mercoledì 23 agosto 2023

Non provare a cambiare il karma degli altri!

Secondo il buddhismo ogni persona è destinata a vivere diverse Vite, definito samsara o ciclo delle rinascite, fino a quando non avrà purificato il proprio karma. Sarà solo dopo aver purificato il proprio karma, dopo che avrà, detto in termini spicci, espiato le cattive azioni compiute durante le Vite precedenti, che la persona sarà libera dal Samsara, non prima di allora.

Da ciò si deduce che ognuno di noi ha il proprio karma, questo è certo. Nessuno, oltre a noi, può cambiare il nostro karma e, di conseguenza, nemmeno noi possiamo intrometterci negli affari... karmici degli altri! Quando notiamo delle persone che hanno qualche difficoltà nella loro Vita quotidiana, ciò significa che stanno vivendo ed espiando il karma accumulato nelle Vite precedenti.

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Ovviamente, ciò non significa che non dobbiamo fare nulla se un amico, un conoscente o, in generale, una persona in difficoltà ci chiede aiuto. Tuttavia, non dovremmo, MAI E PER NESSUNA RAGIONE, cercare di far cambiare il comportamento della persona che sta vivendo il proprio karma né, tanto meno, sostituirci ad essa se ha serie difficoltà a superare determinate barriere psichiche, in quanto esse sono poste sulla sua via allo scopo di accelerarne il processo di liberazione.

Aiutiamo, quindi, le persone in difficoltà, SOLO se ce lo chiedono senza preoccuparci troppo di come gli potranno andare le cose. Piuttosto occupiamoci del nostro, di karma, pensiamo a liberarci noi dal Samsara, da tutte le azioni non meritevoli, delle quali magari non abbiamo nemmeno memoria, che abbiamo compiuto nelle Vite passate.

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Ognuno di noi ha un solo compito, che è quello di liberarsi definitivamente dalle reincarnazioni, seppur su piani di coscienza via via superiori man mano che ci si libera del karma passato. Usciamo dal Samsara, solo noi possiamo farlo e, come non possiamo cambiare il karma degli altri, tanto meno, non dobbiamo pretendere che gli altri cambino il nostro.

Certo, possiamo seguire una religione, meditare, praticare yoga fisico o mentale, riequilibrare le nostre energie in uno dei tanti efficaci modi che tante anime risvegliate hanno messo a nostra disposizione, ma la differenza la faremo sempre noi, non le tecniche esterne. Il cambio di coscienza che ci consentirà, alla fine, di liberarci dal Samsara e vivere, finalmente, liberi, deve partire dall'interno, la scintilla è già in noi, fuori può fare da combustibile, ma saremo noi ad accendere il fuoco della consapevolezza destinato a bruciare tutto il nostro karma passato.

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Ogni anima segue il Samsara fino alla liberazione definitiva. Il processo è sicuramente accelerato dall'amore che riusciremo a provare nei nostri confronti, così come nei confronti di ogni creatura della terra, in quanto esso favorisce l'apertura del cuore, che farà cessare ogni paura e ci guiderà verso la realizzazione degli scopi della nostra anima.

Anche la pratica del perdono, verso noi stessi e gli altri, assieme alla pratica della gentilezza, accelerano il processo di liberazione dal karma passato, in termini buddhisti si parla di bruciare il karma cattivo e favorire un buon karma. 

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Alla luce di quanto detto, aiutate gli altri SOLO se ve lo chiedono espressamente e nei limiti consentiti, in quanto il karma è LORO, non vostro. Occupatevi solo del vostro percorso di liberazione, attraverso la trasformazione interiore, la pulizia dalle emozioni negative e perturbanti, USCITENE, NE SIETE CAPACI, basta lavorarci sopra, essere costanti e VOLERLO. 

Rispettate sempre gli altri, il loro karma, non giudicate, mai e per nessuna ragione, le scelte delle persone, specie se queste non fanno acquisire loro un buon karma, occupatevi solo di voi, perché siete nati per migliorare questo mondo attraverso il lavoro su di voi e nessuno vi ha mai chiesto di immolarvi per gli altri. Buon lavoro e... buon karma!

