mercoledì 18 settembre 2024

Impara a dire GRAZIE!

Viviamo in una società fatta di lamentosi. I posti dove passiamo più tempo fin da piccoli, ossia casa, scuola, palestra, locali pubblici, ci educano, ci invogliano a lamentarci. In Sicilia c'è un detto che recita: "Vo' stari bonu? Lamentati!" (Trad. "Vuoi stare bene? Lamentati!"), in pratica è una sorta d'invito scaramantico a lamentarsi, allo scopo di attirare a sé il bene, un po' contraddittorio direi...

In questa società di lamentosi è facile intuire il perché ci sono tante persone scontente, arrabbiate, depresse e con diversi disturbi psicosomatici. Anche i mass media, del resto, fanno la parte del leone in fatto di lamentela: notizie di cronaca nera a mai finire, guerre, futuro incerto e via dicendo, l'elenco potrebbe continuare all'infinito...


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Il fatto è che nessuno ci ha insegnato a dire GRAZIE, ad essere grati. La gente non sa dire grazie perché è troppo impegnata a lamentarsi e, di conseguenza, a cercare dei motivi, all'interno della propria Vita, per i quali esprimere lamentela.

Ma imparare a ringraziare non è poi così difficile, semmai è una questione di FOCUS, di attenzione da dedicare a ciò che ci fa stare BENE e non, come fa la maggior parte dei non-pensanti, a ciò che provoca disagio, ansia, angoscia, rabbia, paura, odio e via dicendo.

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Certo, l'educazione e gli ambienti nei quali cresciamo non ci aiutano, di certo, a concentrarci sulle cose per le quali poter essere grati, ma questa è solo una questione di focus, come dicevo prima. Se i nostri insegnanti, genitori, amici, allenatori e parenti ci hanno insegnato a lamentarci, ciò è dovuto al fatto che, essi stessi, prima di noi, hanno imparato negli ambienti nei quali sono cresciuti, a lamentarsi.

Essi, prima di noi, semplicemente si focalizzavano su ciò che li metteva a disagio invece di concentrare la loro attenzione su una o più cose che avrebbero potuto farli sentire grati. A ciò si aggiunga il fatto che viviamo, ormai, in una società dove si vuole avere sempre di più e se non si riesce ad ottenere ciò che si vuole in maniera quasi istantanea, allora ci si lamenta, gli esseri umani sono diventati degli eterni incontentabili.


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E pensare che basterebbe imparare a volgere lo sguardo verso le cose positive, quelle che, se ci pensassimo anche per un solo istante, potrebbero migliorare sia il nostro umore che il nostro stato di benessere psicofisico...

Ma non tutto è perduto, e la via per imparare ad essere grati è più semplice di quanto si possa pensare. Provate a fare il seguente esercizio: ogni mattina appena alzati e la sera prima di andare a dormire, provate a RINGRAZIARE per uno o più motivi che vi fanno sentire GRATI e, se proprio non ne trovate, allora ringraziate, mattina e sera, per il solo fatto di essere vivi!

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Con il tempo e con l'esercizio capirete che la lamentela, così come la gratitudine, sono questione di attenzione focalizzata, oltre che di scelta. Anche se continuerete ad avere tanti motivi per cui lamentarvi, voi continuare a NON DARE ENERGIA ad essi e volgete la vostra ATTENZIONE anche su un solo motivo che vi fa sentire grati alla Vita, a Dio e all'universo.

L'ENERGIA VA DOVE VA L'ATTENZIONE. DEDICATE LA VOSTRA ENERGIA ALL'AMORE, AL PERDONO E, NON DA ULTIMO, ALLA GRATITUDINE, SMETTETE DI SPRECARE ENERGIA CONCENTRANDOVI SULLA LAMENTELA E, QUANDO TROVATE DEI MOTIVI PER CUI LAMENTARVI, RIMANETE IN SILENZIO E IN OSSERVAZIONE DEL PENSIERO DI LAMENTELA SENZA, TUTTAVIA, ESPRIMERLO A PAROLE, SEMPLICEMENTE LASCIATELO ANDARE, NON VI APPARTIENE!

