In molte persone, già di per se stesse perse nei propri automatismi quotidiani, la mente a volte prende il sopravvento in maniera totale, tirannica. Ciò avviene quando si presentano determinati tipi di pensiero che generano ansia (pensieri su probabili e apocalittiche catastrofi future immaginate), sensi di colpa (pensieri nostalgici riguardanti il passato e ciò che non si è potuto dire/fare) e, in generale, pensieri che generano uno squilibrio all'interno del soggetto che li elabora e che non riesce a gestire in maniera adeguata.
La verità è che, molto spesso, nella mente, avviene quella che io chiamo, una sorta di tempesta (ne parlo pure nei miei libri). E la tempesta, si sa, deve essere affrontata con i giusti mezzi, se si vuole uscire indenni. Uno dei mezzi migliori, quando la mente va in tilt, è la meditazione.
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| (Immagine presa dal web) |
La meditazione è una sorta di attività preventiva nei confronti della tempesta mentale, un training volto a condizionarci, centrarci e radicarci in noi per poter sviluppare quella capacità necessaria a superare determinati stati mentali destabilizzanti.
Attraverso la pratica COSTANTE (non ci sono scuse, va praticata ogni giorno, sia pure per 10 minuti, e non quando ci si ricorda o si ha tempo, il tempo lo si trova) della meditazione, la nostra mente viene osservata, da chi? Ma da noi, ovviamente!
Quando chiudiamo gli occhi e cominciamo a meditare, noi non facciamo nulla di attivo. La meditazione non è come il correre, il fare qualche lavoro o lo svolgere un hobby, nulla di tutto ciò. La meditazione è, più che altro, un NON-FARE.
Quando meditiamo, infatti, non sprechiamo energie, semplicemente sediamo, puntiamo la sveglia programmandola per il periodo di tempo che ci è necessario per meditare, poi chiudiamo gli occhi e lasciamo che la mente continui a fare il proprio lavoro mentre noi ci limitiamo ad OSSERVARLA SENZA IDENTIFICARCI CON NESSUNO DEI PENSIERI che essa, come sempre, sparerà a raffica proprio come un mitra.
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All'inizio non sarà proprio una passeggiata, a volte sarà davvero complicato non identificarsi con pensieri riguardo al nostro futuro che ci creano ansia o sensi di colpa che ci trascinano prepotentemente verso un passato che, ormai, non esiste più.
Però, con il tempo e la pratica, potremo sviluppare l'OSSERVATORE. Chi è questo osservatore? L'osservatore siamo noi quando smettiamo di identificarci con la mente e riusciamo, finalmente a VEDERE un pensiero dall'esterno senza, tuttavia, entrarci dentro, un po' come fa un satellite quando osserva dall'alto l'occhio di un ciclone.
Quando diventeremo pratici nell'arte dell'osservare, saremo pronti ad affrontare le tempeste mentali. Ma cos'è una tempesta mentale? La tempesta mentale si verifica quando ci arrivano dei pensieri disturbanti sui quali sembriamo non avere controllo, pensieri che rischiano di farci andare a gambe all'aria per la loro potenza.
Potrebbe trattarsi di una notizia che non ci aspettavamo, oppure di un ricordo non ancora correttamente elaborato che riemerge all'improvviso, poco importa. Ciò che importa è che la tempesta, quella mentale, quando arriva, non è prevista dal centro meteorologico, così ce la dobbiamo gestire da soli!
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Certo, gestire certi pensieri non è facile, nessuno ha detto che sarà un gioco! Però, se si è addestrati nella meditazione, si può riuscire nell'intento di arginare la tempesta, mettendosi al riparo nel proprio centro di gravità permanente (per dirla alla Battiato citando il titolo di una delle sue bellissime canzoni), fino a quando la tempesta sarà passata.
Vi starete chiedendo cosa fare durante la tempesta, la risposta è: NON DOVETE FARE PROPRIO NULLA. RIMANETE AD OSSERVARE, PROPRIO COME QUANDO SEDETE AL CINEMA A GUARDARE UN FILM, NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE IL FILM, PUR SEMBRANDO VERO E COINVOLGENDOVI EMOTIVAMENTE, E' SOLO UNA FINZIONE E, UNA VOLTA FINITO, LO SCHERMO RITORNA OSCURO E SI RIACCENDONO LE LUCI IN SALA.
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Imparate ad osservare la mente in "tempo di pace", e cioè quando meditate e pensate a cose anche piacevoli che vi sono accadute nel corso della giornata. Cominciate coi pensieri più facili, perché anch'essi sono in grado di trasmettervi delle sensazioni. Tuttavia, non lasciatevi trasportare dalle sensazioni, semplicemente osservatele, distaccatevi, poi lasciatele andare per la loro strada.
Imparate a capire che VOI NON SIETE I VOSTRI PENSIERI e che NON POTETE FERMARE LA VOSTRA MENTE, SOLO ACCETTARLA ED OSSERVARLA SENZA, TUTTAVIA LOTTARCI. Questa presa di coscienza, col tempo e la pratica della meditazione, vi porterà ad una gestione ottimale delle vostre emozioni nonché ad uno stato di equilibrio psicofisico e conseguente salute superiori. Buona pratica!
Vincenzo Bilotta



