domenica 28 febbraio 2016

La forma non-forma dell'acqua

L'acqua costituisce l'elemento base di tutti gli esseri viventi, passando dai vegetali alle varie specie animali, per finire con l'uomo. Essa ha una caratteristica che, se ci fate caso, la rende unica ed irripetibile: LA CAPACITA' DI MODELLARSI A SECONDA DEI DIVERSI TIPI DI OSTACOLI CHE POTRA' INCONTRARE NEL CORSO DEL SUO SCORRERE.

Cosa differenzia l'acqua da tutti gli altri elementi presenti in natura? Secondo me, la caratteristica principale dell'acqua è la forma non-forma. In altre parole, l'acqua può assumere tante forme quanti sono i contenitori, tubi, letti di fiume e, in generale, quant'altro riesca ad ospitarla, pur rimanendo senza forma.
(Immagine presa dal web)
Del resto, l'acqua non ha una sua forma, inoltre non ha nemmeno un colore. Si presenta limpida e senza una forma predefinita, potremmo dire che è neutra ed altamente adattiva. In pratica, l'acqua riesce a comportarsi in maniera adeguata alle diverse situazioni che le si parano davanti senza, per questo, perdere la sua libertà da forme, colori o schemi che la possano in qualche modo inquadrare all'interno di una struttura statica ed immodificabile.

Ho voluto descrivere brevemente quelle che sono le caratteristiche dell'acqua per poter parlare adesso di ciò che ognuno di noi potrebbe imitare di essa per riuscire, finalmente, a FLUIRE SENZA SFORZO CON LA VITA. 

L'uomo moderno è soggetto, come ben sappiamo, ad un processo di educazione-programmatica, impartita dall'alto tramite i genitori, insegnanti, preti, tutori e, in generale, tutti colori i quali sono preposti alla sua educazione. Quando il processo educativo-formativo termina, in teoria l'uomo sarà in grado di poter vivere ed interagire da persona matura ed adulta con il mondo circostante. Però, c'è un grosso però, questo, spesso, non solo non accade ma, a volte, succede che, il processo educativo, lungi dal formare persone autonome, crei degli schiavi del sistema (pura coincidenza?).

In conseguenza di ciò, una volta educato, l'uomo si troverà ad affrontare in maniera automatica le diverse situazioni che gli si andranno a parare davanti. Questo automatismo deriverà dal processo educativo pregresso. Succederà, a volte, che i programmi educativi non basteranno a trarre d'impaccio in determinate situazioni, così avverranno dei blocchi, dei conflitti e, in conseguenza di tutto ciò, l'uomo stagnerà in diverse situazioni senza riuscire ad uscirne in maniera rapida ed efficace.
(Immagine presa dal web)

La causa di questi conflitti, la loro mancata o lenta risoluzione, risiede nel processo educativo-programmatico che priva l'uomo della propria autonomia di ragionamento, lo blocca in delle convinzioni limitanti e lo fa arenare nei propri vissuti irrisolti. 

Ma cos'è che rende difficoltosa la risoluzione di determinate dinamiche conflittuali all'interno della Vita di una persona? Secondo me, al di là degli schemi mentali ereditati tramite il processo educativo, l'uomo manca della flessibilità e capacità necessarie a lasciare scorrere gli eventi. Tutto ciò lo priva della possibilità di vivere in maniera efficace, gioiosa e priva di conflitti la propria Vita.
(Immagine presa dal web)

Se paragonassimo l'uomo ad un elemento della natura, esso dovrebbe essere molto simile all'acqua, anche perché il suo organismo è formato per circa il 75% da questo elemento indispensabile alla Vita sulla terra. Succede, però, che l'uomo, a causa dei processi mentali automatici derivanti da un rigido processo educativo-programmatico, è più simile ad una roccia piuttosto che all'acqua, ciò considerando la sua scarsa disponibilità a fluire con la Vita e le sue varie dinamiche.

I sistemi politici attuali mirano ad inquadrare le persone in massa attraverso dei processi educativi volti più ad uniformare una massa di individui che svolgano le proprie mansioni come agnellini ubbidienti senza mai chiedersi il perché rispetto a ciò che fanno. Questo è il gioco del sistema, avere persone che fanno senza pensarci. L'importante è, per chi sta al vertice, privare le persone di una capacità di pensare e vivere in maniera autonoma per poterli inserire nella MATRIX e nutrire il sistema sacrificando le abilità del singolo a favore di pochi eletti che tengono le fila dietro le quinte.
(Immagine presa dal web)

Ora, se paragonassimo i sistemi nei quali gli individui vivono ed interagiscono a dei bicchieri e gli individui all'acqua, noteremmo come, in effetti, il sistema, pur contenendo l'individuo al suo interno non può, tuttavia, mantenerlo bloccato in esso. Ciò a patto che l'individuo, proprio come l'acqua, abbia la capacità di adeguarsi alle norme del sistema senza mai esserne schiavo, rispettare senza obbedire, vivendo e pensando in maniera autonoma e non automatica.

