domenica 19 luglio 2015

La lunga strada verso l'infinito

"In un viaggio conta di più come si percorrono i propri passi rispetto al raggiungimento della destinazione". (Vincenzo Bilotta)

Oggi voglio parlarvi di una strada: quella che porta, potenzialmente, verso l'infinito. Cosa significa tutto ciò? Innanzitutto spiegherò di quale strada parlo. La strada in questione è riferita a quella che viene imboccata per essere percorsa da chi decide il cammino verso la conoscenza di Sè. Quando si intraprende un lavoro del genere, non si sa mai dove si andrà a parare.

Bisogna dire, innanzitutto, che ci vuole COSTANZA E VOLONTA' per poter progredire lungo questa strada e, nonostante ciò, potrebbe accadere di non arrivare mai a destinazione, non in questa Vita almeno. Nulla va dato MAI per scontato perchè NIENTE E' PER SEMPRE.
(Immagine presa dal web)

Ecco perchè, come potete ben leggere dal titolo del presente articolo di oggi, parlo dell'infinito. Cos'è, poi, l'infinito? Ciò che non ha fine... Ecco, appunto! Questa strada verso l'auto-conoscenza ha come caratteristica, quella di poter durare all'infinito in molti sensi. Potrebbe durare all'infinito perchè non si riesce a raggiungere la meta o, ancora, perchè non si potrebbe finire mai d'imparare.

In ogni caso, dopo aver spiegato il significato del titolo dell'articolo di oggi, voglio parlarvi del fatto che molti ricercatori mirano, purtroppo, più al raggiungimento della meta che al godersi il passi che potrebbero avvicinare ad essa se compiuti in piena PRESENZA MENTALE.

Il fatto è che, quando si comincia un determinato percorso allo scopo di conoscere meglio le proprie potenzialità interiori al di là delle apparenze, ci si lascia spesso prendere dall'ansia di arrivare... Ma dove? Eppoi, si è davvero sicuri di arrivare? Essendo la società moderna dominata dalla cosiddetta "ansia da prestazione", ne consegue che l'uomo tecnologico abbia imparato a fare/volere tutto e subito in maniera meccanica, guidato da una forza che lo rende più sonnambulo che padrone delle proprie scelte.

Ma il cammino verso la ri-scoperta di Sè, essendo un cammino lungo e, potenzialmente, senza fine, non ha senso compierlo di fretta, cercando di arrivare a meta anche perchè di mete, qui, non ce n'è proprio nessuna. Anzi, quando si decide di lavorare su di Sè, bisogna concedersi del tempo e agire (non reagire, badate bene, altrimenti sarebbe troppo meccanico e scontato!) con lentezza, mirando a godersi più i passi, i fiori lungo la strada, i sorrisi di qualche passante che la meta vera e propria.
(Immagine presa dal web)

Chi non lavora su di Sè è paragonabile ad un guidatore su di un'auto lanciata a tutta velocità su una stradina
di campagna: esso cammina talmente veloce da vedere a stento perfino la strada, cosa importa se arriverà a casa? Cosa potrà raccontare di aver visto? Ben poco!

Chi, invece, decide di lavorare su di Sè, è molto più simile ad un pedone o, al massimo, ad un ciclista che decide di fare un giro sulla stessa stradina di campagna dove il suo collega ha corso in minor tempo rispetto a lui in maniera INCONSAPEVOLE ED AUTOMATICA. A differenza dell'automobilista, però, il ciclista/pedone ha la possibilità di ammirare il paesaggio, ascoltando i suoni della natura e sentendo i vari odori provenienti dalle varie specie di fiori presenti sul prato ai lati della strada.

Il ciclista/pedone sì che avrà di che parlare con amici e conoscenti quando sarà tornato a casa! Inoltre ne uscirà meno deluso e stressato rispetto a chi, invece, ha fatto tutto di corsa e in maniera MECCANICA E INCONSAPEVOLE.

Ho fatto questo esempio per condividere con voi quanto sia importante godersi il cammino intrapreso senza FRETTA NE' ASPETTATIVE, non pensando al dopo (futuro) nè al punto dal quale si è partiti (passato). Dopotutto, ciò che conta è il fatto stesso di ESSERE PRESENTI AI PROPRI PASSI, IL SENTIRE LE FOGLIE SECCHE SCRICCHIOLARE SOTTO LE SUOLE E FARE TUTTO CIO' SENZA PREOCCUPARSI DEL PANORAMA CHE SI POTRA' PRESENTARE DOPO LA PROSSIMA CURVA.

