domenica 3 aprile 2022

Le mille realtà dell'etere

Noi viviamo in un mondo in cui tutto ciò che desideriamo è già disponibile. Il fatto è che bisogna essere coscienti di ciò che si vuole, altrimenti si vivrà dominati dal caos mentale, e allora ciò che si manifesterà non sempre sarà in linea con i nostri desideri ma, al contrario, sarà il risultato dei nostri pensieri inconsci, dominati da paura ed immaginazione negativa.

Se pensiamo ripetutamente ad una cosa, e lo facciamo per un bel pò di tempo, essa, prima o poi, entrerà a far parte della nostra Vita. Questo argomento è strettamente correlato alla Legge dell'attrazione e ne parlo ampiamente nel mio libro (qui nel blog trovi il capitolo in omaggio, digitando La legge dell'attrazione) L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI.

(Immagine presa dal web)


Ma perché, vi starete chiedendo, allora il mondo è dominato da caos, paura, stress, ansia, e quasi nessuno, quasi mai, ottiene ciò che desidera, ciò che potrebbe renderlo felice? La risposta è semplice: perché poche persone sono coscienti di essere pensate, invece di pensare, mentre il resto è dominato dai pensieri automatici, pensieri in cui si riesce ad immaginare il peggio per sé in tutti i campi della propria Vita.

Certo, non lo facciamo apposta ad attirarci addosso il fallimento, la tristezza o altri eventi apocalittici... Semplicemente siamo posseduti dalla nostra mente ipertrofica, abbiamo dentro di noi dei conflitti irrisolti che vogliono solo essere guardati con amore per poi essere lasciati andare. Ciò che fa parte delle nostre Vite, quello che riceviamo in dono dall'universo, in ogni caso, serve alla nostra crescita e misura il livello evolutivo da noi raggiunto proprio nel momento in cui interagiamo con determinati eventi, cose, persone, nella nostra Vita.

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Bisogna avere coscienza del fatto che nell'etere sono già contenute mille realtà diverse, mille diversi finali per ogni evento della nostra Vita, mille diverse possibilità di vivere i nostri sogni più belli o, al contrario, i nostri incubi peggiori... Spetta a noi prenderne coscienza per poi avere la possibilità di scegliere il meglio, diversamente sarà la mente, attraverso i pensieri più ricorrenti dei quali non siamo coscienti, a scegliere per noi!

Nel titolo dell'articolo parlo di mille realtà, ma in verità potrebbero essere miliardi di realtà diverse... Ma come si fa ad ottenere ciò che più si desidera? 

(La copertina del mio libro)


Innanzitutto bisogna prendere coscienza del fatto che, probabilmente, fino a quel momento non si è mai stati realmente liberi di scegliere il meglio per noi. Il principale ostacolo da superare è costituito dall'inconsapevolezza, dovuta ad una scarsa, o assente, capacità di osservare la propria mente e, di conseguenza, i pensieri che in essa si affollano in maniera caotica...

Una volta acquisita coscienza del caos che domina la nostra mente, il passo successivo è sviluppare la capacità di selezionare il giusto pensiero e veicolarlo nella giusta direzione, verso l'etere, per attirare ciò che più si desidera... E qui sorge e va, di conseguenza, superato, un altro ostacolo: l'autosabotaggio.

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Sì, perché siamo noi stessi a volere il peggio per noi e a tirarcelo addosso. Ci si sente inadeguati, indegni, col destino contro e chi più ne ha, più ne metta! Ebbene, tutte queste affermazioni non fanno altro che creare nella nostra Vita una realtà fatta di paura, rabbia, problemi e, in generale, da tutto ciò che più ci fa paura e che materializziamo attraverso i pensieri autosabotanti.

La soluzione? Ci vuole più amore, più coscienza di sé, più autostima. Dopo aver sviluppato questi requisiti essenziali, cominciamo a prestare più ATTENZIONE a ciò che pensiamo quotidianamente, selezionando solo i pensieri più belli, rassicuranti, arricchenti, rilassanti, di completezza ed equilibrio che ci possano venire in mente, manteniamoli per un certo periodo di tempo e, prima o poi, l'etere ci ripagherà della costanza e amor proprio applicati.

