domenica 27 marzo 2016

Ho' oponopono e la guarigione del mondo

Ho' oponopono è un sistema di purificazione interiore molto efficace. Esso ha come obiettivo quello di liberare la mente e, di conseguenza, il corpo da tutte le memorie antiche le quali condizionano tutte le nostre scelte e comportamenti nella Vita di tutti i giorni.

Nessuno, infatti, può ritenersi libero al 100% fin quando non si sarà purificato da tutte le memorie antiche. Ma cosa sono le memorie antiche? Esse sono formate da tutti quei pensieri e convinzioni limitanti che abbiamo acquisito durante il nostro processo di crescita attraverso l'educazione-programmatica ricevuta dalle persone preposte alla nostra formazione.
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Ma cos'è Ho' oponopono? Esso è, come dicevo prima, un sistema di liberazione emozionale volto alla cancellazione delle memorie antiche. Si può annoverare fra i sistemi più efficaci assieme alle tecniche di psicologia energetica quali E.F.T. o logosintesi, tanto per citarne alcune.

Dobbiamo la versione moderna di Ho' oponopono al dott. Ihaleakala Hew Len, psicologo presso le strutture ospedaliere delle Hawaii. Egli ha avuto il merito di creare la versione moderna traendo spunto dagli insegnamenti di Mornnah Nalamaku Simeona della quale è stato allievo.

Il dott. Hew Len ha avuto, altresì, la capacità, attraverso Ho' oponopono, di fare chiudere il reparto in cui lavorava, formato da pazienti psichiatrici pericolosi e violenti. Il bello di tutto ciò è che, dal momento del suo impiego nella struttura fino alla chiusura del reparto stesso, il dott. Hew Len in realtà non visitò mai nessuno dei pazienti internati nella struttura!

Egli, fin dal primo giorno del suo arrivo presso la struttura psichiatrica, si limitò a visionare le foto dei pazienti ricoverati e a ripetere quelle che sono le quattro frasi chiave di Ho' oponopono moderno: mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo! In poco tempo i pazienti smisero di aggredire il personale della struttura e poterono uscire senza più rimanere in catene e, salvo rari casi, poterono tornare in breve tempo in libertà!
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Ma a chi sono rivolte queste frasi e quando si utilizzano? Praticamente andrebbero ripetute in diversi momenti della giornata, ciò allo scopo di ripulire il sistema psicofisico umano da tutte le memorie antiche che "intasano" i canali energetici impedendo, per ciò stesso, la libera espressione della creatività e dell'amore che fanno parte di ognuno di noi ma vengono repressi e sotterrati da questa sorta di "detriti emozionali" legati al passato e, in particolare, ai conflitti irrisolti.

Caratteristica essenziale di Ho' oponopono è l'assunzione al 100% della responsabilità per tutto ciò che accade nel mondo, anche gli eventi che sembrano accadere lontano da noi e non avere alcun nesso con le nostre Vite. Ciò perché, ricollegandoci alla Legge dell'Attrazione, tutto ciò che è fuori di noi è nato da dentro, in maniera più o meno inconscia.

Molti diranno: ma io non creo la guerra, non sono colpevole per la fame nel mondo, la violenza e così via.... Se però queste persone rifletteranno, esse potranno scoprire che ognuno di noi ha dei lati in ombra che tiene nascosti e reprime. Questo fa parte di quella che in esoterismo viene definita polarità. Il mondo della materia è duale per sua natura: buio e luce, bene e male, giorno e notte, buono e cattivo, guerra e pace e così via. 

Come fuori, così dentro... E viceversa! Quindi non ci si deve stupire se, non appena si comprende la procedura di Ho' oponopono e si decide di assumersi il 100% della responsabilità per ciò che accade in qualsiasi parte del mondo, cominciano ad accadere miracoli a partire dalle nostre Vite. E poi, secondo me Ho' oponopono ha a che fare, oltre che con la legge dell'attrazione, anche con l'effetto farfalla di Lorentz.
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Infatti, proprio come il battito d'ali di una farfalla in Italia può, secondo questa teoria, provocare un uragano in Thailandia, anche un'azione come l'assunzione del 100% della responsabilità può guarire il mondo. Mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo..... Non sempre è facile assumersi il 100% della responsabilità, ciò specie se ci si sente feriti, traditi o abbandonati. 

Anch'io la pensavo così. Alla fin fine è semplice chiedere scusa quando ci si sente dalla parte del torto. Altra storia, invece, quando pensiamo di essere stati vittime di abusi, tradimenti e quant'altro non ci saremmo mai aspettati potesse accadere proprio a noi, qui la storia cambia... Perché chiedere perdono e, soprattutto, come si fa a chiedere perdono a chi presumiamo sia stato il nostro persecutore?

