domenica 24 novembre 2019

Il vero maestro Zen

Chi è nel cammino sa bene quanto difficile sia, a volte, mettere in pratica ciò che si sa in teoria. Ma la pratica è tutto ciò che serve per consolidare in sé la saggezza, diversamente, tutto ciò che si è studiato sui libri ed approfondito nei seminari, rimarrebbe relegato al semplice rango di bagaglio culturale, un pò come la maggior parte dei vuoti concetti che si apprendono a scuola durante il processo educativo-programmatico.

Tutti sanno quanto sia bello leggere di perdono, di perdonare e perdonarsi per essere, finalmente, liberi dai propri conflitti e, di conseguenza, dalle influenze a noi esterne. Ma per metterlo in pratica... Beh, forse è più bello leggerlo!
(Immagine presa dal web)

La verità è che la VITA VERA si svolge al di fuori dalle teorie imparate sui libri, dai ritiri spirituali e dagli esercizi di meditazione svolti in isolamento anche per mesi. Lì siamo tutti allievi provetti, maestri spirituali e fonti inesauribili di saggezza.

Ma i veri maestri Zen, quelli dai quali possiamo imparare a mettere in pratica ciò che continuiamo, spesso, a conoscere solo in teoria, sono coloro i quali mettono alla prova le nostre doti di bontà, pazienza, amore verso il prossimo e, non da ultima, le nostre capacità di ACCETTAZIONE E PERDONO.
(Immagine presa dal web)

E' molto difficile non reagire a chi ti scavalca mentre sei in fila alla posta, a chi ti taglia la strada invadendo la corsia dove stai viaggiando con la tua auto, a chi ti volta le spalle al momento del bisogno... Eppure queste persone coi loro atteggiamenti ambigui e, a volte, all'apparenza maleducati, sono quelle che possono insegnarci qualcosa in concreto.

Chi ci supera in fila al supermercato senza chiedere il permesso, l'automobilista che ci taglia la strada invadendo la nostra corsia o l'amico che senza motivo apparente ci volta le spalle sono i nostri più grandi insegnanti... A patto che riusciamo a trarne profitto da questi insegnamenti estremi.
(Immagine presa dal web)

Il primo insegnamento che si può trarre da questi tipi di comportamento è che nella Vita bisogna avere pazienza. Chi ci supera in fila al supermercato o alla posta, ci vuole insegnare proprio questo, a non arrabbiarci, ad osservare il nostro ribollire interiore, il senso di frustrazione per essere stati scavalcati in maniera brusca e senza che ci chiedessero il permesso.

In altre parole, possiamo imparare a non re-agire di fronte a comportamenti che non ci piacciono limitandoci, piuttosto, ad osservare le emozioni che scaturiscono in noi in conseguenza di quel determinato comportamento tenuto da quella persona. Così facendo trasformeremo delle potenziali occasioni di litigi e reazioni anche violente da parte nostra, in motivi per riflettere, meditare e osservare CIO' CHE E' senza più giudicarlo, senza più aspettative, con la propensione a perdonare.
(Immagine presa dal web)

In questo modo si vedranno l'automobilista indisciplinato, chi non rispetta la fila alla posta o l'amico che ci volta le spalle come nostri maestri Zen, traendo spunto, grazie e non più a causa del loro comportamento all'apparenza "maleducato", per riflettere, osservare e lasciare andare inviando, al contempo, tanto perdono sia a noi stessi che a coloro che hanno tenuto quel determinato comportamento che ha causato in noi dei fastidi a livello di apparato psicofisico.

Col tempo e con la pratica vi accorgerete come riuscirete a progredire molto più velocemente rispetto a quando vi esercitavate a casa o in un centro yoga, ciò sarà dovuto al fatto che per strada farete pratica diretta di osservazione e presenza di fronte ad emozioni che emergeranno in maniera improvvisa ed imprevista. 
(Immagine presa dal web)

Non potete prevedere il comportamento degli altri, né le vostre reazioni in merito, così questa sarà la più efficace palestra emotiva che abbiate mai potuto immaginare e desiderare. Queste sono crescita ed alchimia trasformativa esercitate direttamente sul campo e non solo fantasticando sulla loro potenziale applicazione quando ancora gli effetti del ritiro buddista di una settimana vi tengono pieni di buoni propositi... Buona pratica!

