lunedì 14 settembre 2026

L'amore vince su tutto

Oggi mi trovavo in spiaggia, e ho assistito ad una lezione di amore puro, che mi ha tento emozionato, commosso, fatto riflettere sulla parola amore, quello vero. Si trovavano, sotto l'ombrellone, una coppia abbastanza giovane, con lei che aveva problemi di sovrappeso che non le consentivano di muoversi agevolmente.

Io ero seduto a leggere un libro in riva al mare, accompagnato dal rumore delle onde e dall'odore di mare trasportato dalla brezza leggera che è tornata a rinfrescare l'aria dopo due mesi di caldo estremo. Ad un certo punto decido di fare il bagno.
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Mentre sono in acqua, lo sguardo rivolto verso la spiaggia, scorgo la coppia, sempre sotto l'ombrellone, che passa tempo a sbirciare l'immancabile smartphone con le valanghe di inutili notifiche. Dopo un po' lui si alza, comincia a vestirsi, a chiudere l'ombrellone, in effetti si erano fatte, nel frattempo, le sette e mezza di sera, il sole adesso tramonta prima.

Dopo che lui finisce di vestirsi, lei è ancora seduta sul telo, assisto ad uno dei più bei atti d'amore, ormai tanto rari in un mondo fatto di apparenze e falsità. La donna ha evidenti difficoltà ad alzarsi da sola, sicuramente causate dal sovrappeso e dalla mancanza di attività fisica, così lui le porge le mani e l'aiuta a mettersi in piedi, ma non finisce qui.
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L'aiuta a vestirsi, lei è capace anche da sola senza problemi, ma nonostante tutto, lui l'aiuta a mettere la maglietta, i pantaloni, a sistemarla, con un amore che ricorda una madre quando veste un bambino e lo sistema per andare a scuola o uscire.

E' stato in quel momento che mi è arrivato, forte e chiaro, un messaggio d'amore. Nella sua apparente semplicità, recava un gesto che parlava da sé, ed esprimeva il messaggio "io ci sono, ti sostengo" che l'uomo esprimeva coi fatti, non con le parole come ormai sembrano tutti bravi tramite messaggi.
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Questo gesto silenzioso, la pazienza e la cura con la quale sistemava la giovane moglie, è stato mille volte più potente delle migliaia di cuoricini che ci si scambia quotidianamente tramite le stupide app presenti in questi smartphone.

Questo semplice, ma molto profondo, gesto d'amore disinteressato, oltre ad avermi fatto comprendere la vera natura dell'amore, che cioè non è solo sesso, movida e divertimento ma, anche e soprattutto, esserci quando la maggior parte delle persone non si prende la responsabilità di stare al fianco del proprio partner proprio quando ne avrebbe più bisogno optando per la fuga.
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Da quel gesto ho capito che esserci è tutto. L'amore, quello vero, è molto raro al giorno d'oggi e, quando lo si trova, è costituito da dimostrazioni pratiche quali l'essere presenti in maniera concreta nel momento del bisogno e dal fare senza pretendere nulla in cambio.

"Sono qui" significa esserci senza dirlo, abbracciare senza parlare, tenere per mano guardando negli occhi, mettere una coperta mentre lei dorme per la stanchezza e c'è freddo. Questo è esserci, e non un emoticon o un messaggio scritto giusto per avere la coscienza pulita mentre si è a a chilometri di distanza.

Vincenzo Bilotta

lunedì 31 agosto 2026

Ricchezza o realizzazione?

Vi sono, fondamentalmente, due categorie di persone. Le persone che lavorano sul piano materiale per accumulare ricchezze straordinarie, e quelle che lavorano sul piano spirituale per realizzare se stesse. Ma la separazione dev'essere netta? La risposta è no, perché ci può essere una via di mezzo.

Infatti, di solito chi lavora per accumulare beni materiali tende a criticare chi, dal canto suo, lavora per evolvere sul piano spirituale. Ma la persona spirituale tenderà, anch'essa, a criticare chi accumula ricchezze e vive una realtà meramente materiale.
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Sia la persona materialista che quella prettamente spirituale hanno torto, perché la critica non porta a nulla. La verità è che la via di mezzo è la migliore. Quando parlo di via di mezzo intendo la via che segue chi si concentra sia sul piano materiale che su quello della crescita personale.

