domenica 15 dicembre 2013

Malati di passato

Normalmente, il passato dovrebbe costituire quel periodo di tempo precedente il QUI E ORA che abbiamo vissuto e nel quale abbiamo compiuto le nostre interazioni nella maniera più consona a quelle che erano le nostre esigenze di allora. Spesso, però, il nostro passato personale continua a tormentarci con i suoi conflitti irrisolti, le cose non dette, le cose non fatte e i sensi di colpa.

L'umanità, oggi, è malata di una malattia invisibile quanto letale: questa malattia si chiama passato. In realtà, il passato non potrebbe nuocerci in alcun modo SE SOLO RIUSCISSIMO AD ACCETTARLO PER POI LASCIARLO ANDARE. Purtroppo, però, il nostro desiderio di perfezionismo e la durezza eccessiva verso noi stessi, ci portano a vivere dei veri e propri sensi di colpa per come sono andate le cose 1 mese, 1 anno o perfino 20 anni prima!
(Immagine presa dal web)

La maggior parte delle persone, insomma, è malata di passato. Di per se stesso, il passato è neutro, oggettivo, un pò come il mondo. La differenza la facciamo sempre noi, coi nostri pensieri riguardo ad esso. Il problema è che la maggior parte di noi, quando pensa al passato si sente in colpa per come sono andate le cose. Da ciò nascerà, in un secondo tempo, il conflitto derivante proprio dal senso di colpa che potrà sfociare, se non elaborato correttamente, nel disagio psicofisico vero e proprio.

Come guarire dal passato, impedendogli di continuare a tormentarci fino a farci ammalare? PERDONANDOCI. Il perdono è la cura alla malattia chiamata passato. Da dove cominciare? SEMPRE E SOLO DA NOI. Noi soli, infatti, siamo responsabili degli eventi e persone che, nel corso delle nostre esperienze, ci siamo attirati. Nessun altro ha colpa in merito.
(Immagine presa dal web)

SMETTIAMO DI CERCARE NEMICI AL DI FUORI DI NOI QUANDO, INVECE, L'UNICO NEMICO DA SCONFIGGERE SIAMO NOI STESSI E, IN PARTICOLARE, IL NOSTRO VECCHIO MODO DI PENSARE E VEDERE RIGUARDO AL PASSATO.

Il passato che ci portiamo ancora dietro è come uno zaino pieno di pietre pesanti, ognuna delle quali porta scritti su di se i nomi delle persone che, inconsapevolmente, ci hanno arrecato sofferenza o hanno, in qualche modo, deluso le nostre aspettative.
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IL PERDONO CI LIBERA DAL PASSATO TOGLIENDOGLI CARICA. Attraverso il perdono delle persone o degli eventi, rompiamo il cordone ombelicale con essi, smettendo di nutrirci del loro veleno e disintossicandoci da credenze, problematiche ed emozioni che non sono più adeguate al contesto spaziotemporale nel quale viviamo ed interagiamo.

Il perdono è la cura del nostro passato. La Presenza Mentale elimina ogni paura riguardo al nostro futuro. Occorre solo accedere al proprio potere personale. Possiamo farlo SOLAMENTE restando nel QUI E ORA. Cominciate col perdonare gli eventi meno importanti del vostro passato personale fino ad arrivare a perdonare, col tempo, la VOLONTA' E LA PRATICA, anche episodi che non avreste mai pensato di risolvere o superare.
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C'è solo una via d'uscita dal passato, essa è costituita dal perdono. Il perdono del quale parlo io, come altri autori, è UN PERDONO CHE VIENE DAL CUORE, NON DALLA MENTE. Perdonare col cuore significa liberarsi dal legame di dolore che ci tiene uniti all'altro. Lo si può fare senza stringere la mano a nessuno, nel silenzio del proprio respiro. Questo libera dall'ego e da tutto il male che ci siamo autoinflitti.

Anche se l'altra persona probabilmente non saprà mai che l'abbiamo perdonata, non per questo noi saremo meno felici o perderemo l'opportunità di riconciliarci col nostro passato e, di conseguenza, con noi stessi. L'importante è perdonare col cuore e DIMENTICARE. Chi perdona con la testa non dimentica, tende a scendere a compromessi con chi presume gli abbia fatto del male e HA L'ABITUDINE DI RINFACCIARE QUANTO ACCADUTO ANCHE DECENNI PRIMA.
(Immagine presa dal web)

Quando siete pronti a perdonare col cuore e a dimenticare, fatelo. Diversamente, lavorate prima su di voi allo scopo di evitare di portare a galla inutili conflitti all'apparenza sepolti ma MAI dimenticati.

Vincenzo Bilotta