Il punto è sempre uno: occorre un metodico e costante lavoro su di se, ciò allo scopo di capire che l'altro è una proiezione della nostra interiorità. Gli accadimenti esterni, di qualsiasi genere essi siano, sono prima stati concepiti al nostro interno, ciò in maniera più o meno conscia. Spesso, infatti, il subconscio non ci da modo di scegliere in merito, avvenendo certi nostri comportamenti, in maniera automatica ed inconscia.

Bisogna osservarsi senza giudizio allo scopo di scoprire le dinamiche più o meno profonde dei processi mentali, se davvero si vuole mettere in pratica ed avere successo con Ho' oponopono. Se si vuole davvero guarire dalle memorie antiche bisogna, inoltre, uscire dal ruolo di vittima per poter passare, finalmente, a quello di co-creatore della realtà esterna.

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Solo una volta che si è presa coscienza del fatto che i nostri pensieri, parole e azioni influenzano tutta la realtà circostante, solo allora si comincerà a sperimentare l'efficacia delle quattro magiche frasi: mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo! NOI SIAMO IL MONDO, ESSO E' UNA NOSTRA CONTINUA CREAZIONE. TUTTO CIO' CHE VIVIAMO E' UTILE E NECESSARIO, DIVERSAMENTE NON ACCADREBBE.

Credetemi, assumersi il 100% della responsabilità, una volta capito il meccanismo di funzionamento di Ho' oponopono, è non soltanto liberatorio ma permette di trasformare radicalmente la vostra Vita. Dal momento in cui vi assumete il 100% di responsabilità per tutto ciò che vi accade ogni giorno, solo allora capirete quanto siete potenti ed importanti e, proprio in quel momento, diventerete padroni del vostro destino e non più vittime inermi di una serie di eventi casuali.
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A chi sono rivolte queste frasi della formula di guarigione di Ho' oponopono? Alla nostra Divinità Interiore. In questo modo, attraverso le frasi: mi dispiace, ti prego perdonami, grazie, ti amo, ci riconciliamo con la nostra parte Divina e riusciamo a passare dalle memorie automatiche alla creatività Divina. 

Da quel momento, se saremo costanti nell'applicazione di questo meraviglioso metodo di guarigione e, al contempo, saremo disposti ad assumerci il 100% di responsabilità per tutto ciò che accade intorno a noi, sia vicino che lontano, proprio in quel preciso istante la nostra come le Vite di tutti gli abitanti di questo meraviglioso pianeta si trasformeranno in AMORE PURO.

Vincenzo Bilotta

domenica 13 marzo 2016

Le vie di accesso all'adesso

Questa sera ho il piacere e l'onore di condividere con voi un altro capitolo del mio ultimo libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI. Vi ricordo che è già disponibile, così come L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, (mio primo libro), presso le vostre librerie di fiducia oppure online, fra gli altri canali, su: YOUCANPRINT, MACROLIBRARSI, IL GIARDINO DEI LIBRI, FELTRINELLI, MONDADORI, HOEPLI, AMAZON, IBS. Buona lettura e grazie!


Esiste una dimensione, al di là dello spazio e del tempo, in cui tutto è possibile. Questa dimensione si chiama ADESSO. Al suo interno il tempo non ha ragione di esistere in quanto facente parte delle convenzioni umane. Nell’adesso risiede l’eternità e, al suo interno, troviamo Dio e possiamo entrare in comunione con Lui.
(La copertina del mio libro)

Del resto, se esiste un solo adesso, tante sono le vie d’accesso che permettono ad ognuno di noi di arrivarci. Non tutti nascono illuminati, non tutti arrivano all'adesso per vie brevi o facili. Spesso succede che l’adesso non lo si conosca se non rare volte nel corso della Vita.

Molte persone sperimentano l’adesso dopo aver visto morire persone a loro care, aver vissuto separazioni coniugali, sperimentato malattie proprie o dei propri cari. Anche queste sono delle potenziali vie che possono condurre all’adesso. Certo, questo non dipende solo dagli eventi ma, soprattutto, dalla persona che si trova a vivere determinate esperienze.
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Spesso, quando si vivono determinate situazioni in cui si vedono soffrire persone care senza poter fare nulla o se si stanno vivendo in prima persona degli episodi che non ci permettono di vivere in maniera gioiosa la nostra Vita, ci chiediamo: perché proprio a noi?

Questa domanda non porterà certamente alla soluzione del conflitto o situazione che si starà vivendo, questo no. Certamente, però, potrebbe determinare un cambiamento, sempre se saremo pronti a farlo. La maggior parte non lo è, per questo motivo molte persone scelgono di affondare coi propri problemi senza pensare lontanamente al fatto che avrebbero potuto cambiare la propria Vita proprio attraverso la situazione che stavano vivendo.
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Oltre alla via della sofferenza esiste, tuttavia, la via della gioia, della compassione e della gentilezza. Un atto di gentilezza ci permette, ad esempio, di accedere in maniera rapida ed efficace all’adesso. INFATTI, QUANDO SI E’ GENTILI NON SI PENSA NE’ AL PASSATO NE’ AL FUTURO, SEMPLICEMENTE SI COMPIE L’AZIONE DECONTESTUALIZZANDOLA DALLO SPAZIO E DAL TEMPO PER CONSACRARLA ALL’ETERNITA’.

