lunedì 27 febbraio 2023

Chi non cerca trova

Viviamo in una società dove si va di fretta, troppo di fretta. E quando si vuole una cosa, la si vorrebbe subito, il che non è sbagliato. L'errore che si commette, quando si desidera una cosa, è il cominciare a desiderarla accentuando, così facendo, il senso di mancanza e il desiderio di ottenerla. In questo modo, però, la cosa non la si ottiene ma, paradossalmente, essa si allontana da noi.

Quando vorremmo che certe situazioni si risolvessero nel modo più veloce possibile o ancora, quando desideriamo qualcosa o qualcuno, stranamente, essi non arrivano a noi ma, all'opposto, si allontanano fino a sparire. Ma noi ci affanniamo a desiderare ciò che sembra sfuggirci, ad inseguirlo, inutilmente... Che spreco di energie e di tempo, spesso ne va della nostra salute... Ma, allora, che fare?
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Non dovremmo fare proprio nulla. In questi casi bisognerebbe stare totalmente fermi. Ma lo stare fermi al quale mi riferisco io non riguarda una qualsivoglia forma di inerzia, piuttosto direi trattarsi di una forma di magnetismo. 

Quando parlo di magnetismo intendo proprio il diventare dei magneti e, proprio come loro, attirare a noi ciò che vogliamo senza sforzo ma, piuttosto, utilizzando la famosa legge dell'attrazione (cerca l'articolo intitolato LA LEGGE DELL'ATTRAZIONE, potrai leggere il capitolo OMAGGIO del mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI).
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Ma per diventare dei magneti occorrerà, prima, annullare ogni forma di ricerca spasmodica volta all'ottenimento di ciò che riteniamo "manchi" nella nostra Vita, sia essa una donna, un lavoro, la casa dei nostri sogni o qualsiasi cosa, in generale, desideriamo da tempo entri a far parte della nostra Vita.

È solo smettendo di cercare, infatti, che potremo trovare, anzi, sarà ciò che prima cercavamo senza, peraltro, trovarlo, a trovare noi. Vi sembra strano? Quante volte cercando un lavoro, una relazione amorosa o quello che desideravate di più, avete sprecato tempo, energie, a volte salute, senza ottenere nulla? 
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E, paradossalmente, tutte le volte in cui avete smesso di cercare, di dare eccessiva importanza a ciò che vi "mancava", senza più pensarci, addirittura dimenticandovene, è arrivato a voi? Fateci caso: meno date importanza a ciò che volete vi arrivi, a ciò che cercate, più rapidamente lo otterrete!

Funziona così: quanta più importanza daremo a ciò che riteniamo mancare nella nostra Vita per essere completi, meno probabilità avremo di ottenerlo con facilità. Se, viceversa, smetteremo di desiderare una cosa, di cercarla, essa, dopo un po' di tempo, finita l'energia inerziale dell'importanza che davamo alla stessa, arriverà a noi.
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Ma perché accade ciò, vi starete chiedendo, perché funziona all'incontrario? Perché la Legge dell'attrazione ci fa arrivare ciò a cui più pensiamo, su cui più ci concentriamo nell'arco della giornata. Di conseguenza, se penso tutto il giorno a ciò che mi manca, cosa dovrebbe arrivarmi, se non altra mancanza, dopotutto, più di duemila anni fa lo diceva anche Gesù: "A chiunque ha, sarà dato e sarà nell'abbondanza. Ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha".

Di conseguenza, impariamo a sentirci come se già avessimo ciò che in passato continuavamo a desiderare senza, peraltro ottenerlo, limitiamoci a ringraziare come se lo avessimo già ottenuto, poi lasciamo che la Legge agisca, lasciamo che arrivi a noi senza sforzo. Prima di dire che non funziona smettete di desiderare, ripulitevi dentro da ogni forma di mancanza, desiderio, rabbia perché non riuscite ad ottenere, poi cominciate a vivere senza più pensarci.
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Così facendo, annullando il margine residuo d'importanza, ciò che prima bramavate verrà a voi senza sforzo, funziona così, ci vuole pazienza, pulizia interiore e, così facendo, risparmieremo un sacco di energie ottenendo, senza alcuno sforzo, ciò che prima, inseguendolo, sembrava irraggiungibile. Buona pratica!

Vincenzo Bilotta





lunedì 13 febbraio 2023

Manda la mente in vacanza

In quest'epoca di social network e smartphone la nostra mente è continuamente, eccessivamente, stimolata. Il suo lavorio incessante che fa parte, dopotutto, della sua natura, è aumentato a dismisura fino a creare al suo interno un sovraccarico.

