domenica 27 giugno 2021

Splendi!

Ognuno di noi nasce con uno scopo, unico e solo: splendere, in base alle proprie potenzialità, e donare luce al mondo compiendo, in questo modo, la sua missione, quella per cui la sua anima si è incarnata nel corpo fisico. Ma pochi, molto pochi, riescono a splendere, a donare luce al mondo.

Quella luce che brilla nei nostri occhi quando siamo bambini, una luce che contiene tutti i nostri sogni, le nostre aspirazioni, le nostre passioni, verrà ben presto spenta in primo luogo dall'educazione-programmatica e, in secondo luogo, dalle paure che ci verranno inculcate soprattutto dai nostri familiari. I nostri familiari, infatti, molto spesso, ci distolgono dal continuare a coltivare i nostri sogni, sogni che ci porterebbero, se non messi da parte, a realizzare la missione della nostra anima: splendere e donare luce al mondo.

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È importante, fin da piccoli, lasciare che i propri figli siano liberi di seguire le proprie passioni e, man mano che cresceranno, permettere loro di intraprendere il percorso formativo che più li avvicinerà alla realizzazione della propria missione nel mondo. Sì, perché quando si seguono le proprie passioni, non si parla più di lavoro, di impiego e stipendio, ma si parlerà, piuttosto, di missione.

Ma pochi genitori lasciano liberi i propri figli di splendere, ciò a causa della paura. Ogni genitore, o quasi, infatti, vorrebbe che il proprio figlio facesse un lavoro tale da fargli guadagnare un sacco di soldi e farlo stare bene sia a livello sociale che, ovviamente, economico. Ma, così facendo, spesso il figlio si vede obbligato a seguire dei percorsi di studio che sono diametralmente opposti rispetto alle sue aspirazioni personali e ciò lo renderà, il più delle volte, una persona adulta insoddisfatta del proprio lavoro e, di conseguenza, infelice.

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Molti genitori non lasciano che i propri figli suonino i propri strumenti musicali preferiti, studino recitazione, danza, si iscrivano in un istituto d'arte, ciò perché, secondo loro, "non darà loro da mangiare" in futuro. Queste paure dei genitori, questa mancanza di altruismo nei confronti dei figli spegnerà, inevitabilmente, la loro luce, facendogli buttare in un cassetto e dimenticare, la maggior parte delle volte in maniera definitiva, i propri sogni.

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Questi genitori, questi insegnanti e, in generale, tutti coloro i quali spengono la luce della passione, creeranno una generazione di persone infelici, depresse, arrabbiate, che faranno un lavoro che non sentiranno proprio e in maniera svogliata e meccanica al solo scopo di arrivare a fine mese per percepire uno stipendio.

Ma se ognuno di noi è nato per splendere, per realizzare la propria missione su questo pianeta, perché contentare gli altri condannandosi all'eterna infelicità e smettendo di splendere? Nessuno dovrebbe smettere mai di sognare, perché una persona che cresce in una famiglia in cui viene sostenuta nella propria crescita personale e nella realizzazione professionale, sarà poi il genitore di domani che aiuterà e sosterrà, a sua volta, i propri figli nel percorso che li porterà a realizzare la professione dei propri sogni per poi splendere nel mondo e donare luce a chi avrà la fortuna di incontrarli.

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IL NOSTRO UNICO E SOLO SCOPO SU QUESTA TERRA È SPLENDERE, NON PERMETTIAMO A NIENTE E NESSUNO DI SPEGNERCI. LA NOSTRA MISSIONE È ESSERE FELICI E CONDIVIDERE LA NOSTRA GIOIA CON GLI ALTRI ATTRAVERSO LA LIBERA ESPRESSIONE DELLA NOSTRA CREATIVITÀ NEL NOSTRO LAVORO. TUTTO IL RESTO, TUTTO QUELLO CHE ESULA DA CIÒ, FA PARTE DELLE ZONE D'OMBRA, DELLE PAURE DEGLI ALTRI, ANDIAMO OLTRE E CONTINUIAMO A SPLENDERE LO STESSO!

