centrati. Al massimo potrà accadere il contrario. Il lavoro su di Se costituisce la base del sapere stare finalmente nel mondo senza più volerlo cambiare.

 Solo capendo le dinamiche del microcoscmo (uomo) si potranno comprendere quelle del macrocosmo (mondo e universo intero). Solo conoscendo Se stessi si scoprirà il Vero Mondo, libero dal velo delle illusioni. Rimarrete affascinati da come ad ogni vostro cambiamento ne corrisponderà uno uguale nel mondo che vi circonda. Tutto è connesso, Tutto è Uno. Solo dopo aver lavorato su di Se, ciascuno sarà libero di rifugiarsi in un eremo o diventare monaco in un monastero sperduto in Tibet. In questo caso è plausibile il comportamento della persona evoluta che decide di andare via dal mondo per rifugiarsi in una grotta perchè, in questo caso, non sarà una fuga ma una sua scelta consapevole.

Vincenzo Bilotta

domenica 21 ottobre 2012

Alimentarsi correttamente

Il Buddha affermava più di duemila anni fa: "Siamo ciò che pensiamo". Se facessimo riferimento all'alimentazione, prendendo in prestito la sua frase potremmo affermare: "Siamo ciò che mangiamo". Ciò si dimostra vero in quanto il nostro stato di salute dipende anche da ciò di cui ci cibiamo quotidianamente. Certo, l'alimentazione non è la causa primaria della malattia. Ciò che genera lo stato di disarmonia che potrebbe sfociare nella malattia è sempre un fattore emozionale legato ad un conflitto irrisolto.

Tuttavia, una persona che goda di un certo equilibrio psicofisico può sicuramente, a completamento del suo stato di salute, adottare delle strategie alimentari che gli consentano di vivere al massimo della vitalità e di avere un sistema immunitario potenziato ed estremamente efficiente. Ma cosa mangiare? Questa è la domanda del secolo che ognuno di noi si è posto almeno una volta nella sua vita. Cosa rispondere?
(Immagine presa dal web)

Di certo non sono da seguire le tabelle alimentari classiche in quanto esse lasciano il tempo che trovano poichè sono spesso manipolate dalle industrie alimentari allo scopo di smerciare i prodotti da esse commercializzati. Di sicuro, se si vuol vivere bene, occorrerebbe eliminare dalla dieta il consumo di carne. Quando parlo di carne mi riferisco a qualsiasi tipo di carne di origine animale, pollo e tacchino comprese nel gruppo.

Dico ciò perchè spesso le persone in genere per carne intendono solo quella di vitello come potenzialmente dannosa, non sapendo che sono tutte sulla stessa barca. Mangiare carne non è l'ideale. La digestione di questo alimento produce due tossine altamente inquinanti per il nostro organismo: la cadaverina e la putrescina. Al di là del fatto che gli animali da macello sono trattati con estrogeni ed antibiotici, sarebbero da evitare anche le carni biologiche in quanto dannose per l'organismo a prescindere da come sono alimentati gli animali degli allevamenti.

(Immagine presa dal web)
Mangiare carne può esporre a malattie quali tumori, colesterolo, diabete e infarto. Anche i latticini andrebbero eliminati dalla dieta. Il loro consumo può causare delle intolleranze di tipo alimentare che portano nei bambini disturbi digestivi ed eccessiva flatulenza. Se prendiamo in considerazione il Ph della carne e dei latticini in generale, notiamo come sia tendente all'acido (il Ph neutro è pari a 6, al di sotto viene considerato acido, al di sopra alcalino o basico).

Come molti già sanno, il terreno di molte malattie quali tumori o cardiopatie è di tipo anaerobico-acido. Di conseguenza capite bene come il consumo di carne possa aumentare il rischio di ammalarsi, ciò a prescindere dalla fantasia legata alla predisposizione genetica! L'alimentazione, subito dopo la corretta gestione delle emozioni ed assieme ad uno stile di vita attivo, è fondamentale per il mantenimento dello stato di salute e per allungare la vita a ciascuno di noi.
(Immagine presa dal web)

 La prima cosa da fare per stare bene è eliminare il consumo di carne e latticini dalla dieta ed aumentare quello di cibi freschi di origine vegetale, ossia mangiamo più frutta e verdura. I cibi freschi di origine vegetale hanno molte caratteristiche che li rendono salutari ed efficaci nella prevenzione di svariate malattie. Va detto che un aumentato consumo di frutta e verdura ci consente di innalzare il nostro Ph nel sangue, prevenendo così malattie anche importanti quali infarto, ictus e tumori. Le fibre contenuti nei vegetali hanno la capacità di prevenire (abbinate al movimento fisico) la stipsi ed altri disturbi legati all'apparato digerente.