Sì, avete capito bene, la mente lavora il più del dovuto ed è per questo che ci sentiamo continuamente stanchi, ansiosi, stressati, nervosi, in ogni caso poco, o per nulla, centrati. In realtà sottoponiamo la nostra mente, di giorno ed incessantemente, ad uno sforzo, un lavorio, inutile che comporta, senza ombra di dubbio, un calo energetico non indifferente. Cosa fare, allora?
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Innanzitutto occorre accorgersi di essere sotto stress, ciò per il fatto che siamo talmente abituati agli eccessivi, quanto inutili, stimoli esterni da dover prestar loro attenzione per poterci, poi, distaccare da essi e ricominciare a vivere in maniera naturale, come l'uomo ha da sempre fatto quando non c'erano i social, gli smartphone e le manie di condividere in maniera poco equilibrata e compulsiva.

Il fatto è che siamo poco centrati e sempre di fretta, non ci ritagliamo quasi mai del tempo per contemplare il silenzio, i rumori della natura, la vacuità dei nostri stessi pensieri. Così, rivolgiamo la nostra attenzione alle cose NON ESSENZIALI per una Vita felice: cosa pensano gli altri di noi, i messaggi sul telefonino, cosa potrebbe succedere domani, se riusciremo ad arrivare a fine mese, e così via.
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La soluzione qual é? Secondo me, occorrerebbe mandare la mente in vacanza, alleggerirla dalle stupidaggini quotidiane che ci passano per... La testa! Bisognerebbe cominciare ad allontanare le fonti di informazione inutili, utilizzare in maniera corretta gli smartphone, filtrare i notiziari pieni zeppi di bugie e, non da ultimo, buttare la tv nella spazzatura.

Dopo aver fatto questo, occorrerebbe ritagliarsi degli spazi, riappropriarsi della propria individualità, uscire dalla frenesia che avvolge le masse in quest'epoca di pazzi. Meditate di più, spegnete i cellulari o statene lontani il più possibile utilizzandoli solo lo stretto necessario, passate più tempo immersi nella natura, fate attività fisica, in una parola, tornate in contatto con la realtà, perché i social, gli smartphone e i pensieri, sono virtualità, non sono reali, sono finzione e stimoli che non servono, di certo, alla nostra crescita ed evoluzione personale.
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Provate a lasciare il telefonino spento per mezza giornata, lasciatelo a casa se non vi serve per lavorarci o fissare appuntamenti, liberatevi dalla schiavitù dei social media, rilassatevi la mente. Se ci fate caso, quando il telefonino è spento, siete più rilassati, non sentite pressione interiore, né stimoli a controllare l'ultimo messaggio o la mail, in pratica siete tornati alla Vita reale, oltre il sogno tecnologico, oltre lo stress inutile che la tecnologia stessa provoca.

In quel momento siete in vacanza, sia voi che, soprattutto, la vostra mente. Meditate di più e messaggiate di meno, osservate di più e credete di meno ai vostri pensieri, andate il più possibile a passeggio in mezzo alla natura, mantenetevi in silenzio e in ascolto sia dei rumori esterni che delle vostre voci interne, lasciate che la vostra mente riposi e si ricarichi perché essa è la vostra compagna di viaggio in questa avventura terrena e voi dovete averne cura. Buona pratica!

Vincenzo Bilotta

lunedì 30 gennaio 2023

Ognuno di noi ha uno scopo su questa terra

Ognuno di noi ha uno scopo su questa terra, diversamente non sarebbe nato. Il problema è che pochi lo conoscono, questo scopo, e ancor meno, fra quelli che lo conoscono, lo perseguono fino a realizzarlo. La maggioranza della gente più che vivere, vegeta.

Ecco perché ci sono così tante persone scontente, lamentose, poco centrate. Il lavoro su di sé ci da la centratura necessaria per vivere al meglio in questo mondo, certo. Ma il completamento del lavoro su di sé avviene solo quando si riesce a trovare uno scopo all'interno della propria Vita.

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Ovviamente, nessuno sa meglio di noi qual'è il proprio scopo. Certamente non possono saperlo i nostri genitori, educatori, insegnanti, preti o allenatori. Lo scopo è insito nella nostra natura, in ciò che siamo realmente, esso è un progetto animico, così profondo che, a volte, nemmeno noi riusciamo ad incontrare per poi realizzare.

