Ognuno di noi nasce in un posto, riceve un'educazione, un'istruzione, insomma viene programmato per essere poi introdotto alla Vita. Così si sviluppano dei comportamenti, che diventano abitudini, che diventano routine. Ed ecco creati degli automi.
Pochi si rendono conto di vivere all'interno di un programma preimpostato, trasmesso a casa, a scuola, in chiesa, nelle comunità nelle quali si vive. La maggior parte si limita a viverlo, questo programma, senza nemmeno capire di stare eseguendo dei comandi e di andare avanti in automatico.
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| (Immagine presa dal web) |
La situazione è simile a quella del criceto che gira nella ruota: questo simpatico animaletto gira nella ruota credendo di andare chissà dove mentre, in realtà, rimane fermo sempre nello stesso posto e, per di più, rinchiuso in una gabbietta...
Ma il simpatico criceto non sa di essere in gabbia e di eseguire delle routine giornaliere copie conformi l'una con l'altra, ciò perché egli conosce solo quella realtà e solo chi lo guarda dall'esterno è cosciente dello stato di prigionia nel quale versa questo animaletto.
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Il criceto, da parte sua, è nato in schiavitù e, per ciò stesso, non conosce altre realtà se non questa, magari ci si diverte pure. Egli potrebbe cambiare punto di vista solo se avesse la possibilità di esplorare il mondo esterno alla gabbia. In quel caso, se potesse uscire dalla gabbia, sia pure per una sola volta in Vita sua, scoprirebbe cosa significa camminare per davvero e assaporerebbe la libertà.
Molte persone vivono come dei criceti in gabbia. Essi continuano a girare, a correre, sulla ruota della routine quotidiana, credendo di andare chissà dove, mentre in realtà rimangono fermi entro i confini del loro programma mentale, il quale consente loro di compiere solo quello per cui sono stati programmati.
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| (Immagine presa dal web) |
Ma l'essere umano, a differenza del criceto, ha la possibilità di fuggire dalla gabbia, di smettere di girare su quella ruota che non lo conduce da nessuna parte se non alla follia della quotidianità vissuta senza consapevolezza, in uno stato di assenza mentale totale, persi come si è nei pensieri sparati a raffica (la mente si diverte a spararne fino a 60000 al giorno) nella nostra testa da una mente incontrollata.
La cattiva notizia è che tutti noi giriamo all'interno di una ruota contenuta dentro una gabbia/programma di sopravvivenza. La buona notizia è che possiamo uscirne, ma prima occorre accorgersi di essere in trappola e poi si dovranno trovare sia la volontà che il coraggio per fuggire via e tornare ad essere liberi, come quando, fino all'età di tre anni, giocavamo a casa e non andavamo nemmeno all'asilo.
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| (Immagine presa dal web) |
Quando si prenderà coscienza di essere intrappolati all'interno di un programma, questo sarà il primo passo effettuato verso la liberazione. Il secondo passo è costituito dal comprendere cosa c'è di limitante all'interno della nostra programmazione, in pratica si tratta di scoprire se esistono delle convinzioni limitanti che non ci consentono di vivere appieno le nostre potenzialità, quali che esse siano.
Il terzo passo sarà quello di sostituire, in tutto o in parte, ciò che non va nella nostra programmazione, dopodiché si potrà effettuare un primo giro esplorativo al di fuori della gabbia, per cominciare ad orientarsi riguardo alla direzione da prendere in maniera cosciente e, non più, in maniera automatica. Qui si comincia a camminare in direzione dei propri obiettivi, su di una strada che ci creeremo noi man mano che camminiamo e in base alle nostre aspirazioni.
La ruota ce la lasceremo alle spalle, magari la regaleremo a chi, non avendo la voglia o il coraggio di uscire dalla programmazione, preferirà avere una ruota di scorta nel caso in cui la sua non funzionasse più. Buona uscita dalla ruota e felice realizzazione di voi stessi, così come siete, come nessuno mai vi ha insegnato ad essere, riscopritevi, reinventatevi, mandate tutto all'aria e ricominciate da voi.
Vincenzo Bilotta









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