domenica 24 aprile 2016

Tu sei unico ed irripetibile!

Ognuno di noi ha dei talenti naturali, delle predisposizioni che gli consentiranno, se riconosciute e coltivate, di realizzare sé stesso e fare della propria Vita un'opera d'arte. Il fatto è che la società in generale e il sistema, in particolare, non hanno alcun interesse allo sviluppo delle reali potenzialità del singolo componente. Il nostro sistema, infatti, è basato su di un'educazione-programmatica, volta a creare dei pensatori mediocri da inquadrare nella massa di pecore.

Creando e formando dei pensatori mediocri, gente che va con le mode dei pecoroni, il sistema vedrà lontana la minaccia di essere sovvertito ed annientato assicurandosi, al contempo, il nutrimento necessario per andare avanti e far prosperare i parassiti che si nascondono dietro questo nome, sappiamo bene chi sia questa gente ma c'è sempre tempo per porre fine alla loro supremazia, dopotutto prima c'è la partita di calcio, rispondere al messaggio sul social network o vedere il reality show di turno.
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Alla luce di tutto ciò, risulta ben chiaro quanto sia importante imparare a riconoscere ed apprezzare la nostra unicità per uscire, in questo modo, dalla massa di pecore belanti (diventando individui pensanti) per potersi finalmente realizzare al massimo delle proprie potenzialità ed aspirazioni.

Per poter riconoscere la propria unicità ed irripetibilità occorrerà, però, smetterla di credere a ciò che la società, i genitori, gli educatori, gli amici, i preti, gli allenatori, ci hanno fatto credere di essere inquadrandoci, per ciò stesso, in una categoria che, in realtà, non ci appartiene.
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Bisogna possedere uno spirito ribelle per poter andare controcorrente, AMARSI INCONDIZIONATAMENTE, solo noi possiamo farlo in quanto gli altri ci ameranno "a condizione che" faremo ciò che essi pretendono da noi per essere felici. All'inizio ci vorrà forza di volontà per poter nuotare controcorrente, per cominciare a dire di NO a ciò che non ci piace fare per gli altri e che fino a quel momento avevamo magari fatto per paura del rifiuto.

Per essere se stessi bisogna prima smettere di essere quello in cui ci hanno trasformato attraverso il processo educativo. Per far ciò dovremo smantellare l'intera struttura educativo-programmatica che ci ha tenuti fino ad oggi prigionieri delle altrui aspirazioni e ci ha dato delle convinzioni limitanti che, pur non essendo nostre, ci hanno tuttavia condizionato la Vita in modo decisivo e limitante.
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Quando riusciamo ad incidere le maglie del sistema riuscendo, per ciò stesso, a vedere ciò che si cela oltre il velo di MATRIX, eccoci fuori dal sistema. Il passo successivo sarà quello che ci porterà a guardarci dentro, a far luce sulla nostra interiorità allo scopo di ritrovare i tesori che vi si celano. 

Dopo averli trovati occorrerà rispolverarli, farli propri e cominciare a muoversi nella direzione del loro sviluppo all'esterno di noi fino a materializzarli nella realtà circostante trasformando, per ciò stesso e in maniera RADICALE E DEFINITIVA, la nostra Vita e arricchendo inevitabilmente, anche le Vite di chi avrà la fortuna di interagire con noi.
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Potrà accadere che sentiremo di dover lasciare il posto fisso per diventare calzolai o, ancora, potremo decidere di diventare barman in un'isola sperduta dei Caraibi. Certo, prima di realizzare questo tipo di aspirazioni, si dovranno fare i conti con le convinzioni limitanti che, se non superate, ci faranno avere paura del cambiamento e, per ciò stesso, ci costringeranno a rimanere nella nostra zona di comfort.

Dovremo fare i conti anche coi nostri genitori, parenti, amici, datori di lavoro che ci prenderanno per matti, capendo che anche loro, magari, avranno avuto le loro aspirazioni ma le paure hanno avuto la meglio rispetto alla realizzazione delle loro aspirazioni artistiche e creative.
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Cominciamo da oggi ad avere coraggio, ad AMARCI ED ACCETTARCI per quello che siamo: un'opera d'arte UNICA ED IRRIPETIBILE. Diventiamo refrattari alle altrui paure che si manifesteranno sotto forma di critiche, giudizi o potranno sfociare in litigi veri e propri. Poniamoci un solo ed unico obiettivo: RICONOSCERCI COME DELLE OPERE D'ARTE UNICHE ED IRRIPETIBILI, QUI E ORA PERCHE' GIA' FRA UN MINUTO POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI. 