Vincenzo Bilotta

domenica 5 luglio 2015

Non siamo mai soli

Oggi, come articolo, ho deciso di pubblicare un altro capitolo bonus del mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA. Esso s'intitola NON SIAMO MAI SOLI. Prima di lasciarvi alla sua lettura, vi ricordo che, qualora foste interessati, potrete acquistarlo presso: YOUCANPRINT, AMAZON, IBS LIBRI, LA FELTRINELLI, MACROLIBRARSI (A questo sito potete accedere direttamente cliccando sulla copertina del mio libro che trovate alla vostra destra), IL GIARDINO DEI LIBRI, HOEPLI, INMONDADORI, oppure ordinandolo presso le vostre librerie di fiducia.

Narra un’antica leggenda indiana che un giorno, un re, per mettere alla prova la saggezza di  due suoi sudditi, li chiamò a corte per affidare loro delle buste contenenti al loro interno lo stesso manoscritto. Dopo avere consegnato queste buste, diede loro ordine di aprirle solo quando fossero stati sicuri di essere soli; essi accettarono di buon grado il loro incarico e se ne andarono. 

Passò poco tempo quando uno dei due sudditi tornò dal re, dicendo di avere espletato l’incarico, mentre invece passavano i mesi ma dell’altro suddito non si avevano più notizie. Un bel giorno, quando ormai il re aveva perso ogni speranza di rivederlo, il suddito tornò.

Esso era sereno e, al contempo, dispiaciuto quando, alla domanda del re su dove fosse stato nei mesi precedenti rispose: ”O mio re, nei mesi seguenti la consegna del manoscritto sono stato in giro per i luoghi più solitari dell’India. Sono stato dentro le grotte più nascoste, nelle foreste più fitte. Tutto ciò nella speranza di trovare un luogo  in cui poter leggere il tuo manoscritto senza essere visto da nessuno, ma non sono stato mai solo. 
(Immagine presa dal web)

Infatti mi sentivo sempre in compagnia di qualcuno che vegliava su di me. Quel qualcuno è presente in ogni cosa e non mi abbandonerà mai: esso è Dio. Alla fine ho deciso di tornare, per consegnarti la busta ancora sigillata, perché non ho potuto leggerla”.


Allora il re lo lodò e gli disse che era lui, tra i due, il suddito più saggio, perché aveva capito che Tutto è Uno e nulla è separato. Tutto è interconnesso e mai saremo soli. Questa breve ma interessante storiella ci introduce ad uno degli argomenti più importanti di tutto il libro. In questo capitolo parliamo infatti della solitudine. Essa è temuta e vista come un nemico mortale da molte persone. Tutti ne abbiamo avuto paura, almeno una volta, nel corso della nostra vita.


La paura di restare soli è direttamente collegata a quella della morte. Bisogna tuttavia dire che se nel corso della nostra vita cerchiamo la solitudine per riflettere, allora non ne avremo mai paura, diversamente sarà nel caso in cui ci sarà quasi imposta. 

Partendo dal fatto che i più grandi veggenti e saggi d’oriente sono diventati tali dopo aver abbandonato le compagnie comuni allo scopo di ricercare e trovare se stessi attraverso l’isolamento, quello della solitudine è solo un mostro creato e tramandato da una civiltà, quella occidentale, sempre più ansiosa e dipendente (non interdipendente) dagli altri.

In realtà non siamo mai soli, perché siamo parte del Tutto e, quindi, siamo sempre connessi alla fonte (Dio) che ci guida e ci suggerisce la Via, specie nei nostri silenzi più profondi e nei momenti in cui ne abbiamo più bisogno, a patto che sappiamo rimanere in ascolto. Del resto, la quiete, quella vera, se ci fate caso, la si raggiunge durante la meditazione, proprio quando si è soli con se stessi. 

Ognuno di noi ha, sin dalla nascita, uno spirito guida che lo segue e lo protegge, consentendogli di affrontare nella maniera più opportuna le diverse sfide che la vita, man mano che va avanti, gli pone dinanzi.