Vincenzo Bilotta

lunedì 2 settembre 2024

Ascoltare il proprio corpo

Viviamo in una società dove si ripone tanta, troppa fiducia in qualcuno/qualcosa che sta al di fuori di noi. Di conseguenza, ci si affida alla scienza per il benessere fisico, alla religione per il benessere spirituale e, così facendo ci si toglie ogni potere di gestire la propria Vita ed essere felici in maniera indipendente rispetto all'esterno.

Molte persone vanno dietro alla scienza e ai suoi studi che scoprono ogni giorno nuove proprietà in una sostanza per poi smentirle il giorno dopo, dicendo addirittura che è nociva all'organismo. La cosa fondamentale che molte persone dovrebbero capire, è che la scienza è umana, fallace e contraddittoria e non può sostituirsi al sentire di ciascun individuo rispetto al proprio corpo e alle sue necessità.

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Ogni esperimento scientifico è valido solo se ripetibile, questo è uno dei motivi per cui l'omeopatia non è considerata dalla scienza ufficiale. I rimedi omeopatici, infatti, sono individuali e cambiano da persona a persona rispetto ai modi, tempi e dosaggi, mentre i rimedi della scienza, quelli allopatici, per intenderci, per essere giudicati efficaci devono funzionare su un ampio campione di soggetti sui quali vengono sperimentati prima dell'immissione in commercio.

Ma della scienza non ci si può fidare, visto l'abominio che hanno combinato a partire dal Marzo 2020 attraverso le sperimentazioni di massa contro il truffa-virus. In realtà la scienza è poco credibile, in quanto, come dicevo prima, tende a generalizzare su tutto quello che riguarda la salute dell'uomo, anteponendo i propri interessi economici al benessere degli individui.

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Cosa fare allora? Dobbiamo imparare ad ascoltare il nostro corpo, cominciare a percepirlo, ad essere coscienti di esso, a trattarlo bene. I medici dicono che si deve fare colazione perché è importante, oppure che la sera la pasta non si deve mangiare, o altre stupidaggini simili. Ma queste sono solo generalizzazioni, in quanto se si è sazi al mattino perché si è stati a cena fuori ad abbuffarsi, converrebbe, allora, saltare perfino il pranzo, ciò per permettere all'organismo di assimilare l'eccesso di cibo introdotto il giorno prima in maniera forzata.

In ayurveda, ad esempio, si consiglia di mangiare la pasta la sera, principio contrario alla medicina allopatica. La medicina ayurveda, che ha più di 3000 anni, ha scoperto, fin dall'antichità che assumere carboidrati la sera facilità il riposo notturno. 

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Potrei continuare con numerosi esempi e riscontri tratti dalle cosiddette medicine olistiche o, come le definisce la medicina allopatica, "alternative", ma mi fermo qui, perché non è lo scopo di questo articolo confrontare i diversi approcci terapeutici in fatto di nutrizione e, in generale, benessere umano.

Questo articolo vuole essere un invito a chi lo legge ad ascoltare il proprio corpo. Ascoltare il proprio corpo significa essere, innanzitutto, coscienti di avere un corpo, delle sue funzioni e, in un secondo tempo, scegliere di prendersene cura, seguendo i ritmi della natura, non i dogmi della folle scienza.

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Ascoltare il proprio corpo significa capirne i segnali, non forzando mai i suoi naturali ritmi ma, al contrario, assecondandoli. Se, ad esempio, è ora di pranzo ma non abbiamo fame, non dobbiamo mangiare, perché, così facendo, intasiamo ulteriormente il nostro corpo, meglio saltare un pasto che stare male.

Anche per quanto riguarda il riposo, l'attività fisica e il lavoro, dovremmo ascoltare il nostro corpo e riposare il tempo necessario per recuperare al 100%, allenarci quanto basta per tenerci in forma senza rischiare il sovrallenamento e lavorare senza fare troppi straordinari.

