domenica 9 giugno 2019

Il miracolo sei tu

Chi, come me, crede in Dio, di conseguenza crede nei miracoli, nel fatto stesso che possano, in determinate circostanze e a certe condizioni, avvenire. Oggi parlerò del come poter realizzare o, quanto meno, accorgersi dei miracoli quando accadono nelle nostre Vite.

TUTTO E' UN MIRACOLO, NIENTE E' UN MIRACOLO. QUESTIONE DI PROSPETTIVA MENTALE, DI CIO' CHE CI HANNO INSEGNATO A FARE, ESSERE, CREDERE ED ASPETTARCI. Ogni cosa accade al momento giusto ma, spesso, noi ce ne accorgiamo solo se siamo stati abituati a VEDERE, ad aspettarci quella cosa. Diversamente passerà inosservata e cadrà nel dimenticatoio.
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Il mondo nel quale viviamo è, sì, altamente tecnologico ma è, soprattutto, desensibilizzato dall'idea di bellezza vera, di amore a cuore aperto, di perdono incondizionato, di presenza mentale. In pratica viviamo in un mondo abitato, per la maggior parte, da persone che si trascinano giorno per giorno fottendosi la Vita allegramente ripensando a fatti e a cose dette anche decenni prima e che per dimenticare la loro condizione di derelitti si stordiscono assumendo psicofarmaci, droghe leggere e pesanti, alcolici, usando violenza contro di sé o contro gli altri.

Viviamo in un mondo dove la virtualità sta sostituendo la materialità, dove ci si lascia e ci si mette insieme via sms senza contatti reali, se non raramente. Qualsiasi sentimento umano sembra ormai passare inosservato, in quanto si tende a stordire qualsiasi sentire attraverso lo sviluppo di dipendenze di vario genere, salvo i rari casi in cui si stia seguendo un percorso di crescita personale e si stia lavorando su di sé praticando l'OSSERVAZIONE.
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In un mondo anestetizzato, abitato da zombie rincoglioniti che camminano per strada guardando gli smartphone anche quando attraversano col rosso, può ancora avvenire il miracolo? Quale miracolo può avvenire, vi starete chiedendo mentre leggete questo articolo, in una società in cui sembra andare tutto a rotoli?

In realtà, se ci facessimo caso, ogni giorno il miracolo avviene e quel miracolo siamo noi. La nostra stessa incarnazione, i nostri stessi progetti animici, quelli che ci hanno spinto a venire fin quaggiù per realizzarli, sono un miracolo. Ma noi non ce ne accorgiamo nemmeno!
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Siamo troppo "impegnati" a seguire cosa farà il nuovo governo in carica, a seguire l'ultimo reality, a perdere tempo con le stronzate, insomma. Non ci rendiamo conto che la Vita, il miracolo, avvengono ad ogni istante nelle cose semplici, basterebbe prestarvi maggiore attenzione abbandonandosi al QUI E ORA e lasciando che sia quel che dev'essere.

Il miracolo risiede nella presenza mentale, nell'ascoltare chi ci sta di fronte mentre scambiamo due chiacchiere con lui dopo averlo incontrato per strada, nel primo raggio di sole che spunta all'alba nel silenzio di un mattino qualsiasi. Il miracolo è il sorriso di un bambino, la sua innocenza che trasmette voglia di vivere, di credere ancora possibile un risveglio a livello planetario.
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Il miracolo sei tu che stai leggendo, quando abbassi il volume della tua mente ed alzi quello della natura che ti circonda mente passeggi nei boschi. Il miracolo avviene quando scopri che ACCORGERSI DI ESISTERE è molto più importante rispetto al trascinarsi nell'esistenza in maniera meccanica. Il miracolo accade quando smetti di sentirti in colpa quando ripensi al tuo passato, smetti di essere ansioso quando pensi al tuo futuro perché hai compreso che né l'uno né l'altro esistono nella realtà, esiste solo il MOMENTO PRESENTE, il resto sono sogni ad occhi aperti...