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Immaginate l'etere come una gigantesca vetrina contenente tutto ciò che possiate immaginare possibile e realizzabile all'interno delle vostre Vite: non avete che da selezionare ciò che più vi piace... Facile, no? Ma prima dovete essere coscienti del fatto che, se non riuscirete ad osservare ed eliminare i pensieri caotici ed autosabotanti, finirete con lo scegliere, in automatico, le cose più brutte e più a buon mercato nella vetrina dell'etere, così come chi non ha gusto sceglie le cose più brutte nei peggiori negozi.

Imparate ad amarvi, a volere il meglio per voi, rendetevene degni. Rimanete focalizzati nella sensazione di totale appagamento, centratura e benessere derivante dall'arrivo nella vostra Vita della relazione perfetta, del lavoro dei vostri sogni, dell'auto di lusso che avevate sempre sognato... Non abbiate più nessun timore di scegliere il meglio nella bacheca dell'etere ed esso non vi deluderà! Buona pratica e buona Vita!

Vincenzo Bilotta

domenica 20 marzo 2022

Non esiste una guerra giusta

Non esiste una guerra giusta, avete mai sentito parlare di una guerra che porti prosperità, benefici, progresso spirituale, economico, sociale? La risposta è, ovviamente, NO! La guerra porta, ha portato già nel corso dei secoli, distruzione, morte, terrore, violenza, regresso (non progresso), barbarie, inciviltà, uccide la fratellanza fra i popoli e ne promuove l'odio indiscriminato.

E sapete una cosa? No? Ve la ricordo io: in guerra vengono mandate persone ad essa estranee, soldati imbottiti del mito del super soldato tanto decantato dai soliti film di serie b americani, di idiozie quali amore per la patria, "difesa" del proprio paese, il tutto per uno stipendio. Sì, un soldato viene mandato a farsi massacrare perché è quello che gli tocca fare, dopotutto è il suo impiego.

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Ma questo soldato, questi eserciti che si scontrano, spesso non sanno nemmeno perché combattono, sono solo imbottiti di odio, che sostituiscono alla ragione, di adrenalina, che sostituiscono alla centratura, all'osservazione cosciente delle proprie emozioni.

La sapete un'altra cosa? Una guerra viene sempre combattuta da persone che, in condizioni normali, non l'avrebbero di certo voluta. Tra l'altro, si ammazzano fra di loro persone comuni che nemmeno si conoscono. Queste persone appartengono a nazionalità diverse, quelle delle rispettive nazioni in guerra, e sono spesso costrette/portate ad uccidere persone innocenti quali anziani, bambini, donne, seminando morte, dolore e impedendo a quelle che sono le potenziali risorse del futuro, i bambini, di poter vivere e realizzare il bene, quello vero, della nazione di rispettiva appartenenza.

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Vi siete mai chiesti il perché, il VERO perché di un conflitto? No? Beh, ve lo dico io. Si combattono le guerre per soggetti ignobili e senza scrupoli che stanno al potere, per un loro interesse economico, geopolitico, per dei folli accordi collaborativi internazionali che prevedono la "difesa" del paese. Questi soggetti, cominciano, grazie alla propaganda martellante, che lava il cervello, quel poco che utilizzano, del popolino in senso lato, e lo porta ad odiare un popolo che nemmeno conosce per ragioni che gli vengono imposte dall'alto.

I potenti stanno sempre seduti nelle loro comode sale, a sfruttare il popolo, continuando a dire bugie... Nel frattempo i nostri figli vanno a morire per un ideale che non è nemmeno il loro, lo hanno imparato a memoria attraverso la propaganda, credendo che la guerra è come quella che giocano online in prospettiva 3D coi loro compagni al videogioco di ultima generazione, solo che qui si muore per davvero, e non si può giocare un'altra volta...

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Vogliamo una guerra? La vogliamo davvero? Allora io propongo a chi la inculca nelle menti deboli dei popolani frustrati e ignoranti, di andare a combattere in prima linea o di mandarci i propri figli... Questo è un sogno perché, se avete un minimo di intelletto e non vi siete ancora del tutto fulminati, i potenti hanno tanto caro il detto popolare che recita "armiamoci e partite"!

