domenica 27 febbraio 2022

Essere autentici

 "Siate autentici, non alla moda". (Vincenzo Bilotta)

Viviamo nella società del conformismo. Questo conformismo viene comunemente chiamato "moda". Basta uscire fuori per capire di cosa parlo: ragazzi con modi di dire copia conforme, vestiti tutti uguali, che frequentano solo locali alla moda.

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Così facendo si perde l'autenticità. Ognuno di noi è unico ed inimitabile e questo essere unici è un dono di Dio, un segno distintivo. Ma nella nostra società, pensarla in maniera diversa da come vuole il sistema, la matrix, non è ben visto, un pò per la mancanza di personalità che contraddistingue le greggi di umanoidi medi di oggi, un pò per paura di essere isolati...

Dopotutto, una pecora, se privata del gregge, isolata, è destinata a morire, a meno che... A meno che non decida di riscoprire i propri talenti nascosti, di riconoscere la propria unicità fino a fare della sua Vita un'opera d'arte...

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Ma per diventare autentici bisogna avere coraggio e coscienza. Il coraggio ci vuole perché, se si vuole essere autentici, occorrerà andare oltre la paura di rimanere soli, non essere considerati alla moda, essere presi per "folli". Sì, questo è il rischio che corre chi, come me, si spinge oltre il pensiero conformista e sclerotizzato, chi va oltre l'ordinario fino a diventare creatore della propria Vita.

La coscienza, invece, serve a far conoscere, ad essere coscienti, appunto, del conformismo nel quale si vive. Senza la coscienza, la presa di coscienza, non si potrebbe prendere la decisione di diventare autentici.

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Dopo aver avuto il coraggio di voler sviluppare i propri talenti, unito alla coscienza di aver vissuto, fino a quel momento, una Vita copia conforme al gregge, si potrà cambiare Vita, diventando autentici.

Essere autentici potrà significare lasciare l'impiego sicuro per diventare istruttori di surf in California, oppure aprire un'impresa artigiana di restauro mobili, facendo diventare quello che era un semplice hobby/sogno, il nostro lavoro principale.

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Essere autentici significa uscire dalle mode, fregandosene se non si possiede lo smartphone di ultima generazione, il SUV di tale marca o se non si va vestiti come il gregge. Essere autentici comporta lo sviluppo, in parallelo, di una personalità propria, di un proprio modo di pensare che ci faccia centrare su  di noi, permettendoci di vivere e creare una realtà che esuli dai modelli standard fino a creare la Vita dei nostri sogni.

Vincenzo Bilotta

lunedì 14 febbraio 2022

L'apartheid sanitaria

La mente ha sempre avuto un aspetto duale. In base a ciò, ha operato delle distinzioni fra bene e male, bello e brutto, buono e cattivo, luce e buio. A scuola, per gioco, la maestra invitava uno di noi alla lavagna e, per tenere buona la classe, ci esortava a scrivere sulla lavagna stessa "buoni" e, separato da una linea, "cattivi".

Da qui ad arrivare agli estremismi è un attimo. Nella storia ci sono stati tanti esempi di estremismi che hanno portato a fare una sorta di selezioni fra persone più meritevoli, i cosiddetti "buoni", ed altre, meno meritevoli, i cosiddetti "cattivi" della lavagna sopra citata.

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Fra questi esempi di estremismo, sicuramente uno dei più eclatanti è quello che fu operato in Sudafrica con la cosiddetta apartheid. In base a questa apartheid, venivano operate discriminazioni fra cittadini bianchi e cittadini di colore in un paese, peraltro, a predominanza di colore e conquistato dai bianchi di origine soprattutto olandese perché ricco di miniere d'oro e pietre preziose.

In base all'apartheid vi erano, fra le altre limitazioni per le persone di colore, dei posti riservati sui mezzi di trasporto. Ma perché sto parlando di tutto ciò, vi starete chiedendo? Semplice, per introdurre l'argomento di oggi, avente a tema il clima surreale che, ormai da due anni, tutto il mondo in generale e noi popolo italiano, in particolare, stiamo vivendo.