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Oltre a quanto detto finora, un'attenzione particolare merita la cura della propria Vita spirituale, della propria mente, ponendo attenzione ai propri pensieri, OSSERVANDOLI e imparando a lasciare andare quelli che generano in noi ansia, rabbia, paura e nutrendo, invece, sentimenti di gioia, gratitudine, allegria, imparando a sorridere e guardando più film comici e meno film drammatici.

Imparare a meditare quotidianamente, anche per soli 10 minuti ma in maniera costante, è la ciliegina sulla torta per il nostro benessere a 360 gradi. Gran parte dei disturbi, infatti, è di origine psicosomatica e deriva da pensieri che generano stress, innescando la produzione di adrenalina e cortisolo nel sangue con il conseguente abbassamento delle difese immunitarie e la potenziale esposizione ai più disparati tipi di patologie.

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Meditate ogni giorno, oppure non meditate, non ci sono scuse, tutti abbiamo 10 minuti da dedicare al nostro benessere, eppure nessuno li dedica alla propria centratura, quando invece si sprecano, in media, almeno due ore al giorno per scrivere e rispondere nelle messaggistiche istantanee sugli smartphone!

Il benessere è una scelta, nessuno ci obbliga. Ma quando si decide di ascoltare il proprio corpo, è lì che comincia una vera e propria storia d'amore con se stessi, una storia fatta di coccole, di cure, un viaggio alla riscoperta di se stessi e delle infinite capacità di rigenerazione e autoguarigione insite nel nostro sistema psicofisico.

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Innamoratevi di voi, ascoltatevi, muovetevi, mangiate quando avete fame e dormite quando siete stanchi, fate il lavoro che vi piace, frequentate SOLO le persone che vi fanno stare bene, concedetevi degli spazi lontani dalle persone dove potervi dedicare a voi stessi, concedetevi un massaggio, andate in palestra, mangiate in quel ristorante dove cucinano il vostro piatto preferito, perché la salute è una questione di scelta, scegliete voi, di ascoltare il vostro corpo, non la scienza, perché nessuno, meglio di voi, sa cosa sia giusto per vivere bene!

Vincenzo Bilotta

martedì 20 agosto 2024

Smetti di combattere

Fin da piccoli c'insegnano che la Vita è una lotta continua. Così, crescendo, immaginiamo la Vita come un campo di battaglia, dove ogni giorno dobbiamo utilizzare nuove strategie per sconfiggere i "nemici" esterni, diversamente verremo sconfitti/uccisi.

Questa visione, oltre ad essere molto triste, viene rimarcata dai film, dove chi va a morire per i governanti per un misero stipendio e una stupida medaglia, viene osannato come una divinità. Ma il messaggio subliminale è ben diverso, e cioè convincere, tramite esaltazione, a servire chi sta in alto offrendosi, a pagamento, come vittima sacrificale degli interessi geopolitici.

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In piccolo, così come in grande, insomma, all'atto pratico ci dicono che se vogliamo "sopravvivere" dobbiamo combattere. Si parla di combattere il traffico, le "malattie", l'inquinamento, la delinquenza, la fame nel mondo e potrei continuare con altri articoli all'infinito.

Tutto il sistema moderno, specie quello occidentale di stampo cattolico, ci pone dinanzi la Vita come se fosse un calvario, un campo di battaglia, una lotta infinita dove si lavora per un tozzo di pane e si tira a campare... Roba da emigrare in un'altra galassia!

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Stando così le cose, con un modo di pensare così triste, rassegnato, è normale che ci siano così tante persone tristi, lamentose, depresse, insoddisfatte e la follia dilaghi liberamente per le strade senza freni. Il fatto stesso di doversi alzare al mattino in "modalità combatti o muori" non rende, di certo, nessuno grato per il fatto di essere vivo, anzi, fa maledire a molti perfino il fatto di essere nati!

Ma combattere serve davvero? In realtà non serve proprio a nulla! Anzi, alla lunga finisce per consumare tutte le energie che si sarebbero potute utilizzare per sviluppare la propria creatività, mantenersi in perfetta forma psicofisica, essere GRATI.