Ogni persona preposta alla nostra educazione crede di sapere cosa sia giusto per noi. Molti genitori vorrebbero che i figli continuassero l'attività di famiglia, le professioni dei padri/madri, o che realizzassero per loro ciò che essi stessi non sono riusciti a fare. Così ci sono genitori che obbligano i figli a studiare medicina solo perché loro non ci sono riusciti, o insegnanti che cercano di orientare i propri alunni verso un lavoro impiegatizio perché credono che sia la forma più "sicura" di lavoro retribuito.

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Io credo che questa sia una vera a propria violenza psicologica che, se non contrastata attraverso una presa di coscienza da parte del ragazzo che ne è oggetto, porterà, in un secondo tempo e nell'età adulta, ad una mancata realizzazione dello scopo per il quale è venuto al mondo.

Bisognerebbe lasciare libero il bambino, l'adolescente, di scegliere la via che lo potrà portare, se seguita con costanza e volontà, a realizzare, una volta divenuto adulto, il proprio scopo su questa terra. Sarebbe importante non forzare mai e per nessuna ragione il bambino nella scelta degli sport, giochi e, man mano che progredirà negli studi, nel tipo di scuola che intende frequentare.

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Queste costituiscono, a mio avviso, le basi affinché il ragazzo possa mettere alla prova le proprie potenzialità che gli permetteranno, una volta sviluppate attraverso la relativa presa di coscienza delle stesse, di realizzare il proprio scopo.

La presa di coscienza di chi realmente siamo attraverso il lavoro su di sé, assieme alla realizzazione del proprio scopo su questa terra attraverso lo sviluppo dei propri talenti nascosti, costituiscono le basi per un salto di qualità che possa portare pace, gioia, realizzazione ed armonia fra i popoli eliminando, al contempo, lamentela, violenza, disparità sociali e caos dal nostro bel pianeta terra.

Vincenzo Bilotta

lunedì 16 gennaio 2023

Scegli la luce!

Oggi più che mai è un periodo oscuro della storia dell'umanità, una sorta di secondo Medioevo. Le tenebre sembrano essere calate su questo mondo, un mondo dove, del resto, la maggioranza delle persone sembrano aver scelto di camminare in direzione dell'oscurità e del male.

In un'epoca come questa, scegliere di percorrere la via che porta alla luce è una scelta coraggiosa che richiede molta consapevolezza. Del resto, vive ed ama le tenebre chi è inconsapevole a causa del sonno in cui versa.
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Va detto che brillare è difficile in un mondo in cui la maggior parte delle persone ha scelto di vivere nel male e nelle tenebre, ciò perché si sarà soggetti a giudizi a causa del cammino di luce intrapreso, cammino che, se seguito fino in fondo, potrà portare al bene e alla liberazione dalla schiavitù mentale.

In un mondo dominato dalle tenebre la differenza la può fare ogni singola persona con la sua scelta di abbracciare la luce abbandonando, al contempo, le tenebre. Sempre più persone, ormai, stanno scegliendo la luce e, di conseguenza, il bene. Questa scelta, spesso, è dettata dall'esigenza di uscire dalla spirale di follia quotidiana nella quale è immersa la popolazione a livello mondiale.
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Chi sceglie la luce accende la speranza anche per coloro i quali, non avendo ancora scelto, dimorano nelle tenebre. Essere d'esempio, infatti, è il miglior modo per aiutare gli altri a cambiare rotta, abbracciando la luce della consapevolezza e smettendo, al contempo, di seguire la via che conduce alle tenebre dell'inconsapevolezza e della perdizione.

Certo, scegliere la luce risulterà molto difficile per chi ha camminato sempre nell'oscurità. Chi sceglie la luce dopo aver camminato da sempre nelle tenebre, infatti, sa che per effettuare questo cambiamento dovrà lasciarsi il passato alle spalle per sempre e, con esso, anche molte persone che continueranno a camminare nelle tenebre.
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Percorrere il cammino di luce richiede una pulizia interiore, un desiderio che riesca a vincere la paura di rimanere abbagliati, la prima volta, dalla luce, dopo tanti anni passati a vagare nelle tenebre con gli occhi chiusi e da persone addormentate.