Del resto, se ci fate caso, l'acqua sta all'interno del bicchiere che la contiene ma, se provate a versarla sul pavimento non avrà più la forma del bicchiere ma tenderà a SCORRERE IN MANIERA LIBERA per terra. 

Compito dell'uomo di oggi è, quindi, quello di trasformarsi da roccia, nella quale sono stati scolpiti rigidi schemi educativi, in acqua, frutto della presa di coscienza delle proprie potenzialità intellettive che esulano sicuramente dall'educazione di massa che ci ha fatto credere, fino ad oggi, di essere nati per obbedire, sacrificarsi ed aspettare la morte come redenzione dai propri peccati.

Vincenzo Bilotta

domenica 14 febbraio 2016

Il cane che si mordeva la coda

Premesso che la nostra mente processa nell'arco della giornata più di 60000 pensieri, tuttavia occorre dire che ce ne sono alcuni fra loro che si tendono a preferire allo scopo di farsi le cosiddette "seghe mentali". Sì, perchè di seghe mentali trattasi, essendo dei pensieri poco gradevoli, il più delle volte talmente ansiogeni da rovinarci la giornata.

La tendenza a reiterare un pensiero, piuttosto che lasciarlo fluire nel fiume mentale, si può paragonare ad un cane che si morde la coda. Avete mai notato il piacere che provano certi cani aventi la tendenza a mordersi la coda? Osservateli attentamente la prossima volta che ne vedrete ancora uno. Esso gira su se stesso inseguendo la propria coda, fino a quando la raggiunge e guaisce per il dolore procuratogli dai suoi stessi morsi.... Che imbecille, starete pensando..... 

(Immagine presa dal web)
Proprio come il cane insegue e morde la propria coda, creando un circolo vizioso tendente verso l'infinito, così anche il genere umano (imbecille pure lui?) tende a fare lo stesso coi propri pensieri "preferiti". Ho messo preferiti tra virgolette perchè ognuno di noi ha il suo pensiero che tira fuori al momento opportuno, di solito quando sembra andare tutto bene e al solo scopo di rovinarsi la giornata.

Ma perchè allora non cambiare pensiero? Perchè non smettere di mordersi la coda, ponendo fine, per ciò stesso, a quella che Sri Aurobindo ebbe a definire come "imbecillità egocentrica"? La risposta risiede nella fisiologia e nella risposta ormonale da parte dell'organismo ai nostri singoli pensieri.

(Immagine presa dal web)
Come già ha avuto modo di dimostrare la neuroscienza, ad ogni nostro pensiero corrisponderà il rilascio di una sostanza specifica dietro espressa direttiva da parte del "capo", al secolo il cervello. Di conseguenza, se tenderemo a fare un certo numero di pensieri positivi, gratificanti e pieni di gioia, il nostro corpo rilascerà i cosiddetti ormoni del benessere ossia le ossitocine e le endorfine, le quali ci faranno sentire in forma, rilassati e in comunione col mondo.

In questi stati d'animo difficilmente si tenderà a litigare o ad avere problemi a livello psicofisico. Diverso sarà il caso in cui faremo dei pensieri negativi, esprimenti pessimismo, tristezza, ansia e quant'altro possa rendere la giornata pesante a noi e a chi avrà la "fortuna" d'incontrarci. In questo caso il nostro corpo rilascerà i cosiddetti ormoni dello stress, al secolo cortisolo e adrenalina i quali sono collegati al cosiddetto comportamento di attacco o fuga.
(Immagine presa dal web)

Se fate parte di quella ristretta cerchia di persone che, non amando mordersi la coda (anche perchè, a lungo andare si spelacchia e diventa brutta!) preferiscono formulare pensieri costruttivi e felici, allora non ci sono problemi e la questione finisce con una bella risata, visto il vostro atteggiamento altamente positivo e possibilista nei confronti della Vita in generale.

Se, diversamente, fate parte della maggioranza delle persone che si stressano per un sms non arrivato o perché la squadra di calcio preferita vi fa perdere le scommesse, allora questo potrebbe essere il momento di rivedere il vostro modo di pensare, allo scopo di poterlo cambiare in meglio!
(Immagine presa dal web)

Il solo volere cambiare, però, non basta. La questione non è soltanto legata alle abitudini automatiche o alla dovuta mancanza di osservazione dei propri pensieri. Qui siamo a livello fisiologico. Come ho già avuto modo di dire sopra, infatti, quando formuliamo dei pensieri negativi, il nostro corpo produce delle sostanze, i cosiddetti ormoni legati allo stress, ciò in risposta al nostro stato che, in termini fisiologici, viene definito ORTOSIMPATICO.

Quando si formulano determinati pensieri, tutti dello stesso tipo e li si ripete per anni, il nostro organismo si adatta sia a livello sinaptico, sviluppando dei canali preferenziali (canali della lamentela e del pessimismo, visto che stiamo parlando di pensieri negativi) per farci risparmiare tempo, così ci potremo fare le seghe mentali con meno fatica e con più efficacia! Bello vero? Scherzo ovviamente!
(Immagine presa dal web)

La cosa più sorprendente è che, per cambiare i pensieri da negativi in positivi, occorre non solo meditare, osservarsi etc. Bisogna anche disintossicarsi dallo stato di dipendenza dagli ormoni dello stress! Proprio così, si diventa schiavi dell'adrenalina e il nostro corpo tende a ripetere certi schemi di pensiero allo scopo di avere la sua dose quotidiana! Proprio come il cane che si morde la coda: fa male ma è divertente e ci si abitua.

