domenica 7 giugno 2015

Interazioni costruttive

L'interazione con gli altri è fondamentale. Essa permette la crescita personale e l'evoluzione dell'individuo. Ovviamente, non sempre l'interazione avviene con le persone che preferiamo. Capita a volte, infatti, che ci si trovi ad interagire con persone non proprio simpatiche che ci trattano in maniera scortese.

In questi casi la prima reazione sarebbe di allontanarli o di litigarci. Ma, invece di reagire, occorrerebbe, anche in presenza di persone che non sono di nostro gradimento, AGIRE per evolvere. Ogni persona ha SEMPRE qualcosa da insegnarci, sia pure essa maleducata o anche quando non la pensi come noi. E' il gioco degli opposti, bene/male, educato/maleducato, onesto/disonesto, buono/cattivo.
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Conosco molte persone che, dopo aver vissuto alcune esperienze non proprio costruttive coi loro amici, parenti o conoscenti, decidono di isolarsi e non avere a che fare che con pochissimi fidatissimi amici. Questa gente, ce n'è parecchia in giro, rischia l'isolamento pressochè totale. Oltre a ciò, queste persone rischiano di non poter evolvere ulteriormente.

E' solo attraverso l'altro che evolviamo e facciamo esperienza. Il trucco sta nell'evitare di giudicare gli altrui comportamenti cercando, invece, di capirne il motivo senza entrare in conflitto o in reazione. C'è sempre da imparare. Qualsiasi persona entri nella nostra Vita, viene per insegnarci e perchè ci serve per crescere.

Ricordate che, in ogni caso, siete voi stessi ad attirare nella vostra Vita le persone alle quali penserete di più. Ciò avverrà grazie alla Legge dell'attrazione. Il pensiero crea, permettendo la materializzazione, dopo un certo periodo di tempo, degli oggetti, situazioni, persone alle quali avremo più pensato.

Non prendetevela, quindi, con gli altri se le cose non vanno come avreste voluto, semplicemente CAMBIATE PENSIERO. In ogni caso non smettete mai d'interagire con gli altri a meno che non vogliate smettere di crescere ed evolvere. Non è scappando in un monastero sperduto in Tibet che riuscirete a risolvere i vostri problemi. Anche lì, infatti, non cambierà nulla se non riuscirete a fare chiarezza nella vostra Vita, risolvendo una volta per tutte i vostri conflitti.
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Non parlate solo con chi date per scontato possa offrirvi qualcosa per migliorare le vostre conoscenze. Ciò semplicemente perchè non sapete mai quanto saggia possa essere una persona. Le persone non vanno giudicate dalle apparenze, ma da quello che riescono a trasmettervi quando parlerete con loro. A volte non basta essere vestiti di bianco ed aver vissuto in India per 20 anni per potersi definire dei "guru".

Spesso le perle di saggezza le potrete attingere da un vagabondo incontrato per caso alla stazione o da un extracomunitario fermo ad un semaforo. Bisogna avere OCCHI PER VEDERE ED ORECCHIE PER ASCOLTARE. Solo quando si sarà pronti si potrà far tesoro di ogni esperienza interattiva col nostro prossimo, MAI prima.

Se non si è pronti, nemmeno al cospetto del Dalai Lama o dopo aver letto 1000 libri si sarà in grado di trasformare la propria Vita. Quando si avrà l'apertura di cuore necessaria, solo allora perfino l'incontro con una persona comune potrà essere fonte di arricchimento ed evoluzione per noi.

Vincenzo Bilotta

domenica 24 maggio 2015

La memoria dell'acqua

Il nostro corpo è formato per il 75% di acqua. Essa è l'elemento indispensabile affinchè possano avvenire tutte le funzioni fisiologiche basilari atte a mantenere l'omeostasi all'interno del nostro organismo. L'acqua è il secondo elemento in ordine d'importanza subito dopo l'aria: come tutti sappiamo, si può rimanere senz'aria pochi minuti, senz'acqua alcuni giorni mentre di può digiunare fino a 30 giorni ed oltre, a patto di mantenere il giusto equilibrio idrico.