(Vincenzo Bilotta)

domenica 10 aprile 2016

Da schiavo degli altri a padrone di te stesso

Viviamo in un'epoca in cui conta di più l'apparire rispetto all'essere. E' facile, di conseguenza, assistere ad una perdita di personalità da parte degli individui. Difficilmente, infatti, si può riuscire ad essere se stessi in un mondo dominato dalle mode che tende, proprio in conseguenza di ciò, a giudicare tutto ciò che risulta essere diverso dagli "standard qualitativi".

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La maggior parte dei ragazzi tende ad uniformarsi alle mode del momento a costo di perdere, cosa che succede di fatto, la propria personalità e, di conseguenza, originalità. Ognuno di noi, infatti, ha un proprio talento, un dono che porta con sé dalla nascita. Questo talento, però, per essere espresso andrebbe ESERCITATO E SVILUPPATO, altrimenti rischia di rimanere al rango di mera potenzialità.

Sicuramente, per esercitare i propri talenti spesso occorrerà parecchio coraggio, ciò specie se si possiedono delle doti che vanno contro le "mode" e le altrui opinioni. Detto in altre parole, per prendere in mano le redini della propria Vita occorre prima smettere di essere schiavi dei giudizi altrui e delle "mode" correnti, altrimenti ci si arenerà senza possibilità di scampo.
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Come molti ben sanno, i talenti possono essere più facilmente sviluppati quando si è ragazzi per poterli esprimere da subito. Purtroppo ciò non sempre risulta di facile attuazione in quanto ci saranno elementi di contrasto quali: famiglia, amici, educatori vari. Essi tenderanno a renderci schiavi dei loro giudizi facendoci sentire, al contempo, in colpa se non faremo ciò che loro ritengono sia "giusto" per noi.
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Solo l'adolescente ribelle ha spesso la possibilità di poter esprimere il proprio talento. In questi casi ciò accade in quanto il ragazzo avrà abbastanza coraggio da uscire fuori dalle "mode" e dagli altrui giudizi, primo fra tutti quello dei propri familiari, smettendo, per ciò stesso, di essere schiavo degli altri diventando, di conseguenza, padrone di se stesso e della propria Vita.

Dal momento in cui si riescono a spezzare le sbarre della prigione di MATRIX, solo allora ci si potrà dedicare appieno allo sviluppo del proprio potenziale evolutivo. A volte occorrerà rinnegare tutto, o quasi, quello che si è appreso durante la fase educativa-programmatica. Insomma, occorre smettere di essere dei robottini perfetti e mandare in corto circuito il cervello razionale-analitico a favore di quello creativo-analogico.
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Solo colui il quale riuscirà ad avere il coraggio di mettere in discussione le "mode", i luoghi comuni e i modi di pensare schematici tipici di MATRIX, riuscirà ad essere libero e potente. Una volta che si sarà liberato dalla schiavitù delle apparenze e dall'altrui giudizio, solo in quel momento potrà definirsi realmente libero di proseguire per la sua VERA STRADA, la sola in grado di condurlo alla sua VERA META.

Vincenzo Bilotta


domenica 27 marzo 2016

Ho' oponopono e la guarigione del mondo

Ho' oponopono è un sistema di purificazione interiore molto efficace. Esso ha come obiettivo quello di liberare la mente e, di conseguenza, il corpo da tutte le memorie antiche le quali condizionano tutte le nostre scelte e comportamenti nella Vita di tutti i giorni.

Nessuno, infatti, può ritenersi libero al 100% fin quando non si sarà purificato da tutte le memorie antiche. Ma cosa sono le memorie antiche? Esse sono formate da tutti quei pensieri e convinzioni limitanti che abbiamo acquisito durante il nostro processo di crescita attraverso l'educazione-programmatica ricevuta dalle persone preposte alla nostra formazione.
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Ma cos'è Ho' oponopono? Esso è, come dicevo prima, un sistema di liberazione emozionale volto alla cancellazione delle memorie antiche. Si può annoverare fra i sistemi più efficaci assieme alle tecniche di psicologia energetica quali E.F.T. o logosintesi, tanto per citarne alcune.

Dobbiamo la versione moderna di Ho' oponopono al dott. Ihaleakala Hew Len, psicologo presso le strutture ospedaliere delle Hawaii. Egli ha avuto il merito di creare la versione moderna traendo spunto dagli insegnamenti di Mornnah Nalamaku Simeona della quale è stato allievo.