Questo è il vero miracolo, questo è essere vivi e accorgersi di sé. Tutto il resto sono sogni o, spesso, incubi ad occhi aperti, che portano a vivere l'inferno sulla terra. Il miracolo è quello stato mentale in cui, dopo esserci accorti di essere stati per molto, troppo, tempo sotto il dominio della mente, lasciamo che sia lei a servirci dopo averla OSSERVATA ed esserci DISIDENTIFICATI dai processi di pensiero automatico.
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Vivere liberi comporta di più del semplice trascinarsi di giorno in giorno in attesa che si compia un miracolo in grado di cambiare in maniera radicale la nostra Vita. Vivere liberi significa accorgersi che siamo noi il miracolo che aspettiamo dall'esterno e lo possiamo fare accadere in ogni momento nelle nostre Vite per poter essere, finalmente, felici: BASTA CAMBIARE MODO DI PENSARE E, DI CONSEGUENZA, VEDERE LA VITA, RINGRAZIANDO DIO OGNI GIORNO DI ESSERE VIVI E POTER GODERE DI UN ALTRO RAGGIO DI SOLE, DI UN ALTRO SOFFIO DI VENTO, DELL'ODORE DEL CAFFE' A COLAZIONE, DEL SORRISO SPONTANEO DI UN BAMBINO.

Vincenzo Bilotta

domenica 26 maggio 2019

Chi si contenta è morto

"Non si può trovare passione nel modo di vivere mediocre. Non accontentatevi di una Vita che è meno di quella che siete capaci di vivere". (Nelson Mandela)

"Chi si contenta gode", recita un detto antico quanto questo pianeta. Ce lo sentiamo ripetere fin da bambini a casa, in chiesa, a scuola, dagli amici e conoscenti. La frase che condanna l'umanità a vivere nella mediocrità, a raccattare le briciole lasciate da chi proprio non si contenta mai... E gode senza fine!

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Alcune frasi sono state coniate da persone che, per paura o indolenza, non hanno mai OSATO andare oltre le proprie paure cominciando a vivere nell'amore per poter, poi, realizzare i progetti della propria anima. Queste frasi non solo andrebbero eliminate dal proprio vocabolario nell'utilizzo quotidiano ma, anche e soprattutto, dal proprio vocabolario emozionale. Come tutti sappiamo, la PAROLA E' MAGIA E CREA QUELLO CHE RAPPRESENTA QUANDO VIENE PRONUNCIATA.

Di conseguenza, chi crede ai detti e proverbi che sembrano calzare a pennello per i falliti, gli sconfitti e gli "sfortunati", cosa realizzerà nella Vita? Un tubo! Le frasi contenute in questi detti antichi, poco saggi e autosabotanti per chi li pronuncia, sono degli incantesimi che funzionano contro chi li pronuncia, in pratica magia nera che si rivolta contro lo stesso mago che la pratica... La maggior parte delle persone lo fa, in maniera meccanica, lo spero per loro, molti in maniera volontaria, specie i lamentosi.
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Venendo al titolo dell'articolo di oggi, ho voluto intitolarlo apposta "Chi si contenta è morto" perché è la verità. Con ciò non voglio dire che sia sbagliato RINGRAZIARE PER CIO' CHE SI POSSIEDE GIA'. Possiamo, anzi, dobbiamo ringraziare, giorno per giorno, attimo dopo attimo, il buon Dio per i talenti che ci ha donato, per la casa che possediamo, per il nostro stato di salute, ma questo è un altro discorso che esula dall'argomento di oggi e cioè il contentarsi.

Quando si ottengono dei risultati in qualsiasi campo, sia esso sentimentale, lavorativo, sportivo o economico, bisogna, sì, ringraziare, ma non contentarsi. Se ci si contenta si è morti. Si muore in quello stato perché contentandosi ci si adatta al modo di ragionare dell'umanoide medio tutto casa e lavoro, quello che, come si dice dalle mie parti "il poco gli basta e il troppo gli è superfluo".
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Quando ci si contenta è come se si dicesse all'universo: "Ok, ne ho abbastanza, fermati!". Vi sembra sensato? A me sa tanto di autosabotaggio... Perché contentarsi quando le risorse a nostra disposizione sono potenzialmente infinite? Perché, invece, non proviamo a RINGRAZIARE, ACCETTARE E RIMANERE APERTI AL MEGLIO, ALL'ULTERIORE ABBONDANZA CHE, SICURAMENTE, NON MANCHERA' DI VENIRCI INCONTRO SE RIUSCIAMO A RIMANERE IN UNO STATO DI APERTURA ED ACCETTAZIONE?

Non smettiamo mai di continuare a migliorarci, di ambire al meglio, di volere il massimo pur vivendo in maniera umile, non egoica, in uno stato non-competitivo col mondo esterno e, di conseguenza, coi nostri simili. Passiamo, invece, ad uno stato collaborativo, dove l'altro, l'esterno, non vengono visti più come antagonisti ma, semmai, come parametri di riferimento da imitare o superare nell'opera d'arte che sarà la nostra Vita se evitiamo di arenarci, di contentarci, di morire ancor prima di nascere e vedere la luce come persone nuove, risvegliate e pronte a VIVERE.
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Evitiamo la lamentela, smettiamo di contentarci, sforziamoci di migliorare, passo dopo passo, giorno dopo giorno, poniamoci al servizio degli altri in base alle nostre competenze, ai nostri talenti, il resto verrà da sè, perché ce lo meritiamo, alla fine è per questo che siamo nati, per realizzare la missione della nostra anima e splendere come tante stelle nel firmamento della Vita.