Quello che pochi sanno è che l'acqua ha una sua memoria. A scoprire ciò è stato il Dr. Masaru Emoto, scienziato recentemente scomparso che ha dedicato la sua Vita alla ricerca sull'acqua. In particolare, egli scoprì come congelando l'acqua e sottoponendola a suoni o parole, essa reagisse in maniera differente a seconda del tipo di musiche o parole utilizzate.
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Se, ad esempio, venivano utilizzate musiche rilassanti come la musica classica, l'acqua tendeva a formare dei cristalli di straordinaria bellezza, ciò avveniva anche nel caso in cui nel contenitore, in cui si trovava l'acqua precedentemente congelata, venivano scritte, su foglietti di carta poi applicati con del nastro adesivo, parole quali AMORE, GRATITUDINE o PREGHIERE APPARTENENTI A DIVERSE RELIGIONI.

Diverso era il caso in cui all'acqua si fosse fatta "ascoltare" musica heavy metal, satanica o con componenti caotiche e violente. In tali casi, come nel caso in cui, del resto, venivano applicati ai contenitori contenenti acqua congelata parole quali odio, morte, distruzione, vendetta etc., l'acqua produceva cristalli di forma sgradevole o addirittura, in molti casi non ne produceva nessuno.
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In vista di ciò si capisce come, essendo il nostro corpo, ed in particolare le nostre cellule, formato da acqua, le parole e i suoni possano avere un ruolo determinante per il mantenimento dello stato di salute o per la sua perdita a seconda dei casi.

Di ciò ne parlo anche nel mio libro, L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDITORE, dove accenno all'importanza del corretto utilizzo della parola, specie da parte della classe medica durante le diagnosi nelle corsie ospedaliere.
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Ecco quanto sono importanti le parole e perchè da secoli il buddismo parla di gentilezza e non-violenza! Poichè le nostre cellule sono intelligenti ed essendo formate in gran parte da acqua, ecco quanto è importante per il mantenimento del corretto equilibrio psicofisico dire e sentirsi dire parole d'incoraggiamento, fare e ricevere gentilezze, amare ed essere amati, provare gratitudine.

IL MONDO VIVE NEL CAOS PERCHE' LE PERSONE SONO SEMPRE MENO CAPACI DI AMARE, RINGRAZIARE E CHIEDERE SCUSA. C'è troppa inibizione dovuta ad una cultura basata sull'obbedienza e le convenzioni, dove esprimere se stessi e la propria indole diventa spesso difficile o, in molti casi, controproducente.

Quanti di voi hanno il coraggio di ringraziare ed amare? Magari molti! Diverso è il caso in cui si tratti di chiedere SCUSA. Allora lì è cosa ben diversa! Si tratta di lavorare su di sé per scoprire che, in realtà nessuno ha ragione e nessuno ha torto, solo OGNUNO HA LE PROPRIE IDEE SVILUPPATE NEL CONTESTO NEL QUALE E' NATO, CRESCIUTO E HA RICEVUTO L'EDUCAZIONE.

E' più facile dar torto, essere violenti e voler avere ragione a tutti i costi piuttosto che chiedere scusa! In tutto ciò, chi ne fa le spese, oltre ai rapporti interpersonali che ne risentono com'è ovvio, è il nostro organismo a livello cellulare prima, globale in un secondo momento, dopotutto, ogni cellula è una perfetta copia del nostro intero organismo.
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Quando proviamo risentimento, rabbia e, in generale, emozioni negative, è come se scrivessimo nel nostro contenitore-corpo delle parole che mandano questi messaggi negativi alla nostra acqua cellulare condizionando, per ciò stesso, il nostro equilibrio omeostatico.

