lunedì 13 aprile 2026

Cosa resta quando moriamo?

Cosa resta quando moriamo? Ve lo siete mai chiesti? O siete, come un po' tutti, intrappolati nella routine fatta di sveglia presto, colazione e via in ufficio a lavorare, con impegni incastrati uno sull'altro, talmente fitti da non darvi un attimo di tregua se non la sera, quando tornate a casa, vi fate una doccia, cenate per poi crollare esausti sul divano senza nemmeno ricordare ciò che avete fatto, alla stregua di automi, senza un briciolo di consapevolezza?

In realtà, a parte una Vita dopo la morte e qualche bene materiale, qui, da questa parte (se dopo la morte è l'al di là, qui dovrebbe essere l'al di qua, scherzo!) resterà ben poco di noi, tranne il corpo sepolto nel cimitero locale.

(Immagine presa dal web)


Forse potrebbe rimanere qualcosa in più. Potrebbe, ad esempio, rimanere vivo negli altri il ricordo di noi, di ciò che abbiamo rappresentato per loro all'interno delle loro Vite. E questo sarebbe bello, sempre che, ovviamente, ci saremo comportati bene con il prossimo, altrimenti la gente tenderà a dimenticare o preferirà scordare.

Ma cosa resta, oltre a tutto quello di cui ho parlato fino ad ora, quando moriamo? Bene, è ora di parlare di ciò a cui mi riferisco, e che è, poi, il tema che mi ha spinto a scrivere questo articolo di oggi.

Chi vive una Vita ordinaria, basata sullo studiare, impiegarsi, sposarsi, consumare e poi morire, non lascia molte tracce dopo la morte, ciò in quanto si mimetizza nella massa anonima che fa, più o meno come lui nel corso della sua esistenza, le stesse cose.

Solo chi cerca altro, oltre al lavoro, oltre il titolo accademico, oltre la famiglia, e volge il suo sguardo nel mondo apparentemente invisibile della spiritualità, della crescita personale, dello sviluppo di una coscienza superiore, solo questa persona può cercare di lasciare qualcosa quando morirà, e non saranno, di certo, beni materiali.

(Immagine presa dal web)


Il lavoro su di sé è fondamentale per chi vuole dare un significato alla propria Vita, un significato che rimanga oltre la Vita stessa, dopo l'esistenza terrena. Così, stiamo capendo come oltre alla Vita nell'al di là, una volta morti noi possiamo, se ci impegniamo e lavoriamo su di noi, lasciare traccia del nostro passaggio sul pianeta terra.

Ma per lasciare traccia dobbiamo imparare a splendere, proprio come le comete nel cielo. La cometa, pur essendo lontanissima, viene vista quando passa per la propria scia luminosa che si porta dietro.

(Immagine presa dal web)


Lo stesso possiamo fare noi, imparando ad irradiare luce nelle nostre esistenze, per poi espanderla tutta intorno, illuminando le Vite delle persone che avranno la fortuna di incontrarci, frequentarci e interagire con noi.

Emana luce chi è gentile, chi aiuta il prossimo, sia pure con una parola d'incoraggiamento, chi funge da esempio con il suo stile di Vita fino ad influenzare positivamente decine, centinaia, migliaia di persone. Il lavoro su di sé è un lavoro che va ad avere effetti, inevitabilmente, sulla comunità nella quale si vive, lavora ed interagisce quotidianamente.

Una candela ne può accendere altre mille. Quando una persona accende la luce della propria consapevolezza, quando sviluppa una coscienza superiore, questa persona diventa più del proprio corpo fisico, ciò in quanto sviluppa un'energia interiore che permane dopo la morte e continuerà ad irradiarsi ed essere utilizzata da tutti coloro i quali hanno avuto il piacere di poter interagire con lei.

La persona gentile, educata, disponibile, che conduce uno stile di Vita volto al miglioramento e all'evoluzione di sé, è una persona destinata ad essere ricordata oltre la sua esistenza fisica, perché ciò che ha seminato germoglierà nel cuore del contesto sociale nel quale ha vissuto, influenzando positivamente coloro i quali l'hanno conosciuta.

(Immagine presa dal web)


Alla fine, se ci fate caso, non è chi costruisce qualcosa di materiale che viene ricordato, perché la materia, prima o poi, è soggetta a corruzione e disfacimento. La persona che rimane in Vita anche dopo la morte, non solo nell'al di là, è quella che ha lavorato su di sé per la propria crescita personale cambiando, con la sua luce, la Vita di tutte le persone che prima di conoscerla vagavano nel regno delle tenebre dell'inconsapevolezza.

Vincenzo Bilotta