Vincenzo Bilotta

lunedì 11 novembre 2019

Schiavi senza catene

Noi siamo schiavi senza catene. La nostra epoca sembrerebbe essere caratterizzata da un clima di ampia libertà concessa alle masse, da democrazie stabili e dalla possibilità di libera espressione delle proprie opinioni. Almeno all'apparenza, nessuno porta delle catene ai piedi e la schiavitù sembrerebbe essere stata abolita.

In realtà ci vogliono far credere liberi, ma liberi non siamo. Siamo schiavi senza catene, una forma molto più subdola rispetto alle forme di schiavitù alle quali erano sottoposti i popoli di origine africana quando venivano venduti ai ricchi proprietari terrieri come lavoratori nelle piantagioni. 
(Immagine presa dal web)

Almeno quella forma di schiavitù era palese, si viveva da schiavi, dopo essere stati venduti al proprietario di turno, per poi morire da schiavi. Oggi, invece, vi sono forme più subdole di schiavitù, oltre che di dittatura. Anche per quanto riguarda le forme dittatoriali presenti, del resto, anche oggi, in diversi stati, le popolazioni devono sottostare ad un regime di restrizione delle libertà personali di pensiero, di movimento e di espressione.

Oggi, almeno dove esistono le democrazie, sembrerebbe regnare un clima di libertà sia di espressione che di azione da parte del singolo cittadino, questo, del resto, una democrazia che si rispetti dovrebbe garantire. Insomma, sembrerebbe regnare un clima di libertà sia da coercizioni fisiche quali le diverse forme di schiavitù che, seppur presenti ancora oggi in alcuni paesi del terzo mondo, sembrerebbero del tutto scomparse, almeno nei paesi civilizzati, che da divieti di libera espressione di pensiero e di parola, tipico delle dittature.
(Immagine presa dal web)

Ma la schiavitù esiste ancora oggi, specie nelle democrazie, proprio laddove anche ogni forma di restrizione della libertà psicofisica sembrerebbe essere stata abolita e dimenticata. Ma attenzione, non si tratta di schiavitù palese, non andate a cercare catene ai piedi o polizia segreta per limitare la libertà di opinione.

Oggi si è diventati schiavi di se stessi. Questa schiavitù è favorita da un sistema educativo che tende a programmare tutte le persone allo stesso modo, uniformandone il modo di pensare allo scopo di evitare ribellioni, sia pure meramente intellettuali. Si vive in un mondo in cui c'è libertà di opinione, si può scrivere ciò che si vuole, ma state certi che chi esce fuori dalle righe viene censurato, alla faccia della democrazia e della libertà di pensiero.
(Immagine presa dal web)

In realtà ciò avviene raramente in quanto, di solito, essendo tutti educati e programmati a vivere e pensare in maniera uniforme, non ci si aspetta che qualcuno esca dal gregge per ruggire invece di belare, come di consueto. Ecco cosa s'intende per libertà oggi: fa quello che ti pare purché lo fai come gli altri componenti del gregge.

Ecco quanto siamo liberi! A questo si aggiungano altre forme di schiavitù, non da ultima quella che ci rende totalmente asserviti alla tecnologia, partendo dai social per finire ai programmi tv, passando attraverso le ore buttate al vento a guardare l'ennesimo messaggio che puntualmente arriverà sui nostri smartphone...
(Immagine presa dal web)

L'idea di essere schiavi senza catene piace a chi odia uscire dal gregge, a chi fa comodo essere "come gli altri", a chi "non vuole fare discussioni inutili". Dopotutto è un vantaggio essere anonimi, si è inattaccabili, si conduce un'esistenza anonima in una qualsiasi parte del mondo, senza lasciare traccia, così come ci vorrebbero dall'alto: dei mansueti consumatori, delle pecorelle da condurre ai pascoli del consumismo indotto tramite gli strumenti mediatici e delle mode decise da chi, spesso, di moda non ne capisce proprio nulla e ha avuto solo la fortuna di diventare stilista.