Bisogna dire che, alla fin fine, tutte le strade saranno in grado di condurci all’adesso se avremo il coraggio di percorrere il cammino. La strada non è lunga in quanto si trova PROPRIO QUI, PROPRIO ORA e può essere percorsa in un lampo: essa, infatti, dista solo un pensiero.


Non importa che situazione state vivendo in questo momento, ciò che importa, piuttosto, è: come volete vivere il resto della vostra Vita? Dopo esservi posti questa domanda, rispondete sinceramente sapendo che SOLO VOI POTETE PORRE FINE ALLA SOFFERENZA IMPOSTA DALLO SPAZIO E DAL TEMPO E COMINCIARE, FINALMENTE, A VIVERE L’ADESSO COME LIBERAZIONE E PUNTO DI SVOLTA PER LA VOSTRA EVOLUZIONE.

A volte può succedere che la via d’accesso all’adesso non sia delle più semplici, specie quando si sta soffrendo. In quei casi occorre smettere di identificarsi con la propria situazione e cominciare ad osservarla come un ospite che da un momento all’altro se ne andrà. La rabbia, l’odio, la gelosia, tanto per citarne alcuni, sono solo stati d’animo transitori che non fanno parte di noi. Essi vivono e si nutrono di tempo e spazio.

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Per uscire da determinati stati d’animo negativi occorre disidentificarsi da essi e stare in ascolto e in osservazione: sarà proprio in quel momento che si aprirà la porta di accesso all’adesso. Una volta fatto questo, ogni emozione negativa non avrà più ragione di esistere. L’adesso ha il potere di affrancarci da ogni negatività facendoci riscoprire, al contempo, il lato divino che è in noi ma che raramente possiamo contattare o sperimentare a causa delle interferenze spaziotemporali create dalla mente.

Vincenzo Bilotta

domenica 28 febbraio 2016

La forma non-forma dell'acqua

L'acqua costituisce l'elemento base di tutti gli esseri viventi, passando dai vegetali alle varie specie animali, per finire con l'uomo. Essa ha una caratteristica che, se ci fate caso, la rende unica ed irripetibile: LA CAPACITA' DI MODELLARSI A SECONDA DEI DIVERSI TIPI DI OSTACOLI CHE POTRA' INCONTRARE NEL CORSO DEL SUO SCORRERE.

Cosa differenzia l'acqua da tutti gli altri elementi presenti in natura? Secondo me, la caratteristica principale dell'acqua è la forma non-forma. In altre parole, l'acqua può assumere tante forme quanti sono i contenitori, tubi, letti di fiume e, in generale, quant'altro riesca ad ospitarla, pur rimanendo senza forma.
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Del resto, l'acqua non ha una sua forma, inoltre non ha nemmeno un colore. Si presenta limpida e senza una forma predefinita, potremmo dire che è neutra ed altamente adattiva. In pratica, l'acqua riesce a comportarsi in maniera adeguata alle diverse situazioni che le si parano davanti senza, per questo, perdere la sua libertà da forme, colori o schemi che la possano in qualche modo inquadrare all'interno di una struttura statica ed immodificabile.

Ho voluto descrivere brevemente quelle che sono le caratteristiche dell'acqua per poter parlare adesso di ciò che ognuno di noi potrebbe imitare di essa per riuscire, finalmente, a FLUIRE SENZA SFORZO CON LA VITA. 

L'uomo moderno è soggetto, come ben sappiamo, ad un processo di educazione-programmatica, impartita dall'alto tramite i genitori, insegnanti, preti, tutori e, in generale, tutti colori i quali sono preposti alla sua educazione. Quando il processo educativo-formativo termina, in teoria l'uomo sarà in grado di poter vivere ed interagire da persona matura ed adulta con il mondo circostante. Però, c'è un grosso però, questo, spesso, non solo non accade ma, a volte, succede che, il processo educativo, lungi dal formare persone autonome, crei degli schiavi del sistema (pura coincidenza?).

In conseguenza di ciò, una volta educato, l'uomo si troverà ad affrontare in maniera automatica le diverse situazioni che gli si andranno a parare davanti. Questo automatismo deriverà dal processo educativo pregresso. Succederà, a volte, che i programmi educativi non basteranno a trarre d'impaccio in determinate situazioni, così avverranno dei blocchi, dei conflitti e, in conseguenza di tutto ciò, l'uomo stagnerà in diverse situazioni senza riuscire ad uscirne in maniera rapida ed efficace.
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La causa di questi conflitti, la loro mancata o lenta risoluzione, risiede nel processo educativo-programmatico che priva l'uomo della propria autonomia di ragionamento, lo blocca in delle convinzioni limitanti e lo fa arenare nei propri vissuti irrisolti. 

