domenica 21 luglio 2019

Utilizzare le pressioni esterne come mezzo di crescita

"Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità". (John Fitzgerald Kennedy)

Siamo tutti forti e centrati, almeno così sembra. Andiamo a praticare yoga 3-4 volte la settimana, meditiamo ogni giorno anche per mezz'ora o più, pensiamo positivo, ci sentiamo centrati e motivati, in pratica padroni del mondo... Fino a quando questo stesso mondo che ci sembrava così amico, un giorno ci crolla addosso...
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Succede all'improvviso, proprio quando tutto sembra andare per il meglio... Ad un tratto arriva un sms del partner con il quale dichiara di lasciarci perché non se la sente di voler continuare la storia con noi, il datore di lavoro ci chiama in ufficio per dirci che sta ridimensionando il personale e che noi, beh, possiamo anche fare a meno di tornare l'indomani e per i giorni a seguire...

Questi sono solo alcuni esempi di come all'improvviso la Vita possa cambiare, senza nessun preavviso, del resto così è. Nessuno ci ha mai garantito niente e nulla ci è dovuto, da nessuno... Solo noi possiamo acquisire qualcosa, sviluppando le potenzialità e i mezzi adeguati per crescere in mezzo a quelle che sembrerebbero essere delle difficoltà insormontabili...
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In pratica vi sto dicendo di utilizzare le situazioni definite comunemente "di merda" per concimare ed accelerare la crescita dell'albero della vostra saggezza interiore. Di solito, invece, le persone utilizzano determinati accadimenti che arrivano come fulmini a ciel sereno per rendersi vittime del destino e cercare compatimento dagli altri attraverso la lamentela ripetuta all'infinito.

Queste persone non sanno, però, che così facendo, lungi dal risolvere la situazione, si ritrovano in una fase di stallo. Sì, perché la lamentela non risolve un bel nulla! Ci vuole azione, muoversi in direzione della trasformazione, prima interiore e, di conseguenza, esteriore. Ma come fare?
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Innanzitutto smettendo di remare contro gli eventi. Occorre smettere di RESISTERE A CIO' CHE ESISTE. Questa è la prima mossa strategica da adottare per poter trasformare la realtà, creando i presupposti necessari affinché le cose possano funzionare a nostro vantaggio smettendo, per ciò stesso, di lottarci contro e cominciando a trasformarle in esperienze necessarie alla nostra crescita.

Ciò che ci ha resi persone migliori, più forti, più determinate, più equilibrate se vogliamo, è stato proprio l'aver vissuto, nel corso della nostra Vita, eventi che hanno messo sotto pressione il nostro sistema psicofisico. Ciò ha consentito la nostra crescita interiore, magari in principio abbiamo sofferto, abbiamo vissuto per un bel pò nelle tenebre, ma poi abbiamo cominciato a vedere la luce...
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E luce fu! Solo dopo aver attraversato le tenebre si può apprezzare la luce che, peraltro, ci ha da sempre circondati ma che noi non avevamo mai avuto occhi per vedere... Quel che accade, l'evento all'apparenza doloroso ed angosciante, contiene in embrione un'opportunità di crescita tanto maggiore quanto più devastante sembra essere la situazione che andremo a vivere in seguito all'accadimento.

Quando muore una persona a noi cara, il partner ci lascia, perdiamo il lavoro o un amico che sembrava fidato ci tradisce, la prima reazione che abbiamo è incontrollata, automatica (infatti parlo di re-azione, non di azione), e ci porta a rattristarci, piangere, renderci vittime, in pratica dei tristi lamentosi vittimisti.
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Ma, se ci riflettessimo un attimo, solo allora capiremmo che anche gli eventi meno piacevoli fanno parte della Vita, di questo mondo duale, formato da luce/buio, bene/male, piacere/dolore, amore/paura. Certo, ognuno di noi può rimanere equilibrato anche quando è nel bel mezzo della tempesta, ma per far ciò dovrà prima riconoscere le sue eventuali resistenze alla Vita ed eliminarle assieme all'abitudine a giudicare e lamentarsi del mondo esterno, radicata un pò in tutti oggi.

Quando si smetterà di lamentarsi, da quel momento si potranno recuperare energie preziose per la crescita personale. Smettendo di resistere e di giudicare, invece, ci permetterà di fluire con la Vita, lasciando scorrere gli eventi senza lottarci contro, limitandosi solamente ad OSSERVARLI senza nulla trattenere, un pò come quando si assiste ad una lezione interessante e si evita di commentare o giudicare ma ci si limita ad IMPARARE.
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Impariamo dagli eventi, smettiamo di resistere, di giudicare, di lamentarci, di vittimizzarci. Lasciamo che la Vita c'insegni, lasciamola ESSERE! Così ogni esperienza, perfino la più drammatica, potrà trasformarsi in un'opportunità di crescita in ogni settore della nostra Vita che nemmeno 20 anni di yoga e 200 libri spirituali avrebbero mai potuto fornirci.

