lunedì 31 gennaio 2022

Tre razze di umani

In questo periodo storico abbastanza particolare, stiamo notando come si stiano delineando tre razze di umani. Una prima razza è costituita dagli umani inconsapevoli, ossia coloro i quali non hanno mai lavorato su di sé e che hanno vissuto un po' per inerzia, lasciandosi trascinare dalla Vita, possiamo dire che queste persone, più che padrone della propria Vita, sono schiave, prigioniere della Vita.

Questa gente considera la Vita un incubo, vive nella lamentela costante e nell'inconsapevolezza totali, ovviamente queste persone sono racchiuse all'interno di una spirale che le porta a vivere nella meccanicità e, di conseguenza, a rimanere vittime dei propri automatismi.

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Una seconda razza è costituita dalle persone che sono coscienti di sé ma che operano nel buio. Queste persone sono i cosiddetti manipolatori, coloro i quali cercano di sfruttare la loro conoscenza della psiche umana allo scopo di arrecare un danno agli altri e trarne un profitto, come sta avvenendo adesso, nella situazione mondiale nella quale ci troviamo.

Queste persone, attraverso degli studi, conoscenze e sperimentazioni a livello scientifico, considerano la mente umana solo dal lato manipolatorio allo scopo di trarne un vantaggio come ho già detto prima. 

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Un terza razza è costituita dagli umani che operano nella luce. Questi umani che operano nella luce sono persone consapevoli di sé ma, a differenza di coloro i quali sono coscienti ma operano nel buio e studiano la mente per fare del male al prossimo, essi operano sulle menti allo scopo di portare amore, pace ed aiutare le persone ad evolversi affrancandosi dalla condizione di schiavitù mentale.

La differenza fondamentale si pone fra gli umani che operano nella luce, i quali cercano di portare luce e consapevolezza nella Vita delle persone che incontrano allo scopo di farle vivere nell'amore cosciente di sé, e coloro i quali, invece, operano nelle tenebre, i quali lavorano, invece, per portare il caos, la paura (come sta avvenendo adesso, in questo frangente a livello mondiale).

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Coloro i quali operano nelle tenebre, attraverso la paura e il caos dominano le persone e cercano di farle rimanere sempre più schiave, togliendo loro sempre più diritti e facendole vivere nelle tenebre. 

Queste tre razze sono quelle che, attualmente, vivono nel mondo. Si spera che un giorno, coloro i quali vivono nell'inconsapevolezza, decidano di seguire la via della luce e seguano coloro i quali operano nella luce e per il bene dell'umanità perché a tuttora, coloro i quali sono inconsapevoli di sé e vivono nella meccanicità, stanno seguendo coloro i quali operano nel buio.

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La razza che agisce nell'oscurità, dietro una falsa emergenza planetaria, sta cercando di togliere, pian piano, ogni diritto, ogni umanità ed ogni forma di amore e di FEDE in DIO da questo pianeta. Tutti gli operatori delle tenebre auspicano ad un ritorno al paganesimo, ai rituali di magia nera, non alla preghiera e tutto ciò è favorito da una mancanza sempre più diffusa di fede in Dio e nel potere della preghiera.

Ci vuole un ritorno all'amore, sia verso se stessi che verso il prossimo, in pratica occorre fare ciò che questi demoni vorrebbero impedirci, e cioè, rimanere uniti nell'amore e nella pace, seguendo la via della luce. Solo in questo modo essi, non potendo portare a termine il loro compito satanico, torneranno negli inferi dai quali sono usciti.

Vincenzo Bilotta


lunedì 17 gennaio 2022

Tornare a vivere

La maggior parte di noi non vive, si lascia trascinare dalla Vita. Molte persone si limitano a vivere la Vita come un dovere, un compito da eseguire, niente più di questo. Ma vivere non è solo andare a scuola, laurearsi, sposarsi ed avere un buon lavoro che ci permetta di comprare una casa grande o l'ultimo modello di SUV...