Questo spirito guida lo si può chiamare con vari nomi quali: Angelo Custode, Dio, Sé, ma l’essenza non cambia. Esso esiste ed è con noi, sempre, allo scopo di proteggerci e guidarci. Basta mettersi in ascolto ed essere ricettivi per sentirlo; alcuni riescono perfino a parlargli o a vederlo. 

Ma, al di là di tutto ciò, a volte esso non si manifesta necessariamente davanti ai nostri occhi; spesso vive nei nostri pensieri, quelli più puri, nelle nostre ispirazioni, nelle nostre idee più geniali, altre volte, invece, risiede nei nostri cuori ed alimenta le nostre passioni. 

E’ essenziale capire che solo abbandonando tutte le nostre paure avremo modo di poter interagire e connetterci con il nostro spirito guida. A quel punto esso ci permetterà di raggiungere i traguardi più ambiti, di capire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato per noi, senza l’aiuto di nessun altro, basandoci solo sull’ascolto di noi stessi, perché Egli dimora al nostro interno e vuole il meglio per noi, da sempre. 

Da oggi in poi, quindi, ascoltate dentro di voi, specie nei momenti in cui siete soli e troverete lo spunto creativo per realizzare cose che non avevate mai osato nemmeno pensare di poter riuscire a compiere. E’ dal silenzio che nasce quella connessione col nostro spirito guida che ci permette di iniziare ad attingere ad un’energia creativa capace di costruire nuovi mondi attraverso un solo cambiamento nel modo di pensare, restando QUI E ORA! 
(La copertina del mio libro)

Da oggi, quindi, quando avete necessità di realizzare nuovi progetti, appartatevi e rimanete in ascolto e vedrete che, proprio dal silenzio che prima temevate, etichettandolo con la parola solitudine, nasceranno le soluzioni a tutti i vostri problemi e la pace tornerà a regnare nel vostro mondo interiore, non più turbato da caotiche interazioni con le persone sbagliate. Spesso, infatti, ci si accorge che le migliori decisioni vanno prese da soli, perché l’influenza degli altri a volte porta solo confusione e incertezze sul da farsi, in quanto non sempre i consigli sono dati a fin di bene. 

Accade spesso, infatti, che essi siano dettati dalla gelosia altrui nei nostri confronti e porteranno in tal caso, come conseguenza, al loro interno, il seme del fallimento. Quindi, da oggi, imparate a sbagliare da soli senza più dare la responsabilità dei vostri errori agli altri e vedrete che, se supererete la paura del fallimento, magicamente emergeranno dal vostro io più profondo le soluzioni a tutti i vostri problemi. 

Evitate di sentirvi soli, perché, anche se non lo sarete mai in realtà, così facendo rischiate di attirare a voi situazioni di solitudine. Ciò avverrà per mezzo della Legge dell’Attrazione, in quanto, come detto in precedenza, un piccolo pensiero, se focalizzato su un evento o persona, ne attirerà uno ben maggiore; questo è il meccanismo che governa l’intero universo, come la forza di gravità ci permette di mantenere una certa densità fisica e di non volare via o disintegrarci in polvere. 

Sentitevi sempre completi e in connessione col Tutto, e il Tutto, grazie alla Legge dell’Attrazione, vi ricompenserà con situazioni ed eventi che vi faranno inserire in contesti all’interno dei quali non sarete mai soli. Imparate a non temere più la solitudine, in quanto essa è solo una creazione della nostra mente e deriva direttamente dal modo di pensare comune che sin da piccoli siamo stati costretti a subire perchè facenti parte di una comunità di persone che hanno pensato in maniera ansiosa e ansiogena creando problemi allloro salute per cose molte volte inesistenti. 

Dopotutto, come diceva giustamente Aristotele: ”Chiamiamo libero colui che esiste per se stesso e non per un altro”. Allluce di quanto detto, assumetevi la responsabilità di crearvi il vostro spazio di solitudine e scoprirete che, al di là dei fantasmi generati dalla vostra mente, si celano la soluzione a tutti i vostri problemi e la strada che vi consentirà di connettervi finalmente con Dio per realizzare l’unità attraverso lliberazione dall’Ego.