La soluzione? Meditare sui propri pensieri, focalizzandosi sulla loro trasformazione. All'inizio sarà abbastanza complesso e ci vorrà del tempo. Occorrerà osservare i pensieri che ci cagionano stress allo scopo di trasformarli nei loro opposti, ossia in pensieri divertenti, positivi, che possano entusiasmarci. 
(Immagine presa dal web)

Se si avrà la costanza di ripetere nel tempo questo esercizio, pian piano il cervello e tutto il sistema neurovegetativo si adatteranno a questo nuovo modo di pensare, in media ci vogliono 21 giorni affinché il cervello crei nuove reti sinaptiche contenenti le abitudini acquisite attraverso la ripetizione.

Dopo aver trasformato i propri pensieri attraverso la ripetizione per almeno 21 giorni, anche il corpo modificherà la propria fisiologia, rilasciando al posto degli ormoni dello stress, quelli del benessere. In poche parole avverrà una disintossicazione dai propri vecchi schemi di pensiero per vivere finalmente la realtà dei propri sogni. 

Vincenzo Bilotta

lunedì 1 febbraio 2016

Cos'è il denaro?

Oggi affronteremo un tema molto discusso: quello riguardante il denaro. Per chi già avesse letto il mio libro (L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDITORE) si sarà già fatta un'idea su ciò che rappresenta il denaro. Molti ne hanno una visione distorta, alcuni lo considerano strumento del diavolo, altri lo considerano sporco.... Tutte queste persone, di solito, sono quelle che ne hanno meno di tutti, almeno che non riusciranno a cambiare questo tipo di convinzione su di esso.

Quello del denaro è un tema scottante, se ne sono scritti libri, ognuno da i propri consigli su come guadagnarne di più, su come investirlo meglio e così via. Ci sono anche dei libri che parlano di come attrarre denaro nella propria Vita allo scopo di arricchirsi e vivere meglio. Io oggi voglio parlarvi, invece, di cosa rappresenti per me il denaro.
(Immagine presa dal web)

Come ho già detto nel mio primo libro, L'arte della consapevolezza, il denaro è energia e come tale va visto ed utilizzato. Secondo me, l'errore che commette la maggior parte della gente è quello di considerarlo, invece, come qualcosa da possedere ed accumulare. In questa ottica il denaro viene visto come un FINE da raggiungere per essere felici e non, invece, come un MEZZO per poter realizzare i propri desideri.

Ecco una delle cause principali per cui molte persone non riescono mai ad arricchirsi o ad avere denaro a sufficienza per poter vivere in base ai loro desideri. Come tutti sappiamo, il pensiero crea e realizza ciò su cui più ci si concentra nel corso del tempo fino a realizzare, in base alla Legge dell'Attrazione, quello su cui ci si focalizza maggiormente.
(Immagine presa dal web)

Il fatto è che molte persone si focalizzano sul denaro che manca, non su quello che si POTREBBE AVERE SE LO SI CONSIDERASSE GIA' PROPRIO. Su questo interviene la Legge dell'Attrazione: ciò a cui si pensa di più essa lo farà entrare, prima o poi, a far parte della propria Vita. Se ci si concentra sulla mancanza e non, viceversa, sull'abbondanza, il risultato sarà la penuria pecuniaria.

Ma la causa del mancato arricchimento di molte persone non sta solo in ciò. Il fatto è che le persone, oltre a concentrarsi sulla mancanza di denaro invece di sentirsi COME SE GIA' FOSSERO RICCHE, considerano il denaro come un FINE e non, invece, come un MEZZO. Ma cosa significa ciò?
(Immagine presa dal web)

Se si ambisce ad arricchirsi e si considera il denaro come un fine, l'universo interpreterà ciò come uno spreco di energia, ciò in quanto il denaro è energia circolante. Se si vuole del denaro come fine ultimo solo allo scopo di metterlo da parte e senza alcuna intenzione di utilizzarlo allo scopo di poter realizzare i propri desideri, di conseguenza l'universo non lo manderà al destinatario di un pensiero di questo tipo in quanto lo riterrà sprecato perché rimarrebbe inutilizzato ed accantonato.

Se davvero si vuole cominciare a far entrare il denaro nella propria Vita, prima si dovrebbe VISUALIZZARE RIPETUTAMENTE ciò che con la somma desiderata si desidera acquistare. Solo in un secondo tempo il denaro potrà arrivare, basta mantenersi sintonizzati su ciò che con esso si vuole ottenere e far ciò con un sentimento di FEDE PURA e senza dubbio, altrimenti l'universo non ci manderà un bel nulla!
(Immagine presa dal web)

Bisogna, inoltre, cominciare con lo smettere di lamentarsi per la carenza di denaro o perché non si possono acquistare determinati beni. Bisogna CAMBIARE RADICALMENTE MODO DI PENSARE prima di ottenere la somma desiderata. Occorre imparare a PERMETTERSI DI RICEVERE, bisogna cominciare col sentirsi degni di avere e di godere delle cose belle della Vita, smettendola di autosabotarsi.