I figli dei potenti vengono educati al comando, istruiti nelle migliori scuole, esentati da ogni forma di attività che possa esporli, in maniera diretta o indiretta, a danni a livello psicofisico, a morire ci vada pure il popolino, quello che paga ogni aumento senza avere mai il coraggio di alzare il capo, lo stesso che negli ultimi due anni è stato segregato in casa accusato di associazione a delinquere a scopo influenzale, il nuovo reato previsto tra i tanti de-cretini del regime.

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Non esiste una guerra giusta, solo la pace è la soluzione; non esiste nessun tipo di crisi che non possa essere risolta attraverso l'intervento di diplomatici all'altezza (non è il caso di mandare i nostri); non ci sono nemici fra di noi, il popolo, essi stanno in alto e cercano di manovrarci come dei burattini; non ci sono soldi che possano pagare un soldato morto, alleviare il dolore di una madre che perde il figlio in guerra, di una famiglia che perde tutto, nemmeno le medaglie di chi regge le fila, stupido premio per i cagnolini ammaestrati, farà tornare dall'oltretomba i vostri figli.

Non vogliamo dei figli morti da eroi, vogliamo dei figli vivi con un futuro di ambizioni da realizzare; non vogliamo bugie che ci spingano ad odiare persone che nemmeno conosciamo per degli stupidi giochi di potere decisi dall'alto, vogliamo vivere nella verità, che si chiama AMORE UNIVERSALE, non potere; non vogliamo un governo abusivo, che fa la guerra al proprio popolo e ripudia la costituzione e tutti i diritti da essa sanciti, vogliamo un governo che ci rappresenti e tuteli in ogni ambito, nazionale prima e internazionale di conseguenza.

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Se esistesse una guerra giusta, dove tutto sarebbe un gioco e nessuno si farebbe male, a combatterla non manderebbero il popolo coi suoi figli, ci andrebbero direttamente i potenti. Se esistesse un governo votato dal popolo rispetterebbe, esso per primo, la costituzione e il proprio popolo. Se esistessero dei mass media che anteporrebbero allo scoop la verità, probabilmente le persone smetterebbero di ammazzarsi come dei pazzi senza sapere nemmeno perché lo fanno.

Ma viviamo in un mondo di bugie, dove ci insegnano ad obbedire senza porci troppe domande e a pensare come tutti gli altri (in pratica, da lobotomizzati), dove vige il mito del guerriero che va a morire per una patria che non esiste eseguendo gli ordini di persone che hanno come scopo quello di creare caos, incertezza per poi speculare nel mercato bellico e borsistico a proprio vantaggio e a carico del popolo.

Vincenzo Bilotta

domenica 27 febbraio 2022

Essere autentici

 "Siate autentici, non alla moda". (Vincenzo Bilotta)

Viviamo nella società del conformismo. Questo conformismo viene comunemente chiamato "moda". Basta uscire fuori per capire di cosa parlo: ragazzi con modi di dire copia conforme, vestiti tutti uguali, che frequentano solo locali alla moda.

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Così facendo si perde l'autenticità. Ognuno di noi è unico ed inimitabile e questo essere unici è un dono di Dio, un segno distintivo. Ma nella nostra società, pensarla in maniera diversa da come vuole il sistema, la matrix, non è ben visto, un pò per la mancanza di personalità che contraddistingue le greggi di umanoidi medi di oggi, un pò per paura di essere isolati...

Dopotutto, una pecora, se privata del gregge, isolata, è destinata a morire, a meno che... A meno che non decida di riscoprire i propri talenti nascosti, di riconoscere la propria unicità fino a fare della sua Vita un'opera d'arte...

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Ma per diventare autentici bisogna avere coraggio e coscienza. Il coraggio ci vuole perché, se si vuole essere autentici, occorrerà andare oltre la paura di rimanere soli, non essere considerati alla moda, essere presi per "folli". Sì, questo è il rischio che corre chi, come me, si spinge oltre il pensiero conformista e sclerotizzato, chi va oltre l'ordinario fino a diventare creatore della propria Vita.