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Alla fin fine, il mondo è sempre lo stesso, dipende da come lo si vive, da come lo si guarda. Possiamo alzarci e combattere, e allora dovremo tenere in conto che qualcuno, prima o poi, ci sconfiggerà, e quel qualcuno, nella maggior parte dei casi, saremo noi stessi.

Continuando a lottare, a resistere alla Vita e a ciò che ci porta, prima o poi ne usciremo sconfitti, delusi, a volte malati o morti. Ne vale davvero la pena? La risposta è NO! La Vita è una e va vissuta con gioia, gratitudine, entusiasmo, creatività, spirito d'iniziativa, senso dell'avventura, altrimenti sarà come se non fossimo mai vissuti.

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La Vita, oltre alla modalità "combattimento", può essere semplicemente vissuta in modalità "flusso", a quel punto tutto cambia. Il non opporre resistenza a ciò che è ci fa risparmiare un sacco di energie che ci permetteranno di mantenerci in salute, di rendere al massimo in ogni attività quotidiana e AMARE ogni singolo istante, accettandolo per come la Vita ce lo manda.

La soluzione migliore per vivere appieno la Vita consiste, secondo me, nello smettere di combatterla, di resistere al suo flusso continuo, di vivere nella tensione ed in modalità "lotta o fuggi" per poter abbracciare, finalmente, le modalità AMORE, ACCETTAZIONE, GRATITUDINE, CENTRATURA, CREATIVITA'.

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Quando si passa dalla modalità "guerra" alla modalità "accettazione" in realtà nulla cambia all'esterno. Il cambiamento avverrà al nostro interno e l'esterno si limiterà ad adattarsi alle nostre scelte, al nostro nuovo modo di essere, vedere e percepire la Vita, ciò perché il mondo siamo noi, ed esso è il nostro specchio.

Vincenzo Bilotta

lunedì 29 luglio 2024

Essere gentili non significa essere fessi!

Chi è nel cammino di crescita sa bene quanto sia importante sviluppare la gentilezza nei confronti del prossimo. Essere gentili, specie in questo periodo storico dominato dalla follia, dallo stress, dal bisogno di equilibrio, è un balsamo per l'anima di chi ci incontrerà.

Mostrare la propria disponibilità nei confronti del prossimo quando ha bisogno di noi è non solo una forma di gentilezza che farà star bene l'altro ma gli effetti saranno visibili anche su di noi, sul nostro corpo, nella nostra Vita.

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Essere gentili fa sentire più uniti col resto del cosmo, più centrati, più leggeri, più utili nei confronti della collettività. Non importa che lavoro fate, quel che potete fare è migliorare i rapporti con le persone che si rivolgeranno a voi, diventando gentili, disponibili, in una parola aiutando il prossimo.

Come detto prima, aiutare il prossimo aiuta anche noi, perché l'altro ci fa da specchio e tutto è UNO. Ma essere gentili, come ho già scritto nel titolo di questo articolo, non significa essere fessi. Alcune persone nei confronti delle quali mostrerete gentilezza e disponibilità potrebbero, tuttavia, scambiare questa vostra propensione all'aiuto come un punto debole da sfruttare a proprio vantaggio.

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Non lasciate che questo accada. Tuttavia non perdete la vostra gentilezza perché, così facendo, rischiereste solo di diventare peggiori di coloro i quali tentano di sfruttarvi a proprio vantaggio. Rimanete gentili e, ovviamente, allontanate in maniera educata ma decisa, queste persone dalla vostra Vita.

Il fatto di essere gentili, disponibili, altruisti, non presuppone l'aver scritto in fronte "sfruttami, sono tuo schiavo". Essere gentili, piuttosto, deve servire da esempio a coloro i quali occupano, col proprio lavoro, degli uffici che li pongono a contatto con il pubblico, in questo modo la collettività usufruirebbe di servizi più umani perché sentirebbero l'empatia con l'impiegato di turno.