Essere in un cammino spirituale non significa privarsi di un bel viaggio, di un'automobile sportiva, di vestiti firmati o di quant'altro si desidera, almeno che non abbiate fatto voto di povertà e non abbiate rinunciato al mondo, in questo caso potete anche smettere di leggere questo articolo!

Il rendersi degni avendo, al contempo, fede nel fatto che il denaro arriverà, è uno dei presupposti fondamentali per migliorare le proprie risorse finanziarie. Bisognerà anche desiderare ciò che si vuole ottenere senza pensare al modo in cui lo si otterrà: il denaro, infatti, potrà arrivare con una vincita, tramite un affare andato a buon fine, poco importa. Non sta a voi preoccuparvi del come, l'importante è sentirsi già come se si possedesse quel bene tanto desiderato e il resto verrà da sè.

Vincenzo Bilotta

domenica 17 gennaio 2016

Il bambino interiore

Questa sera ho il piacere e l'onore di condividere con voi un altro capitolo del mio ultimo libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI.  Vi ricordo che è già disponibile, così come L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, (mio primo libro), presso le vostre librerie di fiducia oppure online, fra gli altri canali, su: YOUCANPRINT, MACROLIBRARSI, IL GIARDINO DEI LIBRI, FELTRINELLI, MONDADORI, HOEPLI, AMAZON, IBS. Buona lettura e grazie!


L’infanzia è il momento più importante della Vita di ogni essere umano. In essa, infatti, si fanno le prime esperienze, apprendendo al contempo degli schemi comportamentali che serviranno per il resto della nostra Vita. Ecco perché sono fondamentali per il bambino il gioco e la creatività, senza reprimerlo ma lasciandogli anzi lo spazio per potersi esprimere liberamente.

Man mano che si andrà crescendo, si passerà attraverso le diverse fasi della Vita che porteranno poi ad essere delle persone adulte. Qui sta la fregatura. Infatti, una volta divenuto adulto, ognuno di noi tende a prendere la Vita in maniera fin troppo seria, perdendo quella giocosità che gli consentirebbe, invece, se mantenuta nel corso della crescita, di vivere in maniera meno rigida i vari accadimenti quotidiani.

Nonostante ciò, nel nostro Io più profondo, c’è sempre un bambino interiore che aspetta solo di giocare con la Vita assieme a noi. Questo bambino è represso da una società troppo impegnata ad autodistruggersi attraverso la sua corsa sfrenata verso il progresso. Pur essendo represso, questo bambino vive dentro di noi e può essere sentito quando noi giochiamo con la Vita e smettiamo di prenderci troppo sul serio.
(La copertina del mio libro)

Dovremmo vivere come dei bambini per riscoprire che in realtà non siamo mai cresciuti. Solo così, infatti, potremo ricongiungerci con la nostra parte più pura che fino ad oggi abbiamo tenuto silente a causa dei nostri schemi mentali, appresi nel corso della nostra crescita.

Ma come si fa a comunicare col proprio bambino interiore? Semplicemente tornando a giocare con la Vita e gli accadimenti quotidiani. Se ci riflettete, ciò non è poi così difficile. Infatti, basta entrare nella dimensione di gioco con tutto ciò che si fa. Alla fine abbiamo imparato ad essere adulti fin da bambini attraverso i giochi nei quali interpretavamo i vari ruoli, sia sociali che professionali, che avremmo voluto rivestire da adulti.

Adesso, per tornare a comunicare col nostro bambino interiore, occorrerà innanzitutto togliere quella dimensione di serietà che ci ha fatto diventare degli adulti ammuffiti, per lasciare spazio al lato allegro e giocoso della nostra parte vera ma, fino ad oggi, repressa. Così facendo, porteremo una ventata di freschezza e spensieratezza nelle nostre Vite e in quelle delle persone che ci circondano quotidianamente.

Questo riconnettersi col proprio bambino interiore avrà, sicuramente, degli effetti positivi nella nostra Vita, in quanto ci permetterà di tirare fuori quella creatività che avevamo da bambini e che abbiamo quasi dimenticato una volta diventati adulti perché troppo presi dalla nostra routine quotidiana. Ciò potrà permetterci di rendere meglio in ciò che facciamo ma, soprattutto, ci farà capire se la situazione che stiamo vivendo ci renda o meno felici.
(Immagine presa dal web)

Infatti, chi meglio di un bambino può essere sincero riguardo ad una determinata situazione di Vita vissuta? Un adulto si limita a fare e dire solo quello che conviene in base alle regole della società evitando di esprimere pareri o tenere comportamenti che possano offendere qualcuno, curandosi molto dell’”etichetta”. Solo il bambino ha il coraggio di dire ciò che pensa senza curarsi degli effetti che questo suo comportamento spontaneo sortirà sulle persone destinatarie del suo messaggio verbale.