Vincenzo Bilotta

martedì 8 agosto 2023

Le infinite possibilità quantiche

Viviamo in un mondo dalle infinite possibilità. Per essere più precisi, viviamo in una parte dell'universo chiamata "terra". In realtà, anche il concetto di universo è stato soppiantato dalla fisica quantistica, la quale lo ha sostituito col concetto di multiverso.

Come dicevo, viviamo in un mondo dalle infinite possibilità, ma pochi di noi se ne accorgono e ancor meno persone riescono a sfruttarle a proprio vantaggio. Secondo la fisica quantistica, infatti, ad ogni azione compiuta in questo preciso istante, ne corrispondono infinite varianti, che si compiono nello stesso istante dell'azione principale, ma in mondi paralleli.

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In pratica, secondo la fisica quantistica, ogni nostra azione possiede in embrione infinite varianti, varianti che si realizzano simultaneamente al compimento dell'azione principale da parte nostra ma in mondi paralleli dove ci sono infiniti "noi" che compiono infinite varianti dell'azione principale.

Per fare un esempio, secondo la fisica quantistica, quando noi giochiamo a calcio e stiamo per tirare in rete e segnare, in simultanea e in infiniti altri mondi, tanti noi, uno per ogni mondo, compiranno lo stesso gesto ma con infinite varianti. Alcuni potranno segnare in maniera diversa, altri sbagliare il tiro, altri ancora potrebbero essere fermati dai difensori o dal portiere in uscita dalla porta.

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Già in un mio precedente articolo parlai del collasso della funzione d'onda (puoi cercarlo digitando nel motore di ricerca IL COLLASSO DELLA FUNZIONE D'ONDA) e spiegai come la realtà fosse soggettiva e, di conseguenza, un esperimento ripetuto nel tempo in presenza degli stessi soggetti potesse dare, tuttavia, risultati diversi a seconda di come i suoi osservatori si ponessero a livello emotivo nei confronti dell'esperimento stesso, facendo collassare la funzione d'onda specifica direttamente collegata con le aspettative dei soggetti partecipanti all'esperimento stesso.

Qui mi riferisco, invece, al fatto che una stessa azione ha diversi finali SIMULTANEI che accadono in mondi paralleli e non, come invece avviene nel caso del collasso della funzione d'onda, un solo finale determinato dal collasso della funzione in relazione allo stato d'animo della persona che compie una determinata azione. 

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Io parlo di infinite possibilità quantiche, ma già in passato, in particolare sul finire degli anni '50, parlò di questo fenomeno lo scienziato Hugh Everett III e la sua teoria prese il nome di TEORIA DEI MOLTI MONDI DI EVERETT.

Con questa teoria non ci si contenta di far collassare la funzione d'onda verso un finale rispetto ai molti possibili, no, si va oltre, permettendo la realizzazione SIMULTANEA IN DIVERSI MONDI PARALLELI di ogni possibile variante all'azione compiuta.

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Questa è, sicuramente, una teoria affascinante che ha delle implicazioni dal punto di vista pratico in quanto ognuno di noi ha in sé molti mondi e sa bene che ogni scelta che andrà a compiere muoverà energie in mondi paralleli che faranno compiere una variante pressoché infinita di scelte da copie speculari di noi stessi.

Tutto ciò è magia e permette nella Vita di tutti i giorni di rimanere liberi nelle scelte che si compiono, seguendo il proprio cuore, il proprio istinto e lasciandosi guidare dalla propria purezza d'animo, capendo che, in ogni caso, tutte le scelte alle quali non aderiremo in questo mondo saranno, tuttavia, adottate nelle loro infinite sfumature, in altrettanti mondi a completamento di ogni possibile finale, un po' come un film con diversi finali per contentare le diverse esigenze del pubblico che vi assiste.

Vincenzo Bilotta


domenica 23 luglio 2023

Schiavi del passato

Poche persone possono dirsi davvero libere. Quando parlo di libertà non mi riferisco soltanto alla libertà fisica, ma alla libertà mentale. Fra i diversi tipi di prigionia mentale, quella più diffusa e potente è sicuramente la schiavitù dal passato.