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Si è partiti dalla segregazione generalizzata, ognuno nella propria casa, con la possibilità di uscire solo per approvvigionarsi dei beni di primaria necessità, passando per il coprifuoco da dittatura militare, per poi finire con il mezzo più abietto e discriminatorio che la mente umana possa aver mai concepito nella storia dei mezzi di controllo delle libertà individuali: un lasciapassare per poter accedere al lavoro, al cinema, nei bar, praticamente quasi in ogni posto, esclusi i supermercati e pochi altri luoghi.

Ma perché si è arrivato a tanto? Molti se lo chiedono e tanti altri si chiedono perché solo da noi e con questo accanimento da regime totalitario. Certo è che qualcuno qui, a giocare al piccolo dittatore, si è lasciato prendere un po' troppo la mano, questo è sicuro. A farne le spese chi è stato? Tutti coloro i quali non hanno ceduto al vile ricatto, quello di svendere il proprio corpo per sottoporsi ad un esperimento genetico degno dei peggiori regimi dell'est europa.

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A queste persone è stato impedito, lo è a tutt'oggi, di poter lavorare, frequentare locali, utilizzare mezzi pubblici, perfino allenarsi in palestra o andare dal barbiere. In pratica, chi non ha ceduto al ricatto facendo, peraltro, valere l'art. 32 della costituzione italiana in base al quale "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge", si è visto proiettato in una sorta di Sudafrica italiano e sta rivivendo le ingiustizie patite dalle persone indigene di colore.

Ma qui, in Italia, si sono spinti anche oltre: mentre in Sudafrica, infatti, le persone discriminate potevano utilizzare i mezzi pubblici sedendo nei posti assegnati, qui da noi i mezzi pubblici, chi non ha ceduto al ricatto, se li sogna, non può, infatti, usufruirne.

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Cosa ci sta insegnando tutto questo? Innanzitutto a fare esperienza delle discriminazioni, perché di questo si tratta, non importa se legate al credo religioso, al colore della pelle o per motivi sanitari, sempre di discriminazioni trattasi.

Ma se vogliamo vedere la cosa dal punto di vista della crescita personale, tutto questo ci sta insegnando, innanzitutto, ad accettare ciò che è. In secondo luogo, quel che occorre fare è prendere coscienza delle proprie emozioni legate, principalmente, alla tristezza per tutto questo accanimento inutile, alla rabbia per via delle ingiustizie che molti cittadini stanno subendo e, non da ultima alla paura del futuro, su cosa accadrà e che direzione prenderanno le cose.

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Impariamo da tutto ciò, non rimaniamo succubi delle condizioni esterne, delle emozioni scaturenti, andiamo oltre, liberiamoci da dentro, centriamoci, poi perdoniamo. Attraverso il perdono, infatti, riusciremo a ripulirci da tutti quei sentimenti negativi che avvelenano la nostra anima e opprimono il nostro cuore. Il perdono ci rende liberi, liberi dalle angherie altrui, liberi dal desiderio di vendetta, liberi da ciò che sta accadendo "là fuori".

Cominciamo ad applicare, da subito, questi principi, trasmutiamo il piombo esterno in oro, diventiamo oro noi stessi, lasciamo perdere ciò che accade fuori, ciò che sfugge al nostro controllo, occupiamoci del lavoro su di noi, della nostra centratura, solo così potrà cambiare anche l'esterno e se non cambierà all'istante, almeno noi saremo in equilibrio e nelle condizioni psicofisiche tali da lasciare fluire senza giudizio ciò che si sta rivelando una delle peggiori dittature di sempre basata sul ricatto e mascherata da democrazia di cartapesta.

Vincenzo Bilotta

lunedì 31 gennaio 2022

Tre razze di umani

In questo periodo storico abbastanza particolare, stiamo notando come si stiano delineando tre razze di umani. Una prima razza è costituita dagli umani inconsapevoli, ossia coloro i quali non hanno mai lavorato su di sé e che hanno vissuto un po' per inerzia, lasciandosi trascinare dalla Vita, possiamo dire che queste persone, più che padrone della propria Vita, sono schiave, prigioniere della Vita.

