domenica 27 gennaio 2013

Lo scopo della nostra Vita

Perchè siamo nati? Bella domanda...... Molti di noi se lo saranno chiesto centinaia di volte senza avere mai trovato risposta! Il punto è che ognuno ha, in realtà, uno scopo in questa Vita. Purtroppo, però, pochi lo sanno e ancora meno riescono a raggiungerlo. Sì, perchè in agguato c'è sempre la mente, con i suoi meccanismi autosabotanti, pronta a fare la sua parte. Ma andiamo per ordine. Prima che la mente possa sabotare la realizzazione dei nostri progetti evolutivi di Vita, occorre avere un progetto......

Il fatto è che TUTI INDISTINTAMENTE hanno un progetto ed uno scopo nella propria Vita, ma finiscono col dimenticarlo. Sì, avete capito bene, lo dimenticano. Ma chi glielo fa dimenticare? L'EDUCAZIONE. Quando nasciamo abbiamo già uno scopo. La nascita è già, di per sè stessa, una missione compiuta, un bel traguardo raggiunto, non trovate? Il bambino è entusiasta, ride sempre, prende tutto come un gioco e si PONE TANTE DOMANDE.
(Immagine presa dal web)

In realtà, il bambino di domande ne fa anche agli adulti e parecchie. Spesso, quando non viene risposto, o cerca la risposta da qualche altra parte (evoluzione) o si chiude in se stesso (blocco). Ma, col passare del tempo, succede che il bambino viene "inquadrato" nella massa attraverso l'educazione. L'educazione serve solo all'apparenza a dare un orientamento al bambino. In realtà, essa, assieme all'istruzione scolastica, costituisce un modo per "sedare" l'istinto selvaggio e indipendente che egli possiede fin dalla nascita. Badate bene, ho detto sedare, non eliminare. Quello, per fortuna direi io, non si può.

Attraverso l'educazione, la maggior parte di noi perde, man mano che va crescendo, la voglia e il tempo di porre e porsi tante domande. Il risultato? L'uomo sonnambulo. L'uomo sonnambulo compie il proprio lavoro senza chiedersi nemmeno il perchè (ecco a cosa servono le scuole per come sono strutturate attualmente!). Sa che deve farlo e basta.

Spesso lo fa perchè GLI ALTRI GLIELO HANNO CHIESTO. Capite bene che si trova a compiere un lavoro che la maggior parte delle volte, lungi dal gratificarlo, lo allontana dal vero scopo della sua Vita. Del resto, a molti fa comodo non avere uno scopo. In questo modo, infatti, si è liberi di lamentarsi con chicchessia. Ecco come nascono i divorzi, gli atti violenti, le guerre e le crisi globali. 

E' inevitabile che questi sentimenti di disagio e malcontento generino una massa di persone insoddisfatte, addormentate, congelate in una vita artificiale e meccanica. Vi starete chiedendo, dopo la descrizione apocalittica della "realtà" odierna, se c'è ancora una soluzione a tutto ciò, una via di fuga da questo mondo artificiale, fatto di luci, colori e suoni inesistenti.
(Immagine presa dal web)

La soluzione in realtà c'è, sempre. Essa risiede in noi e dipende SOLO ED ESCLUSIVAMENTE da noi. In cosa consiste? Nel porsi le domande giuste al momento giusto. Per riuscire ad entrare in questo stato di Consapevolezza elevato, occorre prima riuscire a riconoscere la condizione di sonno nella quale ci si trova, solo allora ci si potrà muovere nella direzione voluta ed ottenere i risultati desiderati. Ricordate: LE DOMANDE SONO IL CARBURANTE DELLE NOSTRE DECISIONI. Senza di esse si viaggia a serbatoio vuoto e, prima o poi si rimarrà a piedi!

Ora voglio che non perdiate altro tempo, vi fermiate un attimo (potete finire il mio articolo dopo, ma finitelo, mi raccomando!) e vi chiediate: QUAL'E' LO SCOPO DELLA MIA VITA? Questa semplice ma potente domanda, se riuscirete a darvi una risposta sincera, costituirà la forza motrice in grado di orientarvi verso la direzione giusta, sempre.