E' interessante sapere che quasi tutti gli esseri umani non compiono quasi mai delle azioni spontanee, nuove. Infatti, la maggior parte delle persone è schiava di azioni che non sono compiute in uno stato di presenza mentale ma, piuttosto, derivano da automatismi mentali ripetuti da mesi, a volte anni.

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Ma cosa ci rende schiavi del passato non permettendo, in questo modo, di essere veramente liberi di fare, pensare e parlare partendo dal momento presente e smettendo, al contempo, di ripetere dei comportamenti frutto di automatismi? 

La risposta è: IL SENSO DI COLPA. E' proprio a causa del senso di colpa che non riusciamo a chiudere col passato e continuiamo a trarre la nostra identità da un tempo che ormai, all'atto pratico, esiste solo nella nostra testa. Da qui l'abitudine di ripetere degli schemi mentali che, in realtà, non ci appartengono più, ma dei quali non riusciamo a liberarci in quanto non siamo ancora riusciti (molti non ci riusciranno mai) a sanare, fino a guarire in maniera definitiva, il nostro passato.

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Fintanto che ci sentiremo in colpa per ciò che non siamo riusciti a fare, essere, dire nel passato, rimarremo intrappolati in un tempo che non esiste più diventandone, per ciò stesso, schiavi. Per liberarsi dalla schiavitù del passato e, con esso, da tutti i comportamenti automatici, occorrerà sanarlo.

Ma come si sana il proprio passato? Attraverso il PERDONO. Il perdono prima verso se stessi e poi verso gli altri, ha la capacità di farci chiudere definitivamente col passato, neutralizzando tutte le energie negative che ci tenevano ancora vincolati ad esso.

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Ovviamente, sanare il passato non significa dimenticare i bei momenti vissuti o le persone che adesso non sono più con noi fisicamente. Sanare il passato significa potersi voltare a guardare a ciò che è stato senza, tuttavia, innescare comportamenti reattivi derivanti da azioni compiute in un tempo che non esiste più, in maniera cosciente, libera da schemi mentali reattivi e centrata.

Sanare il passato ci permette di AGIRE nel presente; perdonare noi stessi e gli altri ci permette di GUARIRE dal senso di colpa; liberarci dai sensi di colpa ci consentirà di tornare a VIVERE, QUI E ORA, senza più disperdere energie in uno spazio e in un tempo che esistevano solo nella nostra testa.

Vincenzo Bilotta

lunedì 10 luglio 2023

Perché si combattono ancora le guerre?

Perché si combattono ancora delle guerre? Siamo nel 2022, data in cui scrivo questo articolo, e ancora ci sono degli idioti che uccidono i propri simili per stupidaggini, invenzioni mandate poi in onda tramite i mass media, tutto questo allo scopo di giustificare il loro comportamento belligerante, uccidere persone innocenti (nei bombardamenti muoiono soprattutto donne e bambini), alimentare odio, dolore, rabbia, paura.

Per difendere degli stupidi confini, per motivi legati a forme di estremismo religioso o, ancora, per questioni legate al desiderio di sottomettere altri stati, l'uomo ha combattuto, combatte e, continuando così, combatterà altre guerre, ciò all'infinito, a meno che...

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A meno che non riesca a salire al potere la nuova razza, quella delle persone sensibili, oneste, che lavorano su di sé, si continueranno a combattere guerre su guerre. Chi combatte delle guerre o, per essere più precisi, CHI MANDA A MORIRE I SOLDATI GRAZIE AL POTERE CHE DETIENE, lo fa perché è inconsapevole e non ha mai guardato la guerra che, da anni, decenni molto probabilmente, sta combattendo dentro di sé.

Se solo questi folli che ci governano avessero il coraggio di guardarsi dentro, di guarire il male che dimora in loro, la cattiveria, la bramosia di potere, l'interesse ad assoggettare altri popoli, al solo scopo di dimostrare il proprio potere, la propria sovranità...

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Il problema è che non appena sale qualche persona illuminata al potere (John Fitzgerald Kennedy, Nelson Mandela, Gandhi tanto per citarne alcuni), essa viene subito isolata, sabotata in tutti i suoi progetti e, quando non riescono a farla dimettere dal proprio incarico politico, ecco che viene uccisa mandando qualche "fanatico" a sbrigare il compito o facendola esplodere mentre è in volo.