Noi possiamo pensare, dire e fare ciò che vogliamo finché lo facciamo nel modo in cui siamo stati programmati nelle aule scolastiche, a casa, nelle palestre o nelle chiese, ma guai ad uscire fuori dal gregge, a cantare fuori dal coro con un tono di voce più alto...
(Immagine presa dal web)

In questo caso non ci sarà una punizione dall'alto, nessuna censura da parte di nessun dittatore o frustata da parte dello schiavista di turno... Niente di tutto ciò, tranquilli. La risposta al vostro comportamento ribelle vi verrà data direttamente dal vostro ex compagno di banco o dal vostro collega di lavoro, che non mancheranno di additarvi come visionari, ribelli o, in alcuni casi, come dei folli.

Sì, perché tutto il sistema è stato progettato in maniera tale per cui, quando qualcuno esce fuori dalle righe viene stroncato sul nascere dalla mediocrità del vicino il quale, un pò per vigliaccheria, un pò per limitatezza di vedute, non mancherà di criticare, giudicare, inveire contro un comportamento che si prospetta, fin dall'inizio, non conforme alle regole e, quindi, ribelle.
(Immagine presa dal web)

La libertà, al pari della schiavitù, al giorno d'oggi, è qualcosa che non ha una fisicità, essa risiede in un modo di pensare, in un ideale, in qualcosa che rende la persona nella quale alberga libera o schiava. Dopotutto, non esiste un mondo là fuori se non quale chiara proiezione di ciò che ciascuno di noi, col suo modo di pensare, di esprimersi e, di conseguenza, di fare crea a partire dalla propria interiorità per poi materializzarlo all'esterno.

Vincenzo Bilotta


domenica 27 ottobre 2019

La Vita è

Ognuno di noi vuole il meglio dalla propria Vita. Questo in teoria. In pratica succede che le persone lottino per cambiare ciò che è già e, a volte, non può più essere cambiato, solo accettato. Così si smette di vivere e si comincia a resistere, ci si creano mille problemi a livello mentale e, così facendo, si trasforma la propria Vita in un vero e proprio inferno.

Il fatto stesso di giudicare la Vita ci fa cadere nella dualità. Si sente, troppo spesso, dire in giro che la Vita è dura, difficile, complicata, pericolosa, sopravvivenza del più forte, crudele... Questi sono solo alcuni dei tanti termini con i quali la Vita ci viene mostrata, fin da piccoli, dalle persone che ci stanno intorno, primi fra tutti i genitori, seguiti a ruota libera da insegnanti, preti, amici e conoscenze occasionali.

(Immagine presa dal web)


L'utilizzo di certi termini e, in generale, la tendenza a classificare la Vita, ci porta, come naturale conseguenza, alla non accettazione della Vita e al nascere di problemi che esterni non sono di certo ma derivano, semmai, da uno stato di resistenza e giudizio reiterati nel tempo a livello mentale.

Ricordo che, quando ero alle medie, una mia insegnante usava dire che "la Vita non è tutta rose e fiori ma un percorso ad ostacoli"... Oggi si ritrova con un figlio depresso... Chissà perché? E' fondamentale non giudicare la Vita, non opporle resistenza, rimanere nel flusso continuo... Dopotutto anche il fiume più limpido trasporta, a volte, cadaveri, escrementi e rifiuti... Ma dopo un pò le acque tornano di nuovo limpide, ciò se non incontrano ostacoli... Altrimenti s'intasa tutto!
(Immagine presa dal web)

Ed è proprio d'intasamento che si tratta il giudicare gli accadimenti della Vita, il voler catalogare tutto a tutti i costi. Da qui nasce il conflitto, la malattia, i litigi con gli altri, perfino la morte... Tutto nasce dalla resistenza, dal voler per forza dare un nome alle cose, agli accadimenti, alle persone... E pensare che basterebbe vivere la Vita così com'è, senza resisterle, senza giudicarla, rimanendo in costante ascolto di sé ed agendo nel QUI E ORA senza porsi troppe domande, rimanendo connessi col proprio cuore, in comunicazione con la propria anima.