Questo è essere nel programma, non vivere. E in questo programma è immersa la maggior parte dell'umanità, in maniera fin troppo passiva. La maggior parte degli esseri umani non è parte attiva della Vita ma, lungi da ciò, vivono passivamente lasciandosi trascinare via senza una meta, senza perseguire nessuno scopo che possa farli sentire vivi.

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Ma per tornare a vivere occorre prima uscire dal programma, smettere di essere copie conformi delle masse/greggi di persone che incontri al centro commerciale, vestite tutte uguali, con pensiero omologato dal regime, coi cervelli fusi dai mass media creati dal sistema per manipolare chi non si pone le domande e si limita ad obbedire, cioè l'89% circa della popolazione mondiale.

Per uscire dal programma ci vuole coraggio, occorre porsi le domande giuste e, alla fine, una volta usciti dal programma che abbiamo imparato ad eseguire automaticamente dopo che siamo stati edu-programmati a scuola, dobbiamo prefiggerci un obiettivo da perseguire.

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Ciò che ci rende vivi è un obiettivo, un qualcosa che ci da lo stimolo per saltare giù dal letto motivati, pieni di iniziative, energici. Questo si può ottenere cambiando Vita, sempre se quella che viviamo attualmente ci sta troppo stretta e non ci gratifica più di tanto.

Quando si hanno degli obiettivi, si torna a vivere. Gli obiettivi non dovranno essere per forza legati al fatto che dobbiamo cambiare lavoro. Può darsi che il lavoro che svolgiamo ci piaccia e magari abbiamo bisogno di praticare quello sport che abbiamo sempre amato, guardato in tv ma mai praticato, avendo rinviato sempre l'iscrizione in palestra.

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Possiamo anche sentirci vivi facendo del volontariato, cambiando alimentazione privilegiando gli alimenti biologici, oppure possiamo decidere di cambiare città, questo se può darci nuovi stimoli o aprirci nuovi sbocchi per migliorare anche la nostra posizione lavorativa.

Insomma, non importa cosa avete bisogno di cambiare nella vostra Vita, ciò che importa è procedere in direzione del cambiamento, in maniera tale da tornare in Vita, attraverso la motivazione indotta dalla volontà stessa di cambiamento insita nella scelta.

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Perché la Vita non consiste nel fare ciò che ci hanno insegnato, ciò per cui abbiamo studiato, assolutamente no. La Vita consiste nel fare ciò che ci piace, fregandocene di quello che pensano gli altri, realizzando i sogni invece di farli ammuffire nel cassetto, cambiando lavoro invece di sentirci schiavi dello stipendio, amando il nostro corpo e cominciando a nutrirlo, massaggiarlo, allenarlo, per sentirci in pace con noi stessi.

Tornate a vivere, smettete di sopravvivere. Smettete di rimanere intrappolati nelle routine, in storie d'amore senza futuro, in modi di pensare stagnanti. Cominciate ad accorgervi di ciò che potete/volete migliorare, poi AGITE in direzione della trasformazione. La Vita è ADESSO, accorgetevi di voi e tornate a vivere! Buona Vita a tutti!

Vincenzo Bilotta

lunedì 3 gennaio 2022

Fermati un attimo

Viviamo in un mondo che va sempre più di corsa, un mondo che antepone gli oggetti, le cose, l'apparire, alle persone. L'essere umano è diventato una sorta di robot, programmato per eseguire delle routine giornaliere ed arrivare a fine giornata senza ricordarsi, molto spesso, di ciò che ha fatto durante il giorno.

Questo mondo è proprio come una giostra: gira, gira, gira sempre più veloce fino a fare perdere, a tutti quelli che ci stanno girando sopra, l'orientamento, la centratura, il significato essenziale della Vita. S'inseguono sempre dei risultati, siano esse promozioni sul lavoro, un nuovo partner, una nuova auto, una casa più grande, ma poche volte ci si ferma per VIVERE.