Il mondo è stanco di pagare in Vite umane i capricci di menti distorte, inconsapevoli e guidate dall'oscurità, è ora di cambiare disco, è ora di andare verso la luce, di vivere nella consapevolezza, nella gioia, abbattendo ogni confine, smettendo di perseguitare chi non professa il nostro stesso credo religioso o chi, avendo capito il gioco speculativo di chi sta dietro a tutte le guerre, decide di lottare per la libertà del proprio popolo.

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E' ora che le persone scendano nelle piazze, chiedendo a chi ci governa di smetterla di uccidere persone innocenti, perché nelle guerre non muoiono mai coloro i quali le scatenano, questi vigliacchi, infatti, mandano a morire soldati al posto loro e questi soldati, a loro volta, uccideranno civili inermi, quali donne e bambini. DICIAMO BASTA A QUESTA FOLLIA, A QUESTA VERGOGNA.

Avete mai riflettuto sul fatto che l'uomo è l'unico essere su questo pianeta che uccide per il solo gusto di farlo? Basti pensare alla caccia: nessun leopardo, anaconda, gatto, lucertola, attacca una preda se non ha fame e per il solo piacere di farlo, solo l'uomo fa questo...

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Se solo questi pazzi che mandano a morire migliaia di persone ogni giorno per le loro guerre personali avessero il coraggio di guardare, anche per un solo attimo, tutta la guerra, l'orrore, l'odio, la rabbia che si portano dentro e smettessero, al contempo, di inseguire le loro stupide mire espansionistiche, di dominio e di potere, ecco che tutte, dico tutte, le guerre del mondo finirebbero in un solo istante.

Ovviamente dovrebbero guardarsi dentro anche gli speculatori di borsa, i produttori di armi e tutti coloro i quali, da dietro le quinte, speculano sulla morte di milioni di persone innocenti. Ma queste persone, se solo riuscissero a guardarsi dentro, troverebbero solo vuoto, caos, ma dell'anima nessuna traccia, venduti come solo al dio denaro e, prima che al denaro, a Satana.

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E' venuta l'ora di guardarci dentro, tutti indistintamente, di abbracciare la luce, la libertà, la pace, la centratura. E' tempo di smettere di combattere guerre contro altri stati e, per far questo, occorre smettere di combattere guerre all'interno dei propri quartieri, all'interno delle proprie famiglie ma, prima di tutto, all'interno di se stessi, solo così il mondo potrà conoscere, finalmente, LA PACE.

Vincenzo Bilotta

martedì 27 giugno 2023

Impara a goderti ciò che hai

Impara ad apprezzare quello che già hai, e che ti circonda, nella tua realtà attuale. Dai troppo per scontato il fatto di avere un'auto, una bella casa, dei genitori amorevoli ma, troppo spesso, tu pensi che ci voglia ben altro per essere felici e sentirsi, finalmente, completi. Se la pensi così, cioè come il 92% circa degli esseri umani, ti sei fatto male i conti, perché niente è per sempre.

La tua auto potrebbero rubartela, i tuoi genitori non sai quanto potranno vivere ancora, il tuo partner potrebbe stancarsi di te e cercarne un altro o decidere di rimanere libero. Ma tu ti ostini a volere dell'altro, a procrastinare il giorno della tua realizzazione, della tua felicità e non ti accorgi, così facendo, di trascurare gli affetti, di non riuscire a goderti i beni che già possiedi perché sei troppo impegnato a soddisfare altri desideri.

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Molte persone litigano, spesso in maniera violenta, coi propri genitori, a volte smettono di vederli, covando odio nei loro confronti. Ma i genitori non sono eterni, e quando mancheranno, ti assicuro che li rimpiangerai. Il problema è che tu ti concentri sulle cose che vorresti, non su ciò che già possiedi.

Avresti voluto dei genitori diversi ma, in realtà, se la tua anima ha scelto questi, sicuramente ti sono serviti alla tua esperienza terrena, alla tua evoluzione su questo piano i esistenza. Di conseguenza, smetti di sognare i genitori perfetti e ringrazia, piuttosto, quelli che hai per tutto l'impegno che ci hanno messo per tirarti su, istruirti, vestirti e non farti mai mancare nulla, ringraziali ora, non si sa mai quanto lunga potrebbe essere la loro Vita...