Vincenzo Bilotta

domenica 13 giugno 2021

Lasciarsi attraversare dalle emozioni senza opporre resistenza

E' capitato a tutti noi di sentirci arrabbiati, impauriti, ansiosi, frustrati, pieni di dubbi di fronte a determinati comportamenti da parte di persone con le quali interagiamo o in conseguenza di determinati accadimenti all'interno della nostra Vita quotidiana. Spesso, il provare queste sensazioni, questi stati d'animo, condiziona la nostra naturale propensione verso l'equilibrio e la pace interiore... Cosa fare allora ma, soprattutto, perché succede tutto ciò?

Prima di illustrare le possibili soluzioni efficaci per uscire velocemente da determinati stati d'animo che ci sbilanciano, occorre esaminare le cause che determinano questi squilibri al nostro interno nel momento in cui proviamo queste sensazioni. Quando qualcuno ci volta le spalle, ci scavalca durante la fila alla posta o, ancora, quando riceviamo una notizia che porterà, di sicuro, dei cambiamenti importanti nella nostra Vita per i quali, tuttavia, non eravamo preparati, ecco sorgere in noi uno stato d'animo destabilizzante.
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Potrà trattarsi di sorpresa, rabbia, frustrazione, tristezza, confusione, poco importa. Quel che importa è che quell'evento, quando accade, causa in noi, al nostro interno, una reazione, ciò è, del resto, naturale. Ma come mai rimaniamo intrappolati all'interno della sensazione spiacevole senza poterne, all'apparenza, uscire più fuori?

La risposta è racchiusa nella parola resistenza. E' a causa della resistenza che noi opponiamo agli accadimenti che nascono e permangono in noi degli stati d'animo negativi che condizioneranno e modificheranno il naturale fluire degli eventi all'interno della nostra Vita.

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Il problema non è mai l'evento in sé. Il problema sono le nostre reazioni, le nostre resistenze a ciò che l'evento rappresenta nella nostra mappa interna, quella stessa mappa che ci consente di interpretare e vedere la Vita. L'evento è, di per se stesso, neutro, fa parte del flusso naturale della Vita e, se noi non gli opponessimo resistenza, perderebbe la carica in tempi brevissimi fino a sparire dal libro della nostra memoria senza lasciare traccia.

Ma noi non ci contentiamo di osservare e lasciare andare. Noi siamo stati educati a resistere a tutto ciò che sembra voler minacciare il tranquillo scorrere delle nostre Vite, nell'erronea convinzione che, così facendo, riusciremo a riprenderne il controllo. Ma così non è, anzi... Al contrario!

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Immaginiamo la Vita come un fiume che scorre. Immaginiamo, ora, gli accadimenti come dei tronchi, pesci, foglie o altro materiale, contenuti all'interno di questo fiume. Se ci fermassimo in un punto qualsiasi per osservare lo scorrere di questo fiume, molto probabilmente ci accorgeremmo del fatto che, spesso, la sua corrente trasporta, al suo interno, sia esseri viventi, quali pesci, che materiali, come i tronchi.

Nessuno di noi si sognerebbe di bloccare il naturale scorrere del fiume per pulirlo dai materiali estranei o dagli stessi pesci. Ognuno di noi sa già, infatti, che man mano che il fiume scorrerà, trasporterà tutto ciò che lo contiene fino a non lasciarne traccia.

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Allo stesso modo dei materiali trasportati dal fiume sono le emozioni che proviamo di fronte a determinati comportamenti/accadimenti a noi esterni. Se vogliamo liberarci in fretta da ogni stato d'animo destabilizzante dobbiamo smettere di opporvi resistenza cominciando, invece, a lasciare che ci attraversi senza, tuttavia, trattenerlo.

Ma come si fa, in concreto? Innanzitutto bisogna smettere di reprimere la sensazione che si prova, che può andare dal semplice fastidio all'ira vera e propria. Diamo libero sfogo alle nostre sensazioni, senza far danni ovviamente, evitiamo di trattenerle o reprimerle, lasciamoci, piuttosto, attraversare da esse, senza opporre alcuna resistenza.

