lunedì 18 maggio 2026

La nuova "normalità"

 La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L'ignoranza è forza. (George Orwell, 1984)

Viviamo in un periodo storico strano, molto strano, ma nessuno sembra accorgersi di nulla. In realtà, se ogni tanto si alzassero gli occhi da questi stupidi smartphone che sembrano aver ipnotizzato, ormai, grandi e piccini, fino a renderli dei veri a propri schiavi e stordendoli a tal punto da non farli interessare ad altro che non riguardi app, notifiche, selfie e altre stupidaggini del genere, che io ho definito come armi di distrazione (distruzione pure, dei neuroni) di massa.

C'è stata, in realtà, una transizione. Prima si è passati dalle monete nazionali alla moneta unica, l'euro, e già lì è aumentato tutto, senza nessun organo che controllasse l'effettivo valore dei beni rispetto ai prezzi stampigliati sulla confezione del prodotto. E con questo si è persa la sovranità monetaria.

(Immagine presa dal web)


Ma assieme alla sovranità monetaria si è persa anche quella nazionale, affidando i poteri decisionali all'unione europea. In realtà, questo è successo per tutti gli stati aderenti all'unione europea. Così, oggi, quello che decide l'unione europea, gli altri stati devono accettarlo, senza possibilità di deviare dalle sue direttive una volta accettate da parte di tutti gli stati membri.

Ma le cose non sono finite qui, perché da quel momento tante cose sono cambiate e, forse, l'euro è, all'attuale, l'ultima delle cose che interessano i cittadini europei. Ma andiamo per ordine, partendo da quel famoso Marzo 2020, perché è da lì in poi che tutte le cose sono precipitate.

Tutto è iniziato con una banale influenza trasformata, da parte di coloro i quali si sono arricchiti investendo milioni per la ricerca e lo sviluppo di un vaccino (che nessuno voleva ma che molti, loro malgrado, sono stati obbligati a fare pena la perdita di ogni diritto umano) contro questo fantomatico virus mortale.

Ne è seguito un lockdown e una gestione di questa emergenza a dir poco discutibile. Non sto qui a discutere dei metodi utilizzati per far rispettare le regole e per obbligare i "ribelli" a vaccinarsi. Molti medici sono stati sospesi, solo perché avevano manifestato dei pur leciti dubbi sulla letalità di questo fantomatico virus, tante persone sono state messe a tacere attraverso la censura, pratica tanto in voga ormai per zittire chi osa mettersi contro il regime esprimendo il proprio parere (vedi libertà di espressione).

(Immagine presa dal web)


Ma questo virus sembra essere stato il più azzeccato rispetto ai suoi colleghi precedenti (vedi le varie influenze bovine, aviarie e suine), complice una migliore propaganda terroristica medico-mediatica e l'imposizione di misure detentive domiciliari come se il raffreddore fosse diventato un reato minore e chi ne manifestava i sintomi poteva essere perseguito a norma degli articoli del codice penale.

E' da quel Marzo 2020 che tutto è cominciato e i registi di questo teatrino sanitario adesso, mentre scrivo questo articolo, ci stanno provando con un nuovo virus. Una nuova narrazione è in corso, nella speranza di poterci speculare anche stavolta (chi se ne frega degli effetti collaterali?).

Sembra che ormai queste simulazioni apocalittico-viral-sanitarie si susseguano con cadenza regolare ogni 4-6 anni e che tutta la popolazione planetaria (in particolar modo quella italiana, che gode del dono di possedere i migliori virologi pubblicitari al mondo) debba rassegnarsi a fare i richiami, un po' come i nostri cani, quando una volta l'anno devono fare i controlli ed eventuali vaccinazioni di richiamo.

