domenica 28 maggio 2017

Armi di distrazione di massa

Esistevano, un tempo non molto lontano, le armi di distruzione di massa. Oggi, in un'epoca in cui domina la tecnologia, non occorrono più. Ad esse, infatti, si stanno pian piano sostituendo quelle che mi piace chiamare, a me come ad altri, armi di distrazione di massa e, credetemi, sono molto più sofisticate ed efficaci dei più "semplici e banali" missili intelligenti.

Le armi di distrazione di massa hanno come scopo fondamentale quello di distogliere l'uomo-robot, figlio di un progresso tecnologico accelerato all'eccesso e di un'educazione-programmatica che lo ha lobotomizzato intellettualmente, da quelli che sono i reali problemi della società globale nella quale vive.
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L'arsenale è costituito da armi molto pericolose, fatali per l'intelletto del pensatore mediocre: smartphone, social network, i reality show e, per finire, i fatti di cronaca nera coi quali i mass media ormai funestano le giornate di chi si lascia ancora influenzare da essi. In ognuna di queste armi di distrazione di massa, è insito un potenziale distruttivo infinito e letale.

Come agiscono tutti questi mezzi di disinformazione e rincoglionimento globale? Attraverso dei messaggi, delle induzioni sub-ipnotiche grazie alle quali chi sta "in alto" riesce a manipolare sottilmente chi, invece, un po' per l'educazione-programmatica ricevuta, un po' per mancanza di lavoro su di sé, sta in basso e va ad "arricchire" il già nutrito gruppo di pensatori mediocri del nostro bel pianeta.
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Tutti questi strumenti costituiscono l'oppio dei popoli, il narcotico giusto per chi, in generale, vuole solo "dimenticarsi di sé" per potersi perdere, infine, nella massa anonima ed indefinita di persone che hanno come sola aspirazione quella di mangiare, bere, guardare la tv, postare i selfie sui social network e lavorare, quando e se gli capita. Lavoro fisico, ovvio, non lavoro su di sé, non sia mai.

Questo stato di induzione sub-ipnotica comporta, come conseguenza diretta, l'assuefazione, da parte del pensatore mediocre, a tutto ciò che viene dato in onda dalla tv in particolare e dai media, in generale. Questa assuefazione, com'è ovvio, deriva dal fatto che molti non si chiedono il perché degli accadimenti ma, lungi dal far questo, vi si adattano senza andare a cercare dei mezzi di controinformazione per poter almeno capire la veridicità di certe notizie.
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Il fatto è che, il pensatore mediocre dipende dalle cose banali, esteriori quanto inutili. Ciò gli basta per farlo vivere nel suo mondo, fatto di partite di calcio, reality show e selfie. A volte accade che, a tutto questo possano aggiungersi determinate mode del momento quali capi d'abbigliamento o acconciature stereotipate che possano renderlo ancora più anonimo e scontato di quanto non lo sia stato fino a quel momento. Ma, dopotutto, per il pensatore mediocre conta di più essere "alla moda" che non capire la VITA REALE.

Del resto, questo fa parte del suo cammino e nessuno, tranne lui, può giudicarlo in merito. Le armi di distrazione di massa porteranno l'essere umano pensatore mediocre, come capirete bene, ad una fuga dalla realtà. Esso, infatti, utilizzerà i reality, le partite e i selfie per fuggire dal QUI E ORA perdendosi, in quel momento, la possibilità di essere e vivere in maniera VERA, non artificiale.
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Questo tipo di persone si crea il proprio paradiso artificiale nel quale vive e prospera. In realtà non sa che chi prospera realmente alle sue spalle è il sistema con chi vi sta dietro e lo controlla. 

