martedì 5 maggio 2026

Vivere da schiavi

La maggior parte delle persone vive una Vita da schiavo. Quando parlo di schiavitù, non mi riferisco a chi è obbligato ad effettuare lavori pesanti a Vita, legato con delle catene, per conto di chi lo ha comprato al mercato degli schiavi e ne è divenuto il proprietario, no. Questa roba è stata abolita.

Ma non servono le catene per rendere l'uomo schiavo, basta una semplice convinzione limitante, ed il gioco è fatto. Ma la convinzione, da sola, non avrebbe potere, se non fosse accompagnata dalla paura. La paura è la più grande nemica dell'essere umano. 

Chi ha paura blocca la propria creatività, il proprio entusiasmo, la voglia di vivere, di fare, chi ha paura rovina perfino i rapporti di amicizia o ne impedisce la creazione di nuovi. Se la convinzione limitante è la prigione per chi la possiede, la paura è certamente la catena che blocca la persona e non le permette alcun movimento, tranne quelli permessi all'interno del perimetro della cosiddetta zona di comfort.

Non è che si nasce schiavi. Schiavi si diventa. L'educazione scolastica ci rende schiavi, ciò che c'insegnano a casa ci rende schiavi, l'opinione che gli altri hanno su di noi ci rende schiavi. In ognuno dei contesti elencati, infatti, ci viene "insegnato" (in realtà veniamo programmati alla stregua di tanti computer umani) cosa fare, cosa dire, cosa essere e cosa diventare.

(Immagine presa dal web)


Tutto ciò andrà a creare in noi delle convinzioni limitanti. Così nasceranno le convinzioni limitanti relative al posto fisso per la sicurezza economica e la successiva pensione, quelle relative alla relazione di coppia stabile per la creazione di una famiglia, e gli esempi potrebbero continuare all'infinito...

Ma vi assicuro che, il minimo comun denominatore di tutte queste situazioni sulle quali ognuno possiede le proprie programmazioni e, di conseguenza, convinzioni limitanti, è la paura. Chi agisce dopo essere stato programmato ed avere, in conseguenza di ciò, sviluppato delle convinzioni limitanti, lo fa con paura, non seguendo il proprio cuore, che è congelato, appunto, dalla paura.

Così si vive da schiavi, eseguendo dei programmi che ci sono stati installati man mano che siamo cresciuti e che ci impediscono, in pratica, di essere noi stessi e cioè persone libere, creative, potenti e, di conseguenza, padroni del nostro destino.

Quasi nessuno di noi se ne accorge, ma ognuno di noi vive una Vita da schiavo. La paura rende schiavi e ci porta a fare solo le cose che riconosciamo come sicure e che ci fanno mantenere nella nostra zona di comfort. Molte persone, troppe, conducono delle esistenze monotone, ma si contentano, perché? Perché hanno paura ci ciò che potrebbe renderle felici.

(Immagine presa dal web)


Il programma che seguono contempla l'utilizzo esclusivo delle risorse che l'educazione familiare e scolastica gli hanno fatto credere di possedere. Il problema è che sia la scuola che la famiglia propongono un tipo di educazione standard, uguale per tutti, che non tiene per nulla conto delle inclinazioni del singolo individuo.

In pratica, veniamo educati tutti allo stesso modo, indipendentemente dalle capacità e dalle naturali attitudini ad eccellere in un campo piuttosto che in un altro. Così il sistema crea persone mediocri, come desiderano da sempre i globalisti, senza particolari ambizioni se non quelle di avere un posto fisso, una laurea prestigiosa, un posto di lavoro e una cerchia di amici "che contano".

In realtà questa è una Vita da schiavi, non da persone libere. Si vive in delle prigioni dorate create dalla paura, e si va avanti, a volte per sempre, col pilota automatico e senza il desiderio (sempre a causa della paura) di esplorare nuovi orizzonti che esulino dalla routine ordinaria.

La gente è schiava di tutto. Si è schiavi delle proprie paure relative al futuro (ansia) e di cosa potrebbe accadere, schiavi di relazioni tossiche per paura di rimanere soli, schiavi del lavoro per paura di rimanere senza soldi (né pensione) e di non poter pagare le bollette, schiavi di amicizie basate sullo sfruttamento reciproco per paura di non avere gli agganci giusti.

(Immagine presa dal web)


Ma che Vita è, questa? In realtà questa non è Vita, è un programma che molti credono essere la propria Vita e, in generale, la cosiddetta "normalità". "Così fan tutti" e quindi nessuno può fare diversamente, anche perché subentrerebbe l'ennesima paura schiavizzante, e cioè quella del giudizio, forse la più radicata nelle coscienze degli umani di oggi.

Ma se facciamo ciò che gli altri ci hanno insegnato a fare, ci perdiamo l'opportunità di sperimentare e vivere una VITA NOSTRA in prima persona. Chi ha paura e vive in base alle convinzioni limitanti, infatti, vive una Vita di seconda mano, una Vita che altri gli hanno assegnata.

Che cosa c'è di creativo in una Vita fatta di routine, vissuta all'interno della zona di comfort, evitando di creare qualcosa di nostro che tiri fuori l'artista che è in noi? Nulla! E' una Vita da schiavo, da persona anonima, che preferisce mimetizzarsi all'interno del gregge umano piuttosto che emergere con le proprie caratteristiche individuali e mettersi in gioco cantando al di fuori dal coro.

Ma non tutto è perduto, si può riscrivere il romanzo della propria Vita, come? Uscendo dal copione che ci hanno assegnato, smettendo di avere paura e cominciando ad ascoltare il nostro cuore, i suoi messaggi, vivendo nell'amore, nella passione, nella creatività, uscendo dalla zona di comfort e smettendo, al contempo, di aver paura di fallire, perché è meglio provare e fallire che non provarci affatto!

Per rompere le catene che ci tengono legati ad una routine che ci sta troppo stretta, dobbiamo smettere di avere paura. Per smettere di avere paura dobbiamo, prima, liberarci dalle nostre convinzioni limitanti, come? Leggendo, partecipando a seminari che ci aiutino nel percorso di crescita personale, utilizzando tecniche di rilascio emozionale (E.F.T. è molto efficace a tal proposito), cominciando a fare ciò di cui abbiamo più paura...

(La copertina del mio libro Alchimia della coscienza (Youcanprint edizioni, 2021), raffigurante un uomo che esce dal bozzolo delle convinzioni limitanti per seguire, finalmente, la luce)


Tutto questo ci permetterà di spezzare le catene che ci tenevano legati a degli schemi ripetitivi che ci stavano facendo sprecare le nostre Vite, portandoci dalla nostra zona di comfort in direzione di ciò di cui avevamo più paura, ma solo perché nessuno ce lo ha fatto conoscere: il mondo, in tutto o in gran parte inesplorato, delle nostre potenzialità sopite.

Vincenzo Bilotta