La Vita è... Siete disposti a lasciarla essere? Siete davvero pronti ad accettarla, così com'è, QUI E ORA? Vi pongo queste domande perché non posso farne a meno, sono davvero fondamentali e la vostra risposta sincera, quale che essa sia, andrà a creare la conseguente realtà all'interno della vostra Vita. Ponetevi sempre con un atteggiamento neutro nei confronti degli eventi, non pensate mai a come sarebbero potute andare le cose, limitatevi a stare nel momento.
(Immagine presa dal web)

Lasciate fare alla Vita, agite SOLO E SEMPRE NEL QUI E ORA, non pensate a cosa potrebbe succedere dopo, perché del dopo non vi è dato disporre e sarebbe già tanto se riusciste ad agire in uno stato di totale presenza nel QUI E ORA... Solo procedendo passo dopo passo, facendo una cosa per volta, QUI E ORA e lasciando ESSERE la Vita senza giudicarla in alcun modo, allora sì, tornerete a vivere e diverrete padroni di voi e di ciò che vi accade intorno.
(Immagine presa dal web)

Dal momento in cui non opponete più resistenza e, al contempo, smettete di giudicare, solo allora le cose potranno cambiare a vostro vantaggio fino a trasformarsi in ciò che desideravate da sempre. Non occorre fare, semplicemente ESSERE; non occorre giudicare, semplicemente OSSERVARE; non occorre resistere, semplicemente lasciare che SIA; non occorre ricordare il passato, semplicemente VIVERE NEL QUI E ORA.

Vincenzo Bilotta

domenica 13 ottobre 2019

Vai per la tua strada

Ognuno di noi possiede un'anima. Quest'anima, quando discende nel corpo che possiede allo scopo di evolvere su questo piano dimensionale, sa già qual'è la sua missione sulla terra. Tutti noi, nessuno escluso, possediamo dei talenti, tutti abbiamo delle potenzialità, ciascuno in un determinato campo, ognuno in base alle proprie attitudini naturali.

Se molte persone non riescono ad esprimere i propri talenti, ciò è dovuto al fatto che nessuno gli ha mai insegnato a coltivarli, svilupparli ed esprimerli. Non è che ciò dipende solo dal processo educativo-programmatico che tende ad inquadrare le persone e a dar loro un insieme di nozioni da gregge. Il fatto è che, spesso, chi è preposto alla nostra educazione, non sa nemmeno da dove cominciare per aiutarci a seguire la nostra strada e a sviluppare i nostri talenti.
(Immagine presa dal web)

L'educazione-programmatica, poiché tende ad uniformare tutte le menti allo stesso livello, sfornerà dei pensatori mediocri, tutti con le stesse idee sulla Vita e con degli scopi che, molto spesso, non collimano nemmeno lontanamente con quelli che sono i nostri veri bisogni, quelli per soddisfare i quali ci siamo scomodati, anzi, la nostra anima si è scomodata a prendere un corpo in prestito.

Posso garantirvi che pochi seguono la propria strada, perché la strada, prima di seguirla, bisogna cercarla, trovarla e, poi, incominciare a percorrerla. Va da sé che, prima di trovare la propria strada, si dovrebbe riuscire a riconoscere i propri talenti. Solo dopo aver riconosciuto i propri talenti si potrà andare per la propria strada dritti alla meta e senza distrazioni, né influenze negative esterne, di sorta.
(Immagine presa dal web)

Ma se non avremo chiaro lo scopo per il quale ci troviamo qui sulla terra, se non riusciremo a scoprire i nostri talenti, ecco che dovremo contentarci di ciò che riceveremo in pasto attraverso il processo educativo-programmatico e, con lui, tutti i limiti ad esso inerenti.