Il dott. Hew Len ha avuto, altresì, la capacità, attraverso Ho' oponopono, di fare chiudere il reparto in cui lavorava, formato da pazienti psichiatrici pericolosi e violenti. Il bello di tutto ciò è che, dal momento del suo impiego nella struttura fino alla chiusura del reparto stesso, il dott. Hew Len in realtà non visitò mai nessuno dei pazienti internati nella struttura!

Egli, fin dal primo giorno del suo arrivo presso la struttura psichiatrica, si limitò a visionare le foto dei pazienti ricoverati e a ripetere quelle che sono le quattro frasi chiave di Ho' oponopono moderno: mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo! In poco tempo i pazienti smisero di aggredire il personale della struttura e poterono uscire senza più rimanere in catene e, salvo rari casi, poterono tornare in breve tempo in libertà!
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Ma a chi sono rivolte queste frasi e quando si utilizzano? Praticamente andrebbero ripetute in diversi momenti della giornata, ciò allo scopo di ripulire il sistema psicofisico umano da tutte le memorie antiche che "intasano" i canali energetici impedendo, per ciò stesso, la libera espressione della creatività e dell'amore che fanno parte di ognuno di noi ma vengono repressi e sotterrati da questa sorta di "detriti emozionali" legati al passato e, in particolare, ai conflitti irrisolti.

Caratteristica essenziale di Ho' oponopono è l'assunzione al 100% della responsabilità per tutto ciò che accade nel mondo, anche gli eventi che sembrano accadere lontano da noi e non avere alcun nesso con le nostre Vite. Ciò perché, ricollegandoci alla Legge dell'Attrazione, tutto ciò che è fuori di noi è nato da dentro, in maniera più o meno inconscia.

Molti diranno: ma io non creo la guerra, non sono colpevole per la fame nel mondo, la violenza e così via.... Se però queste persone rifletteranno, esse potranno scoprire che ognuno di noi ha dei lati in ombra che tiene nascosti e reprime. Questo fa parte di quella che in esoterismo viene definita polarità. Il mondo della materia è duale per sua natura: buio e luce, bene e male, giorno e notte, buono e cattivo, guerra e pace e così via. 

Come fuori, così dentro... E viceversa! Quindi non ci si deve stupire se, non appena si comprende la procedura di Ho' oponopono e si decide di assumersi il 100% della responsabilità per ciò che accade in qualsiasi parte del mondo, cominciano ad accadere miracoli a partire dalle nostre Vite. E poi, secondo me Ho' oponopono ha a che fare, oltre che con la legge dell'attrazione, anche con l'effetto farfalla di Lorentz.
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Infatti, proprio come il battito d'ali di una farfalla in Italia può, secondo questa teoria, provocare un uragano in Thailandia, anche un'azione come l'assunzione del 100% della responsabilità può guarire il mondo. Mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo..... Non sempre è facile assumersi il 100% della responsabilità, ciò specie se ci si sente feriti, traditi o abbandonati. 

Anch'io la pensavo così. Alla fin fine è semplice chiedere scusa quando ci si sente dalla parte del torto. Altra storia, invece, quando pensiamo di essere stati vittime di abusi, tradimenti e quant'altro non ci saremmo mai aspettati potesse accadere proprio a noi, qui la storia cambia... Perché chiedere perdono e, soprattutto, come si fa a chiedere perdono a chi presumiamo sia stato il nostro persecutore?

Il punto è sempre uno: occorre un metodico e costante lavoro su di se, ciò allo scopo di capire che l'altro è una proiezione della nostra interiorità. Gli accadimenti esterni, di qualsiasi genere essi siano, sono prima stati concepiti al nostro interno, ciò in maniera più o meno conscia. Spesso, infatti, il subconscio non ci da modo di scegliere in merito, avvenendo certi nostri comportamenti, in maniera automatica ed inconscia.

Bisogna osservarsi senza giudizio allo scopo di scoprire le dinamiche più o meno profonde dei processi mentali, se davvero si vuole mettere in pratica ed avere successo con Ho' oponopono. Se si vuole davvero guarire dalle memorie antiche bisogna, inoltre, uscire dal ruolo di vittima per poter passare, finalmente, a quello di co-creatore della realtà esterna.