Vincenzo Bilotta

domenica 12 maggio 2019

Cerchi di controllare la tua Vita?

La Vita è un continuo accadere di eventi, è un fatto che nessuno può negare. Del resto le nostre anime lo sapevano quando si sono incarnate... Molti di noi, però, hanno dimenticato di avere un'anima e di essere qui per provare le esperienze terrene, ciò perché si sono identificati totalmente con il proprio sistema psicofisico e hanno preso troppo sul serio la Vita!

La gente che non ama la propria Vita è, senza dubbio, in una condizione di resistenza, cerca in tutti i modi di evitare il male per poter perseguire, vivere e sperimentare il bene. Perché ciò accade? Per la naturale tendenza, che un pò tutti noi abbiamo, a giudicare le nostre Vite e, di conseguenza, gli accadimenti con i quali interagiamo ogni giorno.
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Quando si giudica un evento come buono/cattivo, bello/brutto, inevitabilmente si tenderà a temere, com'è ovvio, il cattivo e il brutto cercando, viceversa, di ottenere/perseguire il buono e il bello. Ciò a causa del giudizio perché, in realtà, tutto accade lo stesso, non abbiamo nessun controllo sul continuo, naturale, fluire della Vita con le sue dinamiche. Il partner se ne va lo stesso, il nostro animale domestico muore, il datore di lavoro ci licenzia, la borsa crolla...

Cosa fare allora? Come porre fine alla sofferenza che sembra affliggere molte persone, facendole vivere in costante tensione? Il lavoro di osservazione, in questo come altri contesti, è essenziale per capire cosa non va nella nostra Vita, cosa andrebbe cambiato, eliminato o, semplicemente, accettato. Si, perché il più delle volte di mancata accettazione si tratta.
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La mancata accettazione, a sua volta, deriva da un giudizio emesso da chi non avrebbe voluto vivere la situazione che la Vita gli ha, invece, posto davanti... Non avrebbe voluto vivere il lutto, l'abbandono, il licenziamento, la malattia, il tradimento da parte dell'amico più fidato. In altre parole, chi non accetta, oltre a resistere alla Vita, a CIO' CHE E', vive nella sofferenza perché avrebbe voluto che le cose fossero andate diversamente, per come aveva, magari, programmato...

Ma di programmi, con la Vita, non se ne possono fare. Si può, certo, programmare la propria attività lavorativa, se avere bambini, un futuro trasferimento in un'altra città, un viaggio intorno al mondo ma poi si dovrà sempre tenere conto di ciò che la Vita avrà in serbo per noi. E la Vita, per inteso, non la si può controllare, la si può soltanto VIVERE FLUENDO CON ESSA SENZA OPPORRE ALCUNA RESISTENZA.
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Smettiamola di controllare le nostre Vite... Se piove è la natura che lo vuole, se muore qualcuno è la sua anima che lo decide, se un amico ci tradisce occorre prenderne atto e farne esperienza... Nessuno può avere certezza su nulla, solo la morte è certa! Per quanto riguarda tutto il resto bisognerebbe porsi, nei confronti della Vita con le sue dinamiche, in un atteggiamento di abbandono. Quando parlo di abbandono non mi riferisco alla supina rassegnazione ma, semmai, al lasciarsi andare come quando si nuota al mare smettendola di opporre resistenza, di essere rigidi, altrimenti si rischia di affondare...

Lasciamoci guidare dalla Vita, proviamo ad essere più intuitivi, ad aprire i nostri cuori e ad affidarci ad essa con fede e lasciamoci trasportare verso nuove spiagge, accettiamo nuove esperienze, apriamoci allo sconosciuto, diventiamo navigatori nel mare dell'ignoto prendendo tutto ciò con spirito d'avventura e non, come fanno molti, con ansia e paura.
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LA VITA E', NON GIUDICHIAMOLA; LA VITA SA, DIVENTIAMO SUOI ALLIEVI; LA VITA SCORRE, LASCIAMOCI ABBRACCIARE E TRASPORTARE DALLE SUE TIEPIDE ACQUE; LA VITA CI TOGLIE CIO' DI CUI NON ABBIAMO PIU' BISOGNO PERCHE', POSSIBILMENTE, I TEMPI SONO MATURI PER INTRAPRENDERE NUOVI PERCORSI E FARE ALTRE SCELTE, ACCETTIAMOLA E RINGRAZIAMO L'UNIVERSO PER QUESTO.