Questa gente considera la Vita un incubo, vive nella lamentela costante e nell'inconsapevolezza totali, ovviamente queste persone sono racchiuse all'interno di una spirale che le porta a vivere nella meccanicità e, di conseguenza, a rimanere vittime dei propri automatismi.

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Una seconda razza è costituita dalle persone che sono coscienti di sé ma che operano nel buio. Queste persone sono i cosiddetti manipolatori, coloro i quali cercano di sfruttare la loro conoscenza della psiche umana allo scopo di arrecare un danno agli altri e trarne un profitto, come sta avvenendo adesso, nella situazione mondiale nella quale ci troviamo.

Queste persone, attraverso degli studi, conoscenze e sperimentazioni a livello scientifico, considerano la mente umana solo dal lato manipolatorio allo scopo di trarne un vantaggio come ho già detto prima. 

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Un terza razza è costituita dagli umani che operano nella luce. Questi umani che operano nella luce sono persone consapevoli di sé ma, a differenza di coloro i quali sono coscienti ma operano nel buio e studiano la mente per fare del male al prossimo, essi operano sulle menti allo scopo di portare amore, pace ed aiutare le persone ad evolversi affrancandosi dalla condizione di schiavitù mentale.

La differenza fondamentale si pone fra gli umani che operano nella luce, i quali cercano di portare luce e consapevolezza nella Vita delle persone che incontrano allo scopo di farle vivere nell'amore cosciente di sé, e coloro i quali, invece, operano nelle tenebre, i quali lavorano, invece, per portare il caos, la paura (come sta avvenendo adesso, in questo frangente a livello mondiale).

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Coloro i quali operano nelle tenebre, attraverso la paura e il caos dominano le persone e cercano di farle rimanere sempre più schiave, togliendo loro sempre più diritti e facendole vivere nelle tenebre. 

Queste tre razze sono quelle che, attualmente, vivono nel mondo. Si spera che un giorno, coloro i quali vivono nell'inconsapevolezza, decidano di seguire la via della luce e seguano coloro i quali operano nella luce e per il bene dell'umanità perché a tuttora, coloro i quali sono inconsapevoli di sé e vivono nella meccanicità, stanno seguendo coloro i quali operano nel buio.

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La razza che agisce nell'oscurità, dietro una falsa emergenza planetaria, sta cercando di togliere, pian piano, ogni diritto, ogni umanità ed ogni forma di amore e di FEDE in DIO da questo pianeta. Tutti gli operatori delle tenebre auspicano ad un ritorno al paganesimo, ai rituali di magia nera, non alla preghiera e tutto ciò è favorito da una mancanza sempre più diffusa di fede in Dio e nel potere della preghiera.

Ci vuole un ritorno all'amore, sia verso se stessi che verso il prossimo, in pratica occorre fare ciò che questi demoni vorrebbero impedirci, e cioè, rimanere uniti nell'amore e nella pace, seguendo la via della luce. Solo in questo modo essi, non potendo portare a termine il loro compito satanico, torneranno negli inferi dai quali sono usciti.

Vincenzo Bilotta


lunedì 17 gennaio 2022

Tornare a vivere

La maggior parte di noi non vive, si lascia trascinare dalla Vita. Molte persone si limitano a vivere la Vita come un dovere, un compito da eseguire, niente più di questo. Ma vivere non è solo andare a scuola, laurearsi, sposarsi ed avere un buon lavoro che ci permetta di comprare una casa grande o l'ultimo modello di SUV...

Questo è essere nel programma, non vivere. E in questo programma è immersa la maggior parte dell'umanità, in maniera fin troppo passiva. La maggior parte degli esseri umani non è parte attiva della Vita ma, lungi da ciò, vivono passivamente lasciandosi trascinare via senza una meta, senza perseguire nessuno scopo che possa farli sentire vivi.