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Solo una volta che si è presa coscienza del fatto che i nostri pensieri, parole e azioni influenzano tutta la realtà circostante, solo allora si comincerà a sperimentare l'efficacia delle quattro magiche frasi: mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo! NOI SIAMO IL MONDO, ESSO E' UNA NOSTRA CONTINUA CREAZIONE. TUTTO CIO' CHE VIVIAMO E' UTILE E NECESSARIO, DIVERSAMENTE NON ACCADREBBE.

Credetemi, assumersi il 100% della responsabilità, una volta capito il meccanismo di funzionamento di Ho' oponopono, è non soltanto liberatorio ma permette di trasformare radicalmente la vostra Vita. Dal momento in cui vi assumete il 100% di responsabilità per tutto ciò che vi accade ogni giorno, solo allora capirete quanto siete potenti ed importanti e, proprio in quel momento, diventerete padroni del vostro destino e non più vittime inermi di una serie di eventi casuali.
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A chi sono rivolte queste frasi della formula di guarigione di Ho' oponopono? Alla nostra Divinità Interiore. In questo modo, attraverso le frasi: mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo, ci riconciliamo con la nostra parte Divina e riusciamo a passare dalle memorie automatiche alla creatività Divina. 

Da quel momento, se saremo costanti nell'applicazione di questo meraviglioso metodo di guarigione e, al contempo, saremo disposti ad assumerci il 100% di responsabilità per tutto ciò che accade intorno a noi, sia vicino che lontano, proprio in quel preciso istante la nostra come le Vite di tutti gli abitanti di questo meraviglioso pianeta si trasformeranno in AMORE PURO.

Vincenzo Bilotta

domenica 13 marzo 2016

Le vie di accesso all'adesso

Questa sera ho il piacere e l'onore di condividere con voi un altro capitolo del mio ultimo libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI. Vi ricordo che è già disponibile, così come L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, (mio primo libro), presso le vostre librerie di fiducia oppure online, fra gli altri canali, su: YOUCANPRINT, MACROLIBRARSI, IL GIARDINO DEI LIBRI, FELTRINELLI, MONDADORI, HOEPLI, AMAZON, IBS. Buona lettura e grazie!


Esiste una dimensione, al di là dello spazio e del tempo, in cui tutto è possibile. Questa dimensione si chiama ADESSO. Al suo interno il tempo non ha ragione di esistere in quanto facente parte delle convenzioni umane. Nell’adesso risiede l’eternità e, al suo interno, troviamo Dio e possiamo entrare in comunione con Lui.
(La copertina del mio libro)

Del resto, se esiste un solo adesso, tante sono le vie d’accesso che permettono ad ognuno di noi di arrivarci. Non tutti nascono illuminati, non tutti arrivano all'adesso per vie brevi o facili. Spesso succede che l’adesso non lo si conosca se non rare volte nel corso della Vita.

Molte persone sperimentano l’adesso dopo aver visto morire persone a loro care, aver vissuto separazioni coniugali, sperimentato malattie proprie o dei propri cari. Anche queste sono delle potenziali vie che possono condurre all’adesso. Certo, questo non dipende solo dagli eventi ma, soprattutto, dalla persona che si trova a vivere determinate esperienze.
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Spesso, quando si vivono determinate situazioni in cui si vedono soffrire persone care senza poter fare nulla o se si stanno vivendo in prima persona degli episodi che non ci permettono di vivere in maniera gioiosa la nostra Vita, ci chiediamo: perché proprio a noi?

Questa domanda non porterà certamente alla soluzione del conflitto o situazione che si starà vivendo, questo no. Certamente, però, potrebbe determinare un cambiamento, sempre se saremo pronti a farlo. La maggior parte non lo è, per questo motivo molte persone scelgono di affondare coi propri problemi senza pensare lontanamente al fatto che avrebbero potuto cambiare la propria Vita proprio attraverso la situazione che stavano vivendo.
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Oltre alla via della sofferenza esiste, tuttavia, la via della gioia, della compassione e della gentilezza. Un atto di gentilezza ci permette, ad esempio, di accedere in maniera rapida ed efficace all’adesso. INFATTI, QUANDO SI E’ GENTILI NON SI PENSA NE’ AL PASSATO NE’ AL FUTURO, SEMPLICEMENTE SI COMPIE L’AZIONE DECONTESTUALIZZANDOLA DALLO SPAZIO E DAL TEMPO PER CONSACRARLA ALL’ETERNITA’.