Il pensatore mediocre è una persona intellettualmente vuota, senza idee proprie. Da ciò si capisce come sia facile riempire questi individui di idiozie e notizie false allo scopo di creare caos (almeno provare a crearlo) per poi controllarli attraverso la paura. Per fortuna, accanto al pensatore mediocre esiste chi, invece, pensa per conto proprio e costituisce la stonatura nel coro di pecore belanti, al secolo società attuale tecno-robotica-addormentata.
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Il fatto di fare affidamento sempre e solo ai reality, ai mass media e ai sentito dire porterà, come conseguenza, un mancato sviluppo di una capacità di ragionamento autonomo. Il pensatore mediocre, infatti, si contenta di lasciarsi riempire di notizie false e ridicole piuttosto che attivare i suoi emisferi atrofizzati da troppi reality e partite di calcio per poter impegnare sia pure un solo neurone, allo scopo di cercare ciò che è vero al di là delle apparenze.

Vincenzo Bilotta

lunedì 15 maggio 2017

A cosa diamo energia?

Come tutti noi ben sappiamo, IL PENSIERO CREA LA MATERIA. Se noi diamo energia ad una determinata situazione della nostra Vita, essa tenderà a crescere e rafforzarsi fino a prendere un posto di rilievo nel nostro mondo esterno. L'essere umano medio, frutto di un'educazione-programmatica da pensatore mediocre, tende, suo malgrado, a dare energia ad eventi, cose e persone che risultano essere per lui negative alimentandole con la lamentela e il giudizio mentre, viceversa, non fa nulla per attirare a sé situazioni che potrebbero sicuramente giocare a suo vantaggio.

E' di fondamentale importanza riuscirsi a concentrare, invece, su ciò che si vuole ottenere nella propria Vita. Accade sempre secondo quanto saremo stati in grado di pensare, volere, ottenere. Per ottenere determinati risultati, accadimenti, trasformazioni all'interno della propria Vita, occorre dapprima cominciare a pensare  che possano accadere, utilizzando un atteggiamento mentale possibilista ed aperto alla trasformazione totale.
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In secondo luogo occorrerà volere ciò a cui si sarà pensato di più per un determinato periodo di tempo. Ovviamente, il solo volere non basterà per ottenere ciò che si desidera in quanto occorrerà anche agire, ciò al fine di poter raggiungere i risultati voluti.

Ma la base rimane sempre una e sola: ESSA E' COSTITUITA DA UN INTENTO FOCALIZZATO NELLA GIUSTA DIREZIONE, VOLTA ALL'OTTENIMENTO DI UNA NUOVA COSA, SITUAZIONE, RELAZIONE, ALL'INTERNO DELLA PROPRIA VITA.
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Per riuscire nell'intento di vedere trasformata la propria Vita, occorrerà perseverare in quel pensiero costruttivo, fatto con una mente aperta e possibilista, solo in conseguenza di questo nuovo e mutato atteggiamento, si potranno cominciare ad ottenere dei risultati concreti. Ovvio che, a tutto ciò, occorrerà aggiungere, come ingrediente essenziale, la FEDE.

Bisogna anche avere FEDE affinché i miracoli possano accadere nella nostra Vita fino a diventarne parte ed essere considerati non più dei fenomeni straordinari ma ordinari accadimenti in delle Vite straordinarie.
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A tal proposito, serve ricordare il terzo principio dello sciamanesimo Huna, secondo il quale L'ENERGIA VA DOVE SI DIRIGE L'ATTENZIONE. Da ciò s'intuisce l'importanza del pensare in maniera focalizzata SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a ciò che si vuole entrare a far parte della propria Vita. L'intento focalizzato fa collassare, volendo prendere in considerazione anche i principi della fisica quantistica, la funzione d'onda sulla quale ci si sarà maggiormente concentrati, fino a farla entrare a far parte definitivamente della nostra Vita reale di tutti i giorni.
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Quando saremo stati in grado di focalizzare il nostro pensiero/energia in direzione di determinati accadimenti che vorremmo entrassero a far parte della nostra Vita ed avremo imparato il potere dell'attenzione focalizzata applicata con FEDE, da quel momento diventeremo creatori/modificatori attivi della nostra realtà e, di conseguenza, padroni del nostro mondo.