La scelta dovrà essere definitiva, coraggiosa e frutto dello sviluppo di una personalità indipendente e refrattaria al giudizio delle persone che, se poco tempo prima erano amiche nostre, poi potrebbero rivoltarsi contro per paura del nostro cambiamento, ciò che non si comprende, infatti, lo si teme.
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Tuttavia, scegliere la luce dopo aver abbandonato le tenebre, è l'unica via per la liberazione dal modo di pensare collettivo, alimentato dalla massa attraverso ansia, paura, rabbia, dolore, insicurezza, odio e tante altre forme pensiero negative.

Lo scegliere la luce costituirà un cambiamento di polarità. Si passerà, infatti, dalla polarità negativa, costituita dalle tenebre dell'inconsapevolezza, alla polarità positiva, costituita dalla luce, dall'amore incondizionato e dalla gratitudine per il solo fatto di essere vivi e non far più parte del gregge dei non-pensanti.
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Chi sceglie la luce non deve giudicare coloro i quali, per libera scelta o perché inconsapevoli, rimangono nelle tenebre. In questi casi occorre averne compassione, capendo che non tutti sono destinati a vedere la luce. Molte persone, come accade oggi, sono destinate a vagare nelle tenebre, ma ciò non significa che sia sbagliato.

Dopotutto, giusto e sbagliato sono concetti che, al pari di luce e tenebra, potrebbero condurre ad una visione duale della Vita e certamente non è questo lo scopo di chi è nel cammino, perché potrebbe facilmente incorrere nel giudizio e nella conseguente condanna da parte di chi, invece, ha scelto una via diversa rispetto a quella che conduce la luce.
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Seguire la luce non significa essere perfetti, così come seguire il buio non implica aver effettuato una scelta sbagliata. Se vogliamo dirla tutta, parlando in maniera duale, a volte sono proprio le persone che vivono nelle tenebre quelle che giudicano di meno chi, invece, ha scelto di vivere nella luce.

In questo contesto, parlando sempre di giudizio, a volte sono proprio coloro i quali vivono nella luce a puntare il dito nei confronti di chi vive nelle tenebre. La scelta è libera, ogni giudizio inutile e frutto di inconsapevolezza. Non c'è una strada giusta da seguire, bisogna scegliere sempre col cuore astenendosi, tuttavia, da qualsiasi giudizio.

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È il non giudicare, infatti, che assume, in questi contesti, un'importanza più rilevante rispetto al fatto che si abbia deciso di seguire la luce piuttosto che le tenebre, perché proprio il non giudicare è un indicatore dell'avvenuta crescita interiore del soggetto, e non il semplice aver scelto la luce. 

Spesso, infatti, chi decide di seguire un cammino nella luce, lo potrebbe fare per una chiamata dettata dall'ego, non dal cuore, rimanendo, per ciò stesso, intrappolato nella mente e nel senso di superiorità che deriva dall'aver scelto ciò che la maggioranza rifugge.

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Scegliere la luce significa proprio scegliere il non-giudizio, l'umiltà, essere d'esempio per chi, già pronto ad una trasformazione interiore, è disposto a seguirci. Per tutti gli altri restano mille altre strade, anche intermedie, ma a noi non importa, la scelta è dei diretti interessati ed in base al loro livello di coscienza maturato, non nostra.

Vincenzo Bilotta


martedì 27 dicembre 2022

Pensavo fosse amore... Invece era un calesse!

Quante volte abbiamo vissuto delle relazioni, credendo fossero la storia della nostra Vita e invece, per dirla con il titolo di un bellissimo film che vede, tra gli altri, come protagonista Massimo Troisi, era un calesse?

Le storie d'amore, si sa, non sempre hanno un lieto fine, diversamente non ci sarebbero diversi partner a sfilare all'interno delle nostre Vite. Molto spesso, prima di trovare il partner ideale, occorre fare diverse esperienze e, solo dopo aver acquisito la saggezza necessaria a gestire in maniera diversa il rapporto con il partner, arriverà l'amore, quello vero.

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Una cosa è di fondamentale importanza, ciò se si vuole andare avanti fino a trovare il partner giusto: bisogna avere fiducia e non lasciarsi spiazzare dalle storie che finiscono ancor prima di cominciare. Adesso mi spiego meglio con degli esempi.

Potrebbe capitare, prima di trovare il partner giusto, che si conviva, si sia fidanzati, sposati, con una persona che tradisce. In alcuni casi potrebbe capitare un partner che sia indeciso e salti da una relazione all'altra, tenendoci come ruota di scorta. Spesso, infine, può succedere di trovare un partner che non si decida a troncare la relazione precedente e sia indeciso, ponendo in essere una sorta di poligamia.