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Siamo sempre inseguiti da mille problemi creati dalle nostre menti iperattive ed ipertrofiche, le quali continuano a pompare pensieri su pensieri senza mai accennare a smettere. Così finiamo sommersi dalla routine, continuiamo a correre, correre, correre, in direzione di obiettivi sempre più ambiziosi o, semplicemente, fuggiamo da noi stessi per non sentire cosa grida la nostra anima.

Quasi nessuno si ferma mai, sia pure per respirare, per rilassarsi, per darsi un attimo di tregua dalle routine meccaniche, che ci rendono molto simili ad automi e sembrano, invece, averci fatto perdere l'appartenenza al genere umano... Ci si costruiscono isole felici, ci si rifugia nell'alcool, nello shopping compulsivo, si cambiano più partner dei calzini, si ricorre alle droghe, agli sport estremi, ma nessuno, o quasi, pensa a fermarsi, a centrarsi, a VIVERE.

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Perché la Vita, cari amici, non consiste nella routine lavorativa, nell'avere una casa più grande, uno stipendio più alto o una macchina più veloce, niente di tutto ciò. Questa è apparenza, la Vita è ben altro. VIVERE significa cominciare a prendere coscienza del fatto che si è diventati simili a dei robot, a degli zombie; VIVERE significa capire che bisogna fermarsi, nel corso della giornata, per tornare ad essere coscienti di sé, della propria esistenza; VIVERE significa guidare la propria Vita, non più esserne trascinati, arrivando dove si vuole, diventando artefici, non più vittime, del proprio destino.

Nel corso della giornata imparate a prendervi delle pause, fermatevi un attimo, osservate ciò che state facendo sia esso lavoro, palestra, passeggiata, non importa, ciò che importa è prenderne coscienza, respirarci dentro, fare ciò che si fa sapendo di farlo. Così si passerà dallo stato di automatismo a quello di centratura ed ogni cosa diventerà un atto sacro, una nuova scoperta e non più una routine scontata da eseguire in fretta e in maniera automatica.

Vincenzo Bilotta

lunedì 20 dicembre 2021

Restiamo umani

Viviamo in un'epoca, quella attuale, dominata dal caos. Da due anni, ormai, l'anormalità è diventata la... Normalità! Fra democrazie di cartapesta e poco velate violenze psicofisiche, siamo entrati, a quanto pare, nell'era della globalizzazione, per il bene di chi sta in alto e si diverte a giocare con i diritti del popolo, primo fra tutti quello alla libertà.

Sì, ci stanno sempre più globalizzando. La globalizzazione è avvenuta dapprima attraverso la moda, il modo di essere, perfino le battute tutte copiate, da parte delle persone, dalle insulse trasmissioni che ormai spopolano in tv e intrattengono chi ama nutrirsi di spazzatura intellettuale.

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Pian piano hanno globalizzato il modo di pensare, di essere, e adesso stanno tentando di globalizzare il mondo intero, dandogli una forma di pensiero unico, ovviamente pilotato dall'alto, e togliendo, al contempo, almeno ci provano, ogni altra forma di pensiero che sia anche di poco divergente dal pensiero globalista.

Ci vorrebbero tutti uguali, quasi usciti dalla medesima forma, un po' come avviene con le statue in terracotta, in Sicilia li chiamiamo "pupi", espressione dialettale che sta ad indicare i pupazzi. "Pupo", espressione dialettale siciliana che sta ad indicare il pupazzo, è colui il quale è considerato fesso, passibile di scherno, incapace di pensare in maniera autonoma e, per ciò stesso, manipolabile.

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Specialmente in questo periodo si notano molti "pupi" in giro, così come piace al sistema, così come il sistema vorrebbe tutti noi. Il sistema adora le masse ignoranti, spaventate, confuse dal caos, un po' come sta avvenendo in questo particolarissimo periodo storico dove, attraverso dei governanti incapaci e in malafede e il bombardamento mediatico incessante, insistente quanto manipolatorio, si mira a dividere la popolazione per poi colpirla fino ad annientarne ogni sia pur velata forma di resistenza, di umanità.