Impariamo a chiedere scusa, ad ascoltare gli altri prima di attaccarli, a prenderci degli spazi tutti per noi all'interno dei quali meditare, fare attività, essere creativi, imparando ad amare ciò che facciamo e, in primo luogo, imparando ad amare noi stessi! Questo avrà degli effetti sorprendenti sulla nostra salute, garantito!

Vincenzo Bilotta





domenica 10 maggio 2015

La formula della felicità

Tutti siamo alla ricerca della felicità. Ognuno ha i suoi momenti felici ma, spesso, non sa goderseli perchè durano veramente poco. Ma poi, pensandoci bene, la felicità è una questione ben più profonda del semplice accadimento che ci rende gioiosi. La felicità è una questione di abitudine, un modo di vivere ed interpretare la Vita in maniera positiva a prescindere dal tipo di accadimento vissuto.

Nessuno ha, in realtà, una formula in grado di rendere tutti felici. Ciò è dovuto al fatto che ciascuno di noi ha i propri filtri mentali e, in base a questi, la propria percezione di un'esperienza come felice o triste. Uno stesso evento oggettivamente neutro può, tuttavia, suscitare diverse reazioni su soggetti diversi. Ognuno di loro, infatti, potrà ricollegare a quel determinato evento ricordi più o meno gioiosi e, proprio in base a ciò, la mente classificherà un determinato accadimento come felice o triste.
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La conseguenza di quanto detto sarà che ognuno di noi dovrà sperimentare la sua formula personale della felicità, unica, inimitabile e incedibile. Alcuni saranno felici per il solo fatto di essere vivi e poter camminare un altro giorno su questo bel pianeta. Altri saranno alla continua ricerca della felicità senza, peraltro, mai trovarla o, se riusciranno a trovarla, sarà per degli attimi che non riusciranno nemmeno a godersi.

Per alcuni la felicità non arriverà mai, per altri potrà arrivare quanto meno se lo aspettano. In entrambi i casi, però, queste persone non sanno che sono stati loro, attraverso il loro modo di pensare, a crearsi quel determinato tipo di realtà. Il mondo, come sappiamo, è oggettivo, neutro. Ciò in linea generale. Tuttavia esso viene visto in maniera diversa da ogni singolo abitante del pianeta terra. 

A seconda del tipo di visione che si avrà, si formuleranno determinati pensieri che andranno a creare, attraverso la loro potente energia ( il pensiero è energia, ricordatelo sempre), la realtà che si andrà a vivere. Questa realtà sarà diversa sia a seconda della persona che la vivrà che del tipo di pensiero che avrà formulato prima ancora di viverla.

IL PENSIERO CREA ATTRAVERSO LA LEGGE DELL'ATTRAZIONE. Se ancora oggi non siete riusciti ad essere felici, probabilmente sarà perchè fino a questo momento non avete formulato pensieri felici nella vostra mente. Diversamente, se foste stati più positivi, pensando in maniera positiva e ringraziando Dio per il dono della Vita stessa, sicuramente avreste vissuto esperienze felici e gratificanti.
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Ma non tutto è perduto, siete sempre in tempo per cambiare pensiero e vivere la Vita e le esperienze dei vostri sogni. BASTA SAPER PENSARE E SAPER CHIEDERE. Al resto ci penserà l'universo con la legge dell'attrazione. Anche se non riuscite ancora a crederci, potete sempre provare. Se non doveste riuscirci, occorrerà lavorare sulle resistenze del subconscio allo scopo di eliminarle per poter finalmente trasformare la vostra Vita e diventare finalmente protagonisti del vostro sogno più bello.

Niente è impossibile, basta volerlo ed insistere fino ad ottenerlo. La formula della felicità è composta da diversi ingredienti fra i quali: entusiasmo, gratitudine, ottimismo, gioia incondizionata e capacità di cambiare pensiero per attirare a se ciò che si desidera. Adesso che sapete come fare non vi resta che mettere in pratica e vivere felici!

