domenica 16 dicembre 2012

Il depotenziamento

Ognuno di noi è una creatura potente, molto potente. Pochi lo sanno, ancora meno ci credono, raramente c'è chi rimane potente. Nel corso della vita, coloro che sono preposti alla nostra "educazione", ci abituano solo all'obbedienza incondizionata e alla sottomissione al potere di pochi: stato, scienza e chiesa sono i principali manipolatori. Essi, attraverso la paura e la coercizione, impongono le loro strategie di controllo alle masse inconsapevoli di persone abituate fin dalla nascita a riconoscere il potere ad altri.

Quante volte vivete dei conflitti che si traducono in disagi psicofisici e cercate subito aiuto all'esterno quando basterebbe un semplice lavoro su di Se volto alla semplice Osservazione del disagio allo scopo di lasciarlo fluire via? Quanti di noi hanno disperso inutilmente il loro potere pressochè infinito, rincorrendo medici, preti, storie d'amore e datori di lavoro e cercando in essi un'ancora di salvezza? Siamo stati abituati a non credere in noi e a chiedere sempre aiuto agli altri.

Nessuno alla fin fine può colpevolizzarci per questo atteggiamento in quanto esso è il frutto dell'educazione ricevuta da persone anch'esse inconsapevoli della loro potenza creativa. Il depotenziamento nasce e cresce con l'educazione che riceviamo fin da piccoli. Da bambini dobbiamo SEMPRE  chiedere il permesso per qualsiasi cosa. Da qui nasce il sistema del divieto e dell'obbedienza. Se si trasgredisce si viene puniti. Tutto ciò costituisce la base del lavoro di sottrazione di potere che, man mano andremo crescendo, sfocerà nella nostra impotenza pressochè totale.

Ovviamente questo depotenziamento non è mai definitivo, ci mancherebbe! Si può divenire nuovamente potenti attraverso il lavoro su di Se associato allo sviluppo di nuove strategie personali per superare le diverse esperienze che la vita ci pone dinnanzi  senza ricorrere all'aiuto o ai consigli esterni. Quando siamo indecisi riguardo a qualcosa tendiamo a chiedere pareri o consigli ad altri. Ciò nasce da una fondamentale insicurezza nelle proprie potenzialità e capacità creative. Questa insicurezza, come dicevo prima, è acquisita attraverso l'educazione.

 Da piccoli, infatti, tendiamo a guardare ed imitare i comportamenti dei nostri genitori. Quando un bimbo agisce, cerca sempre il consenso degli adulti che si trovano vicino a lui in quel momento e lo fa osservando le loro reazioni nei suoi riguardi. Tutto questo in età adulta si traduce in un bisogno di approvazione; ma questa non è la strada giusta verso l'ottenimento della libertà personale! Quando noi chiediamo il parere degli altri, contemporaneamente cediamo loro il nostro potere e, per ciò stesso, perdiamo, seppur provvisoriamente, la nostra capacità creativa e il nostro intuito.

NOI SIAMO CAPACI DI TUTTO. Per accorgerci di ciò dobbiamo iniziare a chiedere meno pareri, assumendo il controllo definitivo della nostra vita. Siamo ESSERI COMPLETI ED ONNIPOTENTI. Tutte le dipendenze nascono dalla sensazione di incompletezza ed inadeguatezza nei confronti del mondo in generale e degli eventi in particolare. Se tante persone sapessero di essere capaci DI  CREARE DA SOLE, SEMPRE, non perderebbero il loro tempo in relazioni amorose fallimentari o in rapporti di lavoro schiavizzanti.

Ricordate: NON ESISTONO PERSONE PIU' FORTI DI NOI, ESISTONO SOLO PERSONE ALLE QUALI NOI CEDIAMO IL NOSTRO POTERE E PER CIO' STESSO DIVENTERANNO FORTI AI NOSTRI OCCHI. Quante volte avete sognato di vivere felici e in salute? Perchè spesso non ci riuscite? Semplicemente perchè delegate ad altri il compito di rendervi felici e sani! Finchè non capirete questo meccanismo, ne rimarrete invischiati dentro come una mosca nella carta moschicida.

Nessuno, TRANNE VOI STESSI, può liberarvi dalle vostre dipendenze e rendervi nuovamente potenti. SOLO VOI POTETE. Basta una decisione, un atto di Volontà Consapevole, orientato al Risveglio attraverso l'Osservazione Silenziosa degli eventi e di Se stessi rapportati alla realtà. In quel momento ci sarà  la reale possibilità di cambiare la propria vita e di riappropriarsi, al contempo, delle proprie potenzialità sopite ma mai perse!

Vincenzo Bilotta