lunedì 2 febbraio 2026

Vita spirituale e Vita quotidiana

Oggi voglio parlarvi di spiritualità, però voglio anche inserire l'argomento quotidianità. E' possibile seguire una via spirituale, volta all'evoluzione della coscienza, al raggiungimento di una consapevolezza di tipo superiore, pur continuando a vivere la Vita nel mondo di tutti i giorni, fra le cose materiali?

Il fatto è che, molti di noi, quando sentono di non poter vivere solo la Vita di "superficie", ecco che cominciano a ricercare, attraverso libri, seminari, frequentando ashram, ciò per raggiungere quel grado di completezza che sembra mancare vivendo una Vita come fanno gran parte delle persone, e cioè una Vita fatta di lavoro, hobby, frequentazioni sociali e, in generale, comprendente tutto ciò che fanno le persone comuni all'interno della struttura sociale nella quale vivono.

(Immagine presa dal web)


Accade che, per seguire la via della spiritualità, molti rinuncino ad uscire, comincino a frequentare meno persone e non pratichino attività fisica, e in una prima fase dell'approccio alla spiritualità ci sta pure. Ci si concentra su ciò che sembra mancare, ci si prende cura della mente, si tende più a meditare, a studiare, a dare un senso a ciò che il vivere comune non è riuscito ad integrare nel nostro vivere quotidiano.

Si cerca quel qualcosa in più che non si riesce a trovare nelle relazioni, nel lavoro o negli hobbies. Così, spesso, si passa a un estremo all'altro: da frequentatori di locali, palestre, persone, circoli ricreativi, si passa alla fase che io definisco ascetica, fase nella quale le uscite si diradano, si pratica poco o per nulla sport, ci si concentra su ritiri spirituali, libri e, in generale, tutto ciò che concerne argomenti riguardanti la crescita personale.

(Immagine presa dal web)


Così si passa la prima fase, a volte questa fase dura il resto della Vita di alcune persone. Tuttavia, dopo aver trovato un certo equilibrio spirituale, non sarebbe male vivere la Vita quotidiana come fanno le persone "normali" tornando, magari, ad allenarsi, a farsi un bel percorso benessere, un bel massaggio e, in generale, dando anche al corpo fisico la sua parte.

La cura del corpo senza quella della mente costruisce soltanto una macchina perfetta esteriormente ma poco o per nulla cosciente di sé, delle proprie potenzialità interiori. Viceversa, la cura della sola mente, dello spirito, se porta a trascurare il corpo fisico non è nemmeno auspicabile. Secondo me dovrebbero camminare di pari passo, ciò in quanto un corpo in forma ci restituirà uno stato di benessere mentale e, viceversa, una mente calma ed esercitata attraverso la pratica della meditazione, ci consentirà di compiere i gesti quotidiani con maggior coscienza di sé.

(Immagine presa dal web)


Come potete intuire tutto serve. Infatti abbiamo un corpo per poter sperimentare, attraverso i cinque sensi, la materia, altrimenti non ci saremmo incarnati nel nostro sistema psicofisico e vagheremmo come fantasmi senza consistenza fisica.

Il corpo è necessario, ma affinché funzioni bene, occorre avere un certo equilibrio mentale, una certa conoscenza a livello spirituale, tale per cui noi possiamo governare il nostro corpo al 100% godendone in maniera cosciente e non meccanica, come fa la maggior parte della gente che non lavora su di sé.

(Immagine presa dal web)


Impariamo ad affiancare la Vita spirituale a quella quotidiana, perché entrambe ci servono per essere completi ed uscire definitivamente dalla meccanicità. Nessuna delle due vie è indipendente dall'altra, ma camminano in parallelo ed hanno il compito di completare l'essere umano da ogni punto di vista per consentirgli di sperimentare se stesso, in rapporto con il mondo esterno, in maniera più completa, cosciente e profonda.

Vincenzo Bilotta