Vincenzo Bilotta

domenica 30 aprile 2017

Coscienza e illusione

Capita spesso che ci si crede consapevoli e risvegliati. Ormai il risveglio è diventato quasi una moda, basta leggere un libro, credere di aver capito la realtà ed è fatta, almeno così sembra. Ma il voler capire fa parte del servomeccanismo mentale, è esso stesso un automatismo. Allora? Dov'è il tanto decantato risveglio? In realtà si è sempre nella mente quando si crede di essere svegli. 

Si è convinti di essere consapevoli ma, in realtà, non lo si è, proprio per nulla. In questi casi si è, invece, dentro una sorta di spirale di addormentamento collettivo, detta in altre parole, dentro la MATRIX. Si pensa di viaggiare per conto proprio ma in realtà non è così, in quanto si è dentro la corrente della spirale di MATRIX.
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L'unica soluzione consiste nell'uscire dalla spirale di MATRIX, deviando, per ciò stesso, dalla sua corrente per poter prendere delle direzioni, delle strade, delle scelte fuori dal comune. Uscire dalla spirale di MATRIX significa smettere di belare con il gregge di pecore addomesticate attraverso l'educazione-programmatica e cominciare a ruggire, a far sentire la propria voce fuori dal coro.

Solo uscendo dalla spirale che ci fa illudere di essere coscienti di noi ma che, in realtà, ci fa rimanere addormentati, si potrà acquistare la libertà dalla MATRIX e dai suoi stereotipi e modi di vedere la Vita in maniera artificiale e distorta rispetto al VERO.
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Per scoprire il VERO occorre, prima, uscire dalla spirale, mettendo, per ciò stesso, in discussione tutto quello che, fino a quel momento, aveva costituito quella che noi consideravamo la Vita reale mentre, invece, era solo una realtà virtuale, proiezione di un sogno di seconda mano proveniente dal sistema.
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Quando si è coscienti di sé e, di conseguenza, svegli, si esce dalla spirale di MATRIX, si smette di essere prigionieri delle proprie convinzioni limitanti, degli schemi di pensiero maturati attraverso anni di input esterni ricevuti dall'ambiente nel quale si è vissuti fino a quel momento.

Uscendo dalla spirale si cessa di sentirsi divisi, di vivere separati dal resto dell'universo. A questa sensazione seguirà, inevitabile, una sensazione di integrazione totale con tutto ciò che ci circonda. Si diventerà coscienti come conseguenza del passaggio dal conoscere all'ESSERE. 

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Prima ci si illudeva di essere coscienti di sé mentre adesso si E' senza bisogno di accorgersene. Dopotutto, il risveglio non è uno stato sovrannaturale in cui ci si illumina come lampadine o si acquisiscono superpoteri. Chi è sveglio è solo libero dalle sovrastrutture mentali che un tempo, invece, lo tenevano prigioniero di un'illusione, l'illusione di essere libero.

Vincenzo Bilotta

domenica 16 aprile 2017

Perdonare e dimenticare

Già nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, ho dedicato un capitolo al perdono. Lo riprendo adesso per diversi motivi: uno di essi è legato al fatto che perdonare è difficile, ciò in quanto ci hanno educato in una società dove vige la legge del più forte ed il perdono, in questo quadro generale, viene spesso visto come atto di sottomissione o, addirittura, come una debolezza.

Il secondo motivo principale (in realtà, ce ne sarebbero migliaia, di motivi per cui parlare di perdono, ma ne cito un paio, giusto per ricordare i più importanti) per cui parlerò oggi di perdono, è legato al fatto che molte persone tendono a perdonare con la mente e non col cuore. Così facendo, essi rendono il perdono una specie di atto dovuto, formale, talvolta meccanico che molti effetti ha tranne quello per il quale conviene perdonare, ossia l'effetto di liberare e guarire chi lo pratica.
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Se poi, come potete leggere dal titolo di questo articolo, associamo la parola DIMENTICARE, ecco che si fa tutto più complicato se non impossibile per molte persone che stanno leggendo in questo momento e che, magari, avevano voglia di capire come fare a perdonare. Ma.... Dimenticare? Roba da pazzi o idioti, insomma.... Se pensate questo, potete fermarvi qui e smettere di leggere, diversamente potete arrivare fino in fondo a questo articolo per cercare di capirci di più.