Infine, assumendo più vegetali attraverso la dieta si ha la possibilità di assimilare le vitamine in essi contenute e di rallentare, al contempo, la produzione di radicali liberi all'interno dell'organismo. Va ricordato che il processo digestivo conseguente all'assunzione di alimenti di origine animale comporta una produzione maggiore di radicali liberi rispetto agli alimenti di origine vegetale. Anche il consumo di acqua è importante mentre il consumo di bibite andrebbe limitato il più possibile.
(Immagine presa dal web)

Sicuramente da evitare è la famosa cola in tutte le sue forme commerciali e, in generale, tutte le bibite gasate in commercio, in quanto hanno un Ph molto basso e sono piene di coloranti dannosi quali il famoso E 150 D contenuto in alimenti quali: chinotto, coca-cola, aceto balsamico o caramello. Scegliete aceto balsamico biologico per avere la garanzia dell'assenza di E 150 D. In ogni caso controllate sempre gli ingredienti per maggiore sicurezza. L'ideale sarebbe bere acqua naturale con l'aggiunta di sale himalayano allo scopo di energizzarla ed arricchirla, al contempo, di preziose sostanze minerali di origine naturale.

Al posto della carne occorrerà assumere alimenti di origine vegetale ad alto contenuto proteico. Ce ne sono diversi in commercio: bistecche di seitan, soya, alimenti a base di riso e zucca e così via. La scelta è vasta. Per quanto riguarda l'assunzione del calcio nella dieta occorre sfatare il mito del latte. Se è vero, infatti, che il latte contiene tanto calcio, si è anche visto però che esso favorisce al contempo la deplezione calcica e, a lungo andare, asseconda i processi di fragilità ossea direttamente collegati all'osteoporosi.

Al posto del latte di origine animale, basta consumare quello di origine vegetale a base di soya, mandorle o riso. Essi contengono calcio e sono integrati con vitamine a largo spettro. Anche le verdure a foglia verde (quali spinaci, broccoli o cavoletti di bruxelles) contengono calcio. Come vedete, non c'è che da documentarsi e decidere se continuare ad alimentarsi senza criterio in base a ciò che ci consigliano in TV o nelle riviste mediche, oppure si può iniziare a cambiare stile di vita, utilizzando prodotti vegetali di origine biologica.

A chi si fosse alimentato fino ad oggi con cibi di origine prevalentemente animale, consiglio un passaggio graduale alla dieta a base di alimenti vegetali per una questione di abitudine ai nuovi sapori. Poi basta imparare ricette nuove e, per questo, su internet si trovano piatti veramente saporiti e poco costosi. Secondo me i vegetali, che nel dopoguerra furono accantonati perchè considerati il "cibo dei poveri", sono destinati a salire alla ribalta quali cibi di qualità e salutari. Mangiamo (e pensiamo) bene e i risultati non tarderanno ad arrivare. Provare per credere!

Vincenzo Bilotta

domenica 14 ottobre 2012

Cambia te stesso se vuoi cambiare il mondo


Oggi parlerò del cambiamento. Per cambiamento intendo quel cambiamento consistente nel lavoro su di Se volto alla trasformazione interiore. Ovviamente sarebbe più facile per tutti se a cambiare fosse il mondo invece che noi. Questa, però, è mera utopia. E' molto più "semplice" lavorare su di Se per cambiare il mondo che aspettare che il mondo cambi e diventi come a noi più piace.

 La maggior parte della gente, oggi, non fa altro che desiderare il cambiamento del mondo che la circonda e per ciò stesso non si accorge di rimanere ancorata ai vecchi schemi di pensiero che non le consentiranno di modificare a suo vantaggio la realtà circostante. Chi aspetta che il cambiamento avvenga dall'esterno, sarà una di quelle persone pronte a lamentarsi di tutto, a non accettare mai la vita COSI' COM'E' quale dono di Dio ed occasione per vivere esperienze a fini altamente evolutivi per la propria Anima. Non è lamentandosi che si cambiano le cose. Si cambia DECIDENDO DI VOLER CAMBIARE.

Il mondo è sempre lo stesso in quanto è una realtà oggettiva. Ha un colore neutro e nessuna carica emotiva. Ognuno di noi, invece, vede il mondo in maniera soggettiva. Ciò in base alle proprie esperienze, la propria "educazione", la propria cultura ed esperienza personale ottenuta attraverso l'interazione con eventi e persone maturata nel corso della sua vita.

Siamo noi a dare colore al mondo attraverso chiavi di lettura che sono retaggio del nostro passato. Di conseguenza il mondo è bello se noi abbiamo avuto esperienze di riferimento belle mentre, viceversa, il mondo diventa un luogo poco piacevole qualora il nostro passato non è andato come desideravamo andasse e fatichiamo ancora ad accettarlo.

Noi dipingiamo il mondo coi colori che abbiamo dentro! Se ho davanti a me una tela e voglio dipingerla di verde ma ho tutti gli altri colori tranne che questo, o compro il colore mancante o cambio hobby! Tradotto in italiano, se il mondo non mi piace e vorrei che fosse diverso, allora vuol dire che è venuto il momento di cambiare il mio modo di vederlo lavorando su me stesso.

Il problema fondamentale è che tutti noi guardiamo il mondo con gli occhi del passato e non ci accorgiamo che è questo il problema fondamentale, non il mondo in se che è neutro. Solo lavorando su di noi e sulle nostre convinzioni limitanti possiamo ottenere il cambiamento della realtà che ci circonda. Dopotutto il mondo esterno riflette il nostro mondo interiore e ci da la chiave di lettura dei punti che andrebbero cambiati in noi. Per fare ciò bisogna avere occhi per leggere ed essere svegli o almeno con un occhio aperto.