Ovviamente, qui entra in gioco la vostra mente con le sue obiezioni e paure perchè, sapete, ciò che fa paura alla maggior parte delle persone è il CAMBIAMENTO. A tal proposito ricordo un proverbio che dice: "Chi cambia la via vecchia per la nuova, male si trova". Ciò per far capire come la "saggezza popolare" (????), seppur in maniera inconsapevole, limiti il libero arbitrio di ciascun individuo attraverso le sue "perle di saggezza".

Mi sento di dover cambiare questo detto popolare per il bene di tutti in: CHI CAMBIA LA VIA VECCHIA PER LA NUOVA, QUELLA GIUSTA TROVA. Adesso, dopo aver fatto un respiro profondo ed aver chiuso gli occhi, ponetevi la seguente domanda: SONO SODDISFATTO DELLA MIA VITA? Dopo aver ascoltato senza resistenze la risposta, AGITE nella direzione che vi porterà alla realizzazione dei vostri sogni.

Vincenzo Bilotta

lunedì 21 gennaio 2013

Alla ricerca della luce

Ognuno di noi, prima o poi, nella propria vita, deve confrontarsi con i propri demoni. Alcuni verranno sopraffatti e saranno destinati a continuare a vivere nelle tenebre, altri faranno esperienza della Luce Divina. Come mai non tutti riescono a vedere la luce e rimangono nelle tenebre? Sicuramente in tutto ciò non c'entra nulla la fortuna o il destino. La differenza è data dalla scelta che si fa nel momento in cui si verifica un determinato accadimento.

Sotto questa prospettiva, un lutto potrà causare un esaurimento nervoso ad una persona e farne risvegliare un'altra. Dipende. Da cosa dipende? Quale scelta si deve fare per evitare la sofferenza? In realtà nessuna! Il lutto, come un evento non voluto provocano sempre sofferenza. La differenza sta nel significato che la persona saprà dare a quel determinato evento. Ciò farà anche la differenza fra il creare una persona scontenta e stressata o, viceversa, una persona che realizza la Luce Divina.

Il punto è sempre uno; chi lavora su di Se SERIAMENTE, è destinato quantomeno a vedere spiragli di luce qualora non riesca addirittura a risvegliarsi (può succedere, basta avere FEDE e PERSEVERARE nel lavoro su di Se). Chi affida la propria felicità alle circostanze esterne, invece, è destinato a vivere nelle tenebre, a meno che le cose non vadano sempre come vuole lui.

In questo caso nascono le aspettative e da esse la sofferenza. La sofferenza è figlia di un'aspettativa non soddisfatta. Chi si crea aspettative è destinato, prima o poi, a soffrire. Se vogliamo una cosa, dobbiamo anche capire che potremmo non ottenerla mai. Questo è vivere senza aspettative. Se, diversamente, crediamo di poter ottenere comunque l'oggetto dei nostri desideri, senza tener conto degli eventuali disguidi lungo il percorso, rischiamo di conoscere e sperimentare la sofferenza.

Ciò accadrà perchè, in questo caso, ci saremo creati delle aspettative. Bisogna capire che il cammino che può condurci verso la luce è basato sul vivere il MOMENTO PRESENTE, il QUI E ORA, senza crearsi troppe aspettative. Così facendo si ha modo di poter lavorare su di Se e di ottenere quantomeno dei risultati in termini di crescita personale. Solo chi lavora su di Se, infatti, riesce a dare un significato positivo a qualsiasi accadimento nella propria vita a prescindere da come vadano le cose.

Ciò vuol dire che va bene programmare ma fino ad un certo punto. Bisogna anche avere dei piani di riserva, delle energie di scorta per poter sopperire agli eventuali intoppi di percorso. Solo chi cammina (o ha camminato) nelle tenebre può sperimentare la Luce, così come solo chi ha vissuto il dolore può conoscere la gioia. Non significa che chi non ha vissuto un dolore non possa essere felice, sto solo dicendo che, spesso, chi possiede già tutto non lo apprezza. Solo dalla perdita, a volte, si può ricavare un guadagno.