Vincenzo Bilotta

domenica 28 giugno 2015

L'elisir di lunga Vita

Era giovane ed in salute, mangiava sano, faceva sport ma, nonostante tutto, è morto giovane all'improvviso. Quante volte avrete sentito dire ciò, magari da chi si consola del fatto che non serva a nulla essere dei salutisti solo per prenderlo come pretesto per continuare a vivere ed alimentarsi in maniera errata?

Ma per quale motivo ci si trova, a volte, a non essere in perfetta forma nonostante si segua un regime alimentare vegano, si mediti due ore al giorno e si creda nell'amore universale? Cosa fa, in realtà, la differenza tra il vivere in perfetta salute psicofisica e il morire giovani? Sicuramente, l'eliminazione o la riduzione delle proteine animali dalla propria dieta è una scelta intellligente e salutare. D'altronde, il meditare aiuta a sviluppare le proprie capacità introspettive e ad aumentare la propria connessione con il Tutto.
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Tuttavia, essi, da soli, non bastano. In realtà, diversi sono i fattori che, se tenuti in considerazione ed integrati in maniera adeguata alla propria ruotine quotidiana, potranno consentirci di vantare una salute perfetta ed una conseguente longevità. Sicuramente, un'alimentazione vegana potrà esserci d'aiuto allo scopo di disintossicare il nostro organismo dalle tossine accumulate nel corso della nostra Vita attraverso l'assunzione dei conservanti contenuti nei cibi confezionati.

Ma, l'alimentazione da sola, non basta. Molti si accaniscono con l'alimentazione e, chissà perchè, invece di trarne benefici, sono sempre in pessima forma, arrabbiati e in lotta contro il mondo. Occorre considerare il fatto che, molti vegani ritengono che il loro sistema nutrizionale sia l'unico modo per vivere sani e in salute. Ciò è vero, ma solo in parte.
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Infatti, oltre alle tossine esogene (sono quelle che introduciamo nel nostro corpo dall'esterno attraverso i cibi che ingeriamo, i vaccini, le bevande e l'aria che respiriamo), esistono le tossine endogene (sono quelle che produciamo noi stessi attraverso i pensieri negativi che generano stress e producono, di conseguenza, i radicali liberi).

Queste tossine endogene (nel caso in cui vogliate approfondire l'argomento, ne parlo dettagliatamente nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDITORE), concorrono, assieme a quelle di tipo esogeno, al processo d'intossicazione del nostro organismo, contribuendo, per ciò stesso, alla sua esposizione al rischio di squilibrarsi energeticamente (o ammalarsi, come dicono ancora i medici materialisti).
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Se, per smaltire le tossine esogene, esistono l'alimentazione prettamente vegetariana o vegana abbinata ad esercizi di pranayama (respirazione yoga), per quanto riguarda le tossine endogene esistono esercizi che hanno lo scopo di liberare la mente dai pensieri tossici. Fra queste tecniche vanno sicuramente annoverate la meditazione, l'E.F.T., lo yoga, il training autogeno, il massaggio etc.

Abbiamo parlato di alimentazione vegana, pranayama e meditazione come elisir di lunga Vita, ma la lista, se si vuol vivere davvero felici e in salute, non è ancora finita. Elemento fondamentale, affinchè si possa vivere ed evolvere ancora per molto tempo, è costituito dalla risoluzione dei conflitti legati al passato e ai relativi vissuti.

In altre parole, si può essere vegani quanto ci pare, meditare 6 ore al giorno ma, se viene a mancare questo elemento, la formula non risulterà completa. Come si fa a risolvere i conflitti legati al passato e non ancora elaborati in maniera corretta? Innanzitutto occorre guardarli senza timore. L'osservazione porta alla luce e consente di fare opera d'introspezione e chiarezza all'interno della propria Vita.

Dopo averli osservati, la prima reazione sarà il risveglio dell'emozione direttamente collegata all'evento in questione. A questo punto, occorrerà, se davvero di vorrà vivere in salute, accettare l'emozione COSI' COM'E', senza resistere ad essa. La resistenza, infatti, comporta un dispendio energetico e voi le vostre energie dovreste utilizzarle per risolvere il conflitto.