Bisogna dire che, alla fin fine, tutte le strade saranno in grado di condurci all’adesso se avremo il coraggio di percorrere il cammino. La strada non è lunga in quanto si trova PROPRIO QUI, PROPRIO ORA e può essere percorsa in un lampo: essa, infatti, dista solo un pensiero.


Non importa che situazione state vivendo in questo momento, ciò che importa, piuttosto, è: come volete vivere il resto della vostra Vita? Dopo esservi posti questa domanda, rispondete sinceramente sapendo che SOLO VOI POTETE PORRE FINE ALLA SOFFERENZA IMPOSTA DALLO SPAZIO E DAL TEMPO E COMINCIARE, FINALMENTE, A VIVERE L’ADESSO COME LIBERAZIONE E PUNTO DI SVOLTA PER LA VOSTRA EVOLUZIONE.

A volte può succedere che la via d’accesso all’adesso non sia delle più semplici, specie quando si sta soffrendo. In quei casi occorre smettere di identificarsi con la propria situazione e cominciare ad osservarla come un ospite che da un momento all’altro se ne andrà. La rabbia, l’odio, la gelosia, tanto per citarne alcuni, sono solo stati d’animo transitori che non fanno parte di noi. Essi vivono e si nutrono di tempo e spazio.

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Per uscire da determinati stati d’animo negativi occorre disidentificarsi da essi e stare in ascolto e in osservazione: sarà proprio in quel momento che si aprirà la porta di accesso all’adesso. Una volta fatto questo, ogni emozione negativa non avrà più ragione di esistere. L’adesso ha il potere di affrancarci da ogni negatività facendoci riscoprire, al contempo, il lato divino che è in noi ma che raramente possiamo contattare o sperimentare a causa delle interferenze spaziotemporali create dalla mente.

Vincenzo Bilotta

domenica 28 febbraio 2016

La forma non-forma dell'acqua

L'acqua costituisce l'elemento base di tutti gli esseri viventi, passando dai vegetali alle varie specie animali, per finire con l'uomo. Essa ha una caratteristica che, se ci fate caso, la rende unica ed irripetibile: LA CAPACITA' DI MODELLARSI A SECONDA DEI DIVERSI TIPI DI OSTACOLI CHE POTRA' INCONTRARE NEL CORSO DEL SUO SCORRERE.

Cosa differenzia l'acqua da tutti gli altri elementi presenti in natura? Secondo me, la caratteristica principale dell'acqua è la forma non-forma. In altre parole, l'acqua può assumere tante forme quanti sono i contenitori, tubi, letti di fiume e, in generale, quant'altro riesca ad ospitarla, pur rimanendo senza forma.
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Del resto, l'acqua non ha una sua forma, inoltre non ha nemmeno un colore. Si presenta limpida e senza una forma predefinita, potremmo dire che è neutra ed altamente adattiva. In pratica, l'acqua riesce a comportarsi in maniera adeguata alle diverse situazioni che le si parano davanti senza, per questo, perdere la sua libertà da forme, colori o schemi che la possano in qualche modo inquadrare all'interno di una struttura statica ed immodificabile.

Ho voluto descrivere brevemente quelle che sono le caratteristiche dell'acqua per poter parlare adesso di ciò che ognuno di noi potrebbe imitare di essa per riuscire, finalmente, a FLUIRE SENZA SFORZO CON LA VITA. 

L'uomo moderno è soggetto, come ben sappiamo, ad un processo di educazione-programmatica, impartita dall'alto tramite i genitori, insegnanti, preti, tutori e, in generale, tutti colori i quali sono preposti alla sua educazione. Quando il processo educativo-formativo termina, in teoria l'uomo sarà in grado di poter vivere ed interagire da persona matura ed adulta con il mondo circostante. Però, c'è un grosso però, questo, spesso, non solo non accade ma, a volte, succede che, il processo educativo, lungi dal formare persone autonome, crei degli schiavi del sistema (pura coincidenza?).

In conseguenza di ciò, una volta educato, l'uomo si troverà ad affrontare in maniera automatica le diverse situazioni che gli si andranno a parare davanti. Questo automatismo deriverà dal processo educativo pregresso. Succederà, a volte, che i programmi educativi non basteranno a trarre d'impaccio in determinate situazioni, così avverranno dei blocchi, dei conflitti e, in conseguenza di tutto ciò, l'uomo stagnerà in diverse situazioni senza riuscire ad uscirne in maniera rapida ed efficace.
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La causa di questi conflitti, la loro mancata o lenta risoluzione, risiede nel processo educativo-programmatico che priva l'uomo della propria autonomia di ragionamento, lo blocca in delle convinzioni limitanti e lo fa arenare nei propri vissuti irrisolti. 