La coscienza, invece, serve a far conoscere, ad essere coscienti, appunto, del conformismo nel quale si vive. Senza la coscienza, la presa di coscienza, non si potrebbe prendere la decisione di diventare autentici.

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Dopo aver avuto il coraggio di voler sviluppare i propri talenti, unito alla coscienza di aver vissuto, fino a quel momento, una Vita copia conforme al gregge, si potrà cambiare Vita, diventando autentici.

Essere autentici potrà significare lasciare l'impiego sicuro per diventare istruttori di surf in California, oppure aprire un'impresa artigiana di restauro mobili, facendo diventare quello che era un semplice hobby/sogno, il nostro lavoro principale.

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Essere autentici significa uscire dalle mode, fregandosene se non si possiede lo smartphone di ultima generazione, il SUV di tale marca o se non si va vestiti come il gregge. Essere autentici comporta lo sviluppo, in parallelo, di una personalità propria, di un proprio modo di pensare che ci faccia centrare su  di noi, permettendoci di vivere e creare una realtà che esuli dai modelli standard fino a creare la Vita dei nostri sogni.

Vincenzo Bilotta

lunedì 14 febbraio 2022

L'apartheid sanitaria

La mente ha sempre avuto un aspetto duale. In base a ciò, ha operato delle distinzioni fra bene e male, bello e brutto, buono e cattivo, luce e buio. A scuola, per gioco, la maestra invitava uno di noi alla lavagna e, per tenere buona la classe, ci esortava a scrivere sulla lavagna stessa "buoni" e, separato da una linea, "cattivi".

Da qui ad arrivare agli estremismi è un attimo. Nella storia ci sono stati tanti esempi di estremismi che hanno portato a fare una sorta di selezioni fra persone più meritevoli, i cosiddetti "buoni", ed altre, meno meritevoli, i cosiddetti "cattivi" della lavagna sopra citata.

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Fra questi esempi di estremismo, sicuramente uno dei più eclatanti è quello che fu operato in Sudafrica con la cosiddetta apartheid. In base a questa apartheid, venivano operate discriminazioni fra cittadini bianchi e cittadini di colore in un paese, peraltro, a predominanza di colore e conquistato dai bianchi di origine soprattutto olandese perché ricco di miniere d'oro e pietre preziose.

In base all'apartheid vi erano, fra le altre limitazioni per le persone di colore, dei posti riservati sui mezzi di trasporto. Ma perché sto parlando di tutto ciò, vi starete chiedendo? Semplice, per introdurre l'argomento di oggi, avente a tema il clima surreale che, ormai da due anni, tutto il mondo in generale e noi popolo italiano, in particolare, stiamo vivendo.

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Si è partiti dalla segregazione generalizzata, ognuno nella propria casa, con la possibilità di uscire solo per approvvigionarsi dei beni di primaria necessità, passando per il coprifuoco da dittatura militare, per poi finire con il mezzo più abietto e discriminatorio che la mente umana possa aver mai concepito nella storia dei mezzi di controllo delle libertà individuali: un lasciapassare per poter accedere al lavoro, al cinema, nei bar, praticamente quasi in ogni posto, esclusi i supermercati e pochi altri luoghi.

Ma perché si è arrivato a tanto? Molti se lo chiedono e tanti altri si chiedono perché solo da noi e con questo accanimento da regime totalitario. Certo è che qualcuno qui, a giocare al piccolo dittatore, si è lasciato prendere un po' troppo la mano, questo è sicuro. A farne le spese chi è stato? Tutti coloro i quali non hanno ceduto al vile ricatto, quello di svendere il proprio corpo per sottoporsi ad un esperimento genetico degno dei peggiori regimi dell'est europa.

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A queste persone è stato impedito, lo è a tutt'oggi, di poter lavorare, frequentare locali, utilizzare mezzi pubblici, perfino allenarsi in palestra o andare dal barbiere. In pratica, chi non ha ceduto al ricatto facendo, peraltro, valere l'art. 32 della costituzione italiana in base al quale "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge", si è visto proiettato in una sorta di Sudafrica italiano e sta rivivendo le ingiustizie patite dalle persone indigene di colore.