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Ma per tornare a vivere occorre prima uscire dal programma, smettere di essere copie conformi delle masse/greggi di persone che incontri al centro commerciale, vestite tutte uguali, con pensiero omologato dal regime, coi cervelli fusi dai mass media creati dal sistema per manipolare chi non si pone le domande e si limita ad obbedire, cioè l'89% circa della popolazione mondiale.

Per uscire dal programma ci vuole coraggio, occorre porsi le domande giuste e, alla fine, una volta usciti dal programma che abbiamo imparato ad eseguire automaticamente dopo che siamo stati edu-programmati a scuola, dobbiamo prefiggerci un obiettivo da perseguire.

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Ciò che ci rende vivi è un obiettivo, un qualcosa che ci da lo stimolo per saltare giù dal letto motivati, pieni di iniziative, energici. Questo si può ottenere cambiando Vita, sempre se quella che viviamo attualmente ci sta troppo stretta e non ci gratifica più di tanto.

Quando si hanno degli obiettivi, si torna a vivere. Gli obiettivi non dovranno essere per forza legati al fatto che dobbiamo cambiare lavoro. Può darsi che il lavoro che svolgiamo ci piaccia e magari abbiamo bisogno di praticare quello sport che abbiamo sempre amato, guardato in tv ma mai praticato, avendo rinviato sempre l'iscrizione in palestra.

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Possiamo anche sentirci vivi facendo del volontariato, cambiando alimentazione privilegiando gli alimenti biologici, oppure possiamo decidere di cambiare città, questo se può darci nuovi stimoli o aprirci nuovi sbocchi per migliorare anche la nostra posizione lavorativa.

Insomma, non importa cosa avete bisogno di cambiare nella vostra Vita, ciò che importa è procedere in direzione del cambiamento, in maniera tale da tornare in Vita, attraverso la motivazione indotta dalla volontà stessa di cambiamento insita nella scelta.

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Perché la Vita non consiste nel fare ciò che ci hanno insegnato, ciò per cui abbiamo studiato, assolutamente no. La Vita consiste nel fare ciò che ci piace, fregandocene di quello che pensano gli altri, realizzando i sogni invece di farli ammuffire nel cassetto, cambiando lavoro invece di sentirci schiavi dello stipendio, amando il nostro corpo e cominciando a nutrirlo, massaggiarlo, allenarlo, per sentirci in pace con noi stessi.

Tornate a vivere, smettete di sopravvivere. Smettete di rimanere intrappolati nelle routine, in storie d'amore senza futuro, in modi di pensare stagnanti. Cominciate ad accorgervi di ciò che potete/volete migliorare, poi AGITE in direzione della trasformazione. La Vita è ADESSO, accorgetevi di voi e tornate a vivere! Buona Vita a tutti!

Vincenzo Bilotta

lunedì 3 gennaio 2022

Fermati un attimo

Viviamo in un mondo che va sempre più di corsa, un mondo che antepone gli oggetti, le cose, l'apparire, alle persone. L'essere umano è diventato una sorta di robot, programmato per eseguire delle routine giornaliere ed arrivare a fine giornata senza ricordarsi, molto spesso, di ciò che ha fatto durante il giorno.

Questo mondo è proprio come una giostra: gira, gira, gira sempre più veloce fino a fare perdere, a tutti quelli che ci stanno girando sopra, l'orientamento, la centratura, il significato essenziale della Vita. S'inseguono sempre dei risultati, siano esse promozioni sul lavoro, un nuovo partner, una nuova auto, una casa più grande, ma poche volte ci si ferma per VIVERE.

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Siamo sempre inseguiti da mille problemi creati dalle nostre menti iperattive ed ipertrofiche, le quali continuano a pompare pensieri su pensieri senza mai accennare a smettere. Così finiamo sommersi dalla routine, continuiamo a correre, correre, correre, in direzione di obiettivi sempre più ambiziosi o, semplicemente, fuggiamo da noi stessi per non sentire cosa grida la nostra anima.