Ma cos'è che rende difficoltosa la risoluzione di determinate dinamiche conflittuali all'interno della Vita di una persona? Secondo me, al di là degli schemi mentali ereditati tramite il processo educativo, l'uomo manca della flessibilità e capacità necessarie a lasciare scorrere gli eventi. Tutto ciò lo priva della possibilità di vivere in maniera efficace, gioiosa e priva di conflitti la propria Vita.
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Se paragonassimo l'uomo ad un elemento della natura, esso dovrebbe essere molto simile all'acqua, anche perché il suo organismo è formato per circa il 75% da questo elemento indispensabile alla Vita sulla terra. Succede, però, che l'uomo, a causa dei processi mentali automatici derivanti da un rigido processo educativo-programmatico, è più simile ad una roccia piuttosto che all'acqua, ciò considerando la sua scarsa disponibilità a fluire con la Vita e le sue varie dinamiche.

I sistemi politici attuali mirano ad inquadrare le persone in massa attraverso dei processi educativi volti più ad uniformare una massa di individui che svolgano le proprie mansioni come agnellini ubbidienti senza mai chiedersi il perché rispetto a ciò che fanno. Questo è il gioco del sistema, avere persone che fanno senza pensarci. L'importante è, per chi sta al vertice, privare le persone di una capacità di pensare e vivere in maniera autonoma per poterli inserire nella MATRIX e nutrire il sistema sacrificando le abilità del singolo a favore di pochi eletti che tengono le fila dietro le quinte.
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Ora, se paragonassimo i sistemi nei quali gli individui vivono ed interagiscono a dei bicchieri e gli individui all'acqua, noteremmo come, in effetti, il sistema, pur contenendo l'individuo al suo interno non può, tuttavia, mantenerlo bloccato in esso. Ciò a patto che l'individuo, proprio come l'acqua, abbia la capacità di adeguarsi alle norme del sistema senza mai esserne schiavo, rispettare senza obbedire, vivendo e pensando in maniera autonoma e non automatica.

Del resto, se ci fate caso, l'acqua sta all'interno del bicchiere che la contiene ma, se provate a versarla sul pavimento non avrà più la forma del bicchiere ma tenderà a SCORRERE IN MANIERA LIBERA per terra. 

Compito dell'uomo di oggi è, quindi, quello di trasformarsi da roccia, nella quale sono stati scolpiti rigidi schemi educativi, in acqua, frutto della presa di coscienza delle proprie potenzialità intellettive che esulano sicuramente dall'educazione di massa che ci ha fatto credere, fino ad oggi, di essere nati per obbedire, sacrificarsi ed aspettare la morte come redenzione dai propri peccati.

Vincenzo Bilotta

domenica 14 febbraio 2016

Il cane che si mordeva la coda

Premesso che la nostra mente processa nell'arco della giornata più di 60000 pensieri, tuttavia occorre dire che ce ne sono alcuni fra loro che si tendono a preferire allo scopo di farsi le cosiddette "seghe mentali". Sì, perchè di seghe mentali trattasi, essendo dei pensieri poco gradevoli, il più delle volte talmente ansiogeni da rovinarci la giornata.

La tendenza a reiterare un pensiero, piuttosto che lasciarlo fluire nel fiume mentale, si può paragonare ad un cane che si morde la coda. Avete mai notato il piacere che provano certi cani aventi la tendenza a mordersi la coda? Osservateli attentamente la prossima volta che ne vedrete ancora uno. Esso gira su se stesso inseguendo la propria coda, fino a quando la raggiunge e guaisce per il dolore procuratogli dai suoi stessi morsi.... Che imbecille, starete pensando..... 

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Proprio come il cane insegue e morde la propria coda, creando un circolo vizioso tendente verso l'infinito, così anche il genere umano (imbecille pure lui?) tende a fare lo stesso coi propri pensieri "preferiti". Ho messo preferiti tra virgolette perchè ognuno di noi ha il suo pensiero che tira fuori al momento opportuno, di solito quando sembra andare tutto bene e al solo scopo di rovinarsi la giornata.

Ma perchè allora non cambiare pensiero? Perchè non smettere di mordersi la coda, ponendo fine, per ciò stesso, a quella che Sri Aurobindo ebbe a definire come "imbecillità egocentrica"? La risposta risiede nella fisiologia e nella risposta ormonale da parte dell'organismo ai nostri singoli pensieri.