Questa spontaneità, tuttavia, il bambino la va perdendo man mano che cresce per via dell’”addomesticamento” effettuato dai suoi tutori, parenti o insegnanti che siano. Se fosse lasciato libero di poter pensare e dire ciò che gli pare, infatti, egli potrebbe far succedere litigi o, comunque, dar fastidio a molte delle persone appartenenti alla comunità nella quale vive.

Nell’età adulta ci si ritrova, dopo un percorso educativo degno di animali da circo equestre, ad essere pronti a vivere nella società. Nel corso della crescita c’insegnano la diplomazia e, con essa, a non dire quasi mai ciò che pensiamo riguardo a determinate situazioni o persone. Proprio in quel momento vengono soffocate creatività ed innocenza, ma non per sempre. Si può, infatti, decidere di tornare innocenti disimparando le regole e rinascendo ogni giorno nell’ETERNO PRESENTE, che è poi l’unico momento in cui esistiamo in quanto passato e futuro sono solo proiezioni mentali.

Una volta riconnessi col nostro bambino interiore, sarà necessario rispettare le regole del vivere comuni e la diplomazia. In realtà però, pur continuando a vivere con lo stesso atteggiamento di prima, avremo finalmente modo di vedere le cose così come apparirebbero ad un bambino, con la conseguenza che potremo essere sinceri con noi stessi, avendo finalmente la possibilità di poter cambiare ciò che non va nella nostra Vita.
(Immagine presa dal web)

Potremo capire se il nostro lavoro ci piace davvero e se in esso troviamo la nostra dimensione di giocosità; diversamente potremo sempre cambiarlo e giocare un ruolo diverso nella Vita di tutti i giorni, svolgendo un’attività che ci appaga di più. Molti disagi causati da stress derivano proprio dal non sentirsi realizzati nell’ambito lavorativo ma, soprattutto, dal non avere una visione profonda di ciò che realmente ci piace fare.

Solo quando si è coscienti delle proprie potenzialità creative ed attitudini si potrà ambire a raggiungere determinati traguardi che ci rendano felici e soddisfatti della nostra Vita. La Vita è una e non andrebbe mai sprecata inutilmente. Occorre avere il coraggio di cambiare. Ciò si può ottenere solo tornando a pensare come i bambini, cioè con spontaneità e senza schemi mentali.

I BAMBINI NON HANNO PAURA, NON POSSONO AVERNE PERCHE’, QUANDO NASCONO NON LA CONOSCONO. Ci penseranno gli educatori, i genitori e i preti a presentargliela sotto forma di: inferno, peccato, cattiveria, sbaglio, stupidità, ansia e quant’altro avranno vissuto essi stessi prima di loro. Da quel momento vivranno una paura “indotta”, che diversamente non avrebbero mai conosciuto.

Da ciò si denota quanto sia importante liberarsi dal passato e da ciò che si è appreso. Quando parlo di liberarsi dal passato, mi riferisco a tutto ciò che non ci serve e che, anzi, ci ostacola nel nostro percorso di crescita ed evoluzione personale.
(Immagine presa dal web)

Alleggeriamo, quindi, la nostra Vita da queste zavorre che ci portiamo dietro dal passato, comunicando al contempo col nostro bambino interiore. Dal momento in cui decideremo di tornare bambini, riusciremo a vivere la Vita in maniera leggera e spensierata, potendo finalmente superare con facilità anche quelle che in passato ci sarebbero apparse come situazioni complicate. Qualsiasi situazione affronteremo con spensieratezza e disinvoltura sarà facilmente superata perché la nostra mente tornerà ad essere flessibile e fresca come quella di un bambino e non rigida e negativa come quella di un adulto.

All’inizio ciò potrà risultare un po’ complicato in quanto si tenderà ad utilizzare il vecchio modo di pensare ancora per un po’ di tempo. Bisogna prima destrutturare gradualmente il vecchio sistema di pensiero, aggiungendo ogni giorno nuovi pensieri flessibili da bambino a quelli rigidi e schematici da adulto. Ciò, se ripetuto nel tempo, porterà, grazie alla plasticità della quale è dotato il cervello (neuroplasticità), alla costruzione di nuovi percorsi sinaptici, che ci permetteranno di pensare come se fossimo dei bambini, e al contempo comporterà la graduale atrofia di quelli vecchi grazie al fatto che non verranno più utilizzati.

Vincenzo Bilotta


domenica 3 gennaio 2016

I legami

E' strano come la maggior parte delle persone si leghi in maniera esagerata ai beni, alle persone, alle situazioni o al lavoro. Lo trovo strano perchè, così facendo, queste persone si rendono schiave di situazioni, persone, proprietà credendo che tutto possa durare in eterno. Nulla di più sbagliato e illusorio!

Ovviamente, chi è legato alla materia in maniera tale da rendersene schiavo, sarà destinato a soffrire in caso di separazione. Il problema delle persone è che sono diventate serve di cose e persone per il fatto stesso di far dipendere la loro felicità da esse.
(Immagine presa dal web)

La cosa strana è che i legami ci devono essere, sono naturali ma non sono, sicuramente, del tipo di cui ho parlato fino a questo momento. Quando, infatti, si è legati a cose, persone o eventi, questi non sono, come qualcuno potrebbe essere erroneamente portato a credere, legami. In questo caso siamo, piuttosto, in presenza di dipendenze.

