martedì 27 ottobre 2026

La malattia come occasione per rinascere

Prima o poi ci si ammala, nessuno scappa. Quando sembra andare tutto per il verso giusto arriva lei, la malattia, mai richiesta, dalla quale tutti si credono immuni, quasi fossero immortali. La medicina ufficiale, poi, fa il resto per arricchirsi alle spalle di coloro i quali si ammalano.

Molti medici sono degli sciacalli, buoni solo a speculare sulla salute dei propri pazienti, ciò in barba alla fiducia che questi ultimi ripongono in loro e al giuramento di Ippocrate da loro prestato. Ma se ciò avviene, è anche colpa delle persone che continuano a consultare queste bestie assetate solo di denaro e che vedono nei propri pazienti non una persona sofferente da curare, ma un mezzo attraverso il quale arricchirsi e comprare la prossima Porsche.

E sono stato fin troppo clemente nei confronti di certi indegni rappresentanti della classe medica. Adesso, invece, voglio occuparmi solo ed esclusivamente dell'articolo di oggi. Perché ci si ammala? Come mai, ad un certo punto della Vita di una persona arriva lo squilibrio psicofisico chiamato dalla medicina allopatica "malattia"?

(Immagine presa dal web)


La malattia è sempre una conseguenza di un disagio interiore vissuto da parte del soggetto che soffre di una determinata patologia e, contrariamente a quanto pensa la maggior parte della gente, non arriva per punire qualcuno per i suoi peccati o perché in quel momento circolava un determinato virus, niente di tutto ciò.

La malattia arriva quando una persona smette di vivere, di avere degli obiettivi e, lungi da tutto ciò, diventa apatica e si lascia trascinare dalla corrente della Vita senza una direzione ben precisa, direzione che potrebbe essere seguita se solo la persona che diventa preda delle correnti esterne avesse uno scopo, una ragione di Vita.

Così la persona colpita dalla malattia si dispera, se la prende col destino, con Dio, con il mondo, rimugina sulla diagnosi e, così facendo, perde un'opportunità: quella di approfittare della malattia utilizzandola come occasione per cambiare Vita fino a rinascere dalle proprie ceneri proprio come l'Araba fenice.

(Immagine presa dal web)


Il nostro corpo è molto più intelligente di quello che potremmo anche lontanamente immaginare. Proprio per questo, esso non si ammala mai "per caso" e dietro ogni sintomo psicofisico c'è sempre una ragione per cui esso si manifesta, e quella ragione è collegata allo stress che la persona malata ha vissuto per mesi, a volte anni se il suo sistema immunitario è abbastanza forte, e che ha determinato lo stato patologico come condizione finale di uno stato di disagio protratto nel tempo.

Il fatto è che la maggior parte delle persone quando si ammala, pensa che la malattia sia il capolinea, ossia non che ci siano soluzioni per guarire da quella determinata patologia salvo l'utilizzo di farmaci per il resto della propria Vita. 

Ovviamente queste leggende metropolitane, che per molte persone sono vangelo (purtroppo per loro!), sono state create dai medici allopatici, i quali vedono il corpo umano come un'auto da riparare e sulla quale guadagnarci un botto di soldi. Ma la verità è ben diversa.

(Immagine presa dal web)


La malattia è un segnale estremo che il corpo invia alla persona quando quest'ultima è talmente testarda ed insensibile da non capire che c'è qualcosa che andrebbe cambiato nella sua Vita affinché il suo corpo possa tornare a funzionare correttamente.

E siccome il corpo è la scatola nera delle emozioni umane e non può comunicare il proprio disagio verbalmente, ecco che entrano in gioco i sintomi presenti all'interno dello squilibrio psicofisico, altrimenti inteso come "malattia".

La medicina allopatica non insegna come comunicare col proprio corpo, come decifrare eventuali sintomi patologici, ma si limita (per ovvi interessi economici e, non da ultima, una visione meramente meccanicistica del corpo umano) a bollare la persona come malata e imbottirla di farmaci a Vita.

(Immagine presa dal web)


Per fortuna fin dall'antichità, ancor prima che i medici si occupassero solo di far soldi sui propri pazienti, esistono altri mille modi di far medicina, quella VERA, e possiamo raggrupparli tutti sotto la denominazione di medicina naturale e, in particolare, medicina olistica.

Se vuoi sapere di più sulla differenza che passa fra medicina allopatica e medicina olistica puoi leggere il mio articolo intitolato MEDICINA ALLOPATICA VS MEDICINA OLISTICA. Detto questo, scopriamo insieme i motivi per i quali ci si ammala secondo la visione olistica.

Secondo la medicina olistica (dal greco Holos, che significa "intero") la malattia è un segnale che il corpo ci invia per comunicarci che la nostra Vita, così come la stiamo vivendo, ha subito una battuta di arresto e che, pertanto, necessita un cambiamento.

(Immagine presa dal web)


Quando parlo di cambiamento intendo un cambiamento nel modo di pensare, di agire e, in generale, di vivere. Se si comprende questo segnale inviato dal nostro corpo, ecco che la malattia diventa un'occasione per guarire la propria Vita, perché è di questo che si tratta: guarire la propria Vita guarendo il proprio modo di pensare e non prendendo pasticche a Vita per fare arricchire i parassiti della classe medica!

Si può guarire da tutto, a patto che non ci si lasci bloccare dalla paura, il che avviene quando ci si lascia governare dai pensieri negativi sulla malattia stessa senza, tuttavia, riflettere sulle ragioni profonde che ne hanno determinato la comparsa all'apparenza "improvvisa".

Di conseguenza, se si utilizza la malattia come un'occasione per rinascere, imparando a comunicare con il proprio corpo dopo averne decifrato il linguaggio, ecco che la malattia non avrà più ragione di esistere e, come ogni messaggero, abbandonerà la persona che, in questo modo, si sarà autoguarita attraverso la comprensione profonda del sintomo e non attraverso il farmaco che, invece, è solo un palliativo.

(Immagine presa dal web)


Ma se la malattia sarà vista come una condanna e il soggetto che ne soffre non cambierà modo di pensare, restando schiavo delle proprie paure e alimentando, in questo modo, la patologia, ecco che ciò che poteva essere un'occasione per rinascere determinerà, in questo caso, una discesa agli inferi da parte del soggetto che, non avendo sviluppato gli strumenti idonei per comunicare col proprio corpo, si limiterà a curarne i sintomi per il resto della propria Vita.

Vincenzo Bilotta