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Come già ha avuto modo di dimostrare la neuroscienza, ad ogni nostro pensiero corrisponderà il rilascio di una sostanza specifica dietro espressa direttiva da parte del "capo", al secolo il cervello. Di conseguenza, se tenderemo a fare un certo numero di pensieri positivi, gratificanti e pieni di gioia, il nostro corpo rilascerà i cosiddetti ormoni del benessere ossia le ossitocine e le endorfine, le quali ci faranno sentire in forma, rilassati e in comunione col mondo.

In questi stati d'animo difficilmente si tenderà a litigare o ad avere problemi a livello psicofisico. Diverso sarà il caso in cui faremo dei pensieri negativi, esprimenti pessimismo, tristezza, ansia e quant'altro possa rendere la giornata pesante a noi e a chi avrà la "fortuna" d'incontrarci. In questo caso il nostro corpo rilascerà i cosiddetti ormoni dello stress, al secolo cortisolo e adrenalina i quali sono collegati al cosiddetto comportamento di attacco o fuga.
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Se fate parte di quella ristretta cerchia di persone che, non amando mordersi la coda (anche perchè, a lungo andare si spelacchia e diventa brutta!) preferiscono formulare pensieri costruttivi e felici, allora non ci sono problemi e la questione finisce con una bella risata, visto il vostro atteggiamento altamente positivo e possibilista nei confronti della Vita in generale.

Se, diversamente, fate parte della maggioranza delle persone che si stressano per un sms non arrivato o perché la squadra di calcio preferita vi fa perdere le scommesse, allora questo potrebbe essere il momento di rivedere il vostro modo di pensare, allo scopo di poterlo cambiare in meglio!
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Il solo volere cambiare, però, non basta. La questione non è soltanto legata alle abitudini automatiche o alla dovuta mancanza di osservazione dei propri pensieri. Qui siamo a livello fisiologico. Come ho già avuto modo di dire sopra, infatti, quando formuliamo dei pensieri negativi, il nostro corpo produce delle sostanze, i cosiddetti ormoni legati allo stress, ciò in risposta al nostro stato che, in termini fisiologici, viene definito ORTOSIMPATICO.

Quando si formulano determinati pensieri, tutti dello stesso tipo e li si ripete per anni, il nostro organismo si adatta sia a livello sinaptico, sviluppando dei canali preferenziali (canali della lamentela e del pessimismo, visto che stiamo parlando di pensieri negativi) per farci risparmiare tempo, così ci potremo fare le seghe mentali con meno fatica e con più efficacia! Bello vero? Scherzo ovviamente!
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La cosa più sorprendente è che, per cambiare i pensieri da negativi in positivi, occorre non solo meditare, osservarsi etc. Bisogna anche disintossicarsi dallo stato di dipendenza dagli ormoni dello stress! Proprio così, si diventa schiavi dell'adrenalina e il nostro corpo tende a ripetere certi schemi di pensiero allo scopo di avere la sua dose quotidiana! Proprio come il cane che si morde la coda: fa male ma è divertente e ci si abitua.

La soluzione? Meditare sui propri pensieri, focalizzandosi sulla loro trasformazione. All'inizio sarà abbastanza complesso e ci vorrà del tempo. Occorrerà osservare i pensieri che ci cagionano stress allo scopo di trasformarli nei loro opposti, ossia in pensieri divertenti, positivi, che possano entusiasmarci. 
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Se si avrà la costanza di ripetere nel tempo questo esercizio, pian piano il cervello e tutto il sistema neurovegetativo si adatteranno a questo nuovo modo di pensare, in media ci vogliono 21 giorni affinché il cervello crei nuove reti sinaptiche contenenti le abitudini acquisite attraverso la ripetizione.

Dopo aver trasformato i propri pensieri attraverso la ripetizione per almeno 21 giorni, anche il corpo modificherà la propria fisiologia, rilasciando al posto degli ormoni dello stress, quelli del benessere. In poche parole avverrà una disintossicazione dai propri vecchi schemi di pensiero per vivere finalmente la realtà dei propri sogni. 

Vincenzo Bilotta

lunedì 1 febbraio 2016

Cos'è il denaro?

Oggi affronteremo un tema molto discusso: quello riguardante il denaro. Per chi già avesse letto il mio libro (L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDITORE) si sarà già fatta un'idea su ciò che rappresenta il denaro. Molti ne hanno una visione distorta, alcuni lo considerano strumento del diavolo, altri lo considerano sporco.... Tutte queste persone, di solito, sono quelle che ne hanno meno di tutti, almeno che non riusciranno a cambiare questo tipo di convinzione su di esso.

Quello del denaro è un tema scottante, se ne sono scritti libri, ognuno da i propri consigli su come guadagnarne di più, su come investirlo meglio e così via. Ci sono anche dei libri che parlano di come attrarre denaro nella propria Vita allo scopo di arricchirsi e vivere meglio. Io oggi voglio parlarvi, invece, di cosa rappresenti per me il denaro.
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Come ho già detto nel mio primo libro, L'arte della consapevolezza, il denaro è energia e come tale va visto ed utilizzato. Secondo me, l'errore che commette la maggior parte della gente è quello di considerarlo, invece, come qualcosa da possedere ed accumulare. In questa ottica il denaro viene visto come un FINE da raggiungere per essere felici e non, invece, come un MEZZO per poter realizzare i propri desideri.