Una cosa è certa: QUANDO SI VEDE LA LUCE, LE TENEBRE SCOMPAIONO PER SEMPRE. Vale la pena, quindi, intraprendere un cammino di Consapevolezza volto alla Conoscenza di Se al di là di ogni educazione, cultura o morale acquisita. Bisogna ritornare alla nostra natura primitiva per scoprire noi stessi e vedere la luce così come bisogna nascere per poter crescere e conoscere il mondo.

 Solo la crescita fisica, però, non basta a farci diventare persone complete. Se si vuole davvero diventare creature Onnipotenti e connesse con il Tutto, occorre trasformare noi stessi e per farlo occorre andare oltre le tenebre dell'educazione schematica e razionale. Solo dopo aver varcato questo confine illusorio si potrà scoprire la Luce che ci permetterà di ri-conoscere la nostra Divinità Interiore e realizzare la nostra missione Animica.

Vincenzo Bilotta

domenica 13 gennaio 2013

Ritrovarsi nell'Adesso

Viviamo in un mondo frenetico e stressante. In realtà è la nostra mente a farcelo apparire così. Ogni giorno ci perdiamo nei nostri problemi, nel nostro lavoro, nella nostra vita artificiale. In realtà sono tutte creazioni della nostra mente. Si, perchè la mente MENTE. E lo fa continuamente, in ogni occasione, senza sosta apparente. Da ciò si capisce bene come chi crede nei propri pensieri proietti all'esterno gli stati d'animo che ne derivano  e si crei una realtà distorta e sbilanciata.

Così facendo, la maggior parte delle persone si scorda di Se ed inizia a vivere, per ciò stesso, una vita artificiale, imposta, che non gli è mai appartenuta ma che, ciononostante, riconosce come propria e vi si identifica totalmente. Chi decide di vivere in questo modo non è certamente Presente a Se stesso. Solo onorando il momento presente si troverà la propria identità libera da qualsiasi legame superfluo con il tempo e potrà, finalmente, vivere la VITA REALE.

Ritrovarsi nell'Adesso è il titolo di questo mio nuovo articolo. Ritrovarsi nell'Adesso costituisce uno dei rari momenti in cui l'uomo si fonde con il proprio Dio interiore, riconoscendo la missione della propria Anima e liberandosi da tutte le zavorre emozionali che avrà trascinato a fatica fino a quel momento. Non è cosa semplice ritrovarsi nell'Adesso. E' più facile perdersi nei propri pensieri, proiettarsi in tempi e luoghi passati, futuri o mai esistiti. Questo sì è più facile, sapete perchè?

Perchè ci siamo ALLENATI fin da piccoli a farlo. Tuttavia, nonostante l'apparente assuefazione a questo modo di pensare che sembrerebbe condurci ad una strada senza uscita, una soluzione c'è. Per uscire dagli schemi abituali di ripetizione automatica del nostro comportamento meccanico occorre ALLENARSI e CONDIZIONARE il proprio cervello. Ciò è possibile grazie alla neuroplasticità del cervello, fenomeno attraverso il quale il cervello espande il proprio volume e relative reti sinaptiche in base ai nuovi schemi di comportamento (pensiero) acquisiti.

La parola chiave è ALLENAMENTO e FEDE. Solo avendo FEDE nei risultati derivanti dal lavoro trasformazionale su di Se, potremo ritrovarci e vivere nell'Adesso, unico momento al quale bisognerebbe rivolgere la propria energia attraverso l'ATTENZIONE COSTANTE. Impariamo ad esercitare la Presenza Mentale e ad Essere Attenti ad ogni nostro pensiero.

Quando arriva un pensiero che non gradiamo, NON RESISTIAMOGLI, LASCIAMOLO ANDARE. PANTA REI, TUTTO SCORRE, diceva Eraclito; lasciamo che sia così. Ritrovarsi nell'Adesso significa ritrovarsi con Se stessi. Ritrovarsi con Se stessi, significa ritrovare la propria VERA IDENTITA'. Ritrovare la propria VERA IDENTITA' vuol dire scoprire ed onorare, giorno per giorno, QUI E ORA, il Divino che è sempre stato in noi.

