domenica 15 marzo 2020

Fare spazio al nuovo

La tendenza dell'essere umano è quella di creare attaccamento a persone, situazioni e cose. Ma la Vita, si sa per esperienza, è continuo cambiamento, questa è la sua unica costante. Così succede che, all'improvviso, la morte o l'abbandono da parte di una persona cara, la perdita di un bene materiale o il semplice cambiamento di una situazione nella nostra Vita, ci mandi a gambe all'aria.

Accade tutto in un attimo, così va la Vita. In qualsiasi momento può cambiare tutto, questo è assolutamente normale e fa parte del naturale corso degli eventi. Il vecchio lascia spazio al nuovo, così il nuovo trova le condizioni per entrare nelle nostre Vite e migliorarle attraverso la sua manifestazione.
(Immagine presa dal web)

Ma, in realtà, le cose non accadono in maniera così semplice, ciò in quanto noi abbiamo l'abitudine di aggrapparci alla nostra routine, alle persone che ci circondano, al nostro lavoro, ai soliti amici, allo stesso locale, ci arrabbiamo perfino quando non troviamo lo stesso posto auto sotto casa.

Così rimaniamo prigionieri di situazioni che sono solo frutto delle nostre aspettative, fanno parte solo delle nostre fantasie e rimangono, infine, vive solo nella nostra testa, ciò a causa della resistenza che l'essere umano, in genere, tende ad opporre al nuovo. Se prendessimo esempio dagli animali, capiremmo come si fa a lasciare andare il vecchio per fare spazio al nuovo.
(Immagine presa dal web)

Ho avuto modo di constatare in prima persona come gli animali, i cani e i gatti in particolare, affrontano situazioni drammatiche quali la perdita dei cuccioli investiti da una macchina o se un altro animale ruba loro il cibo. Essi si avvicinano al luogo dove è avvenuto l'incidente dove hanno perso il cucciolo e si limitano ad osservarlo, magari lo annusano per capire se magari è ancora vivo, a volte lo traggono in disparte, poi vanno via e lasciano scorrere.

Lo stesso avviene con il cibo, durante la stagione degli amori o la lotta per il territorio. In questi momenti culminanti della loro Vita, gli animali si nutrono, si accoppiano o lottano lasciando scorrere, senza mai soffermarsi sul fatto che qualcuno abbia rubato loro il cibo, non lamentandosi se il potenziale partner si accoppierà solo per una stagione con loro preferendo un altro nella successiva e non si lamentano, infine, dell'aggressività del rivale quando si contendono il territorio né, tanto meno, progettano vendette trasversali.
(Immagine presa dal web)

Lo so, starete pensando che gli animali sono così, vanno con l'istinto e non ragionano come noi umani. In parte è vero, in parte assolutamente no! Quel che volevo mostrare attraverso l'esempio, in ogni caso, è la capacità innata negli animali di lasciare scorrere, di dimenticare il passato svuotando, al contempo, le proprie menti dall'accaduto per fare spazio al nuovo.

Come pensate possa entrare il nuovo nelle vostre Vite se non liberate, prima, gli armadi della memoria dal dolore, dai ricordi inutili, dai sensi di colpa, di inadeguatezza e da tutto ciò che vi impedisce, attraverso la vostra resistenza che è assolutamente innaturale, di fare spazio a ciò che è già pronto ad arrivare?
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Così la Vita scorre come un fiume portando, attraverso la sua corrente, le novità nella vostra Vita, e voi che fate? Non le vedete nemmeno! Non vi accorgete nemmeno di vivere, chiusi come siete nel vostro dolore, nei vostri ricordi, nel vostro attaccamento a ciò che è stato disintegrato ed esiste materialmente solo nei vostri ricordi ammuffiti.

Aprite la mente, sviluppate quella capacità di adattamento della quale la natura ha dotato tutte le creature, noi compresi. Liberatevi dai ricordi, dai sensi di colpa, dal dolore protratto a Vita. Molte persone, ascoltando questi discorsi, potrebbero pensare che, così facendo, le persone care morte verrebbero dimenticate, ma così non è, semmai il contrario.
(Immagine presa dal web)

L'evento luttuoso, la perdita di un bene, una persona cara o del posto di lavoro, sono eventi drammatici, su questo non ci piove. In quanto tali vanno vissuti ed elaborati attraverso l'osservazione delle emozioni, quali che esse siano, senza reprimerle, ma dando loro libero sfogo.

Quando si sarà elaborato l'evento luttuoso, occorrerà lasciarlo andare, altrimenti condizionerà le nostre Vite per sempre e senza ragione, sarebbe dolore inutile, derivante dall'attaccamento ad un ricordo distorto che ci farebbe solo soffrire. Nessuno, in teoria, vorrebbe mai soffrire ma, in pratica, tutti si creano la sofferenza attraverso l'attaccamento a delle abitudini che rendono la Vita stagnante e la stagnazione, si sa, equivale alla morte.
(Immagine presa dal web)

Liberatevi dal dolore, smettete di nutrirvi del veleno dei ricordi che continuate a mantenere vivi nelle vostre teste perché solo così potrete fare spazio al nuovo, a ciò che apporterà nutrimento alla vostra anima, luce nel buio della vostra disperazione e gioia in ogni vostra singola azione. 

Tornate a fluire, aprite le finestre della memoria, lasciate che il vecchio sia spazzato via dal vento delle novità, lasciatevi entusiasmare dal vento sul viso, dal sorriso di un bambino, da un raggio di sole che entra al mattino dalla finestra alle prime luci dell'alba, tornate a vivere, prima che sia troppo tardi...


Vincenzo Bilotta