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Sicuramente molti di voi hanno avuto modo di vivere questi tipi di esperienze loro malgrado, esperienze che, per inteso, lasciano il segno e causano, se non elaborate e superate correttamente, problemi a relazionarsi con gli eventuali futuri partner o portano, addirittura, ad una chiusura nei confronti dell'amore.

In questi casi estremi di partner che tradiscono, sono poligami o ci tengono come ruote di scorta, bisogna fare tesoro dell'esperienza, lasciandola, poi, andare. La fiducia nel potenziale partner, infatti, è di fondamentale importanza se si vuole costruire qualcosa di nuovo lasciandosi alle spalle, al contempo, tutte le esperienze "negative" vissute in passato.

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Vi starete chiedendo che non sempre è facile, in realtà quasi mai lo è, continuare ad avere fiducia dopo una o più delusioni, ciò è normale pensarlo. Tuttavia, bisogna rimanere aperti, vivere la relazione lasciandosi il passato alle spalle. Solo così, infatti, ci sarà la possibilità di piantare i semi ed aspettare che germogli, finalmente, la pianta dell'amore.

Ovvio, con ciò non voglio dire di buttarsi senza rimanere coscienti dei comportamenti del partner, assolutamente no, sarebbe da masochisti. Anche se si da fiducia e si investe nella nuova relazione bisogna, tuttavia, tenere gli occhi aperti e capire se qualcosa non va, diversamente le esperienze passate non ci saranno servite da lezione per diventare più saggi ed attenti.

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Alla luce di quanto detto, investiamo nell'amore, diamo fiducia all'ennesimo partner, lasciamo alla porta mente e paura, affidiamoci al cuore, fluiamo con la Vita. Se poi invece di amore si rivela un calesse, possiamo sempre farci un giro gratis! 

Vincenzo Bilotta


lunedì 12 dicembre 2022

Belli fuori e marci dentro

La nostra è la società dell'apparire. Domina la scena chi ha il SUV più grande, l'orologio con più pietre preziose, lo smartphone con più grafica e memoria. Si vestono abiti firmati, scarpe lucide, ci si sottopone a lampade solari, tagli all'ultima moda, il tutto da esibire il sabato sera in giro per i locali. Ah... Quasi dimenticavo! Si sbiancano i denti, ci si sottopone a depilazione definitiva e si ostenta un sapere superiore alla cosiddetta "massa".

Con tutte queste pratiche da esibire nei vari pub-circhi equestri sparsi per la città si fa bella figura con le altre scimmiette ammaestrate, questo è sicuro. Un grossa percentuale del popolino ama le belle auto, i vestiti alla moda, le belle frasi di convenienza, quindi è tutto ok.

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Ma... C'è un ma... Dietro tutto questo apparire, essere belli alla luce del sole, all'avere questo e quell'altro, al far parte della bella società dell'ostentare ciò che si ha, pochi, quasi nessuno, riescono ad ESSERE e a fregarsene del SUV potente o del culo rifatto.

Il sistema, la società occidentale stessa, ci hanno educato, cresciuto, impresso quasi fosse un marchio a fuoco, che se vogliamo essere stimati, amati e rispettati, dobbiamo apparire, mostrare, dimostrare agli altri ciò che abbiamo, sappiamo, conosciamo.

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Bisogna essere laureati, con l'auto di marca, il posto in banca, per potersi ritagliare uno spazio di attenzione nei locali alla moda dove altri cultori dell'apparire si riuniscono il sabato, quasi fossero gli organizzatori di una fiera dell'ostentazione...

Ma, sapete, dietro tutto questo essere belli fuori, molte persone nascondono il marciume, la spazzatura che portano dentro, come se un orologio d'oro tempestato di brillanti bastasse a nascondere la loro infelicità e mancata realizzazione spirituale.

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Viviamo nella società dell'apparire, dove l'essere sembra non contare nulla, quasi fosse un optional e pure costoso. Ma la spazzatura dentro resta, questo è certo, che tu abbia un attico a New York o ti faccia una crociera intorno al mondo all'anno.

In occidente, in questo momento storico molto particolare, è diventata di vitale importanza la pratica della meditazione. Un popolo che ostenta lo fa solo per compensare ciò che non riesce ad essere. Ma il vuoto interiore non lo riempirà, di certo, l'ultimo modello di auto con le sue centinaia di cavalli, o le scarpe da 700 euro.