Provate a vivere senza voler controllare. Smettete di desiderare il bel tempo e cominciate a ballare sotto la pioggia; smettete di essere tristi perché il partner se ne è andato e godetevi un attimo di pausa per dedicarvi a voi stessi; smettete di essere arrabbiati se al lavoro vi hanno licenziati per riduzione del personale e inventatevi un nuovo lavoro; lasciate essere, smettete di voler controllare, di resistere alla Vita e al suo naturale divenire...
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Non siate mai nostalgici, non vivete nel rimorso, altrimenti probabilmente siete proiettati nel passato; non vivete nell'ansia di ciò che potrebbe accadere perché, scusate la franchezza, quel dopo potrebbe non arrivare mai... Tornate QUI, ORA, SMETTETE DI VOLER CONTROLLARE TUTTO E TUTTI E COMINCIATE A VIVERE, VE LO MERITATE!

Vincenzo Bilotta


domenica 28 aprile 2019

Impara ad amarti

L'educazione alla quale siamo sottoposti ci vuole perfetti. Essa, infatti, tende ad uniformarci alla massa, a renderci anonimi e poco reattivi, così non diamo fastidio a nessuno e ci lasciamo manipolare facilmente dall'alto. In quello che io chiamo il processo educativo-programmatico poco spazio viene lasciato all'individualità, sarebbe pericoloso avere in giro in questa società di burattini delle persone che riescono ancora a pensare autonomamente.

Ci viene insegnato ad uniformarci, a non dire mai ciò che realmente si pensa, a fare poche domande, si verrebbe considerati dei "rompiscatole". Ma voglio venire al punto di questo articolo, al nocciolo della questione: oggi voglio spiegarti come fare per amarti di più.
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Sì, lo so, non ne hai mai sentito parlare, né a scuola né, tanto meno, a casa. Nessuno in realtà sa come amare se stesso. Certo, in chiesa t'insegnano ad amare il prossimo, nel gruppo buddista t'insegnano la compassione ma nessuno, dico nessuno, ti ha mai spiegato come aumentare la tua autostima, il tuo amore verso te stesso, insomma, nessuno ti ha mai insegnato a volerti bene.

Per cominciare ad amarti devi, prima, cominciare a conoscerti. Per far ciò comincia a lavorare su di te, medita, viaggia da solo, stai più tempo per conto tuo sia pure a casa. In questo modo comincerai a conoscere meglio degli aspetti di te che non avevi mai preso in considerazione in quanto magari tendevi a stare più tempo con gli altri e a conoscerti in base a ciò che gli altri pensavano di te, in base ai "sentito dire".
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Smetti di credere a ciò che gli altri pensano di te. Aumenta la tua autostima, la tua autoconoscenza, lascia perdere cosa pensano gli altri su di te, siano impressioni positive o negative, va per la tua strada, quel che conta, l'ultima parola, devi essere tu ad averla, fa che sia una parola di amore verso te stesso, qualcosa che ti gratifichi e sia in grado di farti andare fiero di te.

Comincia, se non l'avessi mai fatto prima, a concederti degli spazi dove poterti rilassare e migliorare sia a livello interiore che esteriore. Trova almeno mezz'ora al giorno per meditare e rilassare la mente, questo spazio è di vitale importante per rilassarsi e lasciare fluire i pensieri superflui. Oltre a meditare, concediti degli spazi per curare il lato esteriore: vai in palestra, in un centro benessere, pratica yoga fisico o ballo se vuoi.
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Altro aspetto importante da non sottovalutare è il cominciare ad amare il proprio viso riflesso nello specchio: sorriditi ogni volta che ti vedi riflesso in uno specchio. Ciò, oltre ad aumentare la tua autostima ti permetterà di allenarti a sorridere di più agli altri e, di conseguenza, alla Vita.

Smetti di mettere gli altri sempre al primo posto... Sei tu che vieni per primo! No, non è un ragionamento da egoisti e, no, non è vero che viene la tua famiglia per prima! Prima vieni tu! Se non ti ami, non ti sostieni, non ti senti a tuo agio con te stesso, cosa puoi trasmettere di positivo alle persone che ti stanno accanto? Ben poco, credimi!
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Solo chi ama ed apprezza se stesso può cominciare ad amare ed apprezzare gli altri... La persona che si ama emana sicurezza, serenità, gioia di vivere, fa piacere starle accanto, condividere bei momenti nel corso della giornata. Sicuramente avrete frequentato persone che, invece, non si amavano per nulla, e non ditemi che vi ha fatto piacere stare con loro, in quei contesti si vorrebbe fuggire all'istante! Chi non si ama non ha nulla da dare agli altri, anzi... Spesso chi non si ama toglie il buonumore e il sorriso dalle labbra di chi incontra!