Vincenzo Bilotta




domenica 7 luglio 2019

Essere originali

Viviamo in un mondo dove regnano e ci condizionano le mode. Basta uscire per strada, tanto per fare un esempio, per accorgersi di quanti ormai non guardino nemmeno dove mettono i piedi, talmente impegnati sono a guardare e scrivere messaggi sugli smartphone; molte altre persone vestono in maniera pressoché uniforme, quasi avessero la divisa; tanti altri utilizzano gli stessi intercalari, lo stesso tono di voce quando staccano al telefono prima di salutare, e l'elenco potrebbe durare per l'intero articolo, ma non è mia intenzione continuare...

Ciò di cui voglio parlarvi, oggi, è un argomento molto interessante e, al contempo, di fondamentale importanza: essere originali. Quanti di noi sono originali? Quanti sono riusciti a non farsi trascinare via dalle mode imperanti mantenendo, grazie a questa centratura su di sé, una propria identità? Pochi, molto pochi.
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Il fatto è che si ha paura di risultare inadeguati, fuori moda o, come dicono molti, "antichi"... Rispetto a cosa? Rispetto agli ultimi ritrovati tecnologici o al far parte di una massa indistinta di esseri non pensanti che obbediscono ad un impulso esterno che li costringe, sotto la minaccia di non essere al passo coi tempi, ad acquistare, a consumare, tutto ciò per sentirsi vivi e stare al passo coi tempi?

La verità è che, oggi come oggi, la maggior parte delle persone sono delle fotocopie dei propri genitori, prima, e degli schiavi delle mode imperanti. La nostra è un'epoca nella quale si vive di stereotipi e si cerca in tutti i modi di uniformarsi. Così facendo, però, si perde l'originalità e, di conseguenza, risulterà difficile formarsi una personalità centrata.
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Chi è centrato su di sé sa che tutto ciò che è a lui esterno funzionerà in una situazione di interdipendenza. Ciò significa che ognuno è già completo in sé e interagisce con gli altri in una condizione paritaria. Da questa interazione scaturirà un'evoluzione costruttiva per tutto il sistema del quale i singoli soggetti fanno parte. 

Nella società di oggi sono ancora pochi gli esempi di persone veramente centrate su di sé. Si può assistere, più che altro, ad una forma di pensiero collettivo e dipendente dalle mode, non interdipendente, non centrato, sicuramente mancante di originalità. In pratica, poche persone hanno sviluppato e maturato una personalità adulta, la sola che potrebbe consentire loro di essere centrati e completi in sé stessi. Le masse vivono di imitazioni, di informazioni prese da altri, sono fotocopie, perfino nei modi di parlare, non solo di vestire o per il taglio di capelli...
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Ma come fare per risultare originali, per essere se stessi ed uscire da questa massa anonima e standardizzata? Innanzitutto dovrà nascere in noi il desiderio di indipendenza, il solo che ci potrà spingere ad uscire dal gregge per cominciare a vedere, ascoltare, percepire il mondo, e la realtà a noi esterna, in prima persona e non più attraverso informazioni di seconda mano.

Man mano che agiremo in direzione della nostra centratura e, di conseguenza, cominceremo a creare una personalità autonoma con un proprio centro di gravità permanente, sarà inevitabile allontanare chi la pensa in modo diverso rispetto al nostro cammino evolutivo perché fa ancora parte del gregge. Si diventerà più selettivi nelle relazioni di amicizia, così come in quelle sentimentali, prediligendo quelle che possono arricchirci e migliorarci rispetto a quelle dove si parlerebbe del tempo, della squadra di calcio o dell'ultima ricetta di cucina...
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La selezione deve avvenire, è un processo naturale, fa parte del cammino di crescita. Si può rimanere amici delle stesse persone pur non frequentandole come prima, specie se, man mano, si perdono gli interessi in comune. Sicuramente si incontreranno altre persone, si stringeranno legami di amicizia, sentimentali e lavorativi in base al nuovo livello di evoluzione acquisito. 

Ciò sarà naturale, lasciate che accada, fa parte del processo di centratura, della vostra ritrovata originalità, del vostro sviluppo ed allineamento coi progetti della vostra anima. Lasciate che accada, non opponete resistenza, dopotutto di doppioni alla moda, per strada, ce n'è fin troppi... SIATE VOI STESSI E COMINCIATE A VIVERE!

Vincenzo Bilotta

domenica 23 giugno 2019

La forza della gratitudine

Il nostro è un mondo dominato dall'ambizione, dal voler apparire a tutti i costi piuttosto che dal voler essere senza inutili esibizionismi. Si è più portati a mostrare il SUV, l'abito firmato, i gioielli, a farsi vedere in locali alla moda. Già, la moda, il seguire ciò che fa tendenza... Ma poi, chi è che determina una data moda/tendenza?