A differenza di chi si dedica solo all'accumulo di beni, titoli, successi esteriori e chi, all'opposto, si dedica solo alla crescita personale/spirituale, colui il quale si occupa sia di ricchezza che di crescita personale, lavora sia sul piano materiale che sul piano spirituale ed energetico senza attaccamento né giudizio.
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Perché, se ci pensate bene, servono sia le risorse economiche che la coscienza, una coscienza che sia in grado di elevarci al di sopra del caos mentale e spirituale che regna nel nostro mondo ultracivilizzato e ci consentano di vivere in armonia sia con le cose materiali che con tutto ciò che concerne l'evoluzione dell'essere umano e del suo apparato psicofisico.

Se siamo fatti di materia, perché rifiutarla se può darci dei vantaggi su questo piano di esistenza? Se, d'altronde, abbiamo una parte costituita da energia, spirito, coscienza, perché non svilupparla e godere dei vantaggi che l'evoluzione spirituale è in grado di darci?
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Ricchezza o realizzazione? La mia risposta è: una via di mezzo senza, tuttavia, sviluppare nessuna forma di attaccamento, giudizio o mentalità competitiva. Questa via di mezzo, quella auspicabile in questo mondo in preda al caos, è l'unica che riesca a coniugare materia e spirito, tenendo lontano ogni forma di aspettativa rispetto ai risultati o di attaccamento rispetto ai beni posseduti.

Impariamo a gestire sia la ricchezza materiale che la realizzazione personale senza lasciarci, tuttavia, rendere schiavi, schiavi dei risultati, della tentazione che ci vorrebbe fare competere con gli altri, semplicemente seguiamo il nostro sentiero, un sentiero che possa portarci ad un piena completezza in tutti i settori della nostra Vita, sostituendo alla parola "competizione" la parola "cooperazione", perché TUTTO E' UNO e il miglioramento di una persona andrà ad influire, inevitabilmente e in maniera assolutamente positiva, su quello di tutte le altre, perché GLI ALTRI SIAMO NOI.

Vincenzo Bilotta

lunedì 17 agosto 2026

Le energie degli ambienti che frequentiamo

Vi è mai capitato di andare in un luogo e di sentirvi strani? Strani in che senso, vi starete chiedendo? Strani nel senso che, prima di entrare in quella casa, ufficio, studio, palestra, ospedale, stavate bene o molto bene, eravate sorridenti, carichi di energie, ma una volta entrati vi sentite senza forze, tristi, vi assalgono pensieri negativi che sembrano non volervi lasciare più?

Così, cominciate a chiedervi cosa vi sia successo, come mai vi sentite "strani" senza un motivo apparente. Eppure, quando siete usciti da casa vi sentivate abbastanza motivati, in forma... Beh, in realtà voi c'entrate poco, perché questo calo di energie non dipende da un vostro pensiero o da stanchezza, niente di tutto ciò.

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In realtà, le vostre energie sono calate e i pensieri negativi vi hanno assaliti da fuori, dal luogo dove siete entrati. Sì, perché molti ambienti hanno energie negative in grado di influenzare chi non è abbastanza schermato o è poco centrato.

In genere sono luoghi frequentati da gente con un livello di consapevolezza molto basso, dominata da pensieri ansiogeni, stressanti, di rabbia, paura, odio. In realtà, la società nella quale viviamo è ormai quasi tutta contaminata da queste energie negative.

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Tuttavia, di solito è più facile che queste energie basse si concentrino in luoghi chiusi, un po' come le sale per fumatori tendono ad accumulare il fumo fino a rendere quegli ambienti inquinati dalla nicotina. Ma i luoghi chiusi dei quali parlo non sono solo luoghi di sofferenza come, ad esempio, gli ospedali, a volte possono essere pure uffici, case di amici, luoghi ricreativi.

Perché ciò accade anche nelle case e non solo, ad esempio, negli ospedali? Perché magari la famiglia che ci vive continua ad avere pensieri negativi che, a lungo andare, hanno permeato ogni parte dell'abitazione, perfino i mobili possono essere carichi energeticamente.

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Ma cosa fare se si frequentano questi ambienti? Il primo consiglio che mi sento di darvi è quello di astenervi dal frequentarli, ma se sono luoghi di lavoro che non potete, di conseguenza, fare a meno di frequentare (a meno che non decidiate di cambiare lavoro, se quel lavoro non vi piace), allora vi conviene schermarvi.

Il lavoro di schermatura serve a non disperdere le proprie energie dandole in pasto a questi luoghi pieni di negatività. Vi sono vari modi per schermarsi, il primo consiste nel prendere coscienza del cambio di energie, essere presenti a se stessi mentre si entra in questi posti senza far diminuire l'ATTENZIONE, ciò basterà per prevenire il calo energetico.