Vivi la Vita attimo per attimo, fa di ogni silenzio un dono, di una tazza di caffè una celebrazione, alla fine anche questo è amarsi, il sapere apprezzare le cose semplici della Vita fino a trasformarle in rituali sacri, fino a farle diventare meditazione, donando pace al cuore di chi riesce a vivere l'attimo senza pensare al dopo e alle persone che, interagendo con lui, hanno l'opportunità di condividere questa meravigliosa esperienza.
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Eccoti una piccola routine che puoi seguire, dei suggerimenti che, se applicati con costanza, potranno portarti a nutrire un maggior amore e una maggiore stima verso te stesso:

1) Ogni mattina, appena alzato, ringrazia Dio della meravigliosa opportunità che ti sta donando per averti concesso un altro giorno di Vita, fanne tesoro.

2) Dopo essere sceso dal letto, guarda la tua immagine riflessa allo specchio e, dopo aver pronunciato il tuo nome, fallo seguire dalla frase: TI AMO, poi sorridi.

3) Fa ogni cosa con gioia, la gioia di star bene con te stesso, a prescindere dalle persone che incontrerai nel corso della giornata.

4) Sii positivo, sempre. La Vita è un punto di vista, fa che il tuo sia il più luminoso di sempre!

5) Sii da esempio per gli altri. Mostra quanto ti ami, quanto tieni a te stesso in tutti gli ambiti: attività fisica, alimentazione, modo di pensare, lascia che gli altri seguano il tuo esempio senza mai obbligare nessuno.

6) Sii gentile. Un atto di gentilezza non costa nulla e gratifica soprattutto chi lo compie e, ovvio, chi lo riceve.

7) Dedica almeno un'ora al giorno a te stesso: lasciati sempre uno spazio a disposizione per rilassarti, concederti un massaggio, una sauna, andare in palestra, camminare, meditare, leggere, scrivere, giocare.

8) Lascia fluire i pensieri che non sono in linea con il tuo benessere: tieni dentro e potenzia solo ciò che ti fa stare ancora meglio ed elimina i pensieri inutili quali  giudizi dati e ricevuti, piccoli diverbi quotidiani e, in generale, tutto quello che costituisce un ostacolo alla tua gioia interiore.

9) Liberati da tutte le convinzioni limitanti riguardanti la tua autostima e il tuo valore che emergono nel corso della giornata e che possono influenzarne negativamente il suo andamento e, di conseguenza, il tuo umore.

10) Liberati dal tuo vecchio modo di pensare ed agire: ogni giorno elimina una vecchia abitudine che ha limitato, fino ad oggi, la libera espressione delle tue reali potenzialità.

Prova a seguire questi consigli e a farne un'abitudine tenuta costante per almeno 21 giorni, tale è il tempo minimo, infatti, affinché il tuo cervello possa eseguirli poi in automatico permettendoti, finalmente, di trasformare te stesso e, di conseguenza la Vita delle persone che avranno modo di interagire con la persona positiva che sarai diventata! Buona pratica e buona Vita!

Vincenzo Bilotta

domenica 7 aprile 2019

Stamattina mi sono bevuto una tazza di tè

Stamattina, poco dopo essermi alzato, ho deciso di prepararmi del tè. Ho messo il pentolino sul fuoco, l'ho portato all'ebollizione, ho versato l'acqua bollente in una tazza per poi mettere il tè in infusione per 4 minuti circa, così viene più forte e sprigiona al meglio il suo aroma. Passati i 4 minuti l'ho zuccherato e, dopo aver mescolato il tutto, ho cominciato a berlo, a volte soffiando dentro la tazza, era molto caldo.

Poi, all'improvviso, ho smesso di bere il tè e mi sono perso. All'improvviso sono arrivati, loro, proprio loro, i pensieri, a raffica, come un fiume in piena, no, peggio, come un'onda di tsunami, travolgendo la mia quiete interiore ed esteriore, il mio rilassarmi in una pigra domenica mattina, quando tutto sembra essere al suo posto, dove anche un alito di vento trova il suo spazio nell'eterna perfezione dell'ADESSO.
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In quel momento non ho più assaporato il tè, ogni cinguettio degli uccellini, è primavera ormai, sembrava essersi perso nelle voragini della mente, sempre lei che, coi suoi pensieri tumultuosi, ti assale all'improvviso, senza chiedere il permesso, mandando tutto all'aria, la tua quiete, il tuo respiro regolare, trascinandoti con impeto irrefrenabile dentro le sue problematiche create ad arte al solo scopo di farti dimenticare ciò che fai, ciò che realmente SEI, e mandandoti indietro nel tempo o, a seconda della sua lunatica decisione, avanti nel futuro.