Ma cos'è che rende difficoltosa la risoluzione di determinate dinamiche conflittuali all'interno della Vita di una persona? Secondo me, al di là degli schemi mentali ereditati tramite il processo educativo, l'uomo manca della flessibilità e capacità necessarie a lasciare scorrere gli eventi. Tutto ciò lo priva della possibilità di vivere in maniera efficace, gioiosa e priva di conflitti la propria Vita.
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Se paragonassimo l'uomo ad un elemento della natura, esso dovrebbe essere molto simile all'acqua, anche perché il suo organismo è formato per circa il 75% da questo elemento indispensabile alla Vita sulla terra. Succede, però, che l'uomo, a causa dei processi mentali automatici derivanti da un rigido processo educativo-programmatico, è più simile ad una roccia piuttosto che all'acqua, ciò considerando la sua scarsa disponibilità a fluire con la Vita e le sue varie dinamiche.

I sistemi politici attuali mirano ad inquadrare le persone in massa attraverso dei processi educativi volti più ad uniformare una massa di individui che svolgano le proprie mansioni come agnellini ubbidienti senza mai chiedersi il perché rispetto a ciò che fanno. Questo è il gioco del sistema, avere persone che fanno senza pensarci. L'importante è, per chi sta al vertice, privare le persone di una capacità di pensare e vivere in maniera autonoma per poterli inserire nella MATRIX e nutrire il sistema sacrificando le abilità del singolo a favore di pochi eletti che tengono le fila dietro le quinte.
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Ora, se paragonassimo i sistemi nei quali gli individui vivono ed interagiscono a dei bicchieri e gli individui all'acqua, noteremmo come, in effetti, il sistema, pur contenendo l'individuo al suo interno non può, tuttavia, mantenerlo bloccato in esso. Ciò a patto che l'individuo, proprio come l'acqua, abbia la capacità di adeguarsi alle norme del sistema senza mai esserne schiavo, rispettare senza obbedire, vivendo e pensando in maniera autonoma e non automatica.

Del resto, se ci fate caso, l'acqua sta all'interno del bicchiere che la contiene ma, se provate a versarla sul pavimento non avrà più la forma del bicchiere ma tenderà a SCORRERE IN MANIERA LIBERA per terra. 

Compito dell'uomo di oggi è, quindi, quello di trasformarsi da roccia, nella quale sono stati scolpiti rigidi schemi educativi, in acqua, frutto della presa di coscienza delle proprie potenzialità intellettive che esulano sicuramente dall'educazione di massa che ci ha fatto credere, fino ad oggi, di essere nati per obbedire, sacrificarsi ed aspettare la morte come redenzione dai propri peccati.

Vincenzo Bilotta

domenica 14 febbraio 2016

Il cane che si mordeva la coda

Premesso che la nostra mente processa nell'arco della giornata più di 60000 pensieri, tuttavia occorre dire che ce ne sono alcuni fra loro che si tendono a preferire allo scopo di farsi le cosiddette "seghe mentali". Sì, perchè di seghe mentali trattasi, essendo dei pensieri poco gradevoli, il più delle volte talmente ansiogeni da rovinarci la giornata.

La tendenza a reiterare un pensiero, piuttosto che lasciarlo fluire nel fiume mentale, si può paragonare ad un cane che si morde la coda. Avete mai notato il piacere che provano certi cani aventi la tendenza a mordersi la coda? Osservateli attentamente la prossima volta che ne vedrete ancora uno. Esso gira su se stesso inseguendo la propria coda, fino a quando la raggiunge e guaisce per il dolore procuratogli dai suoi stessi morsi.... Che imbecille, starete pensando..... 

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Proprio come il cane insegue e morde la propria coda, creando un circolo vizioso tendente verso l'infinito, così anche il genere umano (imbecille pure lui?) tende a fare lo stesso coi propri pensieri "preferiti". Ho messo preferiti tra virgolette perchè ognuno di noi ha il suo pensiero che tira fuori al momento opportuno, di solito quando sembra andare tutto bene e al solo scopo di rovinarsi la giornata.

Ma perchè allora non cambiare pensiero? Perchè non smettere di mordersi la coda, ponendo fine, per ciò stesso, a quella che Sri Aurobindo ebbe a definire come "imbecillità egocentrica"? La risposta risiede nella fisiologia e nella risposta ormonale da parte dell'organismo ai nostri singoli pensieri.