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ESSERE rappresenta un atto di coraggio, specie in un mondo in cui, se non si possiede, non si è tenuti in considerazione. Per cominciare ad essere, occorre, dapprima, accorgersi di aver puntato tutto, fino a quel momento, sull'apparire, sull'avere, sul voler a tutti i costi dimostrare di essere belli, famosi, importanti.

Dopo essersi accorti di aver dato, sprecandola, energia all'apparenza, solo in quel momento si potrà cominciare a lavorare su di sé, a guardarsi dentro per cominciare a ripulirsi dal marciume emozionale stratificato attraverso anni di programmazione scolastica, familiare, sportiva, sociale. Solo liberandosi interiormente e, in un secondo tempo, centrandosi su di sé, si potrà essere, finalmente, liberi, potenti e VERI.

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Chi ha imparato ad essere non avrà paura se non mostrerà il SUV ultimo tipo o non andrà in locali alla moda, perché per questa persona, centrata, umile e potente, ciò che conterà davvero sarà mostrare agli altri la propria leggerezza, pulizia interiore e sicurezza derivanti dall'aver riscoperto la propria creatività, indipendenza da fattori esterni e l'essere VERO, al di là di ogni lampada solare, abito firmato o locale alla moda frequentato. Lascerà tutto il resto, il mero apparire e giudicare dall'aspetto, alle masse addormentate.

Vincenzo Bilotta

lunedì 28 novembre 2022

Oggi è un nuovo giorno

Oggi è un nuovo giorno, ve ne siete accorti? O siete rimasti fermi al giorno precedente, con le impressioni ancora vive che ha lasciato in voi e che vi portate ancora inutilmente appresso? Ogni giorno è un giorno diverso dal precedente, a patto che si sia in grado di lasciarsi alle spalle il giorno precedente con tutti i suoi accadimenti relativi.

Diversamente sarà un copia/incolla del giorno precedente e non lascerà spazio al nuovo, alla Vita nel suo naturale, costante fluire. Accorgersi del nuovo giorno significa onorarlo, lasciarlo essere assieme a tutte le novità di cui è naturalmente portatore, godendone appieno e rimanendo a viverlo in piena presenza mentale, senza pensare a ieri, né a domani, semplicemente dimorando nell'adesso, QUI E ORA, lasciandolo essere.

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Quando ci accorgiamo del nuovo giorno e lo lasciamo essere, non solo diamo spazio al nuovo e accogliamo la Vita nel suo naturale fluire, ma alleggeriamo questo giorno dal peso del giorno precedente e cominciamo a vivere nel QUI E ORA. In pratica torniamo in Vita, riemergiamo dal sepolcro dei ricordi chiudendo, in questo modo, con ciò che è stato.

Quando onoriamo il nuovo giorno, quando viviamo nel QUI E ORA, liberandoci dal giorno precedente, ci permettiamo di diventare una persona nuova, viva, libera dai pesi costituiti dai ricordi del passato. Vivere il nuovo giorno significa voltare pagina nel libro della Vita, facendo spazio al nuovo, lasciando emergere in noi la creatività, una nuova e limpida consapevolezza.

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Vivere il nuovo giorno ci permette di ricominciare tutto daccapo, con una rinnovata consapevolezza, alla ricerca di nuovi stimoli, fluendo con la Vita e con il suo continuo, naturale, a volte impetuoso, divenire.

Ogni giorno è un nuovo giorno, riconosciamolo perché, così facendo, anche noi diventiamo persone nuove, senza più i pesi derivanti dai sensi di colpa che ci legano ancora al passato o le incertezze che creano in noi ansia riguardo al futuro e a quello che potrebbe succedere.

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Liberiamoci dal tempo, dai ricordi, usciamo dalla mente con le sue trappole, al secolo pensieri, solo così saremo liberi di ascendere fino a cieli della consapevolezza che farà di noi esseri creativi, liberi, divini, potenti in quanto figli di Dio, creati a Sua immagine e somiglianza allo scopo di realizzare i progetti per i quali la nostra anima ha deciso di incarnarsi e sperimentare questa esistenza materiale.

Ogni giorno è un nuovo giorno, trasformiamo il passato in saggezza; ogni giorno è un nuovo giorno, lasciamoci alle spalle tutto ciò che abbiamo vissuto ieri e che non ci serve più oggi; noi siamo vivi, QUI, ORA, onoriamo l'ADESSO e, con esso, la Vita con i suoi doni che saprà farci se rimarremo presenti al miracolo della presenza mentale. Buona Vita a tutti!

Vincenzo Bilotta