Dopo aver accettato l'emozione così com'è, imparate ad apprezzare il modo di agire che avete avuto quando è successo l'evento scatenante il conflitto, AMANDOVI ED ACCETTANDOVI per ciò che siete stati in grado di fare allora in base ai mezzi e le competenze a vostra disposizione a quel tempo. Il passo seguente sarà costituito dal PERDONARE.
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Il perdono è l'arma più efficace, la soluzione definitiva dei vostri conflitti legati ad un passato irrisolto. PERDONATE VOI STESSI, GLI EVENTI E LE PERSONE CHE VI HANNO CAUSATO SOFFERENZA. FATELO IN MODO INCONDIZIONATO. SE CI RIUSCIRETE SARETE LIBERI.

Da oggi conoscete i motivi per cui molti stanno male nonostante meditino e mangino biologico. Mi correggo: più che i motivi dovrei parlare del MOTIVO. Esso, infatti, è unico e, da solo, basta a distruggere una Vita intera. Il suo nome è ODIO. L'odio è l'opposto del perdono. L'odio porta veleno nelle nostre Vite, il perdono, viceversa, è l'antidoto ad una Vita piena di veleni ed incomprensioni oltre che di disagi psicofisici.

Adesso conoscete la formula dell'elisir di lunga Vita. Essa è costituita da tanti elementi che, SOLO se messi assieme, potranno condurre allo stato di salute psicofisica perfetta. Ricordate che, se fare attività fisica allunga la Vita al corpo, mangiare e respirare bene lo rende più vitale, meditare disintossica la mente dai pensieri stressanti, SOLO PERDONARE RENDE IMMORTALI E CI RIUNISCE A DIO.

Vincenzo Bilotta

domenica 7 giugno 2015

Interazioni costruttive

L'interazione con gli altri è fondamentale. Essa permette la crescita personale e l'evoluzione dell'individuo. Ovviamente, non sempre l'interazione avviene con le persone che preferiamo. Capita a volte, infatti, che ci si trovi ad interagire con persone non proprio simpatiche che ci trattano in maniera scortese.

In questi casi la prima reazione sarebbe di allontanarli o di litigarci. Ma, invece di reagire, occorrerebbe, anche in presenza di persone che non sono di nostro gradimento, AGIRE per evolvere. Ogni persona ha SEMPRE qualcosa da insegnarci, sia pure essa maleducata o anche quando non la pensi come noi. E' il gioco degli opposti, bene/male, educato/maleducato, onesto/disonesto, buono/cattivo.
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Conosco molte persone che, dopo aver vissuto alcune esperienze non proprio costruttive coi loro amici, parenti o conoscenti, decidono di isolarsi e non avere a che fare che con pochissimi fidatissimi amici. Questa gente, ce n'è parecchia in giro, rischia l'isolamento pressochè totale. Oltre a ciò, queste persone rischiano di non poter evolvere ulteriormente.

E' solo attraverso l'altro che evolviamo e facciamo esperienza. Il trucco sta nell'evitare di giudicare gli altrui comportamenti cercando, invece, di capirne il motivo senza entrare in conflitto o in reazione. C'è sempre da imparare. Qualsiasi persona entri nella nostra Vita, viene per insegnarci e perchè ci serve per crescere.

Ricordate che, in ogni caso, siete voi stessi ad attirare nella vostra Vita le persone alle quali penserete di più. Ciò avverrà grazie alla Legge dell'attrazione. Il pensiero crea, permettendo la materializzazione, dopo un certo periodo di tempo, degli oggetti, situazioni, persone alle quali avremo più pensato.

Non prendetevela, quindi, con gli altri se le cose non vanno come avreste voluto, semplicemente CAMBIATE PENSIERO. In ogni caso non smettete mai d'interagire con gli altri a meno che non vogliate smettere di crescere ed evolvere. Non è scappando in un monastero sperduto in Tibet che riuscirete a risolvere i vostri problemi. Anche lì, infatti, non cambierà nulla se non riuscirete a fare chiarezza nella vostra Vita, risolvendo una volta per tutte i vostri conflitti.
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Non parlate solo con chi date per scontato possa offrirvi qualcosa per migliorare le vostre conoscenze. Ciò semplicemente perchè non sapete mai quanto saggia possa essere una persona. Le persone non vanno giudicate dalle apparenze, ma da quello che riescono a trasmettervi quando parlerete con loro. A volte non basta essere vestiti di bianco ed aver vissuto in India per 20 anni per potersi definire dei "guru".