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E poi, ricorda sempre, se non sei in grado di apprezzare e sentirti completo con quello che già hai, se non sei capace di dire GRAZIE per quello che ti circonda, come pretendi che l'universo e la legge dell'attrazione si mettano in moto per mandarti ciò che pensi manchi ancora nella tua Vita per farti sentire completo?

Inoltre, smettendo di lamentarti hai il vantaggio di essere una compagnia apprezzata e ricercata, mentre i lamentosi non sono di certo il massimo quando la sera ci si incontra per un aperitivo, in quanto sono sempre pronti a rovinare la serata col loro punto di vista negativo sulla Vita.

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Quante volte, invece, quando sei in presenza di una persona grata, ci stai bene assieme anche se quest'ultima rimane per gran parte del tempo in silenzio? E' proprio una questione di energie attrattive! 

Ovviamente, contentarsi di ciò che si ha non significa rassegnarsi ad avere poco o nulla, significa essere felici già da adesso, fornendo, in tal modo, le premesse per ulteriori e sempre più ricchi doni da parte dell'universo. Così facendo non si limiterà l'universo nella sua abbondanza e si rimarrà sempre disponibili a ricevere ulteriori sue ricchezze.

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La differenza sostanziale che passa fra chi non ringrazia e chi, invece, è grato e, lungi dal lamentarsi, prova gratitudine incondizionata è basata, sostanzialmente sul sistema di credenze alimentato. Mentre il lamentoso, infatti, crede nella limitatezza delle risorse, che si possano arricchire solo i "disonesti" o i "fortunati", mentre tutti gli altri sono destinati, assieme a lui, ad alimentare la sfera dei lamentosi ai quali non è riservato un posto in paradiso, il grato sa che l'universo dispone di risorse pressoché infinite e chiunque può attingervi, se solo mostrerà la disponibilità a ricevere pronunciando la semplice, quanto magica, parola GRAZIE.

Impara a goderti ciò che hai, a pronunciare le parole giuste perché, ricordalo, la parola crea la realtà che andrai a vivere, l'universo è sempre in ascolto e pronto ad inviarti ciò che nomini ed a cui pensi di più. Di conseguenza, comincia a ringraziare, ad abbracciare ed amare i tuoi cari, carezza più spesso tua moglie e i tuoi bambini perché l'istante è tutto ciò di cui disponi ed essi sono i doni più preziosi, mentre del domani non puoi disporre.

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La Vita è adesso, quello che hai è un suo dono, accettalo; ogni esperienza vivila come un percorso di crescita personale che ti condurrà alla saggezza; sii gentile con le persone che incontri, soprattutto con quelli che condividono la tua Vita anche a casa, altrimenti non ha senso essere gentili solo con degli sconosciuti per poi litigare a casa; VIVI, MOMENTO PER MOMENTO, QUI E ORA, GODITI OGNI SINGOLO ISTANTE, PERCHE' DOMANI POTREBBE NON ARRIVARE MAI.

Vincenzo Bilotta 

mercoledì 14 giugno 2023

I pensieri predatori

Oggi voglio parlarvi di pensieri, in particolare di pensieri predatori. Il pensiero predatore è quello che causa maggiori danni a livello energetico, assorbendo tutta la nostra attenzione in questioni stupide, fino a dar loro estrema importanza.

Questo tipo di pensiero causa angoscia, ansia, paura, rabbia, in generale controlla l'individuo fino a renderlo suo schiavo e lo pilota a suo piacimento. Basta guardarsi intorno, quando si esce di casa, per accorgersi come la quasi totalità del genere umano non ha lineamenti del viso rilassati, è sempre tirato, preoccupato, arrabbiato, pallido.

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Questo stato di cose è causato dalla scarsa, o nulla, attenzione che l'essere umano pone nei confronti delle proprie attività mentali. Quasi tutti vivono nei loro pensieri, sono loro preda, ed hanno stati d'animo che rispecchiano ciò che passa loro per la testa, follia pura, in pratica!

Il pensiero, specie quello più dannoso, quello negativo e ansiogeno, è paragonabile ad un predatore. Proprio come il predatore, infatti, agisce e passa all'attacco proprio quando le difese della preda sono più basse o assenti. E' proprio allora che attacca, sicuro di arrecare il maggior danno possibile.

