lunedì 8 gennaio 2018

Vivere l'istante

"La nostra vera casa è "l'ora". Vivere l'istante presente è un miracolo". (Thich Nhat Hanh)

Stamattina un raggio di sole è entrato nella stanza, si percepiva il suo tepore sulla pelle, la sua luce calda, avvolgente e piena di energia. Poi ho respirato l'aria fresca del mattino, quando passano poche auto ed è ancora pulita. Ecco un modo di descrivere l'istante, senza un prima, né un dopo. Tanti altri potrebbero essere gli esempi per testimoniare la Presenza vigile che va oltre lo spazio e il tempo fino a fondersi con l'eterno istante.

Pochi hanno il tempo (in realtà se lo negano perché troppo impegnati nelle loro seghe mentali) di descrivere né, tanto meno, di vivere l'istante, a volte non si accorgono nemmeno del raggio di sole, respirano in automatico senza fare la differenza fra l'aria di mare o lo smog dei centri urbani. In altre parole, la gente si lascia vivere, spesso in una condizione di resistenza totale accompagnata da una quasi completa mancanza di percezione dei gesti compiuti, sostituita da automatismi degni del migliore degli androidi, certo, ma sicuramente non tipica degli esseri umani.
(Immagine presa dal web)

Tre sono i regni nei quali si può scegliere di vivere: il Presente, il passato e il futuro. Il Presente è il regno libero dalla mente coi suoi schemi, giudizi e resistenze, l'unico luogo dove si ha la possibilità di essere se stessi e fondersi con Dio. Passato e futuro sono solo proiezioni mentali, luoghi costruiti dalla mente quali sue dimore personali da dove poter governare in maniera abusiva ed ossessiva la macchina biologica, al secolo il corpo umano, il nostro.

La mente, di certo, non si può e non si deve eliminare, essa ci serve. Quello che si può fare è raggiungere un accordo con essa allo scopo di trasformarla da tiranno in servo liberando, per ciò stesso, la nostra macchina biologica e consentendo, al contempo, lo sviluppo delle nostre potenzialità sopite sotto lo strato di "melma psichica" accumulato attraverso anni di pensieri ossessivi e stratificazioni derivanti dall'educazione-programmatica ricevuta.
(Immagine presa dal web)

Per diventare padroni della mente e riappropriarci, finalmente, della nostra macchina biologica, quello che occorrerà fare sarà, in un primo tempo, osservare il pensiero. Attraverso l'osservazione, si smetterà di essere pensati, riuscendo a capire che noi siamo colui che osserva. Così si riuscirà a disidentificarci dai vari pensieri che affollano la nostra testa. Questo è un principio di libertà.

Dopo aver osservato il processo di pensiero che ci ha fino ad oggi governati e mantenuti in uno stato di sonno verticale, si può cominciare a squarciare il velo spaziotemporale fino ad entrare nell'istante. E' nell'istante, infatti, che dimora la nostra vera natura, la natura del Buddha, di Dio, di Allah o chiamatela come vi pare.
(Immagine presa dal web)

Quando cominciamo a vivere l'istante, da quel momento cominceremo anche a capire di aver vissuto la Vita dando tutto per scontato e mirando a finire il lavoro, il caffè, la passeggiata senza, tuttavia, esserci goduti la nostra Presenza Mentale, non solo fisica, durante il compimento di questi semplici gesti quotidiani. Allo scopo può essere interessante esercitarsi nell'attenzione divisa.

Quando si pratica l'attenzione divisa bisogna concentrarsi sia sul lavoro, passeggiata, atto quotidiano in generale della Vita che si sta compiendo nel momento in cui si deciderà di praticare, sia su di noi che lo compiamo. In altre parole, se sto parlando con una persona concentro, come normalmente accade, la mia attenzione su di lei e su ciò che sta dicendo (mi accorgo dell'esterno) ma, anche, una parte dell'attenzione la focalizzo su di me (mi accorgo di me, dell'interno) su ciò che provo mentre ascolto ciò che lei ha da dire.
(Immagine presa dal web)

Vivere l'istante, essere attenti, ci consentirà di trasformare la nostra Vita in un'opera d'arte, di accorgerci di piccole cose che prima ci sfuggivano e che sono in grado di allietare il nostro cuore consentendoci, al contempo, di rilasciare tutte le tensioni superflue facenti parte del modo di vivere in automatico la Vita nel suo complesso.

Alla fin fine, il passato è cenere, il futuro forse non lo vivremo mai perché moriremo o non sarà, in ogni caso, come lo avevamo immaginato, quindi... Perché non cominciare a vivere ogni istante come se fosse l'ultimo, non perdendoci più un solo caffè, una sola rasatura, una sola passeggiata, un solo cinguettio, un solo raggio di sole?
(Immagine presa dal web)

Per vivere l'istante può essere utile far finta di essere degli alieni discesi sulla terra per la prima volta. Dopo esservi immedesimati in queste creature extraterrestri, uscite di casa e cominciate a guardare il mondo come se foste realmente degli alieni. Presto scoprirete come sia incredibile la quantità di dettagli e le sfumature di colore che vi eravate persi a causa dei vostri automatismi che vi portavano a finire la giornata come se fosse stata un corso di sopravvivenza.

Entrando nell'istante, pian piano potete riuscire ad allargarlo fino ad annullare il tempo ordinario e uscire dallo stato di sonno nel quale gran parte dell'umanità si trova immersa dalla notte dei tempi. Respirate, camminate, vivete, QUI E ORA, siete liberi di essere Presenti e di riprendervi la vostra VERA VITA, nessun altro può farlo al posto vostro, fatelo adesso!

Vincenzo Bilotta