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Se sono ambienti di lavoro dove siete da soli (se disponete di un ufficio personale), potete accendere degli incensi o delle candele per bruciare la negatività e ripristinare una buona energia, considerando il fatto che ci passate metà della vostra Vita rinchiusi.

Potete sperimentare altri metodi che ritenete più efficaci per voi e per l'ambiente nel quale passate il vostro tempo, tanti sono le soluzioni, basta centrarsi, predisporre una barriera fra voi e le energie negative in modo da tornare a casa di buon umore e senza cali energetici di sorta oltre a quelli che, magari, vi capiterà di avere perché quel giorno avete fatto tante cose. In questo caso vi basterà un po' di riposo per far tornare tutto in equilibrio.

Vincenzo Bilotta

lunedì 27 luglio 2026

Il bruco che non voleva diventare farfalla

C'era una volta un bruco che viveva in un bosco. Per muoversi strisciava, faticando per fare pochi centimetri. Ma ormai si era abituato alla sua natura, e non ci faceva più caso. Conosceva tutti gli altri insetti, e vedeva il mondo dal basso in alto, strisciando per terra.

Poi, un giorno, il bruco cominciò a sentirsi strano, come se qualcosa dentro di lui fosse separata dall'esterno, come se ci fosse qualcosa, dentro, che spingeva per uscire, come se il suo corpo fosse, all'improvviso, diventato troppo stretto per abitarci e al suo interno una nuova creatura premesse per uscire, per liberarsi da quella che era, ormai, diventata una vera a propria prigione.

Il bruco, terrorizzato, si opponeva a questo cambiamento, non sapendo che, in realtà, quello era il principio che lo avrebbe portato, attraverso diverse trasformazioni, a diventare farfalla. Il bruco non sapeva, altresì, che quello che lui considerava il suo corpo altro non era, in realtà, se non un involucro transitorio all'interno del quale si sarebbe sviluppata quella che sarebbe diventata una bellissima farfalla. 

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Così il bruco ogni giorno, guardandosi allo specchio, non si riconosceva più ed aveva paura per ciò che ne sarebbe stato di lui. Poi, un giorno, incontrò una farfalla, sua amica di vecchia data, e le confidò le sue preoccupazioni, spiegandole i mutamenti che stavano avvenendo in lui e la voglia di liberarsi del suo corpo nel quale, ormai, si sentiva intrappolato.

La farfalla, che lo conosceva da un bel po', sorrise e gli spiegò che quello che credeva il suo corpo era, in realtà, solo un contenitore, una sorta di incubatrice dalla quale sarebbe nata un'altra bellissima farfalla, proprio come era diventata lei prima di lui.

Ma il bruco, a quel punto, invece di sentirsi rassicurato per le spiegazioni ricevute dalla farfalla, si spaventò. Ebbe paura del cambiamento, pur sapendo che sarebbe diventato una bellissima farfalla in grado di volare e non avrebbe più dovuto strisciare per muoversi, e volando avrebbe finalmente potuto vedere il bosco dall'alto.

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Venne il giorno in cui la metamorfosi fu completa e il bruco, divenuto farfalla, abbandonò il bozzolo e volò, finalmente, libero nel cielo, lasciandosi alle spalle un passato fatto di limitazioni e paure.

Vi ho raccontato questa storia, da me creata per voi, per parlarvi delle difficoltà che ognuno di noi incontra prima di diventare ciò che è in realtà, e cioè una persona di valore e di successo. Molti, infatti, si contentano di strisciare, proprio come faceva il bruco prima della trasformazione, invece di volare e vedere il mondo sotto un'ottica completamente diversa, quella REALE.

Ma quante potenziali farfalle si contentano di rimanere bruchi, perché non credono nel proprio valore intrinseco, non lo riconoscono e passano la loro Vita a terra, a strisciare, quando potrebbero volare, godersi la bellezza delle proprie creazioni, dei propri successi, dicendo grazie alla Vita per l'opportunità che hanno saputo sfruttare? Tante, troppe!

(Immagine della copertina del mio libro, ALCHIMIA DELLA COSCIENZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, raffigurante un uomo nell'atto di liberarsi dal bozzolo delle proprie convinzioni limitanti, disegno a cura di Gaspare Savio Lo Vacco)


La maggior parte delle persone si contenta di nascondersi nel bozzolo, anche quando il tempo della trasformazione è arrivato ed è ora di volare alto ed evolvere. Perché? Per paura di non meritarselo, perché gli hanno fatto credere che la felicità consiste nel contentarsi buttando per sempre i sogni nel cassetto per poi chiuderlo a chiave.