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Come già ha avuto modo di dimostrare la neuroscienza, ad ogni nostro pensiero corrisponderà il rilascio di una sostanza specifica dietro espressa direttiva da parte del "capo", al secolo il cervello. Di conseguenza, se tenderemo a fare un certo numero di pensieri positivi, gratificanti e pieni di gioia, il nostro corpo rilascerà i cosiddetti ormoni del benessere ossia le ossitocine e le endorfine, le quali ci faranno sentire in forma, rilassati e in comunione col mondo.

In questi stati d'animo difficilmente si tenderà a litigare o ad avere problemi a livello psicofisico. Diverso sarà il caso in cui faremo dei pensieri negativi, esprimenti pessimismo, tristezza, ansia e quant'altro possa rendere la giornata pesante a noi e a chi avrà la "fortuna" d'incontrarci. In questo caso il nostro corpo rilascerà i cosiddetti ormoni dello stress, al secolo cortisolo e adrenalina i quali sono collegati al cosiddetto comportamento di attacco o fuga.
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Se fate parte di quella ristretta cerchia di persone che, non amando mordersi la coda (anche perchè, a lungo andare si spelacchia e diventa brutta!) preferiscono formulare pensieri costruttivi e felici, allora non ci sono problemi e la questione finisce con una bella risata, visto il vostro atteggiamento altamente positivo e possibilista nei confronti della Vita in generale.

Se, diversamente, fate parte della maggioranza delle persone che si stressano per un sms non arrivato o perché la squadra di calcio preferita vi fa perdere le scommesse, allora questo potrebbe essere il momento di rivedere il vostro modo di pensare, allo scopo di poterlo cambiare in meglio!
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Il solo volere cambiare, però, non basta. La questione non è soltanto legata alle abitudini automatiche o alla dovuta mancanza di osservazione dei propri pensieri. Qui siamo a livello fisiologico. Come ho già avuto modo di dire sopra, infatti, quando formuliamo dei pensieri negativi, il nostro corpo produce delle sostanze, i cosiddetti ormoni legati allo stress, ciò in risposta al nostro stato che, in termini fisiologici, viene definito ORTOSIMPATICO.

Quando si formulano determinati pensieri, tutti dello stesso tipo e li si ripete per anni, il nostro organismo si adatta sia a livello sinaptico, sviluppando dei canali preferenziali (canali della lamentela e del pessimismo, visto che stiamo parlando di pensieri negativi) per farci risparmiare tempo, così ci potremo fare le seghe mentali con meno fatica e con più efficacia! Bello vero? Scherzo ovviamente!
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La cosa più sorprendente è che, per cambiare i pensieri da negativi in positivi, occorre non solo meditare, osservarsi etc. Bisogna anche disintossicarsi dallo stato di dipendenza dagli ormoni dello stress! Proprio così, si diventa schiavi dell'adrenalina e il nostro corpo tende a ripetere certi schemi di pensiero allo scopo di avere la sua dose quotidiana! Proprio come il cane che si morde la coda: fa male ma è divertente e ci si abitua.

La soluzione? Meditare sui propri pensieri, focalizzandosi sulla loro trasformazione. All'inizio sarà abbastanza complesso e ci vorrà del tempo. Occorrerà osservare i pensieri che ci cagionano stress allo scopo di trasformarli nei loro opposti, ossia in pensieri divertenti, positivi, che possano entusiasmarci. 
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Se si avrà la costanza di ripetere nel tempo questo esercizio, pian piano il cervello e tutto il sistema neurovegetativo si adatteranno a questo nuovo modo di pensare, in media ci vogliono 21 giorni affinché il cervello crei nuove reti sinaptiche contenenti le abitudini acquisite attraverso la ripetizione.

Dopo aver trasformato i propri pensieri attraverso la ripetizione per almeno 21 giorni, anche il corpo modificherà la propria fisiologia, rilasciando al posto degli ormoni dello stress, quelli del benessere. In poche parole avverrà una disintossicazione dai propri vecchi schemi di pensiero per vivere finalmente la realtà dei propri sogni. 

Vincenzo Bilotta

lunedì 1 febbraio 2016

Cos'è il denaro?