I mass media, la pubblicità, i mezzi del sistema, insomma, sono sempre pronti, attraverso nuove ed efficaci strategie di marketing, a creare dei bisogni in realtà inesistenti. Il messaggio rivolto ai destinatari di questi autentici bombardamenti mediatici ha un solo scopo: indurre a comprare, a non essere mai soddisfatti, ad inseguire il prossimo acquisto, la prossima vacanza, la prossima auto di lusso, tutte chimere, in un sistema fatto apposta per mantenere l'essere umano in uno stato di sogno ad occhi aperti dove chi dirige l'operetta sta in alto rispetto a chi sogna, e lo manipola a suo piacimento.
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In un sistema simile, fatto di bisogni artificialmente creati, è naturale trovare sempre più persone insoddisfatte se non hanno quel determinato prodotto reclamizzato o non possono fare la vacanza consigliata dall'agenzia di viaggi di turno.

L'insoddisfazione è un'arma letale che autodistrugge chi la prova. Quando non si è soddisfatti, infatti, si avrà la tendenza a lamentarsi di tutto con tutti, sempre. Per chi conosce un pò di Legge dell'attrazione (se vuoi saperne di più cerca sul mio blog l'articolo intitolato LA LEGGE DELL'ATTRAZIONE) sa che conseguenze avrà questo comportamento da lamentosi: esso non farà altro che attirare addosso a chi si lamenta altre occasioni per cui lamentarsi ulteriormente.
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E pensare che basterebbe poco per uscirne... Basterebbe provare gratitudine per il solo fatto di essere vivi, ad esempio, o per il fatto di svegliarsi al mattino ed essere in grado di camminare sulle proprie gambe, in un paese che non è in guerra e sotto un tetto che ci appartiene. Ma no, la persona media/mediocre non ha tempo per queste stupidaggini che sanno tanto di religione e penitenza, bisogna volere sempre di più, così si finisce col dare per scontato quelli che sono, invece, degli autentici doni di Dio.

Perché si deve vivere nella sofferenza o veder soffrire i propri cari per poter essere grati alla Vita dopo aver vissuto queste situazioni? Perché si deve per forza guardare chi sta peggio di noi per poter capire che noi, in realtà, non abbiamo mai avuto bisogno di nulla per essere felici? Se vi siete posti almeno una di queste due domande, magari fra una lamentela e l'altra, scoprirete quanto sia vero il fatto che viviamo in una società di lamentosi che è disposta a svegliarsi, anche se non sempre, solo quando attraversa dei momenti di sofferenza intensa che gli permettono di riflettere su ciò che è veramente necessario per potersi considerare delle persone felici.
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Ma se ci riflettete un attimo, proprio adesso mentre mi leggete, scoprirete che, alla fin fine ciò di cui avete bisogno, ciò di cui l'umanità tutta ha bisogno per potersi considerare felice, LO HA GIA'. Potrà sembrare un paradosso ma è così. Io lo noto ogni giorno, ad ogni istante, quando interagisco con altre persone. In questi frangenti posso rendermi conto di come la gente abbia perso la gioia di vivere, la forza di provare gratitudine, la voglia di stare bene.

Se per caso, poi, dite a qualcuno che non gli manca nulla per essere felice, ciò perché ha già una famiglia in cui tutti sono in salute, un lavoro, può permettersi di viaggiare, ha una casa, una o più auto/moto, spesso questa persona dirà che non è vero, che vi state sbagliando, che non è felice, proprio per nulla, che ha problemi, che per essere realmente felice avrebbe bisogno di...
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E giù un elenco di cose che, se solo le potesse ottenere, allora sì la renderebbero davvero felice. Quando incontrate questo tipo di persone, tagliate corto e andate per la vostra strada, il sistema le ha indottrinate facendo credere loro che i bisogni sono altri, che il camminare sulle proprie gambe, l'essere in salute, l'avere una casa, un lavoro, il poter vedere una splendida alba, no, non bastano per essere grati alla Vita.

Per l'umanoide medio, infatti, essere grati significa: avere una megatelevisore da 50 pollici, lo smartphone di ultima generazione, il SUV di grossa cilindrata e altre baggianate simili atte a soddisfare, almeno per un momento, il suo ego.
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La vera forza non sta nella lamentela. La vera forza consiste nell'essere capaci di provare gratitudine, ciò ha il potere di metterci in contatto con Dio, è il mezzo di comunicazione con Lui, la linea diretta, la strada verso la felicità pura e senza contrari. Ma, fintanto che non si sarà capaci di guardare ciò che si ha ed esserne profondamente grati, non si potrà mai tornare in contatto con Dio, semplicemente perché si sarà troppo impegnati ad inseguire dei bisogni che non sono i nostri, ma quelli del sistema che intende arricchirsi alle nostre spalle attraverso dei beni futili e costosi.