In questo modo, però, saremo costretti a percorrere una via che, in realtà, non ci appartiene, non è mai stata nemmeno lontanamente contemplata dalla nostra anima. Questa via è la via che gli altri ci fanno credere nostra. Tanto per fare un esempio, se i nostri genitori vogliono farci studiare medicina solo per avere il figlio medico o, peggio, perché loro non hanno avuto la possibilità di completare o intraprende questo percorso di studi, eccoci catapultati in una realtà in cui ci troveremo costretti a soddisfare delle aspettative altrui, percorrendo una via che non ci appartiene.
(Immagine presa dal web)

Questa è una delle peggiori forme di castrazione dell'essere umano. Se poi il figlio avrebbe voluto, invece, studiare recitazione o filosofia, ecco che viene ad essere sabotato uno dei tanti programmi che l'anima aveva in serbo per quel ragazzo. 

In questi casi si percorreranno vie che non ci appartengono e i risultati saranno mediocri e, laddove si porteranno a compimento gli studi voluti da altri anche a pieni voti, non si sarà realizzato di certo il proprio di scopo, ma quello dei nostri genitori o insegnanti o, in generale, di chi ci ha indicato una via che nostra, di certo, non era.
(Immagine presa dal web)

Quando si hanno chiare le idee, quando si conoscono i propri talenti, è necessario incamminarsi per la strada che la Vita stessa ci ha tracciata, anche andando contro il volere degli altri, perché qualora non percorriamo e portiamo a termine la nostra missione su questa terra, gli infelici saremo noi, non quelli che ci hanno indicato una via per il nostro bene, di certo, ma che sicuramente non è mai stata la nostra.

Vincenzo Bilotta

domenica 29 settembre 2019

Parlare male degli altri

"Se non potete parlare bene di una persona, non parlatene". (Rosa Falasca, madre di Giulio Andreotti)

In una società fondata sulla ricerca dell'altrui approvazione, è naturale giudicare chi, ai nostri occhi, non è perfetto. Che poi la perfezione non esista né, tantomeno, andrebbe ricercata, questo è un altro discorso. Il fatto è che, una volta inquadrati attraverso l'educazione-programmatica, entriamo a far parte del mansueto gregge delle pecorelle obbedienti. 
(Immagine presa dal web)

Una delle regole tacite di chi fa parte del gregge sembrerebbe invogliare al giudizio, a parlare male degli altri. Di certo, ognuno di noi è fatto in maniera diversa rispetto ad ogni altro individuo, questo fa parte della personalità che ci si costruisce crescendo e facendo esperienza nella Vita di tutti i giorni attraverso le diverse interazioni con persone, situazioni lavorative, sentimentali ed eventi di vario genere.

Ogni persona andrebbe rispettata per quel che è. Ma nella nostra società, quella dei social, fondata sui "mi piace" e sul selfie perfetto degno di un divo di Hollywood, nessuno è, paradossalmente, perfetto. Si capisce bene come, in un clima di insicurezza come questo, i giovani di oggi tendano a crescere in una modalità che li porta ad apparire belli e forti per mascherare una profonda insicurezza e una mancanza di scopo nella Vita.
(Immagine presa dal web)

E' più facile apparire, piuttosto che essere. Per essere, infatti, bisogna prima riconoscersi perfetti, così come si è, a prescindere dai "mi piace" e dall'altrui approvazione nella Vita di tutti i giorni. Ma il sistema, così com'è strutturato, non lascia spazio all'essenza, optando, piuttosto e per ovvi motivi, per l'apparenza. Dopotutto, così facendo, si riesce a vendere di più, qui entrano in gioco, come risulterà evidente, esigenze di marketing.