Quasi nessuno si ferma mai, sia pure per respirare, per rilassarsi, per darsi un attimo di tregua dalle routine meccaniche, che ci rendono molto simili ad automi e sembrano, invece, averci fatto perdere l'appartenenza al genere umano... Ci si costruiscono isole felici, ci si rifugia nell'alcool, nello shopping compulsivo, si cambiano più partner dei calzini, si ricorre alle droghe, agli sport estremi, ma nessuno, o quasi, pensa a fermarsi, a centrarsi, a VIVERE.

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Perché la Vita, cari amici, non consiste nella routine lavorativa, nell'avere una casa più grande, uno stipendio più alto o una macchina più veloce, niente di tutto ciò. Questa è apparenza, la Vita è ben altro. VIVERE significa cominciare a prendere coscienza del fatto che si è diventati simili a dei robot, a degli zombie; VIVERE significa capire che bisogna fermarsi, nel corso della giornata, per tornare ad essere coscienti di sé, della propria esistenza; VIVERE significa guidare la propria Vita, non più esserne trascinati, arrivando dove si vuole, diventando artefici, non più vittime, del proprio destino.

Nel corso della giornata imparate a prendervi delle pause, fermatevi un attimo, osservate ciò che state facendo sia esso lavoro, palestra, passeggiata, non importa, ciò che importa è prenderne coscienza, respirarci dentro, fare ciò che si fa sapendo di farlo. Così si passerà dallo stato di automatismo a quello di centratura ed ogni cosa diventerà un atto sacro, una nuova scoperta e non più una routine scontata da eseguire in fretta e in maniera automatica.

Vincenzo Bilotta

lunedì 20 dicembre 2021

Restiamo umani

Viviamo in un'epoca, quella attuale, dominata dal caos. Da due anni, ormai, l'anormalità è diventata la... Normalità! Fra democrazie di cartapesta e poco velate violenze psicofisiche, siamo entrati, a quanto pare, nell'era della globalizzazione, per il bene di chi sta in alto e si diverte a giocare con i diritti del popolo, primo fra tutti quello alla libertà.

Sì, ci stanno sempre più globalizzando. La globalizzazione è avvenuta dapprima attraverso la moda, il modo di essere, perfino le battute tutte copiate, da parte delle persone, dalle insulse trasmissioni che ormai spopolano in tv e intrattengono chi ama nutrirsi di spazzatura intellettuale.

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Pian piano hanno globalizzato il modo di pensare, di essere, e adesso stanno tentando di globalizzare il mondo intero, dandogli una forma di pensiero unico, ovviamente pilotato dall'alto, e togliendo, al contempo, almeno ci provano, ogni altra forma di pensiero che sia anche di poco divergente dal pensiero globalista.

Ci vorrebbero tutti uguali, quasi usciti dalla medesima forma, un po' come avviene con le statue in terracotta, in Sicilia li chiamiamo "pupi", espressione dialettale che sta ad indicare i pupazzi. "Pupo", espressione dialettale siciliana che sta ad indicare il pupazzo, è colui il quale è considerato fesso, passibile di scherno, incapace di pensare in maniera autonoma e, per ciò stesso, manipolabile.

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Specialmente in questo periodo si notano molti "pupi" in giro, così come piace al sistema, così come il sistema vorrebbe tutti noi. Il sistema adora le masse ignoranti, spaventate, confuse dal caos, un po' come sta avvenendo in questo particolarissimo periodo storico dove, attraverso dei governanti incapaci e in malafede e il bombardamento mediatico incessante, insistente quanto manipolatorio, si mira a dividere la popolazione per poi colpirla fino ad annientarne ogni sia pur velata forma di resistenza, di umanità.

Vogliono toglierci l'identità, la salute, la capacità di pensare liberamente ed in maniera individuale, possibilmente sopprimerci a livello di difese immunitarie e microchipparci come animali da macello. In pratica noi non siamo più esseri umani, continuando così anche questo diritto inalienabile ci sarà tolto per sempre, stanno provando a trasformarci in codici a barre che potranno essere riconosciuti dalla comunità globale solo se immuni dal dono del pensiero autonomo, diversamente ci vorrebbero annullare, facendoci sparire psicofisicamente.