E' possibile, nonostante i condizionamenti ricevuti dai bombardamenti mediatici, sviluppare la forza della gratitudine. Essere grati porterà, col tempo, ad attirare eventi, persone, cose per le quali gioire della propria Vita, ciò grazie alla famosa Legge dell'attrazione. 

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Ma come fare a sviluppare la forza della gratitudine? Innanzitutto potreste cominciare con lo smettere di lamentarvi per ciò che vi manca mostrando, al contempo, gratitudine per ciò che avete già. Cominciate ad essere grati al mattino non appena vi alzate, ringraziate Dio per avervi dato un'altra opportunità per poter compiere ciò che ieri non avevate avuto modo di fare.

Troppe persone, infatti, danno per scontato il fatto che ci sarà un domani. Potreste morire durante la notte, allora? Nessun domani! Siate grati appena scendete dal letto, sorridetevi allo specchio, ripetete alla vostra immagine in esso riflessa la parola "TI AMO", rimanete per un attimo alla finestra in contemplazione della Vita, pensate alla giornata in maniera positiva e costruttiva, immaginandola felice e piena di interessanti esperienze per la vostra crescita economica, fisica, psichica e spirituale.
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In questo contesto, mentre fate un lavoro di sviluppo della forza della gratitudine, evitate il più possibile le persone lamentose, le persone negative, coloro i quali non si contentano mai e, soprattutto, coloro i quali potrebbero dissuadervi dal continuare il lavoro che vi porterà ad attirare nella vostra Vita cose, persone ed eventi per i quali sarete grati.

Non tutti credono che il solo fatto di essere grati possa trasformare in maniera radicale la propria Vita. Ciò per il semplice fatto che nessuno ha l'interesse a rendere una persona soddisfatta ed indipendente, perché tutto questo sarebbe in evidente contrasto con una società che ci vuole, all'opposto, insoddisfatti e dipendenti dall'esterno per essere felici e sentirci realizzati.
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Cominciate fin da adesso a rendere grazie per ciò che avete, a smettere di lamentarvi per il tempo, per il governo, per ciò che vorreste avere ma non avete ancora ottenuto. Piuttosto, cominciate a dire GRAZIE alla Vita, GRAZIE al vostro corpo che funziona perfettamente, GRAZIE ai vostri genitori per avervi messo al mondo, dandovi l'opportunità di realizzare i fini per i quali la vostra Anima si è incarnata, GRAZIE al sole che vi scalda e ad ogni altra cosa che prima davate per scontata, adesso cominciate a vederla come un miracolo e, così facendo, a miracoli aggiungerete miracoli perché, ricordatelo bene, la Legge dell'attrazione vi rimanderà moltiplicate le vostre richieste, quindi, inviatele gioia, gratitudine, Amore, realizzazione lasciando da parte, al contempo, lamentela, ansia per il futuro, insoddisfazione e dubbi di vario genere... Buona pratica!

Vincenzo Bilotta

domenica 9 giugno 2019

Il miracolo sei tu

Chi, come me, crede in Dio, di conseguenza crede nei miracoli, nel fatto stesso che possano, in determinate circostanze e a certe condizioni, avvenire. Oggi parlerò del come poter realizzare o, quanto meno, accorgersi dei miracoli quando accadono nelle nostre Vite.

TUTTO E' UN MIRACOLO, NIENTE E' UN MIRACOLO. QUESTIONE DI PROSPETTIVA MENTALE, DI CIO' CHE CI HANNO INSEGNATO A FARE, ESSERE, CREDERE ED ASPETTARCI. Ogni cosa accade al momento giusto ma, spesso, noi ce ne accorgiamo solo se siamo stati abituati a VEDERE, ad aspettarci quella cosa. Diversamente passerà inosservata e cadrà nel dimenticatoio.
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Il mondo nel quale viviamo è, sì, altamente tecnologico ma è, soprattutto, desensibilizzato dall'idea di bellezza vera, di amore a cuore aperto, di perdono incondizionato, di presenza mentale. In pratica viviamo in un mondo abitato, per la maggior parte, da persone che si trascinano giorno per giorno fottendosi la Vita allegramente ripensando a fatti e a cose dette anche decenni prima e che per dimenticare la loro condizione di derelitti si stordiscono assumendo psicofarmaci, droghe leggere e pesanti, alcolici, usando violenza contro di sé o contro gli altri.

Viviamo in un mondo dove la virtualità sta sostituendo la materialità, dove ci si lascia e ci si mette insieme via sms senza contatti reali, se non raramente. Qualsiasi sentimento umano sembra ormai passare inosservato, in quanto si tende a stordire qualsiasi sentire attraverso lo sviluppo di dipendenze di vario genere, salvo i rari casi in cui si stia seguendo un percorso di crescita personale e si stia lavorando su di sé praticando l'OSSERVAZIONE.
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In un mondo anestetizzato, abitato da zombie rincoglioniti che camminano per strada guardando gli smartphone anche quando attraversano col rosso, può ancora avvenire il miracolo? Quale miracolo può avvenire, vi starete chiedendo mentre leggete questo articolo, in una società in cui sembra andare tutto a rotoli?