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Rimaniamo in osservazione, centrati sul nostro respiro, in alcuni casi possiamo ripeterci mentalmente la frase "non sono ciò che provo, sono colui il quale osserva la sensazione". Questo ci darà modo di separarci, attraverso la centratura sul respiro, da ciò che è solo passeggero, una semplice reazione fisiologica del nostro apparato psicofisico a degli stimoli esterni.

Con il tempo e con la pratica saremo in grado di gestire tutte le novità e i cambiamenti, così come i comportamenti inaspettati da parte delle persone con le quali interagiremo, con estrema fluidità e poco dispendio energetico, rimanendo sempre nel fiume della Vita senza, tuttavia, identificarci coi materiali in esso contenuti o volerne bloccare il flusso naturale. Buona pratica!

Vincenzo Bilotta

lunedì 31 maggio 2021

Diventare l'osservatore

Ogni essere umano ha per cultura, educazione, abitudine, meccanicità, sviluppato la tendenza ad immedesimarsi nelle situazioni che vive nella quotidianità. Ma prima ancora di immedesimarsi nelle situazioni vissute, la persona tende ad immedesimarsi con i propri pensieri riguardo a quello che gli sta accadendo.

La verità è che nessuno ci ha mai dato una scelta alternativa rispetto al non entrare dentro una situazione fino a diventare la situazione stessa rimanendone, di conseguenza, prigionieri. E' come un incantesimo e il copione sembrerebbe tendere a ripetersi all'infinito: un pensiero s'insinua nei cieli puri della nostra consapevolezza, aggancia la nostra attenzione e noi non solo ci crediamo, ma cominciamo a focalizzare tutta la nostra attenzione su di esso alimentandolo fino a farlo crescere e dargli tutto il nostro potere.

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Sebbene nessuno ci abbia insegnato un'alternativa rispetto al credere e finire dentro gli ingranaggi del pensiero, situazione, stato di dipendenza da qualcosa di esterno, in verità la soluzione c'è, essa consiste nel distacco completo dalla situazione, pensiero, stato di dipendenza, fino a diventare come degli spettatori all'interno di un cinema mentre guardano un film: essi sanno che, pur essendo molto realistico e coinvolgendoli a livello emotivo, non è reale, è solo FINZIONE e possono smettere di vederlo quando vogliono.

Ovviamente, diventare gli osservatori imparziali sia dei processi di pensiero che degli accadimenti esterni frutto delle nostre proiezioni interne, non sarà una passeggiata, ma ciò non significa che non si potrà riuscire in questa impresa che rappresenterà la liberazione definitiva dall'illusione di essere i propri pensieri, identificazioni, dipendenze che si stanno vivendo all'interno della propria situazione di Vita.

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Il lavoro su di sé, come ho ribadito diverse volte nei miei libri, post, aforismi e in altri articoli in questo blog, è fondamentale nonché necessario, ciò se si vuole davvero voltare pagina e diventare delle persone libere da schemi mentali, indipendenti dalla propria situazione di Vita e dalla storia che ci continuiamo a raccontare da quando ci hanno edu-programmato.

La meditazione è uno degli aspetti fondamentali di quello che sarà il processo trasformativo che ci porterà a diventare l'osservatore della propria situazione di Vita, della storia che ci raccontiamo, delle cose che ci accadono e sulle quali sembriamo non avere nessuna capacità di controllo apparente. 

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La meditazione ci consente di iniziare ad esplorare la nostra interiorità in maniera imparziale, respirando dentro le nostre paure più inconsce e prendendo coscienza che esse non sono altro che energia congelata che vuole solo essere liberata attraverso la presa di coscienza della loro esistenza attraverso l'osservazione senza giudizio.

NOI SIAMO LA PRESENZA SENZA GIUDIZIO CHE ESISTE OLTRE OGNI PENSIERO, PREOCCUPAZIONE, ANSIA O SENSO DI COLPA. NOI SIAMO OLTRE LA NOSTRA SITUAZIONE DI VITA, LE NOSTRE DIPENDENZE, LE AMICIZIE GIUSTE O SBAGLIATE, OLTRE OGNI BENE E MALE, OLTRE OGNI SENSO DI COLPA. NOI SIAMO E BASTA.