Questi messaggi sembrano continuare all'infinito, fino a rendere la popolazione mansueta, abituata alle emergenze, obbediente. Ma questo è solo uno degli aspetti della nuova "normalità", gentilmente concessaci da coloro i quali detengono arbitrariamente il potere affidato loro direttamente dalle élite globaliste al solo scopo di controllare ogni ambito economico, sociale, sanitario di ogni singolo angolo del mondo.

(Immagine presa dal web)


Come dicevo poc'anzi, assieme alla "normalità" sanitaria, caratterizzata da virus ricorrenti ogni 4-6 anni, troviamo un altro tipo di "normalità" e cioè le continue violenze urbane da parte di immigrati clandestini nei confronti di noi cittadini italiani ospitanti o altri immigrati regolari. 

E' proprio di ieri la notizia dell'extracomunitario che ha guidato a folle velocità nel centro di Modena, investendo dei cittadini inermi, colpevoli solo di essersi trovati lì mentre la follia prendeva forma e dava sfogo attraverso questo gesto deprecabile quanto inconsulto.

E guai a criticare l'accaduto, perché il cittadino era un extracomunitario, quindi giustificabile. Infatti è stato confermato che il soggetto in questione soffrisse di disturbi psichiatrici... come mai era alla guida e nessuno aveva pensato di revocargli la patente? 

Al di là del fatto che se lo stesso gesto fosse stato commesso da un cittadino  italiano, i media avrebbero sicuramente sostenuto essere un soggetto che faceva uso di alcolici o sostanze stupefacenti, sì, perché qui da noi vige il razzismo al contrario, dove gli stranieri vengono protetti e benvoluti, mentre gli italiani sono messi alla gogna.

(Immagine presa dal web)


In questo mondo al contrario la nuova "normalità" prevede che l'italiano che paga le tasse non abbia diritto alla sicurezza per sé e i propri familiari, e se non lavora chissenefrega. Lo stesso discorso non vale per un extracomunitario, al quale vengono assegnati alloggi e istituita una rete di protezione e impunità della quale un libero cittadino italiano non potrebbe mai disporre. 

Come dire: ognuno per sé e l'unione europea per tutti, purché siano extracomunitari, una sorta di razzismo inverso in cui si devono subire soprusi di ogni tipo da parte di delinquenti d'importazione e non regolarmente registrati senza proferir verbo.

E del clima modificato attraverso le ormai (tristemente) famose "scie chimiche"? Ormai sembrano mancare delle stagioni ben definite, e il cielo nuvoloso è presente tutto l'anno, anche quando ci si sveglia e c'è il sole, dopo un po' passano i soliti aerei ad irrorare l'aria con le solite sostanze chimiche.

A tutto questo si aggiunge la (pericolosa) corsa verso l'identità digitale, la quale prevede in un prossimo (spero mai) futuro l'accorpamento dei documenti identificativi, il portafogli e tessera sanitaria in un'unica tessera. La conseguenza?

(Immagine presa dal web)


Se si mettessero in testa di voler controllare il comportamento dei cittadini per poi punirlo, secondo il modello cinese, togliendo loro dei punti, si arriverebbe all'annullamento tramite il blocco della scheda identificativa, di ogni libertà del cittadino che commette un certo numero di infrazioni. Di questo nessuno ne parla e tutti vivono nel paese delle fatine, fatto di messaggi sulle varie app, selfie e film on demand.

E' in atto un processo volto ad anestetizzare le coscienze (già narcotizzate di loro per natura e mancanza di lavoro su di sé) dei popoli, allo scopo di abituarli, somministrando loro a piccole dosi il caos, ad un continuo stato di emergenza dove, pian piano e con varie motivazioni (vedi pandemia del 2020) può essere revocata ogni libertà in qualsiasi momento, a libera discrezione dei registi di questo film distopico-apocalittico che, ormai, sembra non voler più finire.