Lo scopo? Farti dimenticare di te, del té o di quant'altro tu stia facendo. Tornando a me e alla mia tazza di tè, vi confesso che, per un paio di minuti mi sono perso, crucciandomi per ciò che potrebbe accadere nella mia Vita in un futuro prossimo, chiedendomi se le cose che sto sistemando al suo interno si risolveranno al meglio, se, se, se, se...
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Ad un certo punto ho visto me stesso proiettato in un tempo futuro fatto di problemi che cominciavano a crearmi sofferenza per come sarebbero potuti andare, fatto di dettagli creati al solo scopo di creare in me ansia, vuoto inconsapevole, paura dell'ignoto.

A quel punto, proprio quando tutto sembrava perduto in un futuro spaventoso, dove sembravano essere naufragate tutte le mie più rosee certezze e mentre il tè stava diventando freddo, SONO TORNATO, HO RESPIRATO, GLI UCCELLI SONO TORNATI A CANTARE, HO COMINCIATO A SENTIRE IL SOLE CAREZZARE LA MIA PELLE E, DIETRO TUTTO QUESTO, HO FINITO DI BERE IL MIO TE' VERDE, VARIETA' GUNPOWDER.
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Alla luce di tutto ciò mi sono chiesto quante altre volte invece di tornare in sé ci si perda in pensieri inutili, ci si rovini la Vita facendo proiezioni su un futuro catastrofico, si cerchi di affrontare tutto e subito, sperando di risolverlo ancor prima che l'evento che si aspetta o si teme possa accadere.
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Lasciamo ad ogni giorno i suoi problemi, alla mente le sue fantasie, noi limitiamoci a vivere, attimo per attimo, ciò che la Vita ci dona perché è proprio come un abito fatto su misura, è fatto per noi, ci calza a pennello e non dobbiamo cercare altro, altrimenti ci perderemo l'istante e il nostro buon tè si raffredderà, ormai stufo di aspettare il nostro ritorno dai nostri voli pindarici in cieli costellati da fantasie perverse.

Vincenzo Bilotta 

lunedì 1 aprile 2019

Creare il testimone

Chi lavora su di sé sa benissimo che, non appena ci si distrae, il che accade molto di frequente, ciò a causa degli automatismi che ci governano da sempre, si cade in uno stato di sonno, dove si perde la possibilità di governare le proprie azioni, di vivere in maniera consapevole la propria Vita e si diventa schiavi dei propri pensieri. Ma non solo...

Oltre ad identificarsi coi propri pensieri, si comincia anche, inevitabilmente, a creare una realtà allucinatoria all'esterno di noi, questo come diretta conseguenza della perdita di controllo dovuta ad uno stato di "assenza da sé", il che è proprio l'opposto rispetto al ricordo di sé auspicato, fra gli altri, da Gurdjieff. E allora ecco che si diventa ansiosi, depressi, arrabbiati, aggressivi, tristi, ci si sente soli...
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In realtà basterebbe osservare in maniera imparziale questi pensieri per poterli poi lasciare andare, ciò senza correre il rischio di immedesimarsi fino a diventarne schiavi. Tutti, indistintamente, impariamo a vivere, almeno così c'insegnano, in una condizione di ansia per ciò che potrebbe accadere in un futuro più o meno prossimo all'interno delle nostre Vite. Ciò crea un divario spaziotemporale fra il QUI E ORA ed un futuro imprecisato, dove ci si ostina a vivere, pura fantasia, anzi... Pura follia!

Sempre più persone mi contattano dicendomi di sentirsi ansiose, tristi, depresse, arrabbiate, spesso per fatti che potrebbero accadere o che sono accaduti anche 30 anni prima! In realtà non si ha il controllo della situazione, non si sa nemmeno come fare con questa mente irrequieta, sempre pronta a proiettarci dentro degli scenari apocalittici degni di un film horror, ciò al solo scopo di farci soffrire.
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Ma esistono davvero i pensieri? O sono solo dei naturali processi mentali, dei programmi che la nostra mente elabora di continuo perché, alla fin fine, è questo il suo compito? I pensieri, in realtà, non hanno una consistenza solida, non sono veri, a meno che non ci si identifichi, come fa la maggior parte degli esseri umani.