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Immaginate di far parte di una famiglia più grande di quella con la quale abitate, più grande ancora di quella più allargata con la quale vi riunite a Natale per giocare a carte e stare un po' assieme, questa famiglia alla quale faccio riferimento si chiama MONDO e tutti, indistintamente, che ci piaccia o no, ne facciamo parte...

Non sarebbe più bello vedere il nostro prossimo come un nostro familiare? Io credo che verrebbe più spontaneo essere gentili con lui, mettendo a disposizione, ognuno nel suo piccolo, le proprie competenze, dando una mano a chi chiede il nostro aiuto.

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Impariamo ad essere gentili, offrendo le nostre competenze. A volte si potrà essere gentili sull'autobus, cedendo il posto a chi è più stanco di noi, altre volte si potrà aiutare una persona in difficoltà ad accompagnarle la spesa, non è necessario avere una laurea in ingegneria aerospaziale per poter essere utili, basta un po' di buona volontà, amore per il prossimo e percepire l'altro come una parte di noi. 

Tutti noi siamo una grande famiglia. Come in ogni famiglia, ovviamente, ci sarà chi è meno gentile e chi vorrà approfittare della nostra gentilezza, teniamone conto, fa parte del gioco, chissà che prima o poi anche chi vuole approfittare della nostra gentilezza non cambi anche lui e decida di aiutare il prossimo!

Vincenzo Bilotta

lunedì 8 luglio 2024

Siamo individui, non massa

"Per essere insostituibili bisogna essere unici". (Coco Chanel)

Ciascun essere umano nasce come individuo ma rischia di morire come massa. Chi sta al potere e ha creato in questi ultimi anni il caos più completo ha un solo scopo: creare un potere globale, dove un organo centrale mondiale comanda e decide per tutti gli stati del mondo, un progetto megalomane, folle, che mira a distruggere ogni forma di sovranità nazionale allo scopo di sottomettere tutti ad un potere unico.

In questo contesto, per come stanno messe le cose, neutralizzando ogni forma di sovranità nazionale per avvantaggiare un potere sovrannazionale, si capisce bene che gli individui non sono nemmeno presi in considerazione e considerati quali "massa" di abitanti di un determinato stato.

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Ma diventare massa significa smettere di essere individui. Smettendo di essere individui si perdono le caratteristiche preziose che ogni essere umano, per conto suo, possiede e, con esse, la possibilità di poterle sviluppare allo scopo di diventare UNICI.

L'impegno che ogni persona deve assumersi è quello di coltivare la propria individualità, intesa non in senso egoistico "Ognuno per sé e Dio per tutti", ma nel senso di sviluppare, attraverso un serio lavoro di crescita personale, quelle caratteristiche che gli sono specifiche, quei talenti che, se coltivati, andrebbero ad offrire degli elementi che arricchirebbero la collettività.

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Per far questo occorre uscire dagli schemi di pensiero globalizzanti, che ci vorrebbero tutti uguali, con lo stesso modo di fare, le stesse idee, stesse mode, una sorta di burattini non-pensanti da sfruttare nel mondo del lavoro per poi "rottamarli" una volta esaurito il loro compito, un po' come avviene con i macchinari industriali quando diventano obsoleti.

Pensare in maniera diversa, essere individui, non è facile, ma nemmeno impossibile, tutto dipende SOLO da noi. Nessun altro può sostituirsi in questo processo di crescita e sviluppo di quelle che sono le nostre caratteristiche personali, quelle che ci rendono unici, diversi da miliardi di altre persone, facendo di noi, appunto, degli individui.

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Chiedersi il perché delle cose senza contentarsi delle opinioni comuni è uno dei modi che potrebbe consentirci di cominciare a sviluppare un modo di pensare individuale. Un altro modo per sviluppare l'individualità sarà quello di non seguire più le mode, quelle che ci vorrebbero vestiti tutti uguali a seconda della follia del momento di quel determinato stilista.

Quando capiremo che la Vita è nostra e di nessun altro? Che noi siamo UNICI ed inimitabili, ma qualcuno che sta molto in altro e, di sicuro, non vuole il nostro bene, vuole annientare questa nostra unicità per metterci in fila come tanti burattini non-pensanti da comandare?