Vogliono toglierci l'identità, la salute, la capacità di pensare liberamente ed in maniera individuale, possibilmente sopprimerci a livello di difese immunitarie e microchipparci come animali da macello. In pratica noi non siamo più esseri umani, continuando così anche questo diritto inalienabile ci sarà tolto per sempre, stanno provando a trasformarci in codici a barre che potranno essere riconosciuti dalla comunità globale solo se immuni dal dono del pensiero autonomo, diversamente ci vorrebbero annullare, facendoci sparire psicofisicamente.

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Chi sta dietro a tutto questo progetto è una delle menti più astute, raffinate e in grado di manipolare, complice la disponibilità di risorse economiche, politiche e sociali pressoché infinite, la realtà dei fatti fino al punto di far credere l'opposto di ciò che in realtà risulta essere la verità.

Vogliono toglierci il diritto alla libertà di pensiero, di spostamento, il diritto a vivere senza paura di contaminazioni, ci hanno fatto diffidare del vicino di casa, dell'amico, ci hanno isolato, torturato a furia di notizie catastrofiste ripetute centinaia di migliaia di volte allo scopo di lavarci il cervello (per chi ne possiede uno e lo usa, evento assai raro...).

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In pratica vogliono toglierci l'umanità, l'unità fra popoli, la gioia di vivere liberi da contaminazioni di vario genere. All'umanità vorrebbero sostituire la massificazione, fino a farci presentare come degli automi prodotti in massa e con un pensiero unico e un'unica parola in mente: OBBEDIRE, MANTENERE LE DISTANZE, DIFFIDARE DEL PROSSIMO.

All'unità fra i popoli vorrebbero sostituire l'isolamento asettico alternato a periodi di finta libertà sotto il ricatto di ulteriori e pressoché infiniti isolamenti. Alla libertà di potersi spostare, ovunque e a qualsiasi ora del giorno e della notte, hanno sostituito dei codici comportamentali degni delle peggiori dittature del trascorso XX secolo. Per quanto riguarda la salute... Beh, sembra che al seppur efficientissimo sistema immunitario del quale ci ha dotati madre natura, qualcuno voglia sostituire il sofisticato quanto pericoloso ricorso ad immunizzazioni mediante sostanze prodotte in laboratorio.

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Proprio un periodo strano questo... Ma davvero vogliamo tutto questo? Davvero vogliamo farci massificare, annullare a livello di libera espressione del pensiero, farci togliere perfino la libertà di poter passeggiare nei boschi, ossigenare il nostro sistema psicofisico? Vogliamo davvero far continuare quest'opera consistente in costanti atti di terrorismo mediatico, di caos procurato, di allarmismo?

Davvero vogliamo farci togliere ciò che ci contraddistingue da tutte le altre creature di questo bellissimo pianeta, e cioè L'ESSERE UMANI? La risposta deve arrivare da noi, popolazione globale, INDIVIDUI e non masse, UOMINI e non pecore, PERSONE LIBERE e non schiave di ricatti mediatici...

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Questa risposta dovrà essere forte, univoca, arrivare QUI, ORA, il suo nome è umanità. Il mio invito è a restare umani, a non farci dividere, spaventare, isolare, manipolare e, soprattutto, sopprimere a livello di sistema immunitario. Siamo nati liberi, il mondo è nostro, di tutti, non di pochi potenti che credono di poter fare il buono e il cattivo tempo solo perché posseggono ingenti risorse in tutti i campi.

Rimaniamo uniti, non lasciamoci intimorire, parliamo, pensiamo, agiamo in direzione del bene supremo, rimaniamo nell'amore, nella fiducia, nella gentilezza, nell'altruismo, nella FEDE IN DIO, che è ciò che vogliono toglierci attraverso una nuova forma di paganesimo.