Cos'è il perdono? Il perdono è forse uno degli atti più potenti che un essere umano possa compiere, avente effetti liberatori e di guarigione nei confronti di chi lo compie. Sì, perché spesso l'altro, la persona che ci ha offesi, aggrediti, derubati, non soffre come chi, invece, è stato ferito dal suo comportamento in quanto magari è abituato a comportarsi così con tutti ed è altamente inconsapevole dei danni che arreca attraverso le sue azioni od omissioni.
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Chi perdona, però, deve farlo col cuore, non con la mente. Solo perdonando col cuore, infatti, ci si libera dal dolore causato dal conflitto vissuto attraverso l'interazione distruttiva con chi ci ha feriti. Il perdono col cuore, oltre a liberarci, ha potenti effetti di guarigione psichica, fisica e spirituale definitivi. Perdonare col cuore significa farlo in modo COSCIENTE E VOLONTARIO.

Viceversa, se si perdona con la mente, sarà un perdono automatico, fatto perché magari amici, parenti o persone a noi vicine ci hanno consigliato di farlo per evitare di "portare avanti la cosa". In questo caso non ci sarà alcun effetto profondo, si saranno salvate solo le apparenze e, soprattutto, non si riuscirà a sciogliere il legame di dolore che si è costituito con la persona da perdonare nel momento in cui ci ha feriti in maniera più o meno cosciente.
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Ma, oltre a perdonare bisogna, SOLO se davvero si vogliono potenziare e rendere definitivi gli effetti del perdono, DIMENTICARE. Se già perdonare risulterà a molti di voi difficile, dimenticare potrà sembrare, ma solo all'apparenza, impossibile. In realtà le cose non stanno così. Per riuscire a perdonare e dimenticare, bisogna capire che, se si vuole davvero voltare pagina per potere riscrivere la storia della propria Vita partendo da zero, occorrerà anche dimenticare.

Solo dimenticando, infatti, si potrà superare e risolvere il conflitto interiore innescato nel momento in cui si è stati feriti. Solo dimenticando si guarisce dal proprio passato. Diversamente si rischia di rimanervi dentro per anni, forse per il resto della Vita... A che scopo, se la posta in gioco è la propria felicità incondizionata e la salute dei sistemi fisico, mentale ed animico?
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Certo, molti di voi staranno pensando che certe cose non si possono dimenticare, ciò anche per la propria sicurezza. Se si viene, ad esempio, derubati dal proprio socio in affari, è normale che, la prossima volta si starà più attenti e si ricorderà la lezione. 

Quando parlo di dimenticare, mi riferisco allo svuotare la mente dalla carica negativa e dal ricordo legato all'evento che ci ha causato dolore. In altre parole, bisogna perdonare smettendo, al contempo, di pensare alla persona che ci ha causato sofferenza e all'evento specifico che ha creato in noi il conseguente conflitto. Ciò ci renderà davvero liberi in maniera DEFINITIVA.
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Per dimenticare bisogna imparare ad OSSERVARE il proprio dolore derivante dal conflitto causato dalla persona che ci ha feriti, ACCETTARE quanto accaduto, percependolo non più come un evento negativo ma, piuttosto, come un'esperienza di crescita evolutiva voluta dalla nostra Anima. Infine, dopo essersi osservati interiormente ed aver preso coscienza del proprio conflitto, dopo avere accettato l'esperienza di sofferenza in quanto necessaria alla nostra crescita spirituale, bisogna LASCIARE ANDARE.