I legami sono un'altra storia, fanno parte dell'essere UNO COL TUTTO e, se si ha la fortuna, in questa esistenza terrena, di scoprire questa unità, la Vita cambia, ogni lotta cessa e, in parallelo, comincia l'evoluzione armoniosa della persona che riesce a realizzare ciò.

Quando capiamo che GLI ALTRI SIAMO NOI smettiamo di lottare contro l'altro per cominciare, invece, a specchiarci in esso. Ripeto, pochi riescono a realizzare questo legame o, come lo chiamano in fisica quantistica, entanglement.

Ci sono molte persone che scambiano le proprie schiavitù da oggetti esterni a se per legami, ma così non è. Semplicemente non possiedono OCCHI PER VEDERE. Quando ci si attacca ad una relazione, sia essa di amicizia o sentimentale, ad un oggetto o ad una situazione lavorativa, si diventa schiavi di essi e si perde il proprio CENTRO NELL'UNIVERSO.
(Immagine presa dal web)

Con ciò non sto invitando nessuno a non lavorare più, a non avere amici o partner o belle automobili. Vi sto solo invitando a possederli senza esserne posseduti. Voi siete voi, dovete solo CENTRARVI per capire come l'universo stesso sia al vostro fianco in ogni momento della vostra Vita, anche in quelli in cui credete di essere rimasti da soli.

Non si può essere mai soli, è impossibile se si esce dall'illusione di separazione e si comincia un'opera di riscoperta volta alla nostra re-integrazione con il TUTTO.

Vincenzo Bilotta

domenica 20 dicembre 2015

Fisiologia di un'emozione

Quando si soffre di un disturbo a livello fisico si tende a curarlo con farmaci e ad individuarlo per mezzo di analisi. La medicina di tipo allopatico, cura ogni sintomo come un nemico da sconfiggere proveniente dall'esterno. Essa cura ma, spesso, non guarisce determinate sintomatologie che poi definirà come croniche.

La pecca della medicina allopatica è proprio quella di scomporre il corpo in un insieme di organi e funzioni senza mai correlarli ma, al contrario, scindendoli e cercando, allo scopo di "guarire" il soggetto, virus, fattori genetici e quant'altro possa farla venire a capo dello stato di disagio lamentato da quella persona che ad essa si rivolge.
(Immagine presa dal web)

La medicina cosiddetta alternativa, invece, considera l'individuo come un complesso formato da anima, mente e corpo. Per questo si parla sempre più spesso di medicina olistica proprio in riferimento al fatto che questo tipo di medicina, a differenza della medicina allopatica, cerca le cause che hanno originato il disturbo senza limitarsi a curare gli effetti e tenendo conto dell'unità Anima-mente-corpo del soggetto da curare.

Se la medicina allopatica è più superficiale, ciò è dovuto al fatto che essa considera il corpo alla stregua di una macchina e lo cura come tale, considerando l'influenza di fattori quali emozioni, ambiente e conflitti interiori come estranei ed irrilevanti quali possibili cause del sorgere dello stato di disagio.
(Immagine presa dal web)

Se quindi la medicina allopatica si rivela indispensabile come medicina salvavita, di contro essa risulta poco efficace e superficiale nel caso di patologie legate a stati di disagio scaturenti da conflitti interiori. Proprio per compensare questa sua lacuna e per cercare d'imitare la medicina alternativa, è sorta la psiconeuroendocrinoimmunologia. Dietro questo nome così complesso ed ampolloso si nasconde una nuova ed evoluta branca della medicina allopatica classica avente lo scopo di studiare il rapporto esistente fra emozioni e stato di salute delle persone.

Già millenni fa la medicina cinese ed indiana avevano individuato fra le principali cause del disagio fisico dell'individuo le emozioni. Non a caso, sia la medicina indiana che quella cinese compresero presto che dietro un disturbo fisico localizzato in un organo stava un'emozione che determinava una modificazione di carattere fisiologico a carico del sistema anima-mente-corpo, comunemente chiamato essere umano.
(Immagine presa dal web)

Ebbene sì, sono le nostre emozioni a condizionare il nostro stato di salute e non i virus, i geni o l'inquinamento. In parole semplici è ciò che pensiamo a determinare il nostro stato di salute. Ho già parlato dell'influenza delle emozioni sullo stato psicofisico del soggetto nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA- YOUCANPRINT EDIZIONI.

Ogni emozione ha un suo potere sul nostro stato fisiologico. Essa ha la capacità di mutare la nostra fisiologia e donarci la salute o, al contrario, farcela perdere. Diversi studi di psiconeuroendocrinoimmunologia hanno dimostrato come a seconda delle emozioni vissute il corpo umano è orientato a migliorare o, viceversa, peggiorare il proprio equilibrio omeostatico (stato di salute).
(Immagine presa dal web)

Se una persona vive in un ambiente a lei ostile o in condizioni di forte stress, automaticamente sarà in uno stato emotivo cosiddetto di attacco o fuga. Questo stato di stress produrrà, a livello fisiologico, degli ormoni quali cortisolo ed adrenalina, gli ormoni dello stress aventi effetti negativi sul sistema psicofisico.