La verità è che molte persone crescono in degli ambienti dove nessuno insegna loro l'autostima, a credere nei propri sogni, a diventare persone di successo realizzando ciò che il loro cuore grida ai quattro venti.

Così, il mondo si perde molte belle farfalle che restano nascoste in dei bozzoli ormai marciti, mentre vanno avanti solo coloro i quali riescono a credere nella bellezza dei propri sogni e, una volta usciti dal bozzolo delle proprie paure, trasformano quei sogni in realtà, vivendo una Vita nuova, quella per la quale si sono incarnati e sono nati su questo piano dimensionale.

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Siamo nati per avere successo, tutti indistintamente, ognuno in base alle proprie attitudini e potenzialità. Ma solo chi non si contenta di strisciare e vivere nel buio delle proprie paure romperà il bozzolo e volerà alto fino a raggiungere e dimorare nei cieli infiniti dell'amore, amore verso se stesso, verso la Vita, verso il prossimo.

Vincenzo Bilotta

lunedì 13 luglio 2026

Non fare nulla

Ci hanno educato al fare. Ci hanno spiegato che se non facciamo non otteniamo. La nostra società è basata sullo sforzo, sul fare, e questo porta soltanto allo stress, a volte si raggiungono i risultati, ma il più delle volte il prezzo che si paga è alto, ciò in termini di energie.

Ci hanno detto che si può essere sicuri di fare un buon lavoro se si fatica, che le relazioni costano sforzo e fatica, che tutto ciò che si vuole raggiungere/ottenere, costa fatica, altrimenti non lo si ottiene. Ma la verità è che queste convinzioni spingono le persone a rimetterci le energie, la vitalità, per ottenere delle cose che potrebbero arrivare senza il minimo sforzo.

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La condizione di sforzo, infatti, lungi dal farci ottenere ciò che desideriamo in maniera più veloce, non farà altro che allontanarci da essa. Se ci si sforza, infatti, si mettono in movimento energie di mancanza, di desiderio di ottenere ciò che, implicitamente, non si ha, col risultato di allontanare, molto spesso, da noi le cose desiderate invece di avvicinarle.

La verità è che se una cosa è destinata ad arrivarci, essa arriverà. Noi, dal canto nostro, dovremmo solo predisporci ad accoglierla senza, tuttavia, bramarla, inseguirla, sprecare tempo ed energie per il suo ottenimento, anzi, dovremmo fare il contrario di ciò che fa la massa dei non-pensanti.

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Affinché qualcosa possa arrivare a noi, dobbiamo soltanto rimanere in una condizione di accoglienza, a braccia aperte, permettendole di avvicinarsi senza opporre alcuna resistenza. L'unica cosa che possiamo fare è mostrare la nostra GRATITUDINE, pensando a ciò che sta arrivando come se fosse già nostro senza sforzarci di andargli incontro in alcun modo.

La Vita è flusso, prendiamo esempio da lei. Un fiume arriva sempre a valle, e lo fa sfruttando le correnti, senza sforzarsi né, tanto meno, cercare di accelerare il ritmo, semplicemente va, sapendo che sta già arrivando mentre percorre gli ultimi chilometri che lo separano dal mare.

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Il nostro pensiero dev'essere fluido, proprio come lo scorrere del fiume. Eliminiamo ogni forma di attrito che porterebbe solo sforzo e, di conseguenza, ad un dispendio energetico, semplicemente, fluiamo verso le cose che stanno già arrivando a noi.

Eliminiamo ogni forma di desiderio, la seppur minima sensazione di mancanza, restiamo in attesa, a braccia aperte, con fede, senza paura, e in breve tempo, senza alcuno sforzo, ciò che deve arrivare, arriverà.

(Immagine presa dal web)


Non ci credete? Così sia! E' proprio ciò in cui credete che determinerà l'avverarsi o meno di determinate situazioni all'interno della vostra Vita. Quindi, ciò che state leggendo avrà il potere che riuscirete a dargli attraverso la forza della vostra fede, eliminando ogni forma di resistenza e desiderio superfluo, altrimenti, se continuerete a sforzarvi, a non credere possibile la realizzazione di un vostro progetto qualsiasi, sarà fatta sempre e solo la vostra volontà!