Per poter vendere un determinato prodotto, infatti, i pubblicitari sanno benissimo che bisogna ingenerare nei potenziali acquirenti il desiderio di possederlo. Per far questo occorre indurre le persone a sentirsi incomplete. Se non hai la berlina reclamizzata in tv, l'ultima versione del più famoso degli smartphone o non vai in vacanza a Ibiza, allora non sei alla moda, ed ecco scattare il desiderio di sentirsi parte di un gruppo per non essere considerati diversi ed essere lasciati soli.
(Immagine presa dal web)

Insomma, la nostra è una società dove si vogliono salvare le apparenze, dove si cura di più l'abbigliamento rispetto alla conoscenza, dove tutto sembra dover essere perfetto ed impeccabile, altrimenti... Altrimenti si verrà criticati e, a nostra volta, si tenderà a criticare, a parlare male degli altri.

Chi parla male degli altri lo fa perché non accetta il prossimo così com'è, in altre parole lo vorrebbe diverso, ciò secondo i suoi personali ideali di perfezione. Poiché questo è impossibile, in quanto ogni persona vorrebbe il proprio simile perfetto secondo i propri ideali personali di perfezione, ecco che nessuno risulterà perfetto agli occhi degli altri. 
(Immagine presa dal web)

Questo lascerà spazio alle critiche fatte alle spalle di amici, parenti, poco importa, basta che si parli male qualsiasi soggetto può essere tirato in ballo. Ma chi parla male degli altri, in realtà parla male di se stesso. In pratica proiettiamo sugli altri ciò che non ci piace, per un motivo o per un altro, di noi. Non ci sentiamo mai adeguati, spesso questi concetti ci vengono inculcati dai genitori, i quali ci vorrebbero vestiti e pettinati in una data maniera, studenti di una data facoltà e gli esempi potrebbero continuare all'infinito.

Quando nasce in noi la tendenza a parlare male degli altri, a lamentarci di determinati aspetti di una persona che frequentiamo o, spesso, nemmeno conosciamo se non in maniera superficiale, dovremmo girare questa forma di giudizio gratuito su di noi, sulle nostre Vite, ciò allo scopo di capire cosa non ci piace, in realtà, della nostra Vita.
(Immagine presa dal web)

Dobbiamo ricordare sempre che L'ALTRO CI FA DA SPECCHIO. Basandoci su questo principio, la prossima volta che ci verrà voglia di parlare alle spalle di qualcuno o di emettere dei giudizi in sua presenza, proviamo a capire cosa, in realtà, l'altro ci sta mostrando di noi, cosa non ci soddisfa delle nostre Vite.

Chi è soddisfatto della propria Vita, infatti, pensa solo a migliorarla passo dopo passo, giorno dopo giorno, senza giudicare ciò che ne fanno gli altri delle loro, di Vite. Dopotutto le Vite degli altri, come vestono, cosa fanno, non sono affari nostri. Ma se, al contrario, continuiamo a parlare male degli altri, a giudicarli, sprecheremo tempo ed energie che potremmo dedicare, invece, alla nostra crescita e miglioramento personali.
(Immagine presa dal web)

Smettiamo, almeno proviamo, di parlare male degli altri, siano essi governi, calciatori, attrici o il vicino di casa. Il giudizio fa parte del modo di vivere della maggior parte delle persone, lo si legge anche sulle bacheche dei social, dove tutti sono pronti a gettare fango sugli altri per darsi loro stessi un'aura di santità.

La verità è che NESSUNO DEV'ESSERE PERFETTO (se vuoi approfondire l'argomento, puoi cercare il mio articolo con lo stesso titolo), ognuno è come è, basta solo accettarlo o, se proprio non si trovano dei lati positivi da elogiarne, si può sempre tacere e lavorare su di sé per crescere ed evolvere più in fretta senza più impantanarsi in pettegolezzi degni da donnine di strada.