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Divenire consapevoli del fatto che noi siamo oltre ciò che pensiamo, oltre ciò che ci accade, oltre tutto quello che viviamo, oltre ogni delusione o successo, ci renderà liberi da ogni risultato, aspettativa, delusione, facendo diventare il dolore il nostro più grande Maestro e la Vita la nostra più grande opportunità per andare oltre le apparenze fino a realizzare noi stessi oltre ogni storia alla quale fino a quel momento avevamo creduto.

Vincenzo Bilotta


domenica 16 maggio 2021

Cosa significa perdonare?

Del perdono ho già parlato in altri miei articoli già pubblicati in questo mio blog (puoi trovarli digitando la parola perdono/perdonare sul motore di ricerca del blog). Oggi vorrei concentrarmi sul significato del perdono, in particolare voglio fare una distinzione fra cosa non significa perdonare e cosa, invece, significa.

Perdonare non significa sottomettersi a chi, in maniera più o meno inconsapevole, ci ha fatto del male attraverso una sua azione, non azione, sarebbe sbagliato anche solo pensarlo. Questo fraintendimento porta molte persone ad avere molte difficoltà ad applicare la cura del perdono, ciò perché avvertono un senso di sconfitta legato proprio alla falsa convinzione che, dal momento in cui si perdona, in automatico ci si sottometta al proprio persecutore.

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Perdonare non significa nemmeno essere degli stupidi o rendersi vittime di chi, a causa della sua inconsapevolezza, ci ha fatto del male. A volte si tende a giudicare il perdono come un atto dettato da mera stupidità e, proprio per questo, l'idea stessa del perdono ancora in embrione, viene subito abbandonata.

Perdonare non significa tornare ad essere amici, ad uscire, viaggiare, sposarsi con la persona oggetto del nostro perdono, ciò perché la persona oggetto del perdono potrebbe tornare a farci del male per mezzo delle sue azioni/omissioni o perché, semplicemente, noi possiamo trovare il nostro equilibrio solo stando lontani da questa persona, in quanto magari il suo livello vibratorio è troppo basso se paragonato alla nostra energia.

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Dopo aver esaminato cosa non significa perdonare, adesso prendiamo in considerazione cosa, invece, significhi l'atto del perdono e le conseguenze che ne derivano. 

Perdonare significa liberarsi, a livello sia fisico che, soprattutto, energetico, dalla persona con la quale, se non avessimo praticato la cura del perdono, saremmo rimasti legati da diversi tipi di energia quali odio, desiderio di vendetta, paura, rabbia, tristezza e, ovviamente, disturbi psicosomatici.

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Di conseguenza, perdonando guariamo la nostra Vita anche dalle malattie derivanti dai sentimenti negativi che nutrivamo nei confronti della persona che ci ha fatto del male e che ci avvelenavano sia la mente che, di conseguenza, il corpo fisico.

Perdonare significa aumentare il livello vibratorio fino a guarire prima a livello energetico e, di conseguenza, a livello fisico. Quando si perdona, infatti, si diventa più consapevoli, più saggi e più pieni d'amore nei confronti di se stessi e, di conseguenza, nei confronti del prossimo. Chi perdona, infatti, sviluppa una compassione tale da fargli accogliere senza giudizio i motivi per cui la persona oggetto del perdono ha agito/evitato di agire procurandoci, in conseguenza del suo comportamento, sofferenza.

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Perdonare significa AMARE SE STESSI, non per forza chi ci ha fatto del male col suo comportamento inconsapevole. Se la persona oggetto del nostro perdono è, in alcuni casi estremi, un assassino e ha tentato di ucciderci o arrecare danno ai nostri familiari, sarà normale, tranne in casi straordinari, non nutrire alcun sentimento d'amore nei suoi confronti.

Ciò che importa è, in questi casi estremi, l'amore verso se stessi e la propria integrità psicofisica. Perdonando, infatti, il nostro sistema psicofisico smette di vivere ed agire sotto stress e ha, finalmente, modo di riparare i danni subiti dalle tensioni che duravano a volte da anni, ciò permetterà un'autoguarigione completa e profonda in maniera definitiva.