Ma qui, in Italia, si sono spinti anche oltre: mentre in Sudafrica, infatti, le persone discriminate potevano utilizzare i mezzi pubblici sedendo nei posti assegnati, qui da noi i mezzi pubblici, chi non ha ceduto al ricatto, se li sogna, non può, infatti, usufruirne.

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Cosa ci sta insegnando tutto questo? Innanzitutto a fare esperienza delle discriminazioni, perché di questo si tratta, non importa se legate al credo religioso, al colore della pelle o per motivi sanitari, sempre di discriminazioni trattasi.

Ma se vogliamo vedere la cosa dal punto di vista della crescita personale, tutto questo ci sta insegnando, innanzitutto, ad accettare ciò che è. In secondo luogo, quel che occorre fare è prendere coscienza delle proprie emozioni legate, principalmente, alla tristezza per tutto questo accanimento inutile, alla rabbia per via delle ingiustizie che molti cittadini stanno subendo e, non da ultima alla paura del futuro, su cosa accadrà e che direzione prenderanno le cose.

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Impariamo da tutto ciò, non rimaniamo succubi delle condizioni esterne, delle emozioni scaturenti, andiamo oltre, liberiamoci da dentro, centriamoci, poi perdoniamo. Attraverso il perdono, infatti, riusciremo a ripulirci da tutti quei sentimenti negativi che avvelenano la nostra anima e opprimono il nostro cuore. Il perdono ci rende liberi, liberi dalle angherie altrui, liberi dal desiderio di vendetta, liberi da ciò che sta accadendo "là fuori".

Cominciamo ad applicare, da subito, questi principi, trasmutiamo il piombo esterno in oro, diventiamo oro noi stessi, lasciamo perdere ciò che accade fuori, ciò che sfugge al nostro controllo, occupiamoci del lavoro su di noi, della nostra centratura, solo così potrà cambiare anche l'esterno e se non cambierà all'istante, almeno noi saremo in equilibrio e nelle condizioni psicofisiche tali da lasciare fluire senza giudizio ciò che si sta rivelando una delle peggiori dittature di sempre basata sul ricatto e mascherata da democrazia di cartapesta.

Vincenzo Bilotta

lunedì 31 gennaio 2022

Tre razze di umani

In questo periodo storico abbastanza particolare, stiamo notando come si stiano delineando tre razze di umani. Una prima razza è costituita dagli umani inconsapevoli, ossia coloro i quali non hanno mai lavorato su di sé e che hanno vissuto un po' per inerzia, lasciandosi trascinare dalla Vita, possiamo dire che queste persone, più che padrone della propria Vita, sono schiave, prigioniere della Vita.

Questa gente considera la Vita un incubo, vive nella lamentela costante e nell'inconsapevolezza totali, ovviamente queste persone sono racchiuse all'interno di una spirale che le porta a vivere nella meccanicità e, di conseguenza, a rimanere vittime dei propri automatismi.

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Una seconda razza è costituita dalle persone che sono coscienti di sé ma che operano nel buio. Queste persone sono i cosiddetti manipolatori, coloro i quali cercano di sfruttare la loro conoscenza della psiche umana allo scopo di arrecare un danno agli altri e trarne un profitto, come sta avvenendo adesso, nella situazione mondiale nella quale ci troviamo.

Queste persone, attraverso degli studi, conoscenze e sperimentazioni a livello scientifico, considerano la mente umana solo dal lato manipolatorio allo scopo di trarne un vantaggio come ho già detto prima. 

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Un terza razza è costituita dagli umani che operano nella luce. Questi umani che operano nella luce sono persone consapevoli di sé ma, a differenza di coloro i quali sono coscienti ma operano nel buio e studiano la mente per fare del male al prossimo, essi operano sulle menti allo scopo di portare amore, pace ed aiutare le persone ad evolversi affrancandosi dalla condizione di schiavitù mentale.