Quello del lasciare andare costituirà la liberazione definitiva dalle zavorre derivanti dai conflitti vissuti attraverso l'interazione con eventi o persone in un passato più o meno recente della nostra Vita attuale. Dopo aver lasciato andare tutte le zavorre che ci trascinavamo dal passato ed aver svuotato gli eventi e le persone che ci hanno fatto soffrire dalla carica emotiva che causava in noi sofferenza ecco che potremo finalmente dimenticare e vivere liberi, ritrovando la padronanza della nostra Vita e, con Essa, le nostre potenzialità creative.

Vincenzo Bilotta



domenica 2 aprile 2017

A chi dai il tuo potere?

Nasciamo creature potenti, infinitamente potenti e creative. La società e il sistema, man mano che andiamo crescendo, non hanno nessun interesse a mantenerci potenti e coscienti. Proprio per questo motivo, fin da piccini, si comincia a ricevere il processo educativo programmatico da parte dei genitori, preti, insegnanti, allenatori, formatori e chi più ne ha, più ne metta.

"Datemi un bambino fino all'età di sei anni e ne faremo un uomo" usano dire già da più di 500 anni i gesuiti a proposito di programmazione. Del resto le istituzioni religiose la sanno lunga in tema di manipolazione mentale e alterazione della coscienza infantile. A cosa porta tutto ciò? Chiaramente e innanzitutto ad un de-potenziamento e ad una "normalizzazione" a livello umanitario globale. 
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In altre parole, si creano masse di zombie con dei bisogni indotti e dei cervelli pieni di ciò che si DEVE sapere. E la creatività e la potenza che ci spettano dalla nascita dove vanno a finire? Essi restano sempre dentro di noi ma sotto strati e strati di preconcetti, pregiudizi, ansie, complessi d'inferiorità, conflitti interiori irrisolti legati al passato... 

Penso non sia necessario continuare la lista per capire che, pur rimanendo potenzialmente onnipotenti, di fatto poi questa onnipotenza non rimarrà sfruttata per il resto della propria Vita dalla maggior parte degli esseri umani che si "contentano" di ciò che il sistema gli fa credere di dover inseguire per essere "realmente" (???) felici.
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Insomma, viviamo in un sistema pilotato dall'alto a vantaggio di pochi e a scapito delle masse, allevate come pecore per poi venire immolate sull'altare del sacrificio per venerare i falsi idoli costituiti da: progresso, educazione, religione e tutto ciò che chi viene a questo mondo crede siano importanti per il suo sviluppo e progresso a livello psichico, fisico, intellettivo e animico.

Così facendo, però, non facciamo altro che dare il nostro potere a ciò che sta al di fuori di noi: leader politici, religiosi, guru carismatici, tanto per citarne alcuni ma, anche, giudizi, critiche e gelosie. Quando prestiamo attenzione a dei fenomeni che avvengono al di fuori della nostra sfera individuale, non facciamo altro che disperdere energie preziose che ci servirebbero per il nostro sviluppo e la nostra evoluzione in diversi settori della nostra Vita.
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Il fatto è che veniamo educati a prestare attenzione all'esterno più che a sviluppare e mantenere una certa introspettività che ci consentirebbe, fra l'altro, di non perdere mai la nostra connessione con il nostro vero se e, di conseguenza, con la nostra anima. I nostri genitori, insegnanti, educatori, preti, c'insegnano a guardare i notiziari per tenerci "aggiornati". Peccato che la maggior parte delle notizie che trasmettono sia fasulla e pilotata dall'alto allo scopo di far conoscere in maniera quasi esclusiva cattive notizie in modo da far regnare paura e sconforto fra la popolazione.