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Chi sta dietro a tutto questo progetto è una delle menti più astute, raffinate e in grado di manipolare, complice la disponibilità di risorse economiche, politiche e sociali pressoché infinite, la realtà dei fatti fino al punto di far credere l'opposto di ciò che in realtà risulta essere la verità.

Vogliono toglierci il diritto alla libertà di pensiero, di spostamento, il diritto a vivere senza paura di contaminazioni, ci hanno fatto diffidare del vicino di casa, dell'amico, ci hanno isolato, torturato a furia di notizie catastrofiste ripetute centinaia di migliaia di volte allo scopo di lavarci il cervello (per chi ne possiede uno e lo usa, evento assai raro...).

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In pratica vogliono toglierci l'umanità, l'unità fra popoli, la gioia di vivere liberi da contaminazioni di vario genere. All'umanità vorrebbero sostituire la massificazione, fino a farci presentare come degli automi prodotti in massa e con un pensiero unico e un'unica parola in mente: OBBEDIRE, MANTENERE LE DISTANZE, DIFFIDARE DEL PROSSIMO.

All'unità fra i popoli vorrebbero sostituire l'isolamento asettico alternato a periodi di finta libertà sotto il ricatto di ulteriori e pressoché infiniti isolamenti. Alla libertà di potersi spostare, ovunque e a qualsiasi ora del giorno e della notte, hanno sostituito dei codici comportamentali degni delle peggiori dittature del trascorso XX secolo. Per quanto riguarda la salute... Beh, sembra che al seppur efficientissimo sistema immunitario del quale ci ha dotati madre natura, qualcuno voglia sostituire il sofisticato quanto pericoloso ricorso ad immunizzazioni mediante sostanze prodotte in laboratorio.

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Proprio un periodo strano questo... Ma davvero vogliamo tutto questo? Davvero vogliamo farci massificare, annullare a livello di libera espressione del pensiero, farci togliere perfino la libertà di poter passeggiare nei boschi, ossigenare il nostro sistema psicofisico? Vogliamo davvero far continuare quest'opera consistente in costanti atti di terrorismo mediatico, di caos procurato, di allarmismo?

Davvero vogliamo farci togliere ciò che ci contraddistingue da tutte le altre creature di questo bellissimo pianeta, e cioè L'ESSERE UMANI? La risposta deve arrivare da noi, popolazione globale, INDIVIDUI e non masse, UOMINI e non pecore, PERSONE LIBERE e non schiave di ricatti mediatici...

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Questa risposta dovrà essere forte, univoca, arrivare QUI, ORA, il suo nome è umanità. Il mio invito è a restare umani, a non farci dividere, spaventare, isolare, manipolare e, soprattutto, sopprimere a livello di sistema immunitario. Siamo nati liberi, il mondo è nostro, di tutti, non di pochi potenti che credono di poter fare il buono e il cattivo tempo solo perché posseggono ingenti risorse in tutti i campi.

Rimaniamo uniti, non lasciamoci intimorire, parliamo, pensiamo, agiamo in direzione del bene supremo, rimaniamo nell'amore, nella fiducia, nella gentilezza, nell'altruismo, nella FEDE IN DIO, che è ciò che vogliono toglierci attraverso una nuova forma di paganesimo.

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Noi siamo creature di Dio, riconosciamoci tali. Noi siamo completi, potenti, ma dobbiamo rimanere uniti, smettiamo di creare divisioni fra di noi. Noi siamo liberi, è un nostro diritto, e niente e nessuno, per nessuna ragione, ha il potere di toglierci ciò che Dio ci ha dato, prendiamone coscienza.

RESTIAMO UMANI in un mondo di automi, RESTIAMO LIBERI in un mondo di schiavi, RESTIAMO UNITI in un mondo di divisioni, RESTIAMO INNAMORATI in un mondo pieno di paura e diffidenza, RESTIAMO ABBRACCIATI, oltre ogni distanziamento sociale, oltre ogni indottrinamento da parte del regime mediatico, perché noi siamo esseri umani, non greggi da condurre ai pascoli della globalizzazione!