In realtà, se ci facessimo caso, ogni giorno il miracolo avviene e quel miracolo siamo noi. La nostra stessa incarnazione, i nostri stessi progetti animici, quelli che ci hanno spinto a venire fin quaggiù per realizzarli, sono un miracolo. Ma noi non ce ne accorgiamo nemmeno!
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Siamo troppo "impegnati" a seguire cosa farà il nuovo governo in carica, a seguire l'ultimo reality, a perdere tempo con le stronzate, insomma. Non ci rendiamo conto che la Vita, il miracolo, avvengono ad ogni istante nelle cose semplici, basterebbe prestarvi maggiore attenzione abbandonandosi al QUI E ORA e lasciando che sia quel che dev'essere.

Il miracolo risiede nella presenza mentale, nell'ascoltare chi ci sta di fronte mentre scambiamo due chiacchiere con lui dopo averlo incontrato per strada, nel primo raggio di sole che spunta all'alba nel silenzio di un mattino qualsiasi. Il miracolo è il sorriso di un bambino, la sua innocenza che trasmette voglia di vivere, di credere ancora possibile un risveglio a livello planetario.
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Il miracolo sei tu che stai leggendo, quando abbassi il volume della tua mente ed alzi quello della natura che ti circonda mente passeggi nei boschi. Il miracolo avviene quando scopri che ACCORGERSI DI ESISTERE è molto più importante rispetto al trascinarsi nell'esistenza in maniera meccanica. Il miracolo accade quando smetti di sentirti in colpa quando ripensi al tuo passato, smetti di essere ansioso quando pensi al tuo futuro perché hai compreso che né l'uno né l'altro esistono nella realtà, esiste solo il MOMENTO PRESENTE, il resto sono sogni ad occhi aperti...

Questo è il vero miracolo, questo è essere vivi e accorgersi di sé. Tutto il resto sono sogni o, spesso, incubi ad occhi aperti, che portano a vivere l'inferno sulla terra. Il miracolo è quello stato mentale in cui, dopo esserci accorti di essere stati per molto, troppo, tempo sotto il dominio della mente, lasciamo che sia lei a servirci dopo averla OSSERVATA ed esserci DISIDENTIFICATI dai processi di pensiero automatico.
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Vivere liberi comporta di più del semplice trascinarsi di giorno in giorno in attesa che si compia un miracolo in grado di cambiare in maniera radicale la nostra Vita. Vivere liberi significa accorgersi che siamo noi il miracolo che aspettiamo dall'esterno e lo possiamo fare accadere in ogni momento nelle nostre Vite per poter essere, finalmente, felici: BASTA CAMBIARE MODO DI PENSARE E, DI CONSEGUENZA, VEDERE LA VITA, RINGRAZIANDO DIO OGNI GIORNO DI ESSERE VIVI E POTER GODERE DI UN ALTRO RAGGIO DI SOLE, DI UN ALTRO SOFFIO DI VENTO, DELL'ODORE DEL CAFFE' A COLAZIONE, DEL SORRISO SPONTANEO DI UN BAMBINO.

Vincenzo Bilotta

domenica 26 maggio 2019

Chi si contenta è morto

"Non si può trovare passione nel modo di vivere mediocre. Non accontentatevi di una Vita che è meno di quella che siete capaci di vivere". (Nelson Mandela)

"Chi si contenta gode", recita un detto antico quanto questo pianeta. Ce lo sentiamo ripetere fin da bambini a casa, in chiesa, a scuola, dagli amici e conoscenti. La frase che condanna l'umanità a vivere nella mediocrità, a raccattare le briciole lasciate da chi proprio non si contenta mai... E gode senza fine!

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Alcune frasi sono state coniate da persone che, per paura o indolenza, non hanno mai OSATO andare oltre le proprie paure cominciando a vivere nell'amore per poter, poi, realizzare i progetti della propria anima. Queste frasi non solo andrebbero eliminate dal proprio vocabolario nell'utilizzo quotidiano ma, anche e soprattutto, dal proprio vocabolario emozionale. Come tutti sappiamo, la PAROLA E' MAGIA E CREA QUELLO CHE RAPPRESENTA QUANDO VIENE PRONUNCIATA.

Di conseguenza, chi crede ai detti e proverbi che sembrano calzare a pennello per i falliti, gli sconfitti e gli "sfortunati", cosa realizzerà nella Vita? Un tubo! Le frasi contenute in questi detti antichi, poco saggi e autosabotanti per chi li pronuncia, sono degli incantesimi che funzionano contro chi li pronuncia, in pratica magia nera che si rivolta contro lo stesso mago che la pratica... La maggior parte delle persone lo fa, in maniera meccanica, lo spero per loro, molti in maniera volontaria, specie i lamentosi.
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Venendo al titolo dell'articolo di oggi, ho voluto intitolarlo apposta "Chi si contenta è morto" perché è la verità. Con ciò non voglio dire che sia sbagliato RINGRAZIARE PER CIO' CHE SI POSSIEDE GIA'. Possiamo, anzi, dobbiamo ringraziare, giorno per giorno, attimo dopo attimo, il buon Dio per i talenti che ci ha donato, per la casa che possediamo, per il nostro stato di salute, ma questo è un altro discorso che esula dall'argomento di oggi e cioè il contentarsi.