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Complice di questo successo da parte del pensiero predatore è il fatto che chi viene attaccato non è capace di difendersi, ciò per il semplice fatto che nessuno lo ha educato a questo, in quanto la nostra società, specie quella occidentale, è abituata ad essere preda dei pensieri distruttivi, e nessuno mai ha insegnato alle persone delle strategie difensive volte a respingerli al mittente.

Ma quando agisce il pensiero predatore? In realtà può operare ad ogni istante, in quanto quasi nessuno pratica la meditazione ed è troppo addormentato anche solo per riconoscere l'esistenza di un pensiero predatore e parassita nella sua mente.

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Il fatto è che la maggior parte delle persone convivono all'infinito coi pensieri predatori, spesso fino alla morte del corpo fisico. Molto probabilmente, durante l'arco della Vita i pensieri predatori potranno cambiare, anche se ne rimarrà sempre uno come musica di sottofondo, che è poi quello in grado di scatenare tutti gli altri.

La maggior parte delle persone si è abituata a vivere nella lamentela, a sentirsi stanca, demotivata, arrabbiata, depressa, ed è proprio questo il nutrimento del pensiero predatore, ciò che lo alimenta e che toglie, al contempo, energie a chi continua a fissare la propria attenzione su questi pensieri predatori.

Ma come fare a liberarsi dai pensieri predatori? Aspettandoli al varco e, dopo averli individuati, abbattendoli attraverso le frecce dell'ATTENZIONE FOCALIZZATA SULL'ADESSO, SUL RESPIRO, SULLA REALTA' OLTRE LA MENTE.

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Occorre diventare cacciatori dei pensieri predatori, tendendogli, per dirla alla Carlos Castaneda, degli AGGUATI. In pratica, bisogna diventare più astuti degli stessi predatori. Così facendo, essi diventeranno, a loro volta, nostre prede.

Per cominciare, occorrerà ACCORGERSI dell'arrivo del pensiero predatore. All'inizio sarà difficile, anche perché quasi nessuno è addestrato nell'arte della meditazione e dell'attenzione ai processi di pensiero. Inoltre, la difficoltà maggiore consisterà nel non identificarsi col pensiero predatore.

Molte persone si identificano coi propri pensieri, e proprio questi soggetti avranno più difficoltà nel riconoscere dei pensieri che credono fare parte della loro essenza, quando invece, come sappiamo molto bene, sono dei parassiti, dei predatori che hanno trovato nelle loro menti una preda della quale nutrirsi fino a spremerla di tutte le energie vitali.

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Smettiamo di identificarci coi pensieri, accorgiamoci quando arrivano per depredarci delle nostre energie e diventiamo, a nostra volta, predatori... Dei nostri stessi predatori, un po' come fanno i cacciatori con gli animali di grossa taglia nella giungla.

Una volta che ci saremo esercitati nell'arte dell'agguato e man mano che progrediremo in essa, i predatori si faranno vivi sempre meno, fino a sparire del tutto, ma questo dipenderà solo ed esclusivamente da noi, dall'esercizio dell'osservazione interiore, dallo sviluppo della capacità di dissociarsi dal processo di pensiero predatore, esercitando un distacco tale da neutralizzarlo a livello energetico fino a renderlo innocuo.

Liberiamo la nostra mente, viviamo nell'adesso, ripuliamoci dai predatori e VEGLIAMO SU DI NOI, e presto le nostre energie, la nostra salute e la nostra consapevolezza, saliranno di livello fino a farci vivere dei livelli di realtà dove ansia, rabbia, "problemi" e paura rimarranno solo un ricordo, quasi avessimo vissuto tutto questo in un'altra Vita. Buona pratica!

Vincenzo Bilotta


martedì 30 maggio 2023

Chi sei davvero?

Ti sei mai chiesto chi sei davvero? Hai mai avuto il coraggio di esplorare la tua vera natura, di cogliere tutte le sfumature che stanno dietro la tua personalità, quella che altri hanno fabbricato al tuo posto? Sicuramente, se lavori su di te, qualche domanda te la sarai posta, com'è normale che sia.