Ecco una delle cause principali per cui molte persone non riescono mai ad arricchirsi o ad avere denaro a sufficienza per poter vivere in base ai loro desideri. Come tutti sappiamo, il pensiero crea e realizza ciò su cui più ci si concentra nel corso del tempo fino a realizzare, in base alla Legge dell'Attrazione, quello su cui ci si focalizza maggiormente.
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Il fatto è che molte persone si focalizzano sul denaro che manca, non su quello che si POTREBBE AVERE SE LO SI CONSIDERASSE GIA' PROPRIO. Su questo interviene la Legge dell'Attrazione: ciò a cui si pensa di più essa lo farà entrare, prima o poi, a far parte della propria Vita. Se ci si concentra sulla mancanza e non, viceversa, sull'abbondanza, il risultato sarà la penuria pecuniaria.

Ma la causa del mancato arricchimento di molte persone non sta solo in ciò. Il fatto è che le persone, oltre a concentrarsi sulla mancanza di denaro invece di sentirsi COME SE GIA' FOSSERO RICCHE, considerano il denaro come un FINE e non, invece, come un MEZZO. Ma cosa significa ciò?
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Se si ambisce ad arricchirsi e si considera il denaro come un fine, l'universo interpreterà ciò come uno spreco di energia, ciò in quanto il denaro è energia circolante. Se si vuole del denaro come fine ultimo solo allo scopo di metterlo da parte e senza alcuna intenzione di utilizzarlo allo scopo di poter realizzare i propri desideri, di conseguenza l'universo non lo manderà al destinatario di un pensiero di questo tipo in quanto lo riterrà sprecato perché rimarrebbe inutilizzato ed accantonato.

Se davvero si vuole cominciare a far entrare il denaro nella propria Vita, prima si dovrebbe VISUALIZZARE RIPETUTAMENTE ciò che con la somma desiderata si desidera acquistare. Solo in un secondo tempo il denaro potrà arrivare, basta mantenersi sintonizzati su ciò che con esso si vuole ottenere e far ciò con un sentimento di FEDE PURA e senza dubbio, altrimenti l'universo non ci manderà un bel nulla!
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Bisogna, inoltre, cominciare con lo smettere di lamentarsi per la carenza di denaro o perché non si possono acquistare determinati beni. Bisogna CAMBIARE RADICALMENTE MODO DI PENSARE prima di ottenere la somma desiderata. Occorre imparare a PERMETTERSI DI RICEVERE, bisogna cominciare col sentirsi degni di avere e di godere delle cose belle della Vita, smettendola di autosabotarsi.

Essere in un cammino spirituale non significa privarsi di un bel viaggio, di un'automobile sportiva, di vestiti firmati o di quant'altro si desidera, almeno che non abbiate fatto voto di povertà e non abbiate rinunciato al mondo, in questo caso potete anche smettere di leggere questo articolo!

Il rendersi degni avendo, al contempo, fede nel fatto che il denaro arriverà, è uno dei presupposti fondamentali per migliorare le proprie risorse finanziarie. Bisognerà anche desiderare ciò che si vuole ottenere senza pensare al modo in cui lo si otterrà: il denaro, infatti, potrà arrivare con una vincita, tramite un affare andato a buon fine, poco importa. Non sta a voi preoccuparvi del come, l'importante è sentirsi già come se si possedesse quel bene tanto desiderato e il resto verrà da sè.

Vincenzo Bilotta

domenica 17 gennaio 2016

Il bambino interiore

Questa sera ho il piacere e l'onore di condividere con voi un altro capitolo del mio ultimo libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI.  Vi ricordo che è già disponibile, così come L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, (mio primo libro), presso le vostre librerie di fiducia oppure online, fra gli altri canali, su: YOUCANPRINT, MACROLIBRARSI, IL GIARDINO DEI LIBRI, FELTRINELLI, MONDADORI, HOEPLI, AMAZON, IBS. Buona lettura e grazie!


L’infanzia è il momento più importante della Vita di ogni essere umano. In essa, infatti, si fanno le prime esperienze, apprendendo al contempo degli schemi comportamentali che serviranno per il resto della nostra Vita. Ecco perché sono fondamentali per il bambino il gioco e la creatività, senza reprimerlo ma lasciandogli anzi lo spazio per potersi esprimere liberamente.