Vincenzo Bilotta

domenica 26 aprile 2015

Un'ora al giorno

Viviamo nella società del fast food. Tutto viene fatto e consumato in fretta, persino corpi e menti sono ormai logorati, nessuno ha spazio per se e per le proprie esigenze vitali. Si corre senza meta, cercando di sopravvivere in una giungla di regole dettate dall'alto al solo scopo di renderci schiavi e succubi di un sistema manipolato ed artefatto.

Si è perso il contatto con se stessi e con la natura, troppo impegnati dietro i messaggi in arrivo sugli smart phone che stanno rendendo le persone dei cadaveri ambulanti. In strada ormai non ci si guarda più in faccia, molte persone non si accorgono di nulla, nemmeno del fatto che stanno per attraversare la strada in maniera automatica mentre continuano a fissare come ebeti il proprio palmare.

Ormai si è perso da tempo il contatto con se stessi, si corre come robot da un'incombenza all'altra. La presenza mentale? Beh, c'è sempre tempo, prima bisogna finire il lavoro, mandare la mail, badare alla casa, famiglia, figli, auto etc. E voi? Riuscite ancora a trovare tempo da dedicarvi?

Molta gente non ha tempo per se, lo dedica solo alle cose/persone nel corso della giornata. Quando finisce tutti i compiti quotidiani succede spesso che ne esca svuotata delle energie che potrebbe usare a proprio vantaggio per una bella passeggiata, un'ora in palestra per la sua pratica preferita o, semplicemente, per fare ciò che più le piace per scaricare la tensione accumulata nel corso della giornata.
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Una domanda: quanto tempo dedicate a voi stessi nell'arco della giornata? Molti miei conoscenti non sanno cosa rispondere, forse perchè non hanno mai pensato al fatto di essere degni di avere del tempo libero! Che assurdità! Eppure il tempo per se stessi è una cosa sacra che andrebbe tutelata a costo di prendere meno impegni con gli altri.

Il titolo di quest'articolo è UN'ORA AL GIORNO. Tale è il tempo minimo che una persona dovrebbe dedicare a se allo scopo di fare le cose che le piacciono e la fanno stare bene e rilassata. In quest'ora si dovrebbero fare le cose che, negli altri momenti della giornata, non si ha mai il tempo di fare. 

Si può, come detto sopra, praticare un hobby, uno sport e, in generale, un'attività che ci consenta di staccare dalla routine, permettendoci al contempo di ricaricarci di energie preziose che ci facciano recuperare a livello psicofisico. Quest'ora potreste prendervela al mattino presto, praticando il vostro sport preferito prima di andare al lavoro oppure nella pausa pranzo o, se non riuscite, la sera dopo il lavoro.

L'importante è che riusciate a trovare, nel corso della giornata, un'ora da dedicare a voi. Quest'ora è proprio un regalo, un premio che vi concedete dopo aver svolto le vostre mansioni quotidiane. Attraverso questa nuova abitudine (qualora non l'aveste presa già) riuscirete a tenere sotto controllo i livelli di stress che la routine a volte può comportare.
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Non permettete a nessuno e per nessuna ragione di rubarvi la vostra ora. Al massimo, se prendete un impegno con una persona a voi cara, semplicemente spostate l'ora da dedicarvi ma non saltatela. Questo, lungi dall'essere un segno di egoismo come, invece, ci hanno insegnato in questa società di manipolatori/educatori, costituisce un segno di amore nei vostri confronti.

Dopotutto, solo chi riesce ad amare se stesso potrà condividere il proprio amore e, di conseguenza, riuscire ad amare anche gli altri. Imparate, se non ci foste ancora riusciti, ad amarvi e rispettarvi, concedendovi ciò di cui avete bisogno senza sentirvi, per questo, degli egoisti. Amare se stessi non è egoismo, amare se stessi è onorare Dio, il nostro Dio interiore, la nostra Vera Essenza, questa è la vera spiritualità e la strada verso l'equilibrio psicofisico.