Ma la maggior parte delle persone, più che vivere sopravvive. Pochi vivono, e ancora meno riescono a diventare se stessi, oltre la corazza chiamata correntemente personalità che tende a blindare dentro la loro vera natura.

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Ma che ci vorrebbe per essere se stessi? Molti credono che basti il solo prendere coscienza del fatto che si possiede una personalità costruita addosso attraverso il processo di addomesticamento che ci rende simili ad automi per poter automaticamente affrancarci dallo stato di sonno in cui versiamo perennemente per poi vivere, finalmente, da persone libere e felici. Magari fosse così, sicuramente non ci sarebbero tutte ste persone folli, tristi, depresse, arrabbiate in giro..

Ma il solo prendere coscienza del fatto che abbiamo una personalità costruita da altri per noi se, per un verso, costituisce, di sicuro, un passo avanti verso il processo di risveglio, per un altro non basta, da solo, a liberarci dalla nostra meccanicità, dal nostro vivere da automi vittime di un destino già scritto.

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Dopo aver preso coscienza del nostro processo di addomesticamento che ha portato alla creazione, da parte di altri, della nostra personalità, per liberarcene dobbiamo accettarla. Per accettarla occorrerà inviare tanto perdono, sia ai nostri educatori che a tutti coloro i quali hanno contribuito, in maniera più o meno influente, a farci diventare ciò che siamo adesso.

Bisognerà perdonare sia il mondo esterno, comprese le persone che, attraverso i loro comportamenti ci hanno deriso, ferito, deluso, sia il mondo interno, quello contenuto dentro di noi, il quale ci ha proiettato all'esterno la realtà che abbiamo vissuto fino ad oggi.

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Una volta compiuti questi passi importanti, occorrerà abbandonare la vecchia personalità, sarà un percorso che ci metterà alla prova, ma se, nonostante tutto, noi decideremo di andare avanti, vinceremo su tutto/i.

Per lasciare andare la vecchia personalità occorrerà smettere di identificarsi con essa, prendendo coscienza del fatto che noi non siamo la nostra personalità. Dopo aver smesso di identificarsi con la vecchia personalità, se ne potrà costruire una nuova, partendo questa volta dal presente, voltando le spalle definitivamente al passato, che risulterà sanato attraverso il processo del perdono.

(La copertina del mio nuovo libro)


Per creare una nuova personalità, quella che ci consentirà di essere ed esprimere la nostra vera essenza, non quella che ci aveva imposta la società attraverso il lavaggio del cervello, bisognerà imparare a conoscersi, ad esplorarsi, riscoprendo le passioni mai coltivate, le gioie mai provate, facendo cose che ci sarebbe piaciuto fare ma che abbiamo avuto, fino a questo momento, paura di fare.

E' importante precisare che, nonostante il fatto che ci siamo costruiti una nuova, vera personalità, ciò non significa che dovrà essere per noi definitiva e non possa arricchirsi di ulteriori sfumature che vadano a vantaggio della libera espressione della nostra vera natura.

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Se, ad esempio, in passato avevamo determinate paure, pensieri negativi, ansie, mentre andiamo trasformando parti di noi che ci limitavano nella libera espressione delle nostre potenzialità, pian piano possiamo scegliere di lasciarci alle spalle anche le nostre paure e, in generale, tutto ciò che ci ancorava al passato costituendo una zavorra alla nostra ascesa.

Prendiamo coscienza di ciò che NON siamo, perdoniamo eventi, persone, noi stessi per il male ricevuto a livello psicofisico, poi disfiamoci della vecchia personalità fatta di sofferenza e che tendeva a renderci uguali al gregge ed abbracciamo la Vita, la libertà e l'evoluzione, oltre l'istruzione scolastica, familiare, oltre ogni credo religioso e fregandocene del giudizio degli altri. 

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Diventiamo padroni della nostra Vita, perché noi siamo stati creati da Dio a Sua immagine e somiglianza e nessun destino "già scritto" potrà mai imprigionarci perché il destino, così come la personalità, non sono cose predefinite ma possono essere cambiate in ogni momento e a nostro vantaggio, basta volerlo, basta lavorare su di sé.

Vincenzo Bilotta