La luce all'inizio fa male dopo anni di oscurità, ci si deve abituare gradualmente. Quando prendiamo coscienza del nostro lato oscuro, possiamo iniziare il lavoro su di noi volto al cambiamento evolutivo interiore. Vi starete chiedendo come ci si accorgerà dei progressi fatti attraverso il lavoro su di Se? Basta osservare la realtà che vi circonda.

Lo capirete da come cambieranno le cose man mano che andrete approfondendo il lavoro in quanto il mondo fa da specchio alla nostra realtà interiore. La parola chiave di oggi la possiamo ricavare dal titolo del mio articolo: CAMBIA TE STESSO SE VUOI CAMBIARE IL MONDO! Da oggi niente più lamentele nè giudizi negativi sul mondo e sulle persone.

Impariamo a prenderci la responsabilità di cambiare noi stessi e diamo esempio agli altri non curandoci delle critiche o commenti che riceveremo per il nostro cambiamento. IL MONDO E' CIO' CHE PENSIAMO DI LUI. Iniziamo a cambiare pensiero e tutto cambierà. La vita è magia, una magia chiamata pensiero creativo.

Vincenzo Bilotta

domenica 7 ottobre 2012

Alla ricerca dell'equilibrio

Ognuno di noi nasce per fare delle esperienze in questa dimensione fisica e, per ciò stesso, viene dotato di un corpo anch'esso fisico. Oltre al corpo, la natura ci ha dotati dei cinque sensi (vista, udito, tatto, olfatto, gusto). Coi cinque sensi abbiamo la possibilità di conoscere ciò che ci circonda e catalogare dati ai fini conoscitivi per le esperienze future. Ciò che la scienza non ci dice è che, oltre ai cinque sensi, la natura ci ha dotati di un sesto senso che è il più importante ma che pochi riescono ad utilizzare.

Eppure questo sesto senso è quello che ci permetterebbe di compiere le scelte giuste per poter vivere la vita che abbiamo da sempre desiderato. Questo sesto senso si chiama ISTINTO e non è seguito da quasi nessuna persona a causa della paura. La paura è ciò che non ci consente di realizzare noi stessi in quanto limita e frena la libera espressione della nostra "vera identità". Come ho detto prima, ognuno di noi nasce in questa dimensione spazio-temporale per fare esperienze di tipo fisico ed evolvere verso piani sempre più alti di consapevolezza.

E' naturale e consono all'essere umano la ricerca continua dell'equilibrio interiore. Questo equilibrio può essere raggiunto solo attraverso l'utilizzo del sesto senso, il solo che ci può guidare verso la nostra realizzazione completa. Come ho detto sopra, pochi sfruttano il proprio istinto in quanto, spesso, lo reprimono a causa della paura di sbagliare o di deludere le altrui aspettative.

Dal momento in cui non ci si fida più dell'istinto, nasce la dipendenza da persone ed eventi nella falsa convinzione che essi siano in grado di indicarci la via più breve per il raggiungimento del nostro punto di equilibrio che coincide poi col nostro Vero Se. Fin quando non ci fidiamo del nostro istinto (corrispondente, come ho detto sopra, al sesto senso), non riusciamo a trovare la centratura nella vita e continuiamo a vivere nel dubbio e nella dipendenza.

Infatti, cercando fuori di noi l'equilibrio ci creiamo dipendenze da cose o persone esterne, nell'erronea convinzione che siano sempre gli altri a detenere la chiave della nostra felicità. In verità basta solo centrarsi su Se stessi e stare in ascolto delle proprie percezioni senza più reprimerle al fine di trovare ciò che abbiamo sempre avuto ma che abbiamo cercato al di fuori di noi.

Quante volte, durante le gite fuori città, abbiamo sbagliato strada pur potendola indovinare perchè non ci siamo fidati del nostro istinto e abbiamo preferito un navigatore satellitare che ci ha condotti per una strada molto più lunga? Questo è solo uno dei tanti esempi di ciò che accade alla maggior parte di noi per il solo fatto che reprimiamo il nostro sesto senso.

Un modo per sviluppare efficacemente il sesto senso è la meditazione. Meditando, infatti, si ha la possibilità di lasciare libero spazio alle intuizioni, divenendo al tempo stesso creativi. In meditazione si possono avere delle idee che normalmente non ci verrebbero mai in mente perchè troppo occupati a vivere lo stato di sonnambuli nel quale gran parte dell'umanità di oggi si trova.

Con la meditazione si sviluppa maggiore fiducia in Se stessi, acquisendo al contempo una capacità d'introspezione che ci da modo di vedere che dentro di noi esiste già tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici e realizzati. Andiamo avanti nel nostro cammino eliminando le nostre paure ed ascoltando la voce del nostro cuore; è là, infatti, che risiede il nostro istinto che Dio ci ha donato come Angelo Custode.

Vincenzo Bilotta