Man mano che si andrà crescendo, si passerà attraverso le diverse fasi della Vita che porteranno poi ad essere delle persone adulte. Qui sta la fregatura. Infatti, una volta divenuto adulto, ognuno di noi tende a prendere la Vita in maniera fin troppo seria, perdendo quella giocosità che gli consentirebbe, invece, se mantenuta nel corso della crescita, di vivere in maniera meno rigida i vari accadimenti quotidiani.

Nonostante ciò, nel nostro Io più profondo, c’è sempre un bambino interiore che aspetta solo di giocare con la Vita assieme a noi. Questo bambino è represso da una società troppo impegnata ad autodistruggersi attraverso la sua corsa sfrenata verso il progresso. Pur essendo represso, questo bambino vive dentro di noi e può essere sentito quando noi giochiamo con la Vita e smettiamo di prenderci troppo sul serio.
(La copertina del mio libro)

Dovremmo vivere come dei bambini per riscoprire che in realtà non siamo mai cresciuti. Solo così, infatti, potremo ricongiungerci con la nostra parte più pura che fino ad oggi abbiamo tenuto silente a causa dei nostri schemi mentali, appresi nel corso della nostra crescita.

Ma come si fa a comunicare col proprio bambino interiore? Semplicemente tornando a giocare con la Vita e gli accadimenti quotidiani. Se ci riflettete, ciò non è poi così difficile. Infatti, basta entrare nella dimensione di gioco con tutto ciò che si fa. Alla fine abbiamo imparato ad essere adulti fin da bambini attraverso i giochi nei quali interpretavamo i vari ruoli, sia sociali che professionali, che avremmo voluto rivestire da adulti.

Adesso, per tornare a comunicare col nostro bambino interiore, occorrerà innanzitutto togliere quella dimensione di serietà che ci ha fatto diventare degli adulti ammuffiti, per lasciare spazio al lato allegro e giocoso della nostra parte vera ma, fino ad oggi, repressa. Così facendo, porteremo una ventata di freschezza e spensieratezza nelle nostre Vite e in quelle delle persone che ci circondano quotidianamente.

Questo riconnettersi col proprio bambino interiore avrà, sicuramente, degli effetti positivi nella nostra Vita, in quanto ci permetterà di tirare fuori quella creatività che avevamo da bambini e che abbiamo quasi dimenticato una volta diventati adulti perché troppo presi dalla nostra routine quotidiana. Ciò potrà permetterci di rendere meglio in ciò che facciamo ma, soprattutto, ci farà capire se la situazione che stiamo vivendo ci renda o meno felici.
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Infatti, chi meglio di un bambino può essere sincero riguardo ad una determinata situazione di Vita vissuta? Un adulto si limita a fare e dire solo quello che conviene in base alle regole della società evitando di esprimere pareri o tenere comportamenti che possano offendere qualcuno, curandosi molto dell’”etichetta”. Solo il bambino ha il coraggio di dire ciò che pensa senza curarsi degli effetti che questo suo comportamento spontaneo sortirà sulle persone destinatarie del suo messaggio verbale.

Questa spontaneità, tuttavia, il bambino la va perdendo man mano che cresce per via dell’”addomesticamento” effettuato dai suoi tutori, parenti o insegnanti che siano. Se fosse lasciato libero di poter pensare e dire ciò che gli pare, infatti, egli potrebbe far succedere litigi o, comunque, dar fastidio a molte delle persone appartenenti alla comunità nella quale vive.

Nell’età adulta ci si ritrova, dopo un percorso educativo degno di animali da circo equestre, ad essere pronti a vivere nella società. Nel corso della crescita c’insegnano la diplomazia e, con essa, a non dire quasi mai ciò che pensiamo riguardo a determinate situazioni o persone. Proprio in quel momento vengono soffocate creatività ed innocenza, ma non per sempre. Si può, infatti, decidere di tornare innocenti disimparando le regole e rinascendo ogni giorno nell’ETERNO PRESENTE, che è poi l’unico momento in cui esistiamo in quanto passato e futuro sono solo proiezioni mentali.

Una volta riconnessi col nostro bambino interiore, sarà necessario rispettare le regole del vivere comuni e la diplomazia. In realtà però, pur continuando a vivere con lo stesso atteggiamento di prima, avremo finalmente modo di vedere le cose così come apparirebbero ad un bambino, con la conseguenza che potremo essere sinceri con noi stessi, avendo finalmente la possibilità di poter cambiare ciò che non va nella nostra Vita.
(Immagine presa dal web)

Potremo capire se il nostro lavoro ci piace davvero e se in esso troviamo la nostra dimensione di giocosità; diversamente potremo sempre cambiarlo e giocare un ruolo diverso nella Vita di tutti i giorni, svolgendo un’attività che ci appaga di più. Molti disagi causati da stress derivano proprio dal non sentirsi realizzati nell’ambito lavorativo ma, soprattutto, dal non avere una visione profonda di ciò che realmente ci piace fare.