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Noi siamo creature di Dio, riconosciamoci tali. Noi siamo completi, potenti, ma dobbiamo rimanere uniti, smettiamo di creare divisioni fra di noi. Noi siamo liberi, è un nostro diritto, e niente e nessuno, per nessuna ragione, ha il potere di toglierci ciò che Dio ci ha dato, prendiamone coscienza.

RESTIAMO UMANI in un mondo di automi, RESTIAMO LIBERI in un mondo di schiavi, RESTIAMO UNITI in un mondo di divisioni, RESTIAMO INNAMORATI in un mondo pieno di paura e diffidenza, RESTIAMO ABBRACCIATI, oltre ogni distanziamento sociale, oltre ogni indottrinamento da parte del regime mediatico, perché noi siamo esseri umani, non greggi da condurre ai pascoli della globalizzazione!

Vincenzo Bilotta

lunedì 6 dicembre 2021

Rischia!

Quante volte avremmo voluto fermare quella donna incontrata al supermercato ma non abbiamo avuto il coraggio di farlo? Quante volte abbiamo fatto ciò che ci hanno detto gli altri per non contraddirlo o, semplicemente, per non rischiare di "sbagliare"?

Se avete risposto "tante volte" ad almeno una delle domande, allora siete delle persone che non amano rischiare e preferiscono rimanere nella zona di comfort, dove tutto è sotto controllo e non si corre nessun pericolo... Nemmeno il "pericolo" di crescere e realizzarsi, uscendo dal guscio protettivo nel quale spesso ci si rifugia per paura di fallire.
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Nessuno ci ha mai insegnato quello di cui voglio parlarvi oggi in questo mio articolo: il rischio. E vi dirò di più: IL RISCHIO E' VITA! Se non ci fosse stata gente che ha rischiato non vi sarebbero imprese, invenzioni innovative, perfino movimenti religiosi o nuovi modi di pensare.


Molte di queste persone che hanno rischiato per realizzare i sogni della loro Vita sono finite crocifisse, vedi Gesù, sul rogo, vedi Giordano Bruno, o sono state denigrate dalla gente del tempo in cui hanno vissuto. Ma loro erano i coraggiosi, coloro i quali hanno osato, rischiato e cambiato lo stato delle cose vigente nel tempo in cui vivevano.

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Coloro i quali denigrano, criticano, perseguitano o, nei casi estremi di Gesù o di Giordano Bruno, arrivano perfino a crocifiggere o mettere al rogo, sono quelle persone che hanno paura di cambiare e, esse stesse, non hanno mai avuto il coraggio di uscire dalla loro zona di comfort.

Ma perché fa tanto paura il rischio? Perché è stato sempre rappresentato sotto forma di sport estremi, di incoscienza, di anticonformismo, di ribellione fine a se stessa, ecco perché. Ma la realtà è ben diversa, così come il concetto di rischio del quale parlo io oggi in questo articolo.


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Il rischio al quale mi riferisco io è un rischio calcolato, che consiste nell'uscire, finalmente, dalla zona di comfort per realizzare i propri sogni, senza più ascoltare gli altri, senza più provare paura, semplicemente entusiasmandosi in vista della realizzazione dei propri progetti futuri, quelli per il quali la nostra anima ha deciso di incarnarsi ed occupare il corpo che adesso ci stiamo godendo.

Ognuno di noi ha il proprio sogno nel cassetto, la propria ispirazione, ma deve fare i conti con le proprie paure, osare andare oltre, prendendosi le proprie responsabilità, fino a realizzarlo. Sì, parlo di responsabilità. Per essere responsabili ed assumersi la propria dose di rischio per poter, infine, realizzare i propri progetti, occorre crescere emotivamente, non solo fisicamente.


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Bisogna diventare adulti dentro, non solo fuori, insomma, dopo si rischia, infine si realizza se stessi... Siete pronti ad accettare la sfida e realizzare voi stessi? Se, come mi auguro, la risposta è sì, alzatevi dalla poltrona, smettete di pensarci o di chiedere consigli a chi non ha mai fatto nulla per realizzare se stesso e AGITE in direzione della realizzazione dei vostri sogni.