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Perdoniamo di più, giudichiamo di meno. Perdoniamo per prima cosa noi stessi, per esserci sentiti in colpa se ci siamo lasciati trattare male, se abbiamo odiato, se ci siamo sentiti inadeguati, perdoniamoci fino a liberarci ed essere in pace con la Vita, questo è il punto di partenza. 

Dopo esserci perdonati ed aver fatto la pace con noi stessi e la Vita, solo allora potremo perdonare l'altro in quanto nostro riflesso e facente parte, proprio come noi, dell'UNO. Ricordiamoci sempre che ogni evento o persona che entrano in interazione con noi fino a far parte della nostra Vita hanno, come fine ultimo, quello di farci evolvere in consapevolezza, amore ed unità, altrimenti questa interazione non avverrebbe. 

Vincenzo Bilotta


domenica 2 maggio 2021

Non devi salvare il mondo

"Non puoi salvare il mondo, ma puoi fare la tua parte migliorando te stesso". (Vincenzo Bilotta)

Chi si trova nel cammino sa bene quanto entusiasmo si provi quando si fanno nuove acquisizioni, acquisizioni che ci aiutano, da subito, a migliorare la nostra Vita, sia a livello lavorativo che sentimentale e, in generale, a livello relazionale.

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Molti di noi, sull'onda di questo entusiasmo cominciano, però, a voler rendere partecipi gli altri delle proprie acquisizioni, ciò allo scopo di aiutare chi si conosce a migliorare la propria Vita. Questo, di per se stesso, non è assolutamente sbagliato, tuttavia bisogna fare delle distinzioni per evitare di diventare dei salvatori del mondo, salvatori che, spesso, nessuno ha richiesto, almeno non le persone che, a volte, tentiamo di "convertire" a tutti i costi.

Acquisire nuove conoscenze nel campo dello sviluppo personale e nell'ambito di un cammino di autoconoscenza spirituale, è molto bello e provoca entusiasmo in chi vede aprirsi porte che, fino a poco tempo prima, non pensava nemmeno esistessero o, semplicemente, non aveva ancora occhi per vedere. Tuttavia, accade spesso che, sulla scia di questo entusiasmo ci si improvvisi novelli profeti, gente che conosce più degli altri e che, possedendo queste presunte "verità", pensa di sapere come aiutare gli altri e lo fa anche quando gli altri il suo aiuto non lo hanno mai richiesto.

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Quando si raggiunge un nuovo livello di coscienza/conoscenza, è normale che ciò susciti in noi entusiasmo e voglia di condividere questo stato di leggerezza, questo nuovo punto di vista dal quale poter vedere le cose in una prospettiva diversa, una prospettiva che ci permetta di concentrarci di meno sui "problemi" e di più sulle soluzioni.

Quello che non dovrebbe accadere, invece, è il voler cambiare a tutti i costi le persone che ci stanno vicino, a cominciare dai familiari, partner, amici, per finire coi colleghi di lavoro o semplici conoscenti coi quali, magari, si finisce col parlare di argomenti inerenti al lavoro su di sé.

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Come ho scritto nel titolo di questo mio articolo non devi salvare il mondo... Nessuno te lo chiede e, spesso, se solo ti provi a farlo, riceverai brutte risposte, sarai schernito, giudicato una persona "strana", allontanato e, in tutto questo, sprecherai una marea di energie per portare avanti questo tuo progetto utopistico quanto inutile di salvatore dell'umanità.

Ora, a parte il fatto che a gran parte dell'umanità non gliene frega un cavolo di sviluppo spirituale in quanto ama fare altro, com'è giusto che sia in base al libero arbitrio del quale ognuno di noi dispone, quello che possiamo fare noi per salvare il mondo è trasformare noi stessi perché il mondo siamo noi.