Vincenzo Bilotta

lunedì 29 giugno 2026

Trasforma i tuoi sogni in progetti

Affinché possa realizzarsi un sogno, bisogna trasformarlo in progetto. Tutti noi abbiamo dei sogni, ma questi sogni possono rimanere nel cassetto a fare la muffa, oppure possiamo decidere di realizzarli. Sognare non basta, occorre progettare e trasformare il sogno stesso in progetto.

Perché solo quando il sogno sarà trasformato in progetto si potrà lavorare alla sua realizzazione. E' il progetto che permette al sogno di diventare qualcosa di reale, di cominciare a prendere consistenza nel mondo della materia e di non rimanere più mera fantasia.

Se io voglio acquisire nuove conoscenze in qualsiasi campo, non mi basta sognarle, bisogna che mi metta a studiare per realizzarle, ma non solo. Se io voglio creare una nuova attività dal nulla, non mi basta sognarla, altrimenti rimarrà soltanto un sogno nel cassetto e io magari rimarrò impiegato e continuerò a sognare senza, tuttavia, realizzare mai nulla in concreto.

Affinché un sogno si possa realizzare bisogna trasformarlo in progetto, l'ho detto già all'inizio dell'articolo, ma ci tengo a ribadirlo. E' solo quando il sogno viene trasformato in progetto, infatti, che esso comincia a materializzarsi nella realtà.

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Dalla fase in cui è soltanto un sogno, un pensiero che si vorrebbe realizzare, alla fase in cui esso diventa progetto si ha una trasposizione dal regno del virtuale, dell'immaginato, al regno del materiale, dove si può procedere alla sua creazione fisica.

E' solo quando il sogno diventa un progetto che noi possiamo dargli una data, possiamo finalmente definirne i termini entro i quali realizzare questo progetto, possiamo cominciare ad acquisire nuove conoscenze, nuove competenze, ciò nel caso in cui si tratti di una nuova professione che vogliamo intraprendere.

Nel caso in cui, invece, il nostro sogno fosse quello di realizzare un'attività d'impresa, possiamo cominciare a chiedere dei finanziamenti e a prendere atto di ciò che occorre in termini di mezzi e macchinari per aprire concretamente questa attività d'impresa.

Ma finché noi ci limiteremo a sognare tutto ciò, sia esso un nuovo lavoro in proprio o qualsiasi altra cosa ci stia a cuore, non faremo altro che giocare, esercitare solo la nostra fantasia senza, tuttavia, realizzare niente di concreto.

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Immaginare, sognare, costituisce il primo passo. Tuttavia, se si vuole realizzare in concreto qualcosa che vada al di là del semplice sogno, della semplice fantasia, si deve smettere d'immaginare e cercare, creare la strada per trasformare quello che prima era soltanto un sogno, in progetto, ciò allo scopo di realizzarlo.

Sognare è bello, ma se non si trasforma ciò che si riesce già a sognare in un progetto, esso non si potrà mai realizzare, ciò perché nel mondo materiale occorrono le idee. Dalle idee nascono i progetti e dai progetti nascono le opere.

In base a quanto detto prima, si comprende come la trasformazione di una fantasia in realtà, di un sogno in realtà, passa attraverso la strada della progettazione. Non lasciate che i vostri sogni rimangano a fare la muffa nel cassetto, cominciate già da adesso a fissare nella realtà un progetto, perché quel progetto vi consentirà di realizzare ciò che molti altri, come voi, hanno sì sognato ma non hanno avuto il coraggio, i mezzi, la capacità di trasformarlo in progetto e realizzarlo.

A sognare siamo tutti bravi, a realizzare ciò che ci sta più a cuore, mettendo nero su bianco un progetto con una data entro il quale realizzarlo, è roba da pochi. Solo chi vuole cambiare VERAMENTE la propria Vita si spinge oltre l'ordinario, fino a distinguersi ed emergere al di sopra della massa grigia costituita dalle persone mediocri senza obiettivi.

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Non permettete ai vostri sogni di fare la muffa nel cassetto, trasformateli in progetti, poi realizzateli, perché la Vita è breve e voi meritate di essere felici, di brillare e fare luce su di un mondo che sembra, ormai, destinato a rimanere avvolto dalle tenebre. SIATE FELICI, MIRATE AL SUCCESSO, VE LO MERITATE!

Vincenzo Bilotta

lunedì 15 giugno 2026

Le persone tossiche

Nell'arco della nostra Vita impariamo a stare un po' con tutti. Specie quando andiamo ancora a scuola, la nostra tendenza sarà quella di socializzare e fare gruppo. Si pensa a giocare, si sentono ancora poco le energie, in particolare i campi energetici, degli altri.

