domenica 13 luglio 2014

Affamare il demone

Ognuno di noi, nel corso della propria Vita ha fatto, o sta facendo ancora oggi, i conti con il proprio demone. Per demone intendo le paure, i sensi di colpa in generale, la rabbia, l'insoddisfazione e via dicendo. In questo elenco, dopotutto, ognuno, di demoni, può aggiungerne quanti ne vuole e conosce, ciò in base sia alla propria esperienza personale ma anche attraverso quella vissuta dalle persone a lui vicine.

Come detto prima, ognuno ha fatto esperienza del proprio demone. Nella Vita, prima o poi, a tutti tocca farlo. E' quasi un battesimo del fuoco, una cerimonia iniziatica dai contorni arcani, quasi mistici. Normalmente, dopo aver conosciuto il proprio demone e averci convissuto per un periodo di tempo che può variare da persona a persona, LO SI DOVREBBE LASCIARE ANDARE.
(Immagine presa dal web)

I demoni paura, rabbia, insicurezza, depressione, così come molti altri che non sto qui ad elencarvi, nascono e si radicano nella persona che sta vivendo un periodo di particolare vulnerabilità. Ma ciò di cui voglio parlare oggi è cosa si potrebbe fare, dal mio punto di vista, per affamare il demone e vivere finalmente liberi dalle sue insidie e persecuzioni nei nostri confronti.

Il titolo dell'articolo di oggi s'intitola proprio "affamare il demone" in riferimento al fatto che il demone si nutre di qualcosa. Quel qualcosa fa parte di noi, è la nostra energia vitale, ciò che, in condizioni di salute, ci serve a mantenere efficiente il nostro sistema immunitario e, in generale, ci permette di mantenere il giusto equilibrio psicofisico.

(Immagine presa dal web)

Ma come fa a toglierci l'energia per poi nutrirsene? Facile, siamo noi stessi a regalargliela. Come? ALIMENTANDO A ROTAZIONE CONTINUA E FINO ALL'OSSESSIONE UN DETERMINATO PENSIERO CHE CI TURBA E CREA UNO SQUILIBRIO NEI NOSTRI SISTEMI. Il pensare a qualcosa che ci fa arrabbiare, ci spaventa, ci preoccupa, ci rattrista o ci deprime, crea le condizioni ideali affinchè il demone possa ricavarne un vantaggio, un NUTRIMENTO.

So che nessuno di voi nutrirebbe mai spontaneamente il proprio demone. INDIRETTAMENTE però lo fa, attraverso i pensieri che dedica a cose, persone o eventi che gli fanno disperdere energie. Come tutti voi sapete, IL PENSIERO E' ENERGIA. Per pensare occorre utilizzare le proprie risorse energetiche. Se, però, come accade quando si pensa a qualcosa che squilibra il nostro sistema psicofisico, si dedicano energia ed attenzione a pensieri poco produttivi o dannosi, ecco che, in quel momento, si alimenterà il demone.
(Immagine presa dal web)

Ma come si fa ad affamare il demone? Semplicemente trasformando alchemicamente i propri pensieri e, di conseguenza, dirigendo le proprie energie dalla parte opposta, passando dallo spreco alla costruzione o, meglio, ricostruzione dello stato di equilibrio psicofisico precedente il momento di calo energetico. In altre parole, se si hanno pensieri di paura, si potrebbero sostituire con pensieri di amore, se, invece, si hanno pensieri deprimenti, si possono sostituire con pensieri euforizzanti.

Poichè il pensiero, come ho detto poc'anzi, è energia pura, passando da pensieri destabilizzanti a pensieri di gioia, Amore, perdono, si potrà ottenere una ricarica energetica che aiuterà la stabilità del nostro sistema immunitario togliendo, anzi, tagliando i "viveri" al demone che avevamo alimentato fino a quel momento.
(Immagine presa dal web)

Ogni persona ha il proprio demone personale. La differenza fra la persona libera e quella, invece, che è destinata a diventarne schiava sta nella conoscenza e nel lavoro che andrà a fare su di se. Questo lavoro sarà mirato all'osservazione dei meccanismi che regolano il corretto funzionamento delle funzioni mentali. 

Bisogna VIGILARE SU DI SE, avendo cura di cambiare rotta quando ci sono pensieri-nubi all'orizzonte per dirigersi verso pensieri di luce, positività, allegria, eliminando sensi di colpa, paure, smettendo, in una parola, di essere schiavi del proprio demone e diventandone, invece, padroni.

Vincenzo Bilotta