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Bisogna svegliarsi, cominciare a ragionare con la propria testa, andando contro corrente, sviluppando un proprio carattere, smettendo di cercare a tutti i costi l'approvazione degli altri sia sui social che nella Vita reale, ciò perché non sempre la gente applaudirà al nostro modo di pensare diverso, anzi, la maggior parte delle volte, potrebbe andarci contro perché ha paura di chi la pensa diversamente.

Per essere individui bisognerà assumersi il rischio di venire rifiutati da coloro i quali continueranno a nascondersi fra le fila della massa dei non-pensanti. Dopotutto, essere d'accordo con la maggioranza fa comodo a chi ha paura di essere se stesso perché teme, così facendo, di rimanere isolato.

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Ma noi siamo INDIVIDUI, non gregge, LEONI, non pecore! Di conseguenza, alziamo la testa, sviluppiamo un nostro modo di pensare, di vestire, di ESSERE, cominciamo a ragionare con la nostra testa, a dire di NO quando qualcosa non va bene per noi, in una parola, usciamo dalla massa e riappropriamoci della nostra originalità, prima di morire come fotocopie diamo uno scopo alla nostra esistenza e perseguiamolo fino a REALIZZARLO, è per questo che siamo nati!

Vincenzo Bilotta

martedì 18 giugno 2024

Ad ogni stato d'animo corrisponde una realtà

Che ci piaccia o no, noi siamo governati dalla nostra mente, dagli stati d'animo che, ad ogni momento, influenzano la nostra giornata in maniera più o meno positiva. Ma la nostra mente può essere, a sua volta, governata da noi, come? Attraverso l'OSSERVAZIONE SENZA GIUDIZIO. A quel punto le cose cambiano.

In genere, gran parte delle persone, il 90% circa del genere umano, è incapace di osservare la propria mente, più che altro direi che ne è schiava. Poiché la realtà è influenzata in maniera diretta dagli stati d'animo percepiti in un dato momento, ecco che ci accorgeremo subito di come le persone siano "volubili" o abbiano i cosiddetti "alti e bassi".

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Ma in realtà, tutti questi sbalzi di umore sono dovuti alle proiezioni mentali, alle quali crediamo e dalle quali, di conseguenza, ci lasciamo influenzare. Del resto, la mente inosservata è come un cavallo selvaggio: indomabile, capricciosa e instabile.

Se ci fermassimo un attimo a riflettere, specie nei momenti in cui ci sentiamo "giù", ecco che ci accorgeremmo di come siamo sotto l'influenza di una mente incontrollata, inosservata che ci proietta pensieri ansiogeni, angoscianti, che ci fanno avere paura o provare rabbia. Se riuscissimo, proprio nel momento in cui ci sentiamo giù o abbiamo, in generale, pensieri negativi o depotenzianti, ad OSSERVARE la mente mentre proietta questi pensieri in maniera del tutto casuale ed automatica, ecco che potremmo LIBERARCI ISTANTANEAMENTE!

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Quando si osserva la mente, quando si riesce ad essere presenti ai propri pensieri senza, tuttavia, lasciarsi coinvolgere dalla loro turbolenza, ecco che si acquisterà, al contempo, il potere di modificare ISTANTANEAMENTE la propria realtà.

Sì, vi sto dicendo che noi siamo i creatori della nostra realtà. La differenza fra l'essere coscienti dei propri pensieri oppure no sta nel fatto che, nel primo caso riusciremo a stabilizzarci in una realtà fatta di stati d'animo equilibrati, pensiero positivo ed attrarremo a noi in maniera COSCIENTE, tutto ciò che saremo in grado di sentire come già nostro. Nel secondo caso, invece, vivremo gli eventi come capitano, senza un ordine apparente.

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Questo sarà dovuto al fatto che la mente, in questo caso, farà ciò che vuole perché nessuno la sta osservando, nessuno ha coscienza di ciò che accade, e quindi sarà lei a gestire, in maniera del tutto abusiva ed automatica, la nostra realtà.