Vincenzo Bilotta

domenica 6 gennaio 2013

Il lavoro su di Se

Evoluzione. Ecco la parola chiave del ventunesimo secolo. In senso tecnologico si ha ben poco da imparare, quanto a rapporti umani e Consapevolezza invece.... Ne abbiamo di strada! E allora giù con seminari, corsi di meditazione, libri ispiratori e quant'altro possa disincrostarci di dosso tutte le illusioni che ci siamo portati dietro fino ad oggi, fino al momento in cui non decideremo di iniziare il lavoro su noi stessi.

Cosa significa lavorare su di Se e a cosa dovrebbe portare tendenzialmente questo lavoro? Lavorare su di Se comporta, innanzitutto, l'aver preso coscienza dello stato di sonno nel quale ognuno di noi versa e che gli fa perdere le redini del proprio Se disconnettendolo dal Tutto. Quando si è persi nei propri pensieri è come se si vivesse in un sogno ad occhi aperti dal quale sembra non esserci apparente possibilità di Risvegliarsi. Questo stato di sogno ci fa percepire il mondo esterno a noi come diviso e minaccioso.
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Dallo stato mentale nasce la dualità e la necessità di mio e tuo, buono e cattivo, bello e brutto. Insomma, tutto si separa, ma, per fortuna aggiungerei, solo all'apparenza. La persona che vive nella propria mente è destinata a ripetere gli stessi comportamenti senza mai poterne trarre un insegnamento che le possa consentire di evolvere fino ad interagire con nuovi moduli comportamentali. Il lavoro su di Se è volto ad aiutare la persona a vivere LA VITA REALE, uscendo finalmente dal mondo illusorio proiettato dalla mente attraverso i suoi pensieri.

Cosa è necessario per far si che il lavoro su di Se possa compiersi? Innanzitutto la VOLONTA' DI CAMBIARE schema di pensiero ed approccio con persone ed eventi nella vita quotidiana. Dopo si potranno leggere libri e frequentare seminari, guru, coach, fermo restando che tutto ciò costituisce il LAVORO TEORICO corrispondente al 10% del lavoro su di Se. Importanza fondamentale ha il LAVORO PRATICO ai fini dell'evoluzione verso piani più alti di esistenza.
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Esso, infatti, costituisce il 90% di quello che è il lavoro su di Se. Se frequentare seminari e leggere libri, infatti, consente di acquisire nuove conoscenze sul piano teorico ed a livello intellettuale, IL METTERLI IN PRATICA fa parte dell'opera evolutiva dell'Essere Umano e permette la sua trasformazione a livello psicofisico partendo dalle singole cellule. Solo attraverso un lavoro di pratica costante, infatti, si potrà stabilire un nuovo approccio alla vita che ci consenta di accettare le parti di noi in ombra ed illumini, al contempo, il nostro percorso verso la realizzazione del SE UNIFICATO.

Lavorare su di Se comporta Essere Presenti a Se Stessi in ogni occasione della propria vita. Solo così un avvenimento come il semplice lavare i piatti o lo svolgere il proprio lavoro, potrà trasformarsi da semplice RIPETIZIONE MECCANICA a CELEBRAZIONE DEL PROPRIO SE LIBERO DA OGNI FORMA PENSIERO LIMITANTE. Per ciò è importante la pratica e non solo l'acquisizione teorica di concetti. Vivere la Vita Reale comporta l'essere aperti a tutti gli eventi allo scopo di trarne un significato ai fini evolutivi. Ogni accadimento nella nostra vita è un insegnamento del quale fare tesoro.

Niente è sbagliato o inutile, tutto è necessario quando accade. Basta rimanere attenti e svegli ed anche una semplice conversazione con un passante può trasformarsi in una lezione di vita da mettere in pratica. Iniziate il lavoro su di Voi partendo dall'Osservazione di ogni gesto da voi compiuto ogni giorno. Osservate senza giudicare, semplicemente lasciate accadere senza opporre resistenza. Ciò vi darà le basi per poter poi approfondire, se lo vorrete, il lavoro d'introspezione.

Vincenzo Bilotta