Il rischio che correte, se uscite dalla vostra zona di comfort per realizzare i vostri sogni nel cassetto, è quello di essere felici, di andare oltre le convinzioni limitanti delle masse, fino ad essere liberi di fare quello che vi pare. Dopotutto il rischio, così come i muscoli del vostro corpo, va esercitato, fino a divenire sempre più coraggiosi e volare sempre più in alto verso la realizzazione di progetti ambiziosi, quelli che vi permetteranno di lasciare il segno in questa epoca dominata dalla paura unita al conformismo.

Vincenzo Bilotta



lunedì 22 novembre 2021

Stare sull'emozione

Le emozioni ci governano, ci fanno compagnia, se così si può dire, nella nostra quotidianità. Spesso si provano emozioni di paura, rabbia, tristezza, raramente di gioia. Dico raramente perché, per come è impostato il mondo occidentale e, in particolare, il modo di pensare occidentale, la gioia è veramente un'emozione rara, legata al possesso più che all'essere al di là di ciò che si ha.

Come ho detto prima, le emozioni ci governano, ma ciò non è normale, dovrebbe essere, semmai, il contrario. Dovremmo essere noi a governare le emozioni, anche se nessuno ce lo ha insegnato, anche se a casa non abbiamo avuto, sicuramente, un buon esempio di gestione delle emozioni. Magari abbiamo appreso la paura dai genitori, o la rabbia, o la tristezza, a volte la gioia legata quasi sempre a motivi esterni, ma, sicuramente, nessuno ci ha mai insegnato a gestirle.

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E' più facile che ci abbiano insegnato a contrastarle, le emozioni, a lottarci contro, a cercare di controllarle, ma, così facendo, ne siamo usciti svuotati, stanchi, sconfitti. Ciò perché le emozioni non si combattono, semmai si accettano, si accolgono e si stabilisce un dialogo costruttivo con esse. Altro errore è quello di fuggire le emozioni.

L'emozione fa parte di noi, seppur per un breve periodo di tempo. Ma, spesso, noi che facciamo? Le amplifichiamo e lasciamo che invadano la nostra Vita per un periodo di tempo illimitato... Le emozioni sono solo frutto delle nostre proiezioni mentali, del nostro modo di vedere la realtà e, di conseguenza, la Vita quotidiana. Sicuramente c'entra il giudizio.

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Quando, infatti, tendiamo a giudicare cose, persone o eventi, sicuramente proviamo, in quel momento, delle emozioni, siano esse legate a rabbia, paura, poco importa, ma lasceremo che sorgano in noi e, se non saremo abbastanza consapevoli da accorgerci della loro presenza, esse ci governeranno, prendendo il comando delle nostre Vite.

Ma noi non siamo le nostre emozioni. Noi, in realtà, siamo neutri. Siamo come dei fogli bianchi, e le emozioni, se glielo permettiamo, sporcano questi fogli con frasi sconnesse, scarabocchi e disegni che non hanno un senso. Cosa fare allora? Come gestire queste emozioni quando sorgono?

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Sicuramente praticando la presenza mentale nel quotidiano. Ciò significa OSSERVARSI mentre si compiono lavori, ci si allena o ci si rilassa, cominciando a prendere coscienza di ciò che si fa, delle sensazioni che si provano.

Quando emergono delle emozioni, non bisogna fuggirle, ma occorre starci dentro, ascoltare ciò che hanno da trasmetterci. Si potrà ascoltare il respiro e come cambia mentre si prova ad es. rabbia, la sensazione di calore che sale alla testa, la voglia di aggredire. In tutto questo ci si dovrà astenere dal giudicare ciò che si prova. Rimanere in ascolto, stando sull'emozione che nasce in noi, ci permetterà sia di stabilire una comunicazione con essa che di lasciarla scorrere senza permetterle di governarci.