Vincenzo Bilotta


lunedì 13 aprile 2015

La paura come mezzo di controllo dei popoli

Da sempre l'uomo ha cercato di dominare l'ambiente circostante, il suo territorio e, non da ultimo, i suoi simili. Per far ciò, nei tempi passati chi deteneva il potere ha usato la coercizione fisica, la violenza e mezzi quali la tortura affinchè i popoli a lui subordinati si sottomettessero passivamente alle sue leggi e ai suoi voleri.

Basta solo ricordare gli stermini di massa ai danni delle popolazioni mesoamericane da parte dei conquistadores, quelle perpetrate ai danni delle tribù degli indiani d'America ad opera dei primi colonizzatori inglesi o, tornando indietro nel tempo, le crociate contro i popoli non cristiani ad opera della chiesa.

Tutta questa violenza, queste torture, questa inutile barbarie ad un solo scopo: il dominio sulle masse, il controllo delle menti e la loro manipolazione attraverso la coercizione fisica e l'umiliazione psicologica. Infatti è solo attraverso la forza e la violenza che l'uomo ha scritto la storia sin dalle sue origini e continua a farlo anche ai nostri giorni. 

Ovviamente, col passare dei secoli la violenza da parte dei potenti nei confronti delle popolazioni è passata da quella prettamente fisica a quella psicologica attraverso la manipolazione delle menti sin dalla più tenera età e coi mezzi più diabolici che siano mai esistiti: la tv e i mass media in generale. 
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In un'epoca in cui tutto ha un prezzo (lo ha sempre avuto), è facile dare notizie non vere e manipolate a vantaggio di chi ha interesse a che il popolo resti nell'ignoranza assoluta e creda ciò che i telegiornali, la stampa e i mezzi di diffusione in generale trasmettono. Ormai la tv è il mezzo per abbordare le persone, per far acquistare loro oggetti che non verranno mai utilizzati, creando all'interno delle famiglie bisogni che, diversamente, non nascerebbero in quanto superflui.

Così come i mass media vengono utilizzati per creare bisogni inesistenti, allo stesso modo servono per diffondere, il più delle volte, notizie fasulle diffuse ad arte per creare uno stato di non conoscenza da parte delle masse mantenendole, così, addormentate riguardo determinate situazioni politiche, sociali ed economiche.

La tv racconta la favoletta per la persona che dorme e per quella che è in dormiveglia, allo scopo di lasciarle nel loro stato di torpore, nel loro mondo ovattato, fatto di realtà distorte. Vengono proiettati film che esaltano la guerra, con eroi costruiti fra le mura di una Hollywood che sforna di continuo storie che si risolvono con la violenza e la guerra.

La gente vive nell'ignoranza e la conseguenza diretta dell'ignoranza è la paura. Si ha paura del futuro, di cosa succederà alla nazione, ai propri figli, alla propria carriera. Ci hanno fatto convivere con la paura sin dalla più tenera età. La paura ha fatto parte della nostra educazione.
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Ci hanno sempre minacciati con delle punizioni qualora non ci fossimo adeguati a dei regolamenti. A ciò hanno contribuito i nostri genitori, insegnanti, educatori, allenatori, amici, fidanzati/e, conoscenti. Anch'essi sono stati puniti, manipolati, programmati, disumanizzati allo scopo di ottenere un automa obbediente che non faccia tante storie e accetti passivamente tutte le stronzate propinate dall'alto.

Più paura si ha, più inquadrati si è, più sarà facile il controllo. Altro che microchip! Qui si usa la strategia dei cani di Pavlov. Essi al solo suono della campanella salivavano in quanto ricollegavano il suo squillo al cibo che avrebbero ricevuto da lì a breve. Sostituiamo la campanella con l'educazione e il cibo coi telegiornali e avremo tanti cagnolini ubbidienti.