Impariamo ad OSSERVARCI mentre pensiamo, diventiamo COSCIENTI dei nostri pensieri perché solo così potremo diventare MAGHI della nostra realtà, far accadere miracoli all'interno della nostra Vita ed attrarre a noi ciò che più ci piace, il tutto senza sforzo e liberi da qualsiasi pensiero disturbante.

Vincenzo Bilotta

lunedì 3 giugno 2024

Riesci a sentire la Vita che scorre in te?

Riesci a sentire la Vita che scorre in te? Ti sei mai accorto di essere vivo? Certo, starai pensando che, se puoi leggermi sei vivo... Ma essere VIVI è ben altro. Il solo leggere, parlare, lavorare, camminare, perfino fare l'amore, non comporta l'essere DAVVERO VIVI.

Essere vivi è ben altro, il semplice lavorare, andare alla partita la domenica o fare la gita fuori porta il fine settimana non comporta, necessariamente, l'essere vivi, piuttosto, nella maggior parte dei casi, si riduce ad un mero automatismo.

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Così, facciamo le cose ma non ci ricordiamo nemmeno di averle fatte, della data in cui abbiamo compiuto determinate azioni e, spesso, questo stato di sonno ci fa rimanere fuori casa perché, tanto per cambiare, non ci ricordiamo più dove abbiamo messo le chiavi che, magari, sono appese alla porta!

Il problema di questo stato di automatismo nel quale la maggior parte dell'umanità sembra versare è, in gran parte, dovuto all'identificazione con il mondo esterno. Si vive reagendo a ciò che si vede fuori credendolo più reale ed indipendente da ciò che si vive dentro.

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Si giunge a tale stato di sonno perché non si è mai stati connessi con la propria interiorità, non si SENTE ciò che ci da Vita, come il respiro, non si percepisce maggiore o minore forza a seconda se si è in forma o, al contrario, si è stanchi.

Il fatto è che, essendo troppo impegnati, catturati, come imprigionati in una gigantesca tela di ragno, nel mondo esterno, abbiamo finito per identificarci con esso, fino a sparire in esso. Noi siamo REALI se riusciamo a sentire la VITA che scorre in noi, altrimenti veniamo divorati, come un pasto sacrificale, dal mondo esterno.

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E voi? Riuscite a sentire la Vita che scorre al vostro interno? Riuscite a percepire il vostro respiro, il battito regolare del vostro cuore e come essi si modifichino, alterandosi, quando reagite al mondo esterno attraverso le vostre emozioni le quali altro non sono se non un'interpretazione di ciò che accade da parte del vostro cervello?

Vi basterebbe sentire la vostra rabbia mentre monta per considerarvi VIVI in un dato istante, e questo sarebbe importante almeno quanto lo è il meditare in maniera costante. Anche il sentire le emozioni mentre si interagisce nel mondo esterno è una forma POTENTE di meditazione, di PRESENZA MENTALE PRATICA.

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Non basta, infatti, il solo meditare, questo stato di coscienza superiore acquisito attraverso l'esercizio costante e giornaliero, dev'essere, poi, messo in pratica nella Vita di tutti i giorni, ciò innalzerà il nostro livello di attenzione, facendoci sentire VIVI, CONNESSI, COSCIENTI.

La pratica della PRESENZA MENTALE è qualcosa di straordinario, che ci farà vivere con maggiore intensità la nostra Vita, non importa se per un altro giorno o per altri cento anni, ma ciò che importa è il mutato stato dell'essere, da umanoide medio non-pensante zombie a quello di uomo cosciente di sé, di ciò che fa, del mondo che lo circonda.

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Nel momento in cui sentiamo la Vita scorrere in noi, ogni automatismo viene interrotto, l'incantesimo del sonno millenario che sembra avvolgere l'umanità da eoni verrà spezzato, il velo di maya verrà squarciato e, oltre tutto ciò, scopriremo la condizione di risvegliati, che consiste nel fare ogni cosa in uno stato di PRESENZA TOTALE, oltre lo spazio, oltre il tempo, QUI E ORA.

Vincenzo Bilotta