Quando, viceversa, una persona riesce a trovare un equilibrio all'interno della propria Vita, vivendo relazioni soddisfacenti, accettando gli accadimenti senza resistere allo stato di ciò che è, il suo organismo si stabilizzerà in uno stato di benessere e, a livello fisiologico, produrrà gli ormoni del benessere quali ossitocina ed endorfina. Questi ormoni hanno la caratteristica di agire a livello positivo sul sistema neurovegetativo, stabilizzando tutte le funzioni dell'organismo, aumentando la soglia di sopportazione della fatica e migliorando la risposta allo stress esterno.

Ecco quanto è importante pensare bene e risolvere i conflitti interiori! UN SOLO PENSIERO MUTA LA FISIOLOGIA DI CHI LO HA FATTO DETERMINANDO LO STATO DI BENESSERE O DI DISAGIO PSICOFISICO! 

D'altronde la medicina tradizionale cinese, già millenni fa ribadiva il collegamento fra organi ed emozioni. Ad esempio, essa collegava l'emozione rabbia al fegato, la tristezza al polmone, la paura al rene, la simpatia allo stomaco, l'amore al cuore. Per ulteriori approfondimenti in merito, rimando al mio libro.
(Immagine presa dal web)

Ogni emozione ha il potere di mutare sia la fisiologia che la postura di una persona. Diversi atteggiamenti, modi di parlare più o meno veloci, più o meno rabbiosi, sono determinati dallo stato psicofisico della persona alla quale appartengono. 

Da ciò si può trarre una conclusione: tutte le somatizzazioni e i disagi psicofisici in generale comunemente ascritti al rango di patologie croniche dalla medicina ufficiale, sono guaribili. Certo, non è facile direte voi. Ciò richiederà un serio lavoro su di se volto ad individuare ciò che crea quel tipo di disagio. Per far ciò occorre effettuare un'attenta auto osservazione allo scopo d'individuare l'emozione base che crea poi il disagio a livello psicofisico.

La prossima volta che avete mal di testa o accusate altri disturbi simili, sappiate che sono solo somatizzazioni e che l'organo che accusa quel disagio è una semplice spia che vi avverte che è arrivato il momento di cambiare direzione alla vostra Vita. Voi solo potete farlo. Voi solo potete guarirvi, nessuno può farlo al posto vostro perchè nessuno HA INTERESSE A VEDERVI SANI, ALTRIMENTI LE MULTINAZIONALI DEL FARMACO E I MEDICI SI RITROVEREBBERO IMPROVVISAMENTE DISOCCUPATI.

Il sistema vuole individui inconsapevoli e manipolabili allo scopo di guadagnarci sopra. Imparate a mantenervi in salute da soli, documentatevi, ascoltate persone più esperte di voi in questo campo, leggete libri sull'argomento, frequentate seminari e, in generale, fate tutto ciò che ritenete opportuno per cambiare il vostro modo di vedere la Vita ricordando che la salute dista da voi solo un pensiero. Questo pensiero, se positivo produrrà salute attraverso emozioni positive, se negativo vi farà vivere disagi a livello psicofisico e, se reiterato nel tempo e non tenuto nel dovuto conto, potrà portare alla morte. 

Vincenzo Bilotta

domenica 6 dicembre 2015

Amare

Questa sera ho il piacere e l'onore di condividere con voi un altro capitolo del mio ultimo libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI.  Vi ricordo che sarà disponibile, così come L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, (mio primo libro), presso le vostre librerie di fiducia oppure online, fra gli altri canali, su: YOUCANPRINT, MACROLIBRARSI, IL GIARDINO DEI LIBRI, FELTRINELLI, MONDADORI, HOEPLI, AMAZON, IBS. Buona lettura e grazie!

L’amore è uno dei sentimenti più puri ed elevati che esistano. Quando si ama, spesso si riscoprono delle capacità ed attitudini che, magari, fino a quel momento non si pensava di possedere. Spesso, però, succede che si abbiano delle difficoltà ad esprimere  i propri sentimenti verso una persona nei confronti della quale si prova amore.
(La copertina del mio libro)

Quando ciò accade, spesso è dovuto a blocchi derivanti da paure legate a conflitti irrisolti del passato, ma non solo. Secondo me, al di là del fatto che occorre guardare sempre avanti quando una relazione si conclude per evitare di rimanervi bloccati dentro e non poter gestire nuovi rapporti, per amare gli altri occorre prima conoscere ed amare se stessi, altrimenti tutto sarà vano.