E allora ecco nascere i disagi, l'incapacità di gestire le emozioni, a volte sorgono problemi a livello psicofisico anche seri, ciò per il fatto che si finisce per credere alle proiezioni mentali al punto da creare degli squilibri a livello energetico fino a sfociare nella "Benattia", (che è anche il titolo del libro del Dott. Francesco Oliviero, oltre ad essere un termine da lui coniato),  al secolo malattia.
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Ma come si fa a guardare dentro il pozzo senza fondo, dal quale sembra costituita la mente con tutti i suoi pensieri, senza, tuttavia, correre il rischio di caderci dentro e rimanerne intrappolati in eterno? E' davvero possibile essere felici, liberi, senza pesi, senza sensi di colpa, e poter gioire, finalmente, della Vita in maniera incondizionata?

La risposta è: certo che sì! Il fatto che nessuno c'insegni come fare gioca un ruolo fondamentale nel creare un'umanità "all'apparenza infelice". Sì, perché, sotto sotto, possiamo essere felici, basta riuscire a sganciarsi dalla mente con le sue proiezioni fantasiose quanto ripetitive per poter, finalmente, gestire la nostra Vita in maniera autonoma e rilassata.
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Il passo fondamentale che potrà portare alla libertà dall'illusione dei pensieri è costituito dalla creazione del cosiddetto testimone. Cos'è il testimone? Il testimone è colui il quale osserva senza giudizio, almeno ci prova, i propri pensieri e smette, al contempo, di entrarci dentro, di crederci, di "diventare" i pensieri stessi.

Per cominciare il lavoro che potrà portare, se seguito, alla creazione del testimone, occorrerà innanzitutto osservarsi, sia mentre si compiono le azioni quotidiane quali lavorare, fare i lavori di casa, guidare l'auto o bere un caffè, sia quando, e ciò accade inevitabilmente, la mente proietta in maniera costante e, spesso, ripetitiva, determinati pensieri.
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Alcune persone credono talmente tanto nel proprio dialogo interiore che finiscono, senza accorgersene, col parlare a voce alta coi propri pensieri! Lì ci sarebbe un bel pò da lavorare allo scopo di riuscire ad osservare senza ripetere il dialogo interiore a voce alta...

Anche il solo cominciare ad osservarsi è, di per se stesso, complesso e di non facile attuazione, ciò perché la nostra mente agisce in maniera automatica, proprio come una nave senza nessuno al timone (puoi leggere il mio articolo, in proposito, dal titolo CHI COMANDA LA NAVE?).
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All'inizio del lavoro, quindi, basterà sforzarsi per riuscire ad osservare, almeno per un pò, i pensieri che la nostra mente proietta. Ci si accorgerà subito della complessità del lavoro che, per certi versi, potrebbe essere, agli inizi e se non si ha volontà, frustrante.

Dopo aver sviluppato la capacità di osservazione, occorrerà esercitarla in maniera costante, non solo quando si medita ma, soprattutto, quando si è immersi nella Vita quotidiana, tipo mentre si fa la spesa, si lava l'auto, si è in fila allo stadio.
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L'osservazione da sola non basta. Occorrerà smettere, in un secondo tempo, di credere ai pensieri e, soprattutto, di giudicarli. Col tempo, la volontà e la costanza, si svilupperà il cosiddetto testimone, che costituisce, poi, un ricongiungerci con la nostra VERA NATURA, al di là delle forme, del tempo e dello spazio.

Una volta creato il testimone, si sarà, finalmente, liberi dalla mente coi suoi processi di pensiero compulsivi e si potrà trasformare in maniera radicale la propria Vita. Cambieranno le relazioni, cominceranno ad accaderci cose piacevoli, potremmo decidere di cambiare lavoro, ciò perché, nel frattempo, avremo avuto modo di uscire dagli schemi di pensiero ordinario per poter abbracciare la nostra personale visione della realtà.
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Il testimone siamo noi senza il rumore di fondo costituito dalla mente con le sue ansie e preoccupazioni; il testimone siamo noi al di fuori dallo spazio e dal tempo, oltre le dimensioni conosciute fino al conoscibile; il testimone E' senza giudizio; il testimone costituisce la liberazione dell'essere umano dalla schiavitù della mente fino a diventare padrone della propria Vita che è libertà dalla forma e dal pensiero.