Ma che scopo ha tutto ciò? Lo scopo che le élite mondialiste stanno perseguendo è solo uno: creare delle lotte di tipo orizzontale, ossia fra i popoli, come? Mettendo neri contro bianchi, etero contro omosessuali, onnivori contro vegani e, mentre i popoli si scannano per queste stupidaggini, dall'alto essi somministrano, attraverso il sistema punizione-premio, nuove e ben mascherate forme di dittatura.

La vera ribellione non dovrebbe portare allo scontro di etero contro omosessuali, oppure neri contro bianchi, ma dovrebbe dapprima creare un clima di accettazione nel rispetto delle appartenenze e delle scelte dei singoli per poi unire le forze e fare l'unico tipo di ribellione che potrebbe cambiare qualcosa e cioè dal basso (cittadini) verso l'alto (élite), ciò se si vuole davvero ottenere un cambiamento perché il "nemico" non sta in mezzo a noi ma in alto, e fino ad oggi si sta godendo il caos che ha creato speculandoci pure sopra.

Vincenzo Bilotta


martedì 5 maggio 2026

Vivere da schiavi

La maggior parte delle persone vive una Vita da schiavo. Quando parlo di schiavitù, non mi riferisco a chi è obbligato ad effettuare lavori pesanti a Vita, legato con delle catene, per conto di chi lo ha comprato al mercato degli schiavi e ne è divenuto il proprietario, no. Questa roba è stata abolita.

Ma non servono le catene per rendere l'uomo schiavo, basta una semplice convinzione limitante, ed il gioco è fatto. Ma la convinzione, da sola, non avrebbe potere, se non fosse accompagnata dalla paura. La paura è la più grande nemica dell'essere umano. 

Chi ha paura blocca la propria creatività, il proprio entusiasmo, la voglia di vivere, di fare, chi ha paura rovina perfino i rapporti di amicizia o ne impedisce la creazione di nuovi. Se la convinzione limitante è la prigione per chi la possiede, la paura è certamente la catena che blocca la persona e non le permette alcun movimento, tranne quelli permessi all'interno del perimetro della cosiddetta zona di comfort.

Non è che si nasce schiavi. Schiavi si diventa. L'educazione scolastica ci rende schiavi, ciò che c'insegnano a casa ci rende schiavi, l'opinione che gli altri hanno su di noi ci rende schiavi. In ognuno dei contesti elencati, infatti, ci viene "insegnato" (in realtà veniamo programmati alla stregua di tanti computer umani) cosa fare, cosa dire, cosa essere e cosa diventare.

(Immagine presa dal web)


Tutto ciò andrà a creare in noi delle convinzioni limitanti. Così nasceranno le convinzioni limitanti relative al posto fisso per la sicurezza economica e la successiva pensione, quelle relative alla relazione di coppia stabile per la creazione di una famiglia, e gli esempi potrebbero continuare all'infinito...

Ma vi assicuro che, il minimo comun denominatore di tutte queste situazioni sulle quali ognuno possiede le proprie programmazioni e, di conseguenza, convinzioni limitanti, è la paura. Chi agisce dopo essere stato programmato ed avere, in conseguenza di ciò, sviluppato delle convinzioni limitanti, lo fa con paura, non seguendo il proprio cuore, che è congelato, appunto, dalla paura.

Così si vive da schiavi, eseguendo dei programmi che ci sono stati installati man mano che siamo cresciuti e che ci impediscono, in pratica, di essere noi stessi e cioè persone libere, creative, potenti e, di conseguenza, padroni del nostro destino.

Quasi nessuno di noi se ne accorge, ma ognuno di noi vive una Vita da schiavo. La paura rende schiavi e ci porta a fare solo le cose che riconosciamo come sicure e che ci fanno mantenere nella nostra zona di comfort. Molte persone, troppe, conducono delle esistenze monotone, ma si contentano, perché? Perché hanno paura ci ciò che potrebbe renderle felici.

(Immagine presa dal web)


Il programma che seguono contempla l'utilizzo esclusivo delle risorse che l'educazione familiare e scolastica gli hanno fatto credere di possedere. Il problema è che sia la scuola che la famiglia propongono un tipo di educazione standard, uguale per tutti, che non tiene per nulla conto delle inclinazioni del singolo individuo.