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Tutta la realtà esterna, sia essa sociale, scientifica, culturale, politica, religiosa, economica o morale, sono il frutto del sentire interiore di ognuno di noi. Ogni persona crea il mondo, ciò in base a quello che porta dentro, ecco spiegato perché il mondo è dominato dalle guerre, da finte democrazie, da gente che usa il potere per sfruttare lo stato di sonno delle masse per ricavarne un lucro attraverso la manipolazione mediatica e il terrore indotto.

Non è bello vedere rifiuti per strada, c'è gente che sporca, continua a maltrattare altri esseri viventi, a mangiare carne nei fast food e bere bibite gassate e piene di coloranti, ma anche questo fa parte del gioco degli opposti. Nonostante ciò, chi non capisce questo rischia di ergersi a paladino della lamentela. Basta visitare le bacheche dei social per vedere gente che si lamenta di tutto, è in continua lotta per cambiare il mondo ma che non ha mai fatto nulla per cambiare sé stessa.

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Eppure il cambiamento, quello decisivo, parte sempre da noi, mai dagli altri. Noi, lo ripeto, non dobbiamo salvare il mondo, quello che possiamo fare è salvare noi stessi attraverso il lavoro su di noi e la pratica nella Vita reale. Per gli altri possiamo fare da esempio e, in alcuni casi, possiamo aiutare SOLO chi ce lo chiede ed è pronto ad affrontare il cambiamento derivante dal lavoro che deciderà di svolgere su di sé.

Da oggi, quindi, smettiamo di lottare contro il mondo, di sforzarci a voler cambiare le cose, le persone, non serve, ci fa solo sprecare energie preziose per il mantenimento della nostra salute e vitalità. Impariamo a lavorare su di noi, a condividere informazioni utili tramite i nostri canali nei social ma senza forzare gli altri a leggerli e, soprattutto, senza arrabbiarci o frustrarci se gli altri non capiscono o sono troppo addormentati per prenderne coscienza.

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Noi possiamo essere d'esempio portando fuori il nostro cambiamento interiore, ma senza forzare nessuno, senza sprecare tempo, energie e conoscenze per chi ancora non è pronto e forse non lo sarà mai. Nessuno ci ha mai chiesto di salvare il mondo, di immolarci per il bene degli altri. Semplicemente, noi dobbiamo limitarci ad ESSERE E FLUIRE CON LA VITA, SENZA SFORZO BRILLARE COME STELLE NEL CIELO DELLA CONSAPEVOLEZZA. Poi, chi sarà pronto e lo VORRÀ, potrà decidere di seguire il nostro esempio.

Vincenzo Bilotta

lunedì 19 aprile 2021

Trovare il proprio centro in questo periodo di follia collettiva

Dallo scorso Marzo 2020 stiamo vivendo un'epoca dominata da incertezza, caos, instabilità su tutti i fronti. Purtroppo la maggior parte delle persone non era preparata a tutto ciò. Si viveva di routine, di certezze anche se noiose, vittime delle solite cristallizzazioni che, lungi dal farci vivere, ci rendevano molto più simili a degli automi che ad esseri umani SENZIENTI.

Com'è ovvio, questo clima di instabilità, le restrizioni delle libertà individuali, la rabbia per come le cose vengono gestite dall'alto, ha mostrato quanto la gente comune sia lontana dal risveglio e, in particolare, si è notato come le persone siano lontane dal proprio centro di gravità permanente, il solo che, in un'epoca di pazzi scatenati, potrebbe dar loro una stabilità che prescinde dalle condizioni esterne le quali, si sa (o almeno, si dovrebbe sapere), dipendono dallo stato d'animo del singolo soggetto, in pratica sono una sua proiezione interiore.
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In questo periodo di grande pressione psicologica sono aumentati a dismisura coloro i quali assumono psicofarmaci, sono depressi, soffrono di attacchi di panico fino ad arrivare, nei casi più estremi, a gente che vive relegata in casa e interagisce col mondo esterno solo attraverso internet, ciò anche per quanto riguarda gli acquisti non solo di beni secondari ma, anche e soprattutto, beni di primaria necessità.