Vincenzo Bilotta

domenica 17 marzo 2019

Ama i tuoi nemici

"Avete inteso che fu detto: Amerai il prossimo tuo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?" (Mt 5, 43-46)

Nel Vangelo Gesù parla chiaro, non si possono avere dubbi: dice di amare i propri nemici, non di odiarli, né di vendicarsi. Ma come fare ad amare i propri nemici o, meglio, come si può applicare tutto ciò all'interno della propria Vita? Oggi darò una mia personale interpretazione di tutto ciò, una chiave di lettura ai fini evolutivi e di applicazione pratica nelle nostre Vite quotidiane.
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Intanto premetto che quando parlo di nemici mi riferisco, in primo luogo, ai nemici interiori. I nemici interiori sono quelli che comandano le nostre Vite e ci portano a compiere determinate scelte che sono condizionate proprio dalle pressioni alle quali siamo sottoposti a livello psicofisico. Pensavate che i nemici fossero solo esterni a noi e che noi eravamo in balia degli eventi che accadevano al di fuori del nostro apparato psicofisico?

I primi nemici interiori sono, come ben sapete, i pensieri, ciò almeno fino a quando non riusciremo ad avere la capacità di osservazione che ci permetterà, in un secondo tempo, di distaccarci da essi per poter cominciare a pensare smettendo, al contempo, di venire pensati.
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Oltre ai pensieri ci sono ben altri nemici e molto, molto più potenti dei primi: essi sono costituiti da tutte le parti di noi che non siamo ancora riusciti ad accettare e contro le quali continuiamo a lottare quotidianamente. Questo comporta un dispendio di energie rilevante, ma noi non ce ne accorgiamo nemmeno, non possiamo, ciò per il semplice fatto che sono spesso conflitti o idee che ci accompagnano fin dall'infanzia e che portiamo avanti col pilota automatico.

Bisognerà portare luce nelle parti in ombra della nostra personalità, specie negli angoli più bui dove non abbiamo mai avuto, fino ad oggi, il coraggio di addentrarci perché è proprio lì che si celano i nostri nemici interiori più potenti che dirigono, dal regno delle tenebre, le nostre Vite nostro malgrado.
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Certo, lo so, oltre ai nemici interiori esistono quelli a noi esterni e possono essere interpretati da diversi soggetti che vanno dalla suocera al capoufficio, dal figlio adolescente ribelle alla moglie infedele, ognuno avrà ciò che più gli servirà per svegliarsi ed uscire definitivamente dallo stato di sonno. Sì, è difficile da credersi ma ogni realtà a noi esterna dipende da un mondo interno mai osservato né gestito in maniera corretta.

In pratica fuori è una proiezione di dentro, una sorta di specchio ricco di infinite sfaccettature riflettenti il nostro mondo interiore e, di conseguenza, gli stati d'animo che abbiamo vissuto fino a quel momento. Ecco che, dopo quanto detto, anche la figura del nemico non dovrebbe essere più vista come quella del carnefice che entra a far parte delle nostre Vite allo scopo di torturarci e renderci ogni cosa difficile.
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Chi ama i propri nemici, interiori prima ed esteriori di conseguenza, lo fa per un'unica ragione: quella di evolvere attraverso il loro specchio, cominciando un lavoro volto più all'introspezione e meditazione che non alla demolizione dei presunti "nemici" a lui esterni.

Alla luce di quanto detto anche la suocera che sembra divertirsi a rompere le palle o il figlio ribelle che non si ritira mai all'ora prestabilita e studia quando se ne ricorda, diventeranno dei Maestri (con la emme maiuscola) discesi nella nostra dimensione spaziotemporale allo scopo di farci evolvere attraverso l'attrito con le loro personalità divergenti rispetto alle nostre.
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Alla fin fine, come ben sapete, per evolvere e crescere a livello psicofisico fino a ricongiungersi con la propria Anima, occorre vivere in una condizione di apertura di cuore. Ma prima di poter evolvere occorrerà bruciare il proprio ego sul rogo della propria Essenza Consapevole Risvegliata dal sogno di materia e, per far questo, occorrerà una scintilla che possa ridurre in cenere la propria personalità stratificata.

Questa scintilla si potrà produrre proprio grazie all'attrito con le forze a noi esterne e attraverso lo scontro apparente che servirà a far crescere SOLO CHI SARA' PRONTO AD AMARE CIO' CHE GLI STA DI FRONTE QUALE PROIEZIONE DI CIO' CHE NON E' MAI STATO, FINO A QUEL MOMENTO, CAPACE DI OSSERVARE E TRASMUTARE DENTRO DI SE' SENZA PIU' NEGARLO NE' GIUDICARLO.

Vincenzo Bilotta