Spesso le perle di saggezza le potrete attingere da un vagabondo incontrato per caso alla stazione o da un extracomunitario fermo ad un semaforo. Bisogna avere OCCHI PER VEDERE ED ORECCHIE PER ASCOLTARE. Solo quando si sarà pronti si potrà far tesoro di ogni esperienza interattiva col nostro prossimo, MAI prima.

Se non si è pronti, nemmeno al cospetto del Dalai Lama o dopo aver letto 1000 libri si sarà in grado di trasformare la propria Vita. Quando si avrà l'apertura di cuore necessaria, solo allora perfino l'incontro con una persona comune potrà essere fonte di arricchimento ed evoluzione per noi.

Vincenzo Bilotta

domenica 24 maggio 2015

La memoria dell'acqua

Il nostro corpo è formato per il 75% di acqua. Essa è l'elemento indispensabile affinchè possano avvenire tutte le funzioni fisiologiche basilari atte a mantenere l'omeostasi all'interno del nostro organismo. L'acqua è il secondo elemento in ordine d'importanza subito dopo l'aria: come tutti sappiamo, si può rimanere senz'aria pochi minuti, senz'acqua alcuni giorni mentre di può digiunare fino a 30 giorni ed oltre, a patto di mantenere il giusto equilibrio idrico.

Quello che pochi sanno è che l'acqua ha una sua memoria. A scoprire ciò è stato il Dr. Masaru Emoto, scienziato recentemente scomparso che ha dedicato la sua Vita alla ricerca sull'acqua. In particolare, egli scoprì come congelando l'acqua e sottoponendola a suoni o parole, essa reagisse in maniera differente a seconda del tipo di musiche o parole utilizzate.
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Se, ad esempio, venivano utilizzate musiche rilassanti come la musica classica, l'acqua tendeva a formare dei cristalli di straordinaria bellezza, ciò avveniva anche nel caso in cui nel contenitore, in cui si trovava l'acqua precedentemente congelata, venivano scritte, su foglietti di carta poi applicati con del nastro adesivo, parole quali AMORE, GRATITUDINE o PREGHIERE APPARTENENTI A DIVERSE RELIGIONI.

Diverso era il caso in cui all'acqua si fosse fatta "ascoltare" musica heavy metal, satanica o con componenti caotiche e violente. In tali casi, come nel caso in cui, del resto, venivano applicati ai contenitori contenenti acqua congelata parole quali odio, morte, distruzione, vendetta etc., l'acqua produceva cristalli di forma sgradevole o addirittura, in molti casi non ne produceva nessuno.
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In vista di ciò si capisce come, essendo il nostro corpo, ed in particolare le nostre cellule, formato da acqua, le parole e i suoni possano avere un ruolo determinante per il mantenimento dello stato di salute o per la sua perdita a seconda dei casi.

Di ciò ne parlo anche nel mio libro, L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDITORE, dove accenno all'importanza del corretto utilizzo della parola, specie da parte della classe medica durante le diagnosi nelle corsie ospedaliere.
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Ecco quanto sono importanti le parole e perchè da secoli il buddismo parla di gentilezza e non-violenza! Poichè le nostre cellule sono intelligenti ed essendo formate in gran parte da acqua, ecco quanto è importante per il mantenimento del corretto equilibrio psicofisico dire e sentirsi dire parole d'incoraggiamento, fare e ricevere gentilezze, amare ed essere amati, provare gratitudine.

IL MONDO VIVE NEL CAOS PERCHE' LE PERSONE SONO SEMPRE MENO CAPACI DI AMARE, RINGRAZIARE E CHIEDERE SCUSA. C'è troppa inibizione dovuta ad una cultura basata sull'obbedienza e le convenzioni, dove esprimere se stessi e la propria indole diventa spesso difficile o, in molti casi, controproducente.

Quanti di voi hanno il coraggio di ringraziare ed amare? Magari molti! Diverso è il caso in cui si tratti di chiedere SCUSA. Allora lì è cosa ben diversa! Si tratta di lavorare su di sé per scoprire che, in realtà nessuno ha ragione e nessuno ha torto, solo OGNUNO HA LE PROPRIE IDEE SVILUPPATE NEL CONTESTO NEL QUALE E' NATO, CRESCIUTO E HA RICEVUTO L'EDUCAZIONE.