I telegiornali e i notiziari in generale, hanno il solo scopo di rubare energia a chi da loro si lascia catturare la propria attenzione. Dal momento in cui si esprime agitazione, sconforto, ansia, stress e quant'altro di squilibrante per il sistema psicofisico, proprio in quell'istante si comincia a dare potere agli agenti esterni a noi, creati apposta dal sistema allo scopo di nutrirlo tramite la nostra energia.
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Anche le critiche e i giudizi, ai quali la maggior parte di noi viene sottoposta specie in giovane età, sottraggono energia preziosa a chi presta loro attenzione. Bisogna APRIRE GLI OCCHI E LE ORECCHIE e cominciare a selezionare le fonti d'informazione e, in generale, tutto ciò che proviene dall'esterno. Dopo aver fatto questa selezione si dovrà prestare attenzione solo agli argomenti che hanno un valore costruttivo per noi e per la nostra evoluzione sia individuale che globale.

Fintanto che si rimarrà attenti ai notiziari e a tutto ciò che viene dall'esterno senza essere stato prima filtrato, si correrà il rischio di dare potere all'esterno rimanendo, per ciò stesso, a corto di energie. E senza energie, si sa, non si fa molta strada, a stento si ha la forza di fare il solito lavoro, di vivere la solita Vita, coltivando le solite amicizie (magari non buone per la nostra evoluzione nella consapevolezza) e vivendo i soliti programmi di addormentamento collettivo acquisiti tramite l'educazione-programmatica.
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Se si è a corto di energie, non si può coltivare e far crescere le proprie capacità creative ed evolutive, ciò per il semplice fatto che si avranno a stento le risorse necessarie a portare avanti una Vita ordinaria, da umanoide medio, così come vuole il sistema, così per come ci hanno programmati.

Solo cominciando a lavorare su di se si potrà dare una diversa direzione alla propria Vita iniziando, al contempo, a selezionare quali trasmissioni vedere, quali amicizie coltivare, se continuare col solito lavoro fino a morirne o cambiarlo per inseguire le proprie passioni. Quando smetteremo di alimentare le forze a noi esterne, solo allora torneremo ad essere infinitamente potenti e creativi, diventando, finalmente padroni del nostro destino, imparando a conoscere tutte le dinamiche che governano il nostro mondo.
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Smettiamo anche di ascoltare e lasciarci influenzare dalle critiche e i giudizi esterni. Dopotutto, come ebbe a dire il mistico Rumi "La tua critica lucida il mio specchio". In ragione di ciò, imparate ad ascoltare i giudizi, o critiche che siano, solo quando essi possono migliorare la vostra Vita (lucidare il vostro specchio), diversamente, lasciatevele scivolare via. quando smetterete di dare retta ad ogni "cane che abbaia", vi accorgerete di aver conservato un sacco di energie da spendere per il vostro lavoro di crescita personale.

Smettete di credere al fatto che tutto ciò di cui avete bisogno per essere felici si trovi all'esterno, perchè questo è solo uno dei tanti stratagemmi creati dal sistema allo scopo di rendervi suoi schiavi. Cominciate, piuttosto, a ricercare dentro di voi, basta chiudere gli occhi per vedere l'infinito che è sempre stato dentro di voi, assieme alle vostre infinite potenzialità, e non aspettava altro che di essere ri-contattato per donarvi la libertà e farvi ricordare le vostre origini Divine.

Vincenzo Bilotta

domenica 19 marzo 2017

L'amore centrato

Dell'amore se ne parla dappertutto. Lo si può ritrovare nei testi delle canzoni, sui giornali, nella pubblicità, nei libri, un pò dovunque insomma. Per lo più, però, questo è un tipo di amore esterno, condizionato, dipendente. Quando si fa dipendere la propria felicità dall'esterno, siano essi eventi, cose o persone succede, prima o poi, che questa felicità sia destinata a trasformarsi in qualcosa di diverso: aspettativa, gelosia, tristezza, odio, facendo perdere per strada tutto l'idillio iniziale.