In pratica, veniamo educati tutti allo stesso modo, indipendentemente dalle capacità e dalle naturali attitudini ad eccellere in un campo piuttosto che in un altro. Così il sistema crea persone mediocri, come desiderano da sempre i globalisti, senza particolari ambizioni se non quelle di avere un posto fisso, una laurea prestigiosa, un posto di lavoro e una cerchia di amici "che contano".

In realtà questa è una Vita da schiavi, non da persone libere. Si vive in delle prigioni dorate create dalla paura, e si va avanti, a volte per sempre, col pilota automatico e senza il desiderio (sempre a causa della paura) di esplorare nuovi orizzonti che esulino dalla routine ordinaria.

La gente è schiava di tutto. Si è schiavi delle proprie paure relative al futuro (ansia) e di cosa potrebbe accadere, schiavi di relazioni tossiche per paura di rimanere soli, schiavi del lavoro per paura di rimanere senza soldi (né pensione) e di non poter pagare le bollette, schiavi di amicizie basate sullo sfruttamento reciproco per paura di non avere gli agganci giusti.

(Immagine presa dal web)


Ma che Vita è, questa? In realtà questa non è Vita, è un programma che molti credono essere la propria Vita e, in generale, la cosiddetta "normalità". "Così fan tutti" e quindi nessuno può fare diversamente, anche perché subentrerebbe l'ennesima paura schiavizzante, e cioè quella del giudizio, forse la più radicata nelle coscienze degli umani di oggi.

Ma se facciamo ciò che gli altri ci hanno insegnato a fare, ci perdiamo l'opportunità di sperimentare e vivere una VITA NOSTRA in prima persona. Chi ha paura e vive in base alle convinzioni limitanti, infatti, vive una Vita di seconda mano, una Vita che altri gli hanno assegnata.

Che cosa c'è di creativo in una Vita fatta di routine, vissuta all'interno della zona di comfort, evitando di creare qualcosa di nostro che tiri fuori l'artista che è in noi? Nulla! E' una Vita da schiavo, da persona anonima, che preferisce mimetizzarsi all'interno del gregge umano piuttosto che emergere con le proprie caratteristiche individuali e mettersi in gioco cantando al di fuori dal coro.

Ma non tutto è perduto, si può riscrivere il romanzo della propria Vita, come? Uscendo dal copione che ci hanno assegnato, smettendo di avere paura e cominciando ad ascoltare il nostro cuore, i suoi messaggi, vivendo nell'amore, nella passione, nella creatività, uscendo dalla zona di comfort e smettendo, al contempo, di aver paura di fallire, perché è meglio provare e fallire che non provarci affatto!

Per rompere le catene che ci tengono legati ad una routine che ci sta troppo stretta, dobbiamo smettere di avere paura. Per smettere di avere paura dobbiamo, prima, liberarci dalle nostre convinzioni limitanti, come? Leggendo, partecipando a seminari che ci aiutino nel percorso di crescita personale, utilizzando tecniche di rilascio emozionale (E.F.T. è molto efficace a tal proposito), cominciando a fare ciò di cui abbiamo più paura...

(La copertina del mio libro Alchimia della coscienza (Youcanprint edizioni, 2021), raffigurante un uomo che esce dal bozzolo delle convinzioni limitanti per seguire, finalmente, la luce)


Tutto questo ci permetterà di spezzare le catene che ci tenevano legati a degli schemi ripetitivi che ci stavano facendo sprecare le nostre Vite, portandoci dalla nostra zona di comfort in direzione di ciò di cui avevamo più paura, ma solo perché nessuno ce lo ha fatto conoscere: il mondo, in tutto o in gran parte inesplorato, delle nostre potenzialità sopite.

Vincenzo Bilotta