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Impariamo ad amare ciò che sorge in noi, smettiamo di lottarci contro, lasciamo essere, accogliamo, ascoltiamo, OSSERVIAMO, poi, quando siamo pronti, lasciamo andare e liberiamoci senza permettere alle emozioni di occupare abusivamente il nostro sacro spazio interiore. Buona pratica!

Vincenzo Bilotta


domenica 7 novembre 2021

Quando finirà lo show?

Stiamo vivendo un periodo storico molto strano e complesso. Cosa stia esattamente succedendo dietro tutto questo show è possibile solo teorizzarlo e di teorie in merito, fino ad oggi, ne sono state fabbricate parecchie, ognuna valida dal punto di vista di chi la esprime e attaccabile, al contempo, da chi non ne è, invece, per niente convinto, avendone, lui stesso, fabbricata una tutta sua.

Ma cosa sta succedendo? Ci si è trovati all'improvviso segregati in casa, limitati nelle libertà personali, ci è stato vietato di riunirci in gruppi, perfino di toccarci... In pratica, dall'oggi al domani, siamo diventati tutti degli appestati... 



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La sensazione di fondo è come se tutto questo fosse uno show, un grottesco show, dove non ci è dato sapere quando e come finirà, perché la trama di tutto questo è in mano a chi ne tiene le fila, al regista di questo spettacolino ridicolo e stancante.

La sensazione è come se qualcuno dall'alto volesse stravolgere, una volta per tutte, le abitudini delle persone, la libera circolazione così come la possibilità di riunirsi in gruppi per condividere la cosiddetta socialità... A che scopo? Non si sa o, meglio, ci sono migliaia di teorie, troppe.

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Tutte queste teorie, tutti i notiziari, non fanno altro che creare altra tensione, altro caos, altra paura, in pratica uno show che ci sta traghettando verso i mari dell'ignoto... Come finirà? Chissà... Le ipotesi sono tante, ma non mi va di andare ad elencarle una per una, sarebbe prolisso quanto inutile e si perderebbe la sostanza di questo mio articolo di oggi.

Il punto è un altro: quando finirà questo show? Quando smetteremo di giocare ai buoni contro i cattivi, agli appestati contro i sani, ai responsabili contro i ribelli? Perché, ormai, la misura è colma da un bel po' e negli occhi delle persone si legge palese la stanchezza, la voglia di tornare a vivere, come umani, non come bestie che fanno da cavia ad un maldestro esperimento voluto da chi sembra non abbia altro da fare che giocare al piccolo scienziato con la Vita delle persone.

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Lo show è stato architettato bene nei minimi dettagli e fin dall'inizio, su questo non c'è alcun dubbio, ma io, come molti altri del resto, credo che adesso sia ora di smetterla di continuare questo spettacolo tragicomico per tornare alla Vita di tutti i giorni, senza più paura, senza caos, diffidenza, tornando ad abbracciarci a cercare la vicinanza di altri esseri umani senza più fuggire come dei matti.

Ogni spettacolo ha un inizio e una fine. Questo show sembra non volere finire mai e ha tutta l'aria di voler diventare la normalità a livello globale... Ha tutta l'aria, ma non riuscirà a tenere ancora per molto, perché la gente ha voglia di Vita reale, di rapporti umani senza filtri e disinfettanti. In una parola, le persone vogliono uscire dal teatro degli orrori per riprendersi ciò che spetta per diritto universale ad ogni individuo: LA LIBERTÀ DI VIVERE DA ESSERE UMANO NEL MONDO E NON DA CAVIA ALL'INTERNO DI UNO SHOW SCIENTIFICO.

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Quando finirà lo show? Lo show finirà quando le persone si renderanno conto che a portarlo avanti sono loro stesse fino a quando si presteranno ad interpretare il ruolo di attori. Non appena la presa di coscienza avverrà, il regista, lo sceneggiatore e il produttore di questo ridicolo spettacolo caleranno il sipario e si dissolveranno nel nulla, ciò per mancanza di attori e comparse che, seppur in maniera involontaria, continuavano a recitare la parte dei carnefici di se stessi.

Vincenzo Bilotta