Dopo quanto detto risulta chiaro come qualcuno di molto potente che sta in alto, del quale non voglio parlare in quanto mi occupo di lavoro su di sé ed evoluzione personale e non di politica, voglia cambiare la società a proprio vantaggio e a discapito della popolazione e, almeno per adesso, ci sta pure riuscendo. 
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La società è stata modificata, le persone, di punto in bianco, si sono viste costrette a rinunciare alla libertà di poter circolare nelle ore e nei luoghi che più gli aggradano, di riunirsi e socializzare, di VIVERE LIBERI E FELICI. A qualcuno, evidentemente, questo non sta più bene, così stanno cercando di creare delle condizioni tali da neutralizzare la capacità di libero pensiero dell'individuo allo scopo di renderlo succube della propria malvagia volontà.

In questo contesto storico, dove ogni forma di socialità è vietata, dove i mezzi di comunicazione sono censurati se si parla di determinati argomenti che non piacciono a chi sta in alto, risulta evidente un bisogno dell'individuo di centrarsi, di lavorare su di sé.
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Questo bisogno di centratura non può più essere considerato come una forma di ricerca personale allo scopo di distinguersi dalle masse o come una forma di studio sulla mente umana che possa soddisfare la curiosità di ristrette minoranze con una spiccata passione verso argomenti esoterici, una volta forse era così, adesso i tempi sono cambiati.

Oggi come oggi, essere centrati, lavorare su di sé fino a raggiungere e mantenere il proprio centro, è una necessita basilare se si vuole uscire indenni da questa follia globale alla quale stiamo assistendo. È arrivato il momento di imparare a stare da soli con sé stessi, a vivere lontani dalle persone che più si amano, a non lasciarsi piegare dalle restrizioni folli che, ormai, quotidianamente sembrano volerci sottomettere.
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Utilizziamo questo periodo non per arricchire gli psichiatri e, di conseguenza, le farmacie, piuttosto dedichiamo del tempo, visto e considerato che di tempo, per adesso, ne abbiamo a disposizione proprio tanto, alla nostra centratura, al conoscere noi stessi, a delle letture che possano stimolare la nostra crescita personale.

Oltre a quanto da me consigliato fino ad ora in questo articolo, non dimenticate di meditare quotidianamente, prendete questa sana abitudine, mantenendola costante nel tempo, anche per 20 minuti al giorno. È meglio meditare 20 minuti ogni giorno rispetto al meditare un'ora quando capita.
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Createvi delle abitudini, delle routine nuove che non vi portino a pensare troppo a ciò che sta succedendo. A questo scopo, risulterà di VITALE importanza SPEGNERE LA TV. A che serve guardare tutti i bollettini se poi sono sempre le stesse notizie volte a creare disagio, paura, incertezza? Non sarebbe meglio, a mio avviso, leggere un buon libro, preparare un dolce, sentirsi con un amico, meditare?

Concentriamo la nostra attenzione su argomenti che possano elevarci a livello energetico e spirituale, non l'immondizia che ci propinano quotidianamente attraverso i mass media, immondizia della quale, purtroppo, non possiamo nemmeno verificarne la veridicità.
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Rimaniamo centrati, tutto questo passerà, LASCIAMOLO ESSERE senza, tuttavia, lasciarci trascinare via, rimaniamo in OSSERVAZIONE, riflettiamo, manteniamoci COSCIENTI, RESPIRIAMOCI DENTRO senza mai trattenere, non permettiamo alla nostra mente di perdersi in pensieri negativi, aiutiamola attraverso letture stimolanti, meditazione quotidiana, pensieri gentili verso l'universo e verso il prossimo.

Tutto questo passerà, LASCIAMOLO ANDARE, anche noi, un giorno, moriremo, evitiamo di morire prima di quel giorno, rimaniamo a goderci l'istante, per quel che è, per quel che è capace di offrirci, fluiamo con la Vita, senza opporre resistenza, in uno stato di centratura, mantenendo la nostra presenza sulle attività di pensiero senza mai rimanerne coinvolti. 
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Dietro le nubi c'è sempre il sole a splendere, concentriamoci su di esso, le nubi andranno via, facciamoci trovare centrati, VIVI, COSCIENTI DI NOI e della bellezza che ci sta intorno. NOI SIAMO BELLEZZA, GIOIA, FELICITÀ, APPAGAMENTO ma, soprattutto, CENTRATURA. Buona Vita a tutti!