E' più facile dar torto, essere violenti e voler avere ragione a tutti i costi piuttosto che chiedere scusa! In tutto ciò, chi ne fa le spese, oltre ai rapporti interpersonali che ne risentono com'è ovvio, è il nostro organismo a livello cellulare prima, globale in un secondo momento, dopotutto, ogni cellula è una perfetta copia del nostro intero organismo.
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Quando proviamo risentimento, rabbia e, in generale, emozioni negative, è come se scrivessimo nel nostro contenitore-corpo delle parole che mandano questi messaggi negativi alla nostra acqua cellulare condizionando, per ciò stesso, il nostro equilibrio omeostatico.

Impariamo a chiedere scusa, ad ascoltare gli altri prima di attaccarli, a prenderci degli spazi tutti per noi all'interno dei quali meditare, fare attività, essere creativi, imparando ad amare ciò che facciamo e, in primo luogo, imparando ad amare noi stessi! Questo avrà degli effetti sorprendenti sulla nostra salute, garantito!

Vincenzo Bilotta





domenica 10 maggio 2015

La formula della felicità

Tutti siamo alla ricerca della felicità. Ognuno ha i suoi momenti felici ma, spesso, non sa goderseli perchè durano veramente poco. Ma poi, pensandoci bene, la felicità è una questione ben più profonda del semplice accadimento che ci rende gioiosi. La felicità è una questione di abitudine, un modo di vivere ed interpretare la Vita in maniera positiva a prescindere dal tipo di accadimento vissuto.

Nessuno ha, in realtà, una formula in grado di rendere tutti felici. Ciò è dovuto al fatto che ciascuno di noi ha i propri filtri mentali e, in base a questi, la propria percezione di un'esperienza come felice o triste. Uno stesso evento oggettivamente neutro può, tuttavia, suscitare diverse reazioni su soggetti diversi. Ognuno di loro, infatti, potrà ricollegare a quel determinato evento ricordi più o meno gioiosi e, proprio in base a ciò, la mente classificherà un determinato accadimento come felice o triste.
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La conseguenza di quanto detto sarà che ognuno di noi dovrà sperimentare la sua formula personale della felicità, unica, inimitabile e incedibile. Alcuni saranno felici per il solo fatto di essere vivi e poter camminare un altro giorno su questo bel pianeta. Altri saranno alla continua ricerca della felicità senza, peraltro, mai trovarla o, se riusciranno a trovarla, sarà per degli attimi che non riusciranno nemmeno a godersi.

Per alcuni la felicità non arriverà mai, per altri potrà arrivare quanto meno se lo aspettano. In entrambi i casi, però, queste persone non sanno che sono stati loro, attraverso il loro modo di pensare, a crearsi quel determinato tipo di realtà. Il mondo, come sappiamo, è oggettivo, neutro. Ciò in linea generale. Tuttavia esso viene visto in maniera diversa da ogni singolo abitante del pianeta terra. 

A seconda del tipo di visione che si avrà, si formuleranno determinati pensieri che andranno a creare, attraverso la loro potente energia ( il pensiero è energia, ricordatelo sempre), la realtà che si andrà a vivere. Questa realtà sarà diversa sia a seconda della persona che la vivrà che del tipo di pensiero che avrà formulato prima ancora di viverla.

IL PENSIERO CREA ATTRAVERSO LA LEGGE DELL'ATTRAZIONE. Se ancora oggi non siete riusciti ad essere felici, probabilmente sarà perchè fino a questo momento non avete formulato pensieri felici nella vostra mente. Diversamente, se foste stati più positivi, pensando in maniera positiva e ringraziando Dio per il dono della Vita stessa, sicuramente avreste vissuto esperienze felici e gratificanti.
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Ma non tutto è perduto, siete sempre in tempo per cambiare pensiero e vivere la Vita e le esperienze dei vostri sogni. BASTA SAPER PENSARE E SAPER CHIEDERE. Al resto ci penserà l'universo con la legge dell'attrazione. Anche se non riuscite ancora a crederci, potete sempre provare. Se non doveste riuscirci, occorrerà lavorare sulle resistenze del subconscio allo scopo di eliminarle per poter finalmente trasformare la vostra Vita e diventare finalmente protagonisti del vostro sogno più bello.