Quando si ottengono dei risultati in qualsiasi campo, sia esso sentimentale, lavorativo, sportivo o economico, bisogna, sì, ringraziare, ma non contentarsi. Se ci si contenta si è morti. Si muore in quello stato perché contentandosi ci si adatta al modo di ragionare dell'umanoide medio tutto casa e lavoro, quello che, come si dice dalle mie parti "il poco gli basta e il troppo gli è superfluo".
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Quando ci si contenta è come se si dicesse all'universo: "Ok, ne ho abbastanza, fermati!". Vi sembra sensato? A me sa tanto di autosabotaggio... Perché contentarsi quando le risorse a nostra disposizione sono potenzialmente infinite? Perché, invece, non proviamo a RINGRAZIARE, ACCETTARE E RIMANERE APERTI AL MEGLIO, ALL'ULTERIORE ABBONDANZA CHE, SICURAMENTE, NON MANCHERA' DI VENIRCI INCONTRO SE RIUSCIAMO A RIMANERE IN UNO STATO DI APERTURA ED ACCETTAZIONE?

Non smettiamo mai di continuare a migliorarci, di ambire al meglio, di volere il massimo pur vivendo in maniera umile, non egoica, in uno stato non-competitivo col mondo esterno e, di conseguenza, coi nostri simili. Passiamo, invece, ad uno stato collaborativo, dove l'altro, l'esterno, non vengono visti più come antagonisti ma, semmai, come parametri di riferimento da imitare o superare nell'opera d'arte che sarà la nostra Vita se evitiamo di arenarci, di contentarci, di morire ancor prima di nascere e vedere la luce come persone nuove, risvegliate e pronte a VIVERE.
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Evitiamo la lamentela, smettiamo di contentarci, sforziamoci di migliorare, passo dopo passo, giorno dopo giorno, poniamoci al servizio degli altri in base alle nostre competenze, ai nostri talenti, il resto verrà da sè, perché ce lo meritiamo, alla fine è per questo che siamo nati, per realizzare la missione della nostra anima e splendere come tante stelle nel firmamento della Vita.

Vincenzo Bilotta

domenica 12 maggio 2019

Cerchi di controllare la tua Vita?

La Vita è un continuo accadere di eventi, è un fatto che nessuno può negare. Del resto le nostre anime lo sapevano quando si sono incarnate... Molti di noi, però, hanno dimenticato di avere un'anima e di essere qui per provare le esperienze terrene, ciò perché si sono identificati totalmente con il proprio sistema psicofisico e hanno preso troppo sul serio la Vita!

La gente che non ama la propria Vita è, senza dubbio, in una condizione di resistenza, cerca in tutti i modi di evitare il male per poter perseguire, vivere e sperimentare il bene. Perché ciò accade? Per la naturale tendenza, che un pò tutti noi abbiamo, a giudicare le nostre Vite e, di conseguenza, gli accadimenti con i quali interagiamo ogni giorno.
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Quando si giudica un evento come buono/cattivo, bello/brutto, inevitabilmente si tenderà a temere, com'è ovvio, il cattivo e il brutto cercando, viceversa, di ottenere/perseguire il buono e il bello. Ciò a causa del giudizio perché, in realtà, tutto accade lo stesso, non abbiamo nessun controllo sul continuo, naturale, fluire della Vita con le sue dinamiche. Il partner se ne va lo stesso, il nostro animale domestico muore, il datore di lavoro ci licenzia, la borsa crolla...

Cosa fare allora? Come porre fine alla sofferenza che sembra affliggere molte persone, facendole vivere in costante tensione? Il lavoro di osservazione, in questo come altri contesti, è essenziale per capire cosa non va nella nostra Vita, cosa andrebbe cambiato, eliminato o, semplicemente, accettato. Si, perché il più delle volte di mancata accettazione si tratta.
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La mancata accettazione, a sua volta, deriva da un giudizio emesso da chi non avrebbe voluto vivere la situazione che la Vita gli ha, invece, posto davanti... Non avrebbe voluto vivere il lutto, l'abbandono, il licenziamento, la malattia, il tradimento da parte dell'amico più fidato. In altre parole, chi non accetta, oltre a resistere alla Vita, a CIO' CHE E', vive nella sofferenza perché avrebbe voluto che le cose fossero andate diversamente, per come aveva, magari, programmato...