Attraverso la paura ci hanno tolto il potere e ci tengono sotto controllo come docili pecorelle. Per uscire dalla paura occorre aprire gli occhi, essere presenti, documentarsi (avendo cura di selezionare le notizie vere dalle bufale) da diverse fonti che non siano i tg della sera.

L'ignoranza ci toglie potere, la conoscenza ci libera dalla paura e dal controllo da parte di chi ci vuole dominare. Occorre sottrarsi dalla manipolazione che avviene dall'alto. Basta documentarsi, studiare, partecipare a conferenze, seminari, parlare con gente che sa quanto o anche più di noi. Il dubbio crea paura così come l'ignoranza. Toglietevi tutti i dubbi, studiate nuovi argomenti che possano portare nuova conoscenza nella vostra Vita, liberandovi al contempo dalla paura.

Chi conosce non è manipolabile. Al massimo, colui che conosce, che è vivo, presente a se stesso, può solo essere preso per un pazzo, un cospirazionista, una persona che vive in un mondo tutto suo. Meglio essere considerati dei pazzi avendo la certezza di essere liberi e sovrani del proprio mondo interiore che rimanere delle persone normali in un mondo dominato dall'incertezza e dalla paura.

Vincenzo Bilotta

lunedì 30 marzo 2015

Unici nella diversità

Ognuno di noi è unico e irripetibile, un miracolo dell'evoluzione. La nostra società, però, cerca di farci uniformare ai suoi modelli allo scopo di controllarci meglio, un pò come le pecore, tutte uguali e allineate. Di conseguenza, chi è diverso per tendenze o attitudini è destinato ad essere isolato, messo in disparte per paura della sua "pericolosità" sociale.

Ecco nascere, da ciò, il razzismo. Per razzismo qui non intendo quello che viene posto in essere contro chi ha la pelle di un colore diverso dalla nostra ma, piuttosto, il razzismo di tipo sociale. Basta dare un'occhiata un pò dovunque nel mondo per poter notare come chi ci governa e, in generale, sta più in alto di noi, ci tratta come degli idioti, infarcendo le nostre menti di cavolate attraverso i mass media, in pratica ci raccontano le favole per farci andare a nanna come i bambini.

Ciò è possibile perchè ci hanno inquadrati tutti all'interno di un sistema che vuole tutti uguali e taccia come abominevoli le persone che hanno idee diverse dalla "massa". In ciò gioca un ruolo fondamentale l'ignoranza che porta i popoli a combattere le guerre in nome delle diversità religiose, sociali, economiche che sfociano in rabbia e non accettazione.
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Quando si ha a che fare con persone che la pensano diversamente dalla maggior parte del genere umano, si tende a giudicarle, ciò per paura del nuovo: è del tutto naturale. Gente che la pensa diversamente ce n'è sempre stata, ora come in passato. Come uno degli esempi più grandi possiamo prendere Giordano Bruno, un grande filosofo della sua epoca che morì sul rogo per le sue idee "diverse" nate e sviluppatesi in un contesto a lui di certo non favorevole.

Oggi si assiste ad un graduale risveglio delle coscienze. Molte persone, stanche di belare all'interno del gregge, escono fuori per dire la loro e lo fanno attraverso seminari, conferenze, scrivendo libri e gestendo pagine su internet o giornali a tema. In realtà queste persone sono sempre esistite ma, mentre in passato avrebbero rischiato la Vita, oggi possono esprimere liberamente la loro opinione senza il pericolo di finire arrosto.

Oggi non sussiste più la necessità di nascondere gli insegnamenti sulla consapevolezza attraverso testi esoterici. Ciò avveniva in passato per un semplice motivo: se il testo finiva nelle mani delle persone sbagliate (vedi inquisitori), gli autori non correvano rischi in quanto gli scritti non erano comprensibili ai non iniziati.