Col tempo e con l'esperienza, ed in special modo chi, come me, lavora nel campo olistico, si comincia a sentire qualcosa per ogni persona che s'incontra o, in generale, si frequenta. In particolare ci si sente in un modo diverso a seconda della persona con la quale, pochi minuti prima, si è parlato di qualcosa.

Vi sarà sicuramente capitato di essere giù e, uscendo, incontrare una persona positiva, motivata, allegra e, grazie a questa interazione altamente costruttiva, sentirvi, dopo averla salutata, molto meglio rispetto a quando eravate usciti e prima ancora di incontrarla.

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Del resto vi sarà capitato, viceversa, di uscire carichi, entusiasti per il solo fatto di essere vivi e di incontrare una persona negativa, un vero buco nero a livello di campo energetico e, dopo averci parlato ed averla salutata, sentirvi scarichi, svogliati, nervosi senza una causa specifica apparente.

Beh, la causa, in realtà, è collegata all'avere incontrato quella che io chiamo persona tossica. La persona tossica è, lo dice la parola stessa, tossica perché avvelena l'esistenza altrui non appena la si incontra. Essa assorbe energie, delle quali si nutre senza, tuttavia, dare nulla in cambio.

La persona tossica, infatti, oltre a rubare energia vitale al soggetto che incontra, scarica addosso tutta la sua negatività senza il minimo riguardo. In questo va detto che la persona tossica è altamente egoista, in quanto pensa solo a liberarsi dei suoi problemi fregandosene se, per far ciò, intossicherà la persona che la incontra e che sarà costretta ad ascoltare tutti i suoi discorsi tossici.

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La persona tossica è molto pericolosa quanto abile nel manipolare le persone a lei vicine, facendole sentire in colpa se, ad esempio, non la chiamano al telefono, non la vanno a trovare a casa per un caffè o non la invitano ad uscire.

Ma chi sente a pelle la persona tossica tenderà, per ciò stesso, ad evitarla in quanto sa già che interagendo col suo campo energetico negativo ne uscirà disfatta. La persona tossica, come dicevo prima, tende a manipolare le persone.

Quando ci ferma per strada e noi, per ovvi motivi legati al mantenimento del proprio equilibrio energetico, non ci siamo più messi in contatto con lei, farà di tutto per farci sentire in colpa, usando frasi nelle quali lei diventa la vittima (non mi pensi più, io ti voglio bene e tu no) e noi, di conseguenza, diventiamo i carnefici.

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Il bello è che se noi ci lasciamo manipolare e pensiamo che, in effetti, abbiamo fatto una cosa brutta non chiamandola o non andando a trovarla, cadiamo nella sua trappola e ci facciamo rubare altro tempo ed altra energia, assoggettandoci ai suoi capricci.

Ma la persona tossica, con la sua lamentela per come le vanno le cose e la critica nei nostri confronti a causa del fatto che la teniamo lontana, non fa altro che lottare, cercando di cambiarlo, con il mondo a lei esterno, in pratica lotta contro i mulini a vento, pretendendo di essere salvata dagli altri.

Ma, come sapete bene, voi che siete nel cammino di crescita personale, nessuno salva nessuno. Ognuno può salvare solo se stesso, ma non attraverso aiuti esterni, semmai cominciando ad osservare, conoscere per poi trasformare il proprio mondo interiore, mettendo ordine dove prima albergava il caos e trovando equilibrio dove prima c'era una Vita vissuta agli estremi.

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Ma la persona tossica non può essere aiutata se non lo chiede. Di solito la persona tossica vorrebbe risolti dagli altri i problemi che si crea, essa stessa, attraverso un modo di pensare lamentoso/vittimista. Ma ciò che si crea dentro nessuno può modificarlo dall'esterno. Solo la persona tossica può salvarsi da se stessa, come? Prendendo coscienza del fatto che tutto ciò che la fa soffrire è una sua creazione e decidendo di trasformare la sofferenza in comprensione.

Dal momento in cui la sofferenza sarà trasformata in comprensione, la comprensione porterà alla saggezza e la persona che prima era lamentosa potrà diventare una persona GRATA, sia pure per il solo fatto di essere VIVA. Da quel momento il suo campo energetico sarà innalzato e riequilibrato e la persona guarirà dal male che si era, essa stessa, creata.

Vincenzo Bilotta