Ma di programmi, con la Vita, non se ne possono fare. Si può, certo, programmare la propria attività lavorativa, se avere bambini, un futuro trasferimento in un'altra città, un viaggio intorno al mondo ma poi si dovrà sempre tenere conto di ciò che la Vita avrà in serbo per noi. E la Vita, per inteso, non la si può controllare, la si può soltanto VIVERE FLUENDO CON ESSA SENZA OPPORRE ALCUNA RESISTENZA.
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Smettiamola di controllare le nostre Vite... Se piove è la natura che lo vuole, se muore qualcuno è la sua anima che lo decide, se un amico ci tradisce occorre prenderne atto e farne esperienza... Nessuno può avere certezza su nulla, solo la morte è certa! Per quanto riguarda tutto il resto bisognerebbe porsi, nei confronti della Vita con le sue dinamiche, in un atteggiamento di abbandono. Quando parlo di abbandono non mi riferisco alla supina rassegnazione ma, semmai, al lasciarsi andare come quando si nuota al mare smettendola di opporre resistenza, di essere rigidi, altrimenti si rischia di affondare...

Lasciamoci guidare dalla Vita, proviamo ad essere più intuitivi, ad aprire i nostri cuori e ad affidarci ad essa con fede e lasciamoci trasportare verso nuove spiagge, accettiamo nuove esperienze, apriamoci allo sconosciuto, diventiamo navigatori nel mare dell'ignoto prendendo tutto ciò con spirito d'avventura e non, come fanno molti, con ansia e paura.
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LA VITA E', NON GIUDICHIAMOLA; LA VITA SA, DIVENTIAMO SUOI ALLIEVI; LA VITA SCORRE, LASCIAMOCI ABBRACCIARE E TRASPORTARE DALLE SUE TIEPIDE ACQUE; LA VITA CI TOGLIE CIO' DI CUI NON ABBIAMO PIU' BISOGNO PERCHE', POSSIBILMENTE, I TEMPI SONO MATURI PER INTRAPRENDERE NUOVI PERCORSI E FARE ALTRE SCELTE, ACCETTIAMOLA E RINGRAZIAMO L'UNIVERSO PER QUESTO.

Provate a vivere senza voler controllare. Smettete di desiderare il bel tempo e cominciate a ballare sotto la pioggia; smettete di essere tristi perché il partner se ne è andato e godetevi un attimo di pausa per dedicarvi a voi stessi; smettete di essere arrabbiati se al lavoro vi hanno licenziati per riduzione del personale e inventatevi un nuovo lavoro; lasciate essere, smettete di voler controllare, di resistere alla Vita e al suo naturale divenire...
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Non siate mai nostalgici, non vivete nel rimorso, altrimenti probabilmente siete proiettati nel passato; non vivete nell'ansia di ciò che potrebbe accadere perché, scusate la franchezza, quel dopo potrebbe non arrivare mai... Tornate QUI, ORA, SMETTETE DI VOLER CONTROLLARE TUTTO E TUTTI E COMINCIATE A VIVERE, VE LO MERITATE!

Vincenzo Bilotta


domenica 28 aprile 2019

Impara ad amarti

L'educazione alla quale siamo sottoposti ci vuole perfetti. Essa, infatti, tende ad uniformarci alla massa, a renderci anonimi e poco reattivi, così non diamo fastidio a nessuno e ci lasciamo manipolare facilmente dall'alto. In quello che io chiamo il processo educativo-programmatico poco spazio viene lasciato all'individualità, sarebbe pericoloso avere in giro in questa società di burattini delle persone che riescono ancora a pensare autonomamente.

Ci viene insegnato ad uniformarci, a non dire mai ciò che realmente si pensa, a fare poche domande, si verrebbe considerati dei "rompiscatole". Ma voglio venire al punto di questo articolo, al nocciolo della questione: oggi voglio spiegarti come fare per amarti di più.
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Sì, lo so, non ne hai mai sentito parlare, né a scuola né, tanto meno, a casa. Nessuno in realtà sa come amare se stesso. Certo, in chiesa t'insegnano ad amare il prossimo, nel gruppo buddista t'insegnano la compassione ma nessuno, dico nessuno, ti ha mai spiegato come aumentare la tua autostima, il tuo amore verso te stesso, insomma, nessuno ti ha mai insegnato a volerti bene.

Per cominciare ad amarti devi, prima, cominciare a conoscerti. Per far ciò comincia a lavorare su di te, medita, viaggia da solo, stai più tempo per conto tuo sia pure a casa. In questo modo comincerai a conoscere meglio degli aspetti di te che non avevi mai preso in considerazione in quanto magari tendevi a stare più tempo con gli altri e a conoscerti in base a ciò che gli altri pensavano di te, in base ai "sentito dire".
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Smetti di credere a ciò che gli altri pensano di te. Aumenta la tua autostima, la tua autoconoscenza, lascia perdere cosa pensano gli altri su di te, siano impressioni positive o negative, va per la tua strada, quel che conta, l'ultima parola, devi essere tu ad averla, fa che sia una parola di amore verso te stesso, qualcosa che ti gratifichi e sia in grado di farti andare fiero di te.