Vincenzo Bilotta


domenica 15 settembre 2019

Ciò che è

Nella nostra società si va sempre di fretta e si cercano dei risultati immediati, come immediato dev'essere l'appagamento in ogni settore della nostra Vita. E' la società del tutto e subito, dove chi arriva secondo non è uno che se la prende comoda vivendo il momento presente ma viene considerato, semmai, un perdente.

In questo contesto folle si è perso il senso della Vita, di ciò che realmente dovrebbe rappresentare per ognuno di noi, del suo reale significato. Si va in cerca del piacere e si fugge dal dolore, ciò è naturale, fa parte dei meccanismi di sopravvivenza del nostro apparato psicofisico.
(Immagine presa dal web)

Ciò che non è naturale è la continua separazione degli accadimenti quotidiani, il loro continuo catalogarli, giudicarli come buoni/cattivi, necessari/non necessari. In sostanza, noi cerchiamo di dividere la Vita, creando separazione e andando contro la natura stessa delle cose, contro il continuo fluire degli accadimenti.

Ogni istante è un nuovo momento da vivere in fretta. Il tempo scorre via veloce, specie per chi è perso nei suoi pensieri e non sa cogliere l'istante. Ogni cosa va vissuta e lasciata scorrere, senza giudicarla, senza desiderare altro, altrimenti si crea una resistenza superflua, quella che, per intenderci, causa quel tipo di sofferenza del quale è pieno il mondo.
(Immagine presa dal web)

La Vita è come è. Lasciatela essere, smettete di resisterle. Un evento non va come avreste voluto, ecco sorgere in voi una sorta di disagio psicofisico, un senso di oppressione, di calore alla testa, vi ritrovate coi battiti accelerati, il respiro corto, le mani sudate... A cosa state resistendo? Ve lo dico io: ALLA VITA E AL SUO CONTINUO FLUIRE E DIVENIRE!

CIO' CHE E', E'. RIUSCITE A VIVERLO E A LASCIARLO ESSERE? Solo così potrà fluire e portarvi un altro istante con situazioni diverse, nuove esperienze, arricchendovi e dandovi l'occasione di poter crescere ed evolvere ulteriormente.
(Immagine presa dal web)

La Vita è UNA. Non è giusta né sbagliata, E'. Lasciatela essere! Smettete di dividerla in piacere/dolore, abbondanza/mancanza, vacanza/lavoro, amore/odio. Limitatevi a viverla e a fluire in essa. Il dolore non esiste, è solo una definizione, così come il piacere... Viveteli, sono solo stati transitori, non amplificateli, mantenendoli in Vita, continuando a pensarci.

Gli eventi passano, anche i lutti più devastanti, i fallimenti più cocenti, le relazioni più tempestose... Ma anche queste sono definizioni, e a noi non servono! VIVETE, VIVETE, VIVETE! Stop al giudizio, sì al lasciarsi andare, accettando se stessi e la Vita, così come viene.
(Immagine presa dal web)

La Vita SA ciò che ci occorre per crescere e fare nuove esperienze... LASCIATELA FARE PER UNA VOLTA! AFFIDATEVI, VIVETE NEL LIBERO FLUSSO DEL DIVENIRE. DEL DOMANI? SARA' QUEL CHE SARA'! LIMITATEVI A VIVERE CIO' CHE E' ADESSO, SAREBBE GIA' UN BALZO QUANTICO VERSO IL RAGGIUNGIMENTO DEL VOSTRO PIENO POTENZIALE EVOLUTIVO!

Vincenzo Bilotta




domenica 1 settembre 2019

Il tesoro interiore

"La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia". (C.G. Jung)

Tutto ciò che ci serve è dentro di noi. Esso giace nascosto da qualche parte, al nostro interno, pronto a tornare in azione per regalarci la Vita che abbiamo sempre sognato ma non abbiamo mai OSATO andarci a prendere. Ognuno di noi, nessuno escluso, ha il suo tesoro interiore.