Anche adesso può succedere che chi lavora con energie tipo reiki o pratichi l'agopuntura sia considerato uno stregone, ma ciò avviene sempre meno, essendo queste due metodiche efficacissime allo scopo di migliorare la salute umana e venendo inserite all'interno degli ospedali in maniera sempre più frequente. Insomma, molti medici sono diventati anch'essi degli "stregoni", per ciò stesso dei diversi.
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Bisogna imparare a vedere la diversità, smettendo di credersi tutti uguali, un ritornello ripetutoci fin da bambini allo scopo d'inquadrarci nella massa. Solo nella diversità ognuno potrà trovare, finalmente la propria unicità ed avere la possibilità di poter sviluppare le proprie attitudini in base ai progetti della propria Anima. Conosco tanti medici allopatici che adesso curano con agopuntura, reiki, omeopatia e sono, per ciò stesso, considerati dei diversi, degli eretici, roba da rogo insomma.

Ma è proprio grazie al coraggio di queste persone che il mondo potrà cambiare. Questa gente usa il cuore (coraggio deriva dalle parole Cor Agere ossia agire col cuore), per portare avanti i propri progetti, fregandosene di ciò che pensano gli altri e dei loro giudizi. Chi giudica, dopotutto, lo fa solo per per paura o invidia nei confronti di chi SA E FA COL CUORE. 

Chi vive nel giudizio fa del male a se stesso in quanto vive nel conflitto e nella repressione delle proprie potenzialità. Meno si giudica, più si è diversi dagli altri. Chi non giudica è considerato anch'esso un diverso. Provate ad astenervi dal giudicare in presenza di una persona che giudica: dopo un pò andrà via credendovi delle persone "anormali". Si vive nel giudizio della diversità non sapendo che, facendo ciò, si reprimono le proprie potenzialità alimentando, per ciò stesso, il sistema.

Il sistema ci vuole tutti uguali, dei robottini prodotti in serie con reazioni (non azioni, badate bene) controllate e prevedibili, altrimenti sono guai per la sua stabilità! Imparate ad accettare le vostre come le altrui diversità senza giudicarle, vedrete che in breve tempo riuscirete a migliorare la vostra Vita, le Vite di chi si relazionerà con voi e di conseguenza, proprio per ciò, anche il mondo subirà dei cambiamenti per quello che Edward Lorentz chiamava "Effetto Farfalla".

Vincenzo Bilotta




domenica 15 marzo 2015

La forza della fede

In un passo del Vangelo secondo Marco si narra di una donna che, saputo dell'arrivo di Gesù in città e poichè era malata da tempo, decise di raggiungerlo per farsi curare. Ma, saputo del suo arrivo in città, tanta gente come lei si accalcava per le strade per ottenere da lui miracoli. Nonostante tutto, la donna riuscì comunque ad avvicinarsi e a toccargli un lembo delle vesti. 

In quel momento Gesù, che stava camminando fra la folla, sentì sprigionare un'energia potente dal suo corpo. Perciò chiese: "Chi ha toccato il mio mantello?". La donna all'inizio ebbe paura ma poi, fattosi coraggio, gli si avvicinò e gli disse che era stata lei. A quel punto Gesù, udite le sue parole le rispose: "Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va in pace e sii guarita dal tuo male". (Mc 5,25-34)

L'argomento di cui parlerò oggi è la fede. Ho voluto cominciare con un passo del Vangelo. In realtà il Vangelo è ricco di spunti di riflessione per chi ha deciso di lavorare su di sé e smettere di vivere di ciò che gli hanno impartito dall'alto attraverso il processo educativo robotizzante.

Il passo da me scelto parla di fede allo stato puro e senza ombra di dubbio. Il dubbio, infatti, è l'esatto opposto della fede, stanno agli antipodi, l'uno annulla l'altra e viceversa. La donna della parabola è sicura di guarire, per questo è disposta ad entrare nella mischia pur di toccare un lembo delle vesti di Gesù. E' con questa determinazione che cammina fra la folla e, una volta visto dove si trovava, gli riesce a toccare un lembo delle vesti.