La differenza fondamentale si pone fra gli umani che operano nella luce, i quali cercano di portare luce e consapevolezza nella Vita delle persone che incontrano allo scopo di farle vivere nell'amore cosciente di sé, e coloro i quali, invece, operano nelle tenebre, i quali lavorano, invece, per portare il caos, la paura (come sta avvenendo adesso, in questo frangente a livello mondiale).

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Coloro i quali operano nelle tenebre, attraverso la paura e il caos dominano le persone e cercano di farle rimanere sempre più schiave, togliendo loro sempre più diritti e facendole vivere nelle tenebre. 

Queste tre razze sono quelle che, attualmente, vivono nel mondo. Si spera che un giorno, coloro i quali vivono nell'inconsapevolezza, decidano di seguire la via della luce e seguano coloro i quali operano nella luce e per il bene dell'umanità perché a tuttora, coloro i quali sono inconsapevoli di sé e vivono nella meccanicità, stanno seguendo coloro i quali operano nel buio.

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La razza che agisce nell'oscurità, dietro una falsa emergenza planetaria, sta cercando di togliere, pian piano, ogni diritto, ogni umanità ed ogni forma di amore e di FEDE in DIO da questo pianeta. Tutti gli operatori delle tenebre auspicano ad un ritorno al paganesimo, ai rituali di magia nera, non alla preghiera e tutto ciò è favorito da una mancanza sempre più diffusa di fede in Dio e nel potere della preghiera.

Ci vuole un ritorno all'amore, sia verso se stessi che verso il prossimo, in pratica occorre fare ciò che questi demoni vorrebbero impedirci, e cioè, rimanere uniti nell'amore e nella pace, seguendo la via della luce. Solo in questo modo essi, non potendo portare a termine il loro compito satanico, torneranno negli inferi dai quali sono usciti.

Vincenzo Bilotta


lunedì 17 gennaio 2022

Tornare a vivere

La maggior parte di noi non vive, si lascia trascinare dalla Vita. Molte persone si limitano a vivere la Vita come un dovere, un compito da eseguire, niente più di questo. Ma vivere non è solo andare a scuola, laurearsi, sposarsi ed avere un buon lavoro che ci permetta di comprare una casa grande o l'ultimo modello di SUV...

Questo è essere nel programma, non vivere. E in questo programma è immersa la maggior parte dell'umanità, in maniera fin troppo passiva. La maggior parte degli esseri umani non è parte attiva della Vita ma, lungi da ciò, vivono passivamente lasciandosi trascinare via senza una meta, senza perseguire nessuno scopo che possa farli sentire vivi.

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Ma per tornare a vivere occorre prima uscire dal programma, smettere di essere copie conformi delle masse/greggi di persone che incontri al centro commerciale, vestite tutte uguali, con pensiero omologato dal regime, coi cervelli fusi dai mass media creati dal sistema per manipolare chi non si pone le domande e si limita ad obbedire, cioè l'89% circa della popolazione mondiale.

Per uscire dal programma ci vuole coraggio, occorre porsi le domande giuste e, alla fine, una volta usciti dal programma che abbiamo imparato ad eseguire automaticamente dopo che siamo stati edu-programmati a scuola, dobbiamo prefiggerci un obiettivo da perseguire.

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Ciò che ci rende vivi è un obiettivo, un qualcosa che ci da lo stimolo per saltare giù dal letto motivati, pieni di iniziative, energici. Questo si può ottenere cambiando Vita, sempre se quella che viviamo attualmente ci sta troppo stretta e non ci gratifica più di tanto.

Quando si hanno degli obiettivi, si torna a vivere. Gli obiettivi non dovranno essere per forza legati al fatto che dobbiamo cambiare lavoro. Può darsi che il lavoro che svolgiamo ci piaccia e magari abbiamo bisogno di praticare quello sport che abbiamo sempre amato, guardato in tv ma mai praticato, avendo rinviato sempre l'iscrizione in palestra.

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Possiamo anche sentirci vivi facendo del volontariato, cambiando alimentazione privilegiando gli alimenti biologici, oppure possiamo decidere di cambiare città, questo se può darci nuovi stimoli o aprirci nuovi sbocchi per migliorare anche la nostra posizione lavorativa.