Nessuno ce lo ha mai insegnato, probabilmente questo articolo vi sembrerà visionario se paragonato al comune modo di pensare del gregge umano. E' naturale, non potrebbe essere diversamente, così vuole il sistema, dopotutto in questo modo, proiettando all'esterno l'attenzione di ciascuno di noi, continua a tenerci addormentati, facendoci aggrappare a dei falsi bisogni indotti ad arte per farci acquistare e consumare beni e servizi che diversamente, se avessimo avuto gli occhi aperti, non avremmo richiesto.
(Immagine presa dal web)

E' quasi una corsa verso il mondo esterno, una sorta di caccia al tesoro, dove ognuno cerca di ottenere qualcosa che possa, in qualche modo, compensare il vuoto interiore che la carenza di spiritualità inevitabilmente porta in questo mondo meccanizzato e morto.

Così, ogni giorno si va alla ricerca di un posto di lavoro migliore, una relazione appagante, un viaggio in luoghi lontani, un nuovo e pericoloso sport estremo, poco importa, basta cercare, anche se non si trova, anche se poi ci si sente ancora più vuoti rispetto a quando si cercava e pur avendolo trovato.
(Immagine presa dal web)

Ciò è naturale, l'esterno è un riflesso di ciò che viviamo al nostro interno.Se dentro ci sentiamo vuoti e pensiamo che nella nostra Vita manchi qualcosa affinché possa definirsi completa, ecco che sarà normale continuare a cercare... Ma chi cerca non trova, non questa volta, non all'esterno!

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno ce l'abbiamo già, è dentro di noi e nessuno ce lo può togliere. Ma nessuno, del resto, ci ha mai insegnato come fare per andarcelo a prendere, per riempire quello che sembra essere un abisso interiore incolmabile, una sorta di fame di qualcosa che non sembra destinata a placarsi ma, al contrario, a crescere a dismisura.
(Immagine presa dal web)

Se ci lasciassimo guidare dal nostro istinto, quasi immediatamente scopriremmo il nostro tesoro interiore. All'interno dello scrigno troveremmo diversi tesori quali: empatia, amore incondizionato, salute, gioia, talenti inespressi e sensibilità repressa.

Sì, perché nel mondo esterno ci hanno insegnato che è sbagliato essere troppo sensibili, si soffrirebbe; non si possono coltivare i talenti, ci vorrebbe troppo tempo e il sistema vuole degli schiavi che effettuino lavori anche contro la propria volontà; l'amore incondizionato, la salute e la gioia poi... Manco a parlarne! Mere utopie!
(Immagine presa dal web)

E pensare che il tesoro interiore, il nostro tesoro interiore, è la verità mentre tutto ciò che ci hanno raccontato a proposito della felicità e del fatto che bisogna raggiungerla facendo e possedendo, sono solo dei falsi miti... Lo so, il mio sembra essere un ragionamento al contrario... Ma chi ha stabilito una verità definitiva? Di certo delle persone con una visione del mondo limitata le quali avrebbero voluto rendere anche noi limitati e schiavi di modi di pensare comuni, fin troppo banali.

La realtà è dentro di noi, il tesoro giace in fondo al nostro cuore, basta aprirlo per rimanerne abbagliati... Forse è la troppa luce che ci fa paura? Eppure è quella la Via per essere felici, per essere realizzati, per trasformare la propria Vita e, di conseguenza, il mondo a noi esterno.
(Immagine presa dal web)

Non abbiate paura di sperimentare nuovi modi di vedere ed interpretare la Vita, lasciatevi guidare dall'istinto, dai vostri talenti, tornate in linea con i programmi della vostra anima e aprite il vostro cuore alla Vita. La Vita, infatti, è più saggia di noi, basta lasciarsi guidare senza opporre resistenza, cavalcando l'onda delle proprie passioni, quelle che aspettano soltanto di essere scoperte e coltivate per realizzare il nostro scopo, quello per il quale la nostra anima si è incarnata nel nostro corpo fisico.

Vincenzo Bilotta