Vincenzo Bilotta




giovedì 1 aprile 2021

Felicità e dipendenza

Questa sera ho il piacere e l'onore di condividere con voi un capitolo del mio ultimo libro ALCHIMIA DELLA COSCIENZA, YOUCANPRINT EDIZIONI.  Vi ricordo che è già disponibile, così come L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA e METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI, (i miei libri precedenti), presso le vostre librerie di fiducia oppure online, fra gli altri canali, su: YOUCANPRINT, MACROLIBRARSI, IL GIARDINO DEI LIBRI, FELTRINELLI, MONDADORI, HOEPLI, AMAZON, IBS. Buona lettura e grazie!

La felicità non dipende dalle cose esterne, ma dal modo in cui le vediamo. (Lev Tolstoj)

(La copertina del mio libro)


La VERA felicità è frutto della riscoperta di sé come esseri completi ed indipendenti da persone o situazioni esterne. Tutto parte da noi, da uno stato interiore che, se saremo in grado di svilupparlo ed accrescerlo, ci donerà gioia incondizionata e completezza.

La felicità, infatti, non dipende da fattori esterni. Tuttavia, se si cercano all’esterno situazioni o persone allo scopo di essere felici, si sarà dipendenti e si perderà il potere di creare la propria realtà felice.

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Il sistema vuole che dipendiamo da condizioni a noi esterne per essere felici. Così facendo esso troverà nutrimento in noi attraverso il consumismo indotto tramite i mass media, facendo leva sul senso d’incompletezza e quel sentimento d’insoddisfazione che sembra accomunare le civiltà tecnologiche occidentali.

Si vive ormai di mode e si tende, di conseguenza, a seguire ciò che fa la massa per paura di risultare inadeguati o di venire rifiutati dagli altri. Si tende a temere il giudizio degli altri.

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Così facendo, si vive una Vita non nostra, al solo scopo di non deludere gli altri per paura di essere giudicati ed isolati. L’uomo moderno vive di consuetudini, di paure, cerca di adeguarsi a situazioni e persone per riuscire ad essere felice non sapendo che, così facendo, felice non lo sarà mai.

Quando si vive nella paura del giudizio altrui e nell’aspettativa temendo che le cose non vadano come vorremmo, in realtà si stanno ponendo le basi per la dipendenza, non certo per la felicità. PER ESSERE FELICI BISOGNA FARE CIÒ CHE VERAMENTE CI PIACE, ASCOLTARE IL NOSTRO CUORE SMETTENDO, AL CONTEMPO, DI TEMERE I GIUDIZI DA PARTE DELLE PERSONE CHE CI CIRCONDANO E RICORDANDO CHE LA REALTÀ LA CREIAMO SEMPRE E SOLO NOI, PARTENDO DAI NOSTRI STATI D’ANIMO PERCEPITI IN UN DATO MOMENTO.

(Immagine presa dal web)


Quando si nutrono aspettative su persone ed eventi, si creano solo le basi per vivere una felicità condizionata e transitoria dipendente da fattori a noi esterni. Per vivere la VERA felicità incondizionata occorre, innanzitutto, AMARSI ED ACCETTARSI PER QUEL CHE SI È, NON NUTRENDO ASPETTATIVE SUGLI ALTRI E SEGUENDO, AL CONTEMPO, LE PROPRIE PASSIONI, FREGANDOSENE DELL’ALTRUI GIUDIZIO.

La vera felicità consiste nel riscoprire i propri tesori interiori abbandonando, al contempo, le illusioni e gli stimoli transitori provenienti dall’esterno. Ciò non significa che chi possiede dei beni o ha possibilità economiche non debba goderne. Significa solo che si potrà godere delle cose senza più esserne schiavi sapendo che i tesori, quelli veri, sono custoditi nelle profondità del nostro cuore.

Vincenzo Bilotta