IL VERO AMORE NON E' MAI ESTERNO. BISOGNA PRIMA AVER SAPUTO AMARE SE' STESSI, AVER VISSUTO UNA LEALE E SINCERA STORIA D'AMORE CON SE' STESSI PER POTER POI ESSERE CAPACI DI DARE E RICEVERE AMORE.
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Quello di cui parlo è un amore centrato, che ha le sue radici dentro di noi, ci rende forti, stabili, indipendenti e, al contempo, capaci di amare e condividere con gli altri senza paura, per questo, di perdere qualcosa ma, al contrario, sapendoci arricchire ed accrescere ogni volta che decidiamo di dare il nostro amore in maniera libera ed incondizionata al nostro prossimo, sia esso partner, genitore, amico o parente.

Per vivere l'amore centrato bisogna, prima, imparare ad amarsi ed accettarsi così come si è, senza più lottare o resistere al proprio aspetto, carattere o quant'altro non si era riusciti ad accettare di noi fino a quel momento. In altre parole, occorre attuare un decondizionamento da schemi e convinzioni limitanti riguardo se stessi e, in un secondo tempo, riguardo l'amore.
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Solo dopo essere riusciti ad amare ed accettare se stessi, così come si è, si potrà cominciare a lavorare su di sé per sviluppare l'amore centrato. Si potrà cominciare con il guardarsi allo specchio appena alzati al mattino, ripetendosi TI AMO alla propria immagine riflessa continuando, nel corso della giornata, a farsi dei regali, una sorta di premi, per il solo fatto di esistere: andare in un centro benessere, fare un viaggio, concedersi il ristorante preferito, comprare vestiti eleganti e, in generale, fare tutto ciò a cui si era rinunciato fino a quel momento.

Dal momento in cui ci si concederanno questi piccoli regali, si entrerà in amore con se stessi, ci si centrerà rendendosi, per ciò stesso, FORTI ED INDIPENDENTI dagli eventi, cose o persone. SOLO CHI SA AMARE SE' STESSO DIVENTA CAPACE DI DARE E RICEVERE AMORE. SOLO CHI SA CENTRARSI NEL PROPRIO AMORE, SMETTE DI FAR DIPENDERE LA PROPRIA FELICITA' DAGLI ALTRI DIVENTANDO, AL CONTEMPO, PADRONE DELLA PROPRIA VITA ED ARTEFICE DI UN'ESISTENZA RICCA DI SUCCESSI ED EVOLUZIONE SPIRITUALE.
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L'amore centrato è un amore di tipo spirituale, profondo, radicato ed evoluto. Chi vive nell'amore centrato non farà più dipendere la sua felicità dall'esterno ma diventerà, lui stesso, fonte di felicità, gioia e benessere per gli altri. Chi riesce ad amare se stesso riesce a divenire il centro del proprio universo.

L'amore centrato è l'unico che ci consente di vivere le relazioni riuscendo a dare amore senza impoverirsi e a riceverne senza, per ciò stesso, dipenderne. Questa forma di amore è l'unica capace di renderci forti, indipendenti e ci libera, al contempo, dalle aspettative nei confronti di eventi e persone esterni a noi.

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L'amore centrato rappresenta un ritorno alle origini del Sé oltre la mente e le sue illusioni che creano dipendenza dal mondo esterno. DAL MOMENTO IN CUI SI SARA' STATI CAPACI DI PRODURRE AMORE VERSO SE STESSI IN MANIERA AUTONOMA ED INCONDIZIONATA, SOLO ALLORA SI SARA' RAGGIUNTA LA MATURITA' NECESSARIA PER POTER CONDIVIDERE CON GLI ALTRI QUESTO MERAVIGLIOSO SENTIMENTO, SIANO ESSI AMICI, IL PROPRIO PARTNER O CHI, IN GENERALE, AVRA' AVUTO LA FORTUNA D'INCONTRARCI NEL CORSO DELLE NOSTRE INTERAZIONI QUOTIDIANE.

Vincenzo Bilotta

domenica 5 marzo 2017

La mente possibilista

Ognuno di noi possiede una mente. Questa mente, spesso, pensa fin troppe cose contemporaneamente, mandando in tilt il suo possessore. Il fatto di pensare in se è naturale, sono le funzioni per le quali la mente esiste. Il problema sorge quando la maggior parte delle persone perde il controllo dei propri pensieri e si lascia trascinare dentro il turbine da essi prodotto.