Insomma, non importa cosa avete bisogno di cambiare nella vostra Vita, ciò che importa è procedere in direzione del cambiamento, in maniera tale da tornare in Vita, attraverso la motivazione indotta dalla volontà stessa di cambiamento insita nella scelta.

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Perché la Vita non consiste nel fare ciò che ci hanno insegnato, ciò per cui abbiamo studiato, assolutamente no. La Vita consiste nel fare ciò che ci piace, fregandocene di quello che pensano gli altri, realizzando i sogni invece di farli ammuffire nel cassetto, cambiando lavoro invece di sentirci schiavi dello stipendio, amando il nostro corpo e cominciando a nutrirlo, massaggiarlo, allenarlo, per sentirci in pace con noi stessi.

Tornate a vivere, smettete di sopravvivere. Smettete di rimanere intrappolati nelle routine, in storie d'amore senza futuro, in modi di pensare stagnanti. Cominciate ad accorgervi di ciò che potete/volete migliorare, poi AGITE in direzione della trasformazione. La Vita è ADESSO, accorgetevi di voi e tornate a vivere! Buona Vita a tutti!

Vincenzo Bilotta

lunedì 3 gennaio 2022

Fermati un attimo

Viviamo in un mondo che va sempre più di corsa, un mondo che antepone gli oggetti, le cose, l'apparire, alle persone. L'essere umano è diventato una sorta di robot, programmato per eseguire delle routine giornaliere ed arrivare a fine giornata senza ricordarsi, molto spesso, di ciò che ha fatto durante il giorno.

Questo mondo è proprio come una giostra: gira, gira, gira sempre più veloce fino a fare perdere, a tutti quelli che ci stanno girando sopra, l'orientamento, la centratura, il significato essenziale della Vita. S'inseguono sempre dei risultati, siano esse promozioni sul lavoro, un nuovo partner, una nuova auto, una casa più grande, ma poche volte ci si ferma per VIVERE.

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Siamo sempre inseguiti da mille problemi creati dalle nostre menti iperattive ed ipertrofiche, le quali continuano a pompare pensieri su pensieri senza mai accennare a smettere. Così finiamo sommersi dalla routine, continuiamo a correre, correre, correre, in direzione di obiettivi sempre più ambiziosi o, semplicemente, fuggiamo da noi stessi per non sentire cosa grida la nostra anima.

Quasi nessuno si ferma mai, sia pure per respirare, per rilassarsi, per darsi un attimo di tregua dalle routine meccaniche, che ci rendono molto simili ad automi e sembrano, invece, averci fatto perdere l'appartenenza al genere umano... Ci si costruiscono isole felici, ci si rifugia nell'alcool, nello shopping compulsivo, si cambiano più partner dei calzini, si ricorre alle droghe, agli sport estremi, ma nessuno, o quasi, pensa a fermarsi, a centrarsi, a VIVERE.

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Perché la Vita, cari amici, non consiste nella routine lavorativa, nell'avere una casa più grande, uno stipendio più alto o una macchina più veloce, niente di tutto ciò. Questa è apparenza, la Vita è ben altro. VIVERE significa cominciare a prendere coscienza del fatto che si è diventati simili a dei robot, a degli zombie; VIVERE significa capire che bisogna fermarsi, nel corso della giornata, per tornare ad essere coscienti di sé, della propria esistenza; VIVERE significa guidare la propria Vita, non più esserne trascinati, arrivando dove si vuole, diventando artefici, non più vittime, del proprio destino.

Nel corso della giornata imparate a prendervi delle pause, fermatevi un attimo, osservate ciò che state facendo sia esso lavoro, palestra, passeggiata, non importa, ciò che importa è prenderne coscienza, respirarci dentro, fare ciò che si fa sapendo di farlo. Così si passerà dallo stato di automatismo a quello di centratura ed ogni cosa diventerà un atto sacro, una nuova scoperta e non più una routine scontata da eseguire in fretta e in maniera automatica.

Vincenzo Bilotta