Comincia, se non l'avessi mai fatto prima, a concederti degli spazi dove poterti rilassare e migliorare sia a livello interiore che esteriore. Trova almeno mezz'ora al giorno per meditare e rilassare la mente, questo spazio è di vitale importante per rilassarsi e lasciare fluire i pensieri superflui. Oltre a meditare, concediti degli spazi per curare il lato esteriore: vai in palestra, in un centro benessere, pratica yoga fisico o ballo se vuoi.
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Altro aspetto importante da non sottovalutare è il cominciare ad amare il proprio viso riflesso nello specchio: sorriditi ogni volta che ti vedi riflesso in uno specchio. Ciò, oltre ad aumentare la tua autostima ti permetterà di allenarti a sorridere di più agli altri e, di conseguenza, alla Vita.

Smetti di mettere gli altri sempre al primo posto... Sei tu che vieni per primo! No, non è un ragionamento da egoisti e, no, non è vero che viene la tua famiglia per prima! Prima vieni tu! Se non ti ami, non ti sostieni, non ti senti a tuo agio con te stesso, cosa puoi trasmettere di positivo alle persone che ti stanno accanto? Ben poco, credimi!
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Solo chi ama ed apprezza se stesso può cominciare ad amare ed apprezzare gli altri... La persona che si ama emana sicurezza, serenità, gioia di vivere, fa piacere starle accanto, condividere bei momenti nel corso della giornata. Sicuramente avrete frequentato persone che, invece, non si amavano per nulla, e non ditemi che vi ha fatto piacere stare con loro, in quei contesti si vorrebbe fuggire all'istante! Chi non si ama non ha nulla da dare agli altri, anzi... Spesso chi non si ama toglie il buonumore e il sorriso dalle labbra di chi incontra!

Vivi la Vita attimo per attimo, fa di ogni silenzio un dono, di una tazza di caffè una celebrazione, alla fine anche questo è amarsi, il sapere apprezzare le cose semplici della Vita fino a trasformarle in rituali sacri, fino a farle diventare meditazione, donando pace al cuore di chi riesce a vivere l'attimo senza pensare al dopo e alle persone che, interagendo con lui, hanno l'opportunità di condividere questa meravigliosa esperienza.
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Eccoti una piccola routine che puoi seguire, dei suggerimenti che, se applicati con costanza, potranno portarti a nutrire un maggior amore e una maggiore stima verso te stesso:

1) Ogni mattina, appena alzato, ringrazia Dio della meravigliosa opportunità che ti sta donando per averti concesso un altro giorno di Vita, fanne tesoro.

2) Dopo essere sceso dal letto, guarda la tua immagine riflessa allo specchio e, dopo aver pronunciato il tuo nome, fallo seguire dalla frase: TI AMO, poi sorridi.

3) Fa ogni cosa con gioia, la gioia di star bene con te stesso, a prescindere dalle persone che incontrerai nel corso della giornata.

4) Sii positivo, sempre. La Vita è un punto di vista, fa che il tuo sia il più luminoso di sempre!

5) Sii da esempio per gli altri. Mostra quanto ti ami, quanto tieni a te stesso in tutti gli ambiti: attività fisica, alimentazione, modo di pensare, lascia che gli altri seguano il tuo esempio senza mai obbligare nessuno.

6) Sii gentile. Un atto di gentilezza non costa nulla e gratifica soprattutto chi lo compie e, ovvio, chi lo riceve.

7) Dedica almeno un'ora al giorno a te stesso: lasciati sempre uno spazio a disposizione per rilassarti, concederti un massaggio, una sauna, andare in palestra, camminare, meditare, leggere, scrivere, giocare.

8) Lascia fluire i pensieri che non sono in linea con il tuo benessere: tieni dentro e potenzia solo ciò che ti fa stare ancora meglio ed elimina i pensieri inutili quali  giudizi dati e ricevuti, piccoli diverbi quotidiani e, in generale, tutto quello che costituisce un ostacolo alla tua gioia interiore.

9) Liberati da tutte le convinzioni limitanti riguardanti la tua autostima e il tuo valore che emergono nel corso della giornata e che possono influenzarne negativamente il suo andamento e, di conseguenza, il tuo umore.

10) Liberati dal tuo vecchio modo di pensare ed agire: ogni giorno elimina una vecchia abitudine che ha limitato, fino ad oggi, la libera espressione delle tue reali potenzialità.

Prova a seguire questi consigli e a farne un'abitudine tenuta costante per almeno 21 giorni, tale è il tempo minimo, infatti, affinché il tuo cervello possa eseguirli poi in automatico permettendoti, finalmente, di trasformare te stesso e, di conseguenza la Vita delle persone che avranno modo di interagire con la persona positiva che sarai diventata! Buona pratica e buona Vita!

Vincenzo Bilotta