Solo quando si è coscienti delle proprie potenzialità creative ed attitudini si potrà ambire a raggiungere determinati traguardi che ci rendano felici e soddisfatti della nostra Vita. La Vita è una e non andrebbe mai sprecata inutilmente. Occorre avere il coraggio di cambiare. Ciò si può ottenere solo tornando a pensare come i bambini, cioè con spontaneità e senza schemi mentali.

I BAMBINI NON HANNO PAURA, NON POSSONO AVERNE PERCHE’, QUANDO NASCONO NON LA CONOSCONO. Ci penseranno gli educatori, i genitori e i preti a presentargliela sotto forma di: inferno, peccato, cattiveria, sbaglio, stupidità, ansia e quant’altro avranno vissuto essi stessi prima di loro. Da quel momento vivranno una paura “indotta”, che diversamente non avrebbero mai conosciuto.

Da ciò si denota quanto sia importante liberarsi dal passato e da ciò che si è appreso. Quando parlo di liberarsi dal passato, mi riferisco a tutto ciò che non ci serve e che, anzi, ci ostacola nel nostro percorso di crescita ed evoluzione personale.
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Alleggeriamo, quindi, la nostra Vita da queste zavorre che ci portiamo dietro dal passato, comunicando al contempo col nostro bambino interiore. Dal momento in cui decideremo di tornare bambini, riusciremo a vivere la Vita in maniera leggera e spensierata, potendo finalmente superare con facilità anche quelle che in passato ci sarebbero apparse come situazioni complicate. Qualsiasi situazione affronteremo con spensieratezza e disinvoltura sarà facilmente superata perché la nostra mente tornerà ad essere flessibile e fresca come quella di un bambino e non rigida e negativa come quella di un adulto.

All’inizio ciò potrà risultare un po’ complicato in quanto si tenderà ad utilizzare il vecchio modo di pensare ancora per un po’ di tempo. Bisogna prima destrutturare gradualmente il vecchio sistema di pensiero, aggiungendo ogni giorno nuovi pensieri flessibili da bambino a quelli rigidi e schematici da adulto. Ciò, se ripetuto nel tempo, porterà, grazie alla plasticità della quale è dotato il cervello (neuroplasticità), alla costruzione di nuovi percorsi sinaptici, che ci permetteranno di pensare come se fossimo dei bambini, e al contempo comporterà la graduale atrofia di quelli vecchi grazie al fatto che non verranno più utilizzati.

Vincenzo Bilotta


domenica 3 gennaio 2016

I legami

E' strano come la maggior parte delle persone si leghi in maniera esagerata ai beni, alle persone, alle situazioni o al lavoro. Lo trovo strano perchè, così facendo, queste persone si rendono schiave di situazioni, persone, proprietà credendo che tutto possa durare in eterno. Nulla di più sbagliato e illusorio!

Ovviamente, chi è legato alla materia in maniera tale da rendersene schiavo, sarà destinato a soffrire in caso di separazione. Il problema delle persone è che sono diventate serve di cose e persone per il fatto stesso di far dipendere la loro felicità da esse.
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La cosa strana è che i legami ci devono essere, sono naturali ma non sono, sicuramente, del tipo di cui ho parlato fino a questo momento. Quando, infatti, si è legati a cose, persone o eventi, questi non sono, come qualcuno potrebbe essere erroneamente portato a credere, legami. In questo caso siamo, piuttosto, in presenza di dipendenze.

I legami sono un'altra storia, fanno parte dell'essere UNO COL TUTTO e, se si ha la fortuna, in questa esistenza terrena, di scoprire questa unità, la Vita cambia, ogni lotta cessa e, in parallelo, comincia l'evoluzione armoniosa della persona che riesce a realizzare ciò.

Quando capiamo che GLI ALTRI SIAMO NOI smettiamo di lottare contro l'altro per cominciare, invece, a specchiarci in esso. Ripeto, pochi riescono a realizzare questo legame o, come lo chiamano in fisica quantistica, entanglement.

Ci sono molte persone che scambiano le proprie schiavitù da oggetti esterni a se per legami, ma così non è. Semplicemente non possiedono OCCHI PER VEDERE. Quando ci si attacca ad una relazione, sia essa di amicizia o sentimentale, ad un oggetto o ad una situazione lavorativa, si diventa schiavi di essi e si perde il proprio CENTRO NELL'UNIVERSO.
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Con ciò non sto invitando nessuno a non lavorare più, a non avere amici o partner o belle automobili. Vi sto solo invitando a possederli senza esserne posseduti. Voi siete voi, dovete solo CENTRARVI per capire come l'universo stesso sia al vostro fianco in ogni momento della vostra Vita, anche in quelli in cui credete di essere rimasti da soli.

Non si può essere mai soli, è impossibile se si esce dall'illusione di separazione e si comincia un'opera di riscoperta volta alla nostra re-integrazione con il TUTTO.

Vincenzo Bilotta