Bisogna volersi bene, essere amore, viversi da innamorati; solo così potremo avere la possibilità di trovare la nostra interiorità, amandoci così come siamo, per poi poterla condividere con il nostro futuro partner. PER POTER DARE AMORE BISOGNA ESSERE AMORE, NON SI PUO’ INVENTARE L’AMORE, LO SI PUO’ SOLO VIVERE QUANDO NASCE IN NOI.
(Immagine presa dal web)

Occorre essere pieni d’amore per poter condividere questo prezioso sentimento con un’altra persona. Non bisognerebbe mai pretendere l’amore dagli altri, soltanto occorrerebbe donare quello che già si possiede, incondizionatamente!

Per poter amare, bisogna prima essere completi in se stessi. Solo dopo aver riscoperto noi stessi con la nostra interiorità, potremo donare tanto amore senza mai pretendere nulla dall’altro, tranne che non voglia donarlo spontaneamente come frutto da condividere. AMARE NON SIGNIFICA FAR DIPENDERE LA NOSTRA FELICITA’ DAL NOSTRO PARTNER; SIGNIFICA SOLO DECIDERE DI STARE CON ESSO ALLO SCOPO DI POTER CONDIVIDERE L’AMORE CHE NASCE DAL NOSTRO INTIMO E CI DONA EQUILIBRIO E QUIETE.
(Immagine presa dal web)

Il vero amore nascerà una volta che saremo in equilibrio con le nostre emozioni ed avremo superato i conflitti derivanti dal passato. Non bisogna avere fretta di trovare il partner giusto. Esso arriverà sempre e solo se saremo in grado di accoglierlo, né prima né dopo. PRIMA DI PRETENDERE L’AMORE, DOBBIAMO ESSERE IN GRADO DI POTERLO DONARE INCONDIZIONATAMENTE. 

Quando saremo finalmente capaci di donare amore senza pretendere nulla in cambio, in quel preciso istante faremo da specchio al nostro partner, il quale non potrà che ricambiare le nostre attenzioni amorose o andare via se non in risonanza con i nostri sentimenti.

LA VERA FORZA IN UN RAPPORTO AMOROSO CONSISTE NEL DARE E NON NEL RICEVERE, ALTRIMENTI DIVENTA UN RAPPORTO DESTINATO A CESSARE. Non bisogna essere avari nel rapporto amoroso, occorre aprirsi, donarsi senza aspettative in quanto, sé è vero amore, riceveremo sempre qualcosa in cambio dall’altro.

Quando si ama bisogna rispettare gli spazi del partner così come i suoi tempi. Ognuno, infatti, ha un proprio tempo e un modo tutto suo di donare amore all’altro. Mai pretendere nulla perché dove nasce la pretesa, là non c’è amore, soltanto commercio. L’AMORE NON SI DONA, NON SI VENDE, NON SI PERMUTA, SEMPLICEMENTE SI VIVE SENZA ASPETTATIVE NEI CONFRONTI DELL’ALTRO.
(Immagine presa dal web)

Vivere l’amore significa vivere l’altro come nostro riflesso. Nel rapporto amoroso il partner ci dona sempre l’opportunità di poter crescere attraverso il confronto in quanto ci fa da specchio, permettendoci di poter evolvere. Vivendo l’altro, viviamo noi stessi in quanto parte di tutto il creato. Una relazione duratura dev’essere improntata sull’elasticità di entrambi i partner. Ciò permetterà il consolidamento e l’evoluzione del rapporto amoroso.

Poiché l’amore è l’esatto contrario della paura, occorrerà vivere la relazione senza paure di sorta legate a storie passate o ad aspettative riguardanti l’evoluzione del rapporto stesso. Bisogna vivere la relazione amorosa al presente, perché solo così si potrà riuscire a far nascere qualcosa che non sia riciclato in quanto derivante dal passato. LA PAURA INQUINA L’AMORE, MANTENIAMO QUINDI LA RELAZIONE PULITA DA QUESTO SENTIMENTO CHE E’ L’ESATTO OPPOSTO DI CIO’ DI CUI UNA RELAZIONE HA BISOGNO PER POTER CRESCERE NEL TEMPO.

Amiamo il partner nella diversità caratteriale, ideologica, nei gusti diversi dai nostri. In una parola, amiamo l’altro, accettandolo così com’è, senza cercare di cambiarlo in quanto questo è vero amore. Tutto quello che è diverso dall’accettazione di sicuro non è amore!

In una relazione non occorrerebbe forzare mai la propria natura, bisognerebbe semplicemente essere se stessi senza imitare nessuno, senza cercare di fare cose contrarie ai nostri principi solo per piacere all’altro. La relazione si chiama così perché si interagisce con un’altra persona a scopi costruttivi. In questa ottica non va vista come una prestazione nella quale si può essere giudicati in quanto il rapporto amoroso non è un esame.
(Immagine presa dal web)

Una relazione costituisce la libera espressione dei propri sentimenti nei confronti della persona amata, lasciando fluire ed evolvere il rapporto amoroso con naturalezza e senza forzature.

Solo permettendogli di esistere senza mai forzarlo, l’amore potrà mettere radici e fiorire nelle nostre Vite con estrema naturalezza e con la fragranza di un fiore appena sbocciato, dandoci la possibilità di un libero scambio evolutivo con la persona con la quale avremo deciso di condividere il nostro stato di felicità interiore.

Vincenzo Bilotta