Oggi affronteremo un tema molto discusso: quello riguardante il denaro. Per chi già avesse letto il mio libro (L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDITORE) si sarà già fatta un'idea su ciò che rappresenta il denaro. Molti ne hanno una visione distorta, alcuni lo considerano strumento del diavolo, altri lo considerano sporco.... Tutte queste persone, di solito, sono quelle che ne hanno meno di tutti, almeno che non riusciranno a cambiare questo tipo di convinzione su di esso.

Quello del denaro è un tema scottante, se ne sono scritti libri, ognuno da i propri consigli su come guadagnarne di più, su come investirlo meglio e così via. Ci sono anche dei libri che parlano di come attrarre denaro nella propria Vita allo scopo di arricchirsi e vivere meglio. Io oggi voglio parlarvi, invece, di cosa rappresenti per me il denaro.
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Come ho già detto nel mio primo libro, L'arte della consapevolezza, il denaro è energia e come tale va visto ed utilizzato. Secondo me, l'errore che commette la maggior parte della gente è quello di considerarlo, invece, come qualcosa da possedere ed accumulare. In questa ottica il denaro viene visto come un FINE da raggiungere per essere felici e non, invece, come un MEZZO per poter realizzare i propri desideri.

Ecco una delle cause principali per cui molte persone non riescono mai ad arricchirsi o ad avere denaro a sufficienza per poter vivere in base ai loro desideri. Come tutti sappiamo, il pensiero crea e realizza ciò su cui più ci si concentra nel corso del tempo fino a realizzare, in base alla Legge dell'Attrazione, quello su cui ci si focalizza maggiormente.
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Il fatto è che molte persone si focalizzano sul denaro che manca, non su quello che si POTREBBE AVERE SE LO SI CONSIDERASSE GIA' PROPRIO. Su questo interviene la Legge dell'Attrazione: ciò a cui si pensa di più essa lo farà entrare, prima o poi, a far parte della propria Vita. Se ci si concentra sulla mancanza e non, viceversa, sull'abbondanza, il risultato sarà la penuria pecuniaria.

Ma la causa del mancato arricchimento di molte persone non sta solo in ciò. Il fatto è che le persone, oltre a concentrarsi sulla mancanza di denaro invece di sentirsi COME SE GIA' FOSSERO RICCHE, considerano il denaro come un FINE e non, invece, come un MEZZO. Ma cosa significa ciò?
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Se si ambisce ad arricchirsi e si considera il denaro come un fine, l'universo interpreterà ciò come uno spreco di energia, ciò in quanto il denaro è energia circolante. Se si vuole del denaro come fine ultimo solo allo scopo di metterlo da parte e senza alcuna intenzione di utilizzarlo allo scopo di poter realizzare i propri desideri, di conseguenza l'universo non lo manderà al destinatario di un pensiero di questo tipo in quanto lo riterrà sprecato perché rimarrebbe inutilizzato ed accantonato.

Se davvero si vuole cominciare a far entrare il denaro nella propria Vita, prima si dovrebbe VISUALIZZARE RIPETUTAMENTE ciò che con la somma desiderata si desidera acquistare. Solo in un secondo tempo il denaro potrà arrivare, basta mantenersi sintonizzati su ciò che con esso si vuole ottenere e far ciò con un sentimento di FEDE PURA e senza dubbio, altrimenti l'universo non ci manderà un bel nulla!
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Bisogna, inoltre, cominciare con lo smettere di lamentarsi per la carenza di denaro o perché non si possono acquistare determinati beni. Bisogna CAMBIARE RADICALMENTE MODO DI PENSARE prima di ottenere la somma desiderata. Occorre imparare a PERMETTERSI DI RICEVERE, bisogna cominciare col sentirsi degni di avere e di godere delle cose belle della Vita, smettendola di autosabotarsi.

Essere in un cammino spirituale non significa privarsi di un bel viaggio, di un'automobile sportiva, di vestiti firmati o di quant'altro si desidera, almeno che non abbiate fatto voto di povertà e non abbiate rinunciato al mondo, in questo caso potete anche smettere di leggere questo articolo!

Il rendersi degni avendo, al contempo, fede nel fatto che il denaro arriverà, è uno dei presupposti fondamentali per migliorare le proprie risorse finanziarie. Bisognerà anche desiderare ciò che si vuole ottenere senza pensare al modo in cui lo si otterrà: il denaro, infatti, potrà arrivare con una vincita, tramite un affare andato a buon fine, poco importa. Non sta a voi preoccuparvi del come, l'importante è sentirsi già come se si possedesse quel bene tanto desiderato e il resto verrà da sè.

Vincenzo Bilotta