Gesù sente una potente energia sprigionarsi dalle sue vesti. Qui dobbiamo tener presente il fatto che questa volta Gesù non era stato interpellato direttamente dalla donna, solo le sue vesti erano state sfiorate. Ciononostante la donna guarisce per mezzo dell'energia che sprigiona da Gesù il quale, malgrado la folla, riesce ad accorgersi del movimento energetico guaritore.

Alla fine Gesù le dice: "Figlia, la tua fede ti ha salvata". E' la fede, infatti, che salva la donna. Gesù è solo un tramite fra Dio e la donna, un intermediario messo in contatto dalla forza della fede albergante nella donna. Un passo molto bello ed istruttivo. Chi ha occhi e orecchie buone faccia tesoro di ciò!

Quanti di voi hanno fede? Quanti riescono a visualizzare e veder realizzato ciò che desiderano? Non molti, pur avendo tutti le stesse potenzialità, nessuno escluso! Perché molte persone riescono a far accadere miracoli nelle proprie Vite mentre altre vivono un inferno in terra? Cosa favorisce i primi e ostacola, invece, i secondi? La mancanza di fede, il dubbio mascherato da fede. 
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Non basta pregare per ottenere miracoli o curarsi con rimedi ritenuti da ALTRI efficaci affinché si possa guarire. Non funziona così! Il punto di partenza è la fede in ciò che si fa e in ciò che si dice (cura o preghiera). A tutto il resto ci pensa Dio. Dio esterno o interno non ha importanza, dopotutto Dio è OVUNQUE, ONNIPRESENTE E ONNIPOTENTE.

Quando si ha fede si è capaci di gesti che, in condizioni normali non ci si sognerebbe nemmeno di compiere. Prima di avere fede in qualcosa di esterno, ciò che potrà fare la differenza sarà lo sviluppare una fede interiore, cominciando a credere in se stessi e a non avere più dubbi sulle proprie capacità di attrarre a sé il meglio dall'universo.

Come ho detto prima, il dubbio costituisce l'ostacolo principale alla riuscita di ogni impresa, sia essa una guarigione che la realizzazione dell'attività dei propri sogni. Di conseguenza, se si vorrà davvero sviluppare una fede profonda nelle proprie capacità, si dovrà prima lavorare per eliminare ogni eventuale dubbio alla radice.

La radice sta sempre lì, deriva dal processo educativo durante il quale "c'insegnano" ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, infarcendoci di nozionismi volti a limitare la nostra NATURALE POTENZA. Siamo tutti figli di Dio, Egli ci creò a Sua immagine e somiglianza.... Qualcuno se lo ricorda ancora? O dobbiamo continuare a credere di essere al pari di vermi striscianti?

Quando apriremo gli occhi e cominceremo ad avere fede nella preghiera e nella visualizzazione? Smontiamo il sistema educativo culturale dei suoi inutili nozionismi, frasi fatte e conoscenze scientifiche se davvero vogliamo cominciare a vivere nella Vita Reale interagendo con essa per mezzo della fede e non più del dubbio.

Guardiamo meno tv e più nuvole in cielo, ascoltiamo meno radio e più ruscelli che scorrono e cinguettii degli uccelli nel bosco. Torniamo alle nostre VERE origini, ricongiungiamoci col Tutto, che è in noi, fuori di noi e nell'universo intero. Nessuno può soffrire se si sente unito col Tutto. In quel momento di comunione totale cessa il senso di smarrimento, la solitudine, la paura degli altri e si comincia a capire che l'altro è uno specchio di noi venuto per aiutarci ad evolvere insieme a lui.

Imparate ad ascoltarvi di più e a pensare di meno. La fede è nell'Anima e parla il linguaggio del cuore. Il dubbio nasce dalla mente e ci tormenta coi suoi pensieri ossessivi e stagnanti. Usciamo dalla mente e impariamo a stare in silenzio. E' attraverso le parole sussurrate, infatti, che il cuore ci comunica i desideri e i progetti della nostra Anima.

Vincenzo Bilotta