Vincenzo Bilotta

lunedì 6 dicembre 2021

Rischia!

Quante volte avremmo voluto fermare quella donna incontrata al supermercato ma non abbiamo avuto il coraggio di farlo? Quante volte abbiamo fatto ciò che ci hanno detto gli altri per non contraddirlo o, semplicemente, per non rischiare di "sbagliare"?

Se avete risposto "tante volte" ad almeno una delle domande, allora siete delle persone che non amano rischiare e preferiscono rimanere nella zona di comfort, dove tutto è sotto controllo e non si corre nessun pericolo... Nemmeno il "pericolo" di crescere e realizzarsi, uscendo dal guscio protettivo nel quale spesso ci si rifugia per paura di fallire.
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Nessuno ci ha mai insegnato quello di cui voglio parlarvi oggi in questo mio articolo: il rischio. E vi dirò di più: IL RISCHIO E' VITA! Se non ci fosse stata gente che ha rischiato non vi sarebbero imprese, invenzioni innovative, perfino movimenti religiosi o nuovi modi di pensare.


Molte di queste persone che hanno rischiato per realizzare i sogni della loro Vita sono finite crocifisse, vedi Gesù, sul rogo, vedi Giordano Bruno, o sono state denigrate dalla gente del tempo in cui hanno vissuto. Ma loro erano i coraggiosi, coloro i quali hanno osato, rischiato e cambiato lo stato delle cose vigente nel tempo in cui vivevano.

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Coloro i quali denigrano, criticano, perseguitano o, nei casi estremi di Gesù o di Giordano Bruno, arrivano perfino a crocifiggere o mettere al rogo, sono quelle persone che hanno paura di cambiare e, esse stesse, non hanno mai avuto il coraggio di uscire dalla loro zona di comfort.

Ma perché fa tanto paura il rischio? Perché è stato sempre rappresentato sotto forma di sport estremi, di incoscienza, di anticonformismo, di ribellione fine a se stessa, ecco perché. Ma la realtà è ben diversa, così come il concetto di rischio del quale parlo io oggi in questo articolo.


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Il rischio al quale mi riferisco io è un rischio calcolato, che consiste nell'uscire, finalmente, dalla zona di comfort per realizzare i propri sogni, senza più ascoltare gli altri, senza più provare paura, semplicemente entusiasmandosi in vista della realizzazione dei propri progetti futuri, quelli per il quali la nostra anima ha deciso di incarnarsi ed occupare il corpo che adesso ci stiamo godendo.

Ognuno di noi ha il proprio sogno nel cassetto, la propria ispirazione, ma deve fare i conti con le proprie paure, osare andare oltre, prendendosi le proprie responsabilità, fino a realizzarlo. Sì, parlo di responsabilità. Per essere responsabili ed assumersi la propria dose di rischio per poter, infine, realizzare i propri progetti, occorre crescere emotivamente, non solo fisicamente.


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Bisogna diventare adulti dentro, non solo fuori, insomma, dopo si rischia, infine si realizza se stessi... Siete pronti ad accettare la sfida e realizzare voi stessi? Se, come mi auguro, la risposta è sì, alzatevi dalla poltrona, smettete di pensarci o di chiedere consigli a chi non ha mai fatto nulla per realizzare se stesso e AGITE in direzione della realizzazione dei vostri sogni.

Il rischio che correte, se uscite dalla vostra zona di comfort per realizzare i vostri sogni nel cassetto, è quello di essere felici, di andare oltre le convinzioni limitanti delle masse, fino ad essere liberi di fare quello che vi pare. Dopotutto il rischio, così come i muscoli del vostro corpo, va esercitato, fino a divenire sempre più coraggiosi e volare sempre più in alto verso la realizzazione di progetti ambiziosi, quelli che vi permetteranno di lasciare il segno in questa epoca dominata dalla paura unita al conformismo.

Vincenzo Bilotta