Ora, poiché IL PENSIERO CREA LA MATERIA, succede che, se non si riesce ad osservare bene i propri pensieri, si creerà il caos nella propria Vita. Come molti già sanno, infatti, quando si pensa a lungo alla possibilità che si possa verificare un evento nelle nostre Vite e ci si concentra solo su quel pensiero specifico per mesi senza sosta, accade, alla fine, che quell'evento entrerà a far parte, prima o poi, della nostra esperienza di Vita.
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Ciò si verificherà grazie alla LEGGE DELL'ATTRAZIONE (ne parlo nel mio libro L'arte della consapevolezza, YOUCANPRINT EDIZIONI). Succede però che quasi mai si riceverà ciò che si desiderava in effetti ottenere, cerchiamo di vedere come mai.

Le persone, in genere, tendono a concentrarsi sulle proprie paure, incertezze e tendono a proiettarle in un futuro più o meno prossimo, cominciando a formulare pensieri sempre più intensi e pieni di angoscia rispetto al fatto che possa verificarsi un evento disastroso nelle proprie Vite. Così facendo non sanno, però, che quell'evento che tanto temevano prima o poi entrerà a far parte delle loro Vite!
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Come fare per evitare ciò? Occorrerebbe, innanzitutto, sviluppare una capacità di osservazione e selezione dei pensieri, lasciando scorrere quelli che meno ci piacciono e ancora meno ci servono e concentrandoci, invece, su quelli che potrebbero migliorare le nostre Vite.

Ma l'osservare, da solo, non basta. Bisogna sviluppare una mente possibilista, una mente, cioè, aperta a delle possibilità che fino a quel momento non si erano tenute in minima considerazione, ciò per il fatto che non si era mai adottato un approccio che andasse al di là del lasciarsi trascinare dalla corrente dei pensieri senza mai fermarsi ad osservarli.
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Cos'è la mente possibilista? Questo è un concetto che deriva dalla fisica quantistica ed ha a che fare con lo sviluppo delle potenzialità umane nel campo delle neuroscienze. Si conoscono casi di persone che ottengono delle guarigioni inspiegabili per la scienza ufficiale o di madri che sollevano auto per estrarre i propri cari rimasti sotto il veicolo.

Vi siete mai chiesti come possa avvenire tutto ciò? GRAZIE AD UN INTENTO FOCALIZZATO, UNA FEDE INCROLLABILE NELLE PROPRIE POTENZIALITA' MA, SOPRATTUTTO, GRAZIE AL COMINCIARE A CREDERE CHE QUALSIASI COSA SIA POSSIBILE. Dal momento in cui si comincerà a sviluppare una mente possibilista ci si aprirà, al contempo, a possibilità credute fino ad allora inimmaginabili.
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Anche la fisiologia cambia, inevitabilmente e vantaggiosamente per la persona che comincia a prendere in considerazione delle possibilità che, per gli altri oltre che per se stessa, fino ad allora non erano state da lei nemmeno immaginate. BISOGNA OSARE, COMINCIARE A PENSARE CONTROCORRENTE. SOLO IN QUESTO MODO SI PUO' COMINCIARE A FAR ACCADERE QUELLI CHE LE PERSONE COMUNI CHIAMANO MIRACOLI.

Laddove c'è un intento focalizzato in direzione di un obiettivo, là è già spianata la strada verso il successo, sia esso fisico, psichico o spirituale. Cominciate a credere nell'impossibile, selezionate e tenete in giro per la mente SEMPRE E SOLO pensieri costruttivi, che vi fanno star bene, ciò modificherà dapprima la vostra fisiologia e, presto o tardi, trasformerà le vostre Vite in un'avventura piena di esperienze nuove e stimolanti.

Vincenzo Bilotta