Niente è impossibile, basta volerlo ed insistere fino ad ottenerlo. La formula della felicità è composta da diversi ingredienti fra i quali: entusiasmo, gratitudine, ottimismo, gioia incondizionata e capacità di cambiare pensiero per attirare a se ciò che si desidera. Adesso che sapete come fare non vi resta che mettere in pratica e vivere felici!

Vincenzo Bilotta

domenica 26 aprile 2015

Un'ora al giorno

Viviamo nella società del fast food. Tutto viene fatto e consumato in fretta, persino corpi e menti sono ormai logorati, nessuno ha spazio per se e per le proprie esigenze vitali. Si corre senza meta, cercando di sopravvivere in una giungla di regole dettate dall'alto al solo scopo di renderci schiavi e succubi di un sistema manipolato ed artefatto.

Si è perso il contatto con se stessi e con la natura, troppo impegnati dietro i messaggi in arrivo sugli smart phone che stanno rendendo le persone dei cadaveri ambulanti. In strada ormai non ci si guarda più in faccia, molte persone non si accorgono di nulla, nemmeno del fatto che stanno per attraversare la strada in maniera automatica mentre continuano a fissare come ebeti il proprio palmare.

Ormai si è perso da tempo il contatto con se stessi, si corre come robot da un'incombenza all'altra. La presenza mentale? Beh, c'è sempre tempo, prima bisogna finire il lavoro, mandare la mail, badare alla casa, famiglia, figli, auto etc. E voi? Riuscite ancora a trovare tempo da dedicarvi?

Molta gente non ha tempo per se, lo dedica solo alle cose/persone nel corso della giornata. Quando finisce tutti i compiti quotidiani succede spesso che ne esca svuotata delle energie che potrebbe usare a proprio vantaggio per una bella passeggiata, un'ora in palestra per la sua pratica preferita o, semplicemente, per fare ciò che più le piace per scaricare la tensione accumulata nel corso della giornata.
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Una domanda: quanto tempo dedicate a voi stessi nell'arco della giornata? Molti miei conoscenti non sanno cosa rispondere, forse perchè non hanno mai pensato al fatto di essere degni di avere del tempo libero! Che assurdità! Eppure il tempo per se stessi è una cosa sacra che andrebbe tutelata a costo di prendere meno impegni con gli altri.

Il titolo di quest'articolo è UN'ORA AL GIORNO. Tale è il tempo minimo che una persona dovrebbe dedicare a se allo scopo di fare le cose che le piacciono e la fanno stare bene e rilassata. In quest'ora si dovrebbero fare le cose che, negli altri momenti della giornata, non si ha mai il tempo di fare. 

Si può, come detto sopra, praticare un hobby, uno sport e, in generale, un'attività che ci consenta di staccare dalla routine, permettendoci al contempo di ricaricarci di energie preziose che ci facciano recuperare a livello psicofisico. Quest'ora potreste prendervela al mattino presto, praticando il vostro sport preferito prima di andare al lavoro oppure nella pausa pranzo o, se non riuscite, la sera dopo il lavoro.

L'importante è che riusciate a trovare, nel corso della giornata, un'ora da dedicare a voi. Quest'ora è proprio un regalo, un premio che vi concedete dopo aver svolto le vostre mansioni quotidiane. Attraverso questa nuova abitudine (qualora non l'aveste presa già) riuscirete a tenere sotto controllo i livelli di stress che la routine a volte può comportare.
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Non permettete a nessuno e per nessuna ragione di rubarvi la vostra ora. Al massimo, se prendete un impegno con una persona a voi cara, semplicemente spostate l'ora da dedicarvi ma non saltatela. Questo, lungi dall'essere un segno di egoismo come, invece, ci hanno insegnato in questa società di manipolatori/educatori, costituisce un segno di amore nei vostri confronti.

Dopotutto, solo chi riesce ad amare se stesso potrà condividere il proprio amore e, di conseguenza, riuscire ad amare anche gli altri. Imparate, se non ci foste ancora riusciti, ad amarvi e rispettarvi, concedendovi ciò di cui avete bisogno senza sentirvi, per questo, degli egoisti. Amare se stessi non è egoismo, amare se stessi è onorare Dio, il nostro Dio interiore, la nostra Vera Essenza, questa è la vera spiritualità e la strada